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Zerocalcare ospite a Stories su Sky TG24, lunedì 1° giugno

Ospite della prossima puntata di Stories di Sky, Zerocalcare. Al centro dell’intervista, la sua nuova serie ‘Due spicci’ disponibile su Netflix, scritta, diretta e doppiata da lui,

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STORIES

ZEROCALCARE

“SAGHE, ANIME, T-REX E TETRIS”

“SONO CONTENTO DI ‘DUE SPICCI’, UNA SORTA DI NOIR CHE INTRECCIA TANTI TEMI. ANCHE LA PAURA DI DIVENTARE GRANDI. MA ORMAI SIAMO GRANDI”

“PER IL LANCIO DELLA SERIE SONO VENUTE 10MILA PERSONA AL CIRCO MASSIMO: 9500 PERSONE IN PIÙ DI QUELLE CHE MI SAREI ASPETTATO”

“AMO QUELLO CHE FACCIO. SONO SOLO STANCO DI CERTE DINAMICHE CHE NON MI FANNO VIVERE BENE. ECCO PERCHÉ ALLE VOLTE PENSO DI MOLLARE TUTTO” 

“ADORO GLI ANIME COME ‘I CAVALIERI DELLO ZODIACO’, I VIDEOGAME COME ‘STREET FIGHTER’, LE GRANDI SAGHE COME ‘STAR WARS’ E MAX PEZZALI DI CUI HO ADORATO LA SERIE”

“MI DA FASTIDIO CHI RUSSA E CHI TOSSISCE, È UNA COSA CHE MI FA IMPAZZIRE. SOLO QUANDO TOSSISCE IL MIO CANE MI SI SPEZZA IL CUORE” 

“QUANDO NELLA MIA SERIE IL MIO PERSONAGGIO INCONTRA L’ONNIPOTENTE, HA LA FACCIA DI ZEUS DI ‘POLLON’. NON HO AVUTO UN’EDUCAZIONE CATTOLICA: FORSE SONO POLITEISTA”

“SE AVESSI UNA TENUTA IN CAMPAGNA E TROVASSI UN UOVO DI DINOSAURO SPEREREI FOSSE UN TIRANNOSAURO, ALTRIMENTI SE DEVO STARE A CASA A ROMA SPEREREI IN UN ANCHILOSAURO, È MENO INGOMBRANTE E NON MI MANGEREBBE”

IN ONDA LUNEDÌ 1° GIUGNO ALLE 21:00 SU SKY TG24

SABATO 6 GIUGNO ALLE 12:15 SU SKY ARTE

E SEMPRE DISPONIBILE ON DEMAND

TUTTE LE INTERVISTE DEL CICLO STORIES SONO ANCHE TRA I PODCAST DI SKY TG24, SUL SITO SPETTACOLO DI SKYTG24.IT E LE PRINCIPALI PIATTAFORME DI PODCASTING

È Zerocalcare il protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di Sky TG24. Ospite del vicedirettore Omar Schillaci, con la regia di Francesco Venuto, l’artista si racconta in “Zerocalcare – SAGHE, ANIME, T-REX E TETRIS”.

In onda lunedì 1° giugno alle 21.00 su Sky TG24sabato 6 giugno alle 12.15 su Sky Arte e sempre disponibile on demand.

Al centro dell’intervista, la sua nuova serie ‘Due spicci’ disponibile su Netflix, scritta, diretta e doppiata da lui, “parla del mio personaggio che scopre che il suo amico e socio in affari è ricoperto di debiti, e deve capirne il motivo, è una specie di noirSono contento di come è uscita“. Ma aggiunge subito: “Quando si trattava di fare sketch veloci, buffi, comici, io quella roba la so fare da sempre. In questa serie, invece, ci sono momenti più drammatici, una gamma di emozioni diversa, e lì il fatto che io non sia un attore lo sento. Mi sembra di non riuscire a toccare certe corde con la recitazione mia“. La serie affronta diversi temi, come il mondo dell’imprenditoria, le relazioni di coppia, la violenza: “A un certo punto tutti i personaggi, anche delle serie precedenti, devono fare i conti con a che punto sta la loro vita, con le aspettative che avevano. Tratta anche la paura di diventare grandi, ma con la consapevolezza che ormai siamo grandi“.

