MangaNews
Edizioni BD & J-POP Manga al COMICON Napoli 2026
Tutti gli appuntamenti e gli ospiti di Edizioni BD e J-Pop al Comicon Napoli 2026, che si terrà dal 30 aprile al 3 maggio 2026
Dopo aver chiuso con numeri da record l’edizione 2025, sta per tornare nella Mostra d’Oltremare di Napoli la manifestazione dedicata a fumetto e cultura pop più attesa della primavera: COMICON Napoli.
Dal 30 aprile al 3 maggio Edizioni BD & J-POP Manga saranno in fiera in tre diverse location per offrire alla propria community divertimento a 360 gradi tra anteprime, ospiti internazionali ed emozionanti quiz e giochi legati ai titoli più amati!
Allo stand di J-POP Manga in Asian Village sarà possibile incontrare la mangaka Kotteri!, autrice della pluripremiata serie Veil, insieme all’artista coreana Yudori, al disegnatore di fama internazionale Simone Di Meo e a Mogiko, la prima autrice italiana ad avere una serie in corso di pubblicazione in Giappone.
All’arte di Kotteri! e Yudori saranno dedicate due mostre in Asian Village e nell’Area Mostre del Padiglione 1 sarà allestita un’esposizione di tavole firmate da Mogiko e proposta dal Magister della fiera in persona, Leo Ortolani! L’Asian Village ospiterà anche un esclusivo allestimento dedicato a Nanbanjin, lo straordinario progetto che unisce Cyril Pedrosa e Taiyo Matsumoto in un incontro unico tra Europa e Giappone.
Per i quattro giorni del festival il Giardino dei Cedri diventerà J-POP Niwa, uno spazio all’aperto interamente dedicato al mondo manga e manhwa al cui interno la casa editrice organizzerà attività per i lettori a tema Zatch Bell!, reading party per gli amanti dei Boy’s Love e molto altro!
Allo stand di Edizioni BD nel Padiglione 2 si avvicenderanno, invece, le migliori firme del catalogo occidentale della casa editrice con titoli in anteprima e un’attenzione particolare dedicata alla saga vincitrice del Premio Eisner Something is killing the children, in procinto di diventare una serie tv prodotta dalla famosissima casa di produzione horror Blumhouse.
GLI OSPITI
J-POP Manga partecipa a questa edizione di COMICON Napoli all’insegna del femminile, della bellezza e dell’eleganza con due ospiti internazionali provenienti dall’Oriente: Kotteri! e Yudori.
Kotteri! è il nome d’arte che la mangaka Ikumi Fukuda ha scelto per firmare Veil, un manga unico nel suo genere che si legge come una poesia e si sfoglia come una raffinata rivista di moda. La serie ha ottenuto riconoscimenti sia in Giappone che all’estero. In Europa ha vinto il Premio Daruma al Japan Expo 2023 di Parigi e il premio Gran Guinigi come miglior serie a Lucca Comics & Games 2025. L’opera è stata candidata anche ai Premi COMICON di quest’anno nella categoria “Miglior serie straniera”.
Dalla Corea sarà invece per la prima volta a Napoli Yudori, l’autrice di graphic novel indimenticabili come La Scelta di Pandora e La Conquista del Cielo. In fiera presenterà il suo ultimo lavoro: Figli dell’impero, un raffinato ritratto della Corea anni Trenta in bilico tra innovazione e antiche tradizioni.
Tra gli ospiti di punta della manifestazione si divideranno poi tra lo stand di J-POP Manga e quello BD la mangaka italiana Mogiko con un nuovo capitolo di Black Letter e il disegnatore di fama internazionale Simone Di Meo.
Nel Padiglione 2, allo stand di Edizioni BD, i fumettisti Simone Pace e VAGA saranno in dedica con i loro nuovi graphic novel. Simone Pace presenta a COMICON il fantasy dalle atmosfere western Belmiele e VAGA il racconto generazionale FUJAKKÀ.
Tra gli ospiti anche Letizia Cadonici, disegnatrice di Bloom e di House of Slaughter, spin-off della saga horror Something is killing the children.
Atmosfere oscure e un’ambientazione fantastica sui generis dominano anche l’originale post-fantasy One Last Time di Dario Sicchio e Caterina Bonomelli, in firma in stand in compagnia di SimzArt, l’artista da oltre 450K su IG che ha realizzato l’edizione variant del primo volume della serie.
