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Napoli Comicon 2026: L’esordio di Gianluca Fru e Camuncoli in Topolino n. 3675

Giuseppe Camuncoli disegna la storia di Topolino con protagonista Gianluca Colucci in arte “Fru” dei The Jackal, presentata al COMICON Napoli 2026

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Sul numero 3675 di Topolino arriva Topolino e lo sbandieramento vacanziero, una divertente storia che segna il debutto nel mondo Disney sia di Giuseppe Camuncoli che di Gianluca Fru. Il primo esordisce infatti come disegnatore sulle pagine del celebre settimanale, mentre Fru entra ufficialmente nell’universo di Topolino con una sua versione “disneyzzata” protagonista della storia, Jean Luke Froow.

La storia, scritta a sei mani da Roberto Gagnor, Fru e lo stesso Camuncoli, nasce dall’incontro tra il linguaggio del fumetto Disney e la comicità dei The Jackal. Un esperimento curioso e inusuale che porta sulle pagine di Topolino uno dei volti più riconoscibili del web italiano, inserendolo all’interno di una classica avventura dal sapore vacanziero. La storia è inchiostrata da Matteo Devicenzi e colorata da Francesca Bonifacio.

Il fumetto è stato presentato durante il COMICON Napoli 2026 nel corso del panel “Dietro le quinte di Topolino: in viaggio con Fru!”, dove Camuncoli e Fru sono saliti sul palco per raccontare al pubblico la loro prima esperienza con il settimanale Disney. A moderare l’incontro è stato Alex Bertani, direttore di Topolino, che ha accompagnato i due ospiti tra curiosità, aneddoti e retroscena sulla realizzazione della storia.

Da sinistra, Giuseppe Camuncoli, Alex Bertani e Gianluca Fru al COMICON Napoli 2026
Da sinistra, Giuseppe Camuncoli, Alex Bertani e Gianluca Fru al COMICON Napoli 2026

«Essere in Topolino è sempre stato il mio sogno»

Durante il panel al COMICON Napoli 2026, Gianluca Fru ha raccontato quanto il suo legame con Topolino parta da molto lontano. Essere protagonista di una storia del settimanale, infatti, è sempre stato uno dei suoi sogni più grandi.

«Ogni mercoledì non potevo mai giocare con mio fratello maggiore Fabiano perché lui era troppo impegnato a leggere Topolino», ha raccontato Fru durante l’incontro. «Ed è anche grazie a lui se oggi mi trovo qui a parlare di questa storia. In qualche modo ho sempre sognato di poter essere in Topolino così da poter essere notato da mio fratello, anche in quei giorni in cui era troppo preso dai fumetti per giocare con me».

Successivamente Alex Bertani ha chiesto a Gianluca Colucci / Fru di raccontare qualcosa in più su Topolino e lo sbandieramento vacanziero e sulla storia che lo vede protagonista. Fru ha spiegato come il fumetto ruoti attorno a due sue grandi passioni: i viaggi e le bandiere, vissute quasi in maniera ossessiva.

La collaborazione con Roberto Gagnor e Giuseppe Camuncoli

Durante il panel, Fru ha poi raccontato il lavoro svolto insieme a Roberto Gagnor, che lo ha affiancato nella scrittura della sceneggiatura, e il contributo di Giuseppe Camuncoli ai disegni della storia. «Giuseppe mi mandava i suoi disegni chiedendomi di approvare le sue idee… ma io che c**o gli dovevo dire a Camuncoli?», racconta ridendo. «Un artista del suo calibro che chiede approvazione a me? Sì sì, per me va bene tutto!».

Fru si è poi soffermato su quanto sia rimasto colpito dal lavoro fatto da Camuncoli per trasformarlo in un personaggio Disney. «Quando l’ho visto ho pensato: ma quello sono proprio io!». A parte qualche piccolo aggiustamento agli occhiali, infatti, il creator dei The Jackal si è detto estremamente soddisfatto del risultato finale e del lavoro svolto dall’artista emiliano.