Da poco l’evento al Circo Massimo per il lancio della serie: “Io ero convinto che sarebbe stato un fallimento“, ammette, “pensavo sarebbero venute poche persone tipo 45. Invece ne sono arrivate 9500 di più di quelle che pensavo”. E non manca lo sguardo su questioni più personali: “Molti mi chiedono ‘ma con tutti questi soldi che ci fai?’. Succede anche solo guardando come mi vesto o la macchina che ho“. Poi racconta: “Mio padre è stato male recentemente e in quel momento ho pensato che facessi bene a tenermeli da parte. Per avvocati o dottori… i soldi servono sempre“. Non manca l’ironia: “Ospitare persone per me è terribile“, ammette, “ho una stanza degli ospiti e appena c’è qualcuno che arriva dicono ‘mandiamolo da Michele’, ma per me è una cosa che vivo male“. E aggiunge: “Ho due bagni: uno mio, intoccabile, ma non perché deve restare perfetto, semplicemente perché fa schifo. Quello degli ospiti invece è pulito perché non lo usa nessuno“. Tra le cose che lo infastidiscono: “La tosse ripetuta mi entra proprio nel cervello, è una cosa che mi fa impazzire. Non è colpa delle persone, lo so, però a un certo punto non riesco a trattenermi. Anche quando devo tossire io, piuttosto faccio dei motivetti per farlo sembrare meno urtante. La gente che russa mi fa lo stesso effetto della gente che tossisce. Solo quando tossisce il mio cane mi dispiace, mi si spezza il cuore“.

Nell’intervista emerge anche il legame con le passioni di sempre, dall’immaginario pop alla cultura nerd, “da ragazzino stavo in fissa con ‘Jeeg robot’“. “Mia madre è francese e non ho avuto un’educazione religiosa in senso classico, forse sono politeista; quindi, per me il mondo delle divinità era quello dei cartoni”, un immaginario che continua a influenzarlo, “quando nella mia serie il mio personaggio incontra l’onnipotente, ha la faccia di Zeus di ‘Pollon’, era proprio così nella mia testa“.

Di Kenshiro e ‘la scuola di Hokuto’, “mi porto dietro il proibito nel senso che era il cartone animato che tutti i genitori, anche dei miei compagni di scuola, non avevano tanto piacere che vedessimo, perché è una roba di una violenza esagerata. E io ho fatto addirittura una petizione a scuola quando lo tolsero per chiedere a una rete locale di rimetterlo”. Dell’anime ‘I cavalieri dello zodiaco’, “il mio preferito era il Dragone, perché mi piaceva l’armatura della prima versione con l’elmo proprio con il muso da dragone. Poi quando gliel’hanno cambiata, ho preferito Phoenix.” Sulle categorie di storie d’amore, “ero molto innamorato di Jeanie di ‘Fiocchi di cotone’ per quell’aspetto struggente della schiavitù”. Emerge poi la sua passione per la paleontologia “il mio dinosauro preferito è il tirannosauro, spererei di trovarlo in un uovo se avessi una tenuta in campagna, altrimenti se devo stare a casa a Roma spererei fosse un anchilosauro, è meno ingombrante e non mi mangerebbe.

Passando a saghe, film e serie tv, “‘Star Wars’ è stato un grande amore di sempre, anche se nel tempo l’hanno rovinato parecchio“, commenta con ironia, “Marvel tutta la vita come fumetti, come film ho preferito quelli di Marvel Cinematic Universe fino a ‘Endgame’. Adesso che al DC Comics è arrivato James Gunn mi ha fomentato molto, ho aspettative altissime“. Per non dimenticare la lista dei nemici di ‘Game of Thrones’ “ce l’ho ancora appesa e aggiungo sempre più nomi” rispetto all’ultima volta che è stato ospite da Sky TG24. Quanto ai videogiochi, emerge: “adesso sono forte a Tetris, da ragazzino non mi piaceva. ‘Final Fantasy’ è quello che mi ha segnato di più. Invece a ‘Street Fighter’ prendevo Ryu se dovevo vincere, ma per divertirmi sceglievo Blanka. Avrei voluto invece essere il protagonista di ‘Metal Gear Solid’. Ma il mistero vero era ‘Mortal Kombat’: non ho mai capito come facesse la gente a conoscere tutte quelle combinazioni per le fatality“.

