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Cartoon Club & RiminiComix 2026: il programma completo

Tutto il programma della 42°esima edizione del Cartoon Club & RiminiComix che andrà in scena dal 12 al 19 luglio. Tra i grandi ospiti Giorgio Cavazzano

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CARTOON CLUB & RIMINICOMIX 2026
IL PROGRAMMA DEFINITIVO DELLA NUOVA EDIZIONE


Le iniziative della 42esima edizione di Cartoon Club & RiminiComix offrono un programma ricco come mai prima d’ora. Grandi mostre, tra cui una dedicata a Spider-Man, una serata evento con il maestro Giorgio Cavazzano, anteprime cinematografiche, concerti con Giorgio Vanni e Mika Kobayashi, cosplay, gaming e oltre 200 cortometraggi in concorso animeranno la città per otto giorni. 


Rimini si prepara a trasformarsi ancora una volta in un grande palcoscenico dedicato all’immaginazione, alla creatività e alla cultura pop. Dal 12 al 19 luglio torna Cartoon Club & RiminiComix, il Festival Internazionale del Cinema d’Animazione, del Fumetto e dei Games che giunge quest’anno alla sua 42ª edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti più longevi, prestigiosi e partecipati del panorama nazionale. Il tema scelto per il 2026 è “Resistenza / Resistenze. Quando le immagini parlano più delle parole”, un percorso che attraversa memoria storica, diritti, inclusione, libertà di espressione, sostenibilità e impegno civile attraverso i linguaggi del fumetto, dell’animazione, dell’illustrazione e del cinema. Per otto giorni la città sarà attraversata da un flusso continuo di eventi, spettacoli, proiezioni, mostre, incontri e attività che coinvolgeranno il centro storico, il lungomare, i musei, le gallerie d’arte e le principali location culturali riminesi.

Incontri, cinema e spettacoli

Il Lapidario Romano ospiterà l’inaugurazione del festival con apericena, disegno dal vivo, musica e un incontro con Riccardo Zara, storico leader dei Cavalieri del Re. Nei giorni successivi spazio alla serata Super@bility, dedicata all’inclusione attraverso il cinema d’animazione, agli incontri su Alma Sabatini e a una rassegna cinematografica sui temi della resistenza e dell’impegno civile. Al Chiostro degli Agostiniani andranno in scena alcuni dei principali appuntamenti serali. Tra questi lo spettacolo immersivo “Cuore di Porco” della compagnia Carrozzeria Orfeo, che intreccia teatro, animazione e musica elettronica, e la tradizionale serata di gala e premiazione, con un omaggio musicale al mondo Disney e lo spettacolo immersivo “Topolino presenta: La Strada”, una lettura scenica dell’opera scritta da Massimo Marconi e disegnata da Giorgio Cavazzano, ospite d’onore del festival e protagonista della serata, durante la quale riceverà il Premio alla Carriera per la letteratura a fumetti.

I film e il concorso internazionale

Il festival proporrà anche tre importanti appuntamenti con il cinema d’animazione: Toy Story 5, l’anteprima italiana de I racconti del giardino incantato e Il Regno di Kensuke. Al Chiostro della Chiesa di San Giuliano Martire si svolgerà invece il concorso internazionale con circa 200 cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Al Cinema Tiberio torneranno le matinée dedicate ai più piccoli con il Premio Cartoon Kids, che coinvolgerà circa 500 bambini dei centri estivi di Rimini nella valutazione dei film in concorso. Parallelamente la Scuola di Fumetto di Rimini organizzerà laboratori creativi dedicati all’ambiente e alla sostenibilità, utilizzando Spider-Man come guida narrativa. Il 17 luglio il Grand Hotel di Rimini ospiterà inoltre l’Experience Economy Summit 2026, dedicato ai nuovi modelli di valorizzazione delle proprietà intellettuali, con professionisti del turismo, dell’intrattenimento, dell’animazione, dei parchi tematici e delle nuove tecnologie.

I grandi ospiti

Ospite d’onore di quest’anno è Giorgio Cavazzano, maestro del fumetto celebre per aver rivoluzionato il linguaggio disneyano con uno stile dinamico e cinematografico. In onore di Spider-Man, che verrà celebrato con una mostra a Castel Sismondo e una spettacolare video installazione che illuminerà nelle ore serali la facciata del castello, ci saranno Stefano Caselli – disegnatore di The Amazing Spider-Man tra 2011 e 2012 – e Pasqual Ferry, illustratore del ciclo L’Ombra del Ragno.

Sempre dal mondo fumetto, arrivano Alberto Lavoradori – tra gli autori che hanno lanciato PK, la versione supereroica di Paperinik che ha rivoluzionato il fumetto Disney – ; la tedesca Stephanie Hermes, in arte s0s2, autrice di uno dei webtoon più celebri al mondo, l’ecologista The Little Trashmaid; Samuel Spano, autore per Bonelli e del webcomic Nine Stones; Davide Fabbri, che ha prestato le  sue matite a personaggi come lo Sconosciuto e alla saga di Star Wars; JiokE, tra i fenomeni più interessanti del momento, autore di graphic novel dal personalissimo stile oscuro; Elena Mistrello, Valeria Scafetta e Gianluca Costantini, che con le loro opere hanno dato più volte voce al tema dell’anno “Resistenza / Resistenze”; Davide Barzi e Italo Mattone, che presenteranno un inedito albo di Don Camillo a fumetti in formato pocket; Sergio Algozzino, autore e disegnatore per le principali case editrici di settore italiane, che ha collaborato anche a Dylan Dog.

Caselli, Lavoradori e Spano terranno anche dei workshop professionali nelle giornate di giovedì 16, venerdì 17 e sabato 18, per svelare i segreti del loro lavoro a giovani e adulti. Venerdì 17 le cosplayer professioniste Giulia Valeriani e Alessandra Fiorentini discuteranno con lo psicologo Andrea Novelli di quanto, nel loro lavoro, il desiderio di apparire come un personaggio influenzi la percezione di sé stessi e le proprie scelte quotidiane.

