Il Punitore è uno dei supereroi più controversi ma popolari in assoluto.
Il personaggio apparve per la prima volta nel numero 129 di The Amazing Spider-Man del 1974 come un assassino pagato per dare la caccia al Tessiragnatele, ma sarebbe presto diventato uno degli antieroi più popolari di tutti i tempi negli anni ’80 grazie a Steven Grant e disegnate da Mike Zeck nella miniserie “Cerchio di Sangue“.

immagine tratta da Cerchio di Sangue, primo fumetto dedicato al Punisher
I metodi ultraviolenti del personaggio divennero più popolari in un decennio ricco di film d’azione ad alto tasso adrenalinico con protagonisti attori del calibro di Arnold Schwarzenegger, Chuck Norris, Dolph Lundgren, Silvester Stallone. E il nostro Frank Castle divenne un’icona del fumetto action.
Fu uno dei primi eroi a uccidere davvero dopo molto tempo, e il dibattito sui metodi del personaggio ha davvero cambiato il mondo dei supereroi. Nel corso degli anni, il personaggio è rimasto controverso per molte ragioni.
Tuttavia, al di là dei metodi poco ortodossi e violenti, il Punitore si è guadagnato un posto tra i personaggi Marvel più popolari degli ultimi 50 anni.
Il Punitore è una star multimediale, ma tutto questo è dovuto alle eccellenti storie in cui il personaggio è stato protagonista nel corso degli anni. Frank Castle è un personaggio molto interessante e i lettori hanno avuto modo di vederlo, conoscerlo e apprezzarlo in molti tipi di storie.
Ci sono alcune grandi epoche del personaggio, ma la maggior parte dei fan concorda sul fatto che gli anni d’oro coincidano con l’arrivo dello scrittore britannico Garth Ennis.

Tutto questo è iniziato all’inizio dell’anno 2000 con l’operazione Marvel Knights, The Punisher (Vol. 5) #1-12.
La storia, intitolata Bentornato Frank (in inglese Welcome Back, Frank), ha ricordato a tutti perché il personaggio fosse così straordinario, dopo alcuni fallimenti piuttosto impressionanti del passato.
Lo stile di Ennis e Dillon e il ritorno del Punitore brutale e violento
Il Punitore entrò negli anni ’90 come uno dei personaggi più popolari in circolazione grazie anche al ciclo di Punisher War Journal Vol. 1 scritto da Carl Potts e disegnato da un giovanissimo Jim Lee, ma la sua celebrità gradualmente calò nel corso degli anni.

La Marvel negli anni ’90 era un posto strano; il decennio iniziò con X-Men, Spider-Man, Punisher e Ghost Rider al vertice delle classifiche, ma nel giro di pochi anni, Punitore e Ghost Rider crollarono. Le storie del Punitore caddero in uno strano circolo vizioso in cui andavano bene, ma risultavano ripetitive.

Alla fine, arrivò il disastroso crossover Over the Edge, che contrapponeva Frank a Nick Fury, con il primo che era stato indotto a credere che il capo dello S.H.I.E.L.D. avesse ucciso la sua famiglia, e agli altri eroi di strada della Marvel dell’epoca, ovvero Daredevil, Hulk e Ghost Rider.
Questa storia fu un completo fallimento e avrebbe portato alla fine del Punitore. Tuttavia, nel 1998 Frank Castle ebbe un’altra possibilità con la nascita della linea Marvel Knights.
La Marvel assunse Joe Quesada e Jimmy Palmiotti per curare la propria linea di fumetti, e affidò loro alcuni personaggi importanti caduti in disgrazia: Daredevil, Black Panther, gli Inumani e il Punitore.
Il Punitore (Vol. 4) avrebbe resuscitato il personaggio e lo avrebbe visto tentare di essere portato in una direzione horror, trasformandosi in un angelo che cacciava demoni. Il leggendario Bernie Wrightson disegnò la storia, ma ciò non salvò la sua premessa fiaccheggiante. Non era il Punitore che i fan volevano e ci fu un vero e proprio rifiuto per queste storie.
Alla DC Comics, Garth Ennis e Steve Dillon stavano ultimando il blockbuster Preacher della Vertigo, e i due firmarono con la Marvel per una nuova storia del Punitore sempre per la linea matura, Marvel Knights.
I due fumettisti erano noti per la loro capacità di combinare una prosa poetica e riflessiva con l’azione più squilibrata e divertente che si possa immaginare; i loro albi univano umorismo e sentimento in egual misura, a scene di pura follia (in alcuni casi anche splatter)… e funzionavano in maniera incredibile.

Punisher (Vol. 5) non sarebbe stato un albo Vertigo in cui tutto era concesso, ma con questi due a bordo, i fan sapevano che sarebbe stato davvero qualcosa di diverso e speciale. E avevano ragione.
Bentornato, Frank si adattava perfettamente al titolo della storia.
Era il Punitore che conoscevamo e amavamo da anni. Era un Frank Castle perfetto, e i disegni di Dillon regalavano ai lettori degli scenari straordinari. L’alchimia tra Ennis e Dillon, rivitalizzò il personaggio e il duo realizzò una delle migliori maxiserie da 12 numeri nella storia della Marvel, forse la migliore dedicata al vigilante dal Teschio sul Petto.
Si trattava di una storia brillante dall’inizio alla fine, riflessiva, emozionante e esilarante. Era tutto ciò che si poteva desiderare dal Punitore e ha dato il via all’era più grandiosa del personaggio.

Bentornato Frank fu solo l’inizio: Ennis avrebbe continuato la sua rivoluzione
Bentornato Frank è una storia che è diventata immediatamente iconica. Dopo averla letta, ho capito perché la gente l’amava così tanto: ci ha dato un Punitore in cui affondare i denti. Ennis e Dillon avevano compreso in maniera incredibile il personaggio, avevano un grande rispetto per lui, e questo ha dato i suoi frutti. I fan volevano un Punitore senza freni e la Marvel esaudì i loro desideri. Ma fu solo l’inizio.
Ennis e Dillon sarebbero tornati con Punisher (Vol. 6), una serie che continuava il lavoro fatto su Marvel Knights, che ebbe egual successo. Era ancora una volta fantastica e riportava il personaggio alla ribalta come una valida star.

Darick Robertson avrebbe poi preso il posto di Dillon come disegnatore e la serie rimase stellare. Qualche anno dopo Ennis e Robertson diedero origine a un progetto che proiettava quello stile di storie sviluppate su Punisher, all’interno di un universo supereroistico corrotto: The Boys.
Tornando su Frank Castle, alla fine, Ennis ottenne una serie MAX, dove gli era permesso di spingersi ancora di più agli estremi, e Born fu un’altra storia perfetta.

Per alcuni anni, dal 2000 in poi, abbiamo avuto numerose storie incredibili del Punisher che hanno contribuito a definire chi poteva essere il personaggio quando i creatori si preoccupavano davvero ed erano disposti a rischiare con lui. Tutto questo è avvenuto grazie al blockbuster noto come Bentornato Frank. E fu un gran ritorno che ancora oggi ricordiamo con vero piacere.
Welcome Back Frank

*Fonte del presente articolo il sito Comicbook.com