Fumetti italianiInterviste
Intervista ai ‘Cattivi(k)ssimi’ Lorenzo La Neve e Spugna
Ai nostri microfoni Lorenzo La Neve e Spugna che in occasione del Comicon Napoli 2026 ci hanno raccontato il loro libro Cattivik – La Novell Grafik
Per reinterpretare un mito della comicità a fumetti come Cattivik erano necessari coraggio, creatività e intraprendenza.
Ci volevano due talenti come Lorenzo La Neve e Spugna per ridare nuova linfa all’iconico ‘Nero Genio del Male’ creato da Bonvi, e reso celebre poi da Silver. I due autori hanno reso più ‘grande’ Cattivik con una storia lunga disponibile all’interno di Cattivik – La Novell Grafik volume edito da Gigaciao, casa editrice che sta concentrando parte delle sue energie per riportare il fumetto comico italiano al posto che merita.
Ma come nasce il rapporto di La Neve e Spugna con Cattivik? E come è nata Cattivik – La Novell Grafik? Ce lo raccontano direttamente i due autori in una bella intervista che ci hanno rilasciato durante l’ultima edizione del Comicon di Napoli.
Buona lettura!
Lorenzo La Neve e Spugna ci raccontano Cattivik – La Novell Grafik
Grazie mille a Lorenzo La Neve e Tommaso di Spigna, in arte Spugna, per essere in nostra compagnia su PopCorNerd. Vorrei cominciare questa intervista, in cui parleremo di Cattivik – La Novell Grafik, proprio dal vostro rapporto con il personaggio creato da Bonvi e poi portato avanti da Silver. Siete fan da sempre del Nero Genio del Male?
Lorenzo La Neve – I fumetti di Silver li leggo da quando sono piccolo. Sono tra i miei preferiti, soprattutto Lupo Alberto, che forse è il mio fumetto italiano preferito in generale. Quindi non arriviamo “vergini” come lettori.
E nemmeno come professionisti, perché io lavoro anche su Tutto un altro Lupo, che è questa serie parallela alternativa di Lupo Alberto, all’interno della quale c’è anche Cattivik. E Spugna aveva già disegnato Cattivik in una storia breve che era già uscita.
Entrambi conosciamo molto bene il personaggio, ce l’abbiamo proprio nel DNA, quindi non è stato difficile.
Spugna – Sì, esatto. Io l’ho conosciuto comprando gli albetti in edicola, proprio il mensile che usciva negli anni ’90. È stato amore a prima vista, sono diventato subito super fan del personaggio.
Soprattutto le storie di Giorgio Sommacal e Massimo Bonfatti sono state il mio imprinting estetico. Quindi è un amore che viene da molto lontano.

Cover del libro Tutto un altro Lupo Alberto
Quindi il benestare di Silver è stato quasi naturale, visto che avevate già lavorato sul personaggio. Cattivik – La Novell Grafik è la prima storia lunga del personaggio, che eravamo abituati a vedere protagonista di strisce in passato. Come mai la scelta di riportare Cattivik in questa nuova veste da graphic novel e cosa una storia lunga come questa permette di approfondire rispetto alle classiche strip?
Lorenzo La Neve – Questo libro aveva senso solo nella misura in cui lo si usava per fare una storia lunga. Le storie brevi di Cattivik esistono già, e le facciamo anche noi. Non è il primo ritorno del personaggio: negli anni è sempre andato avanti, anche in versioni rinnovate.
Per avere senso, questa idea doveva presentare una storia lunga. Il personaggio rimane super fedele a sé stesso, ma affronta un’avventura molto più grande del solito.
La storia prende tutte le istanze e i sentimenti del Cattivik classico e li porta all’estremo, sia a livello narrativo sia di epicità. Quindi, quando abbiamo deciso di fare un libro su Cattivik, sapevamo già che sarebbe stata una storia lunga. E’ stato il primo pensiero.
Spugna – Sì, direi le stesse cose che ha detto Lorenzo. L’idea nasce dal fatto che si poteva fare: era il momento giusto per provare una storia lunga, un approccio inedito per il personaggio. Quindi aveva senso.