L’intervento si è concluso con un divertente siparietto dedicato alle bandiere preferite di Fru. «Una delle bandiere che mi piacciono di più è sicuramente quella del Giappone, il Paese del Sol Levante… infatti la loro bandiera consiste in un sol… levante», scherza il creator. «Il meeting per decidere la bandiera del paese deve essere durato tipo due minuti».

Gianluca Fru al COMICON Napoli 2026
Gianluca Fru al COMICON Napoli 2026

Giuseppe Camuncoli racconta il suo rapporto con Topolino

Successivamente anche Giuseppe Camuncoli ha raccontato il suo rapporto con Topolino, spiegando come il settimanale abbia sempre fatto parte della sua quotidianità sin da bambino. «Ogni domenica, quando andavo a casa di mia zia a pranzo», racconta l’autore, «ad aspettarmi c’erano i cappelletti e Topolino». Un ricordo semplice ma estremamente significativo, che testimonia quanto il settimanale Disney sia stato presente nella sua crescita.

Per questo motivo, poter oggi entrare ufficialmente nell’antologia del personaggio rappresenta per lui qualcosa di estremamente importante. Camuncoli parla infatti della realizzazione di un sogno coltivato fin da quando era bambino, un traguardo che assume un valore ancora più significativo considerando il suo legame personale con il settimanale Disney.

Entrare in sintonia con le regole del fumetto Disney ha richiesto del tempo

L’artista emiliano è poi entrato più nel dettaglio del lavoro svolto sulla storia, raccontando come adattarsi alla grammatica narrativa di Topolino non sia stato immediato. Il fumetto Disney, spiega, segue regole molto precise, profondamente diverse da quelle del comic book americano con cui è abituato a confrontarsi da anni nel corso della sua carriera.

Camuncoli ha poi raccontato come il confronto con la redazione sia stato fondamentale per comprendere il linguaggio del fumetto Disney e adattarsi alle sue dinamiche narrative. «Devo dire che è stato super interessante perché in quell’ora e mezzo mi hanno spiegato tre o quattro cose semplici che hanno completamente svoltato il mio modo di disegnare», spiega l’artista. «Una volta capito il meccanismo, dopo le prime pagine mi sono solamente divertito».

Cammo si è infine soffermato in particolare su alcuni aspetti del lavoro che normalmente apprezza meno nei comic book tradizionali ma che, in questo caso, ha trovato sorprendentemente stimolanti. «Disegnare sfondi è una cosa che non mi piace particolarmente», racconta, «mentre con il fumetto Disney è stato super divertente, così come lavorare sui personaggi secondari».

Giuseppe Camuncoli al COMICON Napoli 2026
Giuseppe Camuncoli al COMICON Napoli 2026

Topolino e lo sbandieramento vacanziero, una storia sull'amicizia, sull'avventura.. e sulle bandiere

Ma effettivamente, com’è Topolino e lo sbandieramento vacanziero? Metto subito le mani avanti dicendo che non sono – e non sono mai stato – un grande lettore di Topolino e sono sicuro che questo abbia inevitabilmente influenzato la mia lettura della storia.

Quella scritta da Roberto Gagnor, Gianluca Fru e Giuseppe Camuncoli è infatti una storia molto più leggera rispetto ai miei standard di lettura ma che riconosco essere destinata ad un target ben preciso, del quale probabilmente non faccio parte. La storia vede Topolino e Pluto partire per una vacanza che, tra un imprevisto e l’altro, li porterà ad incontrare Jean Luke Froow (nome geniale!), eccentrico avventuriero che diventerà il loro compagno di viaggio e la loro guida tra le isole dell’arcipelago nel quale si trovano.

Un arcipelago che ricorda tantissimo quello di One Piece, opera che Fru ha dichiarato di amare profondamente e che ha voluto omaggiare in qualche modo all’interno della storia. Ed è proprio il senso di avventura a rappresentare uno degli elementi più riusciti del fumetto, insieme al continuo richiamo al tema delle bandiere, vera ossessione del personaggio interpretato da Fru.

Le vere protagoniste della storia, secondo me, sono le tavole di Camuncoli. Abituato al tratto di Cammo nei comic book americani, ritrovarlo sulle pagine di Topolino mi ha sinceramente sorpreso per la naturalezza con cui è riuscito ad adattare il suo stile alla grammatica Disney.

