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Peaky Blinders: Netflix rilascia la 1°foto del nuovo capitolo della famiglia Shelby

Prima foto del nuovo capitolo Netflix di Peaky Blinders, che vedrà protagonista Charlie Heaton nei panni di Charles Shelby

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Netflix

SVELATA LA PRIMA IMMAGINE DI

CHARLIE HEATON

nel ruolo di CHARLES SHELBY

NEL NUOVO CAPITOLO DI 

PEAKY BLINDERS

CHARLIE HEATON as CHARLES SHELBY

Il nuovo capitolo debutterà in tutto il mondo su Netflix  

e nel Regno Unito su BBC iplayer e BBC One 

Netflix e la BBC hanno diffuso la prima immagine di Charlie Heaton (Stranger Things, Industry) nei panni di Charles Shelby, membro della nuova generazione di Peaky Blinders, scritta e creata da Steven Knight.

Prodotta da Kudos (SAS Rogue Heroes, House of Guinness), società del gruppo Banijay UK, e da Garrison Drama (Peaky Blinders S1-6, Peaky Blinders: The Immortal Man) per la BBC nel Regno Unito e per Netflix nel resto del mondo, Peaky Blinders è attualmente in fase di produzione presso i Digbeth Loc. Studios di Birmingham e nelle aree circostanti.

Dopo aver combattuto una guerra violenta, in gran parte dietro le linee nemiche, Charles Shelby sta ora cercando di tornare ad una vita normale. Da anni non vede il fratellastro Duke, interpretato da Jamie Bell (All of Us Strangers, Rocketman): Charles ha tagliato ogni legame con la banda dei Peaky Blinders e con lo stile di vita edonistico degli Shelby. Ma si può davvero sfuggire alle proprie origini?

In questa nuova era di Peaky Blinders, ambientata dieci anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, la ricostruzione di Birmingham si trasforma in una lotta feroce. Questa è una città sospesa tra opportunità senza precedenti e pericoli costanti.

Nel cast di Peaky Blinders anche Jessica Brown Findlay (Silo, The Flatshare), Lashana Lynch (The Day of the Jackal, No Time to Die) e Lucy Karczewski (Stereophonic), al suo debutto televisivo.

Le due nuove serie, entrambe composte da 6 episodi da 60 minuti, debutteranno su BBC iPlayer e BBC One nel Regno Unito e su Netflix nel resto del mondo.

Negli anni successivi al debutto della serie originale sulla BBC nel 2013, Peaky Blinders è diventata un fenomeno globale, conquistando fan in tutto il mondo e ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui il BAFTA 2018 come Miglior Serie Drammatica. Il film Peaky Blinders: The Immortal Man, uscito su Netflix, è inoltre diventato il film più visto al mondo sul servizio subito dopo la sua uscita.

*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra 

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Due Spicci: Recensione della nuova serie Netflix di Zerocalcare

Abbiamo visto in anteprima Due Spicci, la nuova serie animata di Zerocalcare in arrivo su Netflix il 27 maggio 2026. E questa è la nostra recensione no spoiler

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A distanza di tre anni, Michele Rech, in arte Zerocalcare, torna su Netflix con Due Spicci, la nuova serie d’animazione che vede protagonista ancora una volta la sua controparte animata, la sua voce interiore l’Armadillo, e il suo gruppo di amici, tra cui gli inseparabili Sarah e Secco.

Dopo Strappare lungo i bordi (2021) e Questo mondo non mi renderà cattivo (2023), anche questa nuova serie è prodotta da Movimenti Production, in collaborazione con Bao Publishing, e riprende gli elementi tipici dell’arte di Zerocalcare che lo hanno consacrato al pubblico: monologhi serrati, ironia e “disegnetti”. Ma c’è qualcosa di diverso in questa nuova serie.

“Zero” riporta lo spettatore a Rebibbia, il quartiere romano dove vive e in cui ha ambientato finora le sue avventure animate, e fin qua niente di nuovo.

Ma la storia che l’artista romano ha pensato, realizzato e messo in scena per Due Spicci ti entra dentro, ti mette davanti alla realtà e ti dà un pugno nello stomaco per ricordarti com’è fatto il mondo degli adulti.

Perché ciò che emerge sin da subito dallo show di Netflix è che ci troviamo davanti a uno Zero più malinconico, inquieto e apprensivo rispetto al passato, che dà origine forse alla sua storia più complessa, costretto ad affrontare innanzitutto un’importante presa di coscienza: il superamento di un’età che ufficializza in modo categorico l’ingresso (volente o nolente) nell’età adulta, con i problemi che ne conseguono, così come il cambiamento dei rapporti personali con gli amici.

A un certo punto non c’è più tempo per un “Annamo a pijà er gelato?” e Zero in Due Spicci racconta il trauma e le difficoltà di fronte a certi ostacoli. Crescere comporta responsabilità di entità maggiore, che generano più preoccupazioni e ansie, e non sempre si è pronti ad affrontarle. Quasi mai, a dire il vero.

