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2025 Wrapped di Rossano: un anno di letture a fumetti

Le storie che hanno definito il mio anno di letture

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Disclaimer: l’immagine in evidenza è stata creata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Da qualche anno, a fine dicembre, aspettiamo con una certa curiosità il nostro Spotify Wrapped: una raccolta di statistiche che prova a riassumere dodici mesi di ascolti tra musica e podcast. Alla fine del 2024 mi sono chiesto come questo stesso concept potesse essere applicato al mondo dei fumetti e delle graphic novel, e da lì è nata l’idea di questo esperimento: 2025 Wrapped: il mio anno di letture a fumetti.

Prima di iniziare voglio precisare che quello che segue non è una classifica – per quella rimando ai The Corny Awards 2025 – ma un racconto del mio 2025 da lettore di comics (e non solo), costruito a partire dai dati raccolti mese dopo mese.

Dando un primo sguardo ai numeri, emergono subito due elementi evidenti: Marvel e DC Comics continuano a rappresentare la parte più consistente delle mie letture, mentre Image Comics si avvicina in modo costante, fino a diventare – spoiler – una delle vere protagoniste del mio anno.

Infografica con l’aiuto dell’intelligenza artificiale

So che quando si parla di fumetti e arte in generale, il tema dell’intelligenza artificiale è un tabù. Ma in questo articolo si parla di arte attraverso i dati e chi meglio di ChatGPT poteva aiutarmi a trasformare i numeri che ho raccolto durante il 2025 in una rappresentazione chiara e leggibile? Spero quindi mi perdonerete se, per una volta, l’intelligenza artificiale diventa uno strumento e non il tema del dibattito.

Ho dato in pasto i dati a ChatGPT e ho chiesto di generare una infografica. Dopo svariati tentativi, ho ottenuto questo risultato:

Infografica sulle mie letture del 2025

Infografica sulle mie letture del 2025 generata da ChatGPT

Per citare il famoso meme, it ain’t much but it’s honest work. Grazie ChatGPT.

Marvel, pochi ma buoni

Più volte quest’anno mi sono espresso – su popcornerd.it e sui miei social – su quanto bassa sia la qualità editoriale Marvel di questo periodo. Nonostante ciò, eccola lì: la Casa delle Idee guadagna il terzo posto nella mia classifica Top Publishers, con ben 43 fumetti letti in 12 mesi. Tra questi, ai primi posti per rilevanza, troviamo:

  • Ultimate Spider-Man di Jonathan Hickman e Marco Checchetto
  • Ultimate Wolverine di Chris Condon e Alessandro Cappuccio
  • Spider-Man Noir di Erik Larsen e Andrea Broccardo
  • Wolverine di Chris Claremont e Frank Miller
  • Miles Morales Omnibus 1 & 2 di Brian Michael Bendis e Sara Pichelli

Spider-Man e Wolverine protagonisti

Ho un rapporto particolare con Spider-Man. Alterno periodi di completa assuefazione a periodi di rigetto totale. Ultimate Spider-Man di Hickman – Checchetto l’ho accolto con grande gioia in una delle mie fasi “ascendenti” ma devo ammettere che non mi ha lasciato molto. Una storia mediocre, condita dai bellissimi disegni di Checchetto, che verrà presto dimenticata.

Ultimate Spider-Man vol. 1, 2, 3

Cosa che non si può dire su Ultimate Wolverine di Condon – CappuccioWolverine non è un personaggio semplice da scrivere se non si vuole cadere nella trappola della banalità e del “già visto”. Chris Condon, almeno nel primo volume, ci ha regalato Wolverine cupo, tormentato e violento, che veste i panni del Soldato d’Inverno. I disegni di Alessandro Cappuccio non fanno altro che mostrarci la scia di sangue che Logan lascia dietro di sé. Brutale.

Ultimate Wolverine vol. 1 The Winter Soldier

Per concludere le nuove uscite Marvel, una lettura che ha catturato la mia attenzione è stata il rilancio di Spider-Man Noir, a cura di Erik Larsen e Andrea Broccardo. Al momento ho letto solo la prima delle cinque issues, quindi posso soltanto dire che si tratta di un inizio interessante. Non molto tempo fa ho anche pubblicato una breve intervista ad Andrea, artista della serie.

Spider-Man Noir #1

Recuperi dal passato

Chi mi conosce sa che Wolverine è il mio personaggio preferito, e mi sono sentito in dovere di recuperare una vera pietra miliare della sua bibliografia. Non saprei nemmeno da dove iniziare nel descrivere il Wolverine di Claremont e Frank Miller: la sceneggiatura e i disegni sono puro godimento. Non aggiungo altro, se non un consiglio: se non lo avete mai letto, fate lo sforzo di “farvi andare giù” i dialoghi un po’ prolissi. Ne vale davvero la pena.

