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U.S.A. Preview – Iron Man #1: Williamson e Carnero ci restituiscono il VERO Iron Man

Su PopCorNerd arriva un’anteprima Marvel molto attesa: Iron Man #1 di Joshua Williamson e Carmen Carnero. Un nuovo (incoraggiante) inizio per Tony Stark e il suo alter ego in armatura

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Se al cinema il personaggio di Iron Man continua a essere tra gli Avengers più amati grazie all’interpretazione di Robert Downey Jr. (che non vede l’ora di cancellare dalle vostre menti l’associazione del suo volto con Tony Stark per lasciare spazio allo spietato Dottor Doom in arrivo nei prossimi film MCU), negli ultimi anni, a livello fumettistico, il Vendicatore in armatura rossa e oro non se l’è passata molto bene.

La direzione intrapresa dagli autori messi al comando della testata dalla Marvel ha portato Tony Stark a esplorare nuovi lidi non sempre compatibili o azzeccati con la concezione classica del personaggio e delle sue storie più importanti. Magia, collegamenti con gli X-Men ed Emma Frost sono stati, a mio parere, temi un po’ forzati e, difatti, la serie ne ha patito, arrancando nelle classifiche di vendita e subendo continui rilanci, simbolo di una salute precaria della testata.

Quindi, quando è stato annunciato a ottobre scorso al NYCC 2025 il nuovo team creativo di Iron Man, composto da Joshua Williamson e Carmen Carnero, c’è stato subito fermento tra i lettori.

In primis, avere Williamson di nuovo nella scuderia Marvel (non in esclusiva, ahimè) è un gran colpo per la Casa delle Idee. Lo scrittore americano è attualmente uno dei più prolifici del panorama dei comics e, nei suoi ultimi lavori, può vantare l’ottimo rilancio di Superman in Dawn of DC e la spettacolare G.I. Joe per Skybound/Image. Personalmente è uno sceneggiatore che ho conosciuto qualche anno fa grazie alla sua run su Flash e già all’epoca Williamson mi era sembrato un autore molto abile nel tirare fuori il meglio dai suoi protagonisti, non solo per quanto riguarda l’alter ego in costume.

La Carnero è stata impegnata negli ultimi tempi su Exceptional X-Men, ma, complici probabilmente storie non all’altezza, non mi aveva mai davvero impressionato sugli Uomini-X, nonostante la reputi un’ottima artista. Su Iron Man, posso già anticiparlo, ha decisamente inserito una marcia in più, apparendo più coinvolta e ispirata rispetto agli X-Men di Emma Frost e Kitty Pride.

L’hype che ruotava intorno alla nuova serie di Iron Man è del tutto giustificato e, dopo aver letto il primo numero, uscito a gennaio negli Stati Uniti, sono sicuro di una cosa: i lettori di Testa di Ferro apprezzeranno questo rilancio, e ora vi dico il perché (con qualche SPOILER).

A.A.A. nuovo Tony Stark cercasi

Ma cosa ci racconta la nuova serie di Iron Man? Madame Masque, vecchia nemica del supereroe in armatura, è alla ricerca di un nuovo Tony Stark per conto dell’A.I.M. (Avanzate Idee Meccaniche): una mente geniale tanto quanto quella di Tony, se non addirittura superiore.

“L’AIM non ha bisogno di un’altra armatura. Abbiamo bisogno di un altro Tony Stark.” – Iron Man #1

I motivi? Al momento sono top-secret.

Nel frattempo l’unico e inimitabile Tony Stark è alle prese con il Tony Stark Award, una premiazione che vede le menti più brillanti del pianeta (selezionate dallo stesso Stark) scelte in base a progetti e idee ad ampia portata. Il più meritevole riceverà un premio in denaro per sviluppare il proprio progetto personale. Il tutto, ovviamente, viene fatto in puro stile “Tony Stark”: un palcoscenico tipo notte degli Oscar, ballerine, band, megaschermi, uno show sfarzoso che mette comunque al centro il filantropo e il suo ego. A vincere il premio è Adam Ware, specializzato in risorse didattiche (!?).

Con Madame Masque alla ricerca di menti straordinarie e una premiazione che vede tanti geni selezionati da Stark tutti riuniti, lo scontro appare inevitabile. Ed è proprio quello che accade. Masque e l’A.I.M. rapiscono Adam e tutti gli altri partecipanti all’evento. Iron Man parte quindi in missione di salvataggio con una nuova scintillante armatura, chiedendo aiuto a Steve Rogers per la localizzazione dei suoi nemici e delle persone rapite.

I quesiti sono tanti alla fine dell’albo: quali sono gli scopi di Madame Masque e dell’A.I.M. dietro la ricerca di un genio ‘alla Stark’? Come mai il premio è stato assegnato ad Adam Ware? E… perché Steve Rogers e alcune delle persone più intelligenti del pianeta dichiarano, alla fine dell’albo, che “devono capire come fermare Tony Stark”? Tutte domande a cui Williamson dovrà rispondere nei prossimi numeri.