Il dettaglio che più mi ha catturato è sicuramente il design delle bandiere. Ogni isola presente nella storia possiede infatti una propria caratteristica riflessa proprio nella sua bandiera, un elemento che – come raccontato dallo stesso Camuncoli durante il panel – ha richiesto parecchia fantasia e anche un pizzico di ironia nella fase di design.

Un esordio ben riuscito

Nonostante io non sia mai stato un grande fan di Topolino o dell’antologia Disney in generale, il duo formato da Giuseppe Camuncoli e Gianluca Colucci mi ha inevitabilmente portato all’acquisto dell’albo per capire cosa potesse venir fuori da questo, chiamiamolo così, esperimento editoriale.

E la verità è che l’esperimento funziona. Funziona perché riesce a mettere insieme due mondi molto diversi senza che il risultato appaia mai forzato: da una parte l’identità ben precisa del fumetto Disney, dall’altra la personalità di Fru e il tratto di Camuncoli, che pur adattandosi perfettamente alla grammatica di Topolino mantiene comunque qualcosa di riconoscibile.

Topolino e lo sbandieramento vacanziero è una storia leggera, semplice e chiaramente rivolta ad un pubblico di young adults, ma è anche un fumetto che dimostra quanto l’universo Disney possa ancora sperimentare, contaminarsi e aprirsi a collaborazioni insolite senza perdere la propria identità. E forse è proprio questo l’aspetto più interessante dell’intero progetto.

Topolino n. 3675, cover che omaggia Napoli, realizzata da Giuseppe Camuncoli
Topolino n. 3675, cover che omaggia Napoli, realizzata da Giuseppe Camuncoli
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Comicon e Fiere

San Diego Comic-Con Málaga 2026: nuovi ospiti, primo poster e Disney sbarca nella Hall M

Durante il Panel Cero del 7 luglio, l’organizzazione del San Diego Comic-Con Malaga 2026 ha mostrato la prima locandina ufficiale, ha annunciato nuovi ospiti prestigiosi e la presenza di Disney nella Hall of M

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San Diego Comic-Con Malaga 2026

La seconda edizione della San Diego Comic-Con Málaga continua a prendere forma e promette di trasformarsi in uno degli eventi dedicati alla cultura pop più importanti d’Europa. Durante il Panel Cero, gli organizzatori hanno infatti svelato numerose novità per l’edizione 2026, in programma dal 1° al 4 ottobre presso il FYCMA di Málaga, tra grandi ospiti, nuovi spazi espositivi, esperienze inedite e un’importante conferma: Disney sarà presente nella Hall M. Una notizia importante quest’ultima per la kermesse.

Con oltre 300 ore di programmazione previste, la convention spagnola punta chiaramente a consolidarsi come il principale punto di riferimento europeo per fumetti, cinema, serie TV, videogiochi e intrattenimento del presente e dell’imminente futuro.

San Diego Comic-Con Malaga 2026: Disney arriva nella Hall M

L’annuncio più importante del Panel Cero riguarda senza dubbio la presenza ufficiale di Disney nella Hall M, il principale palco della manifestazione.

Una conferma che aumenta notevolmente le aspettative dei fan, considerando il peso che Disney ricopre oggi nell’industria dell’intrattenimento grazie a marchi come Marvel Studios, Lucasfilm, Pixar, 20th Century Studios e naturalmente Walt Disney Pictures. E nell’anno che vede sotto il marchio Disney film come Mandalorian & Grogu, Toy Story 5, Oceania e, soprattutto, Avengers: Doomsday, è cominciato il toto scommesse su quali potranno essere gli ospiti o i panel più importanti legati ai franchise Disney.

Al momento non sono ancora stati annunciati i panel o i contenuti che porterà durante la manifestazione, ma la sola presenza nella Hall M lascia immaginare anteprime, presentazioni e ospiti di primo piano.

