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2025 Wrapped di Rossano: un anno di letture a fumetti

Le storie che hanno definito il mio anno di letture

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2025 Wrapped di Rossano: un anno di letture a fumetti

Disclaimer: l’immagine in evidenza è stata creata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Da qualche anno, a fine dicembre, aspettiamo con una certa curiosità il nostro Spotify Wrapped: una raccolta di statistiche che prova a riassumere dodici mesi di ascolti tra musica e podcast. Alla fine del 2024 mi sono chiesto come questo stesso concept potesse essere applicato al mondo dei fumetti e delle graphic novel, e da lì è nata l’idea di questo esperimento: 2025 Wrapped: il mio anno di letture a fumetti.

Prima di iniziare voglio precisare che quello che segue non è una classifica – per quella rimando ai The Corny Awards 2025 – ma un racconto del mio 2025 da lettore di comics (e non solo), costruito a partire dai dati raccolti mese dopo mese.

Dando un primo sguardo ai numeri, emergono subito due elementi evidenti: Marvel e DC Comics continuano a rappresentare la parte più consistente delle mie letture, mentre Image Comics si avvicina in modo costante, fino a diventare – spoiler – una delle vere protagoniste del mio anno.

Infografica con l’aiuto dell’intelligenza artificiale

So che quando si parla di fumetti e arte in generale, il tema dell’intelligenza artificiale è un tabù. Ma in questo articolo si parla di arte attraverso i dati e chi meglio di ChatGPT poteva aiutarmi a trasformare i numeri che ho raccolto durante il 2025 in una rappresentazione chiara e leggibile? Spero quindi mi perdonerete se, per una volta, l’intelligenza artificiale diventa uno strumento e non il tema del dibattito.

Ho dato in pasto i dati a ChatGPT e ho chiesto di generare una infografica. Dopo svariati tentativi, ho ottenuto questo risultato:

Infografica sulle mie letture del 2025

Infografica sulle mie letture del 2025 generata da ChatGPT

Per citare il famoso meme, it ain’t much but it’s honest work. Grazie ChatGPT.

Marvel, pochi ma buoni

Più volte quest’anno mi sono espresso – su popcornerd.it e sui miei social – su quanto bassa sia la qualità editoriale Marvel di questo periodo. Nonostante ciò, eccola lì: la Casa delle Idee guadagna il terzo posto nella mia classifica Top Publishers, con ben 43 fumetti letti in 12 mesi. Tra questi, ai primi posti per rilevanza, troviamo:

  • Ultimate Spider-Man di Jonathan Hickman e Marco Checchetto
  • Ultimate Wolverine di Chris Condon e Alessandro Cappuccio
  • Spider-Man Noir di Erik Larsen e Andrea Broccardo
  • Wolverine di Chris Claremont e Frank Miller
  • Miles Morales Omnibus 1 & 2 di Brian Michael Bendis e Sara Pichelli

Spider-Man e Wolverine protagonisti

Ho un rapporto particolare con Spider-Man. Alterno periodi di completa assuefazione a periodi di rigetto totale. Ultimate Spider-Man di Hickman – Checchetto l’ho accolto con grande gioia in una delle mie fasi “ascendenti” ma devo ammettere che non mi ha lasciato molto. Una storia mediocre, condita dai bellissimi disegni di Checchetto, che verrà presto dimenticata.

Ultimate Spider-Man vol. 1, 2, 3

Ultimate Spider-Man vol. 1, 2, 3

Cosa che non si può dire su Ultimate Wolverine di Condon – CappuccioWolverine non è un personaggio semplice da scrivere se non si vuole cadere nella trappola della banalità e del “già visto”. Chris Condon, almeno nel primo volume, ci ha regalato Wolverine cupo, tormentato e violento, che veste i panni del Soldato d’Inverno. I disegni di Alessandro Cappuccio non fanno altro che mostrarci la scia di sangue che Logan lascia dietro di sé. Brutale.

Ultimate Wolverine vol. 1 The Winter Soldier

Ultimate Wolverine vol. 1 The Winter Soldier

Per concludere le nuove uscite Marvel, una lettura che ha catturato la mia attenzione è stata il rilancio di Spider-Man Noir, a cura di Erik Larsen e Andrea Broccardo. Al momento ho letto solo la prima delle cinque issues, quindi posso soltanto dire che si tratta di un inizio interessante. Non molto tempo fa ho anche pubblicato una breve intervista ad Andrea, artista della serie.

Spider-Man Noir #1

Spider-Man Noir #1

Recuperi dal passato

Chi mi conosce sa che Wolverine è il mio personaggio preferito, e mi sono sentito in dovere di recuperare una vera pietra miliare della sua bibliografia. Non saprei nemmeno da dove iniziare nel descrivere il Wolverine di Claremont e Frank Miller: la sceneggiatura e i disegni sono puro godimento. Non aggiungo altro, se non un consiglio: se non lo avete mai letto, fate lo sforzo di “farvi andare giù” i dialoghi un po’ prolissi. Ne vale davvero la pena.

