Serie TV
Road to Stranger Things 5: Stagione 4, il male si rivela e ha un nome: Vecna
Continuiamo la nostra Road to Stranger Things 5. E’ la volta della stagione 4 e il vero nemico della saga viene rivelato: il suo nome è Vecna
Siamo all’ultima puntata del riassunto delle stagioni precedenti di Stranger Things, che arriverà su Netflix domani, 27 novembre, con le prime puntate della quinta e ultima stagione.
Ma prima di immergersi nella stagione 4, consigliamo la lettura delle altre stagioni, di cui vi lasciamo di seguito i link:
Stagione 1 – Stagione 2 – Stagione 3
Stagione 4 – L’Hellfire Club

La quarta stagione di Stranger Things si apre diversi mesi dopo la battaglia allo Starcourt Mall, con il gruppo dei protagonisti ormai separato e profondamente segnato dagli eventi della terza stagione. La morte di Hopper, la perdita dei poteri di Undici e il trasferimento dei Byers in California hanno cambiato radicalmente gli equilibri, creando nuove distanze fisiche ed emotive.
Ma una nuova e oscura minaccia sta per abbattersi su Hawkins, la più terribile e inquietante mai affrontata dai protagonisti.
A Hawkins, la cittadina cerca di tornare a una sorta di normalità, anche se ferite e traumi sono ancora vivi. Max, in particolare, è devastata dalla morte di suo fratello Billy: si isola, si allontana dagli amici, soffre di incubi ricorrenti e di un senso di colpa che la consuma e il rapporto con Lucas, che fa parte della squadra di basket della scuola, è più incrinato che mai.
Dustin e Mike cercano in Dungeons & Dragons un po’ di normalità ed entrano a far parte dell’Hellfire Club, guidato dal carismatico e ribelle ‘metallaro’ Eddie Munson.

Nel frattempo i Byers e Undici in California…
Intanto Will e Jonathan, in California, cercano invece di ricostruirsi una quotidianità insieme a Joyce ed Undici.
La vita di Undici in California è tutt’altro che facile. Senza poteri e inserita in un nuovo contesto scolastico, la ragazza diventa vittima di bullismo da parte di un gruppo di compagni che non fanno altro che alimentare la sua frustrazione e la sua insicurezza. Le lettere che scambia con Mike dipingono un quadro molto diverso dalla realtà: finge di stare bene, di avere tanti amici, di essersi ambientata. Ma dentro di lei c’è un vuoto enorme, un senso di smarrimento che solo il ritorno dei poteri potrebbe colmare.

Una serie di omicidi e un nome che li collega: Vecna
Nel frattempo, a Hawkins avvengono eventi inquietanti. Chrissy Cunningham, una cheerleader molto popolare, comincia a essere perseguitata da visioni disturbanti: inquietanti figure demoniache, voci sussurrate, traumi del passato che tornano a galla in forma spaventosa.

Una sera, mentre cerca aiuto da Eddie Munson, Chrissy viene brutalmente uccisa nella sua roulotte da una forza invisibile che le spezza le ossa e le fa fluttuare nell’aria. La scena è talmente terrificante da evocare un nome che i ragazzi non avevano mai sentito prima: Vecna, un’entità del Sottosopra apparentemente dotata di intelligenza, coscienza e un potere letale capace di colpire le menti delle sue vittime.

La morte di Chrissy scatena il panico e un’ondata di sospetti: Eddie diventa il principale ricercato, considerato responsabile dell’omicidio. Dustin, Max, Lucas e il resto del gruppo non credono minimamente alla colpevolezza di Eddie.
Iniziano a indagare e scoprono presto che non si tratta di un assassino umano, ma di una forza sovrannaturale. Vecna sembra colpire persone con forti traumi o sensi di colpa, e Max, tormentata dall’ombra di Billy, si rende conto di essere potenzialmente la prossima.
Vecna continua a mietere vittime, ciascuna preceduta da giorni di visioni inquietanti: orologi a pendolo che marcano il tempo alla rovescia, voci, apparizioni mostruose. Il gruppo capisce che il Sottosopra non è più una creatura caotica e animalesca: ora c’è una mente strategica al comando.
Nancy e Robin decidono di indagare nella biblioteca e nelle archiviazioni della polizia locale, scoprendo un vecchio caso degli anni ’50: un uomo, Victor Creel, fu accusato di aver ucciso la sua famiglia in modo identico alle vittime di Vecna, parlando di un demone invisibile che li aveva tormentati. Nancy e Robin si recano in un ospedale psichiatrico per intervistarlo. Creel racconta che la sua famiglia fu massacrata da una presenza maligna, ma la sua storia venne liquidata come follia.
Hopper: dalla Russia con furore

