Serie TV
The Beauty: conferenza stampa sullo show Disney+ dove la perfezione è ossessione
Si è tenuta il 19 gennaio la conferenza stampa a Roma di The Beauty, la nuova serie di Ryan Murphy in arrivo il 22 gennaio su Disney+. Presenti Evan Peters, Anthony Ramos, Jeremy Pope, Ashton Kutcher e Rebecca Hall. Ecco com’è andata…
Roma è stato per un giorno il cuore pulsante di The Beauty, la nuova serie Original FX prodotta da Ryan Murphy, la mente dietro serie horror thriller come Monster e American Horror Story, presentata in anteprima durante la conferenza stampa italiana.
I primi tre episodi arriveranno su Disney+ dal 22 gennaio, e la scelta dell’anteprima a Roma non è un caso, visto che parte della serie è stata girata proprio nella capitale italiana. Dalle parole del cast è chiaro che The Beauty non sia un semplice thriller, ma una riflessione inquietante e attualissima sull’ossessione per la perfezione.
All’evento ha partecipato gran parte del cast: Ashton Kutcher, Jeremy Pope, Evan Peters, Anthony Ramos, Rebecca Hall, che hanno raccontato genesi, temi e lavorazione di un progetto che mette al centro l’ossessione contemporanea per la bellezza e il prezzo da pagare per raggiungerla.
Il lavoro con Ryan Murphy: “Bisogna arrivare sul set con la mente aperta”
Fin dalle prime battute, il cast ha sottolineato come The Beauty sia un thriller globale che utilizza il genere per riflettere su concetti estremamente attuali: perfezione, sacrificio, immagine pubblica e identità. Lavorare con Ryan Murphy, raccontano Rebecca Hall e Evan Peters, che nella serie formano la coppia investigativa dell’FBI, Jordan Bennett e Cooper Madsen, è stato un’esperienza entusiasmante e fuori dagli schemi: Murphy ha presentato la serie più come una visione che come una sceneggiatura tradizionale, lasciando ampio spazio alla trasformazione del materiale scritto, una volta arrivati sul set.
Rebecca Hall:
«Ryan non mi ha nemmeno fatto leggere subito la sceneggiatura. Mi ha raccontato l’idea a colazione. È stato uno dei momenti più divertenti e stimolanti della mia carriera.»Evan Peters:
«Questa serie parla di quanto siamo disposti a sacrificarci per sentirci accettati. La bellezza diventa una forma di potere, ma anche una trappola.»
Murphy viene descritto come un creatore capace di trasportare sul set ciò che è scritto sulle pagine della sceneggiatura.
Jeremy Pope:
«Con Ryan devi essere pronto a tutto. Quello che leggi cambia forma nella realtà, e devi essere disposto a usare il tuo corpo esattamente come serve alla storia.»
L’importanza della dimensione fisica dei personaggi di The Beauty
Trattandosi di un thriller internazionale, la serie ha richiesto un forte impegno fisico, tra combattimenti, inseguimenti e scene d’azione girate tra Roma, Venezia e New York. Grande importanza è stata data alla dimensione fisica dei personaggi.
Anthony Ramos, il letale sicario “The Assassin”, e Jeremy Pope, l’emarginato Jeremy nella serie, hanno parlato di una preparazione intensa tra combattimenti, allenamenti e stunt, ma anche del forte legame personale che ha reso il lavoro sul set naturale e divertente. Entrambi hanno evidenziato come Murphy richieda agli attori una totale disponibilità, sia fisica che emotiva, perché nulla resta uguale tra copione e riprese.
Anthony Ramos:
«Io e Jeremy ci conosciamo da una vita, abbiamo studiato insieme. Girare questa serie non sembrava lavoro: ridevamo anche dopo 14 ore di set.»Jeremy Pope:
«Ci siamo allenati duramente: boxe, stunt, preparazione fisica. Dovevamo essere pronti a tutto.»
Roma non solo set ma parte del cast: “La città parla da sola”
Le riprese in Italia sono state uno degli elementi più sorprendenti dell’esperienza. Roma e Venezia non sono semplici sfondi, ma veri e propri personaggi della serie. Girare in luoghi iconici come il Foro Romano, spesso in condizioni irripetibili, ha dato a The Beauty un’identità visiva unica. Il cast ha più volte ribadito come l’architettura, i colori e la storia delle città italiane abbiano elevato il racconto, rendendo superfluo, in alcune inquadrature, qualsiasi dialogo.
Rebecca Hall:
«Roma non è solo uno sfondo. È un personaggio della serie. Alcune inquadrature non hanno bisogno di dialoghi: la città parla da sola.»Evan Peters:
«Girare in Italia è stato incredibile perché i luoghi raccontavano già una storia. In certi momenti non serviva nemmeno parlare: bastava stare lì, dentro quello spazio.»
Ashton Kutcher: la bellezza sintetica e il lato oscuro del potere
Ashton Kutcher, interprete di The Corporation, l’oscuro miliardario che ha inventato il farmaco La Beauty, ha raccontato il lavoro sul suo personaggio, uno dei più ambigui e disturbanti della serie. Per interpretarlo si è ispirato a figure reali appartenenti a un’élite economica che affronta ogni problema con arroganza e senso di impunità. La chiave, spiega l’attore, è stata trovare una giustificazione “nobile” a comportamenti moralmente orribili, rendendoli credibili dall’interno.
Ashton Kutcher:
«Ho osservato persone molto ricche, il loro modo di attraversare il mondo come se nulla fosse un problema. Se vai in prigione, compri la prigione e la rendi più bella.»
Particolarmente intensa è stata la collaborazione con Isabella Rossellini: lavorare accanto a un’icona del cinema italiano è stato per Kutcher intimidatorio ma fondamentale per costruire la complessa dinamica tra bellezza “artigianale” e bellezza artificiale che attraversa tutta la serie.
Ashton Kutcher:
«Aggredirla verbalmente in scena è stato terrificante. Lei è un’icona. Cercavo la sua approvazione in ogni singola scena.»
Perfezione, imperfezione e giudizio
Durante il Q&A con la stampa emerge uno dei temi centrali di The Beauty: cosa saremmo disposti a sacrificare per essere perfetti?
Rebecca Hall:
