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Brian M. Bendis conquista la MGWCMX 2025: dalla scrittura al futuro in Marvel

Alla MGWCMX 2025 uno degli ospiti più attesi è stato senza dubbio Brian Michael Bendis. Sono stati diversi gli appuntamenti che hanno coinvolto l’autore che ha parlato del metodo Bendis, di Ultimate Universe e… di progetti futuri in Marvel

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Brian M. Bendis is Back!

Dopo l’annuncio del ritorno in Marvel su Avengers #800, Brian Michael Bendis era uno degli ospiti più attesi alla Milan Games Week & Cartoomics 2025 (MGWCMX 2025).

L’autore di Cleveland è senza ombra di dubbio, uno degli sceneggiatori più influenti degli ultimi 25 anni del fumetto americano. Bendis in Marvel ha scritto letteralmente qualunque testata: è il creatore del primo universo Ultimate e scrittore della serie cult Ultimate Spider-Man, padre di Miles Morales, autore di Jessica Jones, All-New X-Men, New Avengers, di una run leggendaria su Daredevil, e molto altro.

In DC Comics ha avuto l’occasione di scrivere i migliori eroi della casa editrice: da Superman alla JLA, sino alla Legione dei Supereroi. Come creator owned, impossibile non citare tra le sue opere Powers, che è valso a Bendis uno dei cinque Eisner vinti. Insomma, l’autore che è stato ospite dello stand Mirage Comics è arrivato a Milano con l’entusiasmo di chi è davvero felice di incontrare i fan.

Durante uno dei panel a lui dedicati ha sprigionato tutta la sua carica e simpatia:

«Ciao a tutti. Grazie per essere venuti… Sono il più lontano possibile da casa, ed è meraviglioso vedervi tutti»

Un modo semplice ma sincero per rompere il ghiaccio… che rappresenta esattamente chi è Brian Michael Bendis.

Spider-Man: un legame nato da bambino

Durante il panel che si è svolto all’Hero Stage Scrivere come Brian Michael Bendis: i segreti della narrazione moderato da Zeth Castle, l’incontro non poteva che cominciare con Spider-Man personaggio simbolo della sua carriera.

Bendis ha raccontato un ricordo d’infanzia quasi cinematografico:

«Non ricordo un momento in cui non conoscessi Spider-Man… Per me significava tutto. Pensavo a lui continuamente.»

Molti anni prima di diventare uno dei suoi più importanti scrittori, quel ragazzino dell’Ohio si era già imposto una missione che una sera durante una cena confessò alla sua famiglia:

«Mi alzai da tavola e dissi che sarei diventato il disegnatore di Spider-Man.»

Un sogno ingenuo, forse, ma tremendamente vero. Decenni dopo, già affermato scrittore della Marvel, sua madre gli ricordò quella scena e prendendolo in giro gli disse:

“Non sei diventato l’artista di Spider-Man… ma ti sei avvicinato parecchio.”

Per Bendis, Peter Parker è sempre stato qualcosa di estremamente personale, quasi intimo. Non lo ha mai pensato come un personaggio che scriveva, ma come una piccola parte di lui, esattamente come zio Ben era una versione di lui, e zia May una di sua madre.
Un’identificazione che affonda radici anche nel suo incontro diretto con Stan Lee: da lì, dice, ha compreso perché un “ragazzo ebreo di Cleveland” si riconoscesse così profondamente in quel mondo.

L’eredità di Stan Lee e la rivelazione di Joe Quesada

In foto: Joe Quesada, l’uomo che ha dato le chiavi di Ultimate Spider-Man a Bendis

Uno dei momenti più curiosi e illuminanti del panel riguarda l’arrivo di Bendis in Marvel.
Appena assunto, Joe Quesada, editor in chief dell’epoca, gli chiese: “Qual è il tuo rapporto con tuo padre?”
Bendis, spiazzato, rispose che non aveva alcun rapporto.
La risposta di Quesada fu quasi profetica: “Perfetto. Tutte le creazioni di Stan Lee sono personaggi che hanno problemi col padre.”