Contrariamente a quanto tutti credono, Hopper è vivo, catturato e prigioniero in una base russa in Kamčatka. Qui affronta torture, lavori forzati e la desolazione della prigionia. Attraverso un contatto russo corrotto, riesce a mandare un messaggio a Joyce e Murray. Joyce, convinta che Hopper sia ancora vivo, parte subito per salvarlo insieme a Murray Bauman. La loro avventura li porta fino in Alaska e poi direttamente nella base russa, dove scoprono un segreto impressionante: i russi non solo custodiscono Hopper, ma stanno anche creando un’arena in cui soldati vengono fatti combattere contro un Demogorgone addestrato.

Hopper riesce a sopravvivere a questa terrificante creatura insieme ad altri prigionieri, mentre Joyce e Murray mettono in scena un’operazione disperata per liberarlo. Dopo numerosi pericoli, tradimenti e scontri, i due riescono finalmente a salvarlo, riunendo Hopper a Joyce in una delle sequenze emotivamente più intense dell’intera serie.
Il ritorno di Owens e il passato di Undici

In California, le cose sfuggono rapidamente di mano: Undici, dopo un episodio di bullismo culminato in uno scontro violento con la sua tormentatrice, viene prelevata da agenti federali e portata in un progetto segreto. Qui ritrova il dottor Owens, che le propone una possibilità: recuperare i suoi poteri e diventare di nuovo l’arma in grado di fermare ciò che sta devastando Hawkins. Per farlo, Undici deve tornare nel laboratorio dove tutto è iniziato, dentro un progetto segreto chiamato NINA, un enorme serbatoio sensoriale capace di farla rivivere ricordi repressi.

Nel laboratorio, Undici affronta un viaggio doloroso nel suo passato. Rivede la sua infanzia, gli esperimenti, le dinamiche con gli altri bambini dotati di poteri. Qui incontra un misterioso inserviente, Henry, un ragazzo taciturno e intelligente che sembra voler aiutarla. Man mano che i ricordi tornano, Undici scopre la verità: Henry non è altro che Uno, il primo bambino dotato di poteri mai usato dal dottor Brenner. È stato proprio lui a scatenare il massacro nel laboratorio anni prima, uccidendo tutti gli altri bambini. In uno scontro brutale, Undici lo ha respinto e, senza saperlo, lo ha lanciato nel Sottosopra attraverso un portale improvvisato.
Il segreto di Henry

È qui che avviene la rivelazione chiave dell’intera stagione: Henry è Vecna. Caduto nel Sottosopra, deformato dall’energia del mondo oscuro, ha trovato il modo di controllarlo e di plasmarlo, diventando una creatura ibrida, intelligente e assetata di vendetta. Il suo obiettivo ora è distruggere Hawkins e aprire un varco definitivo tra i due mondi, usando l’energia delle sue vittime per alimentare un’apocalisse imminente.
Max, corri su per quella collina…

A Hawkins, Max capisce di essere la prossima vittima. Le visioni la tormentano, il tempo stringe. In uno dei momenti più celebri della serie, Vecna la cattura mentalmente e la trascina nel suo mondo distorto. Grazie all’intervento di Dustin, Lucas e soprattutto di Steve, Robin e Nancy, Max riesce a fuggire ascoltando “Running Up That Hill” di Kate Bush, che la riporta alla realtà. Rivediamo uno dei momenti più intensi dell’intera serie.
Ma la ragazza sa che questa è solo una tregua.
Il piano di Vecna e il drammatico finale di stagione