Inoltre, la sala incontri e il palco community saranno animati da talk e spettacoli che vedranno protagonisti celebri doppiatori di serie animate e film come Pietro Ubaldi, Giulia Maniglio, Edoardo Nevola, Mauro Goldsand e Mirko Fabbreschi, ma anche content creator e divulgatori, tra cui Miti da sfatare, che smonteranno una serie di leggende urbane a tema nerd, il collettivo cinefilo I Cinepresi (Furibionda, il Rinoceronte, Matioski e Mr Rob), Il Cigno Nerd, Miss Hatred e Lupus Dixit, che indagherà le più incredibili storie di fantasmi della Romagna.

Piazzale Fellini, cuore pulsante del festival

Dal 16 al 19 luglio il centro dell’attenzione si sposterà sul Parco Federico Fellini, che ospiterà la consueta mostra-mercato. Ogni pomeriggio e fino a tarda sera migliaia di persone potranno passeggiare tra stand di fumetti, gadget, videogiochi, giochi da tavolo, action figure, collezionismo, editoria specializzata e produzioni indipendenti. L’area espositiva sarà aperta dalle 17 alle 24, mentre la zona food resterà attiva dalle 12 alle 24, trasformando il parco in una vera cittadella dell’intrattenimento. Parteciperanno 120 espositori, Self Area per artisti indipendenti, un’area dedicata a giochi da tavolo e di ruolo, coordinata da Play on Tour, videogiochi, eSport e community digitali.

Nintendo sarà presente a Cartoon Club & RiminiComix con uno stand interamente dedicato a Nintendo Switch Sports Resort, in arrivo in esclusiva su Nintendo Switch 2 il 22 ottobre. Nelle 7 postazioni di gioco disponibili, i visitatori potranno dare una prima occhiata al titolo per tutta la durata dell’evento. Nintendo Switch Sports Resort consente ai giocatori di creare il proprio Mii o Sportsmate ed esplorare le strutture del resort sportivo sull’Isola di Wuhu, utilizzando i controller Joy-Con 2 come racchette, archi, pagaie e altro ancora, attraverso 12 diverse discipline, sia in solitaria sia con altri giocatori.

isybank Gaming Tour 2026 sarà presente con un villaggio del gaming aperto a tutti, pensato per accogliere appassionati di tutte le età con un’offerta esperienziale che unisce competizione, intrattenimento e i vantaggi esclusivi riservati ai clienti di isybank, la banca digitale di Intesa Sanpaolo nata nell’ambito della Banca dei Territori. L’evento porta il gaming nelle principali manifestazioni della cultura pop italiana con eFootball su PS5, Mario Tennis Fever sulle nuove Nintendo Switch 2 e F1 su simulatori di guida. Prevista inoltre la partecipazione di ospiti speciali dal mondo dei content creator italiani, con momenti di interazione e Meet & Greet. Concorso a premi quotidiano con buoni Amazon e, al termine del tour, in palio 6 soggiorni per due persone a Lucca Comics & Games 2026. L’evento è organizzato da ProGaming Italia con isybank in qualità di title sponsor.

Inoltre, a Cartoon Club & RiminiComix sarà presente Exeed, tra le realtà più interessanti nel gaming a livello nazionale. Presso il loro stand potrete sfidarvi su EA SPORTS FC™ 26 e trovare uno spazio dedicato alle carte collezionabili.

Tra le attività più attese di questa edizione, il pubblico di Cartoon Club & RiminiComix potrà vivere un’esperienza speciale insieme al costume character di Spider-Man. All’interno di uno stand dedicato, i fan avranno infatti la possibilità di partecipare a una photo opportunity immersiva ispirata all’universo del celebre supereroe Marvel: grazie a un set scenografico pensato per ricreare l’effetto vertiginoso dei grattacieli di New York, i partecipanti potranno scattare una foto accanto a Spider-Man, dando l’illusione di essere sospesi sulla facciata di un building, proprio come in una scena d’azione del film. Un modo spettacolare per entrare, anche solo per uno scatto, nel mondo di Spider-Man e prepararsi all’arrivo al cinema di Spider-Man: Brand New Day, nelle sale italiane dal 29 luglio.

Queste e altre special activations a livello nazionale sono coordinate dal team di Holly Agency, agenzia di comunicazione ed eventi unconventional con sede a Bari e Milano coordinata da Vito Ballarino e Gianni Spano.

Se c’è un elemento che negli anni è diventato il simbolo più riconoscibile di Cartoon Club & RiminiComix, quello è sicuramente il cosplay. Per quattro giorni il lungomare di Rimini si trasformerà in un enorme set a cielo aperto dove sfileranno personaggi provenienti dagli universi più diversi: anime, manga, fumetti americani, videogiochi, serie televisive, fantasy e fantascienza. Il momento culminante sarà rappresentato dal grande Contest Cosplay di sabato 18 luglio, appuntamento che ogni anno richiama partecipanti da tutta la penisola.

#BRANDGIOIELLI, Main Partner di Cartoon Club & RiminiComix – Il celebre marchio di gioielli in acciaio sarà in prima fila nella 42° edizione del festival della cultura Pop più importante dell’estate italiana. Il marchio sarà presente in pianta stabile presso il Parco Federico Fellini con il progetto “ANIME-TION ON THE WALL” accanto agli Street Artist Enko4 e Mozone, che daranno vita a diversi progetti di Live Painting sotto gli occhi dei partecipanti. Durante l’evento saranno distribuiti gratuitamente 2.000 ciondoli in edizione limitata realizzati da #BRANDGIOIELLI raffiguranti l’opera principale scelta per rappresentare questa nuova edizione del festival.

A completare il sodalizio con Cartoon Club & RiminiComix, la consegna degli speciali #BRANDAward per il Miglior Costume da Cosplayer e per la Migliore Crew K-Pop. Le premiazioni si terranno al Show and Music Stage presso il Parco Federico Fellini venerdì 17 e sabato 18 luglio dalle 18:00 alle 21:00.

Per tutti i giorni i cosplayer potranno partecipare al photo contest organizzato in collaborazione con Void Agency e Visit Romagna, prenotando uno shooting fotografico professionale nello studio allestito in area community. E sempre le fotografie dei cosplayer saranno protagoniste del progetto artistico Riso Mania, di Enrico De Luigi e Walter Costa, che realizzeranno una mostra in diretta con le immagini scattate durante il festival, per trarne una fanzine in tiratura limitata a 100 copie.

