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The Dog Stars – Le stelle dopo la fine: Recensione – Sopravvivenza e speranza nel nuovo film di Ridley Scott
Abbiamo visto in anteprima The Dog Stars: Le stelle dopo la fine, il nuovo film di Ridley Scott tratto dal bestseller di Peter Heller con protagonista Jacob Elordi
Cosa sarebbe successo se, nel 2020, la pandemia di COVID-19 avesse decimato la popolazione del Pianeta? Come avrebbero reagito i superstiti alla disperazione e al dolore, in un mondo che li avrebbe costretti a ricominciare la propria vita daccapo, con pochissime risorse?
Mi immagino che siano queste le domande che si è posto Ridley Scott quando ha cominciato a lavorare su The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, il nuovo film 20th Century Studios, basato sull’omonimo romanzo del 2012 di Peter Heller, che vede il ritorno dietro la macchina da presa dell’oggi ottantottenne regista di capolavori come Alien, Il Gladiatore e Blade Runner.
Nonostante la costellata carriera del regista sia indiscutibile, in passato non tutti i film di Ridley Scott sono stati all’altezza del suo nome e del suo talento, ma per fortuna questo non è il caso The Dog Stars.
Cercherò, però, di essere chiaro sin dall’inizio: The Dog Stars potrebbe essere un film che non piacerà a tutti, fan di Scott compresi, perché cerca di raccontare una storia intensa e commovente sulla sopravvivenza e sulla speranza, in un mondo che pare aver abbandonato l’umanità al proprio destino, senza però riuscire del tutto a imbastire una trama strutturata che abbia un reale inizio e una fine.
Due grandi pregi di questa pellicola riguardano il cast principale, di assoluto primo livello, composto da Jacob Elordi, Margaret Qualley, Josh Brolin, Benedict Wong e Guy Pearce, e la location scelta per girare il film, ovvero il suggestivo territorio del Friuli Venezia Giulia, omaggiato con riprese mozzafiato principalmente delle Prealpi Giulie.
L’umanità ha ancora una speranza?

(L-R) Jasper and Jacob Elordi as Hig in 20th Century Studios’ THE DOG STARS. Photo by Fabio Lovino. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.
Un terribile virus influenzale ha decimato la popolazione della Terra. Per la prima volta nella storia dell’umanità, invece di progredire, la società è tornata indietro.
È in questo mondo che vive il giovane Hig (Jacob Elordi), ex meccanico che, in compagnia del cane Jasper, esplora con il suo aeroplano le zone intorno a Denver alla ricerca di viveri, medicinali e di tutto ciò che può essere utile per sopravvivere, sia per lui che per una piccola comunità rurale di cui si prende cura e che vive fuori dalla città del Colorado. Nonostante la perdita della moglie, lutto ancora presente e palpabile, Hig cerca di conservare la speranza che il futuro possa essere migliore.
Di diverso avviso è Bangley (Josh Brolin), un ex marine armato fino ai denti, che vive insieme a Hig e che si è adattato a un mondo cinico e pericoloso, difendendo il proprio territorio a qualunque costo, contro chiunque si avvicini.
Una scelta che si contrappone all’animo più positivo e meno arrendevole di Hig, ma che è giustificata dal fatto che, in questo nuovo mondo post-apocalittico, sono sorti gruppi di persone prive di scrupoli e morale, pronti a uccidere, saccheggiare e dai quali bisogna stare sempre all’erta.
Durante uno dei suoi viaggi, Hig riceve un messaggio radiofonico proveniente da Grand Junction, già sentito in passato, che gli fa pensare che ci sia un rifugio o un gruppo di persone impegnate a cercare di costruire un mondo nuovo o semplicemente intenzionate ad aiutare il prossimo.
A causa di un evento drammatico, Hig prenderà la decisione di provare a raggiungere il misterioso Grand Junction con il suo aereo, per vedere se c’è ancora speranza per l’umanità.
