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Intervista a David Messina: tra Spider-Man, visione artistica e passione per il fumetto

L’intervista di popcornerd.it a David Messina, co-autore di Ultimate Spider-Man di Hickman con Marco Checchetto

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Durante lo scorso Lucca Comics & Games 2025 abbiamo incontrato l’autore David Messina e abbiamo fatto due chiacchiere, parlando del suo percorso da artista di fama internazionale e delle sue passioni al di fuori del mondo dei comics.

Anche se in leggero ritardo, eccoci qui con la nostra intervista a David Messina!

* * *

Rossano D’Angelo: David, mi piace iniziare così, anche se non l’ho preparata questa: fai finta che i nostri lettori non conoscano il tuo nome e non sappiano chi sei. Presentati.

David Messina: Mi chiamo David Messina e sono un disegnatore di fumetti che lavora per il mercato americano ormai da vent’anni. Sono anche un insegnante: ho lavorato per 23 anni nella Scuola Internazionale di Comics e di recente ho aperto una scuola con altri soci chiamata la Kubo Academy, dove mi occupo della direzione artistica.

David Messina

David Messina

L’inizio della carriera negli Stati Uniti

Sei uno dei pochi autori italiani ad essersi costruito una carriera stabile nel mercato americano. Come è iniziato il tuo percorso oltreoceano e quali sono state le prime sfide?

Iniziai in modo particolare: esordii come colorista per la Devil’s Due, colorando Voltron e G.I. Joe. Il mio scopo era disegnare, ma l’editore mi vedeva esclusivamente come colorista e non voleva spostarmi di ruolo. La svolta arrivò da una situazione sfortunata: conobbi Jim Lee che mi propose un rilancio dei Gen13. Lavorai due mesi al progetto con Scott Dunbier (in seguito mio editor su Star Trek Countdown e Rocketeer in IDW), ma alla fine non partì per motivi organizzativi. Jim Lee, però, mi propose alla sceneggiatrice Alex De Campi. Dopo un altro progetto saltato con Les Humanoïdes Associés, lei mi segnalò alla IDW Publishing, che cercava un disegnatore per la serie di Angel. Volevano qualcuno fuori dall’America per alzare il livello qualitativo degli spin-off televisivi, visti fino ad allora dagli artisti americani come prodotti di “serie C”, trattandoli come grandi serie alla pari di X-Men o Batman. Da lì è iniziato tutto, passando poi a Star Trek.

Influenze dall’animazione e dal design

Prima di parlare di fumetti.. So che hai lavorato nel mondo dell’animazione e del design. Come ti ha formato questa esperienza?

Mi hanno insegnato a cercare ispirazione fuori dal fumetto. Guardo molto al design giapponese pubblicitario e, nel periodo di Angel e Star Trek, studiavo la cartellonistica sovietica. L’animazione, invece, mi ha dato il metodo: in uno studio devi coordinare molte figure (concept artist, storyboarder, animatori), e questo rigore organizzativo lo porto ancora oggi nei miei progetti. Inoltre, porto con me lo storyboarding: cerco sempre tagli cinematografici nelle mie tavole, influenzato dal lavoro di Bryan Hitch.

Il Rapporto con i Fan: Star Trek vs Star Wars

Hai lavorato su franchise con fanbase molto “calde”, come ad esempio Star Trek. Com’è stato il rapporto con i fan?

La fanbase di Star Trek è tostissima perché per loro è una filosofia di vita. Sono tutti “geek” e alle fiere mi facevano domande tecniche incredibili, tipo la dimensione dei retro-motori dell’Enterprise. [ride] Tuttavia, mi hanno accolto come in una famiglia: in fiera mi portavano regali, cioccolata e peluche personalizzati dei personaggi che disegnavo. Con i fan di Star Wars è stato più facile perché, essendo io un fan, parliamo la stessa lingua.

Star Trek, cover disegnata da Messina

Da universi consolidati al creator-owned: 3Keys pubblicato da Image Comics

Com’è passare da progetti con regole e mondi ben definiti, a universi propri come 3Keys?

È come passare dai giocattoli meravigliosi di un amico ai miei costruiti da zero. Ho molta libertà, ma anche grande responsabilità: se la storia non funziona, la colpa è tutta mia. Con personaggi già amati, come Han Solo e Chewbacca, il pubblico segue comunque; con i miei personaggi devo convincere i lettori a interessarsi e capire perché li amo.

Per restare critico e obiettivo, ho chiesto aiuto a sceneggiatori come Manfredi Toraldo e Diego Cajelli: il primo numero di 3Keys è stato ridisegnato un paio di volte. È un approccio completamente diverso, più complesso ma molto stimolante.

Qual è stata l’idea alla base di 3Keys?

L’idea nacque mentre lavoravo a Yamazaki 18 Years: sentivo il desiderio di scrivere qualcosa di mio. Volevo partire da qualcosa di leggero, ispirandomi a Calvin & Hobbes, ma mescolando elementi cupi e fantastici come Lovecraft e i kaiju. Ho voluto giocare con i miei “giocattoli preferiti”: animali antropomorfi e mostri inquietanti.

