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Chi sono Stephanie Phillips e Lee Garbett, i nuovi autori di Daredevil?

Marvel ha annunciato il team creativo composto da Stephanie Phillips e Lee Garbett per il nuovo ciclo di Daredevil. Ecco chi sono e cosa hanno fatto prima di approdare sulle pagine del Diavolo di Hell’s Kitchen

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Stephanie Phillips e Lee Garbett. Due nomi che probabilmente fino a ieri erano ‘poco’ popolari tra i lettori di comics e che oggi sono sulla bocca di tutti i Marvel fan.

I due autori sono stati annunciati da Marvel come nuovo team creativo di Daredevil, che ripartirà da #1 a marzo 2026 (mese che vede anche l’uscita della seconda stagione di Daredevil: Rinascita su Disney+).

Un compito decisamente impegnativo per la Phillips e Garbett, rispettivamente scrittrice e disegnatore della nuova run sull’Uomo senza Paura, che suscita senza ombra di dubbio curiosità intorno ai nuovi ‘padroni’ di Hell’s Kitchen, dopo la controversa gestione di Saladin Ahmed e Aaron Kuder.

Noi di PopCorNerd vogliamo approfondire i profili di questi due interessanti autori, concentrandoci sul lavoro che hanno fatto sino ad oggi tanto da convincere la Casa delle Idee ad affidargli le chiavi di una delle serie più blasonate del suo catalogo.

Stephanie Phillips: la scrittrice che segue le orme di Ann Nocenti

Stephanie Phillips, nuova scrittrice di Daredevil

Stephanie Phillips è una giovane autrice statunitense, che ha, però alle sue spalle una carriera che l’ha vista molto attiva nel mondo dei comics negli ultimi 7-8 anni; tra creator owned, DC Comics e Marvel, la scrittrice si è fatta spazio nell’industria del fumetto americano per il suo lavoro costante, tanto da essere notata da Marvel ed essere scelta come nuova sceneggiatrice di Daredevil.

Autrice prolifica e versatile capace di spaziare dall’horror alla fantascienza la sua carriera decolla nel 2018 con The Devil Within (Black Mask Studios), ispirato a un caso reale di possessione demoniaca nelle Filippine, e con Kicking Ice, un progetto dedicato all’hockey femminile realizzato in collaborazione con la National Women’s Hockey League.

Nel 2019 arrivano Descendent (AfterShock Comics) e The Butcher of Paris per Dark Horse, storia vera del serial killer Marcel Petiot nella Francia occupata dai nazisti.

Il 2020 segna un’ulteriore espansione del suo portfolio: pubblica il thriller della Guerra Fredda Red Atlantis, la serie sci-fi Artemis and the Assassin, il fumetto piratesco A Man Among Ye e la saga fantasy Taarna: The Last Taarakian. Quando dicevamo “autrice versatile”, non stavamo scherzando!

Il 2021 e il 2022 segnano l’ingresso della Phillips nel mondo DC Comics, dove scrive Future State: Harley Quinn, rilancia la serie regolare Harley Quinn, lavora su Wonder Woman con Sensational Wonder Woman e la miniserie Wonder Woman: Evolution.

In parallelo pubblica We Only Kill Each Other (ComiXology Originals) e lancia Grim per Boom! Studios, una serie dark su una mietitrice intrappolata tra i mondi dei vivi e dei morti che ha riscosso un discreto successo (in Italia è stata pubblicata da Saldapress).

Gli anni successivi la vedono approdare anche in Marvel, dove ha scritto miniserie su personaggi iconici come Rogue & Gambit, Cosmic Ghost Rider, Capwolf and the Howling Commandos, fino ad arrivare a Black Widow & Hawkeye e alla nuova serie Spider-Gwen: Ghost Spider.

Nel 2024 nel rilancio mutante X-Men: From the Ashes viene designata come scrittrice della serie dedicata a Phoenix, dove porta Jean Grey nello spazio ed esplora un nuovo punto di vista del rapporto tra la forza Fenice e l’ex Marvel Girl. Pubblica anche Red Before Black, inserito tra i migliori fumetti indipendenti dell’anno.

Il 2025 l’ha vista anche quale autrice di Planet She-Hulk, miniserie legata all’evento cosmico Marvel, Imperial, prossimamente in arrivo anche in Italia grazie a Panini Comics.