La parte finale della stagione è una corsa contro il tempo. Nancy, catturata da Vecna e poi liberata, scopre il suo piano: uccidere quattro vittime per aprire un varco gigantesco. Max decide allora di offrirsi come esca per attirarlo e dare al gruppo un’opportunità per colpirlo. I ragazzi elaborano un piano articolato, divisi su più fronti: Nancy, Steve e Robin affronteranno Vecna nella sua tana nel Sottosopra; Eddie e Dustin distrarranno le creature con un’epica esecuzione musicale; Lucas e Erica proteggeranno il corpo di Max; Undici, tramite NINA, tenterà di entrare nella mente di Max per proteggerla dall’attacco.

Il piano però non va come previsto. Vecna è troppo potente e riesce a catturare Max nel suo mondo mentale, torturandola con i ricordi più dolorosi. Eddie, nel frattempo, si sacrifica eroicamente per guadagnare tempo, affrontando una legione di pipistrelli del Sottosopra.

Nancy, Steve e Robin riescono a ferire gravemente Vecna, ma non a ucciderlo. Undici, pur riuscendo a combatterlo nella mente di Max, non arriva in tempo per impedirgli di completare il suo rituale. Max muore tra le braccia di Lucas.

La morte di Max rappresenta la quarta e ultima vittima. Il piano di Vecna funziona: enormi crepe si aprono nella città, unendo il mondo reale al Sottosopra. Hawkins viene devastata da un terremoto catastrofico, mentre da sotto la superficie si diffonde una misteriosa oscurità. Undici, devastata, riesce a riportare Max in vita, ma la ragazza rimane in coma, senza alcun segno di ripresa.

La stagione si chiude con una sequenza finale cupa e apocalittica: il gruppo è finalmente riunito a Hawkins, Hopper è tornato, ma la città è in rovina. Una neve oscura cade dal cielo. Dal terreno emergono vortici di morte, e in lontananza si può vedere il Sottosopra che sta lentamente invadendo il nostro mondo. Vecna non è morto, è solo ferito. E Hawkins, per la prima volta, è sull’orlo della distruzione totale.

E con questo non vi resta che attendere domani per l’inizio del gran finale di Stranger Things!
In Italia, i primi quattro episodi della quinta stagione saranno disponibili su Netflix dal 27 Novembre 2025, i successivi tre arriveranno il 26 Dicembre 2025 e il finale verrà rilasciato il 1 Gennaio 2026.
Un ringraziamento speciale va a Rico Jr, illustratore e poster artist, dal quale abbiamo preso ispirazione per la copertina di questo articolo e anche dei precedenti. Seguitelo su Instagram!
HBO Max
The Outsider: La miniserie horror HBO tratta dal libro di Stephen King
Se amate Stephen King dovete recuperare The Outsider, miniserie del 2020 disponibile su HBO Max, con protagonista un ‘male’ forse più pericoloso del pagliaccio Pennywise
Quando si parla dei mostri creati da Stephen King, il pensiero corre inevitabilmente a Pennywise. Il clown di IT è diventato un’icona dell’horror moderno grazie alla sua capacità di trasformare le paure dei bambini in un’arma letale, colpendo proprio coloro che gli adulti spesso non riescono ad ascoltare o proteggere.
Eppure, tra le creature nate dalla mente del Re dell’Horror ce n’è una che riesce a risultare persino più inquietante. Si tratta dell’entità protagonista di The Outsider, romanzo pubblicato nel 2018 e successivamente adattato da HBO in una miniserie di 10 episodi disponibile in piattaforma. Un antagonista che non si limita a nutrirsi della paura, ma trae forza da qualcosa di ancora più devastante: il dolore.
Un mostro che si alimenta della sofferenza
I lettori di Stephen King hanno subito notato alcuni punti di contatto tra Pennywise e la creatura di The Outsider. Entrambi sono esseri mutaforma che prendono di mira i bambini, ma le somiglianze finiscono praticamente qui.
L’adattamento televisivo HBO, interpretato da Ben Mendelsohn, Cynthia Erivo e Jason Bateman, racconta la storia di un’entità conosciuta con diversi nomi: L’Estraneo, El Cuco oppure semplicemente l’Uomo Nero.
Il suo metodo è tanto semplice quanto terrificante. Si introduce in una comunità, assume l’aspetto di una persona innocente e fa in modo che venga vista mentre commette l’omicidio di un bambino. Da quel momento osserva gli eventi da lontano, lasciando che il sospetto, il dolore e la rabbia facciano il resto.
Il vero nutrimento della creatura, infatti, non è la morte in sé, ma la devastazione emotiva che lascia dietro di sé. Famiglie distrutte, amicizie spezzate, comunità che si sgretolano e innocenti condannati a pagare per crimini mai commessi diventano il terreno ideale su cui prospera il mostro.
Creature di King a confronto: El Cuco è più spaventoso di Pennywise?

