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Gary, lo spin-off di The Bear – Recensione
Recensione del “road movie” Gary, spin-off della celebre serie The Bear, il surprise drop di Hulu in esclusiva su Disney+.
Cinema
Il Diavolo Veste Prada 2 va visto in una sala piena
Il Diavolo Veste Prada 2 è un sequel fatto bene. Brillante, attuale, a tratti riflessivo, è un film che va visto in una sala piena.
Moderno, emozionante, profondo. Potremmo definire così il sequel de Il Diavolo Veste Prada.
In questo secondo capitolo vediamo Andrea “Andy” Sachs, interpretata da Anne Hathaway, 20 anni dopo la sua esperienza nel magazine di moda RUNAWAY. È una giornalista affermata e premiata, sempre estremamente appassionata del suo lavoro e soprattutto attenta all’etica. Questa è una chiave importante all’interno dello svolgimento della storia.
Per colpa, o per fortuna, viene richiamata a RUNAWAY, che è ancora guidato da una meravigliosa Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly.
Miranda e Andrea negli anni hanno dovuto – nolenti o volenti – mettersi al passo dei tempi, seguire le innovazioni del mondo giornalistico. Dalla carta stampata, all’online, alle applicazioni fino al futuro e al confronto con l’Intelligenza Artificiale.
A proposito di questo ci sarà una battuta estremamente riflessiva e toccante sul finale del film, per cui prestate particolare attenzione.
Fattore nostalgia e nuove generazioni
Uno degli aspetti affrontati dal film è proprio quello di mettersi in gioco, a confronto con le nuove generazioni, rimanendo sulla cresta dell’onda, senza lasciarsi affossare.
I più giovani non sono però demonizzati, anzi, vengono visti come una risorsa.
Dall’assistente sulla sedia, all’assistente di Andrea, la nuova generazione è pronta a mettersi in gioco.
Importante e quasi trainante nella prima parte del film è il fattore nostalgia, questo però senza esserne eccessivamente legato o confinato. Come a darvi il benvenuto in questo nuovo capitolo.
Sono dettagli e sfumature, che vi faranno dire: “Guarda, quell’ambulante riprende la scena delle cinture completamente diverse.” Dettagli curati e sottili, che fanno la differenza tra un money grab e un omaggio ai fan.

Il Diavolo Veste Prada 2, Simone Ashley è Amira
Citazioni iconiche in arrivo
Quello che segue nella storia è una sorpresa dopo l’altra tra risate e frasi che fanno riflettere:
“Hai voluto questo lavoro? Hai ottenuto questo lavoro? Fai in modo di ottenere il risultato.” Frase parafrasata di Nigel, interpretato sempre da Stanley Tucci, a Andrea, a tratti ispirazionale, a tratti tossica.
Miranda deve fare i conti anche con questo: se 20 anni fa poteva lanciare i cappotti sulle scrivanie delle collaboratrici, adesso deve fare i conti con le risorse umane del 2026.
In questo viene in suo aiuto Amari, una perfetta Simone Ashley, che durante le riunioni la redarguisce su frasi che non può più dire, come quando qualcuno nomina… i marsupi. Vi lascio immaginare la reazione di Miranda.
Frasi e stralci ispirazionali e frasi che porteremo con noi tutti i giorni:
“I carboidrati condivisi non contano”.
Qual è il contenuto?
L’etica abbiamo detto farà parte della storia.
Questo perché, come nel primo film, si pensa a RUNAWAY o altri magazine di settore, come contenitori vuoti, senza anima.
Andrea servirà un po’ a portare questo, con articoli sulla NASA o argomenti che potrebbero avvicinare lettori di altro tipo alla rivista.
All’inizio sembra quasi una sconfitta, i suoi titoli generano engagement online, ma quanti vengono letti veramente?
È un po’ una metafora dei tempi che viviamo: ci fermiamo alla superficie senza approfondire.
Io per prima passo le serate a ‘doom scrollare’ TikTok piuttosto che fare qualsiasi altra cosa.
Come facciamo a rompere il cerchio? Sto divagando, però un buon modo per uscire dall’algoritmo potrebbe essere quello di andare a vedere Il Diavolo Veste Prada 2 al cinema.