Per Bendis quella frase fu una rivelazione:

«Mi si aprì un mondo… compresi tutti gli elementi magici.»

È qui che il pubblico presente ha potuto sbirciare davvero dentro il “metodo Bendis”, lo stile che ha reso famoso lo scrittore e che ha rivoluzionato il fumetto americano agli inizi degli anni 2000. Per Bendis c’è sempre stata una prerogativa: capire i personaggi partendo dalle emozioni fondamentali che li muovono.

Il metodo Bendis: dialoghi, ritmo, contaminazione

Bendis ha poi guidato la platea attraverso la sua filosofia di scrittura. Niente lezioni accademiche, nessuna formula segreta: solo un’autentica passione per i linguaggi narrativi.

«Iniziai a guardare ai miei autori preferiti di altri media… il linguaggio del dialogo, la musica del dialogo. Potevamo applicarlo ai fumetti?»

Da qui nasce il suo stile, riconoscibilissimo per ritmo, pause, battute sovrapposte, “musicalità”.
Una scrittura che guarda al teatro, alle serie TV, al noir, alla narrativa crime. Non a caso, molti suoi primi lavori come Jinx, Torso, Goldfish, nascono proprio da ricerche effettuate dallo sceneggiatore sul campo, sulle strade, dagli incontri con bounty hunter e poliziotti, dalle storie di Cleveland, la sua città.

Con un approccio da giornalista di cronaca e documentarista, prima ancora che da autore di fumetti, Bendis ha raccontato che scambiava tavole con i cacciatori di taglie solo per ascoltare le loro storie.

Spunti interessanti, ma situazioni decisamente da ‘true crime’ di cui Bendis fece tesoro e bagaglio culturale per le sue future storie.

Quando il true crime aprì le porte della Marvel

Fu Torso, la graphic novel sul primo grande serial killer americano, a cambiare la sua vita.

Joe Quesada lesse quell’opera indipendente e telefonò subito a Bendis: “Vuoi scrivere Spider-Man?
Uno di quei momenti da “Sliding Doors”, ammette l’autore, in cui il talento incontra l’occasione giusta al momento giusto.

All’epoca, ricorda, la Marvel era in bancarotta, senza certezze e senza prospettive chiare:

«La gente non se lo ricorda, ma la Marvel era nei guai…»

Proprio in quel caos nacque l’universo Ultimate, e Bendis, con Ultimate Spider-Man, contribuì a reinventare il linguaggio dei supereroi per una nuova generazione.

Majors vs Creator-Owned: due strade, stessa dedizione

Bendis ha spiegato con grande onestà la differenza tra scrivere per Marvel/DC e lavorare su un progetto creator-owned come Powers:

«La maggior parte dei lettori non sa e non dovrebbe interessarsi di chi detiene i diritti. Vogliono solo una buona storia. Se devo essere così arrogante da vendergli una storia, allora dev’essere il meglio che posso fare in quel momento.»

La vera differenza che l’autore ha voluto sottolineare sta nel fatto che nel creator-owned non ci sono regole e l’autore può davvero fare qualsiasi cosa, mentre nel work for hire si è parte di un grande universo condiviso.

Eppure, assicura, i limiti non sono necessariamente un ostacolo:

«Alcune delle mie migliori scelte sono nate proprio dall’universo condiviso. Avevo cinquanta altri scrittori nella stanza e se riuscivo a convincerli, allora l’idea era valida.»

Hollywood, cinema e la fortuna del tempismo

Uno dei passaggi più applauditi è stato quando Bendis ha ripercorso l’evoluzione dei cinecomic.

Cresciuto in un’epoca in cui esistevano solo il Superman di Richard Donner, il Batman di Tim Burton e pochi altri film isolati, non avrebbe mai immaginato che un giorno gli venisse chiesto: “Vuoi scrivere un videogioco di Spider-Man? Vuoi scrivere la serie animata?