Ricordando così il suo periodo da studente, “un altro mistero è come la gente facesse a sapere che era cambiata l’aula delle lezioni all’università. Infatti, sono durato tre mesi e poi ho lasciato“. Ripensa anche a un aneddoto romantico: “in una gita scolastica la cabina affianco alla mia confinava con una bambina di cui ero super innamorato, e ho sentito che mentre con le altre bambine passava in rassegna tutti i maschi della classe, di me ha detto ‘è brutto ma disegna bene’, poteva andare peggio, con gli altri sono state più cattive.” Una nota importante riguarda Max Pezzali, da sempre nelle sue cuffiette: “Probabilmente il mio lavoro non esisterebbe senza di lui, per me è il più grande cantautore vivente. Ha raccontato l’etica degli sfigati normali, e poi ho adorato la serie sugli 883“.

Tra ironia e riflessione, emerge così il ritratto di un autore che continua a interrogarsi sul proprio ruolo: “Quando una persona ti scrive una cosa bella, ovviamente ti gratifica. Però ultimamente questa cosa, che era per me una motivazione forte, mi mette angoscia. Mi sembra che mi vengano proiettate addosso delle aspettative che io non sono in grado di realizzare“. Indiscutibile l’idea che “raccontare storie è la cosa che mi piace davvero. Quello voglio continuare a farlo. Il resto devo capire come renderlo compatibile“, sottolineando così la necessità di un cambiamento: “Non mi va più di fare questa roba in questo modo. Se trovo una chiave per continuare a raccontare storie senza stare dentro a cose che mi fanno stare male, allora sì“.

STORIES: “ZEROCALCARE – SAGHE, ANIME, T-REX E TETRIS” IN ONDA LUNEDÌ 1° GIUGNO ALLE 21:00 SU SKY TG24 (CANALI 100 E 500 DI SKY E CANALE 50 DEL DTT), SABATO 6 GIUGNO ALLE 12:15 SU SKY ARTE E DISPONIBILE ON DEMAND E SU SKYTG24.IT

*Fonte: Comunicato stampa Sky e Now Tv

Comicon e Fiere

Torino Comics 2026: il coraggio di cambiare non basta

Luci e ombre della XXX Edizione del Torino Comics che ha visto una nuova location e una nuova formula: una fiera outdoor al Parco La Certosa di Collegno

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Si è chiusa il 1° giugno la XXX edizione del Torino Comics che, per la prima volta dopo molti anni al Lingotto Fiere di Torino, ha visto la manifestazione cambiare location e trasferirsi al Parco della Certosa di Collegno (TO).

Il pubblico nerd ha risposto all’appello della storica manifestazione torinese e ha invaso il Parco della Certosa Reale di Collegno, dimostrando affetto e, soprattutto, portando entusiasmo e passione.

Questa XXX edizione, che sa molto di “anno zero”, ha offerto qualcosa di completamente rivoluzionario e diverso rispetto al passato: la presenza di un’ampia area outdoor gratuita e di una parte accessibile solo tramite l’acquisto di un ticket.

Una scelta coraggiosa e al contempo affascinante dove, purtroppo, e lo dico a malincuore, molte cose non hanno funzionato, complice una disorganizzazione generale che si è dimostrata evidente sotto diversi aspetti.

Una location suggestiva, ma dispersiva

Quando è stato scelto il Parco della Certosa come luogo in cui si sarebbe svolta la manifestazione, non sono mancate le polemiche sul fatto che il “Torino” Comics si sarebbe tenuto in un altro comune rispetto al capoluogo piemontese, una città che certo non manca di parchi e location all’aperto rinomate.