Tra le novità figurano l’area Assassin’s Creed realizzata con Xplore Parkour – dove andrà in scena una esibizione di parkour a tema Assassin’s Creed dalla community più grande d’Italia – e gli spettacoli della Crossover Wrestling, primo spettacolo italiano che unisce il linguaggio spettacolare del wrestling al mondo cosplay.

Musica e concerti: dal K-Pop alle sigle dei cartoni

Sul grande Show & Music Stage di Piazzale Fellini si alterneranno concerti, spettacoli, contest e performance che accompagneranno il pubblico per quattro giornate consecutive.

Giovedì 16 luglio il programma si aprirà alle 19:00 con il K-Pop Cosplay Show – K-Pop Demon Hunters Tribute, uno spettacolo dedicato all’universo della musica coreana e delle sue contaminazioni con il mondo cosplay. A seguire salirà sul palco Sana Takizawa, artista giapponese protagonista di uno spettacolo J-Rock che porterà a Rimini sonorità e atmosfere tipiche della scena musicale nipponica. La serata culminerà con uno degli eventi internazionali più attesi dell’intera manifestazione: il concerto di Mika Kobayashi, cantante e pianista giapponese conosciuta in tutto il mondo per le sue interpretazioni nelle colonne sonore di numerosi anime di successo, come L’Attacco dei Giganti e Kill la Kill. Ad accompagnarla i Samurai Artist Kamui, gruppo guidato dal celebre coreografo Tetsuro Shimaguchi, noto per aver lavorato anche alle scene di combattimento di Kill Bill.

Venerdì 17 luglio sarà, invece, la giornata dedicata al fenomeno K-Pop. Il palco di Piazzale Fellini ospiterà competizioni per solisti e crew provenienti da tutta Italia, trasformando il lungomare in una grande arena dedicata alla musica e alla danza coreana. Ad aprire la giornata, l’esibizione degli idol di Idol Stage. Durante la serata, inoltre, i Raggi Fotonici, storica cartoon band autrice di sigle diventate iconiche, festeggerà i 30 anni di carriera in un imperdibile show insieme a ospiti provenienti dal mondo del doppiaggio e dei cartoni.

Sabato 18 luglio riflettori puntati sui Mai Dire Goku, protagonisti di uno spettacolo costruito attorno alle sigle che hanno accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di milioni di italiani. Un viaggio musicale tra Dragon Ball, Pokémon, Sailor Moon, Cavalieri dello Zodiaco e tanti altri cartoni che hanno segnato più generazioni. Sempre nella notte tra sabato e domenica tornerà l’Anime Cosplay Night, giunta all’undicesima edizione e ospitata al Carnaby Club.

Domenica 19 luglio il gran finale sarà affidato a Generazione Vanni, uno degli eventi più attesi dell’intera settimana. Sul palco salirà infatti Giorgio Vanni, la voce che ha accompagnato generazioni di italiani attraverso le sigle di Dragon Ball, Pokémon, Detective Conan, One Piece e tanti altri cartoni animati diventati cult. Insieme a lui ci saranno Max Longhi e Daniel Tek per uno spettacolo che unirà concerto e dj set in una grande festa collettiva.

Tutte le mostre: da Giorgio Cavazzano a Spider-Man

All’ospite d’onore di quest’anno, Giorgio Cavazzano, è dedicata una mostra dal titolo “Giorgio Cavazzano, il segno di un maestro” che ripercorre la sua carriera, grazie a numerose tavole originali messe a disposizione da collezionisti privati e a chicche uniche provenienti dall’archivio di Cavazzano. Presso il Museo della città di Rimini, dal 12 luglio al 6 settembre.

La mostra-omaggio “Spider-Man – Nella tela dell’Uomo Ragno” sarà visitabile gratuitamente nel suggestivo Castel Sismondo di Rimini dal 12 luglio fino al 16 agosto, e racconterà oltre sessant’anni di storia editoriale del personaggio, a partire dal fumetto, medium in cui è nato, per toccare anche il cinema e l’animazione. Anche le mura del Castello si tingeranno di rosso e blu, grazie a un’opera di projection mapping che avvolgerà l’intera facciata dal 12 al 19 luglio, dal tramonto a mezzanotte.

Al Museo della Città trova spazio la mostra “Resistenza / Resistenze. Quando le immagini parlano più delle parole”, che sviluppa il tema portante dell’edizione 2026. In esposizione opere di artisti come Gianluca Costantini, Simone Massi ed Elena Mistrello, che attraverso fumetto, illustrazione e animazione affrontano temi quali diritti umani, guerre, migrazioni, libertà di espressione, identità e giustizia sociale.

Sempre al Museo della Città sarà visitabile “Lingua, femminismo, istituzioni. Alma Sabatini e noi”, mostra realizzata in collaborazione con il Coordinamento Donne Rimini. Attraverso le tavole illustrate da Alice Milani, il percorso racconta la figura di Alma Sabatini, tra le prime studiose italiane ad approfondire il rapporto tra linguaggio e parità di genere, offrendo una riflessione sul valore delle parole, dell’inclusione e dei diritti.

All’Augeo Art Gallery, dal 12 luglio al 14 agosto, la mostra “Viaggio nell’animazione” accompagnerà i visitatori dietro le quinte del cinema animato internazionale. Saranno esposti disegni originali, storyboard, character design e materiali di produzione firmati da grandi maestri come Tony Bancroft, Mark Henn, Masami Suda, Yoichi Kotabe, Carlos Grangel, Tomm Moore, Don Bluth, Peter de Sève, Nathan Fowkes, Glen Kean e Bill Plympton.

Dal 12 al 19 luglio la Sala Sant’Agostino ospiterà invece “Sindrome Italia. Storia delle nostre badanti”, tratta dal graphic novel di Tiziana Francesca Vaccaro ed Elena Mistrello. La mostra affronta i temi del lavoro femminile, della migrazione e dei diritti, raccontando le storie delle donne impiegate nel lavoro di cura e offrendo uno sguardo su una realtà sociale spesso poco raccontata.

