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Mob Psycho 100: Reigen, il mentore per caso di Shigeo Kageyama

In Mob Psycho 100 c’è un personaggio che è un mentore diverso dagli altri senza poteri e bugiardo: Reigen. Eppure per Mob risulta tanto importante quanto fondamentale nella sua crescita da eroe.

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Negli anime shonen esiste una regola quasi non scritta: prima o poi, il protagonista incontra un maestro più anziano, più esperto e soprattutto più potente. Goku ha ricevuto i primi insegnamenti dal Maestro Muten, Naruto ha avuto Jiraiya, Izuku Midoriya quale modello si è ispirato a All Might e così via. Insomma, è nel destino del protagonista incronciare la strada di qualcuno che gli insegni a combattere, a controllare le proprie capacità e a raggiungere il livello successivo.

Poi c’è Reigen Arataka che non ha alcuna di queste caratteristiche. Non è un grande combattente, non è un guerriero leggendario e non è nemmeno un sensitivo. Anzi, non possiede alcun potere psichico.

È un sedicente esperto del paranormale che ha costruito la propria attività sulla capacità di parlare, convincere le persone e uscire dalle situazioni più assurde con una sicurezza quasi disarmante. Eppure è lui il mentore di Shigeo Kageyama, meglio conosciuto come Mob protagonista di Mob Psycho 1000 il manga (e poi anime) di ONE, autore anche di One Punch Man.

Reigen non è il classico maestro degli shonen e questa cosa in Mob Psycho 1000 funziona perché Mob non ha bisogno di qualcuno che gli insegni a diventare più forte perché lo è già. Quello di cui ha bisogno è qualcuno che gli insegni a rimanere umano.

Reigen non ha poteri e proprio per questo risulta fondamentale nonché uno dei personaggi più divertenti di Mob Psycho 100 proprio perché, sulla carta, non dovrebbe avere alcun motivo per essere lì.

Fa discorsi teatrali, utilizza trucchi da quattro soldi e si spaccia per un potente sensitivo. Riesce a convincere molte persone perché possiede una sicurezza tale da trasformare anche la più grande assurdità in qualcosa di credibile.

Il problema è che Mob sa perfettamente che Reigen non possiede alcun potere e continua comunque a considerarlo il suo maestro.

In un altro anime, un personaggio del genere sarebbe probabilmente destinato a diventare una semplice spalla comica, mentre Mob Psycho 100 fa l’esatto contrario; Reigen rimane importante perché comprende una cosa fondamentale: non tutti i problemi di Mob possono essere risolti con i poteri psichici.

Mob non ha bisogno di qualcuno che gli insegni a vincere, ma ha bisogno di qualcuno che gli insegni quando non vale la pena combattere.

Possedere un potere non significa avere il diritto di usarlo contro gli altri. Essere più forte non significa essere una persona migliore. Essere diverso non significa essere superiore. Sono concetti semplici, ma per Mob sono fondamentali.

Il vero ruolo di Reigen? Ricordare a Mob che è ancora un ragazzo

Uno dei problemi più ricorrenti degli anime shonen è che i loro protagonisti sono costretti a crescere troppo in fretta.

Devono diventare più forti, proteggere gli altri, sconfiggere il nemico e dimostrare di essere all’altezza del proprio potenziale e Mob potrebbe facilmente finire dentro questo meccanismo.

È uno dei ragazzi più potenti del mondo, ma allo stesso tempo è semplicemente uno studente delle scuole medie e Reigen lo capisce.

Mob dovrebbe poter vivere la propria adolescenza, dovrebbe poter entrare in un club scolastico, avere una cotta, preoccuparsi di problemi apparentemente insignificanti e persino fallire nelle cose più normali della vita.

Non dovrebbe essere trasformato in un’arma soltanto perché possiede un talento fuori dal comune e per questo Reigen non gli dice semplicemente di diventare più forte ma gli insegna, soprattutto, a vivere.

Lo invita a fare un passo indietro, a calmarsi e a ricordare che ha delle scelte. Lo aiuta a comprendere che la rabbia non lo definisce, che la paura non lo rende debole e che amore, vergogna e speranza fanno parte della sua vita tanto quanto i suoi poteri.

Reigen non può risolvere questi problemi al posto suo, ma può offrirgli un punto di partenza sicuro ed è proprio permettendo a Mob di essere un ragazzo che diventa il mentore adulto di cui ha realmente bisogno.

Reigen: bugiardo, egoista, idiota, ma presente per Mob quando serve

La cosa migliore di Reigen è che Mob Psycho 100 non cerca mai di trasformarlo in un santo.

Utilizza i poteri di Mob per migliorare la propria attività, mente, manipola le situazioni a proprio vantaggio ed è spesso egoista, orgoglioso e incredibilmente sciocco. È un impostore, ma non è una semplice macchietta.

Quando Mob è confuso, Reigen cerca di aiutarlo. Quando rischia di perdere il controllo, prova a proteggerlo. E quando gli altri iniziano a considerare il suo potere come qualcosa di straordinario o pericoloso, Reigen continua a parlargli come se fosse semplicemente un ragazzo. Questa è la sua vera forza.

Reigen è la giusta contrapposizione al classico stereotipo di maestro shonen

Quando gli altri personaggi trasformano il potere in una questione di destino, Reigen riporta tutto con i piedi per terra.

Non gli interessa quanto Mob sia speciale, ma gli importa che non utilizzi i suoi poteri per fare del male agli altri, che non si consideri superiore e che impari a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

In un mondo nel quale tutti sembrano chiedersi “Quanto sei forte?“, Reigen pone una domanda completamente diversa: “Che persona vuoi essere?“

È una differenza apparentemente piccola, ma rappresenta il cuore di Mob Psycho 100.

Il rapporto tra Mob e Reigen, però, non rimane sempre uguale. Mob con il tempo comprende di non averne più bisogno nello stesso modo di prima. Ma questo invece di portare a una rottura del rapporto, ha come risultato la crescita del legame tra il protagonista e Reigen. Mentre Mob diventa progressivamente più consapevole di se stesso, anche Reigen è costretto a confrontarsi con i propri limiti.

Questo perché non è un mentore perfetto così come non è nemmeno un adulto perfetto, ma è una persona piena di contraddizioni che cerca, spesso goffamente, di fare la cosa giusta e finisce per imparare a sua volta qualcosa da Mob. È questo che rende il loro rapporto molto più umano del classico schema “maestro-allievo”.

Il miglior mentore per Mob?

Alla fine di Mob Psycho 100, Reigen si rivela il mentore ideale per questa storia proprio perché non è perfetto.

È rumoroso, bugiardo, debole, falso, spesso imbarazzante ed egoista. eppure, quando guarda Mob, riesce a vedere qualcosa che molti altri personaggi non vedono.

Non vede un’arma o il ragazzo che potrebbe diventare il più potente di tutti, ma vede Shigeo Kageyama un semplice ragazzo che può sbagliare, avere paura, innamorarsi, perdere, crescere e scegliere chi vuole diventare.

E Reigen è il maestro giusto al momento giusto.

*Fonte del presente articolo: CBR.com

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