La Phillips raccoglierà l’eredità di Ann Nocenti, la scrittrice e giornalista che ha realizzato una delle run cult più importanti di DD negli anni ’80 e una delle poche autrici che si sono avvicendate sulle pagine di Daredevil sino ad oggi.

Sarà interessante capire l’approccio della Phillips, in particolare all’uomo sotto la maschera del diavolo, Matt Murdock. Ecco le prime dichiarazioni dell’autrice, rilasciate a Marvel.com:

Sto affrontando uno dei miei personaggi preferiti con uno dei miei artisti preferiti, e insieme esploreremo la sensibilità noir di Daredevil. Lee Garbett porta con sé stile ed emozione in ogni pagina, e non potrei chiedere un partner migliore per dare vita a questa versione di Daredevil.

La Phillips, inoltre, ha insegnato scrittura e comunicazione in varie università e sarà interessante capire quanto a livello personale inserirà nella sua versione di Murdock che, è stato dichiarato, nella sua run sarà un professore di legge.

Lee Garbett: dalla Morte del Dottor Strange alla rinascita di Daredevil

Lee Garbett, disegnatore della nuova run di Daredevil, in uscita a marzo 2026 per Marvel

L’artista britannico Lee Garbett è nel giro dei comics da diverso tempo. Ha iniziato la sua carriera con Dark Mists, una miniserie in quattro numeri co-creata con Annika Eade, che racconta la storia di un gruppo di geishe costrette con il ricatto a diventare assassine.

Conclusa la collaborazione su Dark Mists, Garbett ha iniziato a lavorare per 2000 AD, contribuendo alla serie London Falling insieme a Simon Spurrier e realizzando anche una striscia dedicata a Judge Dredd per la Judge Dredd Megazine.

Il passo successivo è stato il trasferimento negli Stati Uniti, dove ha iniziato a collaborare con DC Comics e con l’etichetta Wildstorm. Qui ha lavorato su The Highwaymen e ha affiancato Keith Giffen su Midnighter e sul crossover DC/Wildstorm: Dreamwar. Sempre per DC ha illustrato una storia in due parti di Batman collegata agli eventi di Batman R.I.P. e Final Crisis, confermando la sua capacità di integrarsi in grandi saghe editoriali.

Garbett ha poi disegnato “The Deep”, l’arco narrativo inaugurale della nuova serie The Outsiders, e ha contribuito al rilancio di Batgirl nell’agosto 2009. Successivamente ha fornito le matite per il numero conclusivo della miniserie The Return of Bruce Wayne di Grant Morrison, uno dei progetti più rilevanti del periodo.

Nel 2011 ha cominciato il suo lavoro per la Marvel realizzando Identity Wars, un crossover in tre parti che ha coinvolto gli annuali di Spider-Man, Hulk e Deadpool, ampliando ulteriormente la sua presenza nel mercato americano.

Presso la Casa delle Idee ha trovato diverso spazio su Loki: Agente di Asgard, Capitan Marvel, e altre serie con one shot, ma, soprattutto, ha affiancato Jed MacKay  su Doctor Strange partecipando alle matite su La Morte del Dottor Strange e la successiva serie che vedeva protagonista Clea come nuovo Mago Supremo.

Sentiamo cosa ha detto sul suo nuovo incarico su Daredevil:

Non potrei essere più entusiasta di lavorare con Stephanie Phillips su DAREDEVIL (2026). Abbiamo iniziato il progetto insieme, con un amore genuino per il personaggio e una visione chiara. Steph è una scrittrice incredibile e ha colto perfettamente il tono e il cuore del mondo di Daredevil. Ogni battuta è autentica e DD al suo massimo splendore, ma abbiamo idee nuove e grandi sorprese in serbo!

Sarà interessante vedere il suo tratto, chiaro e fluido, sulle pagine di Daredevil, sperando che (come ci immaginiamo) riesca a dare la sua personale visione di DD e della rappresentazione visiva dei poteri del vigilante di Hell’s Kitchen, come molti suoi predecessori sono riusciti a fare.