«Quando arrivai a Hollywood mi dissero che avevo “denti troppo britannici”. Io non li ho cambiati per anni. L’imperfezione può essere affascinante.»
Evan Peters:
«Il vero orrore non è la trasformazione in sé, ma il motivo per cui la desideriamo.»
Kutcher ha ampliato il discorso collegandolo alla società dei consumi e alla pressione sociale: il desiderio di apparire migliori porta spesso a sacrificare benessere, stabilità e identità. Il punto, secondo l’attore, non è proibire il cambiamento, ma interrogarsi sulle motivazioni profonde: lo facciamo per noi stessi o per aderire a uno standard imposto dall’esterno?
Ashton Kutcher:
«Credo che i danni stiano già accadendo. I ragazzi oggi crescono sommersi da modelli irraggiungibili, senza avere ancora gli strumenti emotivi per difendersi.»
Kutcher racconta anche un’esperienza personale molto intensa, legata al fratello gemello con paralisi cerebrale, riflettendo sul concetto di empatia e sul valore di vivere l’unica vita che abbiamo.
Ashton Kutcher:
«Tutti noi viviamo l’unica vita che conosceremo mai. Forse non sappiamo nemmeno quanto l’aspetto fisico abbia influenzato il nostro percorso.»
In questo senso, The Beauty non è solo intrattenimento, ma una riflessione sulle conseguenze psicologiche di un sistema che normalizza il confronto continuo e la sensazione di inadeguatezza.
Intelligenza artificiale e nuovi modelli di perfezione
Non poteva mancare una riflessione sull’intelligenza artificiale e sui nuovi modelli di bellezza digitale. Jeremy Pope ha definito la questione “in movimento”, sottolineando come il vero rischio non sia la tecnologia in sé, ma la perdita della distinzione tra reale e artificiale.
Jeremy Pope:
«Viviamo un periodo estremamente interessante. La linea tra ciò che è reale e ciò che non lo è diventa sempre più sottile.»Anthony Ramos:
«L’intelligenza artificiale è solo un nuovo mezzo. Anche il teatro esiste ancora, anzi è più vivo che mai.»Evan Peters:
«La cosa più inquietante di The Beauty è che non parla di un futuro lontano. Molte delle scelte dei personaggi sono già parte della nostra quotidianità.»
Tuttavia, il cast concorda sul fatto che ogni nuova tecnologia sia semplicemente un mezzo: ciò che conta è come viene usata. L’arte, il teatro e l’esperienza diretta restano insostituibili proprio perché imperfette, irripetibili e umane.
The Beauty come specchio del nostro presente
In chiusura, si è parlato anche della preparazione estetica dei personaggi: costumi, trucco e acconciature sono stati fondamentali per raccontare chi sono questi individui e cosa cercano di comunicare al mondo. Non una bellezza uniforme, ma una costruzione mirata, coerente con il ruolo e con il messaggio della serie.
The Beauty si presenta così come un thriller elegante e disturbante, capace di usare il linguaggio della serialità per interrogare il presente. Una storia che parla di bellezza, sì, ma soprattutto di identità, potere e delle crepe che si nascondono dietro l’apparenza della perfezione.
Condividiamo, infine, con i nostri lettori lo speciale video realizzato dalla produzione, che mostra la Fontana di Trevi al centro di un emozionante video mapping.
Ringraziamo l’ufficio stampa Disney+ per l’invito, la condivisione del materiale fotografico, per aver assistito alla conferenza stampa di The Beauty.
The Beauty
Nella serie FX The Beauty, il mondo dell’alta moda viene sconvolto quando alcune top model internazionali cominciano a morire in circostanze misteriose e raccapriccianti. Gli agenti dell’FBI “Cooper Madsen” (Evan Peters) e “Jordan Bennett” (Rebecca Hall) vengono mandati a Parigi per scoprire la verità. Man mano che approfondiscono il caso, vengono a sapere di un virus sessualmente trasmissibile che trasforma le persone comuni in esseri fisicamente perfetti, ma con conseguenze terrificanti.
La loro indagine li porta direttamente nel mirino di “The Corporation” (Ashton Kutcher), un oscuro miliardario del settore tecnologico che ha creato in segreto un farmaco miracoloso chiamato “La Beauty” e che è disposto a tutto pur di proteggere il suo impero da mille miliardi di dollari, persino scatenare il suo letale sicario, “The Assassin” (Anthony Ramos). Mentre l’epidemia dilaga, “Jeremy” (Jeremy Pope), un emarginato disperato, viene coinvolto nel caos in cerca di uno scopo; nel frattempo, gli agenti si precipitano a Parigi, Venezia, Roma e New York per fermare una minaccia che potrebbe alterare il futuro dell’umanità. The Beauty è un thriller globale che chiede: cosa saresti disposto a sacrificare per la perfezione?
Tra le guest star della serie ci sono Amelia Gray Hamlin, Ari Graynor, Bella Hadid, Ben Platt, Billy Eichner, Isabella Rossellini, Jaquel Spivey, Jessica Alexander, Jon Jon Briones, John Carroll Lynch, Julie Halston, Lux Pascal, Meghan Trainor, Nicola Peltz Beckham, Peter Gallagher e Vincent D’Onofrio.
Creata e scritta da Ryan Murphy & Matthew Hodgson, la serie FX The Beauty vede come executive producer Murphy, Hodgson, Evan Peters, Anthony Ramos, Jeremy Pope, Eric Kovtun, Scott Robertson, Nissa Diederich, Michael Uppendahl, Alexis Martin Woodall, Eric Gitter, Peter Schwerin e Jeremy Haun. È basata sulla serie a fumetti scritta da Haun e Jason A. Hurley, coinvolto come consulente. The Beauty è prodotta da 20th Television.
La nuova serie thriller internazionale di FX The Beauty debutterà il 22 gennaio sulla piattaforma streaming in Italia con i primi 3 episodi. Composta da 11 episodi, la serie proseguirà ogni giovedì con un nuovo episodio e si concluderà, per ciascuna delle due settimane finali, con un doppio episodio.
Netflix
The Gentlemen S2: Netflix rilascia il trailer e conferma la terza stagione
Trailer e poster di The Gentlemen stagione 2, la serie TV di Guy Ritchie con protagonista Theo James, in arrivo su Netflix il 3 settembre