Williamson porta una ventata di freschezza, ripartendo dalle origini

La prima cosa che fa Williamson è dare un colpo di spugna al passato recente di Tony Stark e Iron Man, o meglio: riparte dalle basi che hanno reso celebre il personaggio, inserendo elementi che mi hanno riportato alla mente le incredibili storie di David Michelinie e Bob Layton degli anni ’80.

Una spy story, un cast che comprende nemici storici di Iron Man (Madame Masque e l’A.I.M., per l’appunto) e alcuni personaggi molto amati come Pepper Potts e l’agente Melinda May, e un Tony Stark che è finalmente di nuovo… Tony Stark!

Già perché nel primo numero Williamson si concentra di più sull’uomo dentro l’armatura, restituendo ai lettori il filantropo sex symbol dall’ego smisurato e dalla battuta pronta.

Joshua Williamson mette sul piatto tutta la sua esperienza e conoscenza da scrittore di razza e indirizza sin da subito la sua run verso una direzione ben precisa: ridare un’identità ben definita a Iron Man e Tony Stark.

Per alcuni lettori potrebbe essere qualcosa che ha il sapore del “già visto”, ma che mancava da talmente tanto tempo sulla testata da risultare una vera e propria ventata di freschezza.

Siamo solo al primo numero, ma Williamson pone le basi per una run che appare davvero intrigante sotto tutti i punti di vista.

Una Carmen Carnero a suo agio nell’armatura

L’arte di Carmen Carnero è senza ombra di dubbio la vera sorpresa di questo Iron Man #1. Come anticipato poco sopra, ho sempre reputato l’artista spagnola molto in gamba, ma quanto espresso ultimamente sugli “eccezionali” mutanti di Emma Frost & Co. sembrava non essere il suo meglio. In Iron Man il miglioramento dal punto di vista artistico è notevole.

L’armatura Mark 75 realizzata da Carmen Carnero, in tutto il suo splendore

La responsabilità e l’importanza di essere l’artista principale di una delle testate di punta della Casa delle Idee trasparivano già dai social, insieme all’eccitazione per questo nuovo e importante progetto.

La Carnero realizza, prima di tutto, una versione visiva di Tony e Iron Man decisamente convincente. Se prima abbiamo parlato di “ritorno al passato” per il Vendicatore rosso e oro, lo si capisce anche dalla rappresentazione grafica di Tony: via il pizzetto, ritorno al baffetto e al capello medio-lungo, e uno stile decisamente più vicino al Tony degli anni ’80-’90.

A livello di pose ed espressioni arroganti (come ci si aspetta dal personaggio), la Carnero sembra comunque strizzare l’occhio al Tony cinematografico di Downey Jr., diventato un po’ la base di partenza per molti artisti, vista l’estrema popolarità della versione MCU: una cosa che può essere tanto inconscia quanto una regola probabilmente imposta dalla stessa Marvel.

Decisamente pochi dubbi sulla nuova armatura realizzata dall’artista: il riferimento e la fonte di ispirazione sono la Mark IV del film Iron Man 2, su cui la Carnero ha apportato modifiche mirate e interessanti. Il risultato è un’armatura funzionale non solo da indossare, ma che si trasforma anche in un veicolo a due ruote che dà decisamente nell’occhio… ma che è da Tony Stark.

Per le parti action e per la costruzione della tavola, la Carnero sembra aver tirato fuori le sue migliori abilità già viste sulla serie Capitan America – Sentinella della Libertà scritta da Collin Kelly e Jackson Lanzing, dimostrando però di essere molto migliorata rispetto a qualche anno fa e, soprattutto, di trovarsi più a suo agio con una trama in cui azione e spionaggio sono centrali. Sembra proprio che Carmen si stia divertendo un mondo e che sia la vera ‘padrona’ dell’Armatura!

Insomma, l’operato della Carnero visto in questo primo albo non può che trasmettere buone vibes per il futuro di Iron Man.

Perché leggere Iron Man#1?

Non leggevo un albo di Iron Man tanto interessante e con prospettive rassicuranti per un futuro roseo della serie da molto, molto tempo.

Marvel pare stia cominciando a capire che i suoi personaggi più importanti hanno bisogno di team creativi all’altezza per tornare ad avere buone storie. DC Comics, da questo punto di vista, sembra averlo capito da tempo e, difatti, il divario attuale tra le due major sta anche nell’investimento fatto negli ultimi anni da DC su un’oculata scelta di autori per personaggi come Batman, Wonder Woman, Superman & Co.

L’arrivo in Marvel di Joshua Williamson è una gran bella notizia e su Iron Man comincia già a mostrare di che pasta è fatto. Riportare una certa classicità nelle avventure di Iron Man e concentrarsi sui personaggi principali, a partire da Tony Stark, è un ottimo segnale che la testata sia stata affidata finalmente a uno sceneggiatore esperto e capace di spingere sulla qualità.

Inoltre, l’arte di Carmen Carnero è davvero brillante, offrendo un contributo visivo notevole a questo Iron Man #1.

Siamo ancora alle prime battute, ma se il buongiorno si vede dal mattino, nei prossimi mesi leggeremo di nuovo delle ottime storie di Iron Man. Finalmente.


VOTO POPCORNERD: 7,5/10

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