Wolverine di Chris Claremont e Frank Miller Deluxe Edition

Wolverine di Chris Claremont e Frank Miller Deluxe Edition

Per quanto riguarda i due Omnibus di Miles Morales, arrivavo dalla recente conclusione della straordinaria run di Ultimate Spider-Man di Bendis (terminata nel 2024) e quindi… perché no? Una lettura “okay”, certamente non memorabile, se non per l’introduzione di Miles, ormai diventato un personaggio pienamente canonico all’interno dell’universo Marvel.

Omnibus 1 e 2 di Miles Morales scritto da Bendis e Sara Pichelli

Omnibus 1 e 2 di Miles Morales scritto da Bendis e Sara Pichelli

DC Comics, una sorpresa inaspettata

Una situazione simile si è verificata anche con DC Comics, con ben 54 fumetti letti nel corso dell’anno. Non mi considero un grande fan della DC, ma la linea Absolute – in particolare Batman e Martian Manhunter – ha contribuito in modo significativo a questa statistica. Tra i titoli che ho letto quest’anno, quelli che secondo me meritano una menzione sono:

  • Gotham Central di Greg Rucka, Ed Brubaker, Michael Lark e Stefano Gaudiano
  • Absolute Batman di Scott Snyder e Nick Dragotta
  • Batman Dark Patterns di Dan Watters e Hayden Sherman
  • Absolute Martian Manhunter di Deniz Camp e Javier Rodríguez

Batman, cosa farei senza di te?

Non credo di poter comunicare a parole quanto io abbia amato Gotham Central. Non pensavo fosse possibile scrivere un fumetto su Batman… senza Batman. E invece Mr. Brubaker e Mr. Rucka mi hanno mostrato la via. Di genere poliziesco, Gotham Central esplora le dinamiche del dipartimento di polizia del GCPD, il Gotham City Police Department, alle prese con criminali, super villain e un vigilante travestito da pipistrello.

Gotham Central Omnibus

Gotham Central Omnibus

Estratto di Gotham Central

Estratto di Gotham Central

Se in Gotham Central Batman non si vede quasi mai, in Absolute Batman di Snyder e Dragotta lo si vede parecchio. La run è ancora in corso e trovo prematuro dare un giudizio complessivo; posso però dire che ciò che ho letto finora ha superato di gran lunga le mie aspettative. Il primo volume, The Zoo, lo considero un preludio, quasi una introduzione a questo universo che non conosciamo. Nelle issues successive arriva l’arco narrativo su Absolute Bane..  e quello è follia pura.

Absolute Batman vol. 1 The Zoo

Absolute Batman vol. 1 The Zoo

Poi c’è Batman: Dark Patterns, un fumetto passato in sordina, del quale quasi nessuno ha parlato. In questa serie Batman torna a fare quello che sa fare meglio: il detective. Storyline interessanti – come quella del Wound Man, un uomo che crede nella purificazione dell’anima attraverso il dolore fisico – e casi da risolvere per niente scontati, il tutto accompagnato da disegni dal tratto duro e colori accesi di Hayden Sherman.

Batman Dark Patterns #1

Batman Dark Patterns #1

Absolute Martian Manhunter.. si, ma anche meno

Di solito, quando leggo un fumetto, mi piace riuscire a capirlo per apprezzarne appieno la trama. È qualcosa che ho faticato a fare con Absolute Martian Manhunter. Camp e Rodríguez si sono lasciati andare a un’opera psichedelica “alla Tradd Moore”, che ti investe con un uragano di colori e forme, lasciandoti a bocca aperta, sospeso tra stupore e confusione.

Bello, eh. Ma anche meno.

Absolute Martian Manhunter #1

Absolute Martian Manhunter #1

Image Comics, to infinity and beyond!

Image, meno male che esisti. Non saprei nemmeno da dove iniziare per descrivere questo 2025 dal lato Image Comics che, con ben 54 fumetti letti, e’ stata la protagonista – specialmente a livello qualitativo – del mio 2025.

Here we go.

  • Invincible Universe: Battle Beast di Robert Kirkman e Ryan Ottley
  • You’ll Do Bad Things di Tyler Boss e Adriano Turtulici
  • Outcast di Robert Kirkman e Paul Azaceta
  • Invincible Universe: Battle Beast di Robert Kirkman e Ryan Ottley
  • The Walking Dead Deluxe di Robert Kirkman, T. Moore e Charlie Adlard
  • Everything Dead & Dying di Tate Brombal e Jacob Phillips
  • Escape di Rick Remender e Daniel Acuna
  • Ain’t No Grave di Skottie Young e Jorge Corona

Robert Kirkman scrive, io leggo

Come si evince dal titolo, quest’anno ho fatto il pieno di letture Made by Kirkman.

Sono finito a leggere Outcast grazie a una serie TV basata sul fumetto. La serie mi è piaciuta e ho quindi pensato di dare una chance al materiale originale, perché si sa: “il libro è sempre meglio”. Per chi non la conoscesse, Outcast è una serie horror di 48 numeri che affronta temi come la possessione demoniaca e la fede in Dio. Una lettura particolare, diciamo. Per ora ho sentimenti contrastanti su questa serie, ma spero di riuscire a finirla nel 2026.