Indipendentemente da questo, la scelta di organizzare una fiera outdoor a fine maggio non è stata azzardata. Coraggiosa, ma non azzardata.

Seguendo in parte le orme di altre manifestazioni, Torino Comics ha dedicato un’ampia porzione del Parco della Certosa all’area commerciale gratuita, sviluppata lungo un percorso facilmente percorribile dall’ingresso fino al cuore del parco.

L’idea della parte gratuita è stata sicuramente vincente, richiamando moltissime persone, famiglie e anche tantissimi cosplayer che non vedevano l’ora di scattare foto e selfie in un luogo così suggestivo.

Il problema principale riguarda però la disposizione degli stand: concentrati in alcuni punti nevralgici, dove si creavano inevitabili assembramenti, e troppo dispersi in altre zone immerse nel verde. Con la grande affluenza registrata nell’area gratuita, questo ha portato le persone a trovarsi spesso stipate nelle aree commerciali, senza la possibilità di guardare con calma e fare acquisti.

Al contrario, altre aree, compresa parte della zona food, risultavano dislocate e poco visibili, oltre che prive di indicazioni sufficienti.

Ed è proprio questo un altro problema emerso: la mancanza di una segnaletica adeguata che, oltre alla mappa all’ingresso, aiutasse i visitatori, soprattutto quelli paganti, a orientarsi e raggiungere facilmente le aree di interesse.

Un biglietto costoso per quello che aveva da offrire

Ma Torino Comics non è stato solo bancarelle e food truck: la manifestazione ha ospitato anche autori, eventi, incontri e concerti. Giorgio Cavazzano, Marco Gervasio, Ivo Milazzo e Milo Manara sono stati tra i grandi nomi del fumetto presenti. Sul fronte dell’intrattenimento non sono mancati Cristina D’Avena e Giorgio Vanni con le loro iconiche sigle dei cartoni animati, Giovanni Mucciaccia con il suo Art Attack e, per l’area Eros & Ethos, Valentina Nappi.

Senza dimenticare l’area Japan con Kenta Suzuki, i doppiatori Renato Novara, Claudio Moneta, Jolanda Granato, Emanuele Ruzza, Martina Tamburello, Jacopo Calatroni e Angela Paoletti, oltre a diversi creator tra cui LolloLacustre.

Per accedere ai panel e incontrare gli ospiti durante meet & greet e appuntamenti dedicati era necessario acquistare un ticket, il cui prezzo finale si aggirava intorno ai 22 euro.

Tralasciando la problematica relativa al ritiro del braccialetto per i ticket prenotati online per cui sono sorte moltissime polemiche (problema che l’organizzazione ha in parte risolto in corso d’opera) il costo del biglietto si è rivelato per molti eccessivo rispetto a quanto effettivamente offriva la manifestazione, considerando che le aree realmente esclusive erano poche.

L’80% del Torino Comics era visitabile senza acquistare alcun ticket. Panel, eventi e talk giornalieri si potevano contare sulle dita di una mano.

Le uniche due aree che valeva davvero la pena visitare erano l’Area Artisti curata da Vittorio Pavesio all’interno del Chiostro, suggestiva e ben organizzata nonostante alcuni problemi di spazio e contingentazione, e l’area palco, già nota per ospitare durante l’anno diversi concerti internazionali.

Ma poco altro. In vista della prossima edizione, il prezzo andrebbe rivisto oppure dovrebbero essere arricchite le aree e gli eventi a pagamento, così da differenziare realmente l’esperienza di chi acquista il ticket rispetto a chi accede esclusivamente alla parte gratuita.

Torino Comics: si può e si deve lavorare per il futuro

Il rammarico più grande è che una manifestazione storica come Torino Comics abbia dovuto, proprio nell’anno della sua XXX edizione, ridimensionarsi e presentare al pubblico che la segue da anni una fiera che, mi duole dirlo, non è stata all’altezza del suo nome.