Al Museo Fellini – Cinema Fulgor, dal 4 al 19 luglio, sarà infine visitabile “Spade e pallottole. I conflitti identitari nei fumetti di John Ridley e Stefano Raffaele”, dedicata al sodalizio tra lo sceneggiatore premio Oscar John Ridley e il fumettista italiano Stefano Raffaele e realizzata in collaborazione con Italian Global Series Festival. Tavole originali, copertine e materiali preparatori raccontano opere che affrontano temi come identità, discriminazione, emarginazione, paura e convivenza civile, confermando il fumetto come strumento di riflessione sulle grandi questioni del presente.

Per il programma completo, consultare il sito ufficiale.

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San Diego Comic-Con Málaga 2026: nuovi ospiti, primo poster e Disney sbarca nella Hall M

Durante il Panel Cero del 7 luglio, l’organizzazione del San Diego Comic-Con Malaga 2026 ha mostrato la prima locandina ufficiale, ha annunciato nuovi ospiti prestigiosi e la presenza di Disney nella Hall of M

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San Diego Comic-Con Malaga 2026

La seconda edizione della San Diego Comic-Con Málaga continua a prendere forma e promette di trasformarsi in uno degli eventi dedicati alla cultura pop più importanti d’Europa. Durante il Panel Cero, gli organizzatori hanno infatti svelato numerose novità per l’edizione 2026, in programma dal 1° al 4 ottobre presso il FYCMA di Málaga, tra grandi ospiti, nuovi spazi espositivi, esperienze inedite e un’importante conferma: Disney sarà presente nella Hall M. Una notizia importante quest’ultima per la kermesse.

Con oltre 300 ore di programmazione previste, la convention spagnola punta chiaramente a consolidarsi come il principale punto di riferimento europeo per fumetti, cinema, serie TV, videogiochi e intrattenimento del presente e dell’imminente futuro.

San Diego Comic-Con Malaga 2026: Disney arriva nella Hall M

L’annuncio più importante del Panel Cero riguarda senza dubbio la presenza ufficiale di Disney nella Hall M, il principale palco della manifestazione.

Una conferma che aumenta notevolmente le aspettative dei fan, considerando il peso che Disney ricopre oggi nell’industria dell’intrattenimento grazie a marchi come Marvel Studios, Lucasfilm, Pixar, 20th Century Studios e naturalmente Walt Disney Pictures. E nell’anno che vede sotto il marchio Disney film come Mandalorian & Grogu, Toy Story 5, Oceania e, soprattutto, Avengers: Doomsday, è cominciato il toto scommesse su quali potranno essere gli ospiti o i panel più importanti legati ai franchise Disney.

Al momento non sono ancora stati annunciati i panel o i contenuti che porterà durante la manifestazione, ma la sola presenza nella Hall M lascia immaginare anteprime, presentazioni e ospiti di primo piano.

Tantissimi nuovi ospiti tra cinema, fumetti e videogiochi

Per il mondo del cinema e delle serie TV arriveranno:

  • Karl Urban (The Boys, Il Signore degli Anelli)
  • Deborah Ann Woll (Daredevil)
  • Christopher Lambert (Highlander)
  • Kevin Sussman (The Big Bang Theory)
  • Natasha Liu Bordizzo
  • Dan Fogler
  • Denise Gough (Star Wars: Andor)

Grande spazio anche ai nostalgici con la reunion dedicata a Starship Troopers, che vedrà riuniti:

  • Casper Van Dien
  • Denise Richards
  • Dina Meyer
  • Michael Ironside
  • Jake Busey

Non mancano ovviamente i grandi nomi del fumetto e dell’illustrazione e tra gli artisti confermati figurano:

  • Jorge Jiménez, oggi tra i disegnatori di riferimento di Batman
  • Pepe Larraz, autore di Amazing Spider-Man
  • Carmen Carnero, attuale disegnatrice di Iron Man

A loro si aggiungono personalità provenienti da altri mondi della cultura pop:

  • Shin’ichirō Watanabe, creatore di Cowboy Bebop e Samurai Champloo
  • Akira Yamaoka, storico compositore della saga Silent Hill
  • Jeremy Crawford, tra i principali designer di Dungeons & Dragons
  • Dave Jones, storico sviluppatore di Lemmings e Grand Theft Auto
  • Yoshihiro Ueda, legato all’universo di Dragon Ball.

Una line-up che conferma la volontà della manifestazione di non limitarsi al fumetto, ma di abbracciare l’intera cultura pop contemporanea.

San Diego Comic-Con Malaga 2026: Una convention sempre più grande

L’edizione 2026 crescerà sensibilmente anche sotto il profilo logistico.

Gli organizzatori hanno presentato una nuova distribuzione degli spazi all’interno dei circa 90.000 metri quadrati del FYCMA, mantenendo un limite massimo di 22.500 visitatori al giorno per garantire un’esperienza più confortevole.

Tra le principali novità spiccano:

  • Exhibitor Hall Town, nuova area interna dedicata agli espositori;
  • Exhibitor Hall Garden, una tensostruttura climatizzata di oltre 8.800 metri quadrati;
  • un Artists’ Alley con oltre 90 artisti, praticamente il doppio rispetto all’edizione precedente;
  • aree Sit & Play ampliate;
  • nuovi auditorium e spazi dedicati ai panel.

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la visita più fluida e offrire un numero ancora maggiore di attività durante i quattro giorni della manifestazione.

Arriva Portal, la piattaforma per organizzare la propria esperienza

Una delle novità più interessanti riguarda anche il lato digitale.

Nasce infatti Portal, una piattaforma che permetterà ai visitatori di preparare la propria esperienza ancora prima dell’inizio della convention.

Attraverso Portal sarà possibile consultare il programma completo, pianificare le giornate, seguire gli aggiornamenti e organizzare al meglio il proprio itinerario tra panel, incontri con gli ospiti ed eventi speciali.

Un regalo per chi ha creduto nella manifestazione

Con la chiusura della Wave 1, ovvero la prima fase di vendita dei biglietti, gli organizzatori hanno deciso di premiare chi ha acquistato il proprio ingresso prima dell’annuncio di tutte queste novità.

Tutti coloro che hanno comprato il biglietto entro il 7 luglio riceveranno infatti:

  • 20 euro di credito da utilizzare per foto, autografi oppure nello store ufficiale;
  • una stampa esclusiva realizzata da Jorge Jiménez.

