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Oscar 2026: Chi saranno i vincitori?

Questa notte ci saranno gli Oscar 2026. Quale film sarà il più premiato? Quali attori si porteranno a casa l’ambita statuetta dorata? Ecco le nostre previsioni!

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Oscar 2026

Ci siamo, il momento più atteso dell’anno da tutti gli appassionati di cinema pop è arrivato!

Stasera, dopo mesi di dibattiti, previsioni e speculazioni, sapremo chi saranno i pochi fortunati che dovranno trovare un posto nelle proprie librerie di casa alla statuetta dorata.

Abbiamo già parlato delle 10 opere candidate a Miglior Film ma adesso è il momento di dare uno sguardo più da vicino a tutte e 24 le categorie.

 

Migliori Effetti Visivi

  • Avatar – fuoco e cenere
  • F1 – il film
  • Jurassic World – La rinascita
  • The Lost Bus
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Avatar – fuoco e cenere

Dopo aver vinto nel 2010 con Avatar e nel 2023 con Avatar – la via dell’acqua, è quasi automatica la vittoria anche quest’anno anche del terzo capitolo. Nessun film, in tutto il 2025, è riuscito minimamente ad eguagliare la strabiliante potenza tecnologica e visiva del colossal di James Cameron.

 

Miglior Sonoro

  • F1 – il film
  • Frankenstein 
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners – I peccatori
  • Sirāt

Previsione: Sinners – I peccatori

Nonostante le macchine e i motori di F1 – il film, credo che sarà la pellicola horror di Ryan Coogler ad aggiudicarsi questo premio. Parole, suoni e musica si amalgamano perfettamente tra di loro, fornendo al comparto visivo un ottimo supporto.

Miglior Corto Live Action

  • Butcher’s Stain
  • A friend of Dorothy
  • Jane Austen’s Period Drama
  • The Singers
  • Two People Exchanging Salive

Previsione: Butcher’s Stain

Gli Oscar sono da sempre anche una cerimonia politica, ben ancorata all’attualità. Capirete che un corto che mette al centro della narrazione il conflitto tra palestinesi e israeliani è ben indirizzato verso la statuetta…

 

Miglior Corto Animato

  • Butterfly
  • Forevergreen
  • The Girl Who Cried Perls
  • Retirement Plan
  • The Three Sisters

Previsione: Retirement Plan

Lo stile di disegno estremamente essenziale, l’ottimo livello delle animazioni e l’alta età media dei membri dell’Academy mi fanno propendere per la scelta di questo corto. Retirement Plan è un inno alla vita, coinvolgente, ironico e strappalacrime, che fa riflettere sulle nostre scelte e sul poco tempo che abbiamo per prenderle.

 

Miglior Scenografia

  • Frankenstein
  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Hamnet – Nel nome del figlio

Gli interni e gli esterni del film di Chloé Zhao immergono lo spettatore nella vita rurale del XVI secolo. La natura, in particolare, è una cornice di pregio che cinge le interpretazioni di Paul Mescal e Jessie Buckley.

 

Miglior Canzone originale

  • “Dear Me” da Diane Warren: Relentless
  • “Golden” da KPop Demon Hunters
  • “I Lied To You” da Sinners – I peccatori
  • “Sweet Dreams Of Joy” da Viva Verdi!
  • “Train Dreams” da Train Dreams

Previsione: “I Lied To You” da Sinners – I peccatori

Nonostante questo film mi abbia lasciato abbastanza indifferente, la scena madre al juke joint, accompagnata da questo brano che spazia tra passato, presente e futuro, è già da storia del cinema. A minare la vittoria del capolavoro di Ludwig Göransson potrebbe però esserci “Golden”, per mesi in trend sui social.

 

Miglior Colonna Sonora Originale

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Sinners – I peccatori

Come già detto per due categorie precedenti, la musica, in questa pellicola, svolge un ruolo centrale, probabilmente più importante di quello che ha parola. I brani di Ludwig Göransson (si, sempre lui) fondono sonorità blues, irish folk e country con una naturalezza disarmante.

