Connect with us

CinemaRecensioni

The Mandalorian e Grogu – Recensione: il mandaloriano Pedro Pascal arriva al cinema

Abbiamo visto in anteprima The Mandalorian e Grogu di Dave Filoni e Jon Favreau, con protagonista il Mandaloriano Pedro Pascal e il suo fido apprendista Grogu e questo è il nostro pensiero sul nuovo capitolo cinematografico di Star Wars

Avatar photo

Pubblicato

il

Quando uscì nel 2019 la prima puntata di The Mandalorian su Disney+, lo show dimostrò che il franchise di Star Wars poteva andare avanti e tagliare definitivamente il cordone ombelicale con la “saga degli Skywalker” per esplorare altre vie.

Dave Filoni e Jon Favreau dimostrano che il franchise aveva ancora molto da esplorare e portarono sullo schermo le avventure in salsa space-western del Mandaloriano Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal, e del suo fidato (e tenerissimo) compagno di viaggio, Baby Yoda, poi ribattezzato Grogu, che stregò gli spettatori sin dalla prima apparizione. E fu un grande successo.

Dopo tre stagioni (e mezzo, se si considera anche la seconda parte di The Book of Boba Fett “mando-centrica”), le avventure di Din Djarin e Grogu hanno preso una strada nuova per lo show, ma familiare per il franchise di Star Wars: quella del cinema.

Prima di proseguire con l’analisi di The Mandalorian e Grogu, due rapide considerazioni: questo film arriva nel momento di minor popolarità della saga cinematografica creata da George Lucas, complici i passi falsi delle serie TV e dell’ultima trilogia con Adam Driver (Kylo Ren) e Daisy Ridley (Rey), e ben oltre tre anni dopo l’uscita in piattaforma dell’ultimo episodio della serie madre.

Siamo onesti: l’hype che ruotava sino a qualche tempo fa intorno a Mando è calato gradualmente e, se Disney vuole far ripartire Star Wars da questo film, deve essere la prima a scommettere di avere tra le mani un prodotto notevole e valido. Ma la sensazione che si ha è che la casa di Topolino non sia convinta fino in fondo che The Mandalorian e Grogu sia il cavallo vincente su cui scommettere.

Ed è un gran peccato, perché la pellicola ideata da Dave Filoni e Jon Favreau, con la regia di quest’ultimo, è tecnicamente un prodotto d’intrattenimento di ottima fattura che centra l’obiettivo di divertire lo spettatore, principalmente quello che ha seguito le avventure di Mando e Grogu in piattaforma.

Scene d’azione e combattimenti, adrenalina e situazioni da “Mando” alzano l’asticella in prima battuta a livello tecnico e visivo: il passaggio dallo streaming alla sala porta maggiore qualità rispetto a The Mandalorian in tutti i suoi elementi, mescolando l’assetto classico con l’introduzione di personaggi nuovi che ben si integrano con il cosmo di Star Wars.

Un Mandaloriano al servizio della Nuova Repubblica

Con una sequenza iniziale epica, contraddistinta da una dettagliata cura dei particolari, scopriamo che Mando e Grogu sono al servizio della Nuova Repubblica, ingaggiati per cacciare tutti i sostenitori dell’Impero e capire quali siano le intenzioni dell’Ordine creato dall’Imperatore dopo la sconfitta e la morte di quest’ultimo. Catturare e ottenere informazioni dai devoti all’Impero è l’obiettivo principale di Ward (Sigourney Weaver) e per questo ha bisogno del migliore cacciatore sulla piazza.

Il personaggio di Sigourney Weaver: Ward

La caccia al misterioso Janu, al servizio dell’Impero, porta Mando e Grogu a incrociare le strade del figlio di Jabba the Hutt, Rotta the Hutt (Jeremy Allen White), e della sua dinastia. Nel corso di questa nuova avventura, Din Djarin verrà messo a dura prova soprattutto fisicamente. Lui e Grogu scopriranno che gli Hutt non sono tutti despoti cinici e bramosi di potere.