Si chiude in bellezza la squadra di autori BD con Luigi Formisano, disegnatore dell’urban fantasy Nights – recentemente opzionato per diventare una serie animata realizzata dallo studio Titmouse -, Lorenzo Magalotti con il nuovo arco narrativo di Qwest! e Leonardo Berghella, disegnatore di Dada Adventure.
VARIANT, ANTEPRIME E GADGET
Per festeggiare la presenza di Kotteri! in Italia sarà disponibile a COMICON la variant di Veil 1, una preziosa edizione con sovraccoperta apribile a poster e, in allegato, una illustration card ufficiale. Verrà inoltre presentato in fiera il volume 7 della serie sia in edizione regular che in una speciale Edizione Deluxe con logo in lamina dorata e sketch book ufficiale in allegato.
Tra le novità targate J-POP Manga che debuttano alla manifestazione partenopea ci saranno poi i Quaderni di Nanbanjin firmati da due leggende del fumetto: Cyril Pedrosa e Taiyo Matsumoto. Due albi da collezione al cui interno sarà possibile trovare le prime pagine di Nanbanjin, un’opera monumentale in arrivo nel nostro Paese in autunno in cui i due artisti raccontano da due punti di vista diversi e complementari il primo incontro tra portoghesi e giapponesi nel 1500. I Quaderni raccolgono contenuti extra esclusivi, non presenti nel volume finale, come sketch, appunti e studi preparatori delle tavole. Una lettura che equivale a entrare, per la prima volta, nello studio di due grandi maestri ed ammirare il making of del fumetto.
Altre belle sorprese saranno il primo volume di Ultimate Exorcist Kiyoshi di Shōichi Usui, sia in edizione regular che variant con standee in acrilico in omaggio, e i due volumi di 100 Metri – Hyakuemu di Uoto.
Mogiko presenta in fiera il quinto volume di Black Letter sia in edizione regular che in altre due edizioni speciali: una edizione variant disegnata da Simone Di Meo e una Edizione Deluxe con cofanetto e cotton bag.
Allo stand di Edizioni BD sarà inoltre possibile trovare la variant di Belmiele a firma di Werther Dell’Edera e la variant di House of Slaughter 6 realizzata da Letizia Cadonici. Oltre a queste edizioni a tiratura limitata, sarà disponibile un imperdibile gadget a tema Something is killing the children: la bandana di Erica Slaughter!
DOVE TROVARCI ALL’INTERNO DELLA MOSTRA D’OLTREMARE
Asian Village – Stand J-POP Manga Padiglione 2 – Stand Edizioni BD Giardino dei cedri – J-POP Niwa
GLI EVENTI DI EDIZIONI BD & J-POP MANGA
Giovedì 30 aprile
Ore 18:00
Sala Italia (Teatro Mediterraneo)
Showcase Kotteri!
con Kotteri! Modera Alucyel
La straordinaria Kotteri! è protagonista di un attesissimo showcase. Autrice dell’acclamato Veil, Kotteri! ha conquistato lettrici e lettori di tutto il mondo con uno stile raffinato e immediatamente riconoscibile, capace di fondere eleganza, sensualità e un uso magistrale del colore in tavole che ricordano illustrazioni di alta moda. In Veil, l’amore si racconta attraverso sguardi e silenzi, ma anche attraverso abiti, tessuti, tagli e silhouette: la moda non è semplice decorazione, bensì parte integrante della narrazione. Durante lo showcase, Kotteri! accompagnerà il pubblico nel cuore del suo processo creativo, esplorando l’influenza della moda nel suo lavoro. Un appuntamento imperdibile per gli amanti del fumetto, dell’illustrazione, della moda e delle storie che trasformano ogni pagina in un’esperienza visiva indimenticabile.
