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Supergirl – La Donna del Domani: lezioni di vita

Parliamo di Supergirl – La donna del Domani, la storia che ha ispirato il film DCU con Milly Alcock come protagonista!

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Se Supergirl di Craig Gillespie è arrivato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo lo dobbiamo a Supergirl – La Donna del Domani (Supergirl – Woman of Tomorrow), graphic novel supereroistica del 2021 scritta da Tom King, disegnata da Bilquis Evely e colorata da Matheus Lopes.

Questa storia in otto capitoli, infatti, è diventata in pochi anni una delle avventure più significative sul personaggio, tanto da spingere James Gunn e il suo team a realizzare una pellicola che si incastri, a tutti gli effetti, nella continuity del neonato DCU.

Milly Alcock (Supergirl) mentre ‘studia’ il suo ruolo

Ma quali sono i motivi del successo di questo fumetto? Andiamoli ad analizzare!

Una storia di origini

Le origini di Kara Zor-El, proprio come quelle dei suoi “colleghi”, sono state narrate più volte. Per un personaggio di un fumetto supereroistico è una prassi abbastanza comune: più sei famoso e amato dal pubblico e più avrai storie d’origini a te dedicate. È una regola non scritta.

Ogni autore, infatti, mosso dall’affetto per quel determinato personaggio e dalla voglia di mettersi in gioco, prende il nucleo originale della narrazione per poi scomporlo e riassemblarlo secondo il suo gusto personale. Anche Tom King non è da meno: La Donna del Domani è, infatti, una delle possibili storie d’origine di Supergirl, anche se all’inizio non sembrerebbe.

È il giorno del 21° compleanno di Kara e, per festeggiare, decide (tristemente) di passare la giornata in un bar a sbronzarsi. I suoi festeggiamenti in solitaria, però, vengono bruscamente interrotti da una richiesta d’aiuto: Ruthye Marye Knoll, una ragazzina di campagna che ha visto l’amato padre perdere la vita per colpa di uno spregevole traditore è alla ricerca di qualcuno che l’aiuti a rintracciare quest’ultimo per vendicarsi.

È così che inizia questo road comic che porterà  le nostre due protagoniste a spostarsi da una parte all’altra dell’Universo, vivendo mille avventure e rischiando altrettante volte di morire senza portare a termine i loro compiti.

Nello scrivere questa storia, King è bravo a camuffare una delle tante avventure vissute dalla cugina di Superman in un vero e proprio saggio su chi sia lei veramente e sul perché non sia una semplice copia “gender-swap” dell’Uomo d’Acciaio; ed è questo il motivo per cui, secondo me, i DC Studios hanno scelto questa incarnazione.

Infatti, attraverso la voce narrante di Ruthye, ripercorriamo le ultime settimane di vita di Kara su Krypton, dopo la sua quasi totale distruzione.

A differenza di Kal, mandato sulla Terra per salvarsi, la nostra futura Supergirl è rimasta accanto alla madre morente e al padre sul suo pianeta natale. Lei non è stata separata dai suoi affetti ma ha cercato con tutte le sue forze di rendersi utile, vanamente; ha vissuto a pieno la sofferenza della consapevolezza di star per passare gli ultimi momenti con la sua famiglia, con le persone che ama.

Il suo senso del dovere è diverso da quello di Superman, è nato dal sangue, dalla rabbia, dal non essere riuscita a salvare nessuno. Questo aspetto si ripercuote, poi, anche nel suo carattere, risultando decisamente più impulsiva e irriverente, addirittura sconsiderata.

Ciò che l’accomuna a suo cugino è che anche lei, alla fine, verrà salvata dal proprio padre, per concederle una speranza, cosa che tutti gli altri abitanto di Krypton non hanno avuto.

E proprio come Clark le parole dei suoi genitori sono fondamentali per la sua crescita personale. ‘Fa’ la brava’ e ‘C’è sempre speranza’  sono tra le ultime frasi che i suoi genitori le hanno rivolto: e sono il riassunto di tutto ciò che lei è, il riassunto di tutto ciò che le persone vedono in Supergirl.

Kara e Kal hanno avuto un background troppo diverso per essere considerati “lo stesso personaggio”.

Un’esplosione di colori

Ciò che salta all’occhio al lettore al momento dell’acquisto, però sono i disegni e, soprattutto, i colori.

Evely e Lopes sono riusciti a costruire un immaginario sci-fi supereroistico dalla forte impronta steampunk medievaleggiante: il character design è molto austero e signorile ma si sposa alla perfezione con l’esplosione di colori che inonda tutte le pagine del volume. È un contrasto che funziona e che rende immediatamente riconoscibile le vignette tratte da quest’opera rispetto a tante altre, molto più “standard”.

Le illustrazioni, infatti, sono molto dettagliate ma non risultano mai esagerate o claustrofobiche: si vede la grande attenzione rivolta sia ai personaggi che agli sfondi.

Il fiore all’occhiello del volume.

Non è stato semplice

Nonostante tutti gli elogi fatti, questa graphic novel non è esente da difetti, anzi, ne ha uno abbastanza importante.

La sceneggiatura di King, soprattutto nei momenti in cui leggiamo i discorsi fuori campo della narratrice, risulta spesso troppo pomposa e poco scorrevole, non proprio adatta ad una lettura dal gusto pop come questa.

Questi momenti allontanano un po’ il lettore, spingendolo a voler sapere cosa accadrà nelle pagine successive…ma per il motivo sbagliato. Spesso, infatti, mi sono ritrovato a contare quante pagine mancassero per finire il capitolo, nella speranza di ricevere una scossa dalla trama.

Immagino sia stata una precisa scelta dell’autore e che non sia nata dal caso, però non credo sia stata quella giusta.

Ruthye e Krem, poi, non sono personaggi a cui sono riuscito ad affezionarmi o ad odiare. Lei è una figura estremamente bidismensionale, priva di anche solo una briciola di carisma; lui è un antagonista stereotipato, senza infamia e senza lode: compie cattive azioni…perché è cattivo.

Nessuno dei due rimarrà negli annali del Fumetto.

Anche il comparto artistico, che per me è un assoluto valore aggiunto, qualcuno potrebbe trovarlo, a lungo andare, un po’ barocco.

Supergirl – La donna del Domani è, quindi, una storia ricca di pregi e di altrettanti difetti, che compie un gran lavoro sull’affermare la grandezza del personaggio protagonista ma che pecca nel modo di trasmetterla. Una lettura che consiglio soprattutto a chi, solitamente, non legge “solo” fumetti di supereroi o a chi vuole arrivare “preparato” alla visione del film di prossima uscita.

Alla Warner Bros. saranno riusciti a trarne il meglio? Lo scopriremo in questi giorni!


VOTO POPCORNERD: 6.0/10

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