Daredevil#1 in arrivo a marzo 2026 negli Stati Uniti

Ecco la sinossi di Daredevil#1 direttamente da Marvel.com:

Hell’s Kitchen è piena di segreti, ma nessun segreto rimane sepolto a lungo! Quando un nuovo, temibile supercriminale di nome OMEN ha preso di mira MATT MURDOCK, sarà il suo alter ego DAREDEVIL a subirne i colpi! MA ATTENZIONE! Questo misterioso nuovo giocatore non è tutto ciò che sembra: un segreto che Daredevil dovrà scoprire in fretta mentre cerca di ambientarsi in una vita e in uno status quo in cui NON LO ABBIAMO MAI VISTO PRIMA!

Comics

SaldaPress – le uscite di Luglio e Agosto 2026

Tutte le uscite di Saldapress previste per i mesi di luglio e agosto, con anche gli ultimi appuntamenti e promozioni prima della pausa estiva

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Saldapress


G.I. Joe: A Real American Hero vol. 2

Storia: Larry Hama
Disegni: Paul Pelletier
Inchiostri: Tony Kordos
Colori: Francesco Segala
Copertina: Andy Kubert
Formato: 168 x 256 mm, S., 128 pp., col.
Data di uscita: 10/07/2026
Prezzo: 22,00 Euro

TRA ACTION FIGURE, NOSTALGIA E AZIONE SENZA TREGUA, IL RITORNO DEI “VERI EROI AMERICANI”!

Grazie a Skybound, l’universo dei G.I. Joe entra in una nuova e straordinaria fase. Mentre il rilancio dei personaggi all’interno dell’Energon Universe affascina una nuova generazione di lettori, finalmente anche in Italia approda la serie che ha dato origine al mito: G.I. Joe: A Real American Hero.

SPRINGFIELD DIVENTA IL CAMPO DI BATTAGLIA NELLA GUERRA CONTRO SERPENTOR! La guerra contro Serpentor entra in una fase decisiva e si estende su più fronti, mettendo alla prova l’equilibrio tra G.I. Joe e Cobra. Nuove alleanze cambiano le regole del conflitto, mentre lo scontro si sposta verso uno dei luoghi simbolo della saga: la città di Springfield. Le mosse di Cobra Commander alzano ulteriormente la posta in gioco, in un’escalation che segna una svolta per l’intera serie.
Con G.I. JOE – A REAL AMERICAN HERO vol. 2, lo storico sceneggiatore Larry Hama prosegue la continuity originale della serie, affiancato ai disegni da Paul Pelletier. Un arco narrativo teso e ricco di colpi di scena che consolida il rilancio della linea classica, mantenendo intatto lo spirito militare e la profondità dei personaggi che hanno reso iconici i G.I. Joe.

CONTIENE:G.I. Joe: A Real American Hero #306-310


The Walking Dead Color Edition #65

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 17/07/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 65esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, prosegue il 22esimo arco narrativo della serie. I sopravvissuti continuano a trovare nuovi modi per sbarazzarsi dei defunti, ma sembra che la loro minaccia si sia evoluta: ora i morti non si limitano a camminare, ma sussurrano.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #129 – 130


The Walking Dead Color Edition #66

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 21/08/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 66esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, si conclude il 22esimo arco narrativo della serie. Anche se i loro sussurri spaventano, la minaccia dei non-morti apparentemente in grado di parlare va studiata e affrontata. E vanno recuperati i compagni dispersi. E, cosa più importante di tutte, la felicità raggiunta dai sopravvissuti va preservata e difesa.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #131 – 132

Tutte le grandi storie, prima o poi, arrivano a una conclusione. Qui trovate alcune delle serie che hanno raggiunto un finale o archi narrativi che si sono chiusi: avventure e colpi di scena non mancano! Un’occasione ideale per recuperare alcune delle serie più amate dai nostri lettori.

Undiscovered Country

Cosa si nasconde oltre i confini di un’America scomparsa dal mondo? Scott SnyderCharles Soule scrivono una saga epica per i disegni di  Giuseppe Camuncoli. Un mix di fantascienza, politica, misteri e avventura, fino a un finale sorprendente.


Godzilla: Hic Sunt Dracones

Godzilla: Hic Sunt Dracones, trilogia scritta da Frank Tieri, reinterpreta la storia umana come una convivenza segreta con i kaiju: Godzilla e altri mostri influenzano eventi storici dall’antichità alla Guerra Fredda.