«Non ci sognavo nemmeno, perché non esisteva… Essere assunto per scrivere Spider-Man era già straordinario.»

Il resto — film, videogiochi, serie — è arrivato dopo, grazie al cambiamento generazionale dell’industria.
Oggi, dice ridendo, “le persone che leggono i fumetti fanno i film”.

La lezione di Tom Hanks che ogni autore dovrebbe ricordare

Bendis ha citato un consiglio di Tom Hanks, che lui stesso applica alla scrittura:

  1. Presentati in orario.
  2. Conosci le tue battute (preparati).
  3. Porta qualcosa che solo tu puoi portare.

Un metodo semplice, umano, e incredibilmente efficace.

Il caso, il tempismo e l’alchimia creativa: l’arrivo su Daredevil

Bendis ha iniziato raccontando uno dei capitoli più sorprendenti della sua carriera: il suo ingresso su Daredevil. Un’avventura iniziata quasi per caso, per tamponare i ritardi di Kevin Smith con la sua run.

«Mai, nemmeno in un milione di anni, avremmo pensato che Joe Quesada avrebbe chiamato prima David [Mack] dicendo: ‘Ok, prenderai in mano Daredevil’, e poi avrebbe chiamato me chiedendo: ‘Ehi, tu e David volete fare un po’ di Daredevil?’ Siamo stati assunti letteralmente perché Kevin Smith era in ritardo… e poi non è più tornato.»

Da lì, tutto è cambiato. Bendis ha raccontato del rapporto speciale creato con Alex Maleev, il disegnatore con cui avrebbe ridefinito il tono noir del personaggio. Tutto ciò che riguardava Maleev era ciò che aspirava a essere a livello artistico.

E le collaborazioni con artisti del calibro di Maleev, David Mack, Klaus Janson, Bill Sienkiewicz, sono state molto importanti per lui. Sono tutti artisti che lo hanno aiutato a crescere creativamente.

«Abbiamo potuto fare Daredevil con le persone che ci hanno fatto desiderare di scrivere Daredevil… e questo non succede mai. È un dono.»

Ha poi citato il loro recente ritorno al crime con Masterpiece e il nuovo progetto Cover con David Mack, definito “la cosa più bella che abbia mai disegnato.”

Lezioni di scrittura: una masterclass improvvisata

Il panel si è trasformato in una vera lezione di scrittura, con Bendis che ha condiviso alcuni dei suoi principi fondamentali che insegna ai suoi studenti universitari a Portland.

  1. Portare a termine ciò che si inizia
  2. Non cercare la perfezione
  3. Assorbire linguaggi e influenze

Il futuro di Brian Bendis alla Marvel… cosa bolle in pentola?

Tra gli altri appuntamenti, in compagnia di C.B. Cebulski, Sara Pichelli, co-creatrice di Miles Morales, Federico Vicentini, tra gli interpreti degli ultimi anni di Miles e sempre Zeth Castle, è andato in scena Ultimate Spider-man: 25 anni e non sentirli, panel dedicato al primo storico Universo Ultimate che ha visto tra i protagonisti proprio Brian Bendis e Sara Pichelli.

Sul finire l’annuncio che non ti aspetti: l’editor in chief C.B. Cebulski ha annunciato:

«Brian M. Bendis e Sara Pichelli di nuovo insieme nel 2026 su un nuovo progetto»

I fan presenti sono rimasti a bocca aperta (e forse devono chiuderla ancora adesso a distanza di due giorni).

Ovviamente nulla di più è stato rivelato, ma sono molte le speculazioni su dove vedremo Bendis e la Pichelli. Di nuovo su Miles Morales? Nuovo team creativo degli Avengers? Un personaggio tra i superstiti dell’Endgame del nuovo Ultimate Universe?

Qualche indizio social pare averlo dato direttamente Bendis sui suoi profili social… e un ragno si cela sotto la scritta “Maybe Marvel should get the band back together? – forse la Marvel dovrebbe riunire la band?