La coppia Mando e Grogu protagonista indiscussa

Lo show di The Mandalorian è caratterizzato da due prime stagioni incredibili e una terza molto altalenante. In The Mandalorian e Grogu, i creatori Filoni e Favreau correggono il tiro e per prima cosa riportano in primo piano il rapporto tra Din e Grogu.

I due sono gli assoluti protagonisti di un’avventura che punta tutti i riflettori su di loro… insieme. Il rapporto padre/figlio è l’elemento che da sempre aveva dato quella marcia in più allo show e che nella terza stagione si era un po’ perso per dare spazio ad altre sottotrame.

The Mandalorian e Grogu rimette i due personaggi al centro con alcuni momenti familiari che spaziano dal tenero allo spassoso, e questa è un’ottima notizia per i fan.

E se Din Djarin è ancora più letale al cinema rispetto alla serie Disney+, Grogu è molto più che l’infante indifeso con poteri da Jedi della serie. C’è spazio nella pellicola per il piccolo baby Yoda per confermare che sono lontani i momenti in cui dipendeva al 100% dal paterno mandaloriano. Se nella serie Grogu vi aveva rubato il cuore, in The Mandalorian e Grogu vi farà innamorare perdutamente ogni volta che appare sullo schermo. Il carisma di questo personaggio è davvero incredibile. E non c’è Mando che tenga.

Il fardello di essere un Hutt

In foto: Rotta the Hutt

Tra i personaggi secondari spicca senza ombra di dubbio Rotta the Hutt, interpretato da Jeremy Allen White (The Bear, Shameless), dove il figlio di Jabba pone sotto una luce diversa la dinastia Hutt, da sempre contraddistinta nei film e nelle serie TV da alieni lumacosi viscidi e spietati, con una propensione alla criminalità e al doppiogioco.

Rotta è un Hutt ancora in cerca della propria identità e porta il fardello di essere il figlio del grande Jabba, conosciuto in tutto l’universo per l’impero criminale che aveva costruito su Nal Hutta e a cui tutti gli Hutt ambiscono. Lui vuole essere diverso dal padre e, in più di un’occasione, dimostra che non tutti gli Hutt puntano a essere dei criminali.

Filoni e Favreau scrivono un gran bel personaggio affidando ben più che la sola voce allo straordinario Jeremy Allen White, fornendo un interessante spunto su quello che potrebbe essere il futuro di Rotta the Hutt, che si spera di poter rivedere nel franchise in qualche altro prodotto targato Star Wars.

Un film che rapisce il fan, ma…

Dave Filoni e Jon Favreau fanno un ottimo lavoro imbastendo una trama d’azione adrenalinica al punto giusto, con ambientazioni e scene da blockbuster molto curate e dettagliate. I due registi strizzano anche l’occhio, in più di un’occasione, ai film action degli anni ’80 e ’90. Impossibile non notare il rimando a film come Top Gun subito dopo la sequenza iniziale, quando Mando e Grogu tornano alla base con un tramonto contraddistinto da un cielo arancione alle spalle.

Ma anche determinate battute o scene sono visibilmente ispirate ai film d’azione con protagonisti macho come Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone, Chuck Norris ecc…

Sia chiaro: è un film che riprende le vibes western della serie, ma vira maggiormente verso un film fantascientifico d’azione con i personaggi di Star Wars.

I combattimenti sono ottimi (anche se i primi 20 minuti del film sono imbattibili per quanto riguarda adrenalina e spettacolarità) e Mando dimostra a tutti gli avversari perché sia il più letale dei mercenari. Tranne quando capita che perda il casco, perché oltre a quello pare perdere anche le abilità combattive, tornando a essere un semplice Pedro Pascal qualunque.

Quindi il film intrattiene e diverte i fan della serie anche grazie a diverse creature inedite create appositamente per la pellicola, che richiamano molto sia i “mostriciattoli” teneri e simpatici sia le creature spaventose aliene di cui erano pieni zeppi i film di Lucas.

