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IT: Welcome to Derry, l’analisi della prima stagione

IT: Welcome to Derry, analisi di una prima stagione che racconta le origini di Pennywise

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Si è conclusa da qualche settimana la prima stagione di IT: Welcome to Derry, la serie HBO che si propone di espandere l’universo narrativo di It raccontando le origini – o meglio, una delle prime manifestazioni – di Pennywise. Il progetto porta la firma di Andy Muschietti, Barbara Muschietti e Jason Fuchs, e nasce chiaramente con l’ambizione di inserirsi in continuità diretta con i due film cinematografici del 2017 e del 2019.

Andy and Barbar Muschietti, hollywoodreporter.com

Andy e Barbara Muschietti, foto di hollywoodreporter.com

Gli spettatori più attenti non faticheranno a cogliere i numerosi dettagli che legano la serie ai film precedenti, a partire proprio dal cast. Bill Skarsgård, ormai volto indissolubilmente legato al personaggio, torna a vestire i panni del clown, rafforzando l’idea di un universo coerente e riconoscibile. Una scelta tutt’altro che casuale, che sottolinea la volontà di Andy Muschietti di preservare una continuità estetica e narrativa ben precisa, evitando fratture nette tra cinema e televisione.

IT: Welcome to Derry, episodio 6

IT: Welcome to Derry non nasce quindi come una semplice operazione derivativa, ma come un tassello pensato per arricchire il mito di Derry e del male ciclico che la infesta, dialogando apertamente con i film usciti rispettivamente otto e sei anni fa.

La serie, ispirata al personaggio creato da Stephen King, nasce con l’obiettivo di colmare il vuoto lasciato nei non lettori dei romanzi, offrendo un approfondimento sulle origini del pagliaccio che, ciclicamente, ogni ventisette anni, torna a terrorizzare la cittadina di Derry.

Trama senza spoiler

Ambientata nella Derry dei primi anni Sessanta, IT: Welcome to Derry segue le vicende di un gruppo di nuovi abitanti che si trasferiscono nella cittadina del Maine in cerca di un nuovo inizio. Fin dai primi episodi, però, è chiaro che sotto la superficie rassicurante della provincia americana si nasconde qualcosa di profondamente sbagliato. Eventi inquietanti, sparizioni e un senso di minaccia costante iniziano a insinuarsi nella quotidianità dei protagonisti, riportando a galla un male antico che sembra legato indissolubilmente alla storia stessa di Derry.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

La serie costruisce la sua narrazione intrecciando il punto di vista degli adulti con quello dei più giovani, mostrando come la violenza e l’orrore non si manifestino solo in forme soprannaturali, ma trovino terreno fertile anche nelle paure collettive, nei silenzi e nelle tensioni sociali dell’epoca. Pennywise resta una presenza costante, spesso più evocata che mostrata, mentre la storia si prende il tempo necessario per raccontare la città, i suoi abitanti e il ciclo di tragedie che, da generazioni, sembra ripetersi con inquietante regolarità.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

Welcome to Derry non punta quindi solo a raccontare una nuova storia dell’orrore, ma a restituire l’idea di una comunità intrappolata in un loop di paura, preparando il terreno per ciò che i fan della saga già sanno, senza però dare nulla per scontato.

Una serie che funziona, anche con i suoi cambi di ritmo

Vado dritto al punto: IT: Welcome to Derry intrattiene e, nel complesso, fa il suo lavoro, nonostante una gestione del ritmo spesso irregolare, che in più di un’occasione rischia di confondere o persino annoiare. Il primo episodio ne è un esempio: si apre con una sequenza apertamente gore, il rapimento di Matty, per poi rallentare bruscamente e lasciare spazio alla presentazione dei personaggi e delle diverse linee narrative, fino a chiudersi con un cliffhanger piuttosto classico.

È una struttura che, con poche variazioni, si ripete per gran parte della stagione. Un’alternanza continua tra momenti di forte impatto visivo e lunghe fasi più riflessive, quasi dilatate, che spezzano la tensione per poi ricostruirla nel finale di episodio. Un meccanismo prevedibile, certo, ma che alla lunga funziona, soprattutto per chi accetta l’idea di una serie più interessata a costruire atmosfera e contesto che a mantenere costantemente alto il livello dell’orrore.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

Per me la serie è stata una vera giostra: momenti di gore intenso e scene che lasciano davvero senza fiato si alternano a fasi più lente, che mi hanno spesso spinto a impostare il player a velocità 2x. A tenermi incollato allo schermo sono stati soprattutto i picchi più concitati, capaci di far digerire i momenti più lenti e rendere l’esperienza complessiva coinvolgente e la performance dei protagonisti Lilly, Ronnie, Will, Rich e Marge rispettivamente interpretati da Clara Stack, Amanda Christine, Blake Cameron James, Arian S. Cartaya e Matilda Lawler.

