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Al San Diego Comic-Con Málaga 2026 i primi 22 minuti di VisionQuest

Al San Diego Comic-Con di Màlaga abbiamo visto all’interno del panel Disney i primi 22 minuti di VisionQuest, serie con protagonista Paul Bettany. Ecco le prime impressioni e alcune dichiarazioni di Bettany su quello che sarà lo show MCU

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Il panel Disney che si è tenuto sabato 3 ottobre al San Diego Comic-Con Málaga 2026 ha letteralmente infuocato il pubblico della manifestazione che ha avuto l’opportunità di partecipare all’evento.

È stato l’appuntamento più importante dell’intera kermesse che ha visto consumarsi per la prima volta al di fuori degli Stati Uniti, uno show di tale portata targato Disney. Tutti gli occhi delle oltre 3.000 persone sono stati rivolti verso i tre maxischermi e il palco della Hall M del SDCC Màlaga per assistere a uno spettacolo per cui “non si era preparati” secondo il presentatore del panel Claudio Serrano, attore spagnolo e storico doppiatore di Batman.

Tra le tante cose mostrate durante lo spettacolo, abbiamo avuto la possibilità di poter vedere in anteprima mondiale i primi 22 minuti del primo episodio di VisionQuest, la nuova serie TV dei Marvel Studios, che chiude la trilogia aperta da WandaVision e proseguita con Agatha: All Along.

Uno spettacolo che ha ulteriormente galvanizzato il pubblico che si aspettava invece il solo ingresso di Paul Bettany sul palco, protagonista dello show MCU, ultimo tassello prima dell’attesissimo blockbuster in arrivo a dicembre Avengers: Doomsday.

Anteprima di VisionQuest: cosa ci aspetta?

ATTENZIONE SPOILER!

Premetto che questa non è una recensione, in quanto ritengo forzata un’analisi di uno show dopo appena 22 minuti del primo episodio a fronte di otto da quasi un’ora l’uno di durata. Si tratta di semplici sensazioni e suggestioni in base a quello che la serie pare anticipare nelle prime battute.

La prima cosa che ci tengo a dire è che, differentemente dagli altri show da piattaforma Marvel Studios fruibili anche senza aver visto molto del Marvel Cinematic Universe, VisionQuest segue quanto visto su WandaVision, serie fondamentale per comprendere al meglio questo show, ma che, grazie a un ottimo espediente narrativo, viene riassunta subito all’inizio della puntata insieme a tutte le peripezie che hanno visto protagonista Visione da quando è comparso nel MCU nel secondo film degli Avengers.

Il titolo VisionQuest ha un determinato significato che emerge subito nella visione dei primi minuti della serie creata da Terry Matalas; una Visione in forma umana lavora, di giorno, all’interno dello stesso bar di Edimburgo dove lui e Wanda furono attaccati dall’Ordine Nero all’inizio di Avengers: Infinity War. Finito il turno, di notte si rintana all’interno di sè stesso in un mondo interiore fittizio, da lui creato, con tanto di domestici, maggiordomo e un ‘inquilino del piano di sopra’ fastidioso: Ultron, interpretato ancora una volta dal grande James Spader.

Le prime sensazioni che ho avuto è di stare vedendo il naturale sequel di WandaVision non solo dal punto di vista della trama: rispetto allo show di Agatha che è a tutti gli effetti uno spin-off che vive di vita propria, VisionQuest ha diversi riferimenti estetici e stile di narrazione che richiamano scelte scenografiche e di regia della serie su Wanda a partire da un mondo illusorio all’interno del quale La Visione ‘si nasconde dalla realtà’.

Festa del Cinema di Roma

Paul Bettany in VisionQuest exclusively on Disney+. Photo courtesy of Marvel. © 2026 Marvel. All Rights Reserved.

Affascinante, ben curato e dettagliato il ‘Quest’ della Visione con colori molto accesi volutamente saturi e un’abitazione british che sembra uscita da un scenografia teatrale (a partire dagli esterni sino ad arrivare agli arredi), che si contrappongono a colori più spenti e naturali della realtà.