Wolverine di Chris Claremont e Frank Miller Deluxe Edition

Per quanto riguarda i due Omnibus di Miles Morales, arrivavo dalla recente conclusione della straordinaria run di Ultimate Spider-Man di Bendis (terminata nel 2024) e quindi… perché no? Una lettura “okay”, certamente non memorabile, se non per l’introduzione di Miles, ormai diventato un personaggio pienamente canonico all’interno dell’universo Marvel.

Omnibus 1 e 2 di Miles Morales scritto da Bendis e Sara Pichelli

DC Comics, una sorpresa inaspettata

Una situazione simile si è verificata anche con DC Comics, con ben 54 fumetti letti nel corso dell’anno. Non mi considero un grande fan della DC, ma la linea Absolute – in particolare Batman e Martian Manhunter – ha contribuito in modo significativo a questa statistica. Tra i titoli che ho letto quest’anno, quelli che secondo me meritano una menzione sono:

  • Gotham Central di Greg Rucka, Ed Brubaker, Michael Lark e Stefano Gaudiano
  • Absolute Batman di Scott Snyder e Nick Dragotta
  • Batman Dark Patterns di Dan Watters e Hayden Sherman
  • Absolute Martian Manhunter di Deniz Camp e Javier Rodríguez

Batman, cosa farei senza di te?

Non credo di poter comunicare a parole quanto io abbia amato Gotham Central. Non pensavo fosse possibile scrivere un fumetto su Batman… senza Batman. E invece Mr. Brubaker e Mr. Rucka mi hanno mostrato la via. Di genere poliziesco, Gotham Central esplora le dinamiche del dipartimento di polizia del GCPD, il Gotham City Police Department, alle prese con criminali, super villain e un vigilante travestito da pipistrello.

Gotham Central Omnibus

Estratto di Gotham Central

Se in Gotham Central Batman non si vede quasi mai, in Absolute Batman di Snyder e Dragotta lo si vede parecchio. La run è ancora in corso e trovo prematuro dare un giudizio complessivo; posso però dire che ciò che ho letto finora ha superato di gran lunga le mie aspettative. Il primo volume, The Zoo, lo considero un preludio, quasi una introduzione a questo universo che non conosciamo. Nelle issues successive arriva l’arco narrativo su Absolute Bane..  e quello è follia pura.

Absolute Batman vol. 1 The Zoo

Poi c’è Batman: Dark Patterns, un fumetto passato in sordina, del quale quasi nessuno ha parlato. In questa serie Batman torna a fare quello che sa fare meglio: il detective. Storyline interessanti – come quella del Wound Man, un uomo che crede nella purificazione dell’anima attraverso il dolore fisico – e casi da risolvere per niente scontati, il tutto accompagnato da disegni dal tratto duro e colori accesi di Hayden Sherman.

Batman Dark Patterns #1

Absolute Martian Manhunter.. si, ma anche meno

Di solito, quando leggo un fumetto, mi piace riuscire a capirlo per apprezzarne appieno la trama. È qualcosa che ho faticato a fare con Absolute Martian Manhunter. Camp e Rodríguez si sono lasciati andare a un’opera psichedelica “alla Tradd Moore”, che ti investe con un uragano di colori e forme, lasciandoti a bocca aperta, sospeso tra stupore e confusione.

Bello, eh. Ma anche meno.

Absolute Martian Manhunter #1

Image Comics, to infinity and beyond!

Image, meno male che esisti. Non saprei nemmeno da dove iniziare per descrivere questo 2025 dal lato Image Comics che, con ben 54 fumetti letti, e’ stata la protagonista – specialmente a livello qualitativo – del mio 2025.

Here we go.

  • Invincible Universe: Battle Beast di Robert Kirkman e Ryan Ottley
  • You’ll Do Bad Things di Tyler Boss e Adriano Turtulici
  • Outcast di Robert Kirkman e Paul Azaceta
  • Invincible Universe: Battle Beast di Robert Kirkman e Ryan Ottley
  • The Walking Dead Deluxe di Robert Kirkman, T. Moore e Charlie Adlard
  • Everything Dead & Dying di Tate Brombal e Jacob Phillips
  • Escape di Rick Remender e Daniel Acuna
  • Ain’t No Grave di Skottie Young e Jorge Corona

Robert Kirkman scrive, io leggo

Come si evince dal titolo, quest’anno ho fatto il pieno di letture Made by Kirkman.

Sono finito a leggere Outcast grazie a una serie TV basata sul fumetto. La serie mi è piaciuta e ho quindi pensato di dare una chance al materiale originale, perché si sa: “il libro è sempre meglio”. Per chi non la conoscesse, Outcast è una serie horror di 48 numeri che affronta temi come la possessione demoniaca e la fede in Dio. Una lettura particolare, diciamo. Per ora ho sentimenti contrastanti su questa serie, ma spero di riuscire a finirla nel 2026.

