Connect with us

Fumetti

Hero Death Match: Superman Vs. Fantastici 4

Avatar photo

Pubblicato

il

Amici di PopCorNerd inauguriamo una nuova rubrica pensata appositamente per tutti gli amanti di fumetti, serie anime, film, serial televisivi e… videogiochi: Hero Death Match, lo spazio dove avvengono le battaglie più incredibili (e improbabili) tra i protagonisti e i beniamini di ogni fan.

A noi di PopCorNerd, se ancora non l’avete capito, piace viaggiare soprattutto con la fantasia: per questo, periodicamente immagineremo e proporremo scontri tra personaggi di fumetti, manga, serie animate e anime che difficilmente vedrete accadere!

Proprio come in un vero videogame picchiaduro arcade, invece di inserire la monetina nel vostro cabinato sedetevi comodi e cliccate su ‘Hero Death Match‘! E… credeteci; alcuni scontri che stiamo programmando sono davvero improbabili! Hulk Vs. Gatsu di Berserk? si può! Il Joker Vs. Terrifier? anche questo è possibile!

Il motivo? Semplice: siamo qui per divertirci, e speriamo che anche voi vi divertiate a leggere queste (folli) lotte!

Il match di oggi: Superman Vs. Fantastici 4

800 milioni sono il nuovo miliardo" Hollywood si sta adattando alla nuova realtà dopo i risultati di 'Superman' e 'Fantastici Quattro'

Cominciamo da due vere e proprie icone del fumetto americano, che negli ultimi mesi hanno fatto parlare molto di loro con i film a loro dedicati e usciti al cinema quest’estate: Superman e i Fantastici 4.

In effetti, un combattimento c’è già stato nelle sale di tutto il mondo, dove le pellicole “se le sono date” di santa ragione dando vita a un vero e proprio epico scontro d’incassi al botteghino tra DC (Superman) e Marvel (Fantastici 4).

Ma cosa succederebbe in caso di ipotetico duello tra l’Uomo d’Acciaio della DC e il Quartetto per eccellenza della Casa delle Idee?

A livello fumettistico l’Azzurrone e i F4 sono già stati protagonisti di un albo unico, uscito in Italia nel 2001, che ha presentato una storia in cui Superman assumeva il ruolo di araldo dorato di Galactus, mettendo alla prova la sua forza contro i Fantastici Quattro. Alla fine il tutto si è concluso con una (scontata) alleanza tra i supereroi delle due major di fumetti più famosa d’America.

L’incontro fumettistico tra Superman e i Fantastici 4

Ma nel caso di uno scontro che ha lo scopo di decretare un vincitore, chi avrebbe la meglio?

La “Prima Famiglia” della Marvel contro l’icona suprema della DC. Una squadra che incarna il valore dell’unione, contro l’uomo che da solo rappresenta la speranza di un intero pianeta. Chi vincerebbe?

Analizziamo i contendenti, i loro punti di forza e come potrebbe svolgersi questo duello che sa di… leggenda. La sfida sta per iniziare…

All’angolo destro del ring: Suuuuuuperman!

DC Comics annuncia una nuova serie a fumetti di Superman - Fumettologica

Nato su Krypton e cresciuto sulla Terra, Superman è il simbolo stesso del supereroe. Grazie all’amore della famiglia Kent, Kal-El ha imparato cosa significa essere un terrestre ed è divenuto il paladino e difensore del Pianeta da ogni minaccia.

Poteri principali: forza sovrumana, invulnerabilità, velocità supersonica, vista calorifica, raggi X, super-udito, respiro congelante.
Ricarica i suoi poteri attraverso l’energia solare in quanto il suo corpo è una batteria vivente alimentata dal Sole giallo, con un’energia pressoché infinita!

Con queste premesse, l’ago della bilancia sembra pendere a favore di colui che sulla Terra è stato ribattezzato l’Uomo d’Acciaio.

Ma attenzione: Superman non è privo di debolezze. Kryptonite e magia sono i suoi veri talloni d’Achille. Inoltre, privato della luce solare, potrebbe persino rischiare la vita! Chissà se i suoi avversari saranno in grado di sfruttare le sue debolezze.