Per fare un paragone più concreto, lo stacco tra realtà e immaginario della Visione mi ha ricordato un’altra serie TV bizzarra e al contempo geniale: Kevin Can F**k Himself. Questo show contrappone la finta felicità della protagonista Allison McRoberts (Annie Murphy) quando è in compagnia del marito Kevin (Eric Petersen) con dinamiche, atmosfere e formato da sit-com, al drama di quando è da sola che viene rappresentato attraverso colori più opachi che manifestano il suo reale scontento per un matrimonio che la rende infelice.

Sin da subito viene presentato parte del cast, che non comprende solo Visione e Ultron, ma anche altri personaggi che sono parte integrante del mondo del personaggio interpretato da Bettany. Alcuni sono già apparsi nel MCU e siamo sicuri che uno in particolare farà felici alcuni fan di vecchia data.

Interessante, anche il fatto che sia messo subito in risalto il complesso rapporto di amore/odio tra Visione e un Ultron decisamente diverso rispetto a quello visto in Avengers: Age of Ultron. Il villain qui appare più machiavellico, come una subdola coscienza nei panni umani di James Spader, che cerca più di raggirare Visione per perseguire fini decisamente personali, invece che pensare al bene del protagonista come in apparenza sembra. E in questi pochi minuti Spader sfodera tutta la sua loquacità forbita, caratteristica tipica di alcuni personaggi da lui intepretati in altre serie e film.

In definitiva questi 22 minuti di VisionQuest sono volati. Le sensazioni sono più che positive con un Paul Bettany e un James Spader che preannunciano conversazioni e dinamiche davvero brillanti e una cura davvero maniacale per quello che è l’aspetto visivo ed estetico.

Paul Bettany sul palco del SDCC Màlaga: il ritorno nei panni di Visione

MALAGA, SPAIN – OCTOBER 03: Paul Bettany attends the Disney+ “VisionQuest” presentation during the “Disney x Hall M” event at Palacio de Ferias y Congresos on October 03, 2026 in Malaga, Spain. (Photo by Aldara Zarraoa/Getty Images for Disney+)

Dopo la proiezione, Paul Bettany è salito sul palco tra i numerosi applausi del pubblico, per una breve intervista con Ali Plumb, durante la quale ha raccontato com’è stato tornare nei panni di Visione, cosa aspettarsi dalla serie e cosa significa per lui il personaggio dopo tanti anni.

Il primo giorno sul set di VisionQuest

Bettany ha descritto il ritorno sul set con il nuovo costume come un’esperienza “intimidatoria”: cinque mesi per realizzare la serie, un progetto estremamente impegnativo in cui ognuno doveva dare il massimo.

A tal proposito ha raccontato un aneddoto del primo giorno di riprese. Era in roulotte in attesa di essere accompagnato sul set, ma il tempo passava e nessuno veniva a chiamarlo. Essendo anche produttore della serie, è uscito a chiedere spiegazioni, e gli hanno risposto che stavano aspettando il resto del cast. La sua risposta è stata netta:

“Portatemi sul set e poi andate a dire a tutti che sono già lì ad aspettare”.

Un modo, ha lasciato intendere, di guidare dall’esempio.

Cast e costumisti eccezionali

MALAGA, SPAIN – OCTOBER 03: Paul Bettany and Ali Plumb attend the Disney+ “VisionQuest” presentation during the “Disney x Hall M” event at Palacio de Ferias y Congresos on October 03, 2026 in Malaga, Spain. (Photo by Patricia J. Garcinuno/Getty Images for Disney+)

Parlando dei colleghi, l’attore ha elogiato il cast a cominciare da James Spader, ma non ha nascosto l’entusiasmo per Emily Hampshire, “deliziosa” nel ruolo che interpreta (e di cui non vogliamo dirvi ancora nulla) e, a suo dire, “forse la persona più divertente che abbia mai conosciuto“.

Secondo Bettany, il segreto di un gruppo così riuscito sta nel tono della serie: particolarmente difficile da afferrare, ma quando tutti lo capiscono, ha spiegato, “puoi volare”.

Bettany ha elogiato costumisti e scenografi, che si sono investiti moltissimo nel progetto portandoci parecchio di personale. L’attore ha citato come esempio, un completo gessato che comparirà nella serie, con un dettaglio ideato appositamente dal team costumi. Parole di ringraziamento anche per la squadra stunt: combattimenti e acrobazie, ha detto, sono “eccezionali”.