 

Miglior Trucco e Acconciatura

  • Frankenstein
  • Kokuho
  • Sinners – I peccatori
  • The Smashing Machine
  • The Ugly Stepsister

Previsione: Frankenstein

Probabilmente l’unico aspetto che evita al film di essere un disastro totale. Il make up applicato al corpo di Jacob Elordi è realistico e d’impatto, proprio come la sua performance.

Miglior Film in lingua Straniera

  • L’agente segreto
  • Un semplice incidente
  • Sentimental Value
  • Sirāt
  • La voce di Hind Rajab

Previsione: Sentimental Value

La pellicola norvegese e quella brasiliana sono le uniche due a concorrere anche per il titolo di Miglior Film. Tra le due, oltre ad un abisso qualitativo, c’è anche un abisso quantitativo: Sentimental Value ha nove candidature complessive, L’agente segreto, quattro. Se la matematica non è un’opinione…

 

Miglior Montaggio

  • F1 – Il film
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sentimental Value
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Marty Supreme

Assegnare questo premio ad un altri, per me, sarebbe un furto. La prima cosa che ricordo di aver appuntato sulle note del telefono, durante la visione di questo film, è stata “Miglior montaggio”. È difficile da spiegare, ma la precisone chirurgica e l’incisività dei passaggi tra una scena e l’altra rendono il film ancora più divertente da seguire.

 

Miglior Corto Documentario

  • All the Empty Rooms
  • Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud
  • Children No More:‘Were and Are Gone’
  • The Devil Is Busy
  • Perfectly a Strangeness

Previsione: Children No More

Una delle due categorie più snobbate da tutti. Un’ottima occasione per assegnare un premio politico, colpendo al cuore delle persone.

 

Miglior Documentario

  • The Alabama Solution
  • Come See Me in the Good Light
  • Cutting through Rocks
  • Mr. Nobody against Putin
  • The Perfect Neighbor

Previsione: Mr. Nobody against Putin

L’altra categoria di cui a nessuno frega nulla. Anche in questo caso credo che il premio sarà politico. Cosa c’è di più semplice per un americano che andare contro il dittatore russo?

 

Migliori Costumi

  • Avatar – Fuoco e Cenere
  • Frankenstein
  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Marty Supreme
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Sinners – I peccatori

Personalmente assegnerei questo premio alle grandi idee avute dai costumisti di Avatar – Fuoco e Cenere per i nuovi personaggi introdotti ma credo che questa categoria andrà ad accrescere il medagliere del film Warner Bros sui vampiri, senza particolari meriti.

 

Miglior Fotografia

  • Frankenstein
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners – I peccatori
  • Train Dreams

Previsione: Train Dreams

Se durante le riprese di un film usi luce naturale naturale nel 99% dei casi e riesci a creare dei piccoli quadri da appendere all’interno di un museo, l’Oscar dovresti portartelo da casa.

Miglior Casting

  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • L’agente segreto
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Sinners – I peccatori

Essendo una categoria nuova e non avendo alcun metro di paragone col passato, è difficile ipotizzare un vincitore. Potrebbe essere assegnato al film che ha il maggior numero di attori e attrici tra i candidati? Potrebbe. Quest’anno credo che la cosa più semplice da fare sia pensare che possa vincerlo, ancora una volta, l’onnipresente film di Ryan Coogler.

 

Miglior Film Animato

  • Arco – un’amicizia per salvare il futuro
  • Elio
  • Kpop Demon Hunters
  • La piccola Amélie
  • Zootropolis 2

Previsione: Arco – un’amicizia per salvare il futuro

Probabilmente, più che una previsione, è una speranza. Un film che avrebbe potuto tranquillamente prendere il posto di uno dei dieci candidati al Miglior Film, non credo serva aggiungere altro. Purtroppo, però, penso che la gran parte dei votanti, come spesso capita, nemmeno lo abbia visto. È quindi più probabile che vinca uno tra Kpop Demon Hunters e Zootropolis 2, più nelle corde di figli e nipoti dei votanti.

 

Miglior Attrice Non Protagonista

  • Elle Fanning per Sentimental Value
  • Inga Ibsdotter Lilleaas per Sentimental Value
  • Amy Madigan per Weapons
  • Wunmi Mosaku per Sinners – I peccatori
  • Teyana Taylor per Una battaglia dopo l’altra

Previsione: Amy Madigan per Weapons

Spaventosamente…brava. Guardando Weapons non pensi ci sia un’attrice nel ruolo di Gladys, pensi che quella sia veramente una strega. Dovesse veramente vincere lei, spero vada a ritirare il premio esattamente come ha fatto agli Actor Awards!