Se Pennywise terrorizza le sue vittime per poterle divorare, l’entità di The Outsider agisce su una scala molto più ampia.
La vicenda prende il via con il brutale omicidio del piccolo Frankie Peterson, delitto per il quale viene immediatamente accusato Terry Maitland, amatissimo allenatore di baseball locale. Tutte le prove sembrano inchiodarlo, ma Terry è completamente innocente. È stato infatti El Cuco ad assumere il suo aspetto proprio per incastrarlo.
Da quel momento il mostro osserva la tragedia consumarsi. I genitori di Frankie sono distrutti dalla perdita del figlio, mentre la famiglia Maitland vede la propria vita andare in pezzi sotto il peso delle accuse e dell’odio della comunità.
È questa la vera forza dell’antagonista. Non cerca semplicemente nuove vittime: alimenta una spirale di sofferenza che coinvolge chiunque entri in contatto con il caso. Per questo motivo risulta persino più inquietante di Pennywise. Non colpisce soltanto i bambini, ma corrompe l’intera rete di affetti che li circonda.
È il dolore il vero protagonista della serie

Come spesso accade nelle opere di Stephen King, il mostro è soltanto il simbolo di qualcosa di molto più reale.
In The Outsider il tema dominante è il lutto. Una presenza costante che accompagna praticamente ogni personaggio della storia.
Il protagonista è il detective Ralph Anderson, interpretato da Ben Mendelsohn, incaricato di guidare le indagini sull’omicidio di Frankie Peterson. In una piccola comunità dove tutti si conoscono, Ralph decide di arrestare personalmente Terry Maitland, convinto della sua colpevolezza.
Dietro questa scelta c’è però una ferita ancora aperta. Ralph e sua moglie non hanno mai superato la morte del loro figlio, scomparso anni prima a causa di una malattia infantile.
Quel dolore influenza inevitabilmente il suo giudizio. La rabbia e il senso di colpa rendono impossibile affrontare il caso con lucidità, contribuendo indirettamente alla tragedia che travolge Terry Maitland.
L’uomo, infatti, viene arrestato pubblicamente per un crimine che non ha commesso e poco dopo viene ucciso da un familiare della vittima, senza avere la possibilità di dimostrare la propria innocenza.
La disperazione della moglie Glory, rimasta sola a difendere il nome del marito, rappresenta uno degli esempi più crudeli della malvagità di El Cuco. La creatura continua infatti ad alimentarsi del dolore anche dopo la morte della sua vittima, dimostrando come il suo vero obiettivo sia la distruzione emotiva delle persone.
Un male assoluto che lascia segni indelebili

Nel corso della serie Ralph è costretto a fare i conti con le conseguenze delle proprie decisioni e con il peso della responsabilità nella morte di Terry.
La ricerca della verità diventa quindi anche un percorso personale verso una possibile redenzione, pur sapendo che alcune ferite non potranno mai essere rimarginate.
È proprio qui che The Outsider si distingue da molte altre storie di Stephen King. L’Estraneo non è soltanto una creatura soprannaturale, ma una rappresentazione del male più assoluto, capace di manipolare le persone, distruggere famiglie e trasformare il dolore in un’arma.
Persino Pennywise, con tutta la sua brutalità, appare quasi “semplice” se confrontato con un’entità che pianifica ogni tragedia con l’unico scopo di assistere al collasso emotivo delle sue vittime.
The Outsider: un finale brutale e spietato