Cosa aspettarsi dal resto della serie

Invitato a sbilanciarsi sul seguito, Bettany ha scherzato promettendo “tanta energia maschile, in senso buono” e “danni intergenerazionali” causati da robot e laser. Dietro il tono leggero, però, c’è il cuore della storia: una vicenda emotiva e al tempo stesso divertente che parla di identità.

Vision, ha ricordato, cerca da sempre di capire chi è e chi dovrebbe essere, e lo stesso vale per i giovani protagonisti, impegnati in una vera e propria quest. Una ricerca, ha sottolineato, molto urgente, che il titolo stesso della serie riassume.

VisionQuest

VisionQuest arriverà il 14 ottobre su Disney+.

*Qua tutti i nostri articoli dedicati al San Diego Comic-Con Malaga 2026

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Chad Powers S2: Recensione – La vita si complica per il campione dei Catfish!

Chad Powers è sbarcato su Disney+ con la stagione 2. Il sempliciotto fenomeno del football interpretato da Glenn Powell sarà stato in grado di replicare il successo della prima stagione? Ve lo diciamo in questa recensione

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Tra le prime recensioni che sono state pubblicate su questo sito c’era quella dedicata a una nuova serie TV sportiva uscita in sordina su Disney+ l’anno scorso e divenuta presto uno show apprezzato dagli amanti del genere.

L’orologio ha fatto il giro ed un anno è passato.

Chad Powers, la serie originale HULU su un ex giocatore di football interpretato da Glenn Powell in cerca di riscatto, è tornata con una seconda stagione che mantiene intatta la struttura narrativa da comedy sportiva dei primi fortunati episodi, provando a replicarne il successo.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, ve lo spiego in pochissime parole: è come se Mrs. Doubtfire incontrasse Ogni Maledetta Domenica.

Ancora non vi è chiaro? Allora vado con il riassunto della stagione precedente…

Chad Powers: dove eravamo rimasti?

Russ Holliday (Glenn Powell) è un ex giocatore di football la cui carriera è finita prematuramente a causa di un errore che gli è costato tutto.

Dopo otto anni lontano dai campi, Russ ha una nuova occasione come walk-on dei South Georgia Catfish, allenati da coach Hudson (Steve Zahn). Ma il suo volto è troppo noto nell’ambiente e decide di cambiare identità affidandosi a un trucco prostetico rubato al padre, truccatore di Hollywood.

Nasce così Chad Powers, il nuovo astro nascente dei Catfish che, piano piano, scala le gerarchie di coach Hudson e del suo staff, che vede tra le fila anche la figlia dell’allenatore, Ricky Hudson (Perry Mattfeld), nei confronti della quale Chad comincia a provare qualche interesse.

Powers trascina, vittoria dopo vittoria, i Catfish nella parte alta della classifica e diventa il nuovo volto del football accademico, attirando anche l’attenzione dei media su di sé. Ma ricordiamoci che Chad Powers è un’identità fittizia e Russ deve trovare un modo di rendere il trucco più duraturo. Per questo trova un alleato nella mascotte dei Catfish, Danny (Frankie A. Rodriguez).

Tutto sembra filare liscio, finché coach Hudson non ha un infarto scoprendo che la moglie è andata a letto con Russ (non ce la fa a stare lontano dai guai…) e Ricky scopre che Chad Powers non esiste ed è un travestimento dello stesso Russ Holliday.

Nonostante Ricky voglia denunciare Russ, alla fine decide di collaborare con lui a mantenere vivo Chad Powers e permettere ai Catfish di vincere il titolo. Ma i problemi sono appena iniziati.

(Qui chi volesse recuperare la recensione della stagione 1)

La fine per Chad Powers?

CHAD POWERS – “First Look” – Chad Powers is a superstar on the field but his odd behavior off it has everyone suspicious – especially Coach Hudson and Gerry. Ricky knows the truth, but if Russ and Danny want Chad to survive the regular season and lead the Catfish to the College Football Playoff, she’s their only hope. (Disney)
GLEN POWELL, PERRY MATTFELD

Nonostante il futuro sia più roseo che mai per la carriera di Chad Powers e per le sue imprese sportive, non si può dire lo stesso per quello che gli accade fuori dal campo. Il rapporto con Ricky è tutt’altro che idilliaco, gli avversari ci vanno giù pesante nei contrasti e spesso deve ricorrere a sessioni di trucco “extra”.