Outcast di Kirkman e Azaceta

Outcast di Kirkman e Azaceta

Poi c’è ovviamente Battle Beast. Kirkman e Ottley danno vita a uno spin-off dedicato a uno dei personaggi più interessanti della serie Invincible, anche se mi aspettavo qualcosa in più dalla trama, devo essere sincero. Il pretesto con cui la storia ha inizio sembra forzato e poco originale. La serie è ancora in corso – al momento in pausa fino a marzo 2026 – quindi ogni giudizio finale viene rimandato.

Invincible Universe: Battle Beast Heart of Gold

Invincible Universe: Battle Beast Heart of Glory

The Walking Dead non è una storia sugli zombie…

Ho iniziato a leggere The Walking Dead nel gennaio 2025 grazie a un amico che mi regalò il primo volume in edizione italiana. Non avendo visto la serie – tre episodi, poi ho messo in pausa – ne ero completamente all’oscuro e non mi sono mai interessato al genere perché pensavo non fosse adatto a me. Oh boy, quanto mi sbagliavo.

Ho iniziato la lettura recuperando le issue della nuova edizione a colori Deluxe, ma sono inevitabilmente arrivato in pari e non volevo aspettare le due uscite mensili. Così ho recuperato anche gli Omnibus, che contengono l’edizione originale in bianco e nero. Ammetto che l’aggiunta del colore aiuta, ma anche la lettura in bianco e nero non dispiace affatto. Credo che nel 2026 riuscirò a finire la lettura del quarto e ultimo Omnibus.

Fino ad allora… cercherò di stare alla larga dagli spoilers.

Per quanto riguarda la storia, mi sento di suggerirne la lettura a chiunque. The Walking Dead non è una storia che parla “semplicemente” di zombie: è una storia sui rapporti umani, su strutture sociali che crollano, sulla sopravvivenza e sui limiti che l’essere umano è disposto a oltrepassare pur di sopravvivere.

The Walking Dead di Kirkman, Tony Moore e Charlie Adlard

The Walking Dead di Kirkman, Tony Moore e Charlie Adlard

… cosi’ come non lo è Everything Dead & Dying

Questa miniserie mi è arrivata addosso come un treno in corsa. Già alle prese con la lettura di The Walking Dead, scopro che Image pubblicherà una nuova (mini)serie a tema zombie… e mi chiedo il perché. Sembra quasi voler vivere all’ombra dell’opera più famosa di Kirkman. Ma mi sbagliavo.

Come ho già scritto in The Corny Awards, Everything Dead & Dying è una storia intima che parla di famiglia, di legami, di discriminazione, di solitudine e di quanto l’amore per i propri cari possa spingerci a fare cose che non avremmo mai pensato di essere capaci di fare. Una storia bellissima che, purtroppo, è destinata a finire presto, trattandosi di una miniserie di soli cinque numeri.

Everything Dead & Dying #1

Everything Dead & Dying #1

Fantasy, warfare.. Image Comics ne ha per tutti i gusti

Parliamo ora di Escape. Rick Remender, come dichiarato nella sezione “Fan Mail” alla fine della issue 4, mette su carta – in forma romanzata, ovviamente – le avventure e soprattutto i traumi di suo nonno, soldato americano durante la Seconda Guerra Mondiale. Con un ritmo che trasmette urgenza e precarietà e accompagnato dai disegni di Acuña, Remender ci catapulta in una zona di guerra, dove per sopravvivere bisogna essere disposti a tutto, anche a ignorare il senso di colpa per le atrocità che si stanno per commettere. Io vivo per questa roba.

Escape #1

Escape #1

Concludo questa sezione dedicata a Image con un fumetto che non avrei mai pensato potesse interessarmi: Ain’t No Grave. Skottie Young rielabora le fasi del lutto – negazione, rabbia, patteggiamento, depressione e accettazione – in una storia di cinque capitoli, uno per ciascuna fase, raccontando il viaggio di Ryder in un universo fantasy alla caccia della Morte. Una lettura potente, che ricorderete a lungo, anche grazie ai disegni straordinari di Jorge Corona.

Ain't No Grave #1

Ain’t No Grave #1

Altre letture

L’infografica mostra come, anche se in dosi minori, altri editori come Sergio Bonelli Editore, BOOM! Studios e VIZ Media siano stati anch’essi protagonisti del mio 2025 con 45 fumetti letti. I più importanti per me sono stati:

  • Il lungo addio di Tiziano Sclavi e Carlo Ambrosini (Sergio Bonelli Editore)
  • Grim di Stephanie Phillips e Flaviano (BOOM! Studios)
  • 20th Century Boys di Naoki Urasawa (VIZ Media)

Benvenuto, Dylan!

Ad inizio anno sono stato introdotto – nemmeno fosse una setta segreta – all’universo e alle storie di Dylan Dog. La prima lettura “dylaniata” della mia vita è stata Il lungo addio di Tiziano Sclavi e Carlo Ambrosini. Scopro solo ora, dopo mesi di letture, che quella era probabilmente l’apice per qualità e intensità della sceneggiatura.