L’AMBIZIONE NON SI LASCIA DOMARE…


IL TRAILER DELLA SECONDA STAGIONE
DELLA SERIE CREATA DA GUY RITCHIE
IN ARRIVO IL 3 SETTEMBRE SOLO SU NETFLIX
NEL CAST ANCHE
BENEDETTA PORCAROLI, MICHELE MORRONE E SERGIO CASTELLITTO
NETFLIX CONFERMA INOLTRE L’ARRIVO
DELLA TERZA STAGIONE
Di seguito il trailer della seconda stagione di The Gentlemen di Guy Ritchie, in arrivo il 3 settembre solo su Netflix.
È inoltre confermato ufficialmente che la serie tornerà con una terza stagione, che vedrà Guy Ritchie nuovamente alla regia. In occasione di questo grande annuncio, Guy Ritchie dichiara:
“L’ambizione di The Gentlemen è cresciuta, il mondo si è ampliato e le conseguenze sono sempre più pesanti. Una terza stagione sembrava inevitabile e non vedo l’ora di spingere ancora più in là i suoi confini“.
Nel trailer vediamo il ritorno di Theo James (The Monkey, The White Lotus), Kaya Scodelario (Senna, Crawl – Intrappolati), Ray Winstone (Sexy Beast – L’Ultimo Colpo della Bestia, Niente per Bocca) e Joely Richardson (Nell – Rinnegata, One Day), insieme a Vinnie Jones (Lock & Stock – Pazzi scatenati, Snatch – Lo Strappo), Jasmine Blackborow (Legends, Marie Antoinette), Michael Vu (Sumotherhood, In The Grey), Daniel Ings (I Hate Suzie), Harry Goodwins (One Spoon of Chocolate, Sunset Drive), Ruby Sear, Pearce Quigley (Detectorists, Showtrial) e Giancarlo Esposito (The Residence, Captain America: Brave New World) negli otto nuovi e avvincenti episodi, dalle eleganti tenute di campagna inglesi alle maestose sponde del Lago Maggiore in Italia.
Nella seconda stagione figurano inoltre i già annunciati: Hugh Bonneville (I Came By, The Agency), Benjamin Clementine (Dune, Blitz), Benedetta Porcaroli (Il Gattopardo, Amanda), Michele Morrone (Un Altro Piccolo Favore, Una Di Famiglia – The Housemaid), Sergio Castellitto (L’Uomo Delle Stelle, Conclave), Amra Mallassi (Dune: Parte Due, Hijack), Tyler Conti (Tell Me Everything, Safe), il pugile professionista britannico Chris Eubank Jr e la conduttrice televisiva, speaker e imprenditrice Maya Jama.
Dopo il debutto nel marzo 2024, la prima stagione di The Gentlemen si è rapidamente affermata come un successo globale, entrando nella Top 10 di Netflix in oltre 90 Paesi e raggiungendo il primo posto in 75 di questi. Tra il 2024 e il 2025, la serie ha totalizzato 100 milioni di visualizzazioni a livello mondiale.
INFORMAZIONI SU THE GENTLEMEN S2
È passato un anno da quando Eddie e Susie hanno iniziato a lavorare insieme per l’impero criminale di Bobby all’estero. Mentre puntano a sviluppare la loro attività, Bobby sembra prendere decisioni sempre più azzardate. Ora i due devono decidere se agire oppure rischiare di perdere tutto, ma l’ambizione sfrenata non porta mai a nulla di buono…
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Episodi: 8 episodi da 60 minuti
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Creator: Guy Ritchie
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Sceneggiatura: Guy Ritchie e Matthew Read, con Danielle Ward, John Jackson e Iain Weatherby
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Regia: Guy Ritchie, Eran Creevy, Nick Rowland
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Produttori Esecutivi: Guy Ritchie, Will Gould, Matthew Read, Simon Crawford Collins, Frith Tiplady, Ivan Atkinson, Jonathan Glickman e Marc Helwig
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Co-Produttore Esecutivo: Theo James
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Produttori: Max Keene e Laura Jackson
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Co-Produttrice: Emily Shapland
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Casa di produzione: Moonage Pictures per Netflix e Miramax Television
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Consulente alla produzione: Eran Creevy
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Costumi: LouLou Bontemps
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Responsabile acconciature e trucco: Chloe Meddings
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Scenografia: Martyn John, James North