Il Cattivik di Lorenzo La Neve e Spugna
Domanda per Lorenzo: in un incontro a cui ho partecipato a Lucca hai definito Spugna “l’erede naturale di Silver e Massimo Bonfatti”. Lavorare con lui è stato quindi qualcosa che ti ha permesso di tirare fuori le idee più folli e geniali, adatte al suo stile?
Lorenzo La Neve – Sì, assolutamente. Spugna è perfetto per disegnare di Cattivik, siamo tutti d’accordo su questo.
Quando dissi che era l’erede di Bonfatti, lo intendevo proprio a livello di “legacy”: sia per il tratto stilistico sia perché si inserisce in una linea di artisti che parte da Bonvi, passa per Silver, Sommacal, Bonfatti e arriva a lui.
A livello di scrittura, però, non ci sono gag pensate “per Spugna”. Sono gag pensate per Cattivik. Poi oggi la mano di Cattivik è quella di Spugna, quindi automaticamente funzionano.

Tavola tratta da Cattivik – La Novell Grafik
Passando a Spugna, il tuo è uno stile unico e riconoscibile. Il tuo è un Cattivik diverso ma coerente con quello che conosciamo. La tua arte, a mio avviso, emerge pienamente in tutto ciò che circonda Cattivik: nei personaggi come Sgorbius, Focanaso, Ratto Vincenzo, Cosetta, ma anche nella città stessa in cui è ambientata la storia. Avevi già in mente questa tua versione oppure è maturata passo dopo passo?
Spugna – In realtà io ho due filoni di lavoro: quelli personali, dove sperimento molto, e poi lavori come questo, dove regolo il livello di grottesco.
Cattivik è un equilibrio particolare: doveva essere abbastanza grottesco per essere interessante, ma anche abbastanza “pupazzoso” per rimanere in continuità con il passato.
È stato un processo molto naturale. Ho fatto pochissimi studi di character, perché sono un disegnatore abbastanza istintivo e fortunatamente vado molto a colpo sicuro su quanto deve essere complessa una cosa. Quindi è stato abbastanza facile.

Tavola tratta da Cattivik – La Novell Grafik
Passiamo alle fonti che hanno ispirato questa storia. Lorenzo, hai detto che tra le principali ci sono stati il film dei Simpson e quello di SpongeBob (il primo). Puoi raccontarci in che modo queste pellicole hanno contribuito alla creazione del fumetto?
Lorenzo La Neve – Devo fare una premessa: io sono del ’98, quindi sono cresciuto con quei film. Li ho visti nel momento in cui il cervello assorbe tutto.
Quei film hanno una struttura precisa: prendono un elemento centrale del personaggio, che nelle storie brevi non viene approfondito, e lo sviluppano psicologicamente.
SpongeBob nei cartoni è un ragazzino, Homer è… “scemo” [risata n.d.r.].
Nei film queste caratteristiche diventano il motore di un’avventura emotiva oltre che pratica.
Con Cattivik è lo stesso: nelle storie brevi fallisce e prende botte. Qui questo diventa la chiave del suo dramma interiore. La struttura è proprio questa. È una versione “sotto steroidi”, ma senza essere un esercizio di stile.

Tratta da The SpongeBob SquarePants Movie), una delle fonti di ispirazione per Cattivik La Novell Grafik
Avendo una storia più lunga, avete potuto, come dicevamo, sviluppare di più il personaggio. Io ho percepito una vena malinconica. Quello che ho percepito è che la storia racconta una ricerca di riscatto e di nuovi stimoli da parte di Cattivik, in un’altra città — prima grande novità per lui — che può essere letta anche come una metafora del suo recente percorso editoriale.
Da grande fumetto popolare di successo, è stato in parte sopraffatto da un cambio generazionale e anche di fruizione del fumetto. Cattivik può essere percepito dai giovanissimi lettori come appartenente a un’altra epoca e forse anche scomodo rispetto al politically correct oggi molto presente. È quindi, in parte, una storia in cui Cattivik cerca nuovamente il proprio posto nel mondo di carta e (forse) anche in quello editoriale, in questa nuova veste che gli avete donato?
