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IL RITORNO DI BRANDON LEE… E NON SOLO
Nevermore’s Library: buongiorno pubblico, come state? Siete pronti per un’altra avvincente avventura dai contorni macabri e oscuri? Oggi abbiamo l’onore di presentare un’altro intrus… ehm, volevo dire ospite, si era già autoinvit… ehm, dicevo che lo avevo invitato già il mese scorso.
Con grande onore è qui con noi il noto Eric Draven, ovvero l’iconico protagonista de Il Corvo. Scopriamo insieme com’è nato tutto il progetto.

Locandina del film “il Corvo” di Alex Proyas del 1994
Nevermore’s Library: Brandon, partiamo dall’inizio. Prima di essere un’icona del cinema, eri solo inchiostro su carta, nasci infatti dal fumetto di James O’Barr che ha preso spunto da fatti reali, giusto?
Brandon Lee: Oh, assolutamente, il mio amico James dopo aver perso la sua fidanzata a causa di un guidatore ubriaco e aver letto di due persone uccise per un anello da 20 dollari si è arruolato nei Marines in Germania nei primi anni ’80 e nel 1981 ha cominciato a dare vita al mio personaggio. Invece di darsi al giardinaggio, ha deciso di riversare ogni grammo di dolore, nichilismo e musica post-punk in una graphic novel. Io sono nato così!
Prime edizioni de “Il Corvo” di James O’Barr
Nevermore’s Library: Quindi Eric Draven è la medesima rappresentazione di James O’Barr?
Brandon Lee: Esatto. Quell’Eric che vedi disegnato nel fumetto è ciò che James voleva essere in quel momento: qualcuno capace di tornare indietro e aggiustare le cose con la violenza, perché la realtà non glielo permetteva. James viveva in un appartamento minuscolo, ascoltava i Joy Division a ripetizione e leggeva le poesie di Rimbaud e Baudelaire. Ecco perché parlo in rima nel film! James era ossessionato dalla poesia decadente e dal punk. Io sono il risultato di quel mix: un poeta maledetto e un ragazzo gothic con l’eye liner.
Riproduzioni dell’originale Eric Draven di James O’Barr
Nevermore’s Library: E come ti ha descritto graficamente?
Brandon Lee: Diciamo che se i The Cure e i Joy Division avessero avuto un figlio cresciuto a pane e vendetta, sarei stato io. James non disegnava solo un fumetto, stava esorcizzando dei demoni. Le sue intenzioni non erano quelle di creare un supereroe, con il trucco ispirato ad Alice Cooper anche perchè i suoi due volumi di fumetti sono un insieme di più storie in cui i protagonisti sono dei “revenant”. Dall’aldilà tornano sulla Terra per rimettere a posto delle ingiustizie rimaste in sospeso.
Immagini di Eric Draven di James O’Barr prese dal fumetto
Nevermore’s Library: Come sei finito nelle mani di Alex Proyas?
Brandon Lee: In primo luogo deduco che Alex dopo aver letto la saga di fumetti di O’Barr, sia rimasto particolarmente colpito dalla vicenda che vede me come protagonista. Allo stesso tempo aveva l’idea di una città che sembrasse uscita da un incubo in cui la storia si sarebbe svolta in un contesto notturno che rispecchiasse il fumetto in bianco e nero. Mi hanno scelto perché, sai, avevo quel mix di agilità da arti marziali e quella malinconia da “non ho dormito negli ultimi trent’anni”.
Nevermore’s Library: si dice che chiunque abbia visto il film Il Corvo abbia anche visto di sfuggita James O’Barr…
Brandon Lee: è verissimo, ha fatto una breve comparsa quando durante una scena di caos generale per la città era intento a rubare un televisore…..quel bravo ragazzo…
Nevermore’s Library: Parliamo delle riprese. Deduco che non si siano svolte in qualche paradiso tropicale…
Brandon Lee: Certo, se per paradiso intendi Wilmington, North Carolina, sotto una pioggia artificiale incessante a temperature polari. Il film è uscito nel 1994 e abbiamo girato quasi tutto agli EUE/Screen Gems Studios. Praticamente ho passato mesi al buio saltando fradicio da un tetto all’altro. Il catering era buono, ma il trucco mi finiva sempre nel caffè.