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Responsabile delle location: Iggy (Ian) Ellis
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Direttori del casting: Dan Hubbard, Rory Okey
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Cast: Theo James, Kaya Scodelario, Daniel Ings, Joely Richardson, Vinnie Jones, Giancarlo Esposito, Michael Vu, Jasmine Blackborow, Harry Goodwins, Pearce Quigley, Ruby Sear, Ray Winstone, Gus Khan, Hugh Bonneville, Benjamin Clementine, Benedetta Porcaroli, Michele Morrone, Sergio Castellitto, Amra Mallassi, Tyler Conti, Chris Eubank Jr e Maya Jama
INFORMAZIONI SU THE GENTLEMEN S3
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Episodi: 8 episodi da 60 minuti
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Creatore: Guy Ritchie
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Sceneggiatura: Guy Ritchie e Matthew Read
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Regia: Guy Ritchie
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Produttori Esecutivi: Guy Ritchie, Ivan Atkinson, Matthew Read, Will Gould, Simon Crawford Collins e Frith Tiplady per Moonage Pictures, insieme a Jonathan Glickman e Alix Jaffe per Miramax TV
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Casa di produzione: Moonage Pictures per Netflix e Miramax Television
* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Netflix per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori
HBO Max
Lanterns: Prime impressioni sulla serie DCU di HBO Max
Abbiamo visto il primo episodio di Lanterns, serie TV del DCU disponibile su HBO Max dal 17 agosto con un episodio a settimana, che si concentra sulle indagini delle Lanterne Verdi, Hal Jordan e John Stewart
Nonostante Superman e Batman siano gli eroi più importanti della DC Comics, a cui sono stati dedicati film, serie TV e serie animate, l’Universo DC ha molti altri personaggi altrettanto interessanti. Ce lo ha dimostrato in passato The CW, che ha portato in televisione eroi come Green Arrow, Flash, Supergirl e le Leggende del Domani (tra cui John Constantine). Tra i supereroi di prima fascia spicca anche Lanterna Verde, che ha avuto il suo (sfortunato) live-action nel 2011 e che vedeva nei panni di Hal Jordan un giovane Ryan Reynolds, prima di indossare il costume del mutante della Marvel, Deadpool.
Dopo il fiasco di 15 anni fa, James Gunn & Co. ci riprovano a raccontare il mito delle Lanterne Verdi con Lanterns, serie TV arrivata su HBO Max con il primo episodio e che presenta ufficialmente al pubblico del nuovo DC Universe la PRIMA Lanterna Verde, Hal Jordan, insieme a John Stewart, recluta e apprendista, dopo averci dato un assaggio con Guy Gardner in Superman nel 2025.
Lanterns si colloca all’interno del grande mosaico cinematografico e televisivo che lo stesso Gunn e Peter Safran stanno costruendo intorno agli eroi del DC Universe, già in cerca di riscatto dopo il passo falso al botteghino di qualche mese fa con Supergirl.
Rispetto al film con Reynolds, con Lanterns sembra che DC Studios e Warner Bros. Television abbiano compreso che, per dare vita a progetti interessanti e fedeli al materiale originale, sia necessario affidare l’incarico a persone esperte sia nell’ambito televisivo sia nel campo dei fumetti. Ed ecco quindi che tra gli ideatori della serie troviamo nomi noti come Chris Mundy, Damon Lindelof, tra i creatori di molti show televisivi tra cui Lost, e Tom King, pluripremiato scrittore di fumetti da diverso tempo in forza alla DC e autore di grandissime storie di Batman, Wonder Woman, Superman e molti altri.
Per interpretare Hal Jordan e John Stewart sono stati scelti rispettivamente Kyle Chandler (Ultime dal cielo, Bloodline, Friday Night Lights), volto noto del piccolo schermo, e l’astro nascente Aaron Pierre, per cui consiglio di recuperare il suo strepitoso Rebel Ridge su Netflix.
Hal e John sono i due protagonisti indiscussi del primo episodio di Lanterns, che si presenta come una serie sci-fi supereroistica, ma che, dopo la visione, si colloca più dalle parti del thriller soprannaturale.
Lanterns: hai paura?