Ma… è un film che punta al pubblico della serie TV. The Mandalorian e Grogu è un lunghissimo episodio che, se fosse uscito come special su piattaforma anziché al cinema, nessuno avrebbe battuto ciglio. Ed è complesso anche da collocare temporalmente all’interno della serie, perché non vi sono palesi riferimenti a quando si svolga, probabilmente per permettere anche a chi non ha visto la serie di non essere disorientato dalla cosiddetta continuity.

Difficilmente, a mio avviso, chi non conosce i personaggi andrà a vedere questo film, che, altra problematica, presenta una trama e una narrazione senza una vera e propria evoluzione. Mando e Grogu “fanno cose” dall’inizio alla fine.

Ed è davvero divertente ed esaltante in alcuni frangenti e lo spettatore che, come il sottoscritto, ha visto tutti gli episodi della serie e segue il franchise di Star Wars dall’inizio uscirà soddisfatto, perché ha visto un bell’episodio “extralarge” di The Mandalorian non sul divano, ma in una poltroncina del cinema. E non poteva essere altrimenti.

Al contempo, questa pellicola non può essere considerata un vero e proprio “restart” cinematografico di Star Wars, bensì un what if…? su come The Mandalorian avrebbe potuto essere al cinema.

E ribadisco che è un vero peccato, perché Filoni e Favreau hanno realizzato una gran bella pellicola.

Perché vedere The Mandalorian e Grogu?

Il film, come detto, è uno spettacolare blockbuster d’avventura, dove il Mandaloriano di Pedro Pascal si esalta in quello che sa fare meglio: il cacciatore di taglie.

Grogu è molto più di una spalla: è davvero il co-protagonista, ancora inesperto ma non per questo inerme. La sua sopravvivenza non dipende più da Din Djarin e lo dimostrerà durante il film.

Ma il difetto più grande di The Mandalorian e Grogu è che si tratta di un film pensato principalmente per chi ha amato la serie di Disney+ in tutti i suoi aspetti e che rappresenta un grande episodio esteso dello show. E questo rappresenta un limite.

Un qualcosa che potrebbe non attrarre lo spettatore occasionale che va al cinema indeciso su cosa vedere e che non segue, o non ha seguito, la serie televisiva, soprattutto vista l’attuale concorrenza con cui andrà a scontrarsi, rappresentata dagli attuali campioni d’incasso  Michael, Il diavolo veste Prada 2 e Mortal Kombat II.

The Mandalorian e Grogu è un film da vedere e di cui godere in sala, ma sono convinto che avrà molto più successo in streaming tra le pareti di casa Disney+ (e casa vostra).

Spero vivamente di sbagliarmi, ma questa volta non sarà l’ordine mandaloriano dei Figli della Ronda a decidere la via, bensì il pubblico.


VOTO POPCORNERD: 7/10

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

È l’ultima battuta? Il film Searchlight Pictures arriverà il 15 luglio su Disney+ in Italia

E’ l’ultima battuta Disney+ arriva il 15 luglio in Italia: il film Searchlight Pictures debutta in streaming sulla piattaforma

Pubblicato

il

Il film Searchlight Pictures È l’Ultima Battuta? arriverà il 15 luglio in streaming su Disney+ in Italia.

Diretto dal regista candidato all’Academy Award® Bradley Cooper (A Star Is Born, Maestro), il film esplora le sfide delle relazioni di lunga durata. Ambientato sullo sfondo della scena della stand-up comedy newyorkese, È l’Ultima Battuta? segue la storia di Alex (Will Arnett), che trova nei comedy club notturni un’insolita forma di terapia mentre cerca di affrontare una crisi matrimoniale. Per prepararsi al ruolo, Arnett ha trascorso circa sei settimane a scrivere e a portare in scena pezzi di stand-up in veri comedy club quasi ogni sera. Arnett ha inoltre scritto la sceneggiatura del film insieme a Cooper e Mark Chappell (Omicidio nel West End), a partire da un soggetto sviluppato da Arnett, Chappell e John Bishop (The John Bishop Show), la cui esperienza di vita ha ispirato il personaggio di Alex.