Tutti quelli che leggono Dylan Dog mi confermano che Il lungo addio è una delle storie più belle dell’intera antologia del personaggio, e non fatico a crederci: mi ha rapito. Da lì in poi è stato tutto in discesa. Ho iniziato a leggere le uscite mensili regolari, insieme ad altre pubblicazioni come Colorfest e Old Boy.

A volte resto stupito dalla qualità di alcune tavole che trovo in Dylan Dog, e questa cosa mi rende orgoglioso, essendo un prodotto Made in Italy.

Dylan Dog, Il lungo addio

Dylan Dog, Il lungo addio

Estratto di Dylan Dog, Il lungo addio

Estratto di Dylan Dog, Il lungo addio

Grim giunge al termine

Di tutt’altro genere, ma con tematiche simili, Grim mi ha conquistato dall’inizio alla fine. La serie si è conclusa con il venticinquesimo numero, a novembre 2025, mettendo fine alla collaborazione tra Phillips e l’artista italiano Flaviano.

Grim di Stephanie Phillips e Flaviano, pubblicato da BOOM! Studios

Grim di Stephanie Phillips e Flaviano, pubblicato da BOOM! Studios

C’è però una buona notizia per gli amanti della serie: Netflix ha annunciato che una serie animata ispirata al fumetto è attualmente in fase di sviluppo. Non ci resta che aspettare.

20th Century Boys

Premetto che non sono un grande lettore di manga. Ne ho letti pochi e, per questo, mi sento sempre un po’ in difetto quando si tratta di elogiare o criticare una serie giapponese, non avendo molti termini di paragone. Tra i titoli che ho letto e che ho messo in libreria ci sono Dragon Ball, Attack on Titan, Gannibal e il mio manga preferito di sempre, Naruto.

Potete quindi immaginare come mi sono sentito quando mi sono approcciato per la prima volta a un’opera di Naoki Urasawa, nello specifico 20th Century Boys. Pensavo di aver letto i manga più belli che ci fossero – pensate che ingenuo – e invece non avevo nemmeno scalfito la punta dell’iceberg. Chi ha già letto qualcosa di suo sa esattamente a cosa mi riferisco; chi invece non lo ha ancora fatto, provo a spiegarmi meglio.

20th Century Boys vol. 1 di Naoki Urasawa

20th Century Boys vol. 1 di Naoki Urasawa

Non sto cercando in alcun modo di sminuire i manga che ho menzionato poco fa – Naruto resta comunque il mio preferito – ma lo storytelling che ho trovato in 20th Century Boys non l’ho trovato in nessun altro fumetto giapponese. Sin dalle prime pagine si percepisce come Urasawa ti stia lentamente trascinando all’interno della spirale di eventi e misteri che ha architettato con precisione chirurgica, come un ragno che conduce la propria preda sempre più a fondo nella sua tela.

Quando ti rendi conto di quanto sia intricata la trama, è ormai troppo tardi: sei già perso in un labirinto fatto di flashback, misteri e dettagli che non sono mai casuali.

La stessa qualità si ritrova anche nei disegni, sempre a cura di Urasawa. È, a tutti gli effetti, un one-man show.

Kenji Endō

Kenji Endō

Ora non mi resta che leggere i tre volumi conclusivi per portare a termine questo viaggio nei primi mesi del 2026. Subito dopo 20th Century Boys, sarà finalmente il turno di Billy Bat.

È stato un anno interessante

La disamina delle letture più interessanti che hanno accompagnato questo mio 2025 giunge finalmente al termine. Ripercorrere dodici mesi di fumetti non è stato semplice, ma si è rivelato un esercizio sorprendentemente terapeutico e divertente. Più di quanto mi fosse mai capitato prima, mi sono reso conto di come i miei gusti stiano cambiando nel tempo – e non è una cosa che mi dispiace o mi spaventa, anzi. Credo sia un processo naturale: tutti attraversiamo fasi di crescita o di trasformazione, e questo si riflette inevitabilmente anche nelle scelte che facciamo in fumetteria, tra ciò che decidiamo di portare a casa e ciò che lasciamo sullo scaffale.

È stato anche un anno di novità, come il ritorno alla lettura dei manga, un terreno che avevo in parte abbandonato e che ho riscoperto con grande piacere.

Spero che questo Wrapped vi sia piaciuto e che possa essere d’ispirazione per chi, come me, è sempre alla ricerca di nuove avventure di carta ed è abbastanza coraggioso da uscire, ogni tanto, dalla propria comfort zone.

Per ora è tutto. Wrapped torna a dicembre 2026. A presto.

PS. Spero non vi siate arrabbiati o indignati per il ruolo che l’intelligenza artificiale ha avuto nella stesura di questo articolo.