Copia della stampa esclusiva di Jorge Jimenez

Un’iniziativa che punta a ringraziare i fan che hanno scelto di sostenere la manifestazione fin dalle sue prime fasi.

Helen Chen firma il primo poster ufficiale

Primo Poster ufficiale di San Diego Comic-Con Malaga 2026

Durante il Panel Cero è stato inoltre mostrato il primo poster ufficiale della San Diego Comic-Con Málaga 2026.

L’illustrazione porta la firma di Helen Chen, visual artist e production designer nota per il lavoro svolto in produzioni come Raya e l’ultimo drago e K-Pop Demon Hunters.

L’opera è ispirata al tema dell’edizione 2026, “Team Up!”, reinterpretato attraverso colori, simboli e richiami alla città di Málaga. È stato inoltre annunciato che anche John Romita Jr. realizzerà un secondo poster ufficiale della manifestazione, che verrà svelato nei prossimi mesi.

Una Comic-Con sempre più europea

Con la presenza di Disney, un numero crescente di ospiti internazionali, oltre 300 ore di eventi e una struttura decisamente ampliata rispetto alla prima edizione, la San Diego Comic-Con Málaga 2026 fa un ‘level up’ notevole confermando che rispetto all’anno scorso i giochi quest’anno si fanno seri.

L’obiettivo appare ormai chiaro: diventare il punto di riferimento europeo per gli appassionati di fumetti, cinema, serie TV, videogiochi e cultura pop, portando nel continente un format capace di avvicinarsi sempre di più all’esperienza della storica convention californiana.

Dal 1° al 4 ottobre 2026, Málaga tornerà quindi a trasformarsi nella capitale europea della cultura pop, con un’edizione che, almeno sulla carta, promette di essere decisamente più grande e ambiziosa rispetto al suo debutto.

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Comicon e Fiere

Comicon Bergamo 2026 – Silver: dal Lupo Alberto al “Masterpiece”

Il grande Silver ha avuto modo di parlare di sè, della sua carriera e della sua collaborazione con Tomodachi Press al panel del Comicon Bergamo 2026

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Durante il Comicon Bergamo, tra i tanti protagonisti dell’area fumetto vi è stato spazio anche per uno dei più grandi autori italiani di sempre, padre di molte icone della comicità a fumetti italiana tra cui un certo lupo blu: Silver.

Dopo oltre cinquant’anni di carriera l’autore continua a raccontare Lupo Alberto con la stessa naturalezza con cui parla di sé. Perché, come ha confessato durante l’incontro dedicato al cofanetto Masterpiece Volume Due, in collaborazione con Tomodachi Press, il confine tra lui e il lupo azzurro è ormai praticamente scomparso.

In foto: Silver

Il talk, organizzato per celebrare il nuovo volume dedicato alla sua opera, è stato molto più di una semplice intervista. È stato un viaggio attraverso la nascita di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano, passando per aneddoti esilaranti, riflessioni sul mestiere del fumettista e ricordi di figure fondamentali per la sua carriera, tra cui ovviamente Bonvi.

E, soprattutto, è stata l’occasione per ascoltare un autore che, ancora oggi, rifiuta un’etichetta che molti gli attribuiscono e che racchiude perfettamente la filosofia di Silver.

«Non sono un artista, sono un artigiano.»

Una distinzione che potrebbe sembrare solo semantica, ma che invece rappresenta il modo in cui ha sempre interpretato il proprio lavoro.

Per Silver l’arte nasce da un’urgenza interiore, da qualcosa che deve essere espresso senza vincoli. Il fumetto professionale, invece, vive di scadenze, consegne e responsabilità editoriali.

«Se hai una scadenza e qualcuno ti dice che per domani devi consegnare, quello è un lavoro. Bellissimo, ma resta un lavoro

Con la sua proverbiale ironia aggiunge poi una battuta che scatena le risate del pubblico.

«Ho imparato che quando qualcuno ti dice “sei un artista”… spesso è perché vuole fregarti. Gli artigiani, invece, si fanno pagare.»

Dietro la battuta c’è però una convinzione molto seria: il fumetto è un mestiere, fatto di disciplina e professionalità. Un concetto che Silver ha imparato osservando quello che considera il suo più grande maestro.

Bonvi, il maestro che ha insegnato a Silver il mestiere

In foto: Bonvi

Gran parte dell’incontro è dedicata al ricordo di Bonvi, autore tra l’altro di Sturmtruppen e Cattivik, e figura decisiva nella formazione del giovane Silver.

L’inizio della loro collaborazione sembra uscito da un film; Silver frequentava l’Istituto d’Arte di Modena quando una professoressa interruppe una lezione chiedendo se qualcuno fosse interessato a fare fumetti. L’unico ad alzare la mano fu il giovane Silver.

Quello stesso pomeriggio si presentò a casa di Bonvi con una cartella piena di disegni e i capelli completamente bagnati dalla pioggia. Il primo impatto non fu dei migliori.

Bonvi guardò i suoi lavori senza particolare entusiasmo e gli affidò un incarico apparentemente semplice: disegnare una gigantesca fontana destinata a un pannello celebrativo dell’Accademia Militare di Modena.

Silver, racconta, che la realizzò con enorme fatica. Quando tornò qualche giorno dopo, Bonvi scoppiò a ridere, bocciando senza appello l’opera realizzata dal giovane.

Ma proprio quel fallimento finì per trasformarsi nel loro primo vero momento di complicità. Da lì nacque un rapporto destinato a durare negli anni, fino a quando Bonvi arrivò a dirgli una frase che Silver ricorda ancora oggi con emozione.

«L’allievo ha superato il maestro.»

Una frase che lui continua a ritenere immeritata, ma che conserva come uno dei complimenti più belli ricevuti nella sua carriera.

Un ragazzo di provincia che voleva solo disegnare

Silver ricorda anche il contesto in cui è cresciuto.

Nato nel 1952, figlio di un autotrasportatore e di una casalinga, racconta un’Italia molto diversa da quella attuale.

Per i suoi genitori il massimo delle aspirazioni era un lavoro stabile da impiegato.