Il primo episodio si sviluppa su tre piani temporali ben precisi.
Nel 1996, il bambino John Stewart assiste alla prima intervista televisiva di Hal Jordan, la Lanterna Verde della Terra che per la prima volta si mostra ai suoi abitanti nei panni di supereroe, rivelando di essere un uomo comune con una missione molto importante: proteggere il pianeta.
Nel 2016, il giovane John Stewart è diventato l’apprendista di Hal Jordan, la Lanterna Verde che tanto ammirava da piccolo e che da due mesi lo sta addestrando per diventare, a sua volta, una Lanterna Verde. Hal non è esattamente l’eroe senza macchia che John si aspettava. Beve, è perennemente in ritardo, sembra un uomo disilluso, ma porta avanti una missione e ricopre ancora un ruolo in cui crede.
I due finiscono a Rushville, in Nebraska, a causa di una sparatoria avvenuta dopo una partita di football tra tifoserie avversarie, nella quale muoiono alcuni civili. Secondo Jordan, però, quella sparatoria nasconde qualcosa di più. Qualcosa che viene da molto più lontano. Qualcosa che arriva dallo spazio.
Nel 2026, John viene chiamato dallo sceriffo Kerry Kane nuovamente sul campo da football dove aveva indagato con Hal dieci anni prima, per un nuovo caso che lo riguarda molto da vicino.
Un’ottima regia e una sceneggiatura da grande show televisivo

Quello che colpisce subito di Lanterns è la qualità, cosa che in realtà non dovrebbe stupire trattandosi di un prodotto HBO Max, elemento su cui la piattaforma ha sempre puntato. Fotografia, musiche, regia e dialoghi sono quelli che contraddistinguono solitamente una serie TV di grande fattura e che, in questo caso, superano di gran lunga alcuni show televisivi dei Marvel Studios. Qui siamo su livelli molto alti sin dalle prime battute.
La scelta di raccontare una storia sì supereroistica, ma che lascia volutamente sullo sfondo gli elementi più spettacolari del mito delle Lanterne, dagli eroi che volano e creano costrutti verdi con i loro anelli agli alieni che si nascondono tra gli esseri umani, mostrando tutto questo solo quando la storia lo richiede, è un’altra delle carte vincenti di Lanterns.
Ci si concentra sulla storia, sui personaggi, sullo spiegare chi sono e quali siano i loro rapporti, dando a volte per scontate alcune informazioni che, comunque, non pesano sulla comprensione di quello che accade.
Anche la gestione della narrazione su tre piani temporali distinti non deve scoraggiare o spaventare. La struttura è pressoché perfetta, grazie anche all’esperienza di Lindelof e King che, indipendentemente dai media in cui hanno lavorato e lavorano tuttora, sono maestri nel raccontare storie saltando tra passato, presente e futuro.
In ogni caso, almeno in questo primo episodio, gran parte della storia si svolge nel 2016, che probabilmente sarà il fulcro della trama almeno nei primi episodi.
Hal e John: due Lanterne diverse che però si completano

C’è chi ha paragonato Lanterns a True Detective e non posso che essere d’accordo sul fatto che possa ricordare, in alcune sequenze e soprattutto nel ritmo della narrazione, la prima stagione con Matthew McConaughey e Woody Harrelson. Allo stesso tempo, però, io ci ho visto anche tanto di X-Files, in particolare, del suo primo episodio, oltre al classico Arma Letale, uno dei buddy movie più importanti di sempre, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo del rapporto tra John e Hal, che mi ha riportato alla mente quello tra Riggs e Murtaugh.
Ed è proprio questo uno degli elementi più interessanti della serie: la contrapposizione tra Hal e John, due persone caratterialmente molto diverse che, nonostante tutto, si rispettano, anche perché entrambi sono stati scelti come Lanterne Verdi del settore 2814.
Kyle Chandler porta in scena un Hal Jordan davvero convincente, che presenta diverse caratteristiche in comune con il supereroe della DC Comics. È indisciplinato, spesso avventato e istintivo, tutte caratteristiche che ritroviamo anche nell’Hal Jordan dei fumetti. Allo stesso tempo, l’Hal del 2016 appare disilluso e rassegnato rispetto a quello che vediamo nel 1996.
Nonostante questo, rimane fedele al suo ruolo di protettore della Terra e di poliziotto intergalattico. È sveglio ed esperto nella gestione delle problematiche interplanetarie, nonostante lo scetticismo delle forze dell’ordine terrestri che non riconoscono la giurisdizione del Corpo delle Lanterne Verdi. E sembra avere l’intenzione di rendere John una Lanterna Verde a tutti gli effetti, nonostante alcuni suoi metodi decisamente originali e poco convenzionali.
Lo stesso discorso vale per il John Stewart di Aaron Pierre. L’attore entra perfettamente nei panni del disciplinato John, figlio di un militare e grande fan di Hal Jordan. Cerca di seguire le regole, ha una grande voglia di imparare tutto quello che Jordan può insegnargli e nutre un profondo rispetto per ciò che fa e per le responsabilità che gli affida. Ma allo stesso tempo è inesperto e compie errori.
Nonostante a volte non condivida le idee o i metodi di Hal, sa di essere una recluta e conosce perfettamente il proprio ruolo all’interno delle indagini.
Il rapporto tra i due è uno dei punti di forza di questo primo episodio di Lanterns e sarà interessante capire come evolverà nel corso dei prossimi episodi.
Vale la pena cominciare Lanterns?