Chi conosce IT sa che, nonostante il prezzo pagato dai protagonisti, la storia lascia comunque spazio a una certa speranza.
The Outsider, invece, percorre la strada opposta.
Gli episodi conclusivi spingono tutti i protagonisti al limite, mettendoli davanti a perdite sempre più dolorose. L’entità dimostra inoltre un’altra inquietante capacità: manipolare psicologicamente chi le sta intorno.
Tra le sue vittime c’è anche il detective Jack, costretto a diventare uno strumento del mostro dopo essere stato sottoposto a sofferenze fisiche e mentali insopportabili. Lo scontro finale culmina in una violenta sparatoria che lascia sul campo numerosi personaggi ai quali il pubblico aveva imparato ad affezionarsi.
Nemmeno Holly Gibney, investigatrice privata interpretata da Cynthia Erivo, viene risparmiata dal dolore. Quando sembra aver finalmente trovato una persona capace di comprenderla e accettarla, la perde improvvisamente, ritrovandosi ancora una volta costretta ad andare avanti.
Uno dei migliori adattamenti di Stephen King

Il finale lascia anche un interrogativo destinato a rimanere aperto. Ralph e Holly riescono a fermare El Cuco, ma la serie non chiarisce mai del tutto se creature simili siano uniche o se possano tornare a manifestarsi in futuro.
Ed è proprio questa ambiguità a rafforzare il messaggio dell’opera. Così come il dolore non può essere cancellato, anche il male non è qualcosa che si elimina definitivamente. Si può affrontare, sopravvivere e imparare a conviverci, ma non esiste una soluzione semplice.
Per questo motivo The Outsider viene ancora oggi considerato uno degli adattamenti televisivi più riusciti di Stephen King. Un thriller psicologico che utilizza l’horror soprannaturale per raccontare il peso del lutto, trasformando El Cuco in uno dei mostri più inquietanti e significativi mai usciti dalla fantasia dello scrittore americano.
*Fonte del presente articolo: CBR.com
Disney+
Tom Hiddleston ripercorre le ultime ore di Pompei
La star Tom Hiddleston è la voce narrante del viaggio che ci porta a Pompei nel 79 d.C, qualche ora prima dell’eruzione del Vesuvio.
Non è mia intenzione ripercorrere il disastro naturale che nel 79 d.C. distrusse Pompei ed Ercolano, spezzando la vita di migliaia di abitanti delle due città romane. Voglio invece condividere con voi il modo in cui Tom Hiddleston racconta questa tragedia nella miniserie Pompeii – Out of Time (Fuori dal Tempo), intrecciando ricostruzioni storiche con l’immaginazione per dare voce e volto a tre persone realmente esistite al tempo dell’eruzione del Vesuvio.
La miniserie è stata scritta da Kevin R. Wright con il contributo dello showrunner Tom Barbor-Might.
A volte la scienza non è sufficiente per raccontare la storia..
Conosciamo tutti la storia di Pompei.
Ognuno di noi ne ha sentito parlare almeno una volta nella vita e i più curiosi avranno probabilmente visitato gli scavi archeologici, tra i siti dell’antica Roma più affascinanti e al tempo stesso più inquietanti.
L’archeologia e la scienza, supportate da tecnologie sempre più avanzate, riescono a ricostruire con straordinaria precisione gli eventi di quelle fatidiche ore. Ma solo fino a un certo punto. Più ci si avvicina ai dettagli della vita quotidiana, ai pensieri, alle emozioni e alle ultime decisioni di chi visse quella tragedia, più le certezze lasciano spazio all’interpretazione.
È proprio in questo spazio che si inserisce Pompeii – Out of Time. Nel documentario, Tom Hiddleston intreccia dati storici, reperti archeologici e immaginazione per ricostruire l’eruzione del Vesuvio che, quasi duemila anni fa, cancellò Pompei.