«“Un lavoro con le mani pulite” diceva mio padre»

Fare fumetti non rientrava nemmeno tra le possibilità immaginabili e quando comunicò di voler intraprendere quella strada a entrambi i genitori, la reazione fu quasi di incredulità.

«Pensavano semplicemente che, crescendo, avrei cambiato idea.»

Non lo ostacolarono, soprattutto perché non avevano idea di cosa significasse davvero fare fumetti. Sua madre, racconta sorridendo, non riusciva nemmeno a capire come un personaggio come Topolino potesse essere davvero un topo.

Quella libertà involontaria gli permise però di costruire il proprio percorso da autodidatta, ispirandosi ai grandi maestri che aveva scoperto leggendo: da Charles Schulz a Dario Fo, passando naturalmente per Bonvi.

Come nasce Lupo Alberto

Uno dei momenti più interessanti dell’incontro riguarda la nascita del personaggio che avrebbe cambiato la sua vita.

Dopo alcuni anni trascorsi come collaboratore di Bonvi, arriva l’occasione di proporre una serie tutta sua a una nuova rivista, ma ha appena dieci giorni di tempo.

Silver apre i cassetti del suo studio e recupera decine di appunti, schizzi e idee accumulate negli anni. E da quel materiale nasce La fattoria McKenzie.

L’ispirazione arriva da qualcosa di estremamente quotidiano: ogni mattina prendeva il pullman per raggiungere la scuola attraversando le campagne emiliane e guardando gli animali nelle fattorie iniziava a fantasticare.

E se potessero parlare tra loro? E se avessero relazioni, litigi, amori, amicizie?

Da quella semplice domanda prende forma Lupo Alberto. I disegni, ammette oggi, erano ancora acerbi, mentre le battute, invece, funzionavano già.

Quando il direttore del Corriere dei Ragazzi lesse quelle prime strisce gli dice semplicemente:

«Sono belle. Fammene altre.»

Silver racconta che fu un momento indimenticabile. Da quel giorno smise di essere soltanto un collaboratore e diventò finalmente autore completo.

Quanto c’è di Silver dentro Lupo Alberto?

Come accade spesso con i grandi personaggi seriali, arriva inevitabilmente la domanda sul rapporto tra autore e protagonista.

Silver risponde con una sincerità sorprendente.

«All’inizio non avevo alcuna intenzione di creare un personaggio autobiografico. Semplicemente avevo poco più di vent’anni e l’unico materiale narrativo a cui potevo attingere era la mia esperienza personale e così dentro Lupo Alberto finiscono la fidanzata, gli amici, le piccole delusioni quotidiane e le insicurezze di un ragazzo che sta cercando il proprio posto nel mondo. Con il passare degli anni il processo si è quasi invertito. Oggi non so più quanto ci sia di me in lui e quanto di lui in me.»

Lupo Alberto è rimasto eternamente giovane, mentre Silver si è sposato, ha avuto figli e conduce una vita completamente diversa. Eppure i pensieri, l’umorismo e il modo di osservare il mondo continuano a coincidere.

Dal fumetto ai gadget: un sogno diventato realtà

L’immagine inedita realizzata da Silver per Tomodachi

Nel corso della sua carriera Lupo Alberto è evoluto passando da semplice fumetto a personaggio di un merchandising che comprendeva diari, zaini, pupazzi, caramelle, calendari, peluche, ecc.. che ha accompagnato intere generazioni di lettori.

Silver racconta di aver sempre guardato con ammirazione al modello Disney e non vedeva alcuna contraddizione tra il fumetto e la sua diffusione attraverso oggetti di uso quotidiano, anzi; ricorda con divertimento le discussioni con Sergio Bonelli, che considerava il fumetto una forma espressiva “pura”, poco compatibile con il merchandising.

Silver la vedeva diversamente.

«Mi sembrerebbe strano vedere una bambina andare a letto con il peluche di Tex.»

Lupo Alberto, invece, nasceva naturalmente per diventare un pupazzo, un diario o una confezione di caramelle.

Per questo motivo ha accolto con entusiasmo anche il progetto Masterpiece per la Tomodachi Press contribuendo con una nuova illustrazione realizzata appositamente per il cofanetto. Pur scherzando sulle difficoltà tecniche nel disegnare il raccoglitore e le carte nella giusta prospettiva, ammette di essersi divertito molto a partecipare al progetto.

Un artigiano che ha fatto la storia del fumetto italiano con un Lupo blu, una gallina e una fattoria

Lupo Alberto è diventato un’icona pop capace di attraversare generazioni, entrando nell’immaginario collettivo molto oltre le pagine delle strisce, ma ascoltando Silver parlare, si capisce che il successo non è mai stato il vero obiettivo.

L’importante, ieri come oggi, è continuare a raccontare storie con onestà, rispettando il mestiere di artigiano della Nona arte, senza smettere mai di divertirsi.

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Comicon e Fiere

Fero Pe, ospite al COMICON Bergamo 2026

Intervista a Fero Pe, disegnatore principale della serie regolare delle Tartarughe Ninja, ospite al COMICON Bergamo 2026

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L’edizione 2026 del COMICON Bergamo ha portato in città alcuni dei più grandi nomi del fumetto occidentale e orientale, regalando ai fan un weekend ricco di incontri, firmacopie e panel.

Tra gli ospiti era presente anche Fero Pe (alias di Fero Peniche), artista attualmente al lavoro sulla serie regolare delle Teenage Mutant Ninja Turtles. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con lui per parlare del suo percorso sulle Tartarughe Ninja, delle sue passioni, delle sfide affrontate nel corso della sua carriera e dei suoi obiettivi per il futuro.

Ciao Fero e bentornato in Italia! Questa non è la tua prima volta al COMICON: che rapporto hai con i fan italiani?

Fero Pe:
Sono sempre stupito dall’affetto dei fan delle Tartarughe Ninja qui in Italia. Amo questo Paese: è la mia terza volta qui e la seconda al COMICON. È sempre una bellissima manifestazione e le persone dimostrano tantissimo affetto sia per le Tartarughe Ninja sia per il mio lavoro. Per questo sono davvero grato.

Sei diventato il disegnatore principale della serie regolare di Teenage Mutant Ninja Turtles. Che emozione è stata raccogliere questa eredità?