Venerdì 1 maggio
Ore 16:15
Sala Dino De Matteo
Bruciare o fuggire
con Simone Pace e VAGA. Modera Gianluca De Angelis
Un incontro tra due autori e due visioni del racconto fumettistico, con due storie che arrivano in anteprima a COMICON. Valentina Galluccio, in arte VAGA, vincitrice del Lucca Project Contest 2022 con DOG, presenta FUJAKKÀ, storia ambientata a Napoli che mescola realtà e allucinazione, dando forma a un immaginario urbano potente e disturbante. Accanto a lei Simone Pace, già autore di Fiaba di Cenere e Cuore, che torna con Belmiele, un graphic novel dai toni western che racconta la rabbia sociale della sua protagonista verso un mondo accecato dall’avidità, a cui risponde con la sua arma più distruttiva: il fuoco. Attraverso il dialogo con il giornalista e content creator Gianluca De Angelis, gli autori racconteranno la nascita delle loro nuove opere in uscita per Edizioni BD.
Sabato 2 maggio
Ore 12:00
Sala Andrea Pazienza
Showcase Yudori
con Yudori. Modera Eva Carducci
La talentuosa Yudori protagonista di un imperdibile showcase, moderato da Eva Carducci. Autrice di opere intense e suggestive come La scelta di Pandora e La conquista del cielo, Yudori si è distinta per una narrazione potente e immersiva, dando vita a personaggi che si muovono in mondi stratificati e ricchi di sfumature. Durante lo showcase presenterà in anteprima la sua nuova opera, Figli dell’Impero, e guiderà il pubblico nel cuore del suo processo creativo. L’evento sarà arricchito da una sessione di live drawing, un’occasione unica per vedere prendere forma dal vivo il suo tratto e scoprire i segreti dietro la realizzazione delle sue tavole.
Ore 14:00
Sala Meeting Hiroba
J-POP20 – La sfida di Frieren
con Alucyel e staff J-POP Manga
Se anche voi avete lasciato un pezzetto di cuore nel viaggio di Frieren, non potete perdervi la challenge a squadre firmata J-POP Manga! Tra incantesimi, demoni e ricordi che attraversano i secoli, siete pronti a mettere alla prova la vostra memoria… con carta e pennarello? Ad aspettarvi ci saranno tanti regali, annunci e, soprattutto… fiori blu.
Ore 15:30
J-POP Niwa (Giardino dei Cedri)
About love – Reading Party
Ore 16:30
Music Dojo
Akane Banashi: dal rakugo alla stand-up
con Vincenzo Comunale, Theslabs
Un viaggio tra tradizione e contemporaneità, per scoprire come cambia il modo di far ridere e raccontare storie. Il rakugo, antica forma di teatro comico giapponese, è al centro di Akane Banashi, il manga di successo targato J-POP Manga, recentemente diventato anche un anime. A partire dalla storia di Akane, lo stand-up comedian Vincenzo Comunale e il creator Theslabs guideranno il pubblico in un confronto tra culture e linguaggi diversi, mettendo in luce similitudini e differenze tra rakugo e stand-up comedy. Dalla gestione del ritmo alla costruzione della battuta, dal rapporto con il pubblico alla presenza scenica, sarà un’occasione per esplorare le regole della comicità e scoprire come una tradizione secolare possa dialogare con le forme più contemporanee di intrattenimento.
Ore 18:00
Sala Italia (Teatro Mediterraneo)
ArteSettima Comics Podcast e Live Drawing
con Fumettibrutti, Vaga
ArteSettima incontra il mondo del fumetto in una serie di episodi speciali del podcast: due artisti, due linguaggi e un dialogo incrociato. Nella prima parte, uno dei fumettisti si unisce ad Andre, Pasko e Zino per parlare di cinema, mentre l’altro disegna dal vivo; a metà puntata, i ruoli si ribaltano, dando vita a un confronto dinamico tra parola e segno.
Domenica 3 maggio
Ore 14:00
Sala Meeting Hiroba
Tra mistero e Boys’ Love! Alla scoperta de Lo spettro di Kurose-kun
con Le Tsundoku, Ohayo Yaoi, Readerlover, Blair92
Siete pronti a lasciarvi trascinare in un vortice di occulto e BL? Con Matteo Sartorio, graphic designer J-POP Manga e il Boys’ Love Talk Club scopriremo alcune curiosità in merito al nuovo manga Lo spettro di Kurose-kun! Vi aspettano tante curiosità e retroscena sulla realizzazione dell’edizione italiana…ma non solo! Un quiz interattivo pensato per mettere alla prova memoria e spirito di osservazione con tantissimi premi a tema! Iniziate ad allenarvi eh, non sarà semplice, siete stati avvertiti! E…se rimarrete fino alla fine ci saranno anche altre sorprese!