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Comics

SaldaPress – le uscite di Luglio e Agosto 2026

Tutte le uscite di Saldapress previste per i mesi di luglio e agosto, con anche gli ultimi appuntamenti e promozioni prima della pausa estiva

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Saldapress


G.I. Joe: A Real American Hero vol. 2

Storia: Larry Hama
Disegni: Paul Pelletier
Inchiostri: Tony Kordos
Colori: Francesco Segala
Copertina: Andy Kubert
Formato: 168 x 256 mm, S., 128 pp., col.
Data di uscita: 10/07/2026
Prezzo: 22,00 Euro

TRA ACTION FIGURE, NOSTALGIA E AZIONE SENZA TREGUA, IL RITORNO DEI “VERI EROI AMERICANI”!

Grazie a Skybound, l’universo dei G.I. Joe entra in una nuova e straordinaria fase. Mentre il rilancio dei personaggi all’interno dell’Energon Universe affascina una nuova generazione di lettori, finalmente anche in Italia approda la serie che ha dato origine al mito: G.I. Joe: A Real American Hero.

SPRINGFIELD DIVENTA IL CAMPO DI BATTAGLIA NELLA GUERRA CONTRO SERPENTOR! La guerra contro Serpentor entra in una fase decisiva e si estende su più fronti, mettendo alla prova l’equilibrio tra G.I. Joe e Cobra. Nuove alleanze cambiano le regole del conflitto, mentre lo scontro si sposta verso uno dei luoghi simbolo della saga: la città di Springfield. Le mosse di Cobra Commander alzano ulteriormente la posta in gioco, in un’escalation che segna una svolta per l’intera serie.
Con G.I. JOE – A REAL AMERICAN HERO vol. 2, lo storico sceneggiatore Larry Hama prosegue la continuity originale della serie, affiancato ai disegni da Paul Pelletier. Un arco narrativo teso e ricco di colpi di scena che consolida il rilancio della linea classica, mantenendo intatto lo spirito militare e la profondità dei personaggi che hanno reso iconici i G.I. Joe.

CONTIENE:G.I. Joe: A Real American Hero #306-310


The Walking Dead Color Edition #65

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 17/07/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 65esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, prosegue il 22esimo arco narrativo della serie. I sopravvissuti continuano a trovare nuovi modi per sbarazzarsi dei defunti, ma sembra che la loro minaccia si sia evoluta: ora i morti non si limitano a camminare, ma sussurrano.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #129 – 130


The Walking Dead Color Edition #66

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 21/08/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 66esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, si conclude il 22esimo arco narrativo della serie. Anche se i loro sussurri spaventano, la minaccia dei non-morti apparentemente in grado di parlare va studiata e affrontata. E vanno recuperati i compagni dispersi. E, cosa più importante di tutte, la felicità raggiunta dai sopravvissuti va preservata e difesa.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #131 – 132

Tutte le grandi storie, prima o poi, arrivano a una conclusione. Qui trovate alcune delle serie che hanno raggiunto un finale o archi narrativi che si sono chiusi: avventure e colpi di scena non mancano! Un’occasione ideale per recuperare alcune delle serie più amate dai nostri lettori.

Undiscovered Country

Cosa si nasconde oltre i confini di un’America scomparsa dal mondo? Scott SnyderCharles Soule scrivono una saga epica per i disegni di  Giuseppe Camuncoli. Un mix di fantascienza, politica, misteri e avventura, fino a un finale sorprendente.


Godzilla: Hic Sunt Dracones

Godzilla: Hic Sunt Dracones, trilogia scritta da Frank Tieri, reinterpreta la storia umana come una convivenza segreta con i kaiju: Godzilla e altri mostri influenzano eventi storici dall’antichità alla Guerra Fredda.


Transformers

Nel primo ciclo dei Transformers di Daniel Warren Johnson, Autobot e Decepticon sopravvivono a un crash su un pianeta ostile. La scarsità di Energon rende la guerra più feroce, coinvolgendo gli umani. Optimus tenta di ricompattare gli Autobot, Megatron impone dominio.

COMICON BERGAMO 2026:

Anche quest’anno saldaPress è presente a Comicon Bergamo per incontrare il pubblico e presentare anteprime ed esclusive attesissime! Prima tra tutte la Variant Exclusive di Dike Ruan di Undiscovered Country Vol. 6, che chiude la serie; oltre alla Variant di Andrea Milana di G.I. Joe Vol. 2. In anteprima è possibile trovare G.I. Joe A Real American Hero Vol. 2, in doppia versione Variant e Regular. A presidiare lo stand, disponibili per un saluto e un firmacopie, ci sono Marco Foderà, impegnato sulla serie di G.I. Joe, e Carmine Di Giandomenico.


COMICS WILL ROCK YOU PROMO -20%

Un mese di grandi sconti sul catalogo saldaPress è in arrivo: dal 29 giugno al 26 luglio avrà luogo la campagna promozionale COMICS WILL ROCK YOU, durante la quale sarà possibile acquistare la maggior parte dei titoli saldaPress con uno sconto del 20%.

I lettori più affezionati avranno già riconosciuto Thragg, dalla serie Invincible, che si trova al centro di un omaggio dal carattere epico, impreziosito da una veste grafica che richiama una delle più celebri iconografie della storia della musica. Qui tutte le info.


