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Mujina: Into the Deep – Inio Asano senza freni!
Mujina: into the Deep segna un punto di svolta nella carriera di Inio Asano. Scopriamo insieme la nuova opera tra provocazione e violenza.
Inio Asano è uno di quegli autori che si riconoscono quasi immediatamente. Bastano una copertina, una tavola, a volte persino un singolo scorcio di città per intuire chi si nasconda dietro quelle pagine.

Nel corso della sua carriera ha costruito una cifra stilistica estremamente personale, dedicandosi soprattutto a storie adulte, intime e profondamente psicologiche. Asano racconta la crescita, il lutto, l’amore, la felicità e soprattutto quella complicata zona intermedia chiamata vita quotidiana.
Ad accompagnare tutto questo c’è un tratto che negli anni è diventato quasi inconfondibile.
Le città di Asano sembrano esistere realmente. Strade, appartamenti, stazioni, campagne e periferie raggiungono un livello di dettaglio vicino al fotorealismo. Per anni ha utilizzato fotografie da lui scattate come base per i propri fondali, elaborandole e ridisegnandole. In seguito ha progressivamente introdotto strumenti 3D e motori grafici (come Unreal Engine).
Il risultato è curioso perché, nonostante questa ossessione del reale, Asano ama spesso romperne l’illusione.
L’esempio più evidente è naturalmente Punpun, dove un mondo costruito con un realismo quasi ossessivo entra in contrasto con il protagonista, rappresentato come un semplice uccellino.
Una corda tesa sopra al precipizio
Asano nasconde dietro la precisione dei suoi fondali e la delicatezza dei suoi personaggi, storie tutt’altro che rassicuranti e lo fa quasi sempre senza addolcirne la radice.
Nei suoi manga esiste una certa brutalità emotiva da cui ne nasce una particolare sensazione agrodolce che accompagna molte delle sue opere. La tenerezza convive con qualcosa di profondamente sgradevole, la quotidianità con l’abisso.
Eppure Asano ha sempre avuto un limite, una linea sottilissima sulla quale ha camminato per tutta la sua carriera (fin’ora).
La ragazza in riva al mare è forse l’esempio più evidente. Al centro della storia c’è la sessualità di due adolescenti (ai nostri occhi dei bambini, e ciò rende l’opera ancora più dolce e terribile) raccontata in maniera estremamente diretta, all’interno di una relazione basata su desiderio e solitudine. È un manga che si avvicina consapevolmente a territori scomodi e che proprio per questo genera un forte disagio.
Eppure Asano non sembra mai perdere di vista i suoi personaggi ma anzi li porta molto vicino al precipizio, senza mai spingerli oltre.
Dietro questo modus operandi rimane una qualche forma di empatia, o almeno la sensazione che l’autore sappia perfettamente dove si trovi quella linea.
Ed è qui che arriviamo a Mujina into the Deep.
Perché questa è la prima opera di Inio Asano in cui quella sottile linea non esiste più.
Un mondo senza morale
La nuova serie di Asano parte da una premessa: in un futuro prossimo i diritti individuali possono essere perduti, e chi ne rimane privo diventa un mujina, una persona che non gode più della protezione della legge. È all’interno di questa società che si muovono Terumi, Ubume e gli altri personaggi della storia.
I mujina vivono ai margini, esclusi dalla normale vita sociale e costretti a muoversi in una zona grigia dove legalità e violenza finiscono spesso per confondersi. Ubume appartiene proprio a questo mondo: è una mujina e un’assassina professionista. Terumi, al contrario, è un uomo comune, disilluso e solitario, che conduce un’esistenza piatta e apparentemente lontana da tutto questo. L’incontro con Ubume e con Juno, una ragazza in fuga, trascina però la sua quotidianità dentro una realtà molto più brutale.
Da questo incontro nasce un nucleo improbabile (una famiglia, oserei dire), attraverso il quale Asano racconta una società in cui esclusione, violenza e perdita dei diritti convivono con la normalità creando una dicotomia inquietante.
Ma non è la distopia, da sola, a rendere Mujina così particolare.
È la sensazione che qualcosa sia cambiato nello stesso Asano.
Dal disagio alla provocazione
Se nelle opere precedenti Asano sembrava camminare costantemente sul limite, in Mujina into the Deep quella linea appare definitivamente spezzata.
Il mondo che ha costruito gli permette di liberarsi di molte delle regole morali che appartengono alla nostra società. Se esistono individui privati dei propri diritti, persone sulle quali la legge ha smesso di esercitare qualsiasi forma di protezione, allora anche ciò che normalmente consideriamo inaccettabile può diventare parte della quotidianità.
Omicidio, prostituzione, sfruttamento e traffico di esseri umani non rappresentano più una deviazione dalla normalità ma sono conseguenze del sistema.
In Mujina, il disagio diventa uno degli strumenti principali del racconto.
Asano esagera consapevolmente, mette in mostra sesso e violenza come mai prima d’ora. Ribalta le regole del gioco e altera la nostra zona di sicurezza. Cambia quelle regole sociali e morali che la società ha impresso nella nostra mente.
Non ha più bisogno di fermarsi un passo prima del limite, perché ha creato una società nella quale quel limite non esiste più.
Tutto ciò non è soltanto una provocazione ma diventa funzionale a ciò che Asano vuole raccontare.
Cosa resta di Inio Asano?
Mujina into the Deep è una rottura della poetica di Asano.
Non perché abbia smesso di raccontare le sue ossessioni o ciò che lo ha reso riconoscibile. Al contrario, molti dei suoi temi sono ancora lì. Quello che cambia è il modo in cui decide di affrontarli.
Asano decide di lavorare a briglie sciolte, costruendo una storia che gli permetta di dire esattamente quello che vuole. In questo manga c’è la sensazione di un autore più libero e diretto, disposto a esagerare e a portare fino in fondo le proprie idee.
Questo non significa che ciò sia meglio.
Le storie di Asano hanno sempre funzionato anche grazie alla sua straordinaria capacità di camminare su quel bordo. Una parte della loro forza stava proprio nella tensione tra ciò che mostrava e ciò che decideva di non mostrare. In Mujina, quella sensazione non è presente e si sente ma non è necessariamente un difetto.
E’ semplicemente qualcosa di diverso.
Questa nuova versione di Asano è una naturale evoluzione del suo percorso: potrebbe restare confinata a Mujina oppure diventare l’inizio di un nuovo modo di raccontare.
Se conoscete già l’autore e amate il suo modo di raccontare, Mujina into the Deep è quasi una conseguenza inevitabile del suo percorso e vale assolutamente la pena leggerlo.
Se invece Asano non lo conoscete ancora, o vi manca buona parte della sua produzione, forse non partirei da qui. Prima recupererei quelle opere in cui il suo equilibrio era ancora intatto.
Perché Mujina diventa davvero interessante solo quando sai quanto Asano fosse bravo a fermarsi sull’orlo del precipizio.