Transformers

Nel primo ciclo dei Transformers di Daniel Warren Johnson, Autobot e Decepticon sopravvivono a un crash su un pianeta ostile. La scarsità di Energon rende la guerra più feroce, coinvolgendo gli umani. Optimus tenta di ricompattare gli Autobot, Megatron impone dominio.

COMICON BERGAMO 2026:

Anche quest’anno saldaPress è presente a Comicon Bergamo per incontrare il pubblico e presentare anteprime ed esclusive attesissime! Prima tra tutte la Variant Exclusive di Dike Ruan di Undiscovered Country Vol. 6, che chiude la serie; oltre alla Variant di Andrea Milana di G.I. Joe Vol. 2. In anteprima è possibile trovare G.I. Joe A Real American Hero Vol. 2, in doppia versione Variant e Regular. A presidiare lo stand, disponibili per un saluto e un firmacopie, ci sono Marco Foderà, impegnato sulla serie di G.I. Joe, e Carmine Di Giandomenico.


COMICS WILL ROCK YOU PROMO -20%

Un mese di grandi sconti sul catalogo saldaPress è in arrivo: dal 29 giugno al 26 luglio avrà luogo la campagna promozionale COMICS WILL ROCK YOU, durante la quale sarà possibile acquistare la maggior parte dei titoli saldaPress con uno sconto del 20%.

I lettori più affezionati avranno già riconosciuto Thragg, dalla serie Invincible, che si trova al centro di un omaggio dal carattere epico, impreziosito da una veste grafica che richiama una delle più celebri iconografie della storia della musica. Qui tutte le info.


LE USCITE SALDAPRESS DI GIUGNO

Vuoi scoprire tutte le novità saldaPress di giugno 2026?
Basta cliccare su USCITE GIUGNO 2026. Keep Surfin’ on Comics.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa saldaPress per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

 

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Comics

The Walking Dead: il fumetto sugli zombie che parla di umanità

The Walking Dead, un fumetto che ha fatto la storia, consacrando Robert Kirkman come autore di punta dell’industria comics americana.

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Rick Grimes è un vice sceriffo che, risvegliatosi in una stanza di ospedale dopo essere stato in coma, si ritrova ingabbiato in un mondo che non riconosce. Niente elettricità, niente persone, stato di abbandono totale del territorio. Ma non è solo. Infatti le strade, i vicoli, le corsie ospedaliere dove si risveglia sono saturi di zombie. Inizia il suo viaggio, così come quello di The Walking Dead, il fumetto di cui parleremo in questo articolo.

Nella società moderna, appagati da ogni tipo di comodità a portata di mano e dalla sedentarietà cui siamo abituati, Rick si ritrova a doversi mettere in viaggio e riscoprire così l’anima nomade dell’uomo. Ogni tappa è mossa da una speranza e da un obiettivo: quella di ritrovare in vita sua moglie Lori e suo figlio Carl, quella di trovare maggiore protezione, quella di trovare amministratori che sappiano cosa stia accadendo a questo pazzo mondo. Ed ogni volta è più difficile partire perché come detto in precedenza, è facile galleggiare nella comodità piuttosto che avanzare verso qualcosa di ignoto. Lungo il cammino avvengono incontri, scontri, attriti. Decisioni sempre più complesse ed articolate da dover prendere per il bene comune. E così il concetto di famiglia si allarga a quello che dapprima è un gruppo ristretto di sopravvissuti sino a diventare la guida di un’intera comunità.

Il tempo passa, le difficoltà aumentano, le persone cambiano.

Carl, che abbiamo conosciuto bambino, lo ritroveremo adolescente e poi adulto. Vivere un mondo del genere, una situazione del genere, porta a saltare alcune delle fasi della crescita e di quelle che sono considerate basilari per la formazione del carattere e della solidità di una persona.

Si è trovato ad affrontare situazioni decisamente troppo grandi per lui e troppo in fretta: dall’abbandonare la propria casa, suo padre sul letto di un ospedale senza sapere se mai l’avrebbe rivisto. Padre che si trova a difendere dalla minaccia di Shane, uccidendo quest’ultimo. A sette anni la sua infanzia, la sua fragilità, la sua innocenza sparisce per sempre rendendolo uno dei personaggi più freddi ed induriti emotivamente dell’intera opera.