Tratto da Pompeii – Out of Time, Tremors (Tremori)
L’attore britannico racconta di essere da sempre un grande appassionato di storia. Gli studi classici lo hanno avvicinato al latino e, anni dopo, lo hanno portato a visitare Pompei per la prima volta. Quell’esperienza, unita al fascino per l’arte e per la storia del mondo romano, ha alimentato un interesse che continua ancora oggi e che emerge chiaramente nel modo in cui accompagna lo spettatore attraverso il documentario.
.. e nemmeno un Loki
Tom Hiddleston resta il nostro Loki, certo. Ma per qualche ora mette da parte il ruolo di Dio dell’Inganno per trasformarsi in un narratore curioso e sorprendentemente credibile.
Hiddleston non è solo in questo viaggio che lo riporta indietro di quasi duemila anni. Ad accompagnarlo ci sono alcuni tra i massimi esperti del settore, che contribuiscono a ricostruire gli eventi attraverso le rispettive discipline. Tra questi figurano Steven L. Tuck, professore di Studi Classici presso l’Università di Miami, la dottoressa Sarita Robinson, esperta di psicologia della sopravvivenza, e gli archeologi Caitie Barrett e Darius Arya.

Tom Hiddleston con Professor Steven Tuck

Tom Hiddleston con Dr. Sarita Robinson

Tom Hiddleston con Professor Caitie Barrett
Ognuno di loro offre un contributo fondamentale al documentario, rendendo la ricostruzione degli eventi più accessibile e coinvolgente. Tra tutti, però, è stato l’intervento della dottoressa Sarita Robinson a colpirmi maggiormente. I suoi studi sulla disaster psychology, la disciplina che analizza il comportamento umano durante le catastrofi, aggiungono una prospettiva tanto inaspettata quanto affascinante.
Secondo la dottoressa Robinson, gli abitanti di Pompei avrebbero avuto il tempo necessario per evacuare la città già ai primi segnali dell’imminente eruzione. I terremoti che precedettero l’esplosione del Vesuvio avrebbero dovuto rappresentare un chiaro campanello d’allarme, ma vivere in una zona fortemente sismica li aveva portati a considerarli parte della quotidianità. La loro percezione del rischio risultava quindi alterata e, con ogni probabilità, fu proprio questa sottovalutazione del pericolo a costare la vita a migliaia di persone.
La storia di Avianius e Julia Felix
La ricostruzione storica lascia progressivamente spazio all’immaginazione quando Hiddleston segue le tracce di due persone realmente esistite: il giovane Avianius, interpretato da Frankie Treadaway, e Julia Felix, interpretata da Lubna Azabal.
Ho trovato particolarmente affascinante il modo in cui la regia intreccia dati archeologici e finzione narrativa. Le informazioni ricavate dagli scavi diventano il punto di partenza per immaginare le ultime ore di Avianius e Julia Felix, dando vita a scene girate in studio che ricostruiscono le decisioni che potrebbero aver preso durante l’eruzione del Vesuvio.
La voce di Tom Hiddleston accompagna questo viaggio con empatia, aggiungendo il giusto coinvolgimento emotivo senza mai trasformare il documentario in un’opera di pura fiction. È proprio questo equilibrio tra rigore storico e immaginazione a rendere Pompeii – Out of Time un racconto così coinvolgente.

Avianius, interpretato da Frankie Treadaway

Lubna Azabal interpreta Julia Felix
Pompei non è stata l’unica vittima dell’eruzione
Pompei, però, non fu l’unica città a soccombere alla furia del Vesuvio.
È a Ercolano che incontriamo il terzo e ultimo protagonista del documentario: un soldato pretoriano, interpretato da Barry Aird. Anche in questo caso la narrazione alterna ricostruzione storica e sequenze realizzate in studio, immaginando le ultime ore di un uomo realmente esistito.