Fero Pe:
Avevo iniziato collaborando con alcune pagine mentre Freddie E. Williams II era ancora impegnato sul titolo, e adesso sono diventato il disegnatore principale.

Per me è qualcosa di davvero speciale, anche perché è la seconda volta che lavoro sulla serie regolare delle Tartarughe Ninja. È un’opportunità che significa davvero tanto.

Basta dare un’occhiata ai tuoi social per capire quanto ami le Tartarughe. Da dove nasce questa passione?

Fero Pe:
Sono cresciuto tra gli anni Ottanta e Novanta, quindi era praticamente impossibile sfuggire alle Tartarughe Ninja. Erano ovunque.

Per me tutto è iniziato con il primo film. In quegli anni i ninja erano ovunque nell’immaginario collettivo e all’improvviso arrivavano quattro tartarughe antropomorfe, adolescenti, che combattevano il crimine, scherzavano continuamente e mangiavano pizza. Era impossibile non innamorarsene.

Poi sono arrivati i giocattoli, il cartone animato, i videogiochi… erano davvero dappertutto e io li adoravo.

Se dovessi scegliere un solo elemento che ha trasformato le Tartarughe Ninja in un fenomeno mondiale, quale sarebbe? I fumetti, i cartoni animati o i giocattoli?

Fero Pe:
Il mio preferito resta il primo film, senza dubbio. Però credo che siano stati soprattutto i giocattoli e il cartone animato a rendere il franchise davvero mainstream. Sono stati loro a far conoscere le Tartarughe Ninja praticamente a tutti.

Teenage Mutant Ninja Turtles (1990)
Teenage Mutant Ninja Turtles (1990)

Oggi sei uno degli artisti che le disegnano regolarmente. Ogni Tartaruga ha una personalità ben precisa: questa caratteristica influenza il tuo modo di rappresentarle (oltre ai colori)?

Fero Pe:
Assolutamente sì. Cerco di differenziarle soprattutto attraverso gli occhi, la forma della testa e le espressioni.

Raffaello è quasi sempre più serio e arrabbiato. Michelangelo tende a sorridere molto di più. Donatello, invece, ha spesso l’aria di qualcuno che sta riflettendo o progettando qualcosa.

Anche il linguaggio del corpo è fondamentale. Ovviamente le armi e i colori aiutano a distinguerli, ma sono soprattutto le espressioni e le piccole differenze nella postura a renderli immediatamente riconoscibili.

C’è qualche aspetto delle Tartarughe Ninja che ti piacerebbe raccontare ma che, al momento, non puoi esplorare?

Fero Pe:
A volte mi piacerebbe realizzare storie con un tono un po’ più maturo.

Essendo una proprietà di Paramount e Nickelodeon, ci sono dei limiti su ciò che possiamo mostrare. Un po’ di violenza è consentita, ma non si può esagerare e, ad esempio, non si può mostrare troppo sangue.

Mi piacerebbe poter raccontare storie più adulte, nello stile di The Last Ronin. Quel tipo di approccio mi piace molto.

TMNT - The Last Ronin di Kevin Eastman, Peter Laird e Tom Waltz
TMNT - The Last Ronin di Kevin Eastman, Peter Laird e Tom Waltz

Domanda obbligatoria: qual è la tua Tartaruga Ninja preferita?

Fero Pe:
Raffaello. Sono cresciuto con due fratelli e io ero quello di mezzo. Mio fratello maggiore era naturalmente Leonardo: il leader, quello che voleva sempre prendere le decisioni. Litigavamo parecchio.

Per questo mi sono sempre identificato in Raffaello: quello che vuole passare all’azione, che preferisce sporcarsi le mani piuttosto che stare a discutere.

Hai lavorato a uno dei crossover più curiosi degli ultimi anni, Teenage Mutant Ninja Turtles x Stranger Things. Da fan, com’è stato mettere insieme due universi così diversi?

Fero Pe:
Quando mi proposero il progetto, la mia prima risposta fu addirittura “no”.

Il motivo non erano le Tartarughe Ninja, ma i ragazzi di Stranger Things. Disegnare dei bambini è molto difficile, soprattutto quando sono personaggi chiaramente ispirati ad attori reali. La mia paura era che i lettori dicessero: “Quello non assomiglia a Undici” oppure “Quello non sembra Mike”.

Poi i miei editor mi spiegarono che non era necessario riprodurre fedelmente i volti degli attori. Potevo realizzarne una mia interpretazione e questo mi convinse ad accettare il progetto.

Oltre ai protagonisti di Stranger Things, c’era un’altra sfida importante: riportare le Tartarughe Ninja allo stile originale della Mirage. Quanto è stato complicato?

Fero Pe:
Quella è stata la vera sfida.

Ero ormai abituato a disegnare la versione moderna delle Tartarughe Ninja. Quando consegnai i primi schizzi, gli editor continuavano a dirmi: “Falle più Mirage. Ancora più Mirage”.

Così provavo a modificarle, ma ricevevo sempre la stessa risposta. Dovevano essere più piccole, con mani più grandi e con tutte quelle caratteristiche tipiche delle Tartarughe originali.

È stato come dover dimenticare tutto quello che avevo imparato fino a quel momento e ricominciare da zero.

Tavola tratta da Teenage Mutant Ninja Turtles x Stranger Things #1 Director's Cut
Tavola tratta da Teenage Mutant Ninja Turtles x Stranger Things #1 Director's Cut

Quali riferimenti hai utilizzato per riuscire a ricreare quello stile?

Fero Pe:
Principalmente i fumetti originali della Mirage, quelli in bianco e nero.

Li ho studiati tantissimo finché non sono riuscito a entrare completamente in quel linguaggio visivo.

La cosa curiosa è che, all’inizio, quello non era nemmeno il mio stile preferito delle Tartarughe. Alla fine del progetto, invece, me ne sono innamorato.

Oggi molti fan mi chiedono commissions proprio in quello stile, perché apprezzano il modo in cui l’ho reinterpretato.

Hai ricevuto qualche commento da Kevin Eastman sul tuo lavoro?

Fero Pe:
Sì, ed è stato probabilmente il momento più bello della mia carriera.