Beh la band si è riunita… chissà dove la vedremo suonare.

Una cosa è certa: Bendis è stato uno dei protagonisti di questa Milan Games Week 2025 e ha voluto essere chiaro: è tornato e non vede l’ora di rimettere mano sui personaggi Marvel. Brian is Back!

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Comicon: nuovi incredibili ospiti annunciati per la XXVI edizione

Nuovi grandi ospiti annunciati al Comicon Napoli 2026. Caparezza, Liam Sharp e il sensei Makoto Yukimura tra le star della XXVI edizione

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Comiconiani,
lasciate pure a casa la spada: per essere dei veri guerrieri stavolta vi basterà impugnare un biglietto per la XXVI edizione di COMICON Napoli. Siete pronti a incontrare uno dei più grandi mangaka contemporanei?

Makoto Yukimura arriva per la prima volta in Italia!

ll leggendario sensei, autore di Vinland Saga, una delle opere più amate e premiate del fumetto contemporaneo a tema storico, sarà ospite, insieme a Star Comics, di COMICON Napoli 2026. Alla sua celebre opera sarà dedicata una mostra speciale e il mangaka parteciperà a incontri con il pubblico e ulteriori iniziative che verranno svelate nei prossimi mesi.

Caparezza ci porta in Orbit Orbit con una mostra dedicata al suo disco-fumetto

Dopo essere stato giurato dei Premi Micheluzzi nel 2023, torna a COMICON Napoli Caparezza, reduce dall’enorme successo editoriale e discografico di Orbit Orbit. Il cantautore e musicista sarà protagonista di una mostra inedita che esporrà per la prima volta le tavole del fumetto Orbit Orbit, opera che accompagna l’omonimo album musicale e segna il suo debutto come autore e sceneggiatore di fumetti.

E ancora… tanti maestri del fumetto italiani e internazionali che vi aspettano a COMICON Napoli 2026!

LIAM    SHARP

Celebre fumettista britannico noto per il suo lavoro su Wonder Woman: RebirthThe Green Lantern di Grant Morrison, Batman: Reptilian di Garth Ennis e numerosi altri titoli iconici.

R.M.    GUÉRA 

Maestro apprezzato in tutto il mondo per serie come Scalped e Goddamned, Django Unchained e per Judge Dredd e per lo speciale Tex: L’Uomo dalle Pistole d’Oro.

SARA PICHELLI

Artista Marvel dal 2008, è co-creatrice di Miles Morales, il nuovo Spider-Man dell’universo Ultimate, vincendo numerosi riconoscimenti internazionali.

SIMONE BIANCHI

Illustratore tra i più celebri al mondo, ha lasciato il segno su personaggi iconici come Superman, Batman, Thor, Spider-Man, X-Men e non solo.

COMICON Napoli è anche… cosplay

COMICON Napoli  annuncia la presenza di Yugoro, cosplayer estone di fama internazionale, creatrice di costumi e prop fantasy di altissimo livello. Yugoro incontrerà il pubblico e sarà giudice della COMICON Cosplay Challenge Pro e COMICON Cosplay Challenge Regular, tra gli appuntamenti più amati del festival.

COMICON Napoli è anche… Tomodachi Press

Arrivano a COMICON Napoli anche i celebri creators e fondatori della casa editrice Tomodachi Press, Dario Moccia e Davide Masella, affiancati dall’illustratrice Agnese Innocente, con tante novità tra cui, per la prima volta, uno stand dedicato e una artist alley per entrare nel mondo delle carte collezionabili con numerosi artisti e disegnatori.

COMICON Napoli è anche… musica

Per la musica, torna infine una voce che ha accompagnato intere generazioni: Giorgio Vanni salirà sul palco dell’Arena Flegrea per un imperdibile concerto live, cantando le sigle più iconiche di Pokémon, Dragon Ball, One Piece, Detective Conan e molte altre.

