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Approfondimenti e Curiosità

GialappaShow parte forte con 1 milione 303 mila spettatori per la 1°puntata

Cresce GialappaShow con 1 milione 303 mila spettatori per la prima puntata e +18% rispetto alla scorsa edizione

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PIENO DI ASCOLTI PER GIALAPPASHOW:

PRIMA PUNTATA CON 1 MILIONE 303 MILA SPETTATORI IN TOTAL AUDIENCE SU TV8 E SKY

+18% RISPETTO ALL’ULTIMA STAGIONE

E 5,6% DI SHARE SOLO SU TV8

IN CONDUZIONE IL MAGO FOREST

CON JOVANOTTI 

IL RITORNO DI MACCIO CAPATONDA 

NUOVE IRRESISTIBILI PARODIE:

IVA ZANICCHI, SABRINA FERILLI, FABRIZIO CORONA

E FRANCESCO GABBANI 

SUI SOCIAL #GIALAPPASHOW È IN TENDENZA PER TUTTA LA SERATA

Ottima partenza per la settima edizione di GialappaShow, il programma della Gialappa’s Band con Marco Santin e Giorgio Gherarducci, condotto ancora una volta dall’inossidabile Mago Forest che nella puntata di ieri sera era affiancato da Jovanotti.

La prima puntata dello show – su TV8 e su Sky Uno/+ e on demand – ha registrato complessivamente 1 milione 303 mila spettatori medi in Total Audience segnando un +18% rispetto alla media dell’ultima edizione.

Su TV8 il primo passaggio ha totalizzato il 5,6% di share e 853 mila spettatori medi in Total Audience, +22% rispetto all’esordio dell’ultima edizione

L’hashtag ufficiale #GialappaShow è stato in tendenza per tutta la serata.

Nuove e irresistibili parodie per la puntata d’esordio: Gigi è stato protagonista della nuova rubrica “Falserrimo” nei panni di un Fabrizio Corona sempre più spregiudicato. Gradito ritorno al GialappaShow per Maccio Capatonda, che sotto le mentite spoglie del divulgatore Sandro Sgruffa è al centro della trama di “Storie male”, un podcast crime del tutto inedito.

Tra i debutti eccellenti di questa edizione, quello di una Iva Zanicchi molto disinibita, portata in scena da Giulia Vecchio, e di Sabrina Ferilli, di cui Valentina Barbieri ha proposto una divertente parodia, mostrandoci i bloopers catturati dalle telecamere durante la registrazione della sua ultima serie televisiva.

Dopo una sempre surreale puntata di Vererrimo, con ospite Vinicio Marchioni, Brenda Lodigiani ha regalato un nuovo personaggio: Bereguarda, una cantante un po’ naïf che si lamenta sempre delle sue disavventure sentimentali.

Prima apparizione anche per un novello Francesco Gabbani, sotto il cui trucco si cela Ross, che canta i suoi nuovi testi, basati sulle sue ormai famose freddure.

Prima irresistibile puntata della serie più attesa di questa stagione: “Pechino Expresssss – Viaggio nel terzo mondo”. Tra le coppie in gara, in viaggio per la Cina, “Gli opposti”, Michelle Hunziker (Valentina Barbieri) e Pif (Giovanni Vernia); “Il ministro e il portaborse”, Matteo Salvini (Alessandro Betti) con il suo portaborse; “Il bello e la bestia”, Roberto Bolle (Gigi) e Amedeo (Ross) del duo comico Pio e Amedeo. Alla conduzione naturalmente Costantino della Gherardesca (Ubaldo Pantani).

Il GialappaShow ha anche segnato il ritorno di una delle serie più cult: Sensualità a Corte, con la partecipazione straordinaria di Claudio Santamaria.

E non poteva mancare la serie Ultimo appuntamento, con le nuove avventure di Gineprio, che anche questa settimana resterà illibato.

Trio d’eccezione per i Neri Per Caso con Jovanotti e Max Tempia sulle note di “Bambina se sapessi” di Sergio Caputo, guidati dal Maestro Vittorio Cosma.