Eravamo al San Diego Comic-Con, durante un panel in cui stavamo parlando del mio progetto successivo, Nightwatcher.

Quando arrivò il mio turno, Kevin mi interruppe e disse davanti a tutta la sala: “Fero Pe ha realizzato le migliori Tartarughe Ninja del crossover. Le sue Tartarughe sono fantastiche.”

In quel momento mi sono sentito in paradiso.

Ricevere un complimento del genere da Kevin Eastman… credo sia stata la soddisfazione più grande della mia carriera.

Co creatore delle TMNT, Kevin Eastman
Co creatore delle TMNT, Kevin Eastman

Domanda per il Fero fan di Stranger Things: cosa pensi della serie?

Fero Pe:
La prima stagione rimane la mia preferita.

Dopo, secondo me, qualcosa è cambiato. Si è persa un po’ quell’atmosfera da avventura anni Ottanta, quel sapore alla I Goonies che aveva reso speciale la serie fin dall’inizio.

Mi aspettavo anche qualcosa in più dal finale.

Hai una teoria su Undici? Pensi che sia davvero sopravvissuta?

Fero Pe:
Sì, io penso che sia ancora viva.

Forse non si trova esattamente dove immaginiamo, ma credo che sia sopravvissuta.

Restando in tema di grandi icone della cultura pop, hai lavorato anche su Godzilla. Sei sempre stato un appassionato del Re dei Mostri?

Fero Pe:
Sì, da bambino guardavo i film classici, come Godzilla vs. Mechagodzilla e tutti gli altri di quel periodo. Li adoravo.

Mi sono piaciuti anche i film americani più recenti, anche se non sono un grande fan di Godzilla vs. Kong. Tra quelli moderni, il mio preferito è senza dubbio Godzilla Minus One.

Godzilla Minus One
Godzilla Minus One

Quanto lavoro di documentazione c’è stato dietro il crossover Teenage Mutant Ninja Turtles x Godzilla?

Fero Pe:
Molto. Tim Seeley, che ha scritto il crossover ed è una persona che conosce davvero a fondo l’universo di Godzilla, mi ha aiutato tantissimo.

Mi consigliava quali film guardare e quali mostri studiare per ogni scena.

Poi ho iniziato a comprare action figure di Godzilla e dei vari kaiju. Paradossalmente sono molto più utili dei film come riferimento, perché puoi osservarle da qualsiasi angolazione. Nei film, invece, spesso le inquadrature sono pensate per enfatizzare la scala dei mostri e non sempre mostrano chiaramente tutti i dettagli.

Adesso ho una bella collezione… anche se mia figlia continua a rubarmela! (ride)

Tavola tratta da Teenage Mutant Ninja Turtles x Godzilla #1
Tavola tratta da Teenage Mutant Ninja Turtles x Godzilla #1

C’è un fumetto che ha cambiato la tua vita, sia come lettore sia come artista?

Fero Pe:
Il primo che mi viene in mente è sicuramente The Death of Superman.

Prima di leggerlo pensavo che un fumetto fosse realizzato da una sola persona. Non avevo idea che dietro ci fossero uno sceneggiatore, un disegnatore, un inchiostratore, un colorista… È stato quel fumetto a farmi capire come nasce davvero un comic book.

Avevo circa dieci anni e da quel momento ho iniziato a collezionare e leggere fumetti con un approccio completamente diverso.

E se dovessi sceglierne un secondo?

Fero Pe:
Direi Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro.

All’epoca non ero particolarmente innamorato dello stile grafico di Frank Miller. Preferivo artisti come Jim Lee, con un tratto più pulito e spettacolare.

Ma quella storia mi ha insegnato una cosa fondamentale: in un fumetto la narrazione è importante quanto il disegno. È un’opera che potrei rileggere all’infinito.

È arrivato il momento per una domanda un pò più riflessiva. Se potessi sederti a cena con una persona che ha avuto un ruolo fondamentale nella tua crescita, sia come artista sia come persona, chi sceglieresti?

Fero Pe:
Mi considero molto fortunato, perché quella persona l’ho già incontrata: Kevin Eastman.

La prima volta che ci siamo conosciuti ero davvero emozionato. Per me era una vera leggenda, ma si è dimostrato subito una persona estremamente gentile.

La cosa che mi ha colpito di più è successa quando ci siamo rivisti una seconda volta. Non mi aspettavo minimamente che si ricordasse di me. Kevin viaggia continuamente, partecipa a convention in tutto il mondo e incontra migliaia di persone ogni anno.

Invece mi ha riconosciuto subito, mi ha chiamato per nome e mi ha salutato con grande affetto.

È stata una sensazione incredibile.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi? C’è qualche progetto al quale stai lavorando che puoi anticiparci?

Fero Pe:
Per tanti anni ho avuto un solo sogno: riuscire a disegnare almeno una copertina delle Teenage Mutant Ninja Turtles. Mi dicevo che sarebbe bastato quello per essere felice.

Poi sono arrivati gli albi, le variant cover, la serie regolare, i crossover… e ormai lavoro sulle Tartarughe Ninja da circa cinque anni.

Oggi il mio obiettivo è molto semplice: continuare a disegnarle il più a lungo possibile.

Mi piacerebbe che, quando qualcuno pensa agli artisti che hanno lasciato il segno sulle Tartarughe Ninja, il mio nome fosse tra quelli che vengono citati. Non necessariamente il migliore, ma uno degli artisti che hanno contribuito maggiormente alla storia del franchise.

Al momento sto lavorando alla serie regolare e spero di poter continuare a farlo ancora a lungo.

C’è un sogno che ti piacerebbe realizzare?

Fero Pe:
Sì. Mi piacerebbe tantissimo creare una storia insieme a Kevin Eastman.

È qualcosa che immagino spesso. Sarebbe un’esperienza straordinaria poter lavorare con lui a un progetto delle Tartarughe Ninja.

Spero davvero che un giorno possa succedere.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato. È stato un piacere parlare con te.

Fero Pe:
Grazie a voi. È stato un piacere.

Cogliamo l’occasione per ringraziare di nuovo Fero per il tempo che ci ha dedicato e l’Associazione Culturale Bergomix, la quale ci ha aiutato ad organizzare questa intervista durante il COMICON Bergamo 2026.

 

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