La notorietà, inoltre, vuol dire anche tanta invasività nella vita privata da parte dei media o semplicemente anche solo del team dei Catfish. Mantenere segreto il fatto che Chad Powers sia una maschera risulta sempre più complesso, nonostante l’aiuto di Danny e della stessa Ricky.

Nel frattempo, il coach Hudson si sta riprendendo dall’infarto e, nonostante i medici gli vietino di continuare ad allenare, di comune accordo con l’ambiziosa presidentessa Tricia (Wynn Everett) decide di tenere segreto il referto medico e riprendere gli allenamenti almeno fino alla fine della stagione.

Nonostante un Chad sempre più leader e una squadra che lo segue in ogni sua mossa, non tutti i giocatori dei Catfish sono contenti dell’escalation di Powers. Gerry (Colton Ryan), il quarterback titolare prima dell’arrivo di Chad, comincia a nutrire una forte gelosia nei confronti del compagno di squadra che lo porta a indagare su Chad, per sabotarne la carriera. E più Gerry scava, più riesce a scoprire cose, mettendo alle strette Chad.

Forse è arrivata davvero la fine per Chad Powers!

Una formula che funziona ancora, ma per quanto?

CHAD POWERS – “First Look” – Chad Powers is a superstar on the field but his odd behavior off it has everyone suspicious – especially Coach Hudson and Gerry. Ricky knows the truth, but if Russ and Danny want Chad to survive the regular season and lead the Catfish to the College Football Playoff, she’s their only hope. (Disney)
GLEN POWELL

Come detto, la struttura narrativa rimane in questa stagione pressoché la stessa: Russ cerca di non far saltare la sua copertura come Chad Powers, i Catfish continuano a vincere e Chad prosegue la sua scalata al successo.

La componente comica gira tutta intorno alle situazioni comiche in cui Chad non si deve far scoprire e mette in atto le azioni più assurde, giocando sul fatto della sua “semplicità intellettuale”, con battute anche fuori luogo o grottesche, per distogliere l’attenzione del suo interlocutore.

E questo funzionava alla grande nella prima stagione. Chad Powers era la novità, Glenn Powell si era messo egregiamente in gioco in una comedy sportiva e alcune battute erano anche brillanti.

Il “gioco” funziona ancora parzialmente in Chad Powers 2, ma comincio a trovarlo ripetitivo e meno efficace. Alcune situazioni sono decisamente al limite: i compagni di squadra, il coach e tutte le persone che circondano la vita di Chad e non sanno che è Russ sono protagonisti di alcuni equivoci per cui chiunque penserebbe “c’è qualcosa che non va…“, ma invece di attivare il cervello decidono di soprassedere semplicemente perché… quello è Chad Powers! E questo, ripeto, va ancora bene in questa stagione, ma non potrà essere tirato troppo per le lunghe anche nelle eventuali prossime stagioni.

Nemici e Amori

CHAD POWERS – “First Look” – Chad Powers is a superstar on the field but his odd behavior off it has everyone suspicious – especially Coach Hudson and Gerry. Ricky knows the truth, but if Russ and Danny want Chad to survive the regular season and lead the Catfish to the College Football Playoff, she’s their only hope. (Disney)
CHAD POWERS

Quello che funziona è senza ombra di dubbio il primo vero nemico dell’amabile e sempliciotto Chad Powers: Gerry.

Il personaggio interpretato da Colton Ryan si trasforma da compagno di Chad, che inizialmente lo accoglie nei Catfish, a vero e proprio villain della serie. La sua invidia diventa odio viscerale e ossessione nell’annientare Chad Powers e scoprire i suoi segreti, e questa nuova versione di Gerry rende il tutto più interessante in una stagione che sposta maggiormente l’attenzione fuori dal campo, rispetto al football giocato, più presente nella prima stagione.

E questo è un altro tasto che ho trovato “dolente”: tutto quello che riguarda lo sport viene sacrificato, con la parte agonistica, più coinvolgente, e tra i punti di forza della stagione scorsa, messa in secondo piano per dedicare più tempo alla (finta) vita privata di Chad e al rapporto con Ricky.