 

Miglior Attore Non Protagonista

  • Benicio del Toro per Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi per Frankenstein
  • Delroy Lindo per Sinners – I peccatori
  • Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra
  • Stellan Skarsgård per Sentimental Value

Previsione: Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra

Probabilmente la categoria col livello medio più alto fra tutte. Dovendo scegliere, però, credo che Sean Penn, anche grazie allo sgradevole ruolo del militare razzista nel quale si è dovuto immedesimare, sarà il favorito tra tutti.

 

Miglior Attore Protagonista

  • Timothée Chalamet per Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio per Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke per Blue Moon
  • Michael B. Jordan per Sinners – I peccatori
  • Wagner Moura per L’agente segreto

Previsione: Michael B. Jordan per Sinners – I peccatori

Se lo chiedete a me, credo che Timothée Chalamet abbia confezionato la performance migliore di tutte. Ma agli Oscar, come tutti sanno, non vincono sempre i migliori. Michael B. Jordan è stato bravo, ma non indimenticabile. Ciò che gioca a suo favore è il film per il quale ha recitato. Credo che almeno una delle quattro statuette dedicate alla recitazione Sinners – se la debba portare a casa.

 

Miglior Attrice Protagonista

  • Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio
  • Rose Byrne per Se solo potessi, ti prenderei a calci
  • Kate Hudson per Song Sung Blue – Una melodia d’amore
  • Renate Reinsve per Sentimental Value
  • Emma Stone per Bugonia

Previsione: Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio

Più che una previsione è una certezza. Ha vinto meritatamente in tutte le premiazione nella quale è stata candidata. Un percorso netto che sicuramente si concluderà al meglio.

 

Miglior Sceneggiatura Originale

  • Blue Moon
  • Un semplice incidente
  • Marty Supreme
  • Sentimental Value
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Sinners – I peccatori

La tematica razziale, grande cavallo di battaglia di Ryan Coogler è, sfortunatamente, sempre attuale, soprattutto negli USA. Nonostante sia sviluppata bene e in maniera non scontata, non credo spicchi per brillantezza e intelligenza. Ma come ormai avrete capito non sono un grande fan del lavoro di Ryan Coogler: credo, infatti, che non sia meritevole di questo premio. Banalmente, Marty Supreme e Sentimental Value sono nettamente superiori in quasi tutto e questa categoria non fa eccezione.

 

Miglior Sceneggiatura Non Originale

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Train Dreams

Previsione: Una battaglia dopo l’altra

Un road movie adrenalinico e di concetto che, manco a farlo apposta, ha tra i suoi temi principali, il razzismo. Questa volta, però, non mi posso lamentare: è tutto raccontato in maniera attuale e diretta, senza troppi giri di parole, arrivando allo spettatore con la stessa forza di un colpo di pistola a distanza ravvicinata.

 

Miglior Regia

  • Chloé Zhao per Hamnet – Nel nome del figlio
  • Josh Safdie per Marty Supreme
  • Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
  • Joachim Trier per Sentimental Value
  • Ryan Coogler per Sinners – I peccatori

Previsione: Ryan Coogler per Sinners – I peccatori

Nonostante Josh Safdie meritasse più di chiunque altro questa statuetta, penso gli toccherà restare seduto ed applaudire, di nuovo, Ryan Coogler. Voglio spezzare una lancia a suo favore però: è anche merito suo, e non solo delle musiche di Ludwig Göransson, che il piano sequenza spazio-temporale nel juke joint è, già ora, una delle scene più iconiche degli ultimi anni.

 

Miglior Film

  • Bugonia (Focus Features)
  • F1 – Il film (Apple)
  • Frankenstein (Netflix)
  • Hamnet – Nel nome del figlio (Focus Features)
  • Marty Supreme (A24)
  • Una battaglia dopo l’altra (Warner Bros.)
  • L’agente segreto (Neon)
  • Sentimental Value (Neon)
  • Sinners – I peccatori (Warner Bros.)
  • Train Dreams (Netflix)

Previsione: Sinners – I peccatori (Warner Bros.)