Dopo quanto visto nell’episodio 1, posso affermare che la visione è andata oltre le mie aspettative. La serie è molto interessante, la regia è davvero ottima e i personaggi sono ben caratterizzati e sviluppati a dovere.
La scelta di location come città di periferia e ambientazioni desertiche aggiunge qualcosa in più all’atmosfera da “Area 51”, mentre l’affiatamento tra Kyle Chandler e Aaron Pierre nei panni di Hal e John è evidente e funziona molto bene. Il rapporto tra i due protagonisti è, senza dubbio, una delle cose più interessanti viste in questo primo episodio.
Se c’è da fare un appunto riguarda l’impiego della CGI che, nonostante sia limitata in questo primo episodio per dare spazio ad altro, non è all’altezza della qualità del resto.
Al netto del colpo di scena finale, che mi ha decisamente lasciato di stucco, Lanterns si candida a essere una delle serie più importanti della seconda parte del 2026, con un thriller intrigante e ben orchestrato, arricchito da venature mystery e sci-fi. Tutti elementi senza dubbio positivi.
Ora, però, non vedo l’ora che prenda quota la componente sci-fi, che entrino in campo altre Lanterne Verdi (qualcuno ha detto Guy e Sinestro?) e che tutto si sposti finalmente su un piano decisamente più intergalattico.

Comics
Lanterns: Chi sono le Lanterne Verdi? Da Hal Jordan a John Stewart protagonisti della serie HBO Max
Scopriamo insieme chi sono le Lanterne Verdi protagoniste di Lanterns, la serie TV dei DC Studios in arrivo il 17 agosto su HBO Max
«Nel giorno più splendente, nella notte più profonda, nessun malvagio sfugga alla mia ronda. Colui che nel buio del male si perde, si guardi dal mio potere… la luce di Lanterna Verde!»
Per chi non lo conosce, questo è il giuramento delle Lanterne Verdi e sono sicuro che lo sentirete recitare più di una volta all’intero di Lanterns.
Ma prima ancora che Hal Jordan e John Stewart accendano i loro anelli nel nuovo show DC Universe, c’è una cosa che vale la pena sapere: essere una Lanterna Verde significa molto più che indossare un costume verde e creare giganteschi pugni di energia (di colore verde, ovviamente).
Dietro Lanterns, la nuova serie di HBO Max targata DC Studios, esiste infatti una delle mitologie più vaste e affascinanti della storia di DC Comics. Un universo fatto di pianeti alieni, guerre cosmiche, anelli del potere, organizzazioni millenarie e soprattutto di una forza apparentemente semplice, ma fondamentale: la volontà.
La serie debutterà il 17 agosto 2026 e avrà come protagonisti Kyle Chandler nei panni di Hal Jordan e Aaron Pierre in quelli di John Stewart. La storia sarà però ambientata principalmente sulla Terra e partirà da un misterioso omicidio nel cuore dell’America, trascinando le due Lanterne Verdi in un’indagine destinata ad avere implicazioni molto più grandi.
È un’impostazione che pare portare sullo schermo un mix tra avventura sci-fi in stile X-Files e il concetto di Lanterna Verde come ‘poliziotto intergalattico’ espresso da Grant Morrison nel suo ciclo qualche anno fa.
Ma è arrivato il momento di capire chi sono le Lanterne Verdi, cosa sono Oa e i Guardiani e quali sono i personaggi dei fumetti che potremmo vedere entrare in gioco nella serie.
Il Corpo delle Lanterne Verdi: la polizia dell’universo

