L’edizione 2026 del COMICON Bergamo ha portato in città alcuni dei più grandi nomi del fumetto occidentale e orientale, regalando ai fan un weekend ricco di incontri, firmacopie e panel.
Tra gli ospiti era presente anche Fero Pe (alias di Fero Peniche), artista attualmente al lavoro sulla serie regolare delle Teenage Mutant Ninja Turtles. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con lui per parlare del suo percorso sulle Tartarughe Ninja, delle sue passioni, delle sfide affrontate nel corso della sua carriera e dei suoi obiettivi per il futuro.
Ciao Fero e bentornato in Italia! Questa non è la tua prima volta al COMICON: che rapporto hai con i fan italiani?
Fero Pe: Sono sempre stupito dall’affetto dei fan delle Tartarughe Ninja qui in Italia. Amo questo Paese: è la mia terza volta qui e la seconda al COMICON. È sempre una bellissima manifestazione e le persone dimostrano tantissimo affetto sia per le Tartarughe Ninja sia per il mio lavoro. Per questo sono davvero grato.
Sei diventato il disegnatore principale della serie regolare di Teenage Mutant Ninja Turtles. Che emozione è stata raccogliere questa eredità?
Fero Pe: Avevo iniziato collaborando con alcune pagine mentre Freddie E. Williams II era ancora impegnato sul titolo, e adesso sono diventato il disegnatore principale.
Per me è qualcosa di davvero speciale, anche perché è la seconda volta che lavoro sulla serie regolare delle Tartarughe Ninja. È un’opportunità che significa davvero tanto.
Basta dare un’occhiata ai tuoi social per capire quanto ami le Tartarughe. Da dove nasce questa passione?
Fero Pe: Sono cresciuto tra gli anni Ottanta e Novanta, quindi era praticamente impossibile sfuggire alle Tartarughe Ninja. Erano ovunque.
Per me tutto è iniziato con il primo film. In quegli anni i ninja erano ovunque nell’immaginario collettivo e all’improvviso arrivavano quattro tartarughe antropomorfe, adolescenti, che combattevano il crimine, scherzavano continuamente e mangiavano pizza. Era impossibile non innamorarsene.
Poi sono arrivati i giocattoli, il cartone animato, i videogiochi… erano davvero dappertutto e io li adoravo.
Se dovessi scegliere un solo elemento che ha trasformato le Tartarughe Ninja in un fenomeno mondiale, quale sarebbe? I fumetti, i cartoni animati o i giocattoli?
Fero Pe: Il mio preferito resta il primo film, senza dubbio. Però credo che siano stati soprattutto i giocattoli e il cartone animato a rendere il franchise davvero mainstream. Sono stati loro a far conoscere le Tartarughe Ninja praticamente a tutti.
Teenage Mutant Ninja Turtles (1990)
Oggi sei uno degli artisti che le disegnano regolarmente. Ogni Tartaruga ha una personalità ben precisa: questa caratteristica influenza il tuo modo di rappresentarle (oltre ai colori)?
Fero Pe: Assolutamente sì. Cerco di differenziarle soprattutto attraverso gli occhi, la forma della testa e le espressioni.
Raffaello è quasi sempre più serio e arrabbiato. Michelangelo tende a sorridere molto di più. Donatello, invece, ha spesso l’aria di qualcuno che sta riflettendo o progettando qualcosa.
Anche il linguaggio del corpo è fondamentale. Ovviamente le armi e i colori aiutano a distinguerli, ma sono soprattutto le espressioni e le piccole differenze nella postura a renderli immediatamente riconoscibili.
C’è qualche aspetto delle Tartarughe Ninja che ti piacerebbe raccontare ma che, al momento, non puoi esplorare?
Fero Pe: A volte mi piacerebbe realizzare storie con un tono un po’ più maturo.
Essendo una proprietà di Paramount e Nickelodeon, ci sono dei limiti su ciò che possiamo mostrare. Un po’ di violenza è consentita, ma non si può esagerare e, ad esempio, non si può mostrare troppo sangue.
Mi piacerebbe poter raccontare storie più adulte, nello stile di The Last Ronin. Quel tipo di approccio mi piace molto.
TMNT - The Last Ronin di Kevin Eastman, Peter Laird e Tom Waltz
Domanda obbligatoria: qual è la tua Tartaruga Ninja preferita?