Ore 16:00
Sala Meeting Hiroba
Magister e Sensei: Leo Ortolani dialoga con Mogiko
con Mogiko e Leo Ortolani. Moderano Sommobuta e Mara Famularo
Mogiko incontra Leo Ortolani in un confronto tra generazioni e immaginari diversi, ma uniti dalla stessa passione per il fumetto. Il Magister di COMICON 2026 dialogherà con l’autrice di Black Letter, per una conversazione che mette a confronto percorsi autoriali lontani ma profondamente connessi. Grande estimatore del lavoro di Mogiko, Ortolani ha voluto portare a COMICON la mostra dedicata a Black Letter, il manga che, dopo aver conquistato il pubblico italiano, ha recentemente esordito in Giappone. Un’occasione unica per attraversare la storia del fumetto made in Italy tra passato, presente e futuro.
Tutte le informazioni sugli orari e i regolamenti delle signing session sono disponibili sul sito e i social della casa editrice.
* Ringraziamo l’Ufficio Stampa J-Pop Manga per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori
Manga
Kagurabachi: Katane e vendetta nel manga di Takeru Hokazono
Katane magiche e una vendetta da portare a termine. Sono questi gli elementi principali di Kagurabachi, il manga di Takeru Hokazono pubblicato da Star Comics
Se seguite anche solo di striscio il mondo dei manga, il nome Kagurabachi vi sarà risuonato nelle orecchie più volte nel corso degli ultimi anni: prima come fenomeno virale sui social ancora prima dell’uscita del fumetto di Takeru Hokazono, oggi come uno dei titoli più chiacchierati di Weekly Shonen Jump, arrivato in Italia grazie a Star Comics, e che, prossimamente, vedrà l’arrivo dell’adattamento anime ormai alle porte.
Kagurabachi è un manga che racchiude senza ombra di dubbio gli stereotipi del battle shonen moderno, ma che ha creato in pochissimo tempo una fan base importante. Scopriamo insieme il motivo di tale successo.
Il suo autore: Takeru Hokazono e il progetto Nextwawe

In foto: Takeru Hokazono
Takeru Hokazono, lettore storico di Weekly Shonen Jump cresciuto a pane e Naruto, ha mosso i primi passi durante gli anni universitari con alcuni one-shot, tra cui Enten, vincitore del 100° Premio Tezuka nel 2020, seguito da Farewell! Cherry Boy!, CHAIN, Madogiwa de Amu e Roku no Meiyaku. Ma è qualche anno dopo che arriva la svolta grazie al progetto Nextwawe.
Infatti Kagurabachi debutta il 19 settembre 2023, inserito nel numero 42 della rivista come parte di Nextwawe, l’iniziativa con cui Shueisha ha scelto di puntare su nuovi talenti pescati tra i candidati al Premio Culturale Osamu Tezuka, in un momento in cui la scuderia di Jump doveva fare i conti con la chiusura di diverse serie storiche. Di quel progetto, va detto, Kagurabachi è l’unico titolo sopravvissuto: gli altri esordienti selezionati non hanno retto il passo.
Kagurabachi: storia di una vendetta

L’incipit della trama di Kagurabachi è molto semplice e lineare. Chihiro Rokuhira è il figlio di Kunishige Rokuhira, leggendario fabbro capace di forgiare le Lame Incantate, armi dal potere devastante che diciotto anni prima avevano posto fine alla sanguinosa Guerra di Seitei. Quando l’organizzazione di stregoni Hishaku uccide suo padre e gli sottrae sei delle sette lame, per Chihiro inizia un percorso di vendetta.
Quello che ha reso Kagurabachi immediatamente riconoscibile è la rappresentazione visiva dell’azione che si contraddistingue per coreografie di combattimento quasi cinematografiche, che devono più al cinema d’azione moderno come John Wick che ai classici shonen. Il tratto di Hokazono è netto, tagliente in ogni caso perfetto per l’atmosfera urban molto cupa che caratterizza il manga.
A questo si aggiunge un’estetica neo-giapponese molto curata, che mescola simbologia tradizionale e un tratto grafico pulito e leggibile anche nelle tavole più caotiche. E le spade. Non dimentichiamoci che un manga dove ci sono delle Katane Incantate ben personalizzate, difficilmente non attirerà l’attenzione dei lettori.