Il feeling con Ricky cresce ed è interessante per come evolve, soprattutto ora che lei conosce il segreto di Russ, ed è un bene che venga dato più spazio al personaggio di Perry Mattfeld, che si spinge molto oltre per coprire Russ, ma avrei preferito un bilanciamento con l’azione delle partite, che vengono spesso citate attraverso i risultati e i commenti da parte del coach Hudson e degli altri del suo team, o dalla cinica Tricia.

Chad Vs. Russ: chi è il vero Mr. Hyde dei due?

E poi c’è Glenn Powell. Se il suo Chad Powers mi aveva colpito molto nella stagione 1, grazie anche all’interpretazione dell’attore, in questi nuovi episodi Powell mi sembra un po’ appannato. La differenza netta tra Russ e Chad della prima stagione, qua non è poi così netta e, anzi, Glenn sembra quasi svogliato quando veste i panni di Chad, meno macchiettistico e divertente come era stato in passato.

Al netto di ciò, Chad Powers rimane un personaggio che riesce a essere protagonista anche in questa stagione, ed è interessante il conflitto interno tra Chad e Russ, dove a volte spicca l’ambizione e l’egoismo di Russ, mentre altre prende il sopravvento la bontà d’animo di Chad Powers. Chi la spunterà?

Chad Powers S2: Promosso o bocciato?

CHAD POWERS – “First Look” – Chad Powers is a superstar on the field but his odd behavior off it has everyone suspicious – especially Coach Hudson and Gerry. Ricky knows the truth, but if Russ and Danny want Chad to survive the regular season and lead the Catfish to the College Football Playoff, she’s their only hope. (Disney)
STEVE ZAHN

I sei episodi che compongono la nuova stagione di Chad Powers sono godibili e divertenti per chi ha amato la prima stagione. L’attenzione si sposta molto sullo scatto di carriera di Chad fuori dal campo, mettendo da parte quello che accade in campo, se non in alcuni episodi, come quello finale.

Meno divertente, più scontata e meno coinvolgente, con un Glenn Powell un po’ svogliato: questi elementi rendono questa stagione nettamente inferiore alla prima, nonostante ci siano sviluppi interessanti per alcuni personaggi come Gerry e Tricia.

Mi aspettavo qualcosa di più da Chad Powers 2? Decisamente sì, ma nel complesso mi ha intrattenuto, anche se forse non ha molto più da dire come show. Del resto, quanto può andare avanti la storia di Chad per risultare ancora credibile e realistica? Non credo molto.

Detto questo, continuerò a credere in Chad Powers e al suo riscatto nella serie. Magari la prossima stagione, se verrà fatta, avrà le carte in regola per riscattarsi con il suo pubblico.

Chad Powers S2 Serie TV
3

Pros

  • Gerry antagonista convincente di questa stagione
  • Ricky e Tricia, le due donne con le palle di Chad Powers

Cons

  • La formula funziona ancora, ma comincia ad annoiare
  • Glenn Powell meno 'in gioco' rispetto alla stagione 1
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I vincitori degli Emmy Awards 2026

I vincitori Emmy Awards 2026, l’ambito premio dell’industria televisiva, annunciati il 14 settembre 2026 durante la cerimonia a Los Angeles.

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«Yeah, well, I’ve had a lot on my plate. We happen to live in a golden age of television.»

Sheldon Cooper aveva ragione: viviamo in una vera e propria età dell’oro della televisione. E a saperlo bene saranno soprattutto i membri della giuria degli Emmy Awards, chiamati anche quest’anno a scegliere i vincitori tra una quantità impressionante di serie, interpreti e produzioni di altissimo livello.

La 78ª edizione degli Emmy Awards si è tenuta lo scorso 14 settembre al Peacock Theater di Los Angeles e, mai come quest’anno, individuare i possibili vincitori sembra essere stata un’impresa tutt’altro che semplice. Delle numerose categorie e altrettante nominations, queste sono quelle che ci hanno tenuti incollati alla televisione la notte del 14 settembre.