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UmbriaCON 2026: una terza edizione da record con 31.000 presenze

Numeri da record per UmbriaCON che chiude con 31.000 presenze la sua terza edizione andata in scena dal 16 al 18 gennaio 2026. Arrivederci al 2027 con la quarta edizione.

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31.000 presenze ad UmbriaCON 2026: successo oltre le aspettative per la terza edizione del Festival

Umbriafiere, Bastia Umbra (Perugia)

UmbriaCON 2026 è stata un’esplosione di energia, emozioni e divertimento per appassionati di tutte le età. Grandi ospiti e artisti hanno invaso Umbriafiere, oltre a tanti workshop, panel, firmacopie, mostre, esibizioni di cosplayer e k-pop. UmbriaCON è stato un vero spettacolo e già si guarda alla prossima edizione.

Una carica di quasi 31.000 presenze ha invaso la terza edizione di UmbriaCON, il Festival Comics Arts & Games di Bastia Umbra. Per tre giorni, dal 16 al 18 gennaio 2026, l’Umbriafiere è stata un’esplosione di energia, divertimento e pure emozioni con un pubblico proveniente dall’Umbria e tutte le regioni d’Italia, specialmente dal Lazio, oltre che da 20 paesi esteri tra cui Germania, Svizzera, Croazia, Austria, Malta, Regno Unito, Grecia, Brasile, Cina e Giappone.

Un’edizione di successo e una crescita di presenze in tre giorni di Festival, con un incremento di +25% rispetto allo scorso anno se si considera che nel totale 2025 era compreso anche il concerto di Elio e le Storie Tese del giovedì sera. A partecipare sono state tutte le tipologie di pubblico e le diverse generazioni, dai bambini agli adulti comprese le scuole.

Grandi ospiti sono saliti sul palco di UmbriaCON ed hanno regalato incontri indimenticabili e spettacoli travolgenti: Giorgio Vanni & Ammiraglio Max, Anna Mazzamauro, Gigi e Andrea, Francesco Pannofino, Lorenzo Branchetti, gli Animeniacs, gli Oliver Onions, lo spettacolo Disneiamo.

Tanti gli artisti che hanno richiamato migliaia di fan regalando racconti, aneddoti, sorrisi e rilasciato firmacopie, con un’esplosione di pura energia e divertimento. Questi sono solamente alcuni dei nomi intervenuti: l’attesissimo illustratore giapponese di fama mondiale Mitsuhiro Arita, l’attrice che ha avuto una parte in Harry Potter Natalia Tena, Kevin Eastman co-creatore delle leggendarie Tartarughe Ninja, Simon Bisley, Sara Pichelli, gli youtuber Caverna di Platone, Sio e Fraffrog, Gabriele Dell’Otto, Alex Maleev, Massimo Bonfatti, Federic95ita, Dario Moccia e Davide Masella (Tomodachi Press), il doppiatore Pietro Ubaldi e tanti altri.

A colorare il Festival internazionale gli oltre 80 espositori del settore, mostre di fumetti, gli spettacoli dei cosplayer, dello Star Wars Club e le esibizioni di k-pop che hanno riempito ogni angolo di energia, passione e allegria.