Tantissimi nuovi ospiti tra cinema, fumetti e videogiochi

Per il mondo del cinema e delle serie TV arriveranno:

  • Karl Urban (The Boys, Il Signore degli Anelli)
  • Deborah Ann Woll (Daredevil)
  • Christopher Lambert (Highlander)
  • Kevin Sussman (The Big Bang Theory)
  • Natasha Liu Bordizzo
  • Dan Fogler
  • Denise Gough (Star Wars: Andor)

Grande spazio anche ai nostalgici con la reunion dedicata a Starship Troopers, che vedrà riuniti:

  • Casper Van Dien
  • Denise Richards
  • Dina Meyer
  • Michael Ironside
  • Jake Busey

Non mancano ovviamente i grandi nomi del fumetto e dell’illustrazione e tra gli artisti confermati figurano:

  • Jorge Jiménez, oggi tra i disegnatori di riferimento di Batman
  • Pepe Larraz, autore di Amazing Spider-Man
  • Carmen Carnero, attuale disegnatrice di Iron Man

A loro si aggiungono personalità provenienti da altri mondi della cultura pop:

  • Shin’ichirō Watanabe, creatore di Cowboy Bebop e Samurai Champloo
  • Akira Yamaoka, storico compositore della saga Silent Hill
  • Jeremy Crawford, tra i principali designer di Dungeons & Dragons
  • Dave Jones, storico sviluppatore di Lemmings e Grand Theft Auto
  • Yoshihiro Ueda, legato all’universo di Dragon Ball.

Una line-up che conferma la volontà della manifestazione di non limitarsi al fumetto, ma di abbracciare l’intera cultura pop contemporanea.

San Diego Comic-Con Malaga 2026: Una convention sempre più grande

L’edizione 2026 crescerà sensibilmente anche sotto il profilo logistico.

Gli organizzatori hanno presentato una nuova distribuzione degli spazi all’interno dei circa 90.000 metri quadrati del FYCMA, mantenendo un limite massimo di 22.500 visitatori al giorno per garantire un’esperienza più confortevole.

Tra le principali novità spiccano:

  • Exhibitor Hall Town, nuova area interna dedicata agli espositori;
  • Exhibitor Hall Garden, una tensostruttura climatizzata di oltre 8.800 metri quadrati;
  • un Artists’ Alley con oltre 90 artisti, praticamente il doppio rispetto all’edizione precedente;
  • aree Sit & Play ampliate;
  • nuovi auditorium e spazi dedicati ai panel.

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la visita più fluida e offrire un numero ancora maggiore di attività durante i quattro giorni della manifestazione.

Arriva Portal, la piattaforma per organizzare la propria esperienza

Una delle novità più interessanti riguarda anche il lato digitale.

Nasce infatti Portal, una piattaforma che permetterà ai visitatori di preparare la propria esperienza ancora prima dell’inizio della convention.

Attraverso Portal sarà possibile consultare il programma completo, pianificare le giornate, seguire gli aggiornamenti e organizzare al meglio il proprio itinerario tra panel, incontri con gli ospiti ed eventi speciali.

Un regalo per chi ha creduto nella manifestazione

Con la chiusura della Wave 1, ovvero la prima fase di vendita dei biglietti, gli organizzatori hanno deciso di premiare chi ha acquistato il proprio ingresso prima dell’annuncio di tutte queste novità.

Tutti coloro che hanno comprato il biglietto entro il 7 luglio riceveranno infatti:

  • 20 euro di credito da utilizzare per foto, autografi oppure nello store ufficiale;
  • una stampa esclusiva realizzata da Jorge Jiménez.

Copia della stampa esclusiva di Jorge Jimenez

Un’iniziativa che punta a ringraziare i fan che hanno scelto di sostenere la manifestazione fin dalle sue prime fasi.

Helen Chen firma il primo poster ufficiale

Primo Poster ufficiale di San Diego Comic-Con Malaga 2026

Durante il Panel Cero è stato inoltre mostrato il primo poster ufficiale della San Diego Comic-Con Málaga 2026.

L’illustrazione porta la firma di Helen Chen, visual artist e production designer nota per il lavoro svolto in produzioni come Raya e l’ultimo drago e K-Pop Demon Hunters.

L’opera è ispirata al tema dell’edizione 2026, “Team Up!”, reinterpretato attraverso colori, simboli e richiami alla città di Málaga. È stato inoltre annunciato che anche John Romita Jr. realizzerà un secondo poster ufficiale della manifestazione, che verrà svelato nei prossimi mesi.