È l’Ultima Battuta? racconta una storia profondamente umana e ricca di speranza, sostenuta dalle interpretazioni di un cast d’eccezione che comprende Laura Dern, Andra Day, Bradley Cooper, Christine Ebersole, Ciarán Hinds, Amy Sedaris, Sean Hayes (collaboratore di Arnett nel popolare podcast SmartLess) e Scott Icenogle, marito nella vita reale di Hayes, un dettaglio che contribuisce a rendere ancora più autentici i loro ruoli.

È l’Ultima Battuta?

Alex (Will Arnett) affronta la crisi di mezza età e un imminente divorzio, in cerca di un nuovo inizio nel mondo della stand-up comedy newyorkese, mentre Tess (Laura Dern) riflette sui sacrifici fatti per la famiglia. I due dovranno confrontarsi con la gestione condivisa dei figli, la propria identità e la possibilità che l’amore possa assumere una nuova forma.

*Ringraziamo gli uffici stampa Disney per la condivisione del comunicato di cui sopra

Continua a leggere

Cinema

In occasione dell’attesissimo Odissea su Sky arriva Christopher Nolan Mania

Christopher Nolan Mania Sky Cinema Collection celebra l’arrivo di Odissea al cinema con una maratona dedicata al regista

Pubblicato

il

In occasione dell’arrivo nelle sale dell’attesissimo Odissea

su Sky Cinema Collection arriva

Christopher Nolan Mania

8 pellicole per riscoprire i suoi film più iconici

DALL’ 11 AL 17 LUGLIO SU SKY CINEMA COLLECTION 

IN STREAMING SU NOW E DISPONIBILE ON DEMAND

In occasione dell’uscita nelle sale di ODISSEA il 16 luglio, il nuovo attesissimo film di Christopher Nolan, Sky Cinema rende omaggio ad uno dei registi più visionari e influenti del nostro tempo con un’imperdibile collezione con alcuni dei film più rappresentativi della sua carriera.

Dall’ 11 al 17 luglio su Sky Cinema Collection, in streaming su NOW e disponibile on demand, un viaggio nel cinema di Nolan che, tra narrazioni complesse e spettacolari che intrecciano tempo, giochi d’identità e viaggi oltre i confini spazio-temporali, è riuscito nel corso della sua carriera a spaziare dalla fantascienza più ambiziosa ai cinecomic che hanno ridefinito il genere, fino ai racconti di guerra più crudi. Un’occasione unica per (ri)scoprire una filmografia capace di sorprendere e lasciare il segno.

Tra i film in programmazione THE PRESTIGE, thriller ricco di mistero e colpi di scena con Hugh Jackman, Christian Bale e Scarlett Johansson, che racconta l’ossessiva rivalità tra due illusionisti disposti a tutto pur di realizzare il numero perfetto.

Spazio poi alla celebre trilogia del Cavaliere Oscuro, con Christian Bale nei panni di Batman. Si parte con BATMAN BEGINS, in cui Bruce Wayne intraprende il percorso che lo porterà a diventare il protettore di Gotham affrontando la minaccia della Lega delle Ombre.

Si prosegue con IL CAVALIERE OSCURO, in cui Gotham viene sconvolta da una nuova minaccia rappresentata da Joker, interpretato da Heath Ledger: un nemico imprevedibile che costringerà Batman a confrontarsi con i propri limiti morali e con il prezzo della giustizia.

Chiude la trilogia IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO, in cui un Bruce Wayne è costretto a tornare in azione per affrontare il temibile Bane, deciso a distruggere Gotham, in un potente scontro finale che mette in gioco il destino della città.