Personaggi che catturano
Ma un manga funziona quando funzionano i personaggi, e qui Hokazono ha costruito un cast che cresce capitolo dopo capitolo.

Chihiro e la sua spada Enten
Chihiro custodisce Enten, l’unica delle sette lame rimastagli, capace di manifestare tre entità spirituali (Kuro, Aka e Nishiki) che ne ampliano enormemente il ventaglio di tecniche.
Caratterialmente Chihiro non è il classico protagonista chiacchierone e ingenuo dei battle shonen come possono essere Luffy, Naruto, Ichigo, Kafka Hibino, Goku, ecc.. ed anzi; è molto taciturno, segnato dal volto sfregiato che gli conferisce un’espressione da duro, ma che nasconde sotto sotto un codice morale ereditato dal padre. È più vicino nei toni a un cacciatore di taglie che a un eroe classico.

Char, ‘sorellina’ di Chihiro
Accanto a lui si muove Char Kyonagi, una ragazzina dal sangue rigenerante che Chihiro salva nelle prime battute della storia e che diventa una sorta di sorella minore, portando nel racconto momenti di leggerezza altrimenti rari.
Non mancano alleati come Togo Shiba, stregone capace di teletrasportarsi e legato da un antico legame d’amicizia al padre di Chihiro, o Hiyuki Kagari, agente della Kamunabi (l’organizzazione governativa che regola la magia) che inizia come rivale diretta di Chihiro per poi trasformarsi in una spalla preziosa. Sullo sfondo, a fare da ponte fra il mondo legale della Kamunabi e la caccia non autorizzata di Chihiro, c’è Soshiro Azami, altra vecchia conoscenza di Kunishige.
Sul fronte antagonisti, gli Hishaku sono un gruppo di dieci stregoni guidati da Yura, capaci di muoversi nell’ombra e di tessere legami con organizzazioni criminali come la yakuza dei Korogumi. A loro si affianca, nel primo grande arco narrativo, Genichi Sojo, trafficante d’armi che porta avanti un’ambizione tanto semplice quanto inquietante: diventare il primo, dopo Kunishige, capace di piegare al proprio volere il potere dei Datenseki, il materiale con cui sono forgiate le Lame Incantate.
Un’opera in continua crescita tra i lettori, nonostante i “soliti difetti”

Kagurabachi ha vinto il 10° Next Manga Award nella categoria stampa nel 2024, e le copie in circolazione sono passate da circa 3 milioni nell’autunno 2025 a oltre 4 milioni entro l’aprile 2026, incluse le edizioni digitali. Numeri importanti che lo confermano come uno dei pochi titoli nuovi tra i manga, realmente candidati a raccogliere l’eredità dei grandi shonen action del decennio scorso.
Va detto con onestà che il consenso non è unanime: c’è chi considera l’hype iniziale sproporzionato rispetto al reale contenuto dell’opera, criticando Kagurabachi per la struttura ancora molto ancorata alle convenzioni del battle shonen contemporaneo che tende a puntare su un ritmo frenetico e veloce, sacrificando world building e sviluppi narrativi. E difatti Kagurabachi non è famoso per i ‘tempi morti’: l’azione procede spedita verso l’obiettivo, senza perdere tempo in allenamenti o saghe riempitive.
Dall’altra parte, una fetta consistente di lettori giudica i primi volumi superiori, per qualità di scrittura, a quelli di altre serie oggi affermate, apprezzando in particolare l’evoluzione più cupa avvenuta con l’inizio della Parte 2 e del Seitei War Arc (ancora inedita in Italia).
Da noi la serie è arrivata, come detto, grazie a Star Comics, che ha scelto di trattare il lancio come un vero e proprio evento: il primo volume, uscito l’11 marzo 2025, è stato proposto in tripla edizione, quella regular, una variant cover con box da collezione comprensivo di segnalibri, sticker e illustration card con dettagli oro, e una ultra-limited a tiratura limitata di duemila copie. Un trattamento riservato di solito solo ai titoli già affermati, non certo agli esordienti.