Una Comic-Con sempre più europea

Con la presenza di Disney, un numero crescente di ospiti internazionali, oltre 300 ore di eventi e una struttura decisamente ampliata rispetto alla prima edizione, la San Diego Comic-Con Málaga 2026 fa un ‘level up’ notevole confermando che rispetto all’anno scorso i giochi quest’anno si fanno seri.

L’obiettivo appare ormai chiaro: diventare il punto di riferimento europeo per gli appassionati di fumetti, cinema, serie TV, videogiochi e cultura pop, portando nel continente un format capace di avvicinarsi sempre di più all’esperienza della storica convention californiana.

Dal 1° al 4 ottobre 2026, Málaga tornerà quindi a trasformarsi nella capitale europea della cultura pop, con un’edizione che, almeno sulla carta, promette di essere decisamente più grande e ambiziosa rispetto al suo debutto.

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Comicon e Fiere

Comicon Bergamo 2026 – Silver: dal Lupo Alberto al “Masterpiece”

Il grande Silver ha avuto modo di parlare di sè, della sua carriera e della sua collaborazione con Tomodachi Press al panel del Comicon Bergamo 2026

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Durante il Comicon Bergamo, tra i tanti protagonisti dell’area fumetto vi è stato spazio anche per uno dei più grandi autori italiani di sempre, padre di molte icone della comicità a fumetti italiana tra cui un certo lupo blu: Silver.

Dopo oltre cinquant’anni di carriera l’autore continua a raccontare Lupo Alberto con la stessa naturalezza con cui parla di sé. Perché, come ha confessato durante l’incontro dedicato al cofanetto Masterpiece Volume Due, in collaborazione con Tomodachi Press, il confine tra lui e il lupo azzurro è ormai praticamente scomparso.

In foto: Silver

Il talk, organizzato per celebrare il nuovo volume dedicato alla sua opera, è stato molto più di una semplice intervista. È stato un viaggio attraverso la nascita di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano, passando per aneddoti esilaranti, riflessioni sul mestiere del fumettista e ricordi di figure fondamentali per la sua carriera, tra cui ovviamente Bonvi.

E, soprattutto, è stata l’occasione per ascoltare un autore che, ancora oggi, rifiuta un’etichetta che molti gli attribuiscono e che racchiude perfettamente la filosofia di Silver.

«Non sono un artista, sono un artigiano.»

Una distinzione che potrebbe sembrare solo semantica, ma che invece rappresenta il modo in cui ha sempre interpretato il proprio lavoro.

Per Silver l’arte nasce da un’urgenza interiore, da qualcosa che deve essere espresso senza vincoli. Il fumetto professionale, invece, vive di scadenze, consegne e responsabilità editoriali.

«Se hai una scadenza e qualcuno ti dice che per domani devi consegnare, quello è un lavoro. Bellissimo, ma resta un lavoro

Con la sua proverbiale ironia aggiunge poi una battuta che scatena le risate del pubblico.

«Ho imparato che quando qualcuno ti dice “sei un artista”… spesso è perché vuole fregarti. Gli artigiani, invece, si fanno pagare.»

Dietro la battuta c’è però una convinzione molto seria: il fumetto è un mestiere, fatto di disciplina e professionalità. Un concetto che Silver ha imparato osservando quello che considera il suo più grande maestro.

Bonvi, il maestro che ha insegnato a Silver il mestiere

In foto: Bonvi

Gran parte dell’incontro è dedicata al ricordo di Bonvi, autore tra l’altro di Sturmtruppen e Cattivik, e figura decisiva nella formazione del giovane Silver.

L’inizio della loro collaborazione sembra uscito da un film; Silver frequentava l’Istituto d’Arte di Modena quando una professoressa interruppe una lezione chiedendo se qualcuno fosse interessato a fare fumetti. L’unico ad alzare la mano fu il giovane Silver.

Quello stesso pomeriggio si presentò a casa di Bonvi con una cartella piena di disegni e i capelli completamente bagnati dalla pioggia. Il primo impatto non fu dei migliori.

