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Daredevil: Rinascita, i consigli di lettura di Panini Comics
I consigli di lettura di Panini Comics per immergersi nella nuova stagione Marvel con protagonista l’Uomo Senza Paura
In occasione dell’uscita della seconda stagione di Daredevil: Rinascita, Panini Comics propone una selezione di letture essenziali per entrare nel mondo dell’Uomo Senza Paura.
Matt Murdock torna a combattere per la giustizia, tra le ombre di New York e i fantasmi del proprio passato. Per scoprire le radici del mito, le sue cadute e le sue rinascite, ecco i volumi ideali per nuovi lettori e fan di lunga data.
Il punto di partenza perfetto è Io sono Daredevil – Anniversary Edition, una raccolta in grande formato che attraversa l’intera storia editoriale del personaggio. Dalle sue origini, segnate dal tragico incidente che lo ha reso cieco ma dotato di sensi straordinari, fino alle storie che ne hanno ridefinito il mito negli anni, il volume offre una panoramica completa dell’evoluzione di Matt Murdock, arricchita da un ampio apparato redazionale con curiosità e retroscena.
Prezzo: € 25,00
Pagine: 368
Rilegatura: Cartonato
Formato: cm 18,3X27,7
Interni: Colori
Distribuzione: Libreria, fumetteria, online
Tra i capisaldi imprescindibili Daredevil: Rinascita, il capolavoro di Frank Miller e David Mazzucchelli, considerato una delle più grandi storie Marvel di sempre. Karen Page, un amore del passato, ha venduto l’identità segreta di Daredevil a Kingpin, dando inizio a un piano crudele che porterà alla distruzione totale della vita di Murdock. Privato di tutto, braccato e spezzato, Matt dovrà affrontare la sua caduta più profonda per trovare la forza di risorgere. Un racconto intenso e drammatica che esplora fede, dolore e redenzione.
Prezzo: € 15,00
Pagine: 192
Rilegatura: Cartonato
Formato: cm 17×26
Interni: Colori
Distribuzione: Libreria, fumetteria, online
Le radici più profonde del mito emergono in Daredevil: Battlin’ Jack Murdock, firmato da Zeb Wells e Carmine Di Giandomenico. Un racconto intenso e toccante che porta sotto i riflettori la figura del padre di Matt, il pugile Battlin’ Jack, e i quattro round del combattimento più importante della sua carriera. Tra integrità, coraggio e spirito di ribellione, si dipana la storia drammatica di un uomo che sceglie di non piegarsi e di compiere il sacrificio estremo. Un momento decisivo che segna per sempre la vita di Matt Murdock e, nel suo atto più puro, dà origine all’Uomo Senza Paura.
Prezzo: € 15,00
Pagine: 112
Rilegatura: Cartonato
Formato: cm 17×26
Interni: Colori
Distribuzione: Libreria, fumetteria, online
Daredevil: Diavolo Custode, scritto da Kevin Smith e disegnato da Joe Quesada, è una delle storie più amate e sconvolgenti dedicate al personaggio, ora riproposta nel formato tascabile Marvel Pocket. Tutto ha inizio con un’adolescente spaventata in fuga e un bambino che alcuni considerano il salvatore dell’umanità. Intorno a Matt Murdock si intreccia una spirale di eventi drammatici: un’ex amante coinvolta in un terribile segreto, il suo socio legale accusato di un crimine orribile e una città minacciata da qualcosa di incomprensibile. In un mondo che sembra aver perso ogni certezza, serve un guardiano. Qualcuno che protegga. Qualcuno che abbia fede. Una storia potente che mette alla prova l’eroe come mai prima d’ora.
Prezzo: € 11,90
Pagine: 392
Rilegatura: Brossurato
Formato: cm 15×23
Interni: Colori
Distribuzione: Libreria, fumetteria, online
In Daredevil: Un Giorno Freddo all’Inferno, Charles Soule e Steve McNivenci trasportano in un futuro cupo e devastato. Matt Murdock ha perso i suoi poteri, ma continua a lottare in una New York ormai irriconoscibile. Solo e senza alleati, le sue possibilità di contrastare il male dilagante sembrano ridotte al minimo, finché una catastrofe non lo costringe a confrontarsi di nuovo con ciò che è stato. La speranza di una rinascita prende forma quando Capitan America gli affida una missione cruciale: proteggere l’ultima speranza del mondo. Ne nasce un racconto, che ci restituisce un Daredevil più anziano, segnato dal tempo ma ancora profondamente umano.