Non ve lo aspettavate, vero? Come ho già detto diverse volte in questo articolo, gli Oscar sono un premio politico e la categoria principale ha spesso risentito di questa ghigliottina. per me, Sinners – I peccatori, è solo un ennesimo premio politico, l’ennesima pedina di una scacchiera falsamente buona e immacolata come quella di Hollywood.

 

Per un maggiore approfondimento su questi dieci film, leggete i due speciali sui candidati ai Migliori film prima parte e seconda parte.

Di seguito, però, vi lascio la mia personale classifica:

  1. Marty Supreme
  2. Bugonia
  3. Train Dreams
  4. Sentimental Value
  5. Hamnet – Nel nome del figlio
  6. Una battaglia dopo l’altra
  7. Sinners – I peccatori
  8. F1 – Il film
  9. Frankenstein
  10. L’agente segreto

Ora non resta che aspettare qualche altra ora e sperare, quasi sempre, di aver sbagliato previsione.

Voi cosa ne pensate?

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Cinema

Insidious: Fuori dall’Altrove – Trailer finale e poster

Ultimo trailer e nuovo poster di Insidious: Fuori dall’Altrove, nuovo capitolo della saga horror in arrivo il 19 agosto nelle sale italiane

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Insidious: Fuori dall’Altrove

Scritto e diretto da Jacob Chase
Con Amelia Eve, Brandon Perea e Lin Shaye

Dal 19 agosto al cinema prodotto da Sony Pictures
e distribuito da Eagle Pictures

Il trailer finale e i nuovi poster di Insidious: Fuori dall’Altrove il nuovo capitolo della saga campione di incassi. Il film è scritto e diretto da Jacob Chase (Come Play – Gioca con me) e basato sui personaggi creati da Leigh Whannell.

Nel cast Amelia Eve (The Haunting of Bly Manor), Brandon Perea (Nope) con Lin Shaye (saga di Insidious) che torna nel suo iconico ruolo di Elise Rainier. Prodotto da Jason Blum, Oren Peli, James Wan, Leigh Whannell.
Insidious: Fuori dall’Altrove sarà nelle sale italiane dal 19 agosto prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Sinossi:

Dopo aver incassato oltre 740 milioni di dollari in tutto il mondo, la saga di Insidious torna con una nuova famiglia e un orrore che ridefinisce i confini dell’Altrove.
In Insidious: Fuori dall’Altrove, Amelia Eve interpreta Gemma, una giovane madre che cresce la figlia nella casa in cui è nata e che scopre di poter viaggiare nell’Altrove, il regno-purgatorio delle anime perdute al centro dell’universo di Insidious. Quando un’entità malvagia inizia a darle la caccia, Gemma scopre un’abilità che cambia ogni cosa: non si limita solo a entrare nell’Altrove ma può portare ciò che vive lì nel mondo reale. Una volta che i demoni comprendono il suo potere, il nostro mondo diventa il loro terreno di gioco.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Sony Pictures per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Cinema

Hokum – Recensione del film horror di Damian McCarthy

Abbiamo visto in anteprima Hokum, il nuovo horror folkloristico di Damian McCarthy con protagonista un ottimo Adam Scott, ed ecco cosa ne pensiamo

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Hokum nel vocabolario inglese sta a significare ‘sciocchezza’, ‘stupidaggine’. Ed è probabilmente quello che, almeno in principio, pensa lo scrittore Ohm Bauman, il protagonista del nuovo horror di Damian McCarthy, quando gli viene confessato che la suite del Bilberry Woods Hotel dove soggiorna, non è accessibile in quanto infestata da una strega. Una ‘baggianata’ sicuramente. Hokum per l’appunto. O forse no.

Hokum è il terzo film diretto dall’irlandese Damian McCarthy, che prosegue la sua antologia horror cinematografica iniziata con Caveat (2020), continuata con Oddity (2024) e che vede quale ultimo film uscito (per il momento) quello di cui parliamo oggi e che vede protagonista l’attore Adam Scott (Scissione).

Il film, già uscito negli Stati Uniti a inizio maggio, arriverà in Italia soltanto il 5 agosto. Ha ottenuto un buon riscontro dalla critica e, nonostante incassi non propriamente esaltanti, ha raccolto 24,1 milioni di dollari al botteghino americano a fronte di un budget di 5 milioni.