Per capire chi siano Hal Jordan e John Stewart bisogna partire dal Green Lantern Corps (Corpo delle Lanterne Verdi).
In termini molto semplici, possiamo considerarlo una sorta di polizia intergalattica, anche se in alcuni cicli viene rappresentata più come con un’organizzazione dalla forte disciplina militare. I suoi membri appartengono a specie completamente diverse proveniente da diversi pianeti e hanno il compito di proteggere i vari settori dell’universo.
Secondo la mitologia DC, il Corpo esiste da oltre tre miliardi di anni ed è composto da migliaia di Lanterne, distribuite nei diversi settori dello spazio. La loro base è Oa, il pianeta che rappresenta il centro del potere delle Lanterne Verdi.
Il loro strumento principale è naturalmente l’anello del potere, che permette di volare, creare campi di forza, costruire armi e oggetti attraverso la cosiddetta luce solida e, in generale, trasformare la volontà di chi lo indossa in una forza concreta.
Ma è proprio qui che nasce il concetto fondamentale della mitologia moderna di Green Lantern: l‘anello non è potente soltanto perché utilizza una tecnologia aliena, ma lo è perché viene alimentato dalla forza di volontà di chi lo utilizza.
È un’idea introdotta nella mitologia moderna di Green Lantern e diventata progressivamente sempre più importante, soprattutto durante la lunga gestione dello sceneggiatore Geoff Johns.
Per capire il Green Lantern moderno, infatti, uno dei fumetti fondamentali da recuperare è Green Lantern: Rebirth del 2004, realizzato da Johns ed Ethan Van Sciver e tutto il ciclo di DC Deluxe: Il Corpo delle Lanterne Verdi di Geoff Johns, Dave Gibbons, Keith Champagne, Patrick Gleason. È proprio con queste storie che DC rilancia Hal Jordan e il Corpo, e prepara il terreno per una nuova, enorme espansione della mitologia delle Lanterne.
Ma dobbiamo tornare ancora più indietro per spiegare dove nasce il mito di Hal Jordan, non la prima Lanterna Verde terrestre, ma sicuramente la più carismatica e tra le più amate dai lettori.
Hal Jordan, la prima grande Lanterna Verde umana

Nel 1959, Showcase #22 di John Broome e Gil Kane introduce quello che sarebbe diventato il Green Lantern più famoso di tutti: Hal Jordan.
Hal è un pilota collaudatore e la sua vita cambia quando un’astronave precipita sulla Terra. A bordo c’è Abin Sur, un alieno appartenente al Green Lantern Corps e ormai prossimo alla morte. Il suo anello cerca un nuovo possessore e sceglie proprio Hal. Da quel momento, l’uomo diventa la Lanterna Verde del Settore 2814, quello che comprende la Terra.
Hal è coraggioso, impulsivo e spesso insofferente nei confronti delle autorità. Non è quindi sorprendente che il suo rapporto con i Guardiani dell’Universo, coloro che governano il Green Lantern Corps, sia stato spesso tutt’altro che semplice.
La stessa DC ha anticipato che, nella serie, Hal sarà una lanterna veterana che sta allenando John da circa due mesi e, tra i due esiste già un rapporto piuttosto complicato. John non è semplicemente il suo allievo, ma potrebbe diventare il suo sostituto.
Ed è proprio questo rapporto a rappresentare uno degli elementi più interessanti della serie, perché Hal e John sono due Green Lantern molto diversi.
John Stewart: disciplina contro istinto

John Stewart debutta nel 1971 sulle pagine di Green Lantern #87, grazie a Dennis O’Neil e Neal Adams.
La sua storia è molto diversa da quella di Hal. John è un ex Marine e un architetto e viene scelto inizialmente come Lanterna di riserva nel caso Hal non possa svolgere il proprio compito. Con il tempo, però, diventa molto più di una semplice alternativa.
John Stewart diventa uno dei leader più importanti del Green Lantern Corps e uno dei personaggi più rispettati della mitologia delle Lanterne.
Anche il suo modo di utilizzare l’anello riflette la sua personalità. Essendo un architetto e un ex marine abituato alla disciplina militare, John costruisce i propri costrutti di luce solida con una precisione quasi maniacale, realizzandoli dall’interno verso l’esterno.
È una differenza apparentemente piccola, ma racconta perfettamente il personaggio.
John è inoltre protagonista di alcune delle storie più importanti del Green Lantern Corps, soprattutto quando il fumetto ha iniziato a raccontare il Corpo come una vera e propria squadra, dando sempre più spazio alle Lanterne aliene e alle loro vicende.
La serie rappresenterà finalmente il debutto live action di John Stewart, interpretato da Aaron Pierre, dopo anni nei quali il personaggio è stato particolarmente popolare nelle produzioni animate DC.
Guy Gardner, il ‘bullo irascibile’ delle Lanterni Verdi

E poi c’è Guy Gardner, arrogante, irriverente, aggressivo e spesso incapace di tenere la bocca chiusa, Gardner è uno dei personaggi più particolari del Green Lantern Corps.
La cosa curiosa è che, nei fumetti, Guy avrebbe potuto essere il primo essere umano a ricevere l’anello di Abin Sur al posto di Hal. Semplicemente, si trovava più lontano dal luogo dello schianto. Guy debutta nel 1968, in Green Lantern #59, e nel corso degli anni diventa una presenza sempre più importante nel Corpo.
La sua personalità esplode soprattutto nelle storie degli anni Ottanta, trasformandolo nella Lanterna che tutti amano odiare.
Nel nuovo DC Universe lo abbiamo già visto in Superman (2015), interpretato da Nathan Fillion, e tornerà anche in Lanterns.
Il suo ruolo nella serie dovrebbe essere più limitato rispetto a quello di Hal e John, ma la sua presenza è importante perché permette di mostrare ancora una volta quanto possa essere variegato il Green Lantern Corps. Non esiste un unico modo di essere una Lanterna.
OA, il cuore del Green Lantern Corps

Ma chi decide chi può diventare una Lanterna Verde? E soprattutto, da dove arrivano gli anelli? La risposta è una sola e ha il nome di OA.
Il pianeta è il centro del Green Lantern Corps e ospita la Batteria Centrale del Potere, la gigantesca batteria che alimenta gli anelli verdi.
OA è anche la casa dei Guardiani dell’Universo, una delle razze più antiche dell’intero universo DC.