5 motivi per cui Superman vincerebbe

  1. Supremazia a livello fisico: i Fantastici 4 non possono pareggiare la sua forza fisica.
  2. Super-velocità: Superman potrebbe neutralizzare i suoi avversari prima ancora che reagiscano.
  3. Invulnerabilità: Nonostante la forza di Ben Grimm (La Cosa), quest’ultimo non avrebbe reali possibilità di ferirlo.
  4. Sopravvivenza ad avversari invincibili: Superman ha affrontato nemici del calibro di Darkseid, Doomsday e Brainiac, forze della natura interplanetarie paragonabili a dei. I Fantastici 4 sono pur sempre umani.
  5. Resilienza infinita: alimentato dal Sole, l’eroe di Kripton non conosce fatica.

All’angolo sinistro del ring: I Fantastici 4!

I fumetti che dovete leggere per capire davvero la grandezza dei Fantastici 4

Durante un viaggio nello spazio i 4 astronauti Reed Richards, Ben Grimm, Susan e Johnny Storm vengono invasi da raggi cosmici che donano loro poteri mai visti.

Ora, ribattezzati Fantastici 4, gli eroi proteggono New York e la Terra da ogni tipo di minaccia proveniente da ogni angolo dell’Universo.

Reed Richards (Mr. Fantastic), leader e cervello del gruppo la cui elasticità fisica è secondaria solo rispetto alla sua mente, Sue Storm (Donna Invisibile), vero asso nella manica i cui campi di forza sono sia armi difensive che offensive devastanti, capaci di resistere ad attacchi cosmici e intrappolare persino esseri divini, Johnny Storm (Torcia Umana), impulsivo, irriverente e potentissimo le cui fiamme possono raggiungere temperature da supernova e, infine, Ben Grimm (La Cosa) il cuore della squadra dalla forza sovrumana, resistenza incredibile e un coraggio che sfida l’impossibile.

Un team, una famiglia, il principio dell’Universo Marvel: sono i Fantastici 4.

5 motivi per cui i Fantastici 4 potrebbero fermarlo

  1. Il genio scientifico di Reed: se esiste un punto debole, lui lo troverà.
  2. Gli scudi di Sue: i suoi campi di forza potrebbero contenere/imprigionare persino un kriptoniano.
  3. La strategia di squadra: uniscono poteri diversi in modo complementare.
  4. Disposti a vincere a qualsiasi costo: Johnny o Ben potrebbero rischiare tutto pur di guadagnare tempo.
  5. Sfruttare l’Empatia di Superman: il suo cuore nobile lo rende vulnerabile a manipolazioni tattiche.

L’epico scontro

In uno scontro improvviso e puramente fisico, Superman travolgerebbe i Fantastici 4: la sua forza, velocità e resistenza sono semplicemente di un altro livello. La Cosa non riuscirebbe a reggere più di qualche colpo, Johnny Storm non avrebbe abbastanza potenza per ferirlo, e anche i campi di forza di Sue Storm, per quanto incredibili, prima o poi cederebbero sotto la pressione di un essere che può frantumare pianeti.

L’intelletto di Reed Richards può mettere in difficoltà Superman?

Ma i Fantastici 4 non sono solo muscoli e poteri. Reed Richards è uno scienziato che ha affrontato Galactus e altre entità cosmiche, e con il tempo sufficiente potrebbe immaginare soluzioni mirate: schermare Superman dalle radiazioni solari, ricreare quelle rosse che lo indeboliscono… o spingersi oltre.

Una delle ipotesi più temibili sarebbe infatti quella di sfruttare la tecnologia per aprire un portale e spedirlo nella Zona Negativa. Non importa quanto sia forte Superman: se venisse intrappolato in quella dimensione, sarebbe costretto a combattere in un ambiente ostile e sconosciuto, terreno che Reed e i suoi conoscono meglio di chiunque altro.

Superman può essere intrappolato nella Zona Negativa?

In questo scenario, Sue diventerebbe la chiave: i suoi campi di forza terrebbero impegnato Superman abbastanza a lungo, mentre Reed attiva il portale.

I campi di forza di Susan Storm, danno filo da torcere anche a Superman!