Hokum viene presentato come un film incentrato sulla stregoneria, ma che, in realtà, parla anche di traumi, segreti e misteri che, ancora una volta, fanno intendere che il mostro più pericoloso è l’uomo. Indipendentemente da streghe, leggende e folklore.

Welcome to Bilberry Woods Hotel

Il cinico Ohm Bauman (Adam Scott) è un celebre scrittore americano alle prese con un blocco creativo che gli impedisce di concludere la sua fortunata trilogia Conquistador. Dopo aver avuto una visione del fantasma della madre, decide di recarsi al Bilberry Woods Hotel, un albergo fatiscente immerso nella campagna irlandese dove i suoi genitori trascorsero la luna di miele, con l’intenzione di spargere le loro ceneri e affrontare il proprio passato.

All’hotel conosce il proprietario Cob e gli altri dipendenti, tra cui la barista Fiona (Florence Ordesh), con cui instaura subito un buon rapporto. Cob racconta spesso ai visitatori dell’hotel, soprattutto i più piccoli, la leggenda della Cailleach, una strega che rapisce i bambini conducendoli negli inferi, alimentando il clima inquietante che avvolge l’albergo. Durante il soggiorno, Ohm incontra anche Jerry (David Wilmot), un eccentrico abitante del luogo, e viene a sapere che la suite nuziale dell’hotel è chiusa da anni perché ritenuta infestata proprio dalla Cailleach.

Schiacciato dal trauma per la prematura morte della madre, assassinata tempo addietro, Ohm tenta il suicidio impiccandosi nella sua stanza. Viene però salvato da Fiona, che lo trova appena in tempo.

Uscito dall’ospedale, Bauman torna all’hotel per ringraziare la ragazza, ma scopre che Fiona è scomparsa e i sospetti ricadono sul ‘matto’ Jerry.

Convinto che la verità sia diversa, Ohm decide di indagare insieme a Jerry introducendosi nell’hotel ormai chiuso. Tutti gli indizi portano alla misteriosa suite nuziale, dove lo scrittore si dovrà recare per risolvere il caso legato a Fiona. E scoprirà se i racconti sulla Cailleach sono mero folklore o realtà.

Hokum: folklore irlandese, ma la malvagità ha sempre il volto dell’uomo

Damian McCarthy gioca ancora una volta “in casa”, ambientando Hokum nella sua terra natale, l’Irlanda, un territorio che si presta perfettamente ad atmosfere magiche ed è ricco di leggende legate alla magia e alla stregoneria.

E il folklore è, senza ombra di dubbio, il punto di partenza da cui poi si sviluppa la trama di Hokum, con il mito della Cailleach, Dea dell’Inverno nonché una delle figure più antiche e affascinanti della mitologia celtica, che è stata reinterpretata, trasformandola in una strega che rapisce i bambini e li conduce negli inferi, così da adattarla meglio a una storia horror.

Una figura senza dubbio suggestiva che contribuisce a rendere Hokum un film terrorizzante anche solo attraverso i racconti di chi afferma di aver visto la strega, storie che rimangono a metà tra il mito e la realtà.

Anche la simbologia è predominante all’interno di Hokum, dove il cerchio, simbolo di protezione e sacralità, è un elemento ricorrente all’interno dell’intero film a partire dalle sequenze che sono ambientate all’interno del romanzo di Bauman, Conquistador e immaginate dallo scrittore.

Lo sceneggiatore e regista fa subito intendere che non siamo di fronte a una pellicola horror da blockbuster americano slasher o creepy; i ritmi sono da classico film britannico che ha lo scopo di coinvolgere il più possibile lo spettatore grazie alle sinistre ambientazioni (il bosco e il tetro hotel dove si svolge il film in primis), ai silenzi, i sussurri, alle ombre che si celano dietro ogni angolo buio e farlo immedesimare quanto più possibile nei panni di Ohm Bauman.

La parte centrale è senza ombra di dubbio quella più interessante: tutta la sequenza che si sviluppa all’interno della suite nuziale risulta la più suggestiva e spaventosa, principalmente grazie a tutto ciò che circonda lo scrittore protagonista; dai semplici arredi, grotteschi e pacchiani ma che, calati in un’atmosfera horror, fanno paura eccome, sino agli angoli più cupi della suite dove nel buio si nascondono spesso ombre che non sono semplici visioni.