Lorenzo La Neve – Sì, è totalmente una storia di riscatto. E’ il punto del libro.
Cattivik ha dei dilemmi esistenziali, ma non vengono mai esplicitati. Vuole essere visto in un certo modo dal mondo, e per farlo deve rompere il meccanismo editoriale che lo vede sempre perdere.
E paradossalmente vince proprio nel perdere, perché capisce che vincere non è ottenere ciò che vuole, ma sapere di poterci riuscire, anche se non ci riesce.

Ho avuto il piacere di intervistare anche Giorgio Sommacal, storico artista di Cattivik, e mi diceva che il personaggio piace proprio perché non si arrende mai. Cosa ne pensate?
Lorenzo La Neve – Sì, al 100%. È proprio il fulcro.
Spugna – Concordo anche io al 1000%. È la “cazzimma” di Cattivik! Lui non è un antieroe, ma più un anti-villain.
Ultima domanda: dopo Cattivik, vi piacerebbe lavorare insieme su qualche altro personaggio della comicità italiana che meriterebbe di tornare sugli scaffali di fumetterie e librerie?
Lorenzo La Neve – Io sognerei Alan Ford e Joe Galaxy. Sono quelli con cui mi divertirei di più a scrivere.
E tra l’altro abbiamo appena annunciato la graphic novel su Enrico La Talpa e Cesira la Talpa, disegnata da Francesco Guarnaccia, che uscirà l’anno prossimo [Enrico e Cesira – L’amore è cieco sempre edito da GigaCiao n.d.r.]. Sarà un’operazione simile nel principio, rendere epico qualcosa di base, ma molto diversa nel tono: meno slapstick, quasi alla Sandra Mondaini e Raimondo Vianello portata all’estremo.
Spugna – Cocco Bill, che adoro. E visto che Lorenzo ha detto Joe Galaxy, io dico Squeak the Mouse: è talmente assurdo che sarebbe incredibile lavorarci.
Grazie davvero a entrambi per il vostro tempo. Secondo me il fumetto italiano si esprime soprattutto attraverso il genere comico, e negli ultimi anni questa idea si stava un po’ perdendo.
Spugna – Si, anche se io in realtà sono molto fan dell’ibridazione. Non mi sento un fumettista umoristico, ma uno che fa anche umorismo. Ad esempio, nel volume ci sono momenti molto introspettivi, come il dialogo finale con la coscienza. Quello è un esempio di ibrido. Non c’è solo la componente comica. E se pensi anche a Leo Ortolani lavora molto su questo doppio registro da sempre.
Grazie ancora davvero ragazzi!
Lorenzo La Neve – Grazie mille a voi!
Spugna – Grazie!
Lorenzo La Neve e Spugna: Biografia
- Lorenzo La Neve
- Spugna
Lorenzo La Neve: sceneggiatore e art director, è co-fondatore di BMR Production, realtà di spicco dell’autoproduzione italiana. È il curatore e principale autore di Tutto un altro Lupo, la serie revival di Lupo Alberto, e ideatore della collana YEA per Gallucci Editore, che ha curato per due anni. Dal 2025 entra a far parte del team di Gigaciao. Ha scritto diverse graphic novel per Becco Giallo Editore: Voglio! Un’Avventura della Pozzoli’s Family, Pinguini Tattici Nucleari a Fumetti, Rosa Grezzo, Amore e Sugna. Per DeAgostini ha scritto La Fabbrica Dei Rapper e per Barta Editore Giungla Urbana. Con Lillo Petrolo, è autore de La Banda delle Mezze Calzette (DeAgostini).
Spugna: Classe 1989, illustratore e fumettista. Fondatore e Art Director della rivista autoprodotta Lucha Libre, membro del trio InFame studio, collabora con svariate realtà dell’autoproduzione italiana. Nel novembre 2014 esce il suo volume d’esordio come autore completo, Una brutta storia per l’editore Grrrz Comic Art Books, con cui vince il Premio Boscarato del Treviso Comic Book Festival come autore rivelazione 2015. Nel novembre 2015 autoproduce il volume illustrato The book of heads. Nel 2017 esce il suo secondo graphic novel The Rust Kingdom, per Hollow Press, premio Nuove Strade al Comicon 2018 e entrato nella selezione Gran Guinigi di Lucca Comics and Games 2018. Nello stesso anno è uscito Gnomicide sempre per Hollow Press.