Ma Due Spicci non è soltanto malinconia o una storia più drammatica rispetto alle precedenti serie, perché non mancano la comicità surreale e i riferimenti alla cultura nerd / pop della generazione Millennial, tipiche delle opere di Zerocalcare (chi non è impazzito cercando di ottenere il famoso Chocobo d’oro in Final Fantasy VII?).

I ‘Buffi’ di Zero e Cinghiale: i problemi suoi sono anche i tuoi

Zerocalcare viene convinto dall’amico Cinghiale a diventare socio del suo baretto. Le cose grazie ai fumetti gli vanno bene e decide di aiutare l’amico versando una somma di denaro diventando proprietario di una quota del locale. Col tempo, però, Zero si rende conto che i soldi spariscono dalla cassa e tutto lascia intendere che l’amico abbia dei problemi: droga?

Nel frattempo, Zero viene convinto da Sarah a ospitare a casa sua, l’amica Esmeralda (e il suo cane Schiocco) dopo che quest’ultima ha lasciato il compagno che la picchiava. Nulla di trascendentale, se non fosse che Zero aveva una grande cotta per lei da ragazzino e questo non può che riaccendere quei sentimenti sopiti, anche a distanza di 20 anni…

Zero e Esmeralda

Una sera, al bar, Zero cerca di affrontare con Cinghiale il problema delle finanze e capisce che non si tratta di droga… ma di qualcosa di molto più serio, che coinvolge uno dei più temibili ceffi della zona: Paturnia.

Insomma:a finir male così, dico ci vuole una laurea, bisogna essere bravi.”

E, in tutto questo, Secco da mesi non esce più di casa e nessuno sa che fine abbia fatto…

La coscienza di Zero, la coscienza di una generazione

Se Questo mondo non mi renderà cattivo raccontava e metteva in evidenza il lato più “politico” di Zero, Due Spicci torna invece a esplorare la parte più intima e personale dell’autore.

Due Spicci parla DI Zerocalcare, ma parla anche A un’intera generazione: quella che oggi ha più o meno la stessa età dell’artista e autore e che, in molti casi, non è stata davvero “preparata” a diventare adulta.

Una generazione che si ritrova improvvisamente a passare dalla spensieratezza e dalla superficialità della gioventù, trascinate avanti negli anni un po’ per protezione, un po’ per volontà e comodità, allo scontro improvviso con i problemi veri e le responsabilità, quelli con cui ogni adulto sa di dover fare prima o poi i conti e davanti ai quali non ci si può tirare indietro: segreti troppo grandi da custodire, figli da mantenere, scelte disperate che dovrebbero risolvere i problemi e che invece finiscono per crearne altri, litigi che lasciano ferite sempre più difficili da rimarginare col passare del tempo.

Due Spicci mostra un protagonista che si mette davvero a nudo davanti allo spettatore, esponendo debolezze, barriere personali autoimposte a protezione e preoccupazioni di un uomo normale alle prese con problemi più grandi di lui, ma anche più grandi di tutti gli altri (persino di Sarah, che solitamente è la problem solver del gruppo). Forse per questi motivi lo stesso Zerocalcare ha definito Due Spicci una serie crepuscolare.

E più i problemi si fanno seri, più la testa e la coscienza di Zerocalcare vagano alla ricerca di una soluzione attraverso le parole dell’Armadillo che ancora una volta ha la voce di Valerio Mastandrea. La sua coscienza, più presente rispetto ai precedenti show, in questa serie si conferma uno dei veri mattatori: battute a raffica e confronti irresistibili con Zero, cercano continuamente di stemperare la drammaticità di alcuni eventi.

Non sempre si può fare affidamento sugli amici come si era abituati a fare da “pischelli”, perché ognuno ha i propri problemi da gestire.

C’è chi si rifugia in sé stesso, nei propri Armadilli, e cerca di aggrapparsi agli altri, come Zero; chi affronta tutto di petto, come ha sempre fatto, come Secco; e chi si costruisce una corazza, riesce a risolvere i problemi degli altri ma non i propri, come Sarah. E poi c’è chi non sa come affrontare certe situazioni, che si abitua al malessere e ne viene inghiottito finendo per affondare.

Tutto questo è Due Spicci.

Quando cresci non bastano più Due Spicci

Ma Due Spicci è anche una storia corale che coinvolge tutti i personaggi già visti finora nei prodotti animati di Netflix e Zerocalcare, ma soprattutto coinvolge chi la guarda.

È una storia che appassiona, forse perché racconta situazioni molto vicine, almeno per il sottoscritto, a quelle che possono essere vissute da Zerocalcare, da me o dai miei amici più cari. Una serie che non stanca e non annoia, anzi: si divora, perché ti cattura, ti devasta, ti fa ridere e subito dopo quasi piangere, accompagnandoti fino al finale.

Animazione e colonna sonora da paura

Movimenti Production, la casa di produzione già dietro alle altre serie di Zerocalcare, anche in questo caso svolge un lavoro davvero eccellente e, anzi, migliora sotto ogni aspetto grafico e d’animazione rispetto al passato.