Il Pretoriano, interpretato da Barry Aird
La sua presenza a Ercolano è suggerita da alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi, tra cui la spada e la cintura militare, che hanno permesso agli archeologi di ipotizzare l’identità e il ruolo del suo proprietario. Attraverso questi indizi, il documentario costruisce una narrazione plausibile che restituisce umanità a uno dei tanti volti rimasti sepolti sotto la cenere.
Capire chi fosse e, soprattutto, cosa ci facesse a Ercolano è un compito affidato all’immaginazione e all’interpretazione dei ricercatori.
Come sottolinea lo stesso Tom Hiddleston, il suo nome probabilmente non lo conosceremo mai. Ciò che possiamo fare, però, è provare a ricostruirne la storia partendo dalle poche tracce che il tempo ci ha lasciato.
Conclusione
Pompei – Out of Time (Fuori dal Tempo) è una miniserie documentario – disponibile dal 23 luglio 2026 su Disney+ – che unisce in modo intelligente e innovativo studi e reperti archeologici alla forza dell’immaginazione, ricostruendo il più celebre disastro naturale dell’antica Roma attraverso una narrazione coinvolgente e profondamente umana.
VOTO POPCORNERD 8.0/10

Pompeii – Out of Time (Fuori dal Tempo)
News
Young Sherlock 2: Olivia Williams, Indira Varma, Sophie Skelton e Aidan Gillen si uniranno al cast
Inizio delle riprese per la seconda stagione di Young Sherlock, serie Prime Video, che vede anche alcuni nuovi volti entrare nel cast: Olivia Williams, Indira Varma, Sophie Skelton e Aidan Gillen

Il mistero si infittisce: Prime Video svela il cast della seconda stagione di
Young Sherlock
Olivia Williams, Indira Varma, Sophie Skelton e Aidan Gillen si uniscono al cast principale della serie
Dal regista Guy Ritchie e con Hero Fiennes Tiffin, la seconda stagione è attualmente in produzione
Oggi Prime Video ha annunciato l’ingresso di nuovi membri nel cast principale della seconda stagione di Young Sherlock e ha svelato un video dedicato all’inizio delle riprese con Guy Ritchie, Hero Fiennes Tiffin e Dónal Finn. La serie, realizzata dal visionario regista Guy Ritchie e interpretata da Hero Fiennes Tiffin, è un giallo irriverente e ricco di azione che segue le prime leggendarie avventure dell’iconico detective. La seconda stagione è attualmente in produzione, mentre tutti gli otto episodi della prima stagione sono disponibili in esclusiva su Prime Video in oltre 240 Paesi e territori nel mondo.
Nella nuova stagione si aggiungono al cast principale Olivia Williams (The Father, Dune: Prophecy), Indira Varma (The Night Manager, Dune: Prophecy), Sophie Skelton (Outlander) e Aidan Gillen (Il Trono di Spade, Sunny).

Olivia Williams è un’attrice inglese di cinema, televisione e teatro di grande successo. È celebre per aver interpretato il ruolo di ‘Anna Crowe’ ne Il sesto senso di M. Night Shyamalan e di ‘Rosemary Cross’ nel film cult Rushmore di Wes Anderson. Olivia ha continuato a dimostrare la sua versatilità sia sul palcoscenico sia sullo schermo sin dal suo debutto cinematografico nel film Il postino, quando fu scelta da Kevin Costner per interpretare la protagonista femminile, dopo aver inviato un video di audizione. Di recente Olivia ha interpretato l’infermiera Ratched all’Old Vic nel West End di Londra in Qualcuno volò sul nido del cuculo, al fianco di Aaron Pierre, ed è presente anche in Dune: Prophecy nel ruolo di ‘Tula Harkonnen’.

Indira Varma si è formata alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA). Tra i suoi ruoli televisivi figurano: ‘Mrs Gardiner’ in The Other Bennet Sister, ‘Khadija Khan’ in The Capture, ‘Mayra Cavendish’ nella seconda stagione di The Night Manager al fianco di Tom Hiddleston e Olivia Colman, ‘Fiona’ nella miniserie drammatica Cold Walter con Andrew Lincoln, e ‘Ingrid’ in Obsession, della ‘Duchessa’ in Doctor Who. Inoltre, ha recitato nella serie antologica EXTRAPOLATIONS nel ruolo di ‘Gita Mishra’, è stata ‘Tala’ in Obi-Wan Kenobi al fianco di Ewan McGregor.
È anche nel cast di Mission: Impossible – Dead Reckoning Part 1, Crisis con Gary Oldman e Official Secrets con Keira Knightley. È ‘Ellaria Sand’ ne Il Trono di Spade, ha recitato in Exodus: Dei e Re di Ridley Scott, nella commedia satirica britannica Spitting Image, in Luther al fianco di Idris Elba, in Silk, Rome, Human Target, Paranoid, Patrick Melrose con Benedict Cumberbatch, nella serie comica This Way Up e nella serie drammatica For Life con Nicholas Pinnock e Kid Cudi, prodotta da 50 Cent.

