Anime

Dragon Ball Super: Beerus – Tornano Goku, il Dio della Distruzione e tutti i personaggi di Super

È arrivato su Disney+ il primo episodio di Dragon Ball Super: Beerus, la versione enhanced dell’anime di Toei Animation. Sarà un anime inedito o un reboot? Scopriamolo!

Pubblicato

il

C’è sempre tanta voglia di Dragon Ball. O forse no?

Indipendentemente dalle aspettative dei fan e dal desiderio di vedere qualcosa di nuovo, il mondo creato da Akira Toriyama non smette mai di far parlare di sé. E così, ancora una volta, ci ritroviamo a discutere di Goku e compagni e di una nuova serie animata. O forse, a ben vedere, tanto nuova non è.

Dopo il debutto su Crunchyroll, il primo episodio di Dragon Ball Super: Beerus è arrivato anche su Disney+. Si tratta della versione rinnovata di uno dei capitoli più importanti dell’era Super, che ripropone le vicende successive a Dragon Ball Z, con una nuova veste visiva e una narrazione rivisitata. Un solo episodio non basta per tirare le somme, ma vediamo che cosa ci riserva questo ritorno e quali potrebbero essere le novità.

Siamo davanti a una nuova serie? Non proprio..

Partiamo da un chiarimento importante: Dragon Ball Super: Beerus non è una storia inedita, né una nuova serie che stravolge quanto raccontato finora. Si tratta di una versione enhanced, ovvero potenziata, di Dragon Ball Super, l’anime andato in onda in Giappone dal 2015 al 2018 e arrivato successivamente anche in Italia a partire dalla fine del 2016 su Italia 1. Il progetto è stato annunciato nel gennaio 2026, durante il Dragon Ball Genkidamatsuri, nell’ambito dei festeggiamenti per i quarant’anni del franchise.

Toei Animation ha promesso una ricostruzione della narrazione, numerose inquadrature inedite o ridisegnate e una resa visiva rinnovata, con l’obiettivo di rendere gli scontri ancora più spettacolari e coinvolgenti, avvicinandosi maggiormente alla visione originale di Akira Toriyama.

Lo show animato ripercorre l’arco narrativo dedicato al Dio della Distruzione Beerus, quello della Resurrezione di Freezer e il Torneo dell’Universo 6 (o Torneo Tenkaichi degli Universi) , per un totale previsto di circa 19 episodi.

Alla regia e alla composizione troviamo Matsuto Seya, mentre il character design e la direzione generale dell’animazione sono affidati a Tadayoshi Yamamuro, nome storico del franchise. Tornano anche le voci originali di Masako Nozawa nei panni di Goku e Kōichi Yamadera in quelli di Beerus.

Le prime novità: l’opening ONOGAMI e la ending Kan Peki No Peki

Uno degli aspetti più interessanti di questo debutto è senza dubbio la sigla iniziale. Gli anime giapponesi ci hanno abituato a opening e ending d’impatto, spesso affidate a gruppi musicali e artisti di talento, capaci di regalarci brani che rimangono in testa anche dopo aver spento lo schermo anche più di quello che accade all’interno dello stesso anime (se si pensa ad alcune opere).

L’opening di Dragon Ball Super: Beerus si intitola ONOGAMI ed è interpretata da MEGATERA・ZERO. Il pezzo ha un’impronta rock, è energico e accompagna perfettamente un anime in cui le battaglie tra esseri potentissimi, la rivalità tra Goku e Vegeta e la costante ricerca di nuovi limiti da superare sono elementi fondamentali.

Merita una menzione anche la sigla finale, Kan Peki No Peki di VK Blanka, che nel primo episodio ci regala una sequenza con protagonista Shenron.

Beerus: un Dio che si (ri)presenta da solo

Per chi conosce già la storia, le vicende sono familiari; per chi, invece, ricorda Dragon Ball soprattutto grazie alle puntate trasmesse all’ora di pranzo su Italia 1, questo primo arco potrebbe rappresentare una piacevole riscoperta. D’altronde, quello dedicato a Beerus rimane uno dei capitoli più interessanti dell’intera saga Super. Se non il più interessante.