GialappaShow è un programma di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Lucio Wilson, scritto con Michele Foresta, Adriano Roncari, Antonio De Luca, Marco Vicari, Martino Migli, Giovanni Tamborrino, Claudio Fois, Giuliano Rinaldi, Albert Huliselan Canepa, Carmelo La Rocca e Laura Bernini. La regia è di Andrea Fantonelli.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Sky e Now TV per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

Anime

Interstella 5555 – Il crocevia spaziale fra videoclip, Daft Punk e Leiji Matsumoto

Interstella 5555 è il viaggio fantascientifico dei Daft Punk insieme a Leiji Matsumoto che evolve la formula del videoclip attraverso il cinema d’animazione

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Fase 1 dell’esperimento – Osservazione

Sperimentazione” è la parola d’ordine di molti creativi, a prescindere dall’ambito artistico. L’animazione giapponese nasce e si sviluppa per merito di alcuni pionieri che sono riusciti ad intercettare la cultura più antica e trasporla nel mezzo del cinematografo tramite esperimenti.

Noburō Ōfuji, ad esempio, è stato precursore dell’utilizzo della carta chiyogami nelle pellicole e nella sonorizzazione di disegni animati. Questa tipologia di carta veniva stampata con varie fantasie e colori ed utilizzata soprattutto per l’origami o per la creazione di piccole bambole di carta chiamate chiyogami ningyo.

Dal cinema di Ōfuji è possibile rilevare le prime forme di video musicale, soprattutto con due cortometraggi del 1931: La canzone della primavera e L’inno Kimigayo.

Durante le proiezioni infatti, si invitavano gli spettatori ad imparare e cantare i testi che comparivano con scritte riportanti le parole delle canzoni, con una scansione ritmica in accordo con la musica dei brani. Una sorta di primordiale karaoke.

Questa formula rimane però solo un momentaneo esperimento. Il videoclip animato viene dimenticato per molti decenni successivi, nei quali si preferisce approfondire altri aspetti da poter legare all’animazione, dai temi adulti al nuovo mezzo della televisione.

Fase 2 dell’esperimento – Ideazione

L’avvento dei nuovi mezzi tecnologici e l’evoluzione dell’animazione portano progetti sperimentali anche nel nuovo millennio.

Nel 2000 comincia a prendere forma nella mente del duo francese composto da Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter, membri dello storico gruppo di musica elettronica Daft Punk, l’idea di un progetto audiovisivo in grado di unire musica, fantascienza e industria dell’intrattenimento.

Dopo la fine delle registrazioni del loro album Discovery nel 2001, i due partono per Tokyo con l’obbiettivo di ottenere la collaborazione del leggendario Leiji Matsumoto, autore di un gigantesco universo fantascientifico che si sviluppa dai fumetti alle serie animate iconiche di Capitan Harlock, Corazzata spaziale Yamato, Danguard A e molti altri.

I brani e le bozze del progetto, supervisionate dal direttore creativo Cédric Hervet, convincono Matsumoto e lo coinvolgono immediatamente nella produzione firmata Tōei Animation.

Il risultato finale è un film completamente privo di dialoghi, in cui tutta la narrazione viene scandita dalla musica. L’operazione, strutturata come un gigantesco videoclip di oltre un’ora, arriva nelle sale cinematografiche nel 2003, ma già nel 2001 i primi quattro segmenti vengono trasmessi come clip a sé stanti sul canale MTV.

Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter – Daft Punk

Fase 3 dell’esperimento – Esecuzione

È interessante notare anzitutto il ruolo diegetico della colonna sonora: l’assenza della parola viene rimpiazzata dalla musica sia nel ritmo sia nel movimento dell’animazione. Non è raro né vedere il labiale dei personaggi coincidere perfettamente con il testo dei brani, né inquadrare gli strumenti musicali che si sentono nella componente audio.

Si tratta di una ricerca meticolosa, studiata già in fase di concept dal duo francese insieme al regista Kazuhisa Takenōchi. La componente complessa sta nel lavorare su una sceneggiatura scritta e non scritta: i tempi, le scene e le inquadrature devono essere costruiti sulla base della musica dei Daft Punk, calcolando in partenza la durata dei momenti di climax, lo sviluppo e la risoluzione anche in base alla tipologia di brano.

L’esempio perfetto che riassume il concetto è il primo videoclip che compone il film: One More Time. La presentazione della band protagonista potrebbe già essere estrapolata dalla pellicola e trasposta come video a sé stante.