«Fin dalla prima edizione di UmbriaCON ci siamo posti obiettivi ambiziosi, e in questa terza edizione lo erano ancora di più – commenta Federico Piermaria, direttore artistico di UmbriaCON –. Siamo estremamente felici dei risultati raggiunti, andati oltre le aspettative, e accogliamo con grande orgoglio un successo che non ci attribuiamo da soli, ma che ci viene restituito dal pubblico e dagli ospiti stessi: professionisti che desiderano tornare spontaneamente e che ci hanno lasciato feedback estremamente positivi. Con grande soddisfazione posso dire che siamo riusciti a centrare alcuni traguardi fondamentali. Il primo è stato quello di portare il mondo in Umbria: ospiti, professionisti, creator e realtà internazionali hanno scelto di esserci, riconoscendo il valore del progetto. Allo stesso tempo avevamo un secondo e altrettanto importante intento: portare l’Umbria nel mondo. Anche questo obiettivo è stato raggiunto, pur consapevoli di essere solo agli albori di un percorso più ampio e strutturato. La difficoltà maggiore che ci siamo trovati ad affrontare in questi anni è stata la crescita esponenziale degli eventi di settore. Il rischio di essere percepiti come uno dei tanti è sempre stato, e continua ad essere, altissimo. Proprio per questo abbiamo sentito la necessità di fissare un benchmark qualitativo molto elevato, capace di rispondere alle esigenze di un pubblico che oggi si trova davanti a un’offerta spesso poco verticalizzata e poco identitaria. Tutto questo non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza e guardiamo già alla quarta edizione. UmbriaCON è il vettore di un progetto molto più grande e ambizioso, che vuole tradursi in iniziative civiche, sociali e culturali che iniziano a prendere forma».

UmbriaCON è organizzato da Fidelio srl di Bastia Umbra a Umbriafiere, in collaborazione con la Regione Umbria e il Comune di Bastia Umbra, con il patrocinio del Comune di Assisi e della Provincia di Perugia.

Il Festival UmbriaCON è stato un tripudio unico di arte, spettacolo e condivisione che ha appassionato tutte le generazioni, trasformando Umbriafiere per tre giorni in un mondo incredibile di cultura pop, fumetti, giochi da tavolo, videogiochi, cosplay, musica e puro divertimento. L’appuntamento è al 2027 con la quarta edizione.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa UmbriaCON per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Approfondimenti e Curiosità

Umbriacon 2026: l’arte di Mitsuhiro Arita, disegnatore storico di carte Pokemon

Super ospite all’Umbriacon 2026, Mitsuhiro Arita, illustratore di fama internazionale famoso per aver contribuito a creare alcune delle più iconiche illustrazioni delle carte Pokemon e Magic

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Chiunque sia un allenatore Pokémon avrà letto spesso questo nome sulle carte del proprio mazzo: Mitsuhiro Arita.

Quando parliamo dell’artista Mitsuhiro Arita, ci riferiamo a uno degli illustratori più iconici nella storia del Pokémon Trading Card Game, una figura che dal 1996 ha contribuito a definire l’estetica di carte diventate leggendarie, desiderate da milioni di giocatori e collezionisti. Carte che non sono soltanto strumenti di gioco, ma vere e proprie opere d’arte capaci di attraversare il tempo.

Averlo in Italia sembrava impossibile, soprattutto nell’anno che celebra i 30 anni dalla nascita del mito Pokémon, ma Umbriacon 2026 è riuscito nell’impresa, portando il grande artista e mettendolo a disposizione del pubblico italiano.

Tra il 16 e il 18 gennaio, Mitsuhiro Arita è stato uno degli ospiti più attesi di Umbriacon e, nel primo giorno della manifestazione, abbiamo avuto la possibilità di partecipare al panel all’area ART STAGE, dove il disegnatore si è raccontato a fan, collezionisti e appassionati d’arte (perché questo sono le sue illustrazioni) presenti.

Dal 1996 a oggi: nascita di un’icona

Mitsuhiro Arita sul palco dell’Umbriacon 2026

Quando Arita entra nel progetto Pokémon, il gioco di carte collezionabili è ancora un territorio quasi inesplorato, considerando che in quel momento esisteva praticamente solo Magic. Non esisteva un mercato strutturato né una reale consapevolezza di quanto quell’universo sarebbe cresciuto. Proprio per questo, come racconta spesso lo stesso artista, l’approccio iniziale era guidato più dall’istinto che da strategie a lungo termine.

Ogni illustrazione nasceva con un obiettivo chiaro: dare al Pokémon un carattere immediatamente riconoscibile, un impatto visivo forte, capace di raccontare qualcosa anche in uno spazio limitato come quello di una carta. Non importava se il personaggio fosse “buono” o “cattivo”: ciò che contava era renderlo vivo.