Sophie Skelton è nota per aver interpretato il ruolo di ‘Brianna Randall Fraser’ nella serie drammatica Outlander, vincitrice di un BAFTA e candidata ai Golden Globe e agli Emmy. Quest’anno ha ripreso il ruolo nell’ottava e ultima stagione della serie, recitando al fianco di Caitriona Balfe e Sam Heughan. Nel corso di un decennio, Outlander e il suo cast hanno conquistato un grande seguito in tutto il mondo. Quest’anno, sul grande schermo, ha recitato anche nel sequel I Can Only Imagine 2. Nel 2025, Sophie è apparsa nel thriller britannico Row, vincitore del premio come miglior film britannico al Raindance Film Festival, dove è stato presentato in anteprima.

Aidan Gillen ha vinto tre Irish Film & Television Awards ed è stato candidato a un British Academy Television Award, a un British Independent Film Award e a un Tony Award.
In TV, lo si può vedere nella serie di Taylor Sheridan per Paramount+, Mayor of Kingstown, e nella serie AMC+, Kin.
In precedenza, ha recitato in Queer as Folk, nella serie HBO The Wire, nella serie RTÉ Love/Hate, nella serie HBO Il Trono di Spade e in Project Blue Book di The History Channel.
Tra le sue partecipazioni cinematografiche figurano Il cavaliere oscuro – Il ritorno, Blitz, Maze Runner: La prova del fuoco e Maze Runner: La cura mortale, The Lovers, Bohemian Rhapsody e Those Who Wish Me Dead.
Aidan sarà sul grande schermo nel film Sunny al fianco di Angelina Jolie, mentre in televisione apparirà in Tall Tales & Murder per la BBC e in Saviour per ITV.
Guy Ritchie torna dietro la macchina da presa per dirigere il primo episodio della seconda stagione di Young Sherlock. Nei primi 28 giorni dalla sua uscita, Young Sherlock ha raggiunto 45 milioni di spettatori posizionandosi tra le prime 10 stagioni Prime Original di sempre. La serie ha conquistato il primo posto in oltre 95 Paesi in tutto il mondo, con il 63% del suo pubblico proveniente dai mercati internazionali e registrando un successo straordinario nel Regno Unito, in India e in Germania. Il trailer della prima stagione ha raggiunto 223 milioni di visualizzazioni nei primi sette giorni, battendo il record come trailer di una serie tv più visto di sempre per Prime Video in quel periodo di tempo. La prima stagione ha ottenuto rapidamente la certificazione “Certified Fresh” su Rotten Tomatoes, definita dalla critica internazionale “sensazionale” (Variety), un “capolavoro” (Screen Rant) e “straordinaria” (The Wrap).
Il cast include anche Dónal Finn (La Ruota del Tempo, The Other Bennett Sister), Natascha McElhone (Halo), Holly Cattle (Cobra, Rivals) e Max Irons (Condor).
Guy Ritchie è executive producer e tornerà nella seconda stagione in qualità di regista del primo episodio. La serie è creata da Matthew Parkhill, che figura anche come executive producer insieme a Marc Resteghini, Dhana Rivera Gilbert, Simon Maxwell, Ivan Atkinson, Simon Kelton, Colin Wilson Harriet Creelman, e ai co-executive producer Steve Thompson e James Dormer. Motive Pictures cura la produzione fisica di Young Sherlock.
*Ringraziamo gli uffici stampa Prime Video per la condivisione del comunicato di cui sopra
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