Outcast di Kirkman e Azaceta

Poi c’è ovviamente Battle Beast. Kirkman e Ottley danno vita a uno spin-off dedicato a uno dei personaggi più interessanti della serie Invincible, anche se mi aspettavo qualcosa in più dalla trama, devo essere sincero. Il pretesto con cui la storia ha inizio sembra forzato e poco originale. La serie è ancora in corso – al momento in pausa fino a marzo 2026 – quindi ogni giudizio finale viene rimandato.

Invincible Universe: Battle Beast Heart of Glory

The Walking Dead non è una storia sugli zombie…

Ho iniziato a leggere The Walking Dead nel gennaio 2025 grazie a un amico che mi regalò il primo volume in edizione italiana. Non avendo visto la serie – tre episodi, poi ho messo in pausa – ne ero completamente all’oscuro e non mi sono mai interessato al genere perché pensavo non fosse adatto a me. Oh boy, quanto mi sbagliavo.

Ho iniziato la lettura recuperando le issue della nuova edizione a colori Deluxe, ma sono inevitabilmente arrivato in pari e non volevo aspettare le due uscite mensili. Così ho recuperato anche gli Omnibus, che contengono l’edizione originale in bianco e nero. Ammetto che l’aggiunta del colore aiuta, ma anche la lettura in bianco e nero non dispiace affatto. Credo che nel 2026 riuscirò a finire la lettura del quarto e ultimo Omnibus.

Fino ad allora… cercherò di stare alla larga dagli spoilers.

Per quanto riguarda la storia, mi sento di suggerirne la lettura a chiunque. The Walking Dead non è una storia che parla “semplicemente” di zombie: è una storia sui rapporti umani, su strutture sociali che crollano, sulla sopravvivenza e sui limiti che l’essere umano è disposto a oltrepassare pur di sopravvivere.

The Walking Dead di Kirkman, Tony Moore e Charlie Adlard

… cosi’ come non lo è Everything Dead & Dying

Questa miniserie mi è arrivata addosso come un treno in corsa. Già alle prese con la lettura di The Walking Dead, scopro che Image pubblicherà una nuova (mini)serie a tema zombie… e mi chiedo il perché. Sembra quasi voler vivere all’ombra dell’opera più famosa di Kirkman. Ma mi sbagliavo.

Come ho già scritto in The Corny Awards, Everything Dead & Dying è una storia intima che parla di famiglia, di legami, di discriminazione, di solitudine e di quanto l’amore per i propri cari possa spingerci a fare cose che non avremmo mai pensato di essere capaci di fare. Una storia bellissima che, purtroppo, è destinata a finire presto, trattandosi di una miniserie di soli cinque numeri.

Everything Dead & Dying #1

Fantasy, warfare.. Image Comics ne ha per tutti i gusti

Parliamo ora di Escape. Rick Remender, come dichiarato nella sezione “Fan Mail” alla fine della issue 4, mette su carta – in forma romanzata, ovviamente – le avventure e soprattutto i traumi di suo nonno, soldato americano durante la Seconda Guerra Mondiale. Con un ritmo che trasmette urgenza e precarietà e accompagnato dai disegni di Acuña, Remender ci catapulta in una zona di guerra, dove per sopravvivere bisogna essere disposti a tutto, anche a ignorare il senso di colpa per le atrocità che si stanno per commettere. Io vivo per questa roba.

Escape #1

Concludo questa sezione dedicata a Image con un fumetto che non avrei mai pensato potesse interessarmi: Ain’t No Grave. Skottie Young rielabora le fasi del lutto – negazione, rabbia, patteggiamento, depressione e accettazione – in una storia di cinque capitoli, uno per ciascuna fase, raccontando il viaggio di Ryder in un universo fantasy alla caccia della Morte. Una lettura potente, che ricorderete a lungo, anche grazie ai disegni straordinari di Jorge Corona.

Ain’t No Grave #1

Altre letture

L’infografica mostra come, anche se in dosi minori, altri editori come Sergio Bonelli Editore, BOOM! Studios e VIZ Media siano stati anch’essi protagonisti del mio 2025 con 45 fumetti letti. I più importanti per me sono stati:

  • Il lungo addio di Tiziano Sclavi e Carlo Ambrosini (Sergio Bonelli Editore)
  • Grim di Stephanie Phillips e Flaviano (BOOM! Studios)
  • 20th Century Boys di Naoki Urasawa (VIZ Media)

Benvenuto, Dylan!