LE USCITE SALDAPRESS DI GIUGNO

Vuoi scoprire tutte le novità saldaPress di giugno 2026?
Basta cliccare su USCITE GIUGNO 2026. Keep Surfin’ on Comics.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa saldaPress per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

 

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Comics

The Walking Dead: il fumetto sugli zombie che parla di umanità

The Walking Dead, un fumetto che ha fatto la storia, consacrando Robert Kirkman come autore di punta dell’industria comics americana.

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Rick Grimes è un vice sceriffo che, risvegliatosi in una stanza di ospedale dopo essere stato in coma, si ritrova ingabbiato in un mondo che non riconosce. Niente elettricità, niente persone, stato di abbandono totale del territorio. Ma non è solo. Infatti le strade, i vicoli, le corsie ospedaliere dove si risveglia sono saturi di zombie. Inizia il suo viaggio, così come quello di The Walking Dead, il fumetto di cui parleremo in questo articolo.

Nella società moderna, appagati da ogni tipo di comodità a portata di mano e dalla sedentarietà cui siamo abituati, Rick si ritrova a doversi mettere in viaggio e riscoprire così l’anima nomade dell’uomo. Ogni tappa è mossa da una speranza e da un obiettivo: quella di ritrovare in vita sua moglie Lori e suo figlio Carl, quella di trovare maggiore protezione, quella di trovare amministratori che sappiano cosa stia accadendo a questo pazzo mondo. Ed ogni volta è più difficile partire perché come detto in precedenza, è facile galleggiare nella comodità piuttosto che avanzare verso qualcosa di ignoto. Lungo il cammino avvengono incontri, scontri, attriti. Decisioni sempre più complesse ed articolate da dover prendere per il bene comune. E così il concetto di famiglia si allarga a quello che dapprima è un gruppo ristretto di sopravvissuti sino a diventare la guida di un’intera comunità.

Il tempo passa, le difficoltà aumentano, le persone cambiano.

Carl, che abbiamo conosciuto bambino, lo ritroveremo adolescente e poi adulto. Vivere un mondo del genere, una situazione del genere, porta a saltare alcune delle fasi della crescita e di quelle che sono considerate basilari per la formazione del carattere e della solidità di una persona.

Si è trovato ad affrontare situazioni decisamente troppo grandi per lui e troppo in fretta: dall’abbandonare la propria casa, suo padre sul letto di un ospedale senza sapere se mai l’avrebbe rivisto. Padre che si trova a difendere dalla minaccia di Shane, uccidendo quest’ultimo. A sette anni la sua infanzia, la sua fragilità, la sua innocenza sparisce per sempre rendendolo uno dei personaggi più freddi ed induriti emotivamente dell’intera opera.

Durante la sua adolescenza conosce Negan, il leader della fazione dei Salvatori, nel quale vede il risvolto più cinico e folle dell’essere una guida e col quale instaura nel corso degli anni un rapporto uno a uno: discepolo e mentore da poter testare per scoprire il proprio io, per conoscere sino a che punto potersi spingere nelle emozioni e nelle azioni.

Nel salto temporale finale, Carl sarà il punto d’incontro tra vecchio e nuovo, una sorta di memoria storica che tramanda gli insegnamenti di Rick affinché non si dimentichi il percorso fatto per raggiungere lo stato attuale di pace della città e delle colonie.

Nonostante Rick sia il personaggio centrale attorno al quale ruotano le scelte, le decisioni e l’intera trama principale della storia, Negan resta il personaggio che più di tutti mi ha affascinato. Lo conosciamo come capo dei Salvatori, perfetto stereotipo di crudeltà e follia al servizio della comunità che guida col “pugno di ferro” e che con la stessa metodologia vuole conquistare il rispetto – e le risorse – delle comunità più piccole che incontra per strada. Dopo il massacro di Glenn sino a quel momento centrale e tra i più fidati compagni di Rick, l’estorsione psicologica verso lo stesso Rick, la derisione verso Carl per testarne l’integrità, inizia il suo vero percorso di decostruzione. Durante la sua prigionia ad Alexandria riceve sistematicamente le visite da parte di Carl, ma soprattutto quelle di Rick. Diventa un confidente, un amico, una sorta di voce della coscienza cui poter fare affidamento nonostante le divergenze. Addirittura in alcuni passaggi il lettore ha come l’impressione che la differenza tra i due leader si assottigli sino a quasi sparire. Il rispetto reciproco tra i due trova il suo culmine nel momento in cui Negan, evaso dalla sua cella, fa ritorno consegnando a Rick la testa di Alpha, leader dei Sussurratori e più grande minaccia per quella porzione di mondo che viene presa in considerazione. Infine Negan riuscirà a fare pace con se stesso e col suo passato sanguinario liberandosi di Lucille, la sua amata mazza da baseball coronata di filo spinato, simbolo della sua tirannia e delle sofferenze vissute prima della venuta dei vaganti.