A Lucca Comics & Games 2025 i due autori hanno presentato Cattivik La Novell’ Grafik’ pubblicata da Gigaciao.
Fumetti
La trilogia extraterrestre di Dylan Dog di Sclavi e Brindisi
Recensione della Trilogia Extraterrestre di Dylan Dog, scritta da Tiziano Sclavi e disegnata da Bruno Brindisi
Fumetti italiani
ROMICS: Paola Barbato, Romics d’Oro della 37^ edizione dall’1 al 4 ottobre 2026
Paola Barbato riceverà il Romics D’Oro alla 37esima edizione della fiera che andrà in scena dall’1 al 4 ottobre nella città di Roma
Paola Barbato, Romics d’Oro della 37^ edizione
Scrittrice e sceneggiatrice, tra le voci più autorevoli del fumetto e della narrativa thriller italiana, insignita del Romics d’Oro.
Paola Barbato sarà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma.
Nata a Milano nel 1971, bresciana d’adozione e residente a Verona, Barbato è scrittrice e sceneggiatrice. Dal 1999 firma le storie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore, contribuendo all’evoluzione di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi altri progetti, tra cui la serie 10 ottobre e la miniserie Ut disegnata da Corrado Roi, affermandosi per una scrittura capace di unire tensione narrativa, introspezione psicologica e indagine sulle zone più oscure dell’animo umano.
Scrittrice e sceneggiatrice di rara versatilità, il suo percorso artistico attraversa con successo linguaggi, pubblici e forme narrative diverse. Dalle sceneggiature per il fumetto alle opere di narrativa per bambini, ragazzi e adulti, fino ai progetti per cinema e teatro con la straordinaria capacità di dare vita a storie coinvolgenti, affrontando temi complessi con sensibilità, profondità e originalità.
Parallelamente al fumetto ha sviluppato un intenso percorso nella narrativa. Per Rizzoli ha pubblicato Bilico, Mani nude e Il filo rosso. Mani nude, vincitore del Premio Scerbanenco, è stato adattato nell’omonimo film diretto da Mauro Mancini, con Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi. Con Edizioni Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente, la trilogia composta da Io so chi sei, Zoo e Vengo a prenderti, seguita da L’ultimo ospite, La cattiva strada e Il dono. Nel 2024 entra nel catalogo Neri Pozza con La Torre d’Avorio, a cui segue nel 2025 Cuore capovolto.
Dal 2019 scrive inoltre per bambini e ragazzi con Il Battello a Vapore e dal 2025 è autrice della serie Villa Ombrosa. La sua attività si estende anche alla televisione: nel 2009 ha scritto la fiction Nel nome del male per Sky.
Durante la 37^ edizione di Romics, Paola Barbato incontrerà il pubblico e ripercorrerà la sua carriera, dagli oltre venticinque anni di lavoro su Dylan Dog alla narrativa thriller, fino alle più recenti esperienze nella letteratura per ragazzi.
*Ringraziamo gli uffici stampa ROMICS per la condivisione del comunicato di cui sopra
Fumetti
Dylan Dog Horror Show, il debutto a teatro dell’Indagatore dell’Incubo
BUON COMPLEANNO, DYLAN DOG!
L’INDAGATORE DELL’INCUBO CREATO DA TIZIANO SCLAVI FESTEGGIA 40 ANNI DI EMOZIONI, PAURA, IRONIA E
DEBUTTA IN ANTEPRIMA NAZIONALE AL TEATRO ELISEO DI ROMA
DYLAN DOG
HORROR SHOW
regia di Valter Malosti

IN SCENA DAL 28 OTTOBRE 2026
(anteprime speciali dal 22 ottobre)
Dalle pagine del fumetto al palcoscenico prende vita il primo spettacolo teatrale dedicato a Dylan Dog
Il foyer del Teatro Eliseo sarà trasformato per l’occasione in un percorso ispirato all’universo dell’Indagatore dell’Incubo
DAL 31 LUGLIO APERTE LE PREVENDITE
DA OGGI PRE-SALE ESCLUSIVA PER GLI ISCRITTI ALLA NEWSLETTER SERGIO BONELLI EDITORE
Quest’anno Dylan Dog compie quarant’anni!