Nevermore’s Library: E l’atmosfera sul set? Si dice fosse… movimentata.
Brandon Lee: “Movimentata” è un eufemismo delizioso. È stato uno dei set più sfigati della storia, e lo dico io che sono il protagonista del film. Uragani che distruggono i set, carpentieri che si folgorano, camion che prendono fuoco spontaneamente. Sembrava che il corvo non fosse l’unico uccello del malaugurio in giro. Basti poi vedere che fine hanno fatto fare a me…
Nevermore’s Library: È vero che James inizialmente non voleva che il film si facesse?
Brandon Lee: Aveva il terrore che Hollywood trasformasse il suo dolore in un “Rambo con il trucco da clown”. Quando però ha incontrato me, Brandon Lee, e ha visto che non volevo solo fare l’eroe d’azione, ma che capivo il peso della sua perdita, si è convinto. Mi raccontò che inizialmente aveva pensato di chiamare il protagonista “James”, ma era troppo doloroso. Così scelse “Eric”. Fra l’altro il primo candidato per questa parte è stato Johnny Depp, ma era talmente impegnato in altre produzioni che non ha potuto accettare. Io mi sono presentato alle audizioni e sono rimasti tutti colpiti dalla mia abilità nelle arti marziali grazie anche a papà Bruce Lee, tanto che non ci sarebbe stato quasi per niente bisogno degli stunt men.
Nevermore’s Library: E come ha reagito quando ha visto il risultato finale?
Brandon Lee: James ha detto che guardare me sullo schermo era come vedere una versione più bella e carismatica del personaggio nato dalla sua penna. Ma c’è una cosa ironica: seppure lui avesse creato Il Corvo per superare una morte, il destino ha voluto che il film ne creasse un’altra, la mia, infatti io sono la prova viven…oops
Nevermore’s Library: Ecco meglio chiudere qui….Un’ultima cosa: come ci si sente a essere il paladino di tutti i goth del mondo dagli anni ’90?
Brandon Lee: È un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo. E poi, ammettiamolo: il nero snellisce tantissimo.
Primo ospite inatteso: anche a me piace vestire di nero ma purtroppo avendo le mani a forma di forbici mi strappo i vestiti…
Secondo ospite inatteso: si è vero anch’io sono sempre vestito di nero anche sotto Natale…sono uno spilungone alto più di due metri con la testa che sembra una zucca a forma di teschio e faccio fatica a trovare vestiti della mia tagla
Nevermore’s Library: potete dirci il vostro nome e come avete fatto ad entrare qui?
Primo ospite: piacere sono Edward, Edward mani di forbice…
Secondo Ospite Inatteso: molto piacere mi chiamo Jack….Jack Slellington o Skeletron a vostro piacimento….e lei è mia moglie Sally, una bambola di pezza
Nevermore’s Library: ma voi in realtà non esistete…siete una magistrale invenzione di Tim Burton…come siete arrivati fin qua?
Edward: Io stavo lavorando dal parrucchiere e ho visto la porta dello studio aperta…
Jack: riguardo me e Sally dovete sapere che presso la nostra città di Halloween c’è un bosco particolare chiamato Hinterland dove i tronchi degli alberi nascondono dei passaggi segreti attraverso i quali si accede ad altri mondi e altre festività….c’è l’albero del Natale, della Pasqua e quello di Popcornerd
Nevermore’s Library: allora avviso la redazione così per la vostra intervista ci catapultiamo tutti nel vostro mondo di Halloween…o meglio nella geniale mente di Tim Burton!!!
STAY TUNED!!!