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Il ritorno del Docteur Mystère ne Il Tesoro di Rimini

Oggi parliamo di Docteur Mystère, detective dell’impossibile ottocentesco nato dalla penna di Alfredo Castelli e protagonista dell’avventura firmata da Stefano Fantelli e Lucio Filippucci nel 2024, Docteur Mystère – Il Tesoro di Rimini

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Quando si parla di Alfredo Castelli, il pensiero corre subito a Martin Mystère, il Detective dell’Impossibile che ha segnato intere generazioni di lettori con i suoi enigmi, i suoi “spiegoni” e le sue avventure bizzarre al limite dell’impossibile in compagnia del fido Java.

l’originale Docteur Mystère di Paul D’Ivoi

Tra i personaggi creati nell’universo del Detective dell’Impossibile, Castelli ha dato vita anche a una figura capace di incarnare la sua personale passione per l’enigma, la Storia e il sapere senza confini, traendo ispirazione da un’opera di Paul D’Ivoi dal titolo Docteur Mystère. Nasce così Rama Rundjee, alias Docteur Mystère.

Con un’abile mossa di retrocontinuity, Castelli introduce nel doppio albo Martin Mystère n. 174/175 un dottore indiano del XIX secolo, dal turbante bianco e dal baffo arricciato, che ha un legame di parentela con Martin non limitato al solo cognome, ma esteso allo spirito d’avventura, alla cultura enciclopedica, alla fame di conoscenza scientifica e a quello spirito ironico che caratterizza le storie che lo vedono protagonista.

Il Docteur Mystère è sempre stato un personaggio che, ciclicamente, tornava nei fumetti dedicati al Detective dell’Impossibile, soprattutto sulle pagine dell’Almanacco del Mistero, storica pubblicazione Bonelli che affrontava i temi più “mysteriosi” attraverso articoli di approfondimento e storie a fumetti.

Il personaggio è stato protagonista anche di speciali a lui dedicati, come lo spettacolare volume Generazioni, che metteva a confronto il Docteur Mystère, il “Buon Vecchio Zio Marty” e il Martin Mystère robot del futuro: tre generazioni di Detective dell’Impossibile coinvolte in un’avventura che si snoda dal XIX al XXII secolo.

Docteur Mystère: Il Tesoro di Rimini, l’omaggio di Fantelli e Filippucci

Con lo speciale Docteur Mystère – Il Tesoro di Rimini, gli autori Stefano Fantelli (Dylan Dog, Zagor, Julian), Antonio Sforza e Lucio Filippucci (Martin Mystère, Tex) realizzano, per la prima volta dopo la scomparsa di Alfredo Castelli, una storia inedita dedicata al personaggio. L’albo è stato realizzato per Cartoon Club e supplemento a Fumo di China #343 del 2024.

Un omaggio sentito al suo creatore, collega e soprattutto amico, che porta avanti anche la tradizione degli “albetti” inaugurata proprio da Castelli anni fa, di cui questo volume rappresenta il quattordicesimo numero.

«Non si butta via nulla, ma si ricicla tutto» – Alfredo Castelli

Il Tesoro di Rimini è una storia breve, bizzarra e lievemente grottesca, che segna il ritorno del Docteur Mystère e del giovane aiutante Cigale, impegnati ad aiutare un’affascinante e avvenente donna, Victoria, alla ricerca del marito scomparso dopo essere partito con alcuni pirati alla caccia di un tesoro sepolto nei dintorni di Rimini. Sulla trama non aggiungiamo altro, per non rovinarvi la sorpresa.

Fantelli, grande amico di Alfredo Castelli, riporta in scena uno dei personaggi più iconici e caratteristici della “famiglia” di Martin Mystère, confermando come gli eroi di carta possano — e debbano — continuare a vivere per tenere vivo il ricordo dei loro inventori.

 

Autore cresciuto a pane e horror, Fantelli non rinuncia a inserire alcuni personaggi, chiari riferimenti alla cultura horror classica (una volta compresa la vera identità del “marito” di Victoria, tutto risulterà più chiaro), oltre a due tributi evidenti, di cui uno dedicato proprio ad Alfredo Castelli.

Per Lucio Filippucci, storico disegnatore di Martin Mystère e delle avventure del Docteur Mystère, Il Tesoro di Rimini rappresenta quasi un ritorno a casa: ritrovare personaggi disegnati per moltissimi anni è come rincontrare vecchi amici.

Il tutto è confezionato come una storia in puro stile Alfredo Castelli, realizzata da autori che conoscevano molto bene non solo il Castelli sceneggiatore, ma soprattutto il Castelli amico di mille avventure. E i suoi ‘figli di fantasia’.

Il viaggio all’interno de Il Tesoro di Rimini è breve ma intenso, sia per chi lo ha realizzato cercando di catturare l’essenza del Docteur Mystère (e di Castelli) e di farla rivivere al lettore nella maniera più pura possibile, sia per chi lo legge, riassaporando, o scoprendo per la prima volta, quelle stravaganti indagini del mistero, in un contesto ottocentesco.

La speranza è che Il Tesoro di Rimini segni il ritorno in pianta stabile di Rama Rundjee e che sia solo la prima di nuove, affascinanti avventure ‘mysteriose‘.

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