Prezzo: € 18,00
Pagine: 104
Rilegatura: Cartonato
Formato: cm 17×26
Interni: Colori
Distribuzione: Fumetteria, online
Fondamentale è anche Devil: L’uomo senza paura, un’imponente raccolta di oltre 800 pagine che contiene le storie rivoluzionarie di Frank Miller realizzate tra gli anni 70 e 80. È qui che il personaggio assume i toni noir e urbani che lo contraddistinguono ancora oggi: vengono introdotti personaggi fondamentali come Elektra, Stick e la Mano, e si assiste ad alcuni degli scontri più iconici contro nemici come Bullseye, il Gladiatore e il Seminatore di Morte. Il volume è completato da materiali extra e contenuti editoriali dedicati.
Prezzo: € 79,00
Pagine: 840
Rilegatura: Cartonato + sovraccoperta
Formato: cm 18,3×27,7
Interni: Colori
Distribuzione: Fumetteria, online
Infine, sempre in formato Omnibus, Elektra di Frank Miller e Bill Sienkiewicz, un’opera visionaria che raccoglie alcune delle storie più evocative dedicate alla letale ninja greca. Dalla vita alla morte, fino alla rinascita, il volume attraversa i momenti più significativi del personaggio, tra complotti politici, entità misteriose, cyborg assassini e narrazioni che sfumano continuamente tra realtà e surrealismo. Il risultato è un racconto potente e stratificato che ridefinisce Elektra, trasformandola da nemica di Daredevil a una delle figure più affascinanti e complesse dell’universo Marvel.
Prezzo: € 46,00
Pagine: 400
Rilegatura: Cartonato + sovraccoperta
Formato: cm 18.3×27.7
Interni: Colori
Distribuzione: Fumetteria, online
Dalle origini ai futuri possibili, dai grandi classici alle interpretazioni più moderne, queste storie rappresentano il modo migliore per scoprire – o riscoprire – tutto ciò che rende Daredevil un eroe unico: un uomo diviso tra luce e oscurità, tra giustizia e vendetta, tra fede e disperazione.
Fonte: Comunicato stampa Panini Comics
Fumetti italiani
Salone del Libro di Torino 2026: Bao e il panel “Il fumetto è una macchina della verità”
Durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, Bao Publishing ha incantato il pubblico nel panel “Il fumetto è una macchina della verità” grazie ai suoi autori protagonisti di un talk e di una vera e propria jam session artistica
Il Salone Internazionale del Libro di Torino da qualche anno vede sotto i riflettori anche il fumetto e, tra le grandi case editrici presenti, Bao Publishing è sempre mattatrice grazie ai suoi incredibili autori, ospiti ogni anno alla manifestazione.
Ma Bao è anche spesso protagonista di diversi panel molto interessanti che hanno un obiettivo chiaro: spiegare la nona arte e i fumetti che porta ai lettori attraverso le parole dei propri autori.
Tra questi appuntamenti, l’incontro di domenica 17 maggio intitolato “Il fumetto è una macchina della verità” si è trasformato in una lunga e divertita riflessione sul significato dell’onestà nel fumetto e nella narrazione.
Sul palco, insieme a Caterina Marietti e Michele Foschini, fondatori della casa editrice e moderatori per l’occasione, erano presenti diversi autori e autrici tra i più importanti dell’attuale panorama fumettistico italiano: Rita Petruccioli, Lorenzo Ceccotti (LRNZ ), Irene Marchesini, Carlotta Di Cataldo, Zerocalcare e Riccardo Atzeni.
L’atmosfera del confronto è stata sin dall’inizio ironica e spontanea, ma proprio attraverso il tono scherzoso è emersa una riflessione molto profonda sul rapporto tra autore, personaggi e verità emotiva.