L’anime in arrivo: tutto quello che sappiamo

Sul fronte dell’adattamento animato,la produzione è affidata a Cypic, studio del gruppo CyberAgent, con la regia di Tetsuya Takeuchi (già dietro Sword Art Online II e L’estate in cui Hikaru è morto) e il character design curato da Keigo Sasaki (Blue Exorcist, The Seven Deadly Sins).
La distribuzione internazionale è stata affidata a Crunchyroll, che trasmetterà la serie in tutto il mondo a esclusione di Giappone, Cina continentale, Corea del Nord e Corea del Sud, con debutto fissato per aprile 2027. In vista dell’uscita è partito un vero e proprio World Tour promozionale: il primo appuntamento si è tenuto all’Anime Expo di Los Angeles lo scorso luglio, dove è stato proiettato in anteprima un estratto di venti minuti del primo episodio, accolto molto positivamente dal pubblico presente, accompagnato da un panel con il doppiatore Taihi Kimura, l’editor del manga Takuro Imamura e il producer dell’anime Koichi Yasuda.
Il tour proseguirà poi tra Japan Expo, AnimagiC, Otakon e Anime NYC, prima del debutto ufficiale.
Potenziale da grande Battle shonen

Kagurabachi è sicuramente un titolo da tenere d’occhio. Chi lo sta seguendo, sa che si tratta di un manga dalla scrittura action solida e un cast di personaggi che arco dopo arco ha guadagnato spessore, nonostante alcuni difetti che riguardano più che altro l’impostazione moderna dei manga shonen di oggi. Ma i numeri parlano chiaro e con l’anime ormai in arrivo nel 2027, il prossimo potrebbe essere l’anno della definitiva consacrazione per l’opera di Takeru Hokazono.
Fumetti
Il tempo è stato clemente con il Devilman di Go Nagai?
Devilman di Go Nagai è ancora un capolavoro? Analizziamo come il tempo abbia cambiato l’esperienza di lettura.
Pubblicato per la prima volta nel giugno del 1972, Devilman è universalmente considerato il capolavoro di Kiyoshi Nagai, meglio conosciuto come Go Nagai. In oltre cinquant’anni di storia, il manga ha venduto più di 50 milioni di copie nel mondo, diventando una delle opere più influenti del fumetto giapponese e una pietra miliare del genere horror, capace di ispirare intere generazioni di autori.
Eppure, proprio il tempo che ne ha consacrato lo status di classico sembra averne evidenziato anche alcuni limiti. Letto per la prima volta oggi, nel 2026, Devilman può rivelarsi un’opera sorprendentemente impegnativa: il ritmo della narrazione, la costruzione delle tavole e soprattutto la verbosità dei dialoghi riflettono un modo di raccontare profondamente diverso da quello a cui il pubblico contemporaneo è ormai abituato. Questo non ne ridimensiona l’importanza storica, ma rende la sua lettura meno immediata rispetto ad altri grandi classici del manga.

Autore di Devilman, il mangaka Go Nagai
Il problema non è la storia, ma il modo in cui viene raccontata
La difficoltà principale nell’affrontare Devilman oggi non risiede nella storia in sé. Al contrario, la trama costruita da Go Nagai è ancora oggi coinvolgente e procede con una direzione ben precisa sin dalle prime pagine, senza perdersi in lunghe deviazioni o archi narrativi superflui.
Ciò che può mettere alla prova il lettore moderno è piuttosto il linguaggio con cui questa storia viene raccontata. Devilman è figlio di un’epoca in cui il fumetto privilegiava la spiegazione dell’implicito, dando voce ai pensieri dei personaggi o ribadendo concetti che il lettore aveva già intuito attraverso i disegni.
È qui che emerge il maggiore limite dell’opera. Il principio del show, don’t tell, oggi alla base della maggior parte della narrativa per immagini, è ancora lontano dall’essere comunemente adottato. I dialoghi risultano spesso ridondanti, alcune informazioni vengono ripetute più volte e battute ricorrenti come gli insistenti “Io sono l’Uomo Diavolo” finiscono per rallentare una narrazione che avrebbe potuto affidarsi maggiormente alla forza delle tavole.
Non è una questione di quantità di testo, ma di ritmo. È proprio questo a rendere Devilman una lettura meno immediata rispetto ai manga contemporanei.

Numerose le apparizioni di Devilman nelle quali annuncia il suo nome. Dialoghi molto verbosi in queste occasioni.
