Questa classifica non è una semplice somma di voti o premi, ma il risultato di impatto culturale, qualità complessiva, riconoscimenti trasversali e capacità di lasciare il segno. I giochi selezionati sono quelli che, più di altri, hanno dominato più categorie, generato discussioni, emozionato e definito il 2025 videoludico.
10. Metroid Prime 4
Metroid Prime 4 chiude la top 10 come uno dei titoli più divisivi dell’anno, e proprio per questo impossibile da ignorare. Ha fatto discutere per scelte di design coraggiose, per un ritmo diverso rispetto alle aspettative e per una reinterpretazione moderna di una saga storica. Non è stato amato da tutti, ma è stato uno dei giochi più discussi del 2025, e questo basta a garantirgli un posto in classifica.
9. Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii
Una follia dichiarata, un cambio di tono radicale e una libertà creativa che pochi studi osano concedersi. Pirate Yakuza in Hawaii è stato uno dei giochi più sottovalutati dell’anno, capace però di conquistare chi gli ha dato fiducia grazie a una scrittura brillante, personaggi memorabili e una personalità fuori scala. Un titolo che dimostra come il rischio, a volte, paghi più della sicurezza.
8. Donkey Kong Bananza
Donkey Kong Bananza entra in classifica come uno dei giochi più accessibili e positivi dell’anno, ma senza essere banale. Ha brillato per il supporto post-lancio, per l’attenzione alla community e per la capacità di offrire un’esperienza adatta a tutte le età, senza rinunciare a qualità e cura. Un titolo che conferma come Nintendo sappia ancora parlare a tutti.
7. Ghost of Yōtei
Ghost of Yōtei ha conquistato la settima posizione grazie a un equilibrio quasi perfetto tra esplorazione, combattimento e atmosfera. Un action-adventure che punta forte sull’identità visiva e sull’immersione, dimostrando come anche senza rivoluzionare il genere si possa eccellere attraverso coerenza, eleganza e direzione artistica ispirata.
6. Monster Hunter Wilds
Monster Hunter Wilds rappresenta l’evoluzione naturale della serie: più accessibile, più spettacolare, ma ancora profondamente tecnica. È uno di quei giochi che non hanno bisogno di urlare per imporsi: la sua solidità sistemica e la profondità del gameplay parlano da sole. Un titolo che ha rafforzato una formula già vincente, portandola a un pubblico ancora più ampio.
5. Metal Gear Solid Δ
Metal Gear Solid Δ è la dimostrazione che il passato, se trattato con rispetto e intelligenza, può tornare più forte che mai. Non è solo un’operazione nostalgia: è un ponte tra generazioni, capace di rendere attuale un classico senza snaturarlo. Un gioco che ha riportato Metal Gear al centro del dibattito, con enorme dignità.
4. Kingdom Come: Deliverance II
Ambizioso, complesso, spesso scomodo: Kingdom Come: Deliverance II non fa compromessi. È uno di quei giochi che premiano la pazienza e l’immersione totale, offrendo una simulazione storica profonda e coerente. Non per tutti, ma fondamentale per chi cerca esperienze dense, lente e ragionate.
3. Hollow Knight: Silksong
Silksong è stato il riferimento assoluto per il gameplay action del 2025. Ha eccelso nel level design, nel world-building e nel sound design, costruendo un mondo che parla attraverso atmosfera e meccaniche. La sua difficoltà è parte integrante dell’esperienza, mai fine a sé stessa. Un titolo che dimostra come precisione e poesia possano convivere.
2. Death Stranding 2
Kojima si riconferma maestro della messa in scena. Death Stranding 2 ha dominato le categorie legate a regia, scrittura, direzione artistica e personaggi, offrendo un’esperienza single player di rara intensità. Più accessibile del primo capitolo, ma non meno autoriale, è un viaggio che resta addosso a lungo. Un’opera che divide, ma che nessuno può ignorare.
1. Clair Obscur: Expedition 33
Il gioco simbolo del 2025. Il GOTY Checkpoint.
Clair Obscur: Expedition 33 è il titolo che più di tutti ha incarnato lo spirito dell’anno. Ha vinto (e dominato) categorie fondamentali: GOTY, miglior GDR, miglior gameplay, miglior colonna sonora, miglior narrazione, miglior stile visivo, gioco più sorprendente.
Un sistema a turni reinventato, una direzione artistica pittorica, una colonna sonora indimenticabile e una storia che colpisce nel profondo. Clair Obscur non è solo un grande gioco: è una dichiarazione d’intenti, la prova che visione, coraggio e identità possono ancora fare la differenza.
CONCLUSIONE
Questa top 10 non vuole essere definitiva, ma rappresentativa. Rappresentativa di un anno in cui i videogiochi hanno saputo essere arte, intrattenimento, provocazione e rifugio, spesso tutto insieme.
Il 2025 ci ha ricordato che non esiste un solo modo di fare videogiochi, e che il valore non sta solo nei numeri, ma nel segno che un’opera lascia. Abbiamo celebrato, discusso, difeso e criticato. Ed è proprio questo il senso dei Checkpoint Awards.
Non decretare vincitori assoluti, ma tenere viva la conversazione.
Ci vediamo al prossimo anno. Stesso controller. Stessa passione.