L’elemento che salta subito all’occhio è il character design curato da Hiroshi Katō e sviluppato sotto la supervisione del maestro Leiji Matsumoto. Durante tutta la sua carriera, l’autore ha concepito i suoi disegni in un immaginario star system, in cui gli stessi volti e fisionomie possono ricoprire ruoli con personalità molto diverse.

Il parallelismo tra i personaggi delle sue saghe a fumetti e del videoclip è infatti evidente: il batterista del gruppo, Baryl, è molto simile a Tochiro Oyama, storico aiutante di Capitan Harlock, la bassista Stella è identica alla piratessa Queen Emeraldas, mentre il chitarrista Arpegius ricorda il giovane Susumu Kodai, pilota della corazzata spaziale Yamato.

Questa cifra stilistica dona un senso di familiarità al prodotto, almeno per gli spettatori appassionati, e allo stesso tempo arricchisce il carattere visivo della produzione agli occhi del pubblico più occasionale.

I protagonisti di Interstella 5555 – Da sinistra: Octave, Baryl, Arpegius, Stella

Fase 4 dell’esperimento – Conclusione

È infine necessaria un’avvertenza per chiunque volesse vedere per la prima volta questo, a mio parere fantastico, film.

L’anno scorso è stata riproposta nelle sale una versione rimasterizzata in 4k della pellicola. Tuttavia, la riedizione ha scatenato l’indignazione di molti utenti online per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel processo di restaurazione dei disegni.

Sebbene il risultato finale non venga compromesso da questa scelta, trovo comunque giusto avvertire i possibili nuovi spettatori che decideranno di recuperare il prodotto (interamente disponibile su Youtube) della presenza di alcuni disegni abbozzati sullo sfondo delle scene, che potrebbero risultare sgradevoli soprattutto agli appassionati più attenti.

Il difetto c’è ed è ben visibile, quindi attenzione alla versione selezionata. Per il resto, godetevi uno degli esperimenti audiovisivi più riusciti della storia dell’animazione.


I Daft Punk insieme a Leiji Matsumoto

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Approfondimenti e Curiosità

GialappaShow: conferenza stampa tra risate e anticipazioni

Torna lo GialappaShow a partire dal 30 marzo su TV8. PopCorNerd ha partecipato su invito di Sky alla conferenza stampa ed ecco tutte le novità della nuova edizione

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Da oltre 40 anni la Gialappa’s Band è una garanzia in termini di comicità. In quanto a cultura pop, il tipo e lo stile di umorismo della Gialappa’s ha contaminato migliaia di spettatori nel corso degli anni con personaggi iconici e imitazioni divenute immortali.

Marco Santin e Giorgio Gherarducci (in precedenza insieme a Carlo Taranto) hanno fatto ridere diverse generazioni di spettatori con i loro show a metà tra il surreale e l’irriverente con attori e comici che, in diversi casi, hanno trovato nei programmi della Gialappa’s un trampolino di lancio verso una carriera fatta di successi (Aldo, Giovanni e Giacomo vi dicono qualcosa?).

In fatto di talent scout della comicità, ‘i Gialappi’, come vengono amichevolmente chiamati, sono dei professionisti, e ancora oggi i loro show sono i campioni della risata della televisione italiana. E sono pronti a tornare.

Con un cast che vede oltre che tante conferme anche graditi ritorni, dal 30 marzo riparte su TV8 di Sky, GialappaShow e noi di PopCorNerd abbiamo avuto il piacere di partecipare su invito della stessa Sky, alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione che si è tenuta presso la sede di Sky Italia!

GialappaShow torna e lo fa in grande stile

Prima della conferenza stampa è stato rilasciato un estratto della prima puntata che andrà in onda proprio il 30 marzo. Oltre al Mago Forrest, conduttore nonché da diversi anni il mattatore inossidabile dei programmi della Gialappa’s Band, come da tradizione vi saranno diversi co-conduttori che affiancheranno il Mago.

Si parte con Jovanotti pronto a portare la sua classica carica di energia al programma!

Tornano i mattatori delle ultime edizioni: Brenda Lodigiani, Ubaldo Pantani, Toni Bonji, Giovanni Vernