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Torino Comics: dal 17 aprile al 28 giugno la mostra a Collegno su Milo Manara
Al via dal 17 aprile sino al 28 giugno la mostra su Milo Manara, esposta alla Certosa di Collegno, che sarà ospite d’onore a Torino Comics dal 30 maggio al 1° giugno
L’Associazione culturale Torino Comics presenta la mostra dedicata a Milo Manara, uno dei grandi maestri del fumetto internazionale.
“Manara e l’arte del racconto: letteratura, cinema e storia” alla Certosa Reale di Collegno dal 17 aprile al 28 giugno. L’autore sarà inoltre ospite d’onore a Torino Comics dal 30 maggio al 1° giugno.
È stata inaugurata il 17 aprile nella Sala delle Arti del Parco Generale Dalla Chiesa di Collegno Manara e l’arte del racconto: letteratura, cinema e storia, la mostra dedicata a Milo Manara, uno dei grandi maestri del fumetto internazionale, main guest della trentesima edizione di Torino Comics, in programma dal 30 maggio al 1° giugno alla Certosa Reale e al Parco Generale Dalla Chiesa.
L’esposizione, aperta fino al 28 giugno e organizzata dall’Associazione culturale Torino Comics con il contributo e il patrocinio del Comune di Collegno, in collaborazione con Comicon, Rete Italiana Festival del Fumetto, Visiona Società Cooperativa e Associazione Antidoto Felice, propone un ampio percorso attraverso l’opera dell’autore, mettendo in luce la sua capacità di dialogare con i grandi patrimoni della cultura e di rielaborarli in una forma narrativa unica, riconoscibile e profondamente contemporanea.
“Ospitare a Collegno una mostra dedicata a Milo Manara significa accogliere uno dei protagonisti assoluti della storia del fumetto internazionale, un autore che ha saputo trasformare il disegno in un linguaggio narrativo capace di parlare a generazioni diverse e di attraversare mondi culturali lontani tra loro – commenta il Sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone -. Come Città di Collegno siamo orgogliosi di sostenere questa iniziativa, realizzata con l’Associazione culturale Torino Comics: crediamo che portare qui l’opera di Manara significhi offrire al nostro territorio un’esperienza culturale di altissimo livello, capace di stimolare sguardi nuovi e di avvicinare il pubblico all’arte del fumetto come forma espressiva matura, raccontando il mondo con una matita e un’immaginazione inesauribile.”
“Questa mostra dedicata a Milo Manara rappresenta per Collegno non solo un appuntamento espositivo di grande prestigio, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo che le arti visive e il fumetto svolgono oggi nella costruzione del nostro immaginario collettivo. Il lavoro di Manara, con la sua capacità di attraversare linguaggi e discipline, ci ricorda che la cultura è un territorio vivo, in cui il dialogo tra passato e presente genera continuamente nuove forme di racconto – aggiunge l’Assessora alla Cultura Clara Bertolo -. Abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché crediamo che la Sala delle Arti debba essere uno spazio aperto, capace di ospitare linguaggi diversi e di offrire al pubblico strumenti per leggere la complessità del nostro tempo”.
Attraverso una selezione di oltre 50 tra tavole originali, riproduzioni, storyboard, documenti e materiali rari, la mostra restituisce al pubblico la complessità del lavoro di Manara, evidenziandone la precisione del tratto, la costruzione compositiva e la profondità della ricerca iconografica e narrativa. Le opere esposte, in formati che variano dai 50×70 ai 70×100 cm, permettono di cogliere da vicino la cura del dettaglio e la forza espressiva che hanno reso Manara uno degli autori più riconoscibili del fumetto contemporaneo.
Il percorso espositivo si articola lungo alcune direttrici fondamentali del suo lavoro: il rapporto con letteratura e cinema, la rilettura della storia e l’interpretazione della cultura contemporanea. In questo dialogo continuo tra linguaggi, opere come Viaggio a Tulum e Il viaggio di G. Mastorna testimoniano il sodalizio artistico con Federico Fellini, mentre i cicli dedicati a Caravaggio e I Borgia mostrano la capacità di tradurre eventi e figure storiche in narrazione visiva, con un equilibrio tra rigore e interpretazione.
Accanto a questi lavori, trovano spazio ritratti e illustrazioni dedicate a protagonisti della musica, del cinema e della cultura, che restituiscono il ruolo di Manara come interprete e osservatore del panorama culturale internazionale. La mostra si configura così come un viaggio nell’arte del racconto a fumetti, capace di attraversare epoche, immaginari e linguaggi diversi.
Non manca un bookshop, all’interno del quale è possibile acquistare le opere del maestro, litografie, poster autografati e merchandising a tema. L’ingresso alla mostra costa €9. Prevendite online su ticketone.it.
Manara e l’arte del racconto: letteratura, cinema e storia
Dal 17 aprile al 28 giugno
Sala delle Arti – Parco Generale Dalla Chiesa
via Torino 7, 10093 – COLLEGNO (TO)
orari di apertura
dal martedì al venerdì: dalle 15 alle 19
sabato e domenica: dalle 10 alle 19
lunedì chiuso
Milo Manara
Nato a Luson nel 1945, Milo Manara attraversa oltre cinquant’anni di storia del fumetto, dagli esordi alla fine degli anni Sessanta fino al successo internazionale. Dopo le prime esperienze su riviste e collaborazioni con autori come Alfredo Castelli e Mario Gomboli, è negli anni Settanta che approda al fumetto d’autore con opere come Lo Scimmiotto e Alessio, il borghese rivoluzionario.
Nel 1978 crea Giuseppe Bergman, primo grande successo, mentre negli anni Ottanta raggiunge la notorietà mondiale con Il Gioco e dà vita a personaggi iconici come Miele. Nel corso della sua carriera collabora con Hugo Pratt e con Federico Fellini, con cui realizza due celebri storie a fumetti, e sviluppa un percorso che attraversa letteratura, storia dell’arte e cultura contemporanea.
Accanto alla produzione europea, Manara ha lavorato anche con il fumetto internazionale, collaborando con Marvel Comics e DC Comics, e negli ultimi anni ha proseguito la sua ricerca con opere dedicate a Caravaggio e con l’adattamento a fumetti de Il nome della rosa di Umberto Eco. È attualmente al lavoro su un nuovo progetto legato alla serie Sin City di Frank Miller, a conferma di una traiettoria artistica ancora in evoluzione.
Eventi
GOLDRAKE: L’icona pop degli anni ‘80 diventa un puzzle
Puzzle di Goldrake: l’icona pop degli anni ’80 protagonista del 20° Torneo Online di Puzzle, con i nuovi puzzle Ravensburger e DeAPlaneta.

In occasione dell’uscita dei nuovi puzzle nati dalla collaborazione
tra DeAPlaneta Entertainment e Ravensburger
il Puzzle di Goldrake sarà il protagonista
del 20° Torneo Online di Puzzle organizzato
dall’Associazione Italiana Puzzle

L’iconico Goldrake arriva anche in versione puzzle con una nuova, attesa proposta nata dalla collaborazione tra DeAPlaneta Entertainment e Ravensburger, pensata per tutti gli appassionati del robot che ha conquistato l’immaginario di intere generazioni. I due puzzle, disponibili nei formati da 500 e 1.000 pezzi, faranno parte di “80s Mania”, la collezione Ravensburger che celebra i cartoni animati e i personaggi più amati degli anni Ottanta.
I due soggetti scelti per la collezione sono illustrazioni di forte impatto, capaci di restituire tutta l’energia e l’estetica inconfondibile di Goldrake e del suo universo. Creato da Go Nagai nel 1975, Goldrake è stato uno dei titoli che hanno contribuito a introdurre l’animazione giapponese al pubblico occidentale, diventando negli anni un cult di intere generazioni. Le immagini del puzzle si ispirano proprio alla serie classica UFO Robot Grendizer, arrivata in Italia nel 1978 e capace di trasformare Goldrake in uno dei protagonisti più celebri della storia dell’animazione televisiva. Il puzzle sarà un modo per ritrovare, pezzo dopo pezzo, un personaggio che continua a parlare a un pubblico sempre nuovo e che, a quasi cinquant’anni dal suo debutto in Italia, conserva intatta la sua forza immaginifica.

A portare Goldrake anche nel mondo delle competizioni sarà l’Associazione Italiana Puzzle, che organizzerà il 20° Torneo Online di Puzzle che vedrà protagonista proprio l’iconico robot. Un’occasione per scoprire il lato più contemporaneo di una passione che continua a coinvolgere generazioni diverse e che, grazie alla dimensione digitale, mostra nuove forme di partecipazione e di confronto all’interno del fenomeno sempre più diffuso del puzzling.
La partecipazione è aperta a tutti gli interessati, con i seguenti appuntamenti in programma:
10 ottobre – ore 21.00 Le iscrizioni sono già aperte e disponibili qui https://ojpc.eu/it/events.
Sarà una sfida contro il tempo per ricomporre, insieme, uno dei simboli più riconoscibili dell’immaginario pop degli anni ’80. Un’esperienza pensata non solo per gli appassionati di puzzle ma anche per chi ama l’iconica icona anni 80.
Grazie alla collaborazione con Ravensburger, DeAPlaneta Entertainment rafforza la strategia di sviluppo licensing del brand Goldrake. L’uscita dei puzzle si inserisce infatti nel quadro dell’alleanza strategica tra DeAPlaneta Entertainment e Mangouste Anim, in base alla quale DeAPlaneta gestisce i diritti di licensing della serie in territori chiave quali Italia, Spagna, America Latina, Nord America, Francia e Germania.
*Ringraziamo l’ufficio stampa DeAPlaneta Entertainment e Ravensburger per la condivisione del comunicato di cui sopra
Comicon e Fiere
San Diego Comic-Con Málaga 2026: Incontri leggendari nell’ultima giornata
Una seconda edizione del San Diego Comic-Con Málaga 2026 che chiude con lo sci-fi e il fantasy, tra Starship Troopers e Il signore degli Anelli ma non solo…

Si chiude oggi la seconda edizione di San Diego Comic-Con® Málaga 2026, che anche nell’ultima giornata ha accolto migliaia di fan fin dalle prime ore del mattino, regalando alcuni dei momenti più autentici e memorabili dello spirito Comic-Con. Nemmeno la pioggia, che ha minacciato la manifestazione per alcune ore, è riuscita a spegnere l’entusiasmo del pubblico accorso a celebrare uno dei più importanti appuntamenti europei dedicati all’intrattenimento e alla cultura pop, ormai stabilmente legato alla città di Málaga, con il sostegno del Programma Feder Andalucía 2021-2027 e della Junta de Andalucía.
Tra gli appuntamenti più attesi della giornata, gli incontri nel Hall M con Elijah Wood e Sean Astin, gli indimenticabili Frodo e Sam de Il Signore degli Anelli, e la reunion del cast di Starship Troopers con Casper Van Dien, Denise Richards, Dina Meyer, Michael Ironside e Jake Busey hanno acceso la nostalgia del pubblico, dimostrando ancora una volta come alcune storie riescano a rimanere parte dell’immaginario collettivo per generazioni.
«Voi siete parte di questa esperienza. La mantenete viva con le vostre firme, le vostre foto e guardando i film», ha dichiarato Sean Astin.

MÁLAGA, UNA NUOVA TAPPA NEL VIAGGIO DI FRODO E SAM
In un incontro ricco di humour, ricordi ed emozioni, Elijah Wood e Sean Astin hanno ripercorso gli anni trascorsi sul set de Il Signore degli Anelli, scherzando anche sulle 54 cadute di Frodo durante la trilogia.
«In realtà non cade, rimbalza», ha ironizzato Astin, conquistando il pubblico anche grazie ai suoi numerosi tentativi di parlare in spagnolo nel corso dell’incontro.
Non è mancato un momento dedicato ai ricordi più personali legati a una saga che ha segnato profondamente la vita dei due attori.
«Siamo cresciuti con la saga. Io avevo 19 anni quando abbiamo iniziato a girare», ha raccontato Elijah Wood.

Anni di convivenza e di lavoro sul set hanno contribuito a creare tra gli interpreti un rapporto che ha saputo resistere al passare del tempo.
Una domanda del pubblico ha portato la conversazione su un terreno ancora più emozionante: per molte persone Il Signore degli Anelli è diventato un luogo sicuro, una storia a cui tornare nei momenti difficili.
«Questo torna anche a noi. È uno scambio bellissimo», ha spiegato Elijah Wood. Sean Astin ha quindi risposto in spagnolo: «È il senso dell’arte», suscitando una lunga ovazione.
E, proprio come hanno insegnato Frodo e Sam, ogni viaggio porta con sé nuovi incontri e nuove amicizie. È successo anche a Gimli, interpretato da John Rhys-Davies, che nelle prime ore della mattina ha visitato l’esposizione dedicata a Il Signore degli Anelli del pittore sivigliano Rubén Belloso.
L’attore ha potuto ammirare le opere esposte, incontrare l’artista e firmare una delle tele raffiguranti Gimli, il personaggio che ha interpretato nella celebre trilogia.
DALLA TERRA DI MEZZO ALLA GALASSIA

Dal fantasy alla fantascienza. Il cast di Starship Troopers – Casper Van Dien, Denise Richards, Dina Meyer, Michael Ironside e Jake Busey – ha conquistato il pubblico del Hall M, confermandosi tra gli ospiti più attesi di questa edizione.
Di fronte a migliaia di fan, gli attori hanno ricordato i provini, la sintonia nata sul set e la sorprendente evoluzione di un film che, a distanza di quasi trent’anni, è diventato un vero e proprio titolo di culto.
«Non avremmo mai pensato che quasi 30 anni dopo avremmo continuato a parlare di questo film e a condividere un momento come questo con voi», ha raccontato Dina Meyer.
Casper Van Dien ha inoltre vestito i panni di moderatore, scendendo tra il pubblico con il microfono e lasciando direttamente ai fan la possibilità di porre le proprie domande.
«Siete voi a tenerci uniti alla fantascienza e alla cultura geek», ha sottolineato l’attore.
DA CAPTAIN TSUBASA AL PRIMO INCONTRO IN EUROPA DEGLI AUTORI DI BIBLIOMANIA

Tra gli appuntamenti dedicati al mondo dell’animazione e del manga, Yōichi Takahashi, creatore di Captain Tsubasa, la serie che in Italia e in Spagna ha conquistato intere generazioni – conosciuta in Spagna come Campeones: Oliver y Benji – ha raccontato al pubblico il processo creativo e la passione che hanno trasformato il calcio protagonista della sua opera in un fenomeno internazionale e intergenerazionale.
San Diego Comic-Con Málaga è stata inoltre scelta da Macchiro e Obaru, autori del manga Bibliomania, per la loro prima visita in Europa.
Il disegnatore e illustratore e lo sceneggiatore dell’opera, caratterizzata da atmosfere dark fantasy e suspense psicologica, hanno incontrato centinaia di lettori, entusiasti di poterli conoscere per la prima volta.
Gli autori hanno ringraziato il pubblico spagnolo e internazionale per il sostegno ricevuto, sottolineando anche il ruolo decisivo dei social network nella diffusione globale della loro opera.
«Volevamo che la nostra storia arrivasse a tutti e poter essere qui oggi, condividendo questo incontro con voi, ci emoziona moltissimo», ha dichiarato Macchiro.
Anche il disegno dal vivo ha avuto un ruolo da protagonista grazie a Stefano Caselli e David Messina, che si sono sfidati in un Drawing Challenge dedicato ad Ant-Man e Galactus.
Il pubblico ha potuto seguire dal vivo ogni fase del processo creativo e, al termine dell’incontro, due fortunati fan hanno portato a casa le illustrazioni realizzate dai due artisti.
PERSONAGGI CHE HANNO LASCIATO IL SEGNO

Tra gli ospiti della giornata anche Kristian Nairn, conosciuto in tutto il mondo per aver interpretato Hodor ne Il Trono di Spade.
L’attore e DJ ha raccontato come un’opportunità arrivata quasi per caso abbia finito per cambiare radicalmente la sua vita.
«C’è chi pensa che sia difficile interpretarlo e chi invece pensa che sia facile. La realtà è che è entrambe le cose», ha spiegato Nairn parlando del personaggio di Hodor.
Dan Fogler, noto al grande pubblico per il ruolo di Jacob Kowalski nella saga di Animali Fantastici, ha invece parlato del futuro del franchise e della possibilità di tornare a interpretare Kowalski in eventuali nuovi capitoli.
L’attore ha confessato di essere interessato a esplorare nuovi registri interpretativi e ha rivelato uno dei suoi desideri professionali: «Interpretare un villain».
A chiudere la giornata sono state le note di LOS40, che con il proprio set ha fatto ballare il pubblico, accompagnando i fan verso la conclusione della seconda edizione di San Diego Comic-Con Málaga.
Una domenica di ottobre, tra sole e pioggia, che ha scritto l’ultima pagina di questa seconda edizione e ha confermato ancora una volta San Diego Comic-Con Málaga come luogo di incontro, condivisione e celebrazione della cultura pop.
*Qua tutti i nostri articoli dedicati al San Diego Comic-Con Malaga 2026
Comicon e Fiere
San Diego Comic-Con Málaga 2026: Richard Dean Anderson, l’indimenticabile MacGyver
Al San Diego Comic Con Malaga 2026 altro grande ospite è stato Richard Dean Anderson, conosciuto da tutti come Angus MacGyver
Quanti come noi si sono chiesti più di una volta guardando una puntata di MacGyver “ma come diavolo è possibile!?“.
E’ incredibile come un personaggio televisivo come quello interpretato da Richard Dean Anderson, sia entrato nell’immaginario di tutti noi con le sue invenzioni assurde utilizzando principalmente un coltellino svizzero (ebbene sì, caro Gen Z che stai leggendo questo articolo e che non hai mai visto le avventure di Angus MacGyver!).
Erano gli anni ’80 e non si doveva per forza spiegare “il perché e il come” di ogni cosa. Semplicemente si accettava in quanto soluzione al problema senza porsi domande. Si trattava di una televisione diversa in cui il nostro Anderson si è consacrato al grande pubblico nei panni del giovane ex artificiere vero e proprio genio del “problem solving low cost”.
Richard Dean Anderson è stato un altro degli attori di questo San Diego Comic Con Malaga che ha acceso la nostalgia sugli anni ’80 e ’90 insieme ad altri ospiti tra cui Christopher Lambert (di cui abbiamo parlato qua).
Per molti Anderson è il protagonista di MacGyver e il colonnello Jack O’Neill di Stargate SG-1. Il suo arrivo ha un tempismo curioso: la serie che l’ha reso famoso ha compiuto 41 anni proprio in questi giorni.
Nel panel del 3 ottobre, Anderson ha ripercorso una carriera costruita quasi senza progetti, tra aneddoti, battute e qualche momento di commozione.
L’audizione con occhiali da sole che gli consegnò il ruolo di MacGyver

Il suo MacGyver nasce da un dettaglio buffo. All’audizione gli chiesero di leggere con un ragazzino candidato per la serie, ma senza occhiali non riusciva a leggere il copione e quindi Richard chiese di tenerli. I produttori, racconta, si scambiarono un’occhiata d’intesa: quell’attore non si preoccupava di come appariva davanti alla telecamera, ed era l’uomo giusto. E così Anderson divenne l’iconico Angus MacGyver.
Alla domanda se avesse intuito l’importanza del personaggio, Anderson è stato netto: no. Cresciuto in Minnesota, aveva lasciato casa da giovane e viaggiato per Stati Uniti e Canada in treno merci e in autostop, passando “da un lavoro all’altro”. Poi MacGyver è andato avanti anno dopo anno, e quel successo gli ha dato la credibilità per reggere una serie.
Parte del carattere di MacGyver, spiega, viene dallo stesso Anderson. Gli sceneggiatori hanno cucito addosso al personaggio le qualità dell’attore, quelle tipiche del Minnesota: stoicismo, cortesia, apertura. Anderson giocava a hockey, sciava e guidava auto da corsa, quindi era più semplice girare le scene con lui che con una controfigura. Le soluzioni “impossibili” nascevano da una collaborazione: gli autori scrivevano la situazione e consulenti di scuole tecniche e college dell’area di Los Angeles aiutavano a trovare come risolverla con ciò che c’era nella stanza.
Chi riguarda la serie nota che ogni episodio della prima stagione somiglia a un film di James Bond, con una missione che iniziava e terminava nella stessa puntata. Anderson ha spiegato che il motivo era puramente un questione di costi: girare due mini-storie in un episodio, con circa sette giorni a disposizione, era difficile e costoso, e il budget era quello che era. Meglio raccontare una storia sola, con un inizio, uno svolgimento e una fine.
Per quanto riguarda la chiusura di MacGyver, fu la rete, ha ricordato, a scegliere di non rinnovare la serie nonostante gli ascolti buoni. Anderson non ne fu dispiaciuto: era esausto e accusava vari infortuni accumulati sul set.
L’altro volto iconico di Anderson: il generale Jack O’Neill

Per Stargate-SG 1 fu un produttore con cui aveva già lavorato a chiamarlo, mandandogli il film con Kurt Russell. Anderson accettò a una condizione: non voleva interpretare il personaggio in modo rigido come Russell, che definisce fenomenale, e inoltre voleva poterci mettere il suo sarcasmo. Racconta di aver chiesto al generale dell’Aeronautica George Jumper, in visita sul set, se questa versione di O’Neill andasse bene all’Air Force. La risposta fu secca: aveva uomini come lui, “e peggio”. Anderson l’ha raccontato ridendo.
Del cast conserva soprattutto i legami personali. Con Amanda Tapping e Michael Shanks si vede spesso agli eventi come questo, e con Amanda dice di essere “migliori amici”: quando è in viaggio, le scrive che avrebbe dovuto esserci.
Anderson ha spiegato che lasciò la serie perché durante Stargate era nata sua figlia, Wylie Quinn, oggi regista, autrice e produttrice di spettacoli teatrali e cortometraggi. Non voleva perdersi i suoi primi anni. Oggi vive tra i suoi cani, l’oceano e la scrittura, e ha invitato il pubblico a tenere d’occhio quel nome.
Un consiglio e un aneddoto
A chi sogna di recitare ha dato un consiglio: la gavetta migliore sono le soap opera. E sull’hockey ha ricordato le partite di beneficenza che co-ideò con John Bennett Perry, padre di Matthew Perry, a cui una volta invitò a giocare anche Keanu Reeves.

*Qua tutti i nostri articoli dedicati al San Diego Comic-Con Malaga 2026
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