Durante la sua adolescenza conosce Negan, il leader della fazione dei Salvatori, nel quale vede il risvolto più cinico e folle dell’essere una guida e col quale instaura nel corso degli anni un rapporto uno a uno: discepolo e mentore da poter testare per scoprire il proprio io, per conoscere sino a che punto potersi spingere nelle emozioni e nelle azioni.

Nel salto temporale finale, Carl sarà il punto d’incontro tra vecchio e nuovo, una sorta di memoria storica che tramanda gli insegnamenti di Rick affinché non si dimentichi il percorso fatto per raggiungere lo stato attuale di pace della città e delle colonie.

Nonostante Rick sia il personaggio centrale attorno al quale ruotano le scelte, le decisioni e l’intera trama principale della storia, Negan resta il personaggio che più di tutti mi ha affascinato. Lo conosciamo come capo dei Salvatori, perfetto stereotipo di crudeltà e follia al servizio della comunità che guida col “pugno di ferro” e che con la stessa metodologia vuole conquistare il rispetto – e le risorse – delle comunità più piccole che incontra per strada. Dopo il massacro di Glenn sino a quel momento centrale e tra i più fidati compagni di Rick, l’estorsione psicologica verso lo stesso Rick, la derisione verso Carl per testarne l’integrità, inizia il suo vero percorso di decostruzione. Durante la sua prigionia ad Alexandria riceve sistematicamente le visite da parte di Carl, ma soprattutto quelle di Rick. Diventa un confidente, un amico, una sorta di voce della coscienza cui poter fare affidamento nonostante le divergenze. Addirittura in alcuni passaggi il lettore ha come l’impressione che la differenza tra i due leader si assottigli sino a quasi sparire. Il rispetto reciproco tra i due trova il suo culmine nel momento in cui Negan, evaso dalla sua cella, fa ritorno consegnando a Rick la testa di Alpha, leader dei Sussurratori e più grande minaccia per quella porzione di mondo che viene presa in considerazione. Infine Negan riuscirà a fare pace con se stesso e col suo passato sanguinario liberandosi di Lucille, la sua amata mazza da baseball coronata di filo spinato, simbolo della sua tirannia e delle sofferenze vissute prima della venuta dei vaganti.

Rick, l’eroe che prende in pugno le redini della situazione e della sua squadra non per scelta ma per necessità dopo la morte di Shane. Si trova inizialmente spaesato, legato com’è alla legge ed all’ordine. Lo vediamo in difficoltà quando deve prendere le prime decisioni contro tutto e tutti, e nonostante ciò riesce sempre ad avere l’appoggio e la fiducia del gruppo che guida e che si espande, che plasma in base ai suoi principi. Si troverà a dover prendere decisioni forti, drastiche ed in contrasto con i suoi ideali a tal punto da fargli ammettere “siamo noi i morti viventi”. Seppur spezzato nella sua morale, è sempre pronto a rialzarsi con l’unico obiettivo della salvaguardia degli altri e del gruppo, e del non perdere l’unica cosa che ci distingue dai vaganti: l’umanità. Per lui il percorso di crescita e cambiamento avviene anche dal punto di vista del fisico. Gli viene amputata la mano destra dal Governatore – altro antagonista degno di menzione – perché non vuole svelare la posizione esatta della prigione nella quale si è stanziato col suo gruppo, così come subirà un grave danno alla gamba causato da una colluttazione con Negan che lo costringerà alla zoppia.

Eppure non ci sono solo leader carismatici tra le pagine di questo fumetto, infatti trova spazio anche Eugene. Presentatoci come scienziato del governo centrale con in mano la chiave della cura per la pandemia, ben presto scopriamo che questa era solo una copertura per circondarsi di persone capaci di difenderlo o quantomeno non attaccarlo nel bel mezzo dell’azione. Un codardo, ma abbastanza scaltro da scamparla per diverso tempo, finché la fiducia dei suoi compagni d’avventura viene meno in virtù della scoperta della verità. Ed anche qui la crescita, la rinascita di un personaggio apparentemente inutile nel contesto in cui si ritrova, che si rimbocca le maniche sino a diventare fondamentale grazie alle sue conoscenze e competenze in campo scientifico/tecnologico. E’ grazie a lui ed al suo intelletto se vengono ripristinate le comunicazioni via radio, ed il funzionamento della ferrovia per collegare le cittadine che negli anni sono sorte. Ogni personaggio che incontriamo sarebbe meritevole di approfondimento, visto lo spessore narrativo che l’autore gli dedica. 