Rick, l’eroe che prende in pugno le redini della situazione e della sua squadra non per scelta ma per necessità dopo la morte di Shane. Si trova inizialmente spaesato, legato com’è alla legge ed all’ordine. Lo vediamo in difficoltà quando deve prendere le prime decisioni contro tutto e tutti, e nonostante ciò riesce sempre ad avere l’appoggio e la fiducia del gruppo che guida e che si espande, che plasma in base ai suoi principi. Si troverà a dover prendere decisioni forti, drastiche ed in contrasto con i suoi ideali a tal punto da fargli ammettere “siamo noi i morti viventi”. Seppur spezzato nella sua morale, è sempre pronto a rialzarsi con l’unico obiettivo della salvaguardia degli altri e del gruppo, e del non perdere l’unica cosa che ci distingue dai vaganti: l’umanità. Per lui il percorso di crescita e cambiamento avviene anche dal punto di vista del fisico. Gli viene amputata la mano destra dal Governatore – altro antagonista degno di menzione – perché non vuole svelare la posizione esatta della prigione nella quale si è stanziato col suo gruppo, così come subirà un grave danno alla gamba causato da una colluttazione con Negan che lo costringerà alla zoppia.

Eppure non ci sono solo leader carismatici tra le pagine di questo fumetto, infatti trova spazio anche Eugene. Presentatoci come scienziato del governo centrale con in mano la chiave della cura per la pandemia, ben presto scopriamo che questa era solo una copertura per circondarsi di persone capaci di difenderlo o quantomeno non attaccarlo nel bel mezzo dell’azione. Un codardo, ma abbastanza scaltro da scamparla per diverso tempo, finché la fiducia dei suoi compagni d’avventura viene meno in virtù della scoperta della verità. Ed anche qui la crescita, la rinascita di un personaggio apparentemente inutile nel contesto in cui si ritrova, che si rimbocca le maniche sino a diventare fondamentale grazie alle sue conoscenze e competenze in campo scientifico/tecnologico. E’ grazie a lui ed al suo intelletto se vengono ripristinate le comunicazioni via radio, ed il funzionamento della ferrovia per collegare le cittadine che negli anni sono sorte. Ogni personaggio che incontriamo sarebbe meritevole di approfondimento, visto lo spessore narrativo che l’autore gli dedica. 

Ogni personaggio è mosso dal suo vissuto, dalle sue esperienze pre catastrofe, da quello che la vita gli ha dato da vivere dopo gli eventi iniziali. Sono legato a The Walking Dead proprio per questo, per come un espediente narrativo – quello dell’avvento di un’apocalisse zombie – diventi un viaggio introspettivo, la discesa nella profondità dell’animo umano e dell’emotività di ognuno dei superstiti che fa la differenza tra una scelta piuttosto che un’altra. Così come l’influenza degli altri, di chi abbiamo di fronte e chi incontriamo sia importante per la nostra esperienza e possa influenzare le scelte. Il lettore viene portato a riflettere, a ponderare assieme ai protagonisti aprendo ogni volta uno “sliding door” su cosa sarebbe potuto accadere se Rick o chiunque altro avesse preso una decisione differente.

Conclusioni, spin off e crossmedialità.

Come ogni storia che incontra il favore di pubblico e di critica, anche nel caso di The Walking Dead non sono mancate proposte sotto forma di altri media. Lo stesso Kirkman ha collaborato nella trasposizione come serie tv, che per sua ammissione e volontà ha preso una strada diversa rispetto alla trama originale. Prendono vita personaggi che non esistono nella versione cartacea ed allo stesso tempo vengono prese vie alternative da parte dei protagonisti rispetto al fumetto per creare qualcosa di nuovo e differente. Oltre a questa serie tv ne sono nate altre spinoff o sequel della stessa a seguire le vicende di alcuni personaggi o gruppi di superstiti, altre sono state annunciate e non è dato sapere se prenderanno o meno vita. Oltre al piccolo schermo è nato un videogioco ispirato al mondo creato dall’autore, che comprende i cameo di alcuni personaggi noti prima che incontrassero Rick sul loro cammino. Da questo è nato un sequel sotto forma di fumetto considerato canonico a tutti gli effetti in questo universo narrativo.

Con The Walking Dead Robert Kirkman tocca il suo apice narrativo, secondo lo scrivente. La forza di questa opera sta proprio nella sua capacità di raccontare la vita dei superstiti e della forza delle relazioni, di rendere partecipe il lettore e metterlo nella condizione di empatizzare anche con i villain. E’ capace di farci mettere piede nelle diverse località e di farci vivere secondo le leggi che le governano.

Ogni arco narrativo ci tiene col fiato sospeso ed ogni volta che pensiamo si stia attraversando un periodo di stabilità ecco che accade qualcosa che ci fa ricordare che in fondo è la lotta per la sopravvivenza e per l’autoconservazione che fa agire i vari attori, con uno sguardo al futuro ed alle generazioni che verranno. Il discorso finale di Rick è un manifesto di quelle che vogliono essere le fondamenta da cui la civiltà dovrà ripartire: la vera sopravvivenza coincide con la pace, la giustizia, la comunità e la cooperazione. Per quanto riguarda invece il comparto artistico, Tony Moore ha dato vita al mondo immaginato dall’autore utilizzando un tratto dettagliato ed espressivo che risulta sin troppo morbido per gli eventi che vengono narrati. Dal settimo numero viene sostituito da Charlie Adlard che riappacifica attraverso un tratto più grezzo, sporco, intriso di bianco/nero più marcati le macerie di un mondo alla rovina e di un’umanità oramai spezzata.