Guardando però il bicchiere mezzo pieno, resta la buona impressione lasciata dall’entusiasmo e dai feedback positivi di gran parte del pubblico che ha partecipato e si è divertito nel Parco della Certosa. E questo rappresenta già un importante punto di (ri)partenza.

L’area a pagamento dovrebbe essere ampliata e curata meglio sotto ogni aspetto, oppure andrebbe ripensato il prezzo del ticket. Soprattutto per una fiera che ha ‘comics’ nel nome, dovrebbe essere considerato più spazio e tempo all’area fumetto.

Con una migliore organizzazione, necessaria, e facendo tesoro degli errori di questa edizione, Torino Comics potrebbe rilanciare una manifestazione che merita molto di più per storia e importanza. Ma soprattutto, a meritare di più è il pubblico del Torino Comics.

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J-POP Manga presenta On&Off. Tra vita e ufficio di Shinnosuke Kanazawa

J-Pop presenta On&Off. Tra vita e ufficio di Shinnosuke Kanazawa, l’autore di Ottoman, una serie slice of life sulla vita segreta di due colleghi fuori dall’ufficio

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Quando torna a casa dopo una dura giornata di lavoro Amata mette da parte il completo da impiegato e adora indossare vestiti in stile Sweet Lolita. Anche Hanku, appena lascia la sua postazione in azienda, scioglie i capelli e sfoggia borchie, piercing e magliette strappate come una vera punk. Sono colleghi, ma nella loro vita privata amano apparire in modo completamente diverso rispetto a come sono sul posto di lavoro… E se, nei ricercati abiti che amano indossare fuori dall’ufficio, tra i due scoccasse il colpo di fulmine?

Dal 9 giugno sarà in libreria, fumetteria e in tutti gli store online per i tipi di J-POP Manga il primo volume dello slice of life romance On&Off. Tra vita e ufficio di Shinnosuke Kanazawa, la serie nominata ai Next Manga Awards 2024 tra i migliori webcomic.

E solo per chi acquisterà il volume nelle fumetterie aderenti c’è un gadget esclusivo in omaggio: due irresistibili segnalibri fluo stampati fronte-retro che raffigurano da un lato la modalità “on” e dall’altro quella “off” dei due protagonisti!

Chi lavora ha una vita in ufficio e una fuori. C’è chi fa l’impiegato e si veste da Lolita. Chi fa la contabile ma nel tempo libero è punk. Un contrasto tra versioni “ON” e “OFF” a cui è impossibile resistere. Questa è la storia di due persone e delle loro trasformazioni quotidiane!

Shinnosuke Kanazawa è già noto al pubblico italiano grazie alla miniserie sci-fi Ottoman e con On&Off. Tra vita e ufficio si mette alla prova con un diverso genere e stile di racconto. Nella postfazione del volume rivela di aver ideato la storia disegnando un personaggio suggerito da sua moglie: un impiegato vestito da Lolita. Da qui è sopravvenuta l’idea di affiancargli una contabile punk. “Quando ho condiviso il mio lavoro su X (ex Twitter)” – prosegue – “il riscontro ottenuto è andato talmente oltre le aspettative che ha aperto le porte alla pubblicazione in formato cartaceo”.

Una dolce commedia degli equivoci che è un piacere per gli occhi e ricorda da vicino un’altra premiata serie arrivata in volume dopo essere sbocciata su X: Smoking Behind the Supermarket with You di Jinushi.

È possibile leggere le prime pagine di On&Off. Tra vita e ufficio nella preview a questo link.