Con il passare del tempo e la crescita del Pokémon Trading Card Game, alcune delle illustrazioni da lui realizzate sono diventate iconiche e le carte che le riportavano vere e proprie prede ambite dai collezionisti. Arita si è reso conto di avere una responsabilità enorme: quelle immagini non sarebbero finite solo nelle mani dei bambini, ma sarebbero cresciute insieme a loro, diventando parte della memoria emotiva di intere generazioni.

Disegnare non è solo tecnica: è pensiero che prende forma

Uno dei concetti chiave del lavoro di Mitsuhiro Arita è che l’illustrazione non è mai solo estetica. Ogni opera nasce da un processo interiore: mentre disegna, l’artista disegna anche i propri pensieri. Il suo modo di intendere l’arte, in questo senso, non è mai cambiato: quando realizza un’illustrazione, cerca sempre di farlo nel modo migliore possibile, dando forma ai propri pensieri.

Che si tratti di Pokémon o di universi differenti come Magic: The Gathering, Arita ha sempre affrontato ogni progetto come una sfida culturale prima ancora che artistica.

Nel passaggio ai mondi fantasy di Magic: The Gathering, l’artista — grande amante del dark fantasy — non ha avuto particolari difficoltà ad approcciarsi a un universo fatto di segni, atmosfere e regole completamente nuove. Proprio qui Arita ha trovato una delle sue sfide più stimolanti, soprattutto lavorando con realtà occidentali, dove spesso la libertà creativa è maggiore rispetto alle rigide linee guida giapponesi.

Il lavoro su Magic è stato sicuramente fondamentale per l’autore, e ciò che ha imparato da quell’esperienza lo ha poi riversato anche nei progetti successivi.

Tradizione, digitale e mente dell’artista

Nel corso degli anni il suo approccio tecnico è passato dalla matita agli acquerelli, che utilizza anche oggi. Ma Arita è sempre stato chiaro su un punto fondamentale:

non è la tecnica a creare l’opera, ma la mente dell’artista.

Il digitale è uno strumento potente, ma non sostituisce la visione. È solo un mezzo. Ed è questo il messaggio più importante che Arita ama trasmettere ai giovani illustratori: continuare a coltivare il piacere del disegno, la curiosità e l’entusiasmo, anche in un settore sempre più competitivo.

Un incontro generazionale

Ciò che ancora oggi lo stimola, a distanza di anni dall’inizio della sua carriera, è realizzare opere che rendano felice lui stesso e che, allo stesso tempo, vengano apprezzate dal pubblico di tutto il mondo.

Vedere un pubblico composto da bambini, adolescenti e adulti cresciuti con le sue carte è, per Arita, una delle soddisfazioni più grandi. Lui si definisce un semplice disegnatore, ma sono le persone a giudicare il suo lavoro, e ricevere l’apprezzamento di così tante generazioni significa aver contribuito a qualcosa che va oltre la professione: un patrimonio immaginativo condiviso.

Ed è proprio questo che ha reso la sua presenza a Umbriacon 2026 così speciale: Mitsuhiro Arita non è solo un artista di fama internazionale, ma un vero e proprio ponte tra generazioni, capace di trasformare illustrazioni in opere che, con il tempo, sono diventate immortali.


Mitsuhiro Arita

Mitsuhiro Arita, nato il 12 gennaio 1970, nella Prefettura di Fukuoka, è un illustratore freelance che ha fornito materiale illustrativo per il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon sin dal suo inizio.

Oltre a Pokémon, ha anche fornito materiale illustrativo per molti altri giochi di carte collezionabili basati su franchise come Shin Megami TenseiMonster Hunter, e Super Sentai. Ha fornito molte illustrazioni per i contenuti online di Final Fantasy XI, e ha caratterizzato le opere e le copertine in numerose pubblicazioni.

Gli piace dipingere immagini in movimento sul suo PDA, un hobby che chiama “Mobile Painting”, e di cui ha anche parlato in alcune pubblicazioni.

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