Ad inizio anno sono stato introdotto – nemmeno fosse una setta segreta – all’universo e alle storie di Dylan Dog. La prima lettura “dylaniata” della mia vita è stata Il lungo addio di Tiziano Sclavi e Carlo Ambrosini. Scopro solo ora, dopo mesi di letture, che quella era probabilmente l’apice per qualità e intensità della sceneggiatura.

Tutti quelli che leggono Dylan Dog mi confermano che Il lungo addio è una delle storie più belle dell’intera antologia del personaggio, e non fatico a crederci: mi ha rapito. Da lì in poi è stato tutto in discesa. Ho iniziato a leggere le uscite mensili regolari, insieme ad altre pubblicazioni come Colorfest e Old Boy.

A volte resto stupito dalla qualità di alcune tavole che trovo in Dylan Dog, e questa cosa mi rende orgoglioso, essendo un prodotto Made in Italy.

Dylan Dog, Il lungo addio

Estratto di Dylan Dog, Il lungo addio

Grim giunge al termine

Di tutt’altro genere, ma con tematiche simili, Grim mi ha conquistato dall’inizio alla fine. La serie si è conclusa con il venticinquesimo numero, a novembre 2025, mettendo fine alla collaborazione tra Phillips e l’artista italiano Flaviano.

Grim di Stephanie Phillips e Flaviano, pubblicato da BOOM! Studios

C’è però una buona notizia per gli amanti della serie: Netflix ha annunciato che una serie animata ispirata al fumetto è attualmente in fase di sviluppo. Non ci resta che aspettare.

20th Century Boys

Premetto che non sono un grande lettore di manga. Ne ho letti pochi e, per questo, mi sento sempre un po’ in difetto quando si tratta di elogiare o criticare una serie giapponese, non avendo molti termini di paragone. Tra i titoli che ho letto e che ho messo in libreria ci sono Dragon Ball, Attack on Titan, Gannibal e il mio manga preferito di sempre, Naruto.

Potete quindi immaginare come mi sono sentito quando mi sono approcciato per la prima volta a un’opera di Naoki Urasawa, nello specifico 20th Century Boys. Pensavo di aver letto i manga più belli che ci fossero – pensate che ingenuo – e invece non avevo nemmeno scalfito la punta dell’iceberg. Chi ha già letto qualcosa di suo sa esattamente a cosa mi riferisco; chi invece non lo ha ancora fatto, provo a spiegarmi meglio.

20th Century Boys vol. 1 di Naoki Urasawa

Non sto cercando in alcun modo di sminuire i manga che ho menzionato poco fa – Naruto resta comunque il mio preferito – ma lo storytelling che ho trovato in 20th Century Boys non l’ho trovato in nessun altro fumetto giapponese. Sin dalle prime pagine si percepisce come Urasawa ti stia lentamente trascinando all’interno della spirale di eventi e misteri che ha architettato con precisione chirurgica, come un ragno che conduce la propria preda sempre più a fondo nella sua tela.

Quando ti rendi conto di quanto sia intricata la trama, è ormai troppo tardi: sei già perso in un labirinto fatto di flashback, misteri e dettagli che non sono mai casuali.

La stessa qualità si ritrova anche nei disegni, sempre a cura di Urasawa. È, a tutti gli effetti, un one-man show.

Kenji Endō

Ora non mi resta che leggere i tre volumi conclusivi per portare a termine questo viaggio nei primi mesi del 2026. Subito dopo 20th Century Boys, sarà finalmente il turno di Billy Bat.

È stato un anno interessante

La disamina delle letture più interessanti che hanno accompagnato questo mio 2025 giunge finalmente al termine. Ripercorrere dodici mesi di fumetti non è stato semplice, ma si è rivelato un esercizio sorprendentemente terapeutico e divertente. Più di quanto mi fosse mai capitato prima, mi sono reso conto di come i miei gusti stiano cambiando nel tempo – e non è una cosa che mi dispiace o mi spaventa, anzi. Credo sia un processo naturale: tutti attraversiamo fasi di crescita o di trasformazione, e questo si riflette inevitabilmente anche nelle scelte che facciamo in fumetteria, tra ciò che decidiamo di portare a casa e ciò che lasciamo sullo scaffale.

È stato anche un anno di novità, come il ritorno alla lettura dei manga, un terreno che avevo in parte abbandonato e che ho riscoperto con grande piacere.

Spero che questo Wrapped vi sia piaciuto e che possa essere d’ispirazione per chi, come me, è sempre alla ricerca di nuove avventure di carta ed è abbastanza coraggioso da uscire, ogni tanto, dalla propria comfort zone.

Per ora è tutto. Wrapped torna a dicembre 2026. A presto.

PS. Spero non vi siate arrabbiati o indignati per il ruolo che l’intelligenza artificiale ha avuto nella stesura di questo articolo.

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