On&Off. Tra vita e ufficio di Shinnosuke Kanazawa

1° volume – Serie in corso
Formato – 15×21 Bross. con sovracc. Pagine – 138, B/N + COLORE
Prezzo – 8,90 €
Uscita a cadenza bimestrale

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa J-Pop Manga per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Chao: il film animato di Yasuhiro Aoki dal 25 giugno al 1 luglio al cinema

Chao il film di Yasuhiro Aoki arriva nelle sale italiane dal 25 giugno al 1 luglio. Ecco di seguito trailer e alcune immagini in anteprima

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Presentano

CHAO

Di Yasuhiro Aoki

DAL 25 GIUGNO AL 1 LUGLIO AL CINEMA  

Animagine, la collana nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment che porta al cinema gli anime del presente e del passato, è lieta di annunciare l’uscita di ChaO, che arriverà nelle sale italiane con un evento speciale per una settimana dal 25 giugno al 1 luglio dopo l’anteprima italiana che si terrà alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro e il passaggio al festival di Annecy, dove ha vinto il Premio della Giuria, e di Sitges, a cui ha partecipato nella sezione Anima’t. Dai capolavori dei maestri dell’animazione alle produzioni contemporanee, dai film alle serie TV, Animagine porta in sala titoli giapponesi mai arrivati nei cinema italiani, per un’esperienza indimenticabile per i fan del Sol Levante e per chi si vuole avvicinare all’animazione orientale.

ChaO è un lungometraggio animato prodotto dall’acclamato Studio 4°C  (lo stesso di Memories di Katsuhiro Otomo e di Animatrix). È il primo film interamente diretto da Yasuhiro Aoki, uno dei direttori dell’animazione storici dello studio giapponese, che nel 2008 era stato fra i registi di Batman – Il cavaliere di Gotham. Nel corso degli anni Aoki si è rivelato una delle voci più fresche dell’animazione nipponica: il suo stile inconfondibile rappresenta immagini nostalgiche e trasparenti, con dettagli curatissimi e personaggi dalle forme snelle che attraversano lo schermo come se volassero. “A prima vista, ChaO sembra una storia d’amore comica tra una sirena e un essere umano. Ma ha un messaggio molto più profondo: l’importanza di capire le culture diverse dalla nostra nel mondo odierno, dove i conflitti continuano a imperversare” – afferma il regista – “e spero che le persone acquisiscano la tolleranza necessaria per comprendere e apprezzare le altre culture. Questo è ciò che darà forma al futuro”.

ChaO è il nome di Ao Sonni Chao Neptunus, detta anche Raitin 3, principessa sirena che vive nelle profondità dei mari. I rapporti fra il suo regno e quello degli umani non sono dei migliori: le navi causano numerosi incidenti in mare, se gli abitanti sottomarini si avvicinano troppo.  Le compagnie navali non sembrano intenzionate a migliorare la situazione, nemmeno quando Stephan, giovane impiegato della Shipholdings, presenta al CEO un futuristico progetto di un motore compatibile con la vita marina. In tutta risposta, il CEO lo spedisce a fare il mozzo su una nave ancorata in porto. Mentre sta spazzolando il ponte, però, viene improvvisamente travolto da un’onda e perde conoscenza; al suo risveglio in ospedale il suo letto è assediato dai cameramen, perché è stata ChaO a salvarlo, e a quanto pare si è anche follemente innamorata. Da qui alle nozze il passo è molto breve, anche se Stephan, a dire la verità, non è molto d’accordo. Il mondo resta con il fiato sospeso ad osservare la loro storia d’amore, chiedendosi se l’umanità sia davvero compatibile con il mondo sottomarino…

ChaO arriva in sala dal 25 giugno al 1 luglio con Animagine, la collana nata da Dynit e Adler Entertainment.

Sinossi

In un mondo futuristico in cui umani e sirene convivono, la vita di un tranquillo impiegato di una compagnia navale viene sconvolta quando riceve improvvisamente una proposta di matrimonio da Chao, la principessa del regno delle sirene. Senza avere il tempo di capire cosa stia succedendo, Stephan si ritrova a vivere con l’imprevedibile e genuina Chao. Mentre il suo amore sincero comincia ad abbattere le barriere emotive di Stephan, prende forma una storia d’amore tanto inaspettata quanto commovente.

@Animagine.cinema

@Animagine_cinema

#ChaO

Sito: animagine.it

*Ringraziamo gli uffici stampa Echo Group per la condivisione del comunicato di cui sopra Dynit

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