I Guardiani hanno creato il Green Lantern Corps per proteggere l’universo e mantenere l’ordine. Sono esseri estremamente intelligenti, razionali e apparentemente privi delle debolezze emotive che caratterizzano le altre specie. Ed è proprio questo che, nel corso dei fumetti, ha creato più di un problema.
Perché i Guardiani sono talmente ossessionati dall’ordine da arrivare spesso a prendere decisioni discutibili. Le Lanterne, invece, sono esseri viventi con emozioni, dubbi, paure e soprattutto una propria idea di ciò che è giusto.
Il rapporto tra il Corpo e i suoi creatori è quindi molto più complicato di quello tra semplici soldati e comandanti.
Sinestro, il maestro di Hal diventato suo nemico

Se Hal Jordan è il Green Lantern più famoso, Sinestro è probabilmente il personaggio che meglio rappresenta il lato oscuro di questa mitologia.
Prima di diventare il suo più grande nemico, il korugariano Thaal Sinestro era una delle migliori Lanterne del Corpo oltre ad essere soprattutto il maestro di Hal Jordan.
Sinestro crede fermamente nell’ordine, ma il suo concetto di ordine diventa progressivamente sempre più estremo. Per lui la libertà può trasformarsi in caos e, di conseguenza, l’universo deve essere controllato.
Quando i Guardiani scoprono i suoi metodi, Sinestro viene espulso dal Corpo.
Ma non accetta la sconfitta; il personaggio finirà per creare il Sinestro Corps, un’organizzazione che utilizza l’energia gialla della paura.
È uno dei passaggi fondamentali della grande gestione di Geoff Johns e trova una delle sue massime espressioni in Green Lantern: Sinestro Corps War.
E questo rende particolarmente interessante la sua presenza in Lanterns: sarà fino in fondo parte del Corpo delle Lanterne Verdi, o nel corso della stagione prevarranno le sue ideologie che lo porteranno lontano da OA?
A interpretarlo sarà Ulrich Thomsen, mentre il suo rapporto con Hal sarà chiaramente uno degli elementi più importanti della serie.
I Manhunters: il lato più inquietante della mitologia

Ed è qui che Lanterns potrebbe cominciare a mostrare il proprio lato più fantascientifico.
I Manhunters sono macchine create dai Guardiani prima della nascita del Green Lantern Corps.
Il loro compito originale era mantenere l’ordine, ma la loro incapacità di comprendere realmente le emozioni li trasformò progressivamente in una minaccia. Nei fumetti rappresentano quindi uno dei primi grandi errori dei Guardiani.
E proprio i Manhunters sono stati mostrati nel trailer ufficiale di Lanterns come una delle minacce legate alla storia della serie. Il materiale promozionale suggerisce inoltre che potrebbero essersi infiltrati sulla Terra assumendo sembianze umane.
Questo dettaglio è particolarmente interessante perché permette alla serie di mantenere l’impostazione da thriller investigativo senza rinunciare alla componente cosmica.
Le altre Lanterne che potremmo vedere

Naturalmente Hal, John e Guy non sono gli unici esseri umani ad aver indossato un anello verde.
Tra le Lanterne più importanti della storia DC troviamo Kyle Rayner, artista scelto in un momento particolarmente drammatico per il Corpo, e due personaggi più recenti come Simon Baz e Jessica Cruz.

Ma nella mitologia dei fumetti sulle Lanterne Verdi, risulta impossibile non inserire tra le più importanti Lanterne Verdi di altri pianeti, il celebre pianeta senziente Mogo, l’addestratore brutale ma dal cuore d’oro Kilowog, il leggendario e potentissimo custode della profezia Sodam Yat, la saggia spia pesci-uccello Tomar-Re e la diplomatica aliena Arisia Rrab. Chissà chi di questi comparirà all’interno della prima stagione della serie…
Lanterns: dal 17 agosto su HBO Max
La vera curiosità, a questo punto, è capire come tutto questo verrà portato sul piccolo schermo.
James Gunn e Peter Safran hanno descritto fin dall’inizio Lanterns come una storia investigativa ambientata sulla Terra, con Hal e John al centro di un mistero destinato però a collegarsi alla più ampia storia del nuovo DC Universe.
È una scelta che può sembrare quasi in contrasto con la natura cosmica di Green Lantern, ma potrebbe rivelarsi esattamente il modo migliore per introdurre questo mondo.
Insomma, non ci resta che attendere il 17 agosto per entrare nel mondo delle Lanterne Verdi. Appuntamento su HBO Max!
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