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The Rush – Corsa contro il tempo: Recensione – Il buddy movie con la star di Reacher

The Rush – Corsa contro il tempo di Prime Video è il classico film d’azione senza troppe pretese che vede protagonisti un ottimo Alan Ritchson e Owen Wilson

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È tempo di maratone in casa Prime Video. Non sto, però, per consigliarvi serie TV o saghe cinematografiche con cui fare binge watching, ma parlo del fatto che, nell’arco di due mesi, la piattaforma di Amazon ha fatto uscire ben due film d’azione con la parola “Runner” nel titolo.

Se, per quanto riguarda il (pessimo) film con Gal Gadot, The Runner, forse è meglio passare oltre mentre scorrete tra i prodotti di Prime, diversamente voglio spendere due parole su Runner, arrivato da noi in Italia come The Rush – Corsa contro il tempo, proprio per evitare la confusione con la pellicola dell’ex Wonder Woman.

Protagonisti sono Alan Ritchson, fresco del successo dell’ultima stagione di Reacher e sempre più una conferma per la piattaforma Prime, e Owen Wilson, che torna in un film d’azione dopo diverso tempo per fare quello che gli riesce bene: parlare e fare battute a raffica fino a stordire chiunque lo circondi.

Alla regia c’è Scott Waugh, regista di Need for Speed, I Mercenari 4 e Act of Valor, che non nasconde quindi una certa predisposizione per le pellicole ad alto tasso adrenalinico, con protagonisti statuari, dal grilletto facile, e trame che richiamano gli action movie della vecchia guardia.

Insomma, l’obiettivo della maggior parte dei titoli di Waugh è quello di divertire e intrattenere senza reinventare alcun genere, tra botte, proiettili e inseguimenti. E The Rush – Corsa contro il tempo fa esattamente parte di questa categoria di film.

Nonostante da noi sia arrivato direttamente su Prime Video il 26 settembre scorso, negli USA la pellicola ha fatto un breve passaggio nelle sale prima di finire in piattaforma. E, da un lato, forse è meglio così, visto che ritengo che nei nostri cinema sarebbe potuto essere un grande flop, mentre in streaming, al momento, è terzo nella classifica dei prodotti di Prime Video più visti.

The Rush – Corsa contro il tempo: 3 ore per salvare una vita

Hank Malone è un ex Navy SEAL che ha appeso al chiodo la divisa dopo la morte della figlia. Oggi Hank vive su una barca in Australia e fa il corriere ad alto livello: trasporta quello che nessun altro può o vuole trasportare, compresi anche dei pappagalli.

Stavolta, però, il carico è davvero delicato e importante: quello che Hank deve portare è un fegato e il tempo a disposizione è di appena tre ore per trasportarlo da Brisbane alla Gold Coast e salvare una bambina di sette anni in attesa di trapianto.

A fargli compagnia c’è Ben Bishop, un contatto medico chiacchierone che ha portato sino in Australia il fegato, ansioso e… poco abituato alle sparatorie! Già, perché sulle tracce di Hank e Ben c’è uno spietato cartello criminale guidato da Damián Zaldívar, interpretato da Rodrigo Santoro, deciso a intercettare e bloccare la consegna a tutti i costi per rubare il carico.

Il resto è una lunga corsa contro il tempo, fatta di inseguimenti, esplosioni e pugni in faccia, con tanto di pappagallino esotico che si ritaglia il suo spazio. Riusciranno Hank e Ben a portare a termine il lavoro?

La strana coppia Ritchson e Wilson

Siamo abituati a vedere Ritchson agire da solo nei panni di Reacher o comunque aiutato da persone del suo calibro. Per la prima volta, invece, vediamo l’ormai star di Prime Video accanto a una persona senza alcuna preparazione militare, come il personaggio interpretato da Wilson, e quindi costretto a proteggerla per evitare che faccia una brutta fine.

In The Rush – Corsa contro il tempo il cuore del film è il rapporto tra i due ed è qui che si gioca quasi tutta la partita. Ritchson, nei panni di Hank, è perfetto per questo tipo di ruolo: l’attore si trova a suo agio, non discostandosi troppo da quello che deve fare in Reacher, anche se in questo film appare meno calcolatore e “invincibile” rispetto a quando interpreta l’eroico omone inventato da Lee Child.

Fisico da ariete, sguardo scuro e quel pizzico di ironia asciutta che gli permette di non risultare mai una macchina da guerra senz’anima. Anzi, il suo Hank porta addosso un lutto che il film utilizza per dargli un po’ di profondità ed emotività, qualcosa che in Reacher sembra non trasparire, e tutto sommato funziona.

Wilson, dal canto suo, fa più o meno Owen Wilson: parla troppo, si agita, è pieno di buone intenzioni ed è il contrappeso giusto che stempera la tensione e dà all’eroe qualcuno da proteggere. Anche se, devo dire, rispetto alle sue ultime interpretazioni, l’attore torna a recitare la parte di un tipo di personaggio che riesce ancora a fare bene, ma non più come un tempo. Gli anni passano anche per il buon Owen.

Ma non sempre la chimica tra i due funziona. Spesso sembrano due corpi estranei che cercano di amalgamarsi e, a tratti, ci riescono, ma non riescono a ricreare quella giusta atmosfera da buddy movie che si può ritrovare in classici del genere come Rush Hour, Pallottole cinesi o il cult per eccellenza, Arma Letale. In ogni caso, riescono a strappare qualche sorriso.

Un action movie che ci prova e ci riesce a metà

Il film diretto da Waugh, che di inseguimenti se ne intende, mantiene un ritmo sostenuto e costruisce scene d’azione fisiche e ben coreografate. La storia, di per sé, è davvero semplice e lineare, con una trama che si esaurisce nei suoi 98 minuti, in una violenta e, soprattutto nel finale, esasperata corsa che vede contrapposti, da una parte, Hank e Ben e, dall’altra, questo gruppo di malviventi che spesso sembra impensierire il nostro Ritchson solo fino a un certo punto.

E nonostante la trama prevedibile, qualche passaggio di sceneggiatura tirato per i capelli, così come alcune battute e un tono che passa dalla risata alla lacrima all’esplosione senza troppi riguardi, il film si lascia guardare senza eccessive pretese.

Il suo picco, però, si trova nella prima parte, mentre nella seconda tende a calare vertiginosamente, con scene eccessivamente diluite, come lo scontro finale in ospedale.

Siamo dalle parti dei film adrenalinici come Crank o Transporter, a cui ci ha abituato in passato Jason Statham: buona azione, ritmo elevato e un film che, anche se ti perdi qualche passaggio, riesci comunque a seguire senza eccessivi patemi.

The Rush – Corsa contro il tempo: promosso o bocciato?

The Rush – Corsa contro il tempo non cambia la storia dell’action e non ci prova nemmeno. Vuole essere la miglior versione possibile di un film in cui Alan Ritchson fa a pezzi i cattivi mentre Owen Wilson gli sta dietro e, in questo, riesce.

Per chi, come me, ama questo genere di pellicole che permettono di staccare il cervello per una sera e di assaporare un film che strappa qualche sorriso, fornendo allo stesso tempo una buona dose di machismo, è senza dubbio il titolo giusto.

Piacerà senz’altro ai fan di Reacher, a chi cerca un’ora e mezza di azione senza pretese e a chi ha nostalgia dei buddy movie anni Novanta. Meno a chi vuole una storia originale o un equilibrio di toni più curato.

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