Miglior serie comedy

  • Abbott Elementary
  • The Bear
  • Hacks
  • Margo’s Got Money Problems
  • Nobody Wants This
  • Only Murders in the Building
  • Shrinking
  • Widow’s Bay 🏆
Widow's Bay, Apple TV

Widow’s Bay, Apple TV

Miglior attore protagonista in una serie comedy

  • Yahya Abdul-Mateen II – Wonder Man
  • Steve Carell – Rooster
  • Matthew Rhys – Widow’s Bay 🏆
  • Jason Segel – Shrinking
  • Martin Short – Only Murders in the Building
Matthew Rhys – Widow’s Bay

Matthew Rhys – Widow’s Bay

Miglior attrice protagonista in una serie comedy

  • Quinta Brunson – Abbott Elementary
  • Ayo Edibiri – The Bear
  • Elle Fanning – Margo’s Got Money Problems
  • Lisa Kudrow – The Comeback
  • Jean Smart – Hacks 🏆

Miglior attore non protagonista in una serie comedy

  • Colman Domingo – The Four Seasons
  • Paul W. Downs – Hacks
  • Harrison Ford – Shrinking
  • Nick Offerman – Margo’s Got Money Problems
  • Stephen Root – Widow’s Bay 🏆
  • Michael Urie – Shrinking
  • Tyler James Williams – Abbott Elementary
Stephen Root – Widow’s Bay

Stephen Root – Widow’s Bay

Miglior attrice non protagonista in una serie comedy

  • Dale Dickey – Widow’s Bay
  • Hannah Einbinder – Hacks
  • Janelle James – Abbott Elementary
  • Kate O’Flynn – Widow’s Bay 🏆
  • Michelle Pfeiffer – Margo’s Got Money Problems
  • Megan Stalter – Hacks
  • Jessica Williams – Shrinking
Kate O'Flynn - Widow's Bay

Kate O’Flynn – Widow’s Bay

Miglior sceneggiatura per una serie comedy

  • Abbott Elementary
  • The Chair Company
  • The Comeback
  • Hacks
  • Jury Duty Presents: Company Retreat
  • Widow’s Bay 🏆

Miglior regia per una serie comedy

  • Abbott Elementary
  • The Bear
  • The Chair Company
  • Hacks
  • The Ms. Pat Show
  • Widow’s Bay 🏆

Miglior serie drama

  • The Diplomat
  • The Gilded Age
  • A Knight of the Seven Kingdoms
  • Paradise
  • The Pitt 🏆
  • Pluribus
  • Slow Horses
  • Your Friends & Neighbors
The Pitt, HBO Max

The Pitt, HBO Max

Miglior attore protagonista in una serie drama

  • Sterling K. Brown – Paradise
  • Gary Oldman – Slow Horses
  • Mark Ruffalo – Task
  • Rufus Sewell – The Diplomat
  • Noah Wyle – The Pitt 🏆
Noah Wyle - The Pitt

Noah Wyle – The Pitt

Miglior attrice protagonista in una serie drama

  • Carrie Coon – The Gilded Age
  • Chase Infinity – The Testaments
  • Keri Russel – The Diplomat
  • Rhea Seehorn – Pluribus 🏆
  • Zendaya – Euphoria
Rhea Seehorn - Pluribus

Rhea Seehorn – Pluribus

Miglior attore non protagonista in una serie drama

  • Patrick Ball – The Pitt
  • Billy Crudup – The Morning Show
  • Shawn Hatosy – The Pitt
  • Gerran Howell – The Pitt
  • Jack Lowden – Slow Horses
  • Tom Pelphrey – Task 🏆
  • Carlos-Manuel Vesga – Pluribus

Miglior attrice non protagonista in una serie drama

  • Taylor Dearden – The Pitt
  • Fiona Dourif – The Pitt
  • Allison Janney – The Diplomat 🏆
  • Katherine LaNasa – The Pitt
  • Sepideh Moafi – The Pitt
  • Julianne Nicholson – Paradise
  • Karolina Wydra – Pluribus

Miglior sceneggiatura per una serie drama

  • The Diplomat
  • The Pitt (2 episodes)
  • Pluribus 🏆
  • Slow Horses

Miglior regia per una serie drama

  • The Gilded Age
  • Paradise
  • The Pitt
  • Pluribus
  • Slow Horses 🏆
  • Task
Slow Horses, Apple TV

Slow Horses, Apple TV

Miglior miniserie o serie antologica

  • All Her Fault
  • The Beast in Me
  • Beef
  • DTF St. Louis 🏆
  • Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette

Miglior attore protagonista in una miniserie o serie antologica

  • Riz Ahmed – Bait
  • Jason Bateman – Black Rabbit
  • Charlie Hunnam – Monster: The Ed Gein Story
  • Oscar Isaac – Beef
  • Matthew Rhys – The Beast in Me 🏆

Miglior attrice protagonista in una miniserie o serie antologica

  • Claire Danes – The Beast in Me
  • Sally Field – Remarkably Bright Creatures 🏆
  • Carey Mulligan – Beef
  • Sarah Pidgeon – Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette
  • Sarah Snook – All Her Fault

Il bilancio delle vittorie

A chiudere questa panoramica sui vincitori della 78ª edizione degli Emmy Awards è il bilancio delle vittorie ottenute dalle principali piattaforme e case di produzione. Apple TV+ si conferma una delle realtà dominanti dell’intrattenimento sul piccolo schermo, conquistando ben 28 premi, seguita da HBO Max con 21, Netflix con 16, Amazon Prime Video con 10 e Disney+ con 6.

Numeri che fotografano bene gli equilibri di questa edizione degli Emmy Awards e che confermano la forza delle grandi piattaforme streaming, con Apple TV+ protagonista assoluta della serata.

La lista completa delle nominations e vincitori è consultabile sul sito ufficiale degli Emmy Awards.

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Tom Hiddleston ripercorre le ultime ore di Pompei

La star Tom Hiddleston è la voce narrante del viaggio che ci porta a Pompei nel 79 d.C, qualche ora prima dell’eruzione del Vesuvio.

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Non è mia intenzione ripercorrere il disastro naturale che nel 79 d.C. distrusse Pompei ed Ercolano, spezzando la vita di migliaia di abitanti delle due città romane. Voglio invece condividere con voi il modo in cui Tom Hiddleston racconta questa tragedia nella miniserie Pompeii – Out of Time (Fuori dal Tempo), intrecciando ricostruzioni storiche con l’immaginazione per dare voce e volto a tre persone realmente esistite al tempo dell’eruzione del Vesuvio.

La miniserie è stata scritta da Kevin R. Wright con il contributo dello showrunner Tom Barbor-Might.

A volte la scienza non è sufficiente per raccontare la storia..

Conosciamo tutti la storia di Pompei.

Ognuno di noi ne ha sentito parlare almeno una volta nella vita e i più curiosi avranno probabilmente visitato gli scavi archeologici, tra i siti dell’antica Roma più affascinanti e al tempo stesso più inquietanti.

L’archeologia e la scienza, supportate da tecnologie sempre più avanzate, riescono a ricostruire con straordinaria precisione gli eventi di quelle fatidiche ore. Ma solo fino a un certo punto. Più ci si avvicina ai dettagli della vita quotidiana, ai pensieri, alle emozioni e alle ultime decisioni di chi visse quella tragedia, più le certezze lasciano spazio all’interpretazione.

È proprio in questo spazio che si inserisce Pompeii – Out of Time. Nel documentario, Tom Hiddleston intreccia dati storici, reperti archeologici e immaginazione per ricostruire l’eruzione del Vesuvio che, quasi duemila anni fa, cancellò Pompei.

Tratto da Pompeii - Out of Time, Tremors

Tratto da Pompeii – Out of Time, Tremors (Tremori)

L’attore britannico racconta di essere da sempre un grande appassionato di storia. Gli studi classici lo hanno avvicinato al latino e, anni dopo, lo hanno portato a visitare Pompei per la prima volta. Quell’esperienza, unita al fascino per l’arte e per la storia del mondo romano, ha alimentato un interesse che continua ancora oggi e che emerge chiaramente nel modo in cui accompagna lo spettatore attraverso il documentario.

.. e nemmeno un Loki

Tom Hiddleston resta il nostro Loki, certo. Ma per qualche ora mette da parte il ruolo di Dio dell’Inganno per trasformarsi in un narratore curioso e sorprendentemente credibile.

Hiddleston non è solo in questo viaggio che lo riporta indietro di quasi duemila anni. Ad accompagnarlo ci sono alcuni tra i massimi esperti del settore, che contribuiscono a ricostruire gli eventi attraverso le rispettive discipline. Tra questi figurano Steven L. Tuck, professore di Studi Classici presso l’Università di Miami, la dottoressa Sarita Robinson, esperta di psicologia della sopravvivenza, e gli archeologi Caitie Barrett e Darius Arya.