Ah e non è tutto: il talk si è sviluppato mentre a turno gli artisti, come in una jam session, hanno disegnato diversi personaggi il cui risultato è stata una vera e propria opera d’arte collettiva.
Il fumetto è una macchina della verità: la parola agli artisti
Il punto di partenza del panel era l’idea che il fumetto riesca sempre a tradire, in senso positivo, l’autenticità o la falsità di chi racconta. Secondo i partecipanti, infatti, il lettore percepisce immediatamente quando un autore sta mettendo qualcosa di sincero nella propria opera. Non importa che il fumetto sia realistico, autobiografico o fantascientifico: quello che conta è la sincerità emotiva che attraversa le pagine.
La prima a intervenire è stata Rita Petruccioli, in libreria attualmente con la sua ultima fatica, Medea, e tra gli artisti protagonisti del film Generazione Fumetto di Omar Rashid, che ha spiegato come, quando realizza un fumetto da autrice completa, il primo pubblico sia sempre sé stessa.
«Quando scelgo di essere autrice unica di un fumetto, io disegno principalmente per me e poi soltanto in secondo luogo per il pubblico.» – Rita Petruccioli
Pur sapendo che i lettori leggeranno le sue storie, il suo obiettivo principale è raccontare qualcosa che senta autentico. Ha ammesso di provare spesso imbarazzo all’idea di esporsi, ma proprio quell’imbarazzo diventa la prova della sua sincerità: se non fosse onesta con sé stessa, non avrebbe senso creare un fumetto personale. Nei suoi libri, quindi, riversa inevitabilmente parti della propria sensibilità e della propria esperienza.
«Io voglio essere onesta con me stessa in quello che racconto, perché altrimenti non ha senso quello che sto facendo. Quindi si beccano tutta la mia onestà nei miei libri» – Rita Petruccioli
Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ l’autore di Geist Maschine, ha ampliato il discorso parlando del fumetto come di un’arte “convergente”, cioè composta da una quantità enorme di scelte: dal layout delle tavole alle inquadrature, dal design dei personaggi al lettering, fino al tono del mondo narrativo.
Secondo lui, proprio perché il fumetto richiede così tante decisioni creative, sarebbe impossibile realizzarlo senza coinvolgimento personale. Fare un fumetto senza sentire davvero proprie quelle scelte diventerebbe una tortura. Ceccotti ha anche sottolineato quanto sia importante costruire mondi narrativi pieni di desideri e volontà, non solo per i protagonisti ma anche per i personaggi che restano sullo sfondo. I mondi, secondo lui, devono sembrare vivi perché modellati dai sogni e dalle intenzioni di chi li abita.
Da questa riflessione è nata una domanda provocatoria rivolta a Zerocalcare: “Si possono fare fumetti quando si è felici?”. La questione riguardava il luogo comune secondo cui l’arte nascerebbe sempre dalla sofferenza.
Zerocalcare ha risposto con grande sincerità e ironia, dicendo di sperare che qualcuno riesca a fare fumetti anche da felice, altrimenti sarebbe un mestiere terribile.
«Se dovesse essere soltanto un’ attività per i depressi sofferenti sarebbe terribile e in generale non la consiglierei a nessuno al mondo.» – Zerocalcare
Tuttavia, ha ammesso che nel suo caso esiste una sorta di “sofferenza intermedia” che favorisce la creazione: se sta troppo bene non sente il bisogno di raccontare nulla, mentre se sta troppo male non ha la lucidità necessaria per trasformare il dolore in fumetto. Quando invece si trova in una zona emotiva più equilibrata, riesce a elaborare le proprie inquietudini e inserirle nelle storie. Ha anche sottolineato che non esiste un obbligo morale a esporsi completamente: ogni autore deve trovare il proprio equilibrio tra sincerità personale e necessità narrativa.