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Rob Liefeld: nuova polemica sui social contro Marvel

Rob Liefeld si scaglia sui social contro la Marvel in quanto nell’ultimo Omnibus dedicato a New Mutants viene riportato nei credits come solo disegnatore e non anche come sceneggiatore di alcune storie fondamentali

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Non è certo la prima volta che Rob Liefeld esprime pubblicamente il proprio malcontento nei confronti della Marvel, ma questa volta il co-creatore di Deadpool e tra i fondatori di Image Comics, sembra aver trovato un nuovo motivo per alzare i toni della polemica.

Tutto è nato dall’annuncio del quarto volume omnibus dedicato a The New Mutants. Dopo aver visionato il materiale promozionale diffuso dalla Casa delle Idee, Liefeld ha scoperto di essere stato accreditato esclusivamente come disegnatore all’interno del volume, senza alcun riferimento al suo contributo come sceneggiatore.

Una scelta che l’autore non ha affatto gradito e che lo ha spinto a sfogarsi sui social. Ecco quanto riportato dallo stesso Liefeld su X:

«Sì, nonostante abbia scritto i numeri più venduti di New Mutants mai pubblicati , non sono elencato [come autore]. È stato grazie ai miei scritti che i numeri dal 98 al 100 hanno venduto 2,2 milioni di copie. Si tratta di un numero superiore a quello dell’intero anno precedente al mio ingresso nel team. New Mutants vendeva 110.000 copie in un mare di fumetti degli X-Men che ne vendevano 350.000 e oltre» – Rob Liefeld

La critica di Liefeld non si è però fermata alla questione dei crediti. L’artista ha infatti allargato il discorso al rapporto storico tra Marvel e i suoi creatori, chiamando in causa alcune delle figure più importanti della storia del fumetto americano.

«In conclusione, la Marvel tratta i creatori come spazzatura. Lo ha sempre fatto. Jack Kirby li ha citati in giudizio. Per due decenni. Gli eredi vogliono insabbiare la questione ora che hanno raggiunto un accordo, ma a Jack la cosa ha fatto venire la nausea. Steve Ditko ha citato in giudizio la Marvel. Non possono fare a meno di trattare i creatori di magia come spazzatura»* – Rob Liefeld

*secondo quanto riportato da Popverse

Chi è Rob Liefeld e perché la sua opinione pesa

Nel bene e nel male, Rob Liefeld è una delle figure più influenti e divisive della storia moderna del fumetto statunitense. Durante la sua permanenza in Marvel contribuì alla creazione di personaggi destinati a diventare icone come Deadpool, Cable e Domino, prima di lasciare la casa editrice all’inizio degli anni Novanta insieme ad autori del calibro di Todd McFarlane, Jim Lee, Marc Silvestri, Whilce Portacio e Jim Valentino per dare vita a Image Comics.

Nel corso della sua carriera ha inoltre lavorato su serie come X-Force, Deathstroke e Hawk and Dove, oltre ad aver creato franchise originali molto apprezzati dai lettori come Youngblood, Brigade e Supreme.

L’autobiografia cancellata e il successo di Youngblood

Negli ultimi mesi Liefeld ha fatto parlare di sé anche per un’altra decisione sorprendente: la cancellazione della sua autobiografia, un progetto che sembrava ormai vicino alla pubblicazione.

Perché guardare indietro quando si può vivere nel presente e guardare avanti?“, ha spiegato l’autore. Liefeld ha inoltre raccontato di essersi scusato con il proprio editore e di aver persino restituito l’anticipo ricevuto per il libro.

Nel frattempo continua il successo negli Stati Uniti di Youngblood, la sua creatura più celebre in casa Image. Recentemente la serie ha raggiunto il traguardo simbolico del numero 100 considerando tutte le incarnazioni pubblicate nel corso degli anni. Per celebrare l’evento sono state realizzate diverse copertine variant firmate da autori come Robert Kirkman, Erik Larsen, Marc Silvestri, Jim Valentino, Whilce Portacio, George Perez e lo stesso Liefeld, che ha distribuito alcune edizioni esclusive tramite il proprio sito e attraverso l’app WhatNot.

Una polemica destinata a far discutere

Il tema dei diritti degli autori e del riconoscimento del loro contributo creativo continua a essere uno degli argomenti più delicati dell’industria fumettistica americana. Le parole di Liefeld riaccendono ancora una volta il dibattito sul rapporto tra grandi editori e creatori, una discussione che accompagna il settore praticamente da sempre.

Resta da vedere se la Marvel risponderà alle accuse o se la questione si chiuderà con un aggiornamento dei crediti dell’omnibus. Nel frattempo, Rob Liefeld ha ribadito ancora una volta una posizione che porta avanti da anni e che, inevitabilmente, continua a dividere lettori e addetti ai lavori.

*Fonte del presente articolo: CBR.com

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