Passando alle opere che giocano con distorsioni spazio – temporali, INCEPTION ne è l’emblema: Leonardo Di Caprio interpreta un ladro specializzato nell’infiltrarsi nei sogni per sottrarre informazioni riservate, chiamato questa volta a compiere l’impresa opposta: impiantare un’idea nella mente di un potente dirigente.

Sul versante della fantascienza si colloca invece INTERSTELLAR con protagonista Matthew McConaughey alla guida di una squadra di esploratori impegnata in un viaggio attraverso un tunnel spaziale alla ricerca di una nuova possibilità di sopravvivenza per l’umanità.

Si giunge infine a TENET, spettacolare thriller di spionaggio con John David Washington protagonista di una missione che ruota attorno al concetto di inversione del tempo, uno degli elementi più affascinanti della filmografia di Nolan, capace di dare vita a sequenze d’azione sorprendenti e a una struttura narrativa ricca di sfide e colpi di scena.

A chiudere la collezione, DUNKIRK, il potente film bellico con cui Nolan racconta l’evacuazione delle truppe alleate dalle spiagge francesi durante la Seconda guerra mondiale. Un racconto immersivo e teso, costruito tra terra, mare e cielo, che restituisce tutta l’urgenza e il dramma di una delle operazioni più celebri del conflitto.

Un percorso attraverso alcune delle opere che hanno reso Christopher Nolan uno dei registi più influenti del nostro tempo, capace di coniugare spettacolo, innovazione e ambizione narrativa come pochi altri autori contemporanei.

CHRISTOPHER NOLAN MANIA | dall’11 al 17 luglio su Sky Cinema Collection, in streaming su NOW e disponibile on demand.

*Ringraziamo gli uffici stampa Sky per la condivisione del comunicato di cui sopra

Continua a leggere

Cinema

Nevermore’s Library: Dal film al fumetto, il sequel di Edward mani di forbice

L’iconico film Edward mani di Forbice, un capolavoro senza tempo nato dal genio di Tim Burton, che ha avuto anche un sequel a fumetti

Pubblicato

il

Edward mani di forbice”, seppure sia un film del 1991, in realtà è un capolavoro senza tempo, nato dal genio di Tim Burton e rimasto impresso nella mente di tutti noi. Ma la storia non si è fermata al grande schermo: il 7 novembre 2017 ha avuto un seguito ufficiale a fumetti, pubblicato in Italia da Nicola Pesce Editore (NPE). Ma ripercorriamo le tappe con ordine partendo dal film:

Curiosità sul Film Edward mani di forbice (1990)

Le origini risalgono ad un disegno infantile: l’idea di Edward nasce da un disegno che il regista fece da adolescente: un ragazzo magro, silenzioso, con delle lame al posto delle dita. Era la metafora visiva del suo senso di isolamento e della sua difficoltà a comunicare con gli altri nella periferia di Burbank dov’era cresciuto. Per fare in modo che il personaggio principale del film corrispondesse alle caratteristiche del disegno, la produzione propose il ruolo a diverse star.

Tom Cruise si mostrò molto interessato, ma pose a Tim Burton una sfilza di domande “logiche” che avrebbero snaturato il film, tra cui: “Come fa Edward ad andare in bagno?” e “Come fa a mangiare?”. Burton rifiutò di dare spiegazioni scientifiche a una favola e Cruise si chiamò in automatico fuori. Anche Michael Jackson ed Robert Downey Jr. furono presi in considerazione, ma non avevano quell’aria tenebrosa e sensibile al contempo. Quando si presentò Johnny Depp, già sappiamo tutti come sia andata a finire la selezione.

Tim Burton e Johnny Depp

Johnny Depp e le pochissime parole

Nel montaggio finale del film, Edward pronuncia in totale soltanto 169 parole. Depp lavorò moltissimo sulla mimica facciale, sugli occhi e sul linguaggio del corpo, ispirandosi ai grandi attori del cinema muto come Charlie Chaplin.