Devilman è figlio del suo tempo
Sarebbe però profondamente ingiusto fermarsi a questa constatazione senza considerare il contesto in cui Devilman è stato scritto.
L’opera debutta nel 1972, oltre mezzo secolo fa, in un panorama fumettistico profondamente diverso da quello odierno. Il linguaggio del manga era ancora in piena evoluzione e molte delle convenzioni narrative che oggi diamo per scontate semplicemente non esistevano o erano agli albori.
Giudicare Devilman esclusivamente con gli occhi di un lettore del 2026 significherebbe commettere lo stesso errore di chi critica un film degli anni Settanta perché non possiede il montaggio frenetico delle produzioni contemporanee.
Errore che io ho inizialmente commesso.
Forse la domanda da porsi è un’altra: il problema è davvero Devilman oppure siamo noi lettori ad essere cambiati?
Negli ultimi decenni siamo stati abituati a manga dal ritmo serrato, costruiti per catturare l’attenzione in poche pagine, con dialoghi essenziali e una narrazione sempre più cinematografica. È inevitabile che un’opera nata in un’altra epoca possa apparire più lenta, senza che questo rappresenti necessariamente un difetto.
Contestualizzare Devilman non significa giustificarne ogni scelta narrativa, ma comprenderne il valore alla luce del periodo storico in cui è stato realizzato.
Eppure ci sono cose che fanno ancora impressione
Se il ritmo narrativo mostra inevitabilmente i segni del tempo, ci sono invece aspetti di Devilman che, ancora oggi, riescono a colpire con una forza sorprendente.
Il primo è senza dubbio la violenza. Alcune sequenze sono brutali, crude e visivamente disturbanti ancora oggi; immaginare l’impatto che potevano avere nel 1972 rende ancora più evidente quanto Go Nagai fosse avanti rispetto ai suoi contemporanei. Non si tratta di violenza fine a sé stessa, ma di uno strumento narrativo attraverso cui l’autore racconta la degenerazione dell’essere umano e la brutalità di esso.
Ma è soprattutto il finale a dimostrare perché Devilman continui ad essere considerato un classico. Senza entrare nel dettaglio per evitare spoiler, il messaggio che Go Nagai affida alle ultime pagine mantiene una forza impressionante anche dopo oltre cinquant’anni. Le riflessioni sull’odio, sulla paura del diverso e sulla capacità dell’uomo di autodistruggersi risultano oggi forse ancora più attuali di quanto lo fossero all’epoca della pubblicazione.
Ed è proprio questa la differenza tra un fumetto semplicemente famoso e un vero classico: il linguaggio può invecchiare, ma le idee restano.

Akira perde tutto
Devilman pubblicato oggi avrebbe lo stesso successo?
È una domanda impossibile a cui rispondere con certezza, ma vale la pena porsela.
Se Devilman venisse pubblicato oggi, esattamente nella forma in cui lo conosciamo, è difficile immaginare che riceverebbe lo stesso entusiasmo. Il ritmo lento, i dialoghi ridondanti e un’impostazione narrativa così distante dagli standard contemporanei rappresenterebbero probabilmente un ostacolo per molti lettori.
Eppure questa riflessione porta con sé un paradosso.
Forse Devilman oggi non avrebbe il medesimo impatto proprio perché, in questi cinquant’anni, il fumetto è cambiato anche grazie ad opere come questa. Il linguaggio si è evoluto, gli autori hanno sperimentato nuove tecniche narrative e ciò che nel 1972 rappresentava una rivoluzione oggi è diventato parte integrante del modo di scrivere storie.
Per questo motivo sarebbe sbagliato misurare il valore di Devilman esclusivamente sulla sua capacità di intrattenere il lettore contemporaneo. La sua importanza va ben oltre.
Il mio parere su Devilman
Devilman non mi è piaciuto.
Complici di questo giudizio, che non lascia spazio a equivoci, sono la già menzionata scrittura prolissa e una serie di dialoghi che ho trovato spesso banali e ripetitivi. A dare il colpo di grazia alla mia esperienza di lettura sono stati però i disegni, che in alcuni momenti mi sono sembrati davvero frettolosi e poco curati, quasi come se il sensei Go Nagai stesse disperatamente cercando di vincere una gara contro il tempo. E, considerando i ritmi folli a cui sono spesso sottoposti gli autori di manga, forse non sono nemmeno troppo lontano dalla realtà.