Il Diavolo Veste Prada 2, i protagonisti
Sì al budget
Milano è la grande protagonista della seconda parte del film, tra il Duomo, Pinacoteca di Brera e Villa Arconati.
L’aumento di budget si percepisce: riprese con i droni, ville, macchine private e barche tra Como e Milano…
Tantissimi camei imperdibili, sia americani che italiani; Law Roach, lo stilista di Zendaya, Amelia Dimoldenberg, la presentatrice di Chicken Shop Date, Donatella Versace e… anche lui. Michele Morrone al suo più grande cameo. Seduto, senza battute, di fianco a Miranda Priestly.
Ecco, forse Amari non mi avrebbe fatto scrivere questo.
Il Diavolo Veste Prada 2 è un sequel fatto bene
Il Diavolo Veste Prada 2 correva un grandissimo rischio, poteva essere un grosso buco nell’acqua e invece non lo è stato.
Soprattutto per come è stato montato il primo trailer con un possibile invecchiamento un po’ troppo repentino di Miranda, che non si ricorda di Andy e Emily, capiamo poi che è semplicemente lei che fa fatica a ricordare i nomi.
Per reference, riportate alla mente la scena della serata di RUNAWAY, in cui si deve far suggerire i nomi di tutti.
Lo snaturamento dei personaggi non c’è stato. Sono cresciuti, quello sì.
L’ho trovato brillante, attuale, a tratti riflessivo e al passo con i tempi, specchio perfetto della società in cui viviamo oggi.
Si tratta di un film che va visto al cinema, per lo spirito di comunità che si porta dietro e per ridere insieme delle battute.
Un fenomeno culturale e pop che vi trascinerà con sé.
VOTO POPCORNERD: 9/10
Fumetti
10 Ottobre – Effetto Domino – Recensione
Recensione del terzo capitolo della serie scritta da Paola Barbato con disegni di Mattia Surroz e pubblicata da Sergio Bonelli Editore
Fumetti italiani
Zagor+ #20 – La condanna di Trampy: Recensione
Zagor+ #20, La condanna di Trampy, è lo speciale di Moreno Burattini e Raffaele Della Monica che vede lo Spirito con la Scure della Bonelli alle prese con un caso davvero spinoso dove è coinvolto il suo amico Trampy
Quando c’è di mezzo Trampy, il lettore abituale di Zagor sa che potrà contare su gag insieme a Cico, qualche goffo raggiro, ma sempre a fin di bene, e una o più sequenze comiche. Sin dal suo esordio ne L’isola della Paura (Zagor #11), Trampy è sempre stato un personaggio che, come il buon Cico, ha il compito, a livello narrativo, di alleggerire la tensione in alcuni momenti specifici della storia. Ma non è questo il caso.
Nel ventesimo numero di Zagor+, dal titolo La condanna di Trampy, un team creativo di razza composto da Moreno Burattini, ex curatore editoriale e tra i più grandi sceneggiatori dello Spirito con la Scure, e Raffaele Della Monica, artista incoronato lo scorso anno come “il più prolifico” della Sergio Bonelli Editore, confeziona una trama in cui il povero Trampy è tutt’altro che allegro e ridanciano.
Lo sgangherato compagno di mille disavventure di Cico, in questo speciale, si trova in guai davvero grossi e potrebbe rimetterci la vita.
Chi ha incastrato Trampy?
A Field Town, tutto il paese attende l’indecente spettacolo che sta per andare in scena. Nel silenzio generale, lo sceriffo conduce al patibolo un uomo accusato di omicidio, pronto per essere impiccato. Ma chi conosce il condannato sa che Ebenezer Snare, soprannominato Trampy, non sarà probabilmente uno stinco di santo, ma di certo non è un assassino.
Per fortuna del panciuto Trampy, Zagor e Cico sono pronti a portare in salvo l’amico con un piano ben architettato, che semini scompiglio in paese e permetta allo Spirito con la Scure di fuggire con il condannato, nonostante lo sceriffo Osborne e i suoi aiutanti si mettano subito alle loro calcagna.
Zagor, questa volta, avrà un compito davvero intricato: scagionare il povero Trampy, incastrato per un omicidio che non ha commesso, e capire chi ha teso la trappola al suo amico, scoprendo i reali scopi dietro questa machiavellica macchinazione. E dovrà fare tutto questo con lo sceriffo Osborne alle costole. Non certo un’impresa facile per la leggenda di Darkwood.
Burattini e Della Monica, ci regalano una caccia all’uomo al cardiopalma
Burattini, con La condanna di Trampy, mette in scena una trama che amalgama il giallo alla Agatha Christie con il classico genere western che ritroviamo in moltissime avventure zagoriane. Si parte subito con una sequenza d’azione efficace, con il povero Trampy che si ritrova, suo malgrado, protagonista di una situazione alla Tuco Ramírez de Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone: una scena, quella che parte dall’impiccagione, in cui la tensione si taglia con il coltello, di lettura rapida ma altrettanto coinvolgente.
Come dicevo, il prosieguo dell’albo è una corsa contro il tempo per scagionare il povero Trampy, in una storia in cui l’azione resta sempre centrale, ma anche l’indagine dello Spirito con la Scure diventa, pagina dopo pagina, sempre più importante e altrettanto intricata.
Oltre a Trampy, Zagor e Cico, a dare ulteriore spessore a questo numero di Zagor+ sono gli stessi uomini che hanno teso la trappola al povero Trampy: cinici, spietati e privi di valori, non solo nei confronti di Zagor & Co., ma anche tra loro stessi. Si tratta di nemici davvero temibili, caratterizzati con grande cura nell’ottima sceneggiatura di Burattini.
A impreziosire il tutto ci sono le tavole di Raffaele Della Monica, disegnatore che dimostra ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, di muoversi con destrezza dalle pagine d’azione a quelle di puro dialogo, quasi come lo stesso Spirito con la Scure si muove agile tra gli alberi e le liane della foresta di Darkwood.
L’artista campano, dal tratto molto classico, è ormai una certezza in termini di rapidità e qualità, e anche il suo lavoro su La condanna di Trampy non ha deluso affatto il sottoscritto, e credo neanche la maggior parte dei lettori di Zagor.
Perché leggere La condanna di Trampy?
Zagor+ #20: La condanna di Trampy è un albo speciale che si gode dall’inizio alla fine.
Un giallo a tinte western ricco di azione, che vede Zagor & Co. impegnati a risolvere l’intricato caso che ruota attorno a Trampy, cercando al contempo di non farsi catturare dallo spietato sceriffo Osborne, sempre sulle loro tracce.
Moreno Burattini e Raffaele Della Monica confezionano 128 pagine di puro intrattenimento che racchiudono tutti gli elementi necessari per una buona storia di Zagor: azione, mistero, divertimento e qualche canaglia che merita di essere messa al tappeto dallo Spirito con la Scure.
VOTO POPCORNERD: 6,5/10

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