Bonvi guardò i suoi lavori senza particolare entusiasmo e gli affidò un incarico apparentemente semplice: disegnare una gigantesca fontana destinata a un pannello celebrativo dell’Accademia Militare di Modena.

Silver, racconta, che la realizzò con enorme fatica. Quando tornò qualche giorno dopo, Bonvi scoppiò a ridere, bocciando senza appello l’opera realizzata dal giovane.

Ma proprio quel fallimento finì per trasformarsi nel loro primo vero momento di complicità. Da lì nacque un rapporto destinato a durare negli anni, fino a quando Bonvi arrivò a dirgli una frase che Silver ricorda ancora oggi con emozione.

«L’allievo ha superato il maestro.»

Una frase che lui continua a ritenere immeritata, ma che conserva come uno dei complimenti più belli ricevuti nella sua carriera.

Un ragazzo di provincia che voleva solo disegnare

Silver ricorda anche il contesto in cui è cresciuto.

Nato nel 1952, figlio di un autotrasportatore e di una casalinga, racconta un’Italia molto diversa da quella attuale.

Per i suoi genitori il massimo delle aspirazioni era un lavoro stabile da impiegato.

«“Un lavoro con le mani pulite” diceva mio padre»

Fare fumetti non rientrava nemmeno tra le possibilità immaginabili e quando comunicò di voler intraprendere quella strada a entrambi i genitori, la reazione fu quasi di incredulità.

«Pensavano semplicemente che, crescendo, avrei cambiato idea.»

Non lo ostacolarono, soprattutto perché non avevano idea di cosa significasse davvero fare fumetti. Sua madre, racconta sorridendo, non riusciva nemmeno a capire come un personaggio come Topolino potesse essere davvero un topo.

Quella libertà involontaria gli permise però di costruire il proprio percorso da autodidatta, ispirandosi ai grandi maestri che aveva scoperto leggendo: da Charles Schulz a Dario Fo, passando naturalmente per Bonvi.

Come nasce Lupo Alberto

Uno dei momenti più interessanti dell’incontro riguarda la nascita del personaggio che avrebbe cambiato la sua vita.

Dopo alcuni anni trascorsi come collaboratore di Bonvi, arriva l’occasione di proporre una serie tutta sua a una nuova rivista, ma ha appena dieci giorni di tempo.

Silver apre i cassetti del suo studio e recupera decine di appunti, schizzi e idee accumulate negli anni. E da quel materiale nasce La fattoria McKenzie.

L’ispirazione arriva da qualcosa di estremamente quotidiano: ogni mattina prendeva il pullman per raggiungere la scuola attraversando le campagne emiliane e guardando gli animali nelle fattorie iniziava a fantasticare.

E se potessero parlare tra loro? E se avessero relazioni, litigi, amori, amicizie?

Da quella semplice domanda prende forma Lupo Alberto. I disegni, ammette oggi, erano ancora acerbi, mentre le battute, invece, funzionavano già.

Quando il direttore del Corriere dei Ragazzi lesse quelle prime strisce gli dice semplicemente:

«Sono belle. Fammene altre.»

Silver racconta che fu un momento indimenticabile. Da quel giorno smise di essere soltanto un collaboratore e diventò finalmente autore completo.

Quanto c’è di Silver dentro Lupo Alberto?

Come accade spesso con i grandi personaggi seriali, arriva inevitabilmente la domanda sul rapporto tra autore e protagonista.

Silver risponde con una sincerità sorprendente.

«All’inizio non avevo alcuna intenzione di creare un personaggio autobiografico. Semplicemente avevo poco più di vent’anni e l’unico materiale narrativo a cui potevo attingere era la mia esperienza personale e così dentro Lupo Alberto finiscono la fidanzata, gli amici, le piccole delusioni quotidiane e le insicurezze di un ragazzo che sta cercando il proprio posto nel mondo. Con il passare degli anni il processo si è quasi invertito. Oggi non so più quanto ci sia di me in lui e quanto di lui in me.»

Lupo Alberto è rimasto eternamente giovane, mentre Silver si è sposato, ha avuto figli e conduce una vita completamente diversa. Eppure i pensieri, l’umorismo e il modo di osservare il mondo continuano a coincidere.