Era il 26 settembre del 1986 quando l’Indagatore dell’Incubo creato da Tiziano Sclavi sbarcò per la prima volta in edicola per Sergio Bonelli Editore con L’alba dei morti viventi – scritto da Sclavi, disegnato da Angelo Stano e con la copertina di Claudio Villa – primo albo di una serie che da allora ha raccolto milioni di lettori. In questi quarant’anni Dylan Dog ha attraversato l’orrore senza mai negarlo, scegliendo invece di osservarlo, interrogarlo e raccontarlo. Ed è proprio da questo sguardo che nasce il filo conduttore delle celebrazioni che punteggeranno i prossimi mesi e culmineranno con il DEBUTTO DI DYLAN DOG SUL PALCOSCENICO.
Dal 28 ottobre 2026 andrà in scena al Teatro Eliseo di Roma DYLAN DOG HORROR SHOW, diretto da Valter Malosti, la prima produzione teatrale Sergio Bonelli Editore, un grande evento che porterà per la prima volta a teatro l’universo dell’Indagatore dell’Incubo. Le anteprime speciali si svolgeranno a partire dal 22 ottobre. Online da oggi il trailer www.youtube.com/watch?v=aax1j1C6Gtc.
Proprio con questo spettacolo, il Teatro Eliseo, chiuso dal 2020, “dopo un lungo silenzio” riprenderà la sua prestigiosa storia teatrale, sotto la direzione artistica di Alessandro Longobardi per Viola Produzioni – CPT.
Le prevendite per il pubblico saranno aperte da venerdì 31 luglio su Ticketone.
Da oggi, 29 luglio, gli iscritti alla newsletter di Sergio Bonelli Editore potranno invece accedere all’esclusiva pre-sale. È sempre possibile iscriversi alla newsletter a questo link https://bit.ly/SBENL per ricevere tutti gli aggiornamenti sulle celebrazioni.
Con il debutto di Dylan Dog Horror Show entreranno infatti nel vivo le celebrazioni per il 40° anniversario di Dylan Dog. Il foyer del Teatro Eliseo sarà trasformato per l’occasione in un percorso ispirato all’universo creato da Tiziano Sclavi, con installazioni, ambientazioni e attività esperienziali pensate per accompagnare il pubblico all’interno dell’immaginario dell’Indagatore dell’Incubo, rendendo l’evento un’esperienza unica. Gli spettatori non faranno semplicemente ingresso in un teatro, ma varcheranno la soglia della “Casa di Dylan Dog”.
L’avvicinamento al debutto teatrale sarà scandito da un ricco calendario di appuntamenti che accompagnerà i festeggiamenti per i 40 anni di Dylan Dog. Le celebrazioni prenderanno il via già nella settimana del compleanno ufficiale dell’Indagatore dell’Incubo, il 26 settembre 2026, con pubblicazioni speciali, eventi e iniziative dedicate. Fino al debutto di Dylan Dog Horror Show, i fan avranno numerose occasioni per incontrare Dylan Dog attraverso appuntamenti in tutta Italia che coinvolgeranno librerie, fumetterie, fiere e altri luoghi simbolo della sua comunità di lettori.
Il calendario completo delle iniziative sarà svelato nei prossimi mesi.
INFORMAZIONI DYLAN DOG HORROR SHOW
TEATRO ELISEO – Via Nazionale, 183, 00184 Roma RM
INFO E BIGLIETTI: botteghino@eliseoteatro.it – www.eliseoteatro.it
PREZZI Da 45€ e 18€
PREZZI ANTEPRIME SPECIALI (dal 22 ottobre) Da 25€ e 18€
Durante le Anteprime Speciali lo spettacolo potrà essere eccezionalmente interrotto per consentire al regista di apportare le ultime indicazioni artistiche in scena. Un’occasione esclusiva per assistere al processo creativo che precede il debutto ufficiale.
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