I personaggi delle opere a fumetti e la loro identità
Successivamente il discorso si è spostato sui personaggi e sulla loro identità. Irene Marchesini e Carlotta Di Cataldo, autrici di Rebis, hanno raccontato il modo in cui i personaggi, nel corso della scrittura, sembrano quasi prendere vita da soli. Irene ha spiegato che durante la realizzazione di una loro opera si è resa conto, dopo le prime pagine, che il protagonista aveva assunto una personalità diversa da quella inizialmente immaginata.
«E poi è successo a quella cosa che fa sembrare pazzi tutti gli scrittori e i fumettisti quando dicono che si sono cominciati a muovere per conto loro. Che ovviamente non è che prendono vita e si arrangiano però nella tua testa inconsciamente cominciano a ad assumere delle caratteristiche che poi hanno senso tra di loro e funzionano inconsciamente.» – Irene Marchesini
Di conseguenza, alcune scene già progettate non funzionavano più e sono state eliminate. Forzare il personaggio a compiere azioni incoerenti avrebbe spezzato la naturalezza del racconto. Secondo lei, il lettore percepisce immediatamente quando qualcosa è falso o costruito artificialmente, proprio come si riconosce una banconota falsa pur senza essere esperti.
Riccardo Atzeni ha poi raccontato la genesi del suo primo fumetto, Devo andare nello Spazio, una storia che affronta il rapporto padre-figlio all’interno di un contesto fantascientifico. All’inizio aveva paura di inserire elementi troppo autobiografici e aveva riempito il racconto di dettagli nonsense, personaggi assurdi e situazioni caotiche quasi per nascondersi dietro la fantasia. A un certo punto, però, si è accorto che il messaggio emotivo si stava perdendo. Ha quindi iniziato a eliminare il superfluo, mantenendo però l’ambientazione fantascientifica come filtro narrativo. Per Atzeni, infatti, la fantascienza permette di deformare la realtà per restituirla in modo ancora più autentico. Il suo obiettivo non era raccontare sé stesso in maniera diretta, ma creare una storia in cui il lettore potesse riconoscere le proprie questioni irrisolte.
Un’altra domanda centrale del panel riguardava la possibilità di lavorare su storie o temi che non interessano davvero gli autori. Le risposte hanno mostrato approcci differenti ma complementari. Riccardo Atzeni ha spiegato che, impiegando anni per realizzare un fumetto ad acquerello, gli sarebbe quasi impossibile dedicarsi a lungo a una storia che non lo coinvolga. Lorenzo Ceccotti ha invece detto che ciò che conta davvero non è tanto il tema, ma il modo in cui può essere rappresentato visivamente. Anche una storia banale può diventare stimolante se offre possibilità interessanti dal punto di vista grafico.
Diversi autori hanno però ammesso di avere alcuni limiti personali: Rita Petruccioli, per esempio, ha detto che non farebbe mai un libro di autoaiuto; altri hanno scherzato sul loro odio per le automobili, i cavalli o certi temi contemporanei.
Il panel si è trasformato così in una riflessione sul rapporto tra passione personale e mestiere. Tutti hanno concordato sul fatto che il fumetto richieda un investimento di tempo ed energie tale da rendere difficile lavorare su qualcosa di totalmente estraneo alla propria sensibilità. Anche quando si lavora su commissione, è necessario trovare almeno un elemento capace di stimolare interesse e partecipazione.
Zerocalcare ha parlato del rapporto tra solitudine e pubblico. Ha spiegato che il fumetto è un lavoro profondamente solitario, fatto di lunghi periodi passati da soli a disegnare. Gli incontri dal vivo con i lettori rappresentano quindi un momento importante perché danno senso al lavoro svolto. Diverso è invece il rapporto con i social network, che l’autore ha definito stancante e opprimente persino quando i commenti sono positivi.
Irene Marchesini ha raccontato quanto l’abbia colpita vedere il suo lavoro tradotto e apprezzato anche all’estero. La scoperta che persone con culture completamente diverse riuscissero a riconoscersi nelle stesse emozioni le ha fatto capire quanto certi sentimenti siano universali. È stata per lei una conferma del fatto che le storie sincere riescono davvero a superare confini geografici e culturali.