Fero Pe: Raffaello. Sono cresciuto con due fratelli e io ero quello di mezzo. Mio fratello maggiore era naturalmente Leonardo: il leader, quello che voleva sempre prendere le decisioni. Litigavamo parecchio.
Per questo mi sono sempre identificato in Raffaello: quello che vuole passare all’azione, che preferisce sporcarsi le mani piuttosto che stare a discutere.
Hai lavorato a uno dei crossover più curiosi degli ultimi anni, Teenage Mutant Ninja Turtles x Stranger Things. Da fan, com’è stato mettere insieme due universi così diversi?
Fero Pe: Quando mi proposero il progetto, la mia prima risposta fu addirittura “no”.
Il motivo non erano le Tartarughe Ninja, ma i ragazzi di Stranger Things. Disegnare dei bambini è molto difficile, soprattutto quando sono personaggi chiaramente ispirati ad attori reali. La mia paura era che i lettori dicessero: “Quello non assomiglia a Undici” oppure “Quello non sembra Mike”.
Poi i miei editor mi spiegarono che non era necessario riprodurre fedelmente i volti degli attori. Potevo realizzarne una mia interpretazione e questo mi convinse ad accettare il progetto.
Oltre ai protagonisti di Stranger Things, c’era un’altra sfida importante: riportare le Tartarughe Ninja allo stile originale della Mirage. Quanto è stato complicato?
Fero Pe: Quella è stata la vera sfida.
Ero ormai abituato a disegnare la versione moderna delle Tartarughe Ninja. Quando consegnai i primi schizzi, gli editor continuavano a dirmi: “Falle più Mirage. Ancora più Mirage”.
Così provavo a modificarle, ma ricevevo sempre la stessa risposta. Dovevano essere più piccole, con mani più grandi e con tutte quelle caratteristiche tipiche delle Tartarughe originali.
È stato come dover dimenticare tutto quello che avevo imparato fino a quel momento e ricominciare da zero.
Tavola tratta da Teenage Mutant Ninja Turtles x Stranger Things #1 Director's Cut
Quali riferimenti hai utilizzato per riuscire a ricreare quello stile?
Fero Pe: Principalmente i fumetti originali della Mirage, quelli in bianco e nero.
Li ho studiati tantissimo finché non sono riuscito a entrare completamente in quel linguaggio visivo.
La cosa curiosa è che, all’inizio, quello non era nemmeno il mio stile preferito delle Tartarughe. Alla fine del progetto, invece, me ne sono innamorato.
Oggi molti fan mi chiedono commissions proprio in quello stile, perché apprezzano il modo in cui l’ho reinterpretato.
Hai ricevuto qualche commento da Kevin Eastman sul tuo lavoro?
Fero Pe: Sì, ed è stato probabilmente il momento più bello della mia carriera.
Eravamo al San Diego Comic-Con, durante un panel in cui stavamo parlando del mio progetto successivo, Nightwatcher.
Quando arrivò il mio turno, Kevin mi interruppe e disse davanti a tutta la sala: “Fero Pe ha realizzato le migliori Tartarughe Ninja del crossover. Le sue Tartarughe sono fantastiche.”
In quel momento mi sono sentito in paradiso.
Ricevere un complimento del genere da Kevin Eastman… credo sia stata la soddisfazione più grande della mia carriera.
Co creatore delle TMNT, Kevin Eastman
Domanda per il Fero fan di Stranger Things: cosa pensi della serie?
Fero Pe: La prima stagione rimane la mia preferita.
Dopo, secondo me, qualcosa è cambiato. Si è persa un po’ quell’atmosfera da avventura anni Ottanta, quel sapore alla I Goonies che aveva reso speciale la serie fin dall’inizio.
Mi aspettavo anche qualcosa in più dal finale.
Hai una teoria su Undici? Pensi che sia davvero sopravvissuta?
Fero Pe: Sì, io penso che sia ancora viva.
Forse non si trova esattamente dove immaginiamo, ma credo che sia sopravvissuta.
Restando in tema di grandi icone della cultura pop, hai lavorato anche su Godzilla. Sei sempre stato un appassionato del Re dei Mostri?
Fero Pe: Sì, da bambino guardavo i film classici, come Godzilla vs. Mechagodzilla e tutti gli altri di quel periodo. Li adoravo.
Mi sono piaciuti anche i film americani più recenti, anche se non sono un grande fan di Godzilla vs. Kong. Tra quelli moderni, il mio preferito è senza dubbio Godzilla Minus One.