Johnny e Ben avrebbero il compito di distrarlo, costringendolo a rimanere esposto. Una volta aperta la breccia, basterebbe un istante: Superman, sorpreso e spinto dalla forza combinata del team, verrebbe trascinato nella Zona Negativa.

Conclusione: chi vincerebbe davvero?

Alla fine, tutto si riduce a una domanda: può l’Uomo d’Acciaio resistere non solo alla forza, ma all’ingegno del Primo Supergruppo Marvel?

Sul piano della pura potenza, come abbiamo detto, Superman domina senza alcun dubbio. Nessun membro dei Fantastici 4, singolarmente, potrebbe mai sperare di sconfiggerlo.

Ma il vero potere dei F4 è l’unione. Reed, Sue, Ben e Johnny potrebbero resistere abbastanza a lungo e, grazie alla mente brillante di Mr. Fantastic, trovare una soluzione: confinare Superman nella Zona Negativa o sfruttare la Kryptonite per neutralizzarlo.

Il risultato più probabile? Come in ogni crossover che si rispetti, e come già accaduto nei fumetti, lo scontro finirebbe in un’alleanza. Superman e i Fantastici 4 non sono fatti per essere nemici, ma per combattere insieme contro minacce più grandi.

Detto ciò, anche se i Fantastici 4 potrebbero metterlo in seria difficoltà, difficilmente l’Azzurrone perderebbe lo scontro. La sua forza e la sua energia pressoché infinite alla lunga lo porterebbero a superare le difficoltà (anche a sfuggire dalla Zona Negativa) ad annientare gli avversari.

Vincitore del primo Hero Death Match: Superman!

Un Superman previdente agisce "Per il domani"

Cosa ne pensate di questo primo round di Hero Death Match?
Fatecelo sapere nei commenti e, soprattutto… diteci voi quali incontri/scontri vorreste vedere! Noi siamo pronti a valutare OGNI TIPO di folle idea… e metterla in pratica!

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Comics

Batman: Knightfall – L’esordio di Bane in una delle saghe DC più importanti di sempre

Batman: Knightfall è la storia che ha consacrato Bane come il più grande nemico moderno di Batman, mettendo in difficoltà il Cavaliere Oscuro come mai prima d’ora

Avatar photo

Pubblicato

il

Batman: Knightfall è probabilmente il momento più buio della storia di Bruce Wayne come Batman: un uomo spezzato fisicamente e psicologicamente da un nemico inarrestabile come Bane. Si tratta di un tassello fondamentale e drammatico per l’ Uomo Pipistrello che ha segnato la storia del personaggio ridefinendolo al contempo.

Pubblicata tra il 1993 e il 1994, la maxi-saga non è soltanto ricordata per l’iconica immagine di Bane che spezza la schiena a Batman, ma rappresenta uno degli eventi editoriali più importanti nella storia della DC Comics.

Con l’arrivo del nuovo adattamento animato dedicato a Knightfall, questa è probabilmente l’occasione migliore per recuperare una storia che continua ancora oggi a influenzare fumetti, film e videogiochi dedicati al Cavaliere Oscuro.

Il debutto di Bane ha cambiato per sempre Batman

Prima di Knightfall, Bane era un volto completamente nuovo per i lettori.

Introdotto nello speciale Batman: Vengeance of Bane scritto da Chuck Dixon e disegnato da Graham Nolan, Eduardo Barreto e Adrienne Roy, il personaggio nasce nella terribile prigione di Peña Duro, a Santa Prisca, dove è costretto a scontare la pena della madre fin dalla nascita. In quel luogo infernale trasforma la propria esistenza in un percorso di disciplina assoluta, studiando, allenandosi e diventando un combattente e uno stratega fuori dal comune. Quando scopre l’esistenza di Batman, decide che sarà lui il suo avversario definitivo.

La vera vittoria di Bane è stata la sua strategia

La grandezza di Knightfall non risiede nella celebre scena in cui Batman viene sconfitto: prima di arrivare allo scontro finale, Bane mette in atto uno dei piani più intelligenti mai concepiti da un villain del Cavaliere Oscuro.

Libera tutti i detenuti dell’ Arkham Asylum, costringendo Bruce Wayne a una lunga e massacrante caccia ai criminali della città. Per giorni Batman combatte senza sosta Joker, Spaventapasseri, Due Facce e decine di altri nemici, arrivando allo stremo delle forze. Solo allora Bane decide di colpire.

L’ingresso a Villa Wayne, Alfred messo fuori combattimento e il successivo scontro nella Batcaverna sono il culmine di un piano studiato nei minimi dettagli. Quando Bruce viene piegato sul ginocchio del suo avversario, Bane non sta semplicemente vincendo una battaglia fisica: sta dimostrando di aver sconfitto Batman prima ancora dell’ inizio del combattimento vero e proprio.

Il momento più iconico di Bane ha creato anche un enorme equivoco

Eppure proprio quella scena, Bane che spezza la schiena al Cavaliere Oscuro, diventata una delle immagini più famose nella storia dei fumetti, ha finito per alimentare un fraintendimento che accompagna il personaggio ancora oggi.

Durante lo scontro finale Bane utilizza il Venom, lasciando l’impressione che il suo trionfo dipenda soprattutto dal potenziamento chimico. Ma chi ha letto Vengeance of Bane sa bene che non è così.

La sua intelligenza tattica, la preparazione fisica e la disciplina sono ciò che lo rende realmente pericoloso. Il Venom è soltanto un amplificatore.

Questa sottile differenza, però, è andata progressivamente perduta, tanto che per molti spettatori che conoscono il personaggio solo attraverso film e serie animate, Bane è diventato semplicemente “il gigante dopato che rompe la schiena a Batman“.

Azrael: protagonista dimenticato della saga

Se Bane è il motore dell’intera vicenda, Jean-Paul Valley, meglio conosciuto come Azrael, rappresenta forse l’eredità più importante lasciata da Knightfall.

Dopo la sconfitta di Bruce Wayne è infatti lui a raccogliere il mantello del Pipistrello.

Il suo Batman, però, è molto diverso da quello che i lettori conoscono: più violento, spietato e ossessionato dal controllo. La sua progressiva trasformazione dimostra quanto sia difficile essere Batman senza possedere il senso morale di Bruce Wayne.

La caduta di Azrael porterà infine al ritorno del vero Cavaliere Oscuro e contribuirà anche a consolidare definitivamente la Bat-Family moderna, con personaggi come Robin, Nightwing e Oracle sempre più centrali nelle storie di Gotham.

Una saga che ha cambiato la DC Comics

L’impatto di Knightfall va ben oltre la semplice sconfitta di Batman.

La saga ha dato vita a tre grandi capitoli (Knightfall, Knightquest e KnightsEnd), ha ridefinito il ruolo della Bat-Family e ha dimostrato che perfino Bruce Wayne poteva essere sconfitto.

Molti eventi successivi della storia editoriale di Batman, da No Man’s Land fino a War Games, nascono proprio dalle conseguenze di quanto accaduto durante questa saga.

Perché gli adattamenti non hanno mai reso giustizia a Knightfall

Nel corso degli anni diversi film hanno preso ispirazione da questa storia, ma nessuno ne ha mai raccontato davvero l’intera complessità.

Il primo Bane cinematografico, visto in Batman & Robin (1997), venne trasformato in un semplice scagnozzo privo dell’intelligenza strategica che caratterizza il personaggio nei fumetti.

Anche Il cavaliere oscuro – Il ritorno di Christopher Nolan riprende molti elementi di Knightfall e propone probabilmente la migliore versione live-action di Bane grazie all’interpretazione di Tom Hardy. Tuttavia, il tono realistico della trilogia sacrifica diversi aspetti fondamentali della storia originale, dalle origini del villain fino al ruolo cruciale di Azrael, completamente assente.

Persino le versioni animate hanno privilegiato uno solo degli aspetti del personaggio, senza riuscire a fondere davvero la sua forza fisica con la straordinaria mente tattica che lo rende uno degli avversari più pericolosi del Cavaliere Oscuro.

Perché dovresti recuperare Knightfall oggi

A oltre trent’anni dalla sua pubblicazione, Batman: Knightfall continua a essere una lettura imprescindibile per ogni appassionato del Cavaliere Oscuro perchè non è soltanto la storia in cui Batman viene sconfitto, ma è il racconto della sua rinascita, della nascita di uno dei villain più iconici della DC e dell’evoluzione della Bat-Family moderna.

Soprattutto è la dimostrazione che Bane non è mai stato soltanto un uomo reso invincibile dal Venom: è un genio strategico che è riuscito dove Joker, Due Facce e Ra’s al Ghul avevano sempre fallito.

Se il nuovo adattamento animato di Warner Bros riuscirà finalmente a riportare sullo schermo tutti gli elementi che hanno reso questa saga leggendaria, potrebbe essere la prima vera occasione per vedere Knightfall rappresentato nella sua interezza. Fino ad allora, il consiglio è uno solo: recuperate il fumetto originale. Ancora oggi resta una delle migliori storie di Batman mai scritte.

*Fonte del presente articolo: CBR.com ; CBR.com

Continua a leggere

Fumetti

La storia di Caravaggio secondo Ken Mora nel graphic novel pubblicato da Zen Comics

Abbiamo intervistato Ken Mora, autore di Caravaggio: A Light Before The Darkness, fumetto edito da Zen Comics che si concentra sulla turbolenta vita privata del famoso pittore cinquecentesco

Avatar photo

Pubblicato

il

Da

La vita di Michelangelo Merisi è stata caratterizzata da luci e ombre. Nonostante l’indiscutibile talento di colui che si fece chiamare Caravaggio, l’artista è conosciuto anche per la sua vita privata e per il suo carattere tutt’altro che mite.

Forse anche per questo, le vicende che hanno segnato l’esistenza di Caravaggio affascinano da sempre artisti e autori della Nona Arte, che negli anni gli hanno dedicato numerose opere.

Tra questi c’è anche Ken Mora, figura estremamente versatile nel mondo del cinema e dell’animazione, noto per essere sceneggiatore, regista, produttore e doppiatore statunitense. C’è stato però un momento in cui Ken ha deciso di avvicinarsi al fumetto, scegliendo di raccontare le turbolente vicende del pittore di origine lombarda nella graphic novel A Light Before The Darkness (pubblicata in Italia con il semplice titolo Caravaggio), realizzata insieme al disegnatore filippino Cyrus Mesarcia e con i colori della napoletana Francesca D’Aniello.

Dalla mente di Ken è nata un’opera acclamata dalla critica, capace di analizzare la vita di Merisi da un punto di vista originale, offrendo una visione personale di quello che è stato Caravaggio non solo come artista, ma soprattutto come uomo.

Grazie a Zen Comics, che ha portato l’opera in Italia, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Ken Mora. Quello che segue è il resoconto della nostra intervista.


Intervista a Ken Mora: luci e ombre della vita di Caravaggio

Buongiorno Ken e benvenuto su PopCornerd. Grazie ancora per il tuo tempo.

In A Light Before The Darkness la storia di Caravaggio non inizia dalle sue origini, come accade in molte opere dedicate all’artista, ma ci catapulta direttamente nel vivo dell’azione, dando per acquisite alcune situazioni e alcuni personaggi. Come mai hai scelto questa struttura narrativa invece di partire dalla nascita o dalla formazione di Caravaggio come artista?

Ken Mora – Ci sono due ragioni. La prima riguarda i limiti del medium del graphic novel e le aspettative dei suoi lettori. La seconda è legata alla volontà di affrontare le motivazioni di un artista tanto imprevedibile e i numerosi enigmi che circondano la scarsità di documentazione e le deliberatamente distorte ricostruzioni di alcuni momenti cruciali della sua vita, elementi che rendono la sua biografia così affascinante. Una biografia coinvolgente non solo per gli intrighi personali, ma anche per la sua influenza trasformativa sulla società dell’epoca della Controriforma.

Caravaggio ha avuto una vita estremamente travagliata, ma nel fumetto hai deciso di concentrarti soprattutto sull’uomo più che sull’artista. Ti affascinava maggiormente esplorare il suo lato più intimo oppure ritenevi che fosse la prospettiva migliore per raccontare la storia che avevi in mente?

Ken Mora – Il tumulto, l’azione e il dramma della sua vita personale rappresentavano la metafora perfetta della trasformazione e del conflitto della Riforma e della Controriforma, della repressione, del desiderio nascosto di essere accettati e, infine, dell’incompatibilità tra le pratiche corrotte della Chiesa e la ricerca di accettazione attraverso la fede. Era questa la storia più ampia che desideravo raccontare in modo simbolico attraverso le avventure viscerali dell’artista.

Nel tuo fumetto il rapporto tra Caravaggio e Mario Minniti viene rappresentato come una vera e propria storia d’amore, una scelta narrativa che va oltre la semplice collaborazione artistica descritta da molte fonti. Da dove nasce questa interpretazione e quali elementi storici o personali ti hanno spinto a svilupparla in questo modo?

Ken Mora – In origine avevo immaginato di raccontare tre fasi dell’evoluzione personale di Caravaggio, sia dal punto di vista artistico sia nella sua lotta con la politica e con la propria natura violenta, mettendo in scena le relazioni con tre diversi amanti, uno per ciascuna fase e luogo: Roma, Napoli e Malta. Tuttavia, il tema finiva per diventare confuso e le vicende di Minniti e dei modelli delle altre epoche distraevano dall’arco di trasformazione dello stesso Caravaggio. Così ho dovuto prendere la decisione editoriale di fondere tutti questi personaggi in un’unica figura, Mario, al quale non ho attribuito alcun cognome, sebbene sia modellato in gran parte sul rapporto tra Minniti e Caravaggio a Roma, come modello e musa.

All’inizio del secondo volume Caravaggio ha un breve scambio di battute con il capitano della nave, un personaggio che sembra avere una certa somiglianza con te. È curioso che sia proprio lui a convincere l’artista a sbarcare a Malta, una tappa fondamentale della sua vita. Prima di tutto: quel capitano è davvero ispirato alle tue sembianze? E, se sì, come mai hai scelto di inserirti proprio in quel momento della storia?

Ken Mora – Malta è sempre stata la destinazione di Caravaggio, ed è proprio l’Ordine “più elevato perfino di quello dello stesso D’Arpino“, introdotto nel capitolo precedente. Il capitano era un personaggio incidentale, pensato per offrire un consiglio metaforico: Caravaggio avrebbe dovuto abbandonare alcune delle sue cattive abitudini, per quanto redditizie, altrimenti esse avrebbero continuato a inseguirlo ovunque fosse fuggito. Soprattutto se il passare da un pericolo all’altro fosse stato estenuante quanto un viaggio per mare capace di farlo ammalare.

A Light Before The Darkness è stata la tua prima sceneggiatura per un fumetto e, fin da subito, ha ottenuto importanti riconoscimenti nel panorama delle graphic novel indipendenti. Ti aspettavi un’accoglienza così calorosa? E che effetto ti ha fatto vedere il tuo primo lavoro premiato in questo modo?

Ken Mora – È stato estremamente gratificante. In precedenza, quando era ancora una sceneggiatura cinematografica, aveva già ricevuto alcuni riconoscimenti e persino un’opzione per il cinema molti anni prima, arrivando perfino sulla scrivania del manager di Johnny Depp per una possibile interpretazione del ruolo principale nel 2005.

Ma questo non garantiva affatto che il suo adattamento a fumetti avrebbe funzionato altrettanto bene.

Per questo devo un enorme debito di gratitudine al grande Neal Adams, il cui lavoro riportò Batman fuori dall’era del kitsch televisivo per bambini degli anni Sessanta, elevò Green Lantern/Green Arrow e contribuì a rilanciare anche il franchise di Superman.

Non voglio esagerare definendo il nostro rapporto “stretto”, perché Neal era incredibilmente generoso nel condividere con chiunque fosse disposto ad ascoltarlo la sua schiettezza, la sua sincerità e la sua esperienza, oltre ai suoi affascinanti racconti sul funzionamento interno dell’industria del fumetto.

Lo incontrai al San Diego Comic-Con e trovai il coraggio di avvicinarlo per chiedergli quanto avrebbe chiesto per adattare la mia sceneggiatura. Con grande disponibilità mi disse che non avrei mai potuto permettermelo e, subito dopo, mi regalò una vera e propria masterclass di venti minuti su come un autore indipendente avrebbe potuto affrontare il suo primo adattamento a fumetti.

Poi mi diede l’indirizzo e-mail di suo figlio, che era anche il suo manager, e da lì iniziò una corrispondenza che, con il tempo, mi portò persino a scrivere direttamente al suo indirizzo personale. Racconto gran parte di questa storia nei contenuti extra dell’edizione britannica pubblicata dalla casa editrice Markosia appena sei mesi dopo la mia autoproduzione, avvenuta seguendo proprio i consigli di Neal. È un percorso che condivido con chiunque me lo chieda, come tributo alla generosità del mio grande mentore, che oggi non c’è più.

Cover del secondo volume dell’edizione italiana Zen Comics

Considerando la tua esperienza anche nel mondo dell’animazione, ti piacerebbe vedere A Light Before The Darkness adattato in un film o in una serie animata? Come immagini potrebbe essere trasposto sullo schermo?

Ken Mora – Conservo ancora la sceneggiatura originale. Inoltre ho accumulato abbastanza appunti per sviluppare un’intera miniserie, che è la direzione presa oggi da molti racconti epici. Ci sono temi che ho potuto soltanto sfiorare: la peste e il suo impatto sulla fede e sui fedeli; l’attività militare della Chiesa come ultimo nucleo sopravvissuto dell’Impero Romano; il paradosso della guerra e della conquista come veicoli degli ideali di amore e pacifismo; l’ottica e la scienza nella ricerca della verità, insieme alla segretezza e al potere custoditi nelle corporazioni artistiche; e l’arte come canale diplomatico alternativo tra le fazioni “in guerra” del Cristianesimo.

C’è poi l’influenza delle idee buddhiste e confuciane provenienti dall’Asia, giunte quasi di nascosto insieme alle loro teorie sulla luce e sulla composizione: splendide, enigmatiche e affascinanti metafore della lotta, dell’ipocrisia, della chiarezza e dell’illuminazione, trattenute e imprigionate nell’eterno ciclo di decadenza e rinascita, trasmesse attraverso il simbolismo e le società segrete alle generazioni successive affinché potessero ricostruire ciò che era stato represso e cancellato secoli prima.

Un adattamento animato? Immagina ogni scena costruita fino a culminare nel tenebrismo, nell’astrazione, nell’espressionismo. Il potenziale sarebbe enorme. Forse, un giorno.

Ultima domanda: dopo l’esperienza di A Light Before The Darkness, ti piacerebbe realizzare un’opera simile dedicata a un altro grande artista della storia, non necessariamente italiano? Se sì, c’è qualcuno che ti affascina particolarmente?

Ken Mora – Forse ci sarebbe una storia che meriterebbe di essere esplorata nella biografia di René Descartes, filosofo, matematico, uomo di Stato e mercenario. È un progetto sul quale torno a fare ricerche di tanto in tanto, cercando di trovare un punto di vista che riesca a coniugare intrattenimento e riflessione.

Grazie ancora a Ken Mora per averci concesso questa intervista.

Rinnoviamo lo speciale ringraziamento a Zen Comics che ci ha messo in contatto con l’autore statunitense e che ha portato in Italia i due volumi che compongono la graphic novel di Caravaggio. Oltre che nel formato fisico Caravaggio vol. 1 – Chiaro e Caravaggio vol. 2 – Scuro sono disponibili per l’acquisto sull’applicazione digitale Koomy.it a questo link.


Ken Mora: Biografia*

Ken Mora è il visionario creatore di Caravaggio: A Light Before The Darkness, l’acclamata graphic novel biografica del maestro barocco Caravaggio. In qualità di stimato editore di graphic novel, Mora continua ad ampliare il suo raggio d’azione, portando avvincenti fumetti serializzati a un pubblico internazionale. Distribuito in inglese in tutto il mondo da Markosia (giugno 2019) e in italiano da Fumetti Collettivo Zen / Zen Comics (maggio 2025).

Il percorso creativo di Mora, radicato in una passione di lunga data per i fumetti e il cinema, si è evoluto in una dinamica carriera nell’editoria, nella scrittura e nell’animazione. La sua dedizione alla narrazione artistica gli è valsa prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio per il miglior fumetto digitale al New Media Film Festival (2022), l‘Independent Press Award (2020) e lo Screencraft Cinematic Book Award (2019).

In ambito cinematografico, dopo che la sua sceneggiatura di Caravaggio è stata opzionata, Mora ha adattato la sua seconda sceneggiatura pluripremiata nei cortometraggi d’animazione Magnum Farce: Along Came A Sniper e A Shot In The Park. Questi progetti hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Miglior Parodia all’Action On Film (2009), Primo Premio nella categoria Cortometraggi d’Animazione all’Indie Gathering (2009) e Premio del Pubblico per la Miglior Animazione al Cinema City International Film Festival (2009).

Attualmente, Mora sta sviluppando due nuove graphic novel: Caged Birds (pubblicata a puntate dal 2020) e Ms. Valkyrie, entrambe basate sulle sue sceneggiature pluripremiate. Collabora inoltre attivamente con una rete globale di creatori indipendenti, contribuendo come produttore, attore ed editore. Tra i suoi crediti di produzione figurano la produzione esecutiva di Adventures in Plymptoons (2011), la coproduzione di Autumn of Route 66 (2013) e la consulenza per la sceneggiatura di Townies (2009).

Come doppiatore, Mora ha prestato il suo talento a produzioni animate di lungometraggio, tra cui The Full Fungus (2025) di Jim Lujan, Slide (2024) di Bill Plympton e Revengeance (2016) di Bill Plympton e Jim Lujan.

*estratto dal sito ufficiale di Ken Mora
Continua a leggere

Fumetti

Sir Ian Livingstone verrà premiato con il Romics d’Oro alla 37° edizione del Romics

Sir Ian Livingstone, autore, game designer e imprenditore, nonché tra i protagonisti della nascita del gioco di ruolo e del libro-game moderno, sarà premiato con il Romics d’Oro della 37^ edizione

Avatar photo

Pubblicato

il

Sir Ian Livingstone, Romics d’Oro della 37^ edizione

Autore, game designer e imprenditore, tra i protagonisti della nascita del gioco di ruolo e del libro-game moderno, insignito del Romics d’Oro.

Sir Ian Livingstone, tra le figure più influenti nella storia del gioco e dell’intrattenimento interattivo, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma.

Co-fondatore di Games Workshop nel 1975 insieme a Steve Jackson, Livingstone ha contribuito alla diffusione del gioco di ruolo in Europa, portando Dungeons & Dragons nel Regno Unito e dando vita a realtà come WarhammerWhite Dwarf e Citadel Miniatures, destinate a diventare punti di riferimento nel panorama del gioco da tavolo.

Nel 1982 ha rivoluzionato il mondo dei libri-game con The Warlock of Firetop Mountain, primo volume della leggendaria collana Fighting Fantasy, che ha venduto oltre 21 milioni di copie nel mondo. Autore di alcuni dei titoli più celebri della serie, tra cui Deathtrap DungeonCity of Thieves e Freeway Fighter, continua ancora oggi a innovare la narrazione interattiva. Proprio Freeway Fighter diventerà nel 2027 il primo Fighting Fantasy adattato come “Smart Book” in realtà aumentata, un formato che unisce libro cartaceo e tecnologia AR.

Dopo l’esperienza in Games Workshop è stato tra i protagonisti della nascita di Eidos Interactive, contribuendo al lancio di franchise che hanno fatto la storia dei videogiochi, come Tomb RaiderHitman e Deus Ex.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il BAFTA Special Award, l’ingresso nella UK Video Games Hall of Fame e, nel 2022, la nomina a Cavaliere della Corona Britannica per il suo contributo all’industria dei videogiochi.

In occasione della 37^ edizione di Romics, Ian Livingstone incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera, ripercorrendo le tappe di un percorso che ha contribuito a trasformare il mondo del gioco, dai libri-game ai videogiochi, fino alle più recenti sperimentazioni nel campo della narrazione interattiva. Un’occasione unica per incontrare uno dei grandi protagonisti che hanno definito l’immaginario ludico contemporaneo e continuano ancora oggi a ispirare autori, sviluppatori e appassionati in tutto il mondo.

La partecipazione di Sir Ian Livingstone è resa possibile grazie alla collaborazione con Structura.

*Ringraziamo gli uffici stampa Romics per la condivisione del comunicato di cui sopra 

Continua a leggere

In evidenza

Copyright © 2026 Popcornerd by Viaggipop | Designed & Developed by Webbo.eu