Un country western che racconta come sopravvivere in un mondo che non ci vuole più
(L-R) Jacob Elordi as Hig and Josh Brolin as Bangley in 20th Century Studios’ THE DOG STARS. Photo by Fabio Lovino. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.
Ridley Scott sceglie di raccontare una storia realistica e coinvolgente, che parte da una catastrofe pandemica analoga a quella che ha toccato da vicino l’umanità solamente pochi anni fa.
Il regista racconta il presente che poteva essere o il futuro prossimo che potrebbe essere, ma che tutti ci auguriamo non accada. E lo fa prendendosi i suoi tempi sin dall’inizio, a volte con un ritmo che rallenta eccessivamente e che potrebbe portare lo spettatore ad annoiarsi in determinate sequenze.
Lo stesso inizio di The Dog Stars, che agli appassionati del genere post-apocalittico potrà ricordare Io sono leggenda, cerca di presentare allo spettatore lo status quo del mondo in cui si muovono il personaggio interpretato da Elordi e il suo cane, ma lo fa con eccessivo zelo, risultando lungo e difficile da seguire con attenzione costante.
Una volta che lo spettatore entra nel ritmo della storia, però, The Dog Stars comincia a scorrere ed ecco che ci si ritrova davanti a un western moderno, condito da musiche country sparse qua e là, che ci mostra, anche attraverso sequenze emotivamente coinvolgenti, la difficoltà di un uomo che ha perso tutto come Hig e che è alla ricerca di fiducia e risposte.
Un uomo che non riesce a elaborare il lutto per la perdita della moglie, che non riesce a lasciare andare, ma che si aggrappa alla speranza senza rinunciare alla fiducia nel prossimo.
E uno dei punti di forza di questo film è proprio la contrapposizione dei personaggi di Elordi e Brolin, due filosofie diverse nell’affrontare il nuovo mondo che li circonda: da una parte il giovane che crede nella redenzione dell’umanità, nonostante proprio l’uomo rappresenti ancora una volta il pericolo maggiore, e dall’altra il vecchio che pensa che l’unico modo per sopravvivere sia eliminare il problema alla radice (possibilmente con una pistola o un fucile in mano).
Un Jacob Elordi in stato di grazia, accompagnato da un cast eccezionale
(L-R) Jacob Elordi as Hig and Margaret Qualley as Cima in 20th Century Studios’ THE DOG STARS. Photo by Fabio Lovino. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.
Prima di tutto voglio dire una cosa: c’è voluto un film post-apocalittico e l’amicizia con un cane per vedere finalmente sorridere più di una volta Jacob Elordi, nonostante le tematiche affrontate nel film siano decisamente drammatiche.
La vera star di questo film è proprio lui, il giovane Jacob, che riesce a confezionare una prova davvero convincente in un film che si regge per gran parte del tempo sulle sue spalle.
Elordi ha già dimostrato il suo talento in più occasioni, come nel Frankenstein di Guillermo del Toro, ma in questo film riesce davvero a mostrarsi per il grande attore che è.
Molto intenso e dolce il rapporto che viene messo in scena tra lui e Jasper, il cane lupo, vera “dog star” del film. L’attore ha dichiarato in diverse occasioni all’interno di alcune interviste di aver stretto un rapporto reale e sincero con il suo partner a quattro zampe durante le riprese.
Ma, al netto della bravura di Elordi, The Dog Stars vede nel resto del cast un altro elemento che valorizza l’ultima fatica di Ridley Scott. Brolin, Pearce e la stessa Margaret Qualley sono eccezionali nei panni dei loro personaggi.
In particolare, quest’ultima è davvero incredibile al fianco di Elordi e l’affiatamento tra i due è palpabile. Del resto, è impossibile resistere all’uno o all’altra, affascinanti anche con i capelli in disordine e gli abiti sporchi per gran parte del film.