Come però detto, il mito della Cailleach è solo il pretesto per un film che oltre alle atmosfere e al folklore suggestivo, sviluppa una trama interessante tra il mistero e l’horror, che ruota intorno alla scomparsa di Fiona e, come spesso capita in pellicole horror, ricorda che il mostro più malvagio e pericoloso da cui fare attenzione è l’uomo. Non vado oltre per evitare spoiler sulla storia di Hokum.

Adam Scott, un irresistibile Ohm Bauman

Parte del merito della riuscita del film va anche al protagonista Adam Scott, che si vede essere a suo agio nella parte di Ohm Bauman, burbero e cinico scrittore, diretto nelle sue affermazioni nonostante la calma e la disinvoltura che lo contraddistinguono.

Uomo dal carattere ruvido e serioso, Bauman è un personaggio che si rende protagonista di alcune battute, affermazioni e azioni, che fanno sorridere in più di un’occasione lo spettatore. Insieme al Jerry di David Wilmot, compongono un duo che riesce a creare situazioni di distensione all’interno di una storia davvero drammatica.

Lo stesso passato che tormenta Bauman da una vita, riguardante la morte della madre, lo porta a essere un uomo traumatizzato e incatenato al passato che lo porta al tentativo di suicidarsi. Risolvere anche il mistero di Fiona lo porterà a fare pace con sé stesso e spezzare finalmente quelle catene.

Hokum: promosso o bocciato?

Se fosse un fumetto, Hokum potrebbe essere una classica storia di Dylan Dog.

La pellicola di Damian McCarthy è un horror intelligente che porta un po’ di folklore irlandese attraverso il mito della Cailleach al cinema.

Nonostante non sia il miglior film horror uscito quest’anno, Hokum centra pienamente il suo obiettivo, ovvero, terrorizzare lo spettatore non attraverso dei jump scare ma facendo crescere dentro di lui costantemente la paura attraverso ambientazione, sussurri e giochi d’ombre, con un finale che rimette tutto in discussione e rende la storia della pellicola molto più vicina alla realtà, lasciando una morale ben precisa: le streghe fanno paura, ma l’essere umano è più pericoloso di qualsiasi mostro del folklore o delle leggende.


VOTO POPCORNERD: 7/10

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Cinema

Spider-Man: Brand New Day – Esordio record al box office italiano

Esordio da record in Italia per Spider-Man: Brand New Day al botteghino nel primo giorno di proiezione nei nostri cinema

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Spider-Man: Brand New Day esordio record al box office italiano

Spider-Man: Brand New Day ha esordito ieri nelle sale italiane registrando un incasso record di oltre 4 milioni di euro in 468 cinema, per un totale di 516.884 presenze.

Il dato segna il miglior debutto di sempre per il franchise di Spider-Man in Italia e per un film Sony Pictures, superando in entrambi i casi il precedente capitolo Spider-Man: No Way Home, che nel 2021 aprì con 2.915.722 euro. È inoltre il miglior esordio di sempre nel nostro Paese per un cinecomic standalone e il secondo in assoluto dell’intero genere, dietro al solo Avengers: Endgame.

Spider-Man: Brand New Day, diretto da Destin Daniel Cretton con Tom Holland, Zendaya, Sadie Sink, Jacob Batalon, Jon Bernthal, Tramell Tillman, Michael Mando e Mark Ruffalo, è al cinema prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Sinossi:

È un “nuovo giorno” per Peter Parker. Combattere il crimine a tempo pieno nei panni di Spider-Man in un mondo che non si ricorda di lui — e la pressione di vedere i suoi vecchi amici andare avanti senza di lui — innesca in Peter un cambiamento che potrebbe non riuscire a controllare. Ma questa trasformazione potrebbe essere l’unica cosa in grado di fermare una nuova e sconvolgente minaccia per la città e per le persone che ama: un potente nemico impossibile da vedere.

Il mondo può aver dimenticato Peter Parker, ma lui non ha dimenticato nessuno.

*Fonte: Comunicato stampa Sony Pictures 

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