Ogni personaggio è mosso dal suo vissuto, dalle sue esperienze pre catastrofe, da quello che la vita gli ha dato da vivere dopo gli eventi iniziali. Sono legato a The Walking Dead proprio per questo, per come un espediente narrativo – quello dell’avvento di un’apocalisse zombie – diventi un viaggio introspettivo, la discesa nella profondità dell’animo umano e dell’emotività di ognuno dei superstiti che fa la differenza tra una scelta piuttosto che un’altra. Così come l’influenza degli altri, di chi abbiamo di fronte e chi incontriamo sia importante per la nostra esperienza e possa influenzare le scelte. Il lettore viene portato a riflettere, a ponderare assieme ai protagonisti aprendo ogni volta uno “sliding door” su cosa sarebbe potuto accadere se Rick o chiunque altro avesse preso una decisione differente.

Conclusioni, spin off e crossmedialità.

Come ogni storia che incontra il favore di pubblico e di critica, anche nel caso di The Walking Dead non sono mancate proposte sotto forma di altri media. Lo stesso Kirkman ha collaborato nella trasposizione come serie tv, che per sua ammissione e volontà ha preso una strada diversa rispetto alla trama originale. Prendono vita personaggi che non esistono nella versione cartacea ed allo stesso tempo vengono prese vie alternative da parte dei protagonisti rispetto al fumetto per creare qualcosa di nuovo e differente. Oltre a questa serie tv ne sono nate altre spinoff o sequel della stessa a seguire le vicende di alcuni personaggi o gruppi di superstiti, altre sono state annunciate e non è dato sapere se prenderanno o meno vita. Oltre al piccolo schermo è nato un videogioco ispirato al mondo creato dall’autore, che comprende i cameo di alcuni personaggi noti prima che incontrassero Rick sul loro cammino. Da questo è nato un sequel sotto forma di fumetto considerato canonico a tutti gli effetti in questo universo narrativo.

Con The Walking Dead Robert Kirkman tocca il suo apice narrativo, secondo lo scrivente. La forza di questa opera sta proprio nella sua capacità di raccontare la vita dei superstiti e della forza delle relazioni, di rendere partecipe il lettore e metterlo nella condizione di empatizzare anche con i villain. E’ capace di farci mettere piede nelle diverse località e di farci vivere secondo le leggi che le governano.

Ogni arco narrativo ci tiene col fiato sospeso ed ogni volta che pensiamo si stia attraversando un periodo di stabilità ecco che accade qualcosa che ci fa ricordare che in fondo è la lotta per la sopravvivenza e per l’autoconservazione che fa agire i vari attori, con uno sguardo al futuro ed alle generazioni che verranno. Il discorso finale di Rick è un manifesto di quelle che vogliono essere le fondamenta da cui la civiltà dovrà ripartire: la vera sopravvivenza coincide con la pace, la giustizia, la comunità e la cooperazione. Per quanto riguarda invece il comparto artistico, Tony Moore ha dato vita al mondo immaginato dall’autore utilizzando un tratto dettagliato ed espressivo che risulta sin troppo morbido per gli eventi che vengono narrati. Dal settimo numero viene sostituito da Charlie Adlard che riappacifica attraverso un tratto più grezzo, sporco, intriso di bianco/nero più marcati le macerie di un mondo alla rovina e di un’umanità oramai spezzata.

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Rob Liefeld: nuova polemica sui social contro Marvel

Rob Liefeld si scaglia sui social contro la Marvel in quanto nell’ultimo Omnibus dedicato a New Mutants viene riportato nei credits come solo disegnatore e non anche come sceneggiatore di alcune storie fondamentali

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Non è certo la prima volta che Rob Liefeld esprime pubblicamente il proprio malcontento nei confronti della Marvel, ma questa volta il co-creatore di Deadpool e tra i fondatori di Image Comics, sembra aver trovato un nuovo motivo per alzare i toni della polemica.