Tom Hiddleston con Professor Steven Tuck

Tom Hiddleston con Professor Steven Tuck

Tom Hiddleston con Dr. Sarita Robinson

Tom Hiddleston con Dr. Sarita Robinson

Tom Hiddleston con Professor Caitie Barrett

Tom Hiddleston con Professor Caitie Barrett

Ognuno di loro offre un contributo fondamentale al documentario, rendendo la ricostruzione degli eventi più accessibile e coinvolgente. Tra tutti, però, è stato l’intervento della dottoressa Sarita Robinson a colpirmi maggiormente. I suoi studi sulla disaster psychology, la disciplina che analizza il comportamento umano durante le catastrofi, aggiungono una prospettiva tanto inaspettata quanto affascinante.

Secondo la dottoressa Robinson, gli abitanti di Pompei avrebbero avuto il tempo necessario per evacuare la città già ai primi segnali dell’imminente eruzione. I terremoti che precedettero l’esplosione del Vesuvio avrebbero dovuto rappresentare un chiaro campanello d’allarme, ma vivere in una zona fortemente sismica li aveva portati a considerarli parte della quotidianità. La loro percezione del rischio risultava quindi alterata e, con ogni probabilità, fu proprio questa sottovalutazione del pericolo a costare la vita a migliaia di persone.

La storia di Avianius e Julia Felix

La ricostruzione storica lascia progressivamente spazio all’immaginazione quando Hiddleston segue le tracce di due persone realmente esistite: il giovane Avianius, interpretato da Frankie Treadaway, e Julia Felix, interpretata da Lubna Azabal.

Ho trovato particolarmente affascinante il modo in cui la regia intreccia dati archeologici e finzione narrativa. Le informazioni ricavate dagli scavi diventano il punto di partenza per immaginare le ultime ore di Avianius e Julia Felix, dando vita a scene girate in studio che ricostruiscono le decisioni che potrebbero aver preso durante l’eruzione del Vesuvio.

La voce di Tom Hiddleston accompagna questo viaggio con empatia, aggiungendo il giusto coinvolgimento emotivo senza mai trasformare il documentario in un’opera di pura fiction. È proprio questo equilibrio tra rigore storico e immaginazione a rendere Pompeii – Out of Time un racconto così coinvolgente.

Avianius, interpretato da Frankie Treadaway

Avianius, interpretato da Frankie Treadaway

Lubna Azabal interpreta Julia Felix

Lubna Azabal interpreta Julia Felix

Pompei non è stata l’unica vittima dell’eruzione

Pompei, però, non fu l’unica città a soccombere alla furia del Vesuvio.

È a Ercolano che incontriamo il terzo e ultimo protagonista del documentario: un soldato pretoriano, interpretato da Barry Aird. Anche in questo caso la narrazione alterna ricostruzione storica e sequenze realizzate in studio, immaginando le ultime ore di un uomo realmente esistito.

Il Pretoriano, interpretato da Barry Aird

Il Pretoriano, interpretato da Barry Aird

La sua presenza a Ercolano è suggerita da alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi, tra cui la spada e la cintura militare, che hanno permesso agli archeologi di ipotizzare l’identità e il ruolo del suo proprietario. Attraverso questi indizi, il documentario costruisce una narrazione plausibile che restituisce umanità a uno dei tanti volti rimasti sepolti sotto la cenere.

Capire chi fosse e, soprattutto, cosa ci facesse a Ercolano è un compito affidato all’immaginazione e all’interpretazione dei ricercatori.

Come sottolinea lo stesso Tom Hiddleston, il suo nome probabilmente non lo conosceremo mai. Ciò che possiamo fare, però, è provare a ricostruirne la storia partendo dalle poche tracce che il tempo ci ha lasciato.

Conclusione

Pompei – Out of Time (Fuori dal Tempo) è una miniserie documentario – disponibile dal 23 luglio 2026 su Disney+ – che unisce in modo intelligente e innovativo studi e reperti archeologici alla forza dell’immaginazione, ricostruendo il più celebre disastro naturale dell’antica Roma attraverso una narrazione coinvolgente e profondamente umana.


VOTO POPCORNERD 8.0/10

Pompeii - Out of Time (Fuori dal Tempo)

Pompeii – Out of Time (Fuori dal Tempo)

 

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