Ci tengo inoltre a ribadire quanto Bill Skarsgård sia perfetto nel ruolo di Pennywise. Davvero un grande attore.

Il mio episodio preferito? Episodio 7, The Black Spot. Preso singolarmente, credo sia uno dei migliori episodi visti quest’anno. E sembra che non sono l’unico a pensarlo.

Rating degli episodi della prima stagione secondo IMDB

IT Welcome to Derry, Episodio 7

Le diverse forme del male

Un dettaglio particolarmente interessante è il modo in cui Pennywise sceglie di manifestarsi ai protagonisti. Nei primi episodi, il pagliaccio non assume mai una forma unica e riconoscibile, ma si modella sulle paure più profonde di ciascuno di loro, trasformandosi nella materializzazione delle loro fobie. È in questi momenti che la serie riesce a colpire più a fondo, dando vita a sequenze di autentico terrore che vanno oltre il semplice spavento.

Sono diverse le occasioni in cui questo meccanismo entra in gioco, e spesso con risultati disturbanti. Emblematico, in questo senso, è quanto accade nel secondo episodio, quando Pennywise costringe Ronnie a rivivere il proprio parto, un’esperienza traumatica che, per una tragica coincidenza, le è costata la perdita della madre. Una scena dura, che funziona proprio perché attinge a un orrore intimo e personale, più che spettacolare.

Al di là della forma che assume di volta in volta, c’è però un elemento che rimane costante: quando Pennywise entra in scena, ne esce sempre sporco di sangue. È un segno visivo ricorrente, quasi un marchio di fabbrica, che ribadisce come dietro ogni maschera, ogni illusione e ogni paura evocata, si nasconda sempre la stessa natura violenta e predatoria.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

Easter egg… e collegamenti che non potevamo non notare

Questa serie ha molto da offrire anche agli appassionati di fumetti come noi. Nel primo episodio, infatti, vediamo uno dei protagonisti leggere Detective Comics #298, una scelta tutt’altro che casuale. Andy Muschietti sembra strizzare l’occhio agli spettatori più attenti, soprattutto alla luce dei rumor che lo vorrebbero alla regia di Batman: The Brave and the Bold, il nuovo progetto DC guidato da James Gunn.

Sempre nello stesso episodio compare anche The Flash #123, un riferimento piuttosto esplicito e un omaggio al film The Flash del 2023, diretto dallo stesso Muschietti. Piccoli dettagli che non aggiungono nulla alla trama, ma contribuiscono a rafforzare quel dialogo continuo tra cinema, televisione e cultura fumettistica che la serie sembra voler coltivare.

Detective Comics #298

The Flash #123

Ma i riferimenti non finiscono qui, perché Welcome to Derry ha qualcosa da offrire anche ai puristi dell’horror di Stephen King. Senza scendere in territori troppo spoilerosi, nell’episodio finale compare il giovane Dick Hallorann, che accenna a un possibile lavoro presso un hotel in Europa, accompagnando il tutto con una battuta che mi ha fatto sorridere: “I mean, how much trouble can a hotel be?” o in italiano “Insomma, quanto potrà mai essere problematico un hotel?”.

Dick Hallorann nell’ultimo episodio della prima stagione

Non serve essere esperti cinefili o lettori di lunga data per cogliere il collegamento a The Shining e al leggendario Overlook Hotel, il luogo fittizio in cui Stephen King ha ambientato uno dei suoi racconti più celebri, poi diventato un film iconico grazie alla regia di Stanley Kubrick. Un richiamo elegante.

Nel corso dei dieci episodi, vediamo inoltre le prime manifestazioni della “luccicanza” di Dick e il modo in cui impara gradualmente a gestire questa abilità. In questo senso, la serie può essere letta anche come una vera e propria storia di origine di Dick Hallorann, destinato a diventare il futuro mentore di Danny Torrance in The Shining.

Data d’uscita e distribuzione della prima stagione

La serie ha debuttato con l’episodio pilota il 27 ottobre 2025, per poi proseguire con la cadenza di un episodio a settimana su HBO Max negli Stati Uniti e su Sky in Italia.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

Cosa aspettarsi per il futuro

Andy Muschietti ha recentemente confermato di avere in mente un piano che prevede tre stagioni di IT: Welcome to Derry. Se questa prima stagione è ambientata nel 1962, la seconda farà un salto indietro fino al 1935, mentre la terza sarà ambientata nel 1908, proseguendo così l’esplorazione a ritroso della storia di Derry e del male che la infesta.

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