Charlie Chaplin

Johnny Depp nelle vesti di Edward

Un altro ruolo fondamentale è proprio quello svolto dal set: il contrasto fra la cittadina soleggiata dove gli abitanti svolgono una vita in apparenza felice in casette color pastello e l’atmosfera invernale e malinconica dell’altura sulla quale Edward vive in isolamento nel suo castello.

Soffermarsi ad osservare questo contrasto riporta alla mente tante teorie, ad esempio quella dell’emarginazione sociale nei confronti di qualcuno etichettato come “diverso”, oppure anche l’ipocrisia della società basata sull’apparenza e lo sfarzo, o ancora l’illusione del sogno americano. Le riprese nella cittadina color pastello (avvenute a Lutz, in Florida) si svolsero sotto un caldo torrido. Johnny Depp svenne persino sul set a causa del colpo di calore provocatogli dalla tuta di pelle attillata.

Il quartiere soleggiato del film “Edward mani di forbice” di cui Tim Burton in accordo con la sceneggiatrice Caroline Thompson non ha volutamente attribuito un nome

L’ultimo film di Vincent Price

Il leggendario attore di film horror Vincent Price, idolo d’infanzia di Tim Burton, interpreta l’Inventore di Edward. Questa è stata la sua ultima apparizione sul grande schermo prima della sua morte nel 1993. Originariamente il suo ruolo doveva essere molto più ampio, ma venne ridotto a causa delle sue precarie condizioni di salute.

Vincent Price in una scena del film

Le sculture reali

Tutte le incredibili sculture di siepi che Edward realizza nel film non erano effetti speciali in CGI (all’epoca primordiale), ma strutture metalliche ricoperte di piante vere o finte, mosse e modellate da maestri artigiani.

Il set del film

Curiosità sul sequel a fumetti (NPE)

Il fumetto pubblicato da Edizioni NPE non è un semplice “spin-off”, ma il sequel ufficiale della storia, ambientato diversi decenni dopo gli eventi del film. L’autrice della trama è Kate Leth in collaborazione con il disegnatore Drew Rausch.

Se nel film la storia ci viene raccontata da una Kim ormai anziana (Winona Ryder) che parla alla nipotina, il fumetto ha come protagonista proprio quella bambina, ormai adolescente, di nome Megs.

La ragazza scopre i vecchi diari di sua nonna Kim (nel frattempo deceduta) e capisce che le storie su Edward non erano favole, ma la pura verità. Si viene così a scoprire che Edward non era l’unica creatura rimasta nel castello. Dai resti di un progetto precedente dell’Inventore, viene riportato alla luce un automa che però, a differenza di Edward, è animato da una personalità tutt’altro che gentile e che seminerà il panico nella città.

Infine spendiamo anche due parole sui disegni di Drew Rausch. Non vi è la ricerca del realismo, ma rimangono totalmente fedeli all’estetica “burtoniana”. Il tratto è spigoloso, gotico, iper-espressivo e i colori giocano costantemente sul contrasto tra il grigio cupo del castello di Edward e i colori pastello sbiaditi della cittadina sottostante.

Nel fumetto, Edward ha imparato a usare le sue mani non solo per distruggere o tagliare, ma ha sviluppato nuove abilità di riparazione e creazione. Inoltre, la storia affronta il tema del “bullismo mediatico” e del pregiudizio nell’era moderna, dimostrando come la cittadina non sia cambiata affatto nel corso degli anni nei confronti del “diverso”.

Il formato da collezione di NPE: L’edizione italiana curata da Nicola Pesce Editore è un volume cartonato di grande formato, pensato proprio per valorizzare i dettagli delle tavole e per i collezionisti appassionati dell’universo di Tim Burton oppure esiste anche la versione ridotta ma solo nelle dimensioni, in quanto il contenuto rimane invariato.

Al prossimo episodio di Nevermore’s Library!

Continua a leggere

In evidenza

Copyright © 2026 Popcornerd by Viaggipop | Designed & Developed by Webbo.eu