Ho coinvolto anche dei bambini per le scene finali e un’amica insegnante come personaggio, per trasmettere l’idea che i sogni siano una terra comune in cui possiamo ancora giocare insieme. In sostanza, ho unito la leggerezza di Watterson con il fascino oscuro di Lovecraft per creare il mio mondo.

Le influenze su Spider-Man

Parlando ora di Spider-Man.. Quali storie o autori ti hanno ispirato da lettore?

Ho iniziato con La notte in cui morì Gwen Stacy, comprando i primi due albi a dieci anni. Mi ha colpito l’umanità di Peter Parker che agisce nonostante sappia di sbagliare. Ho amato anche la run di Straczynski con John Romita Jr., per il Peter Parker umano e in difficoltà, e Spider-Man: Nel regno dei morti di Mark Millar e Terry Dodson.

Off-topic ma devo chiedertelo.. Che ne pensi di Kick-Ass di Millar? L’ho letto di recente e mi ha sorpreso.

L’ho amato. Mostra supereroi disadattati e le conseguenze delle loro scelte senza compromessi. Il film non ha avuto lo stesso coraggio del fumetto, che gioca sul simbolismo e la realtà dei personaggi. Ho trovato geniale la costruzione dei protagonisti e il modo in cui Millar racconta le loro follie.

Kick Ass e Hit-Girl, a cura di Millar e JRJR

L’esperienza su Ultimate Spider-Man con Hickman e Checchetto

Com’è stato disegnare un Peter Parker adulto?

È stato emozionante. Sono cresciuto leggendo Peter al liceo, con Ditko, Romita Sr., Len Wein e Roy Thomas. Disegnarlo adulto, consapevole e con la barba, è stato un dialogo con il personaggio della mia infanzia.

Ultimate Spider-Man e Peter Parker disegnati da David Messina

Come vi alternate tu e Marco [Checchetto] sulla serie?

Marco mi ha chiesto di affiancarlo perché condividiamo lo stesso background e visione estetica di Peter Parker. Gli editor e Hickman decidono le storie, e io seguo una “struttura verticale” per le dinamiche precise tra i personaggi, come Peter e Harry Osborn. A volte dividiamo anche lo stesso numero per esigenze narrative.

Ti sei divertito a disegnare la cena tra le coppie nel primo numero?

Da morire! Ho costruito un modello con SketchUp e inserito diversi riferimenti personali: il ristorante “Torre” è un omaggio alla mia compagna Francesca, e il fiore accanto a Gwen è il giglio della purezza. Ho inserito anche me e Marco come guardie del corpo di Wesley nella issue #10.

Preferiresti più scriverlo o sei felice nel disegnarlo l’Uomo Ragno?

Non mi vedo solo come disegnatore: il mio ruolo principale è raccontare storie. Anche quando disegno, sto narrando, filtrando la sceneggiatura attraverso i miei occhi. Con gli editor di Spider-Man, discutiamo di ogni dettaglio visivo per far emergere la personalità dei personaggi: l’arredamento dell’ufficio di Gwen Stacy o persino il tipo di whisky che un personaggio porta in scena. Ogni scelta serve a raccontare meglio la storia, ed è un processo creativo condiviso, fatto con grande cura e attenzione ai dettagli.

Collaborazione con gli sceneggiatori

Come ti rapporti con gli sceneggiatori?

Cambia molto da persona a persona. Hickman è riservato e schematico, Lobdell o Guggenheim sono più dialoganti e amicali. Joe Casey è super dettagliato, mi indicava persino quali oggetti i personaggi si lanciavano addosso nelle scene di battaglia. In tutti i casi, apprezzo l’enorme libertà creativa che mi lasciano nell’interpretare le tavole.

Letture e interessi del David Messina lettore

Vorrei chiudere perché ti ho tenuto qua quasi un’ora. Ti chiedo una cosa che chiedo sempre a tutti: cosa leggi di solito?

Tanti manga e fumetti francesi. Al momento seguo Dandadan, Asadora! di Naoki Urasawa e Gokurakugai di Yuto Sano. In passato ho letto di tutto, anche Akira. I classici manga come Dragon Ball, One Piece o Naruto invece non li seguo. Ma leggo anche tantissimi volumi americani: ad esempio tutto il lavoro di Tom King, tutto quello che scrive Mark Waid. Le mie letture recenti sono Hulk di Phillip Kennedy Johnson e Nic Klein, gli Ultimates di Deniz Camp e lo Spider-Man di Kelly e Larraz!

Travola tratta da Akira

Ti ringrazio per questa piacevolissima chiacchierata, David! A presto!

Il piacere e’ tutto mio, mi sono divertito. A presto!

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A nome della redazione di popcornerd.it, ringraziamo David per la sua disponibilità e gli auguriamo il meglio per i suoi progetti futuri.

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