Dal fumetto ai gadget: un sogno diventato realtà

L’immagine inedita realizzata da Silver per Tomodachi

Nel corso della sua carriera Lupo Alberto è evoluto passando da semplice fumetto a personaggio di un merchandising che comprendeva diari, zaini, pupazzi, caramelle, calendari, peluche, ecc.. che ha accompagnato intere generazioni di lettori.

Silver racconta di aver sempre guardato con ammirazione al modello Disney e non vedeva alcuna contraddizione tra il fumetto e la sua diffusione attraverso oggetti di uso quotidiano, anzi; ricorda con divertimento le discussioni con Sergio Bonelli, che considerava il fumetto una forma espressiva “pura”, poco compatibile con il merchandising.

Silver la vedeva diversamente.

«Mi sembrerebbe strano vedere una bambina andare a letto con il peluche di Tex.»

Lupo Alberto, invece, nasceva naturalmente per diventare un pupazzo, un diario o una confezione di caramelle.

Per questo motivo ha accolto con entusiasmo anche il progetto Masterpiece per la Tomodachi Press contribuendo con una nuova illustrazione realizzata appositamente per il cofanetto. Pur scherzando sulle difficoltà tecniche nel disegnare il raccoglitore e le carte nella giusta prospettiva, ammette di essersi divertito molto a partecipare al progetto.

Un artigiano che ha fatto la storia del fumetto italiano con un Lupo blu, una gallina e una fattoria

Lupo Alberto è diventato un’icona pop capace di attraversare generazioni, entrando nell’immaginario collettivo molto oltre le pagine delle strisce, ma ascoltando Silver parlare, si capisce che il successo non è mai stato il vero obiettivo.

L’importante, ieri come oggi, è continuare a raccontare storie con onestà, rispettando il mestiere di artigiano della Nona arte, senza smettere mai di divertirsi.

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Eventi

Tunué: evento al Luneur di Roma il 3 luglio per il lancio di Gumball e le Superchicche

Tunué dedica un evento al lancio dei fumetti di Gumball e Le Superchicche il 3 luglio al Luneur di Roma

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Tunue

Tunué porta in Italia i fumetti
dei Cartoon Networks Originals L’evento di lancio al Luneur Park di Roma 

Il 3 luglio dalle 19:00 intrattenimento e laboratori per tutta la famiglia su Lo Straordinario Mondo di Gumball e Le Superchicche

Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fumetti, animazione e divertimento: giovedì 3 luglio, a partire dalle ore 19:00, il Luneur Park di Roma ospiterà l’evento di lancio dei fumetti Tunué de Lo Straordinario Mondo di Gumball e Le Superchicche.

La casa editrice Tunué, infatti, in partnership con Warner Bros. Discovery Global Consumer Products, porta in Italia i fumetti ufficiali tratti da due delle serie animate più amate in onda sui canali televisivi Boing e Cartoon Network, grazie a un accordo che prevede la pubblicazione di diverse serie di culto della library dei CNO’s.

Per l’occasione, il parco di Roma si trasformerà in un luogo d’incontro per fan di tutte le età, con un evento speciale ad ingresso gratuito ricco di sorprese e momenti da vivere insieme ai protagonisti dell’universo di Gumball e Superchicche.

Tra gli ospiti d’eccezione saranno presenti la mascotte ufficiale di Gumball, pronta a incontrare il pubblico e a scattare foto ricordo con grandi e piccoli, Alessio Puccio, doppiatore italiano del personaggio, che farà una dimostrazione live doppiando alcune delle pagine del fumetto, Alice Fedele, Content Director di Warner Bros. Discovery e Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunué.

A partire dalle 19:45, il programma proseguirà con laboratori creativi a tema Lo Straordinario Mondo di Gumball e Le Superchicche, pensati per coinvolgere bambini e famiglie in attività ispirate ai celebri personaggi di Cartoon Network, offrendo un’esperienza divertente e interattiva.

L’iniziativa rappresenta un’occasione unica per vivere da vicino l’universo della serie, incontrare i suoi protagonisti e festeggiare insieme il debutto editoriale di una delle proprietà animate più apprezzate degli ultimi anni.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Tunué per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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