Godzilla Minus One
Quanto lavoro di documentazione c’è stato dietro il crossover Teenage Mutant Ninja Turtles x Godzilla?
Fero Pe: Molto. Tim Seeley, che ha scritto il crossover ed è una persona che conosce davvero a fondo l’universo di Godzilla, mi ha aiutato tantissimo.
Mi consigliava quali film guardare e quali mostri studiare per ogni scena.
Poi ho iniziato a comprare action figure di Godzilla e dei vari kaiju. Paradossalmente sono molto più utili dei film come riferimento, perché puoi osservarle da qualsiasi angolazione. Nei film, invece, spesso le inquadrature sono pensate per enfatizzare la scala dei mostri e non sempre mostrano chiaramente tutti i dettagli.
Adesso ho una bella collezione… anche se mia figlia continua a rubarmela! (ride)
Tavola tratta da Teenage Mutant Ninja Turtles x Godzilla #1
C’è un fumetto che ha cambiato la tua vita, sia come lettore sia come artista?
Fero Pe: Il primo che mi viene in mente è sicuramente The Death of Superman.
Prima di leggerlo pensavo che un fumetto fosse realizzato da una sola persona. Non avevo idea che dietro ci fossero uno sceneggiatore, un disegnatore, un inchiostratore, un colorista… È stato quel fumetto a farmi capire come nasce davvero un comic book.
Avevo circa dieci anni e da quel momento ho iniziato a collezionare e leggere fumetti con un approccio completamente diverso.
E se dovessi sceglierne un secondo?
Fero Pe: Direi Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro.
All’epoca non ero particolarmente innamorato dello stile grafico di Frank Miller. Preferivo artisti come Jim Lee, con un tratto più pulito e spettacolare.
Ma quella storia mi ha insegnato una cosa fondamentale: in un fumetto la narrazione è importante quanto il disegno. È un’opera che potrei rileggere all’infinito.
È arrivato il momento per una domanda un pò più riflessiva. Se potessi sederti a cena con una persona che ha avuto un ruolo fondamentale nella tua crescita, sia come artista sia come persona, chi sceglieresti?
Fero Pe: Mi considero molto fortunato, perché quella persona l’ho già incontrata: Kevin Eastman.
La prima volta che ci siamo conosciuti ero davvero emozionato. Per me era una vera leggenda, ma si è dimostrato subito una persona estremamente gentile.
La cosa che mi ha colpito di più è successa quando ci siamo rivisti una seconda volta. Non mi aspettavo minimamente che si ricordasse di me. Kevin viaggia continuamente, partecipa a convention in tutto il mondo e incontra migliaia di persone ogni anno.
Invece mi ha riconosciuto subito, mi ha chiamato per nome e mi ha salutato con grande affetto.
È stata una sensazione incredibile.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi? C’è qualche progetto al quale stai lavorando che puoi anticiparci?
Fero Pe: Per tanti anni ho avuto un solo sogno: riuscire a disegnare almeno una copertina delle Teenage Mutant Ninja Turtles. Mi dicevo che sarebbe bastato quello per essere felice.
Poi sono arrivati gli albi, le variant cover, la serie regolare, i crossover… e ormai lavoro sulle Tartarughe Ninja da circa cinque anni.
Oggi il mio obiettivo è molto semplice: continuare a disegnarle il più a lungo possibile.
Mi piacerebbe che, quando qualcuno pensa agli artisti che hanno lasciato il segno sulle Tartarughe Ninja, il mio nome fosse tra quelli che vengono citati. Non necessariamente il migliore, ma uno degli artisti che hanno contribuito maggiormente alla storia del franchise.
Al momento sto lavorando alla serie regolare e spero di poter continuare a farlo ancora a lungo.
C’è un sogno che ti piacerebbe realizzare?
Fero Pe: Sì. Mi piacerebbe tantissimo creare una storia insieme a Kevin Eastman.
È qualcosa che immagino spesso. Sarebbe un’esperienza straordinaria poter lavorare con lui a un progetto delle Tartarughe Ninja.
Spero davvero che un giorno possa succedere.
Grazie per il tempo che ci hai dedicato. È stato un piacere parlare con te.
Fero Pe: Grazie a voi. È stato un piacere.
Cogliamo l’occasione per ringraziare di nuovo Fero per il tempo che ci ha dedicato e l’Associazione Culturale Bergomix, la quale ci ha aiutato ad organizzare questa intervista durante il COMICON Bergamo 2026.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.