Tirando le somme…
La parte finale del panel si è trasformata in una performance collettiva. Riccardo Atzeni ha iniziato a colorare il disegno dal vivo realizzato da tutti gli artisti presenti in una divertente corsa contro il tempo, tra i commenti esilaranti dei colleghi. Il risultato è la dimostrazione pratica di ciò di cui si era discusso per tutto il tempo: il fumetto come processo umano, collettivo, imprevedibile e profondamente legato alla personalità di chi crea.
Nel complesso, il panel restituisce l’immagine di un gruppo di autori molto diversi tra loro ma accomunati da alcune convinzioni profonde: il fumetto nasce dalla curiosità verso il mondo, dalla sincerità emotiva e dal desiderio di raccontare qualcosa che abbia un significato personale. Anche quando si scherza su cavalli, automobili o alberi difficili da disegnare, emerge continuamente il legame tra tecnica e sensibilità umana. Disegnare non significa soltanto saper riprodurre immagini, ma osservare la realtà, filtrarla attraverso la propria esperienza e trasformarla in racconto condiviso.
Una visione decisamente romantica e molto sensibile del fumetto che ha incantato il Salone Internazionale del Libro di Torino e che rispecchia in maniera assoluta lo spirito di Bao Publishing e i suoi autori, poeti visivi e spiriti sognatori della nona arte.
Fumetti italiani
Sergio Bonelli porta KEN PARKER. SCIOPERO in anteprima alla Milano Comics Week
Sergio Bonelli Editore presenta Ken Parker. Sciopero, nuovo volume della collana libraria dedicata all’opera di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo in arrivo in anteprima alla Milano Comics Week
SERGIO BONELLI EDITORE
presenta
KEN PARKER.
SCIOPERO
In anteprima alla Milano Comics Week – Una città tutta a fumetti
e dal 29 maggio in libreria e fumetteria
il nuovo volume della collana libraria dedicata a Ken Parker,
il celebre personaggio creato da Berardi e visualizzato da Milazzo.
Due veri e propri capolavori della saga di Lungo Fucile tornano dal 29 maggio in una nuova veste, presentata in anteprima sabato 23 maggio alla Milano Comics Week – Una città tutta a fumetti (21 al 24 maggio), il festival delle librerie Feltrinelli con la direzione artistica di Tito Faraci. In KEN PARKER. SCIOPERO, il celebre personaggio nato dalla penna di Giancarlo Berardi e illustrato da Ivo Milazzo è protagonista di una commovente storia di soprusi e tentativi di rivalsa.
Ken Parker, in viaggio verso Boston per incontrare il figlio adottivo dopo anni di assenza, sale clandestinamente su un treno. Durante il viaggio uno dei passeggeri scompare improvvisamente e Ken, coinvolto nell’inchiesta, si trova ad attraversare un mistero di cui sarà difficile svelare le sordide verità. Ci sono poi il rumore assordante della fabbrica, la fatica che consuma ore e corpi, la speranza appena sussurrata tra operai stremati, ma ormai pronti a sfidare l’ingiustizia e la prepotenza di una società che li vuole schiacciati, sfruttati, costretti al silenzio da un vile ricatto economico.
Il volume, che contiene gli episodi “Boston” e “Sciopero”, è arricchito dall’introduzione “Un fragile domani” di Graziano Frediani.
KEN PARKER. SCIOPERO
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Berardi
Disegni e Copertina: Ivo Milazzo
Formato: 22 x29,7 cm, b/n
Tipologia: Cartonato
Pagine: 208
ISBN code: 979-12-5629-224-0
Prezzo: 25 euro
Online e sui social:
https://www.sergiobonelli.it/prodotto/ken-parker-sciopero/ https://www.facebook.com/SergioBonelliEditoreUfficiale/
https://www.instagram.com/sergiobonellieditoreufficiale/
*Ringraziamo l’Ufficio Stampa Sergio Bonelli Editore per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori
Eventi
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Giuseppe Camuncoli disegna la storia di Topolino con protagonista Gianluca Colucci in arte “Fru” dei The Jackal, presentata al COMICON Napoli 2026
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