La puntata ha soprattutto il compito di introdurre i due protagonisti di questa nuova avventura: Goku e il Dio della Distruzione.

Beerus è un personaggio potente e carismatico, capace di imporsi fin dalle sue prime apparizioni. Bastano pochi momenti per capire chi abbiamo davanti: una divinità dalla forza smisurata, viziosa e distaccata, capricciosa e priva di scrupoli, ma anche sorprendentemente divertente. Ed è per questo che il Dio della Distruzione risulta così affascinante, oltre che per il design azzeccato.

Chi ha seguito Dragon Ball Super attraverso il manga sa bene quanto il personaggio verrà approfondito nel corso della storia e quanto sia legato alla leggenda del Super Sayan God.

Nel frattempo, ritroviamo Goku sulla Terra alle prese con una vita apparentemente più tranquilla, divisa tra la famiglia e il lavoro, almeno sulla carta. Le battaglie per salvare il pianeta e gli scontri con nemici come Freezer, Cell e Majin Bu sembrano ormai appartenere al passato. O quasi.

Sappiamo bene, infatti, che Goku non ha mai avuto particolare voglia di lavorare: il suo unico vero obiettivo è allenarsi e diventare sempre più forte. Attraverso un espediente narrativo piuttosto simpatico, il Saiyan si dedica a un allenamento a occhi chiusi, ripercorrendo mentalmente alcune delle tappe fondamentali della propria storia e i combattimenti contro Freezer, Cell e Majin Bu.

Un modo efficace per richiamare alla memoria il passato del protagonista e ricordare allo spettatore quanto sia cambiato il mondo di Dragon Ball dopo la fine della saga di Majin Bu.

Una versione remasterd non necessaria, ma è sempre Dragon Ball

Dopo un solo episodio è naturalmente impossibile esprimere un giudizio anche sommario: siamo ancora davanti a un prologo, un assaggio di ciò che verrà. Il primo impatto, tuttavia, è positivo, soprattutto sul fronte dell’animazione, che sembra effettivamente migliorata rispetto alla versione originale, pur mantenendone l’identità visiva. Se dovessimo ragionarla in termini videoludici, Dragon Ball Super: Beerus si avvicina ad essere una ‘remastered della prima edizione’.

Certo, siamo sempre dalle parti della solita storia di Dragon Ball. Non c’è nulla di realmente nuovo e, soprattutto, si tratta di una vicenda che abbiamo già visto e che non appartiene neppure a un passato così lontano. La domanda, quindi, è inevitabile: avevamo davvero bisogno di questa nuova versione?

Se vogliamo fare un paragone con un altro anime che ha ricevuto un nuovo adattamento, il lavoro svolto su Dragon Ball Super: Beerus sembra decisamente più convincente rispetto a quello visto nella nuova serie di Ken il Guerriero, dove la riproposizione di una storia già conosciuta non è stata accompagnata da una qualità dell’animazione capace di soddisfare tutti i fan di Hokuto no Ken.

Naturalmente, quando si parla di Dragon Ball, entra in gioco anche un fattore emotivo. Questo universo conserva un fascino particolare e, nonostante le tante rivisitazioni, riesce ancora a suscitare curiosità e a farci domandare quale sarà il prossimo passo di Goku e compagni. Anche se già lo conosciamo.

La vera incognita è capire se questa nuova edizione si limiterà a riproporre quanto già visto oppure se riuscirà a offrire una rilettura più convincente della storia di Beerus, magari attraverso cambiamenti narrativi. Le premesse, almeno per quanto riguarda il lavoro di ricostruzione e il comparto visivo, fanno ben sperare.

Noi, come sempre, restiamo sintonizzati e ne riparleremo alla fine della stagione.

Perché, in fondo, di Dragon Ball abbiamo sempre voglia di parlare.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Exit mobile version