Detto questo, ho cercato di mantenere distinto il mio giudizio personale da una valutazione più oggettiva dell’opera. E, nonostante non abbia apprezzato Devilman come lettore, non posso ignorarne l’importanza: siamo davanti a un’opera seminale, capace di contribuire alla definizione del manga horror e di influenzare numerosi autori negli anni successivi alla sua pubblicazione.
Conclusione
Leggere Devilman nel 2026 significa accettare un compromesso.
Significa mettere da parte, almeno per qualche ora, le aspettative costruite da decenni di manga dal ritmo serrato e lasciarsi trasportare da un’opera che racconta una grande storia con il linguaggio della sua epoca.
Non è una lettura che consiglierei a chi si avvicina per la prima volta al fumetto horror giapponese o, più in generale, al manga. Richiede pazienza, capacità di contestualizzazione e la volontà di andare oltre una narrazione che oggi può apparire datata.
Chi sarà disposto a farlo, però, scoprirà un’opera che continua ad avere molto da dire. Per il suo peso storico, per il coraggio con cui affronta determinati temi e per un finale che ancora oggi lascia il segno, Devilman resta una tappa fondamentale per comprendere l’evoluzione del manga horror.
E con Go Nagai ospite di Lucca Comics & Games 2026, non c’è probabilmente momento migliore per recuperare quello che, nonostante le inevitabili rughe del tempo, continua ad essere uno dei fumetti più importanti mai realizzati.
Manga
Jun Mayuzuki ospite J-POP Manga a Milan Games Week 2026
J-POP Manga annuncia Jun Mayuzuki a Milan Games Week & Cartoomics 2026. Per la prima volta in Italia la mangaka di Kowloon Generic Romance
J-POP Manga, in collaborazione con Milan Games Week & Cartoomics, annuncia l’arrivo di Jun Mayuzuki, autrice di Kowloon Generic Romance.
In occasione dell’atteso evento dedicato al fumetto, ai videogiochi e al mondo dell’intrattenimento, dal 27 al 29 novembre sarà per la prima volta in Italia Jun Mayuzuki, l’acclamata mangaka di Kowloon Generic Romance, il manga che ha conquistato lettori in tutto il mondo con la sua inconfondibile atmosfera sospesa tra romanticismo, mistero e fantascienza.
Ambientato nella leggendaria Città Murata di Kowloon, ormai scomparsa, Kowloon Generic Romance racconta la quotidianità di Reiko Kujirai e Hajime Kudo, due colleghi che lavorano in un’agenzia immobiliare. Tra le strade affollate, i piccoli locali e l’intricata architettura di una Kowloon che sembra esistere fuori dal tempo, il rapporto tra i due si trasforma lentamente in qualcosa di più. Ma dietro quella quotidianità apparentemente tranquilla si nasconde un mistero sempre più profondo, legato alla città stessa, ai ricordi e all’identità dei suoi abitanti.
Con il suo tratto elegante, Jun Mayuzuki dà vita a un’opera capace di mescolare generi diversi: una storia d’amore adulta, un mystery e un viaggio in una città nostalgica e impossibile, ricostruita attraverso vicoli, palazzi e luoghi che sembrano custodire i ricordi di un passato che non vuole scomparire.
Pubblicato in Italia da J-POP Manga, Kowloon Generic Romance è una delle opere più affascinanti degli ultimi anni e ha portato inoltre alla realizzazione di un adattamento anime e di un film live action.
Questo autunno i lettori italiani avranno l’occasione unica di incontrare la Sensei Jun Mayuzuki e scoprire da vicino il lavoro di una delle mangaka più apprezzate della sua generazione, autrice di un’opera capace di trasformare una città realmente esistita in un luogo sospeso tra memoria, desiderio e mistero.
Jun Mayuzuki sarà presente tutti i giorni di Milan Games Week & Cartoomics 2026.
Maggiori dettagli su incontri, orari e regolamento dei firmacopie verranno comunicati nei prossimi mesi sul sito e sui canali social di J-POP Manga.
* Ringraziamo l’Ufficio Stampa J-Pop Manga per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori
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