Una location straordinaria e riprese che lasciano a bocca aperta
Josh Brolin as Bangley in 20th Century Studios’ THE DOG STARS. Photo courtesy of 20th Century Studios. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.
Che The Dog Stars possa piacere o meno, una cosa è difficile da mettere in discussione: la bellezza dei paesaggi scelti da Ridley Scott per raccontare questo mondo post-apocalittico. Le montagne, le distese verdi e gli immensi spazi naturali non fanno semplicemente da sfondo alla storia, ma diventano parte integrante del film, contribuendo a rendere ancora più suggestivo il viaggio del suo protagonista.
E per noi italiani c’è anche un motivo in più per guardare con attenzione quelle immagini, perché una parte importante del Colorado devastato dalla pandemia che vediamo sullo schermo si trova in realtà in Friuli Venezia Giulia.
Per circa tre settimane la produzione ha infatti lavorato, come anticipato sopra, ai piedi delle Prealpi Giulie. Qui Ridley Scott e la sua troupe hanno trovato il paesaggio ideale per trasformare il territorio friulano nell’America post-apocalittica immaginata dal film, sfruttando in particolare gli scenari naturali che circondano il Tagliamento, uno degli elementi più importanti per la costruzione dell’immaginario visivo di The Dog Stars, perfetto per rappresentare un’America profondamente cambiata dalla pandemia.
Che si tratti delle montagne, delle immense distese naturali o delle riprese dall’alto, The Dog Stars regala alcune immagini davvero spettacolari e ci ricorda ancora una volta quanto il nostro Paese possa offrire location capaci di trasformarsi completamente davanti alla macchina da presa. In questo caso, tanto da convincere Ridley Scott che il Friuli Venezia Giulia poteva diventare, almeno per un po’, il Colorado di un futuro in cui l’umanità è quasi scomparsa.
I difetti di The Dog Stars
Il film, in diversi punti, come detto, risulta lento, spesso fin troppo. Il problema più grande, però, è che “non c’è né capo né coda”, ma viene raccontato semplicemente un periodo della vita di alcune persone in un mondo post pandemico.
Se fosse un episodio pilota di un’ottima serie sci-fi, nulla da dire, ma come pellicola singola può essere sinceramente un deficit quello di non avere una trama dalla struttura forte.
Riguardo a quello che è accaduto al mondo, viene spiegato poco, se non attraverso le risicate parole dei protagonisti, che non entrano mai realmente nel dettaglio.
Infine, è singolare e anche divertente il fatto che tutti i personaggi principali siano dei tiratori scelti da far impallidire i cecchini dell’esercito degli Stati Uniti, mentre i loro avversari non riescono a colpire un bersaglio a mezzo metro di distanza. Insomma, alcuni piccoli difetti sui quali si poteva lavorare di più e che condizionano tanto la visione del film quanto il verdetto finale.
The Dog Stars – Le stelle dopo la fine: promosso o bocciato?
Jacob Elordi as Hig and Jasper in 20th Century Studios’ THE DOG STARS. Photo by Fabio Lovino. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.
The Dog Stars – Le stelle dopo la fine è un film senza ombra di dubbio godibile. Emoziona, colpisce per gli scenari e l’ambientazione e per l’interpretazione di un cast sugli scudi, forse un po’ sprecato per una pellicola come questa, nonostante ci sia Ridley Scott alla regia.
Non siamo di fronte al miglior film del regista, capace in passato di regalarci immortali cult cinematografici, ma neanche il peggiore. Di sicuro siamo davanti a una delle migliori interpretazioni, sino ad ora, di Jacob Elordi.
The Dog Stars – Le stelle dopo la fine è un film sulla sopravvivenza, sul superare il lutto e sulla speranza che, anche in un mondo in cui l’umanità è con le spalle al muro per colpa di un male che non può controllare, ci sia sempre un modo per adattarsi e ricominciare a vivere. Insieme.