Quello che Netflix e Zerocalcare realizzano con Due Spicci è un prodotto fruibile non solo per l’Italia, ma anche dal respiro internazionale, persino a livello visivo, e sono sicuro che spopolerà anche all’estero, proprio perché racconta in modo moderno, schietto a livello universale ma soprattutto umano, cosa vuol dire far parte della generazione a cui il protagonista appartiene.

Importante anche il contributo della colonna sonora della serie: se il ritorno di Giancane, cantautore amico di Zero che aveva già curato le sigle delle altre due serie, era quasi scontato, con la nuova Non ti riconosco più, l’asticella si è alzata ulteriormente grazie al coinvolgimento di Coez, che ha realizzato il brano Ci vuole una laurea, destinato a diventare una delle hit più ascoltate dei prossimi mesi.

Perché vedere Due Spicci?

Non c’è due senza tre, dice il proverbio, e Zerocalcare ci è riuscito ancora.

Due Spicci è una serie molto attesa dal pubblico e, con ogni probabilità, anche dallo stesso Zerocalcare, curioso di capire come verrà accolta.

Perché Due Spicci è la sua serie più personale e complessa, ma proprio per questo gran parte degli spettatori la adorerà: Zero non si risparmia e, come sempre, dice le cose come stanno, soprattutto quando riguardano sé stesso.

Questo lo porta ad aprirsi ancora di più con il suo pubblico, raccontando il proprio disagio, paure, angosce e tutto ciò che si porta dentro, nel modo in cui lo abbiamo imparato a conoscere bene: attraverso disegnetti (stavolta animati) e personaggi che ormai sono entrati nei nostri immaginari, nelle nostre case e fanno parte di noi.

Due Spicci ha tutto: ironia, malinconia, drammaticità, personaggi complessi e anche una forte componente morale.

A 42 anni non pensavo che mi sarei ritrovato a piangere davanti a un cartone animato. Zerocalcare è riuscito anche in questo.


VOTO POPCORNERD: 9/10

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Buen Camino: il film di Checco Zalone in arrivo su Netflix

Su Netflix è in arrivo Buen Camino, l’ultimo film di Checco Zalone disponibile dal 29 aprile sulla piattaforma insieme a tutta la filmografia dell’attore

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IL FILM DEI RECORD CON
CHECCO ZALONE

È IN ARRIVO SU NETFLIX DAL 29 APRILE

SU NETFLIX DISPONIBILE ANCHE

L’INTERA FILMOGRAFIA DI CHECCO ZALONE

Dopo aver battuto ogni record nelle sale, Buen Camino, l’ultimo film diretto da Gennaro Nunziante, con protagonista Checco Zalone, sarà disponibile su Netflix dal 29 Aprile. Nell’offerta Netflix disponibili anche tutti i film con Checco Zalone: Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo Vado? e Tolo Tolo.

Ad anticipare l’uscita su Netflix di Buen Camino, un video inedito in cui tutti i personaggi di Checco si “incontrano” dando appuntamento al 29 Aprile.

Sinossi:

Quella di Checco è una vita agiata e comodissima e non potrebbe essere altrimenti visto che è il figlio unico di Eugenio Zalone, un ricchissimo produttore di divani. Spiaggiato in piscina nelle sue ville lussuose, un numero imprecisato di filippini a servizio, una giovanissima modella messicana come fidanzata, vacanze sul suo yacht in compagnia di amici con i quali condivide la passione del non voler lavorare; si direbbe una vita davvero invidiabile visto che non gli manca niente ma proprio niente. Anzi no. Qualcosa gli manca.

È la figlia minorenne Cristal, chiamata così in onore delle famose bollicine francesi, scomparsa all’improvviso senza lasciare traccia. Chiamato d’urgenza a Roma dalla ex moglie Linda si ritrova per la prima volta ad affrontare le responsabilità della sua paternità provando a cercare la ragazzina, compito parecchio complicato visto che di Cristal e della sua vita non sa assolutamente niente.

In suo soccorso giunge però Corina, la migliore amica di Cristal, che Checco riesce a corrompere e farle confessare che la figlia è partita per la Spagna. Per fare cosa? Scoprirà raggiungendola che Cristal ha deciso di percorrere da pellegrina il cammino di Santiago di Compostela, 800 chilometri da camminare a piedi alla ricerca di un senso per la sua vita, una distanza immensa da percorrere che Checco giudica folle ma che suo malgrado sarà costretto ad intraprendere. Per sentieri assolati, montagne fredde e piovose, passando per piccoli paesi sperduti, mangiando quel che capita e dormendo in ostelli fatiscenti e carichi di pellegrini, Checco proverà a ricomporre la sua relazione con Cristal. L’impresa ha dell’impossibile ma un viaggio si sa può cambiare la vita e renderla ricca per davvero.

Cast:

Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò.

Crediti:

  • Prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli

  • Una produzione Indiana Production con Medusa Film in collaborazione con MZL e in collaborazione con Netflix realizzata da Indiana Production, una società Vuelta

  • Soggetto e sceneggiatura di Luca Medici e Gennaro Nunziante

  • Diretto da Gennaro Nunziante

*Ringraziamo l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra che abbiamo condiviso con i nostri lettori 

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