Tutto è nato dall’annuncio del quarto volume omnibus dedicato a The New Mutants. Dopo aver visionato il materiale promozionale diffuso dalla Casa delle Idee, Liefeld ha scoperto di essere stato accreditato esclusivamente come disegnatore all’interno del volume, senza alcun riferimento al suo contributo come sceneggiatore.

Una scelta che l’autore non ha affatto gradito e che lo ha spinto a sfogarsi sui social. Ecco quanto riportato dallo stesso Liefeld su X:

«Sì, nonostante abbia scritto i numeri più venduti di New Mutants mai pubblicati , non sono elencato [come autore]. È stato grazie ai miei scritti che i numeri dal 98 al 100 hanno venduto 2,2 milioni di copie. Si tratta di un numero superiore a quello dell’intero anno precedente al mio ingresso nel team. New Mutants vendeva 110.000 copie in un mare di fumetti degli X-Men che ne vendevano 350.000 e oltre» – Rob Liefeld

La critica di Liefeld non si è però fermata alla questione dei crediti. L’artista ha infatti allargato il discorso al rapporto storico tra Marvel e i suoi creatori, chiamando in causa alcune delle figure più importanti della storia del fumetto americano.

«In conclusione, la Marvel tratta i creatori come spazzatura. Lo ha sempre fatto. Jack Kirby li ha citati in giudizio. Per due decenni. Gli eredi vogliono insabbiare la questione ora che hanno raggiunto un accordo, ma a Jack la cosa ha fatto venire la nausea. Steve Ditko ha citato in giudizio la Marvel. Non possono fare a meno di trattare i creatori di magia come spazzatura»* – Rob Liefeld

*secondo quanto riportato da Popverse

Chi è Rob Liefeld e perché la sua opinione pesa

Nel bene e nel male, Rob Liefeld è una delle figure più influenti e divisive della storia moderna del fumetto statunitense. Durante la sua permanenza in Marvel contribuì alla creazione di personaggi destinati a diventare icone come Deadpool, Cable e Domino, prima di lasciare la casa editrice all’inizio degli anni Novanta insieme ad autori del calibro di Todd McFarlane, Jim Lee, Marc Silvestri, Whilce Portacio e Jim Valentino per dare vita a Image Comics.

Nel corso della sua carriera ha inoltre lavorato su serie come X-Force, Deathstroke e Hawk and Dove, oltre ad aver creato franchise originali molto apprezzati dai lettori come Youngblood, Brigade e Supreme.

L’autobiografia cancellata e il successo di Youngblood

Negli ultimi mesi Liefeld ha fatto parlare di sé anche per un’altra decisione sorprendente: la cancellazione della sua autobiografia, un progetto che sembrava ormai vicino alla pubblicazione.

Perché guardare indietro quando si può vivere nel presente e guardare avanti?“, ha spiegato l’autore. Liefeld ha inoltre raccontato di essersi scusato con il proprio editore e di aver persino restituito l’anticipo ricevuto per il libro.

Nel frattempo continua il successo negli Stati Uniti di Youngblood, la sua creatura più celebre in casa Image. Recentemente la serie ha raggiunto il traguardo simbolico del numero 100 considerando tutte le incarnazioni pubblicate nel corso degli anni. Per celebrare l’evento sono state realizzate diverse copertine variant firmate da autori come Robert Kirkman, Erik Larsen, Marc Silvestri, Jim Valentino, Whilce Portacio, George Perez e lo stesso Liefeld, che ha distribuito alcune edizioni esclusive tramite il proprio sito e attraverso l’app WhatNot.

Una polemica destinata a far discutere

Il tema dei diritti degli autori e del riconoscimento del loro contributo creativo continua a essere uno degli argomenti più delicati dell’industria fumettistica americana. Le parole di Liefeld riaccendono ancora una volta il dibattito sul rapporto tra grandi editori e creatori, una discussione che accompagna il settore praticamente da sempre.

Resta da vedere se la Marvel risponderà alle accuse o se la questione si chiuderà con un aggiornamento dei crediti dell’omnibus. Nel frattempo, Rob Liefeld ha ribadito ancora una volta una posizione che porta avanti da anni e che, inevitabilmente, continua a dividere lettori e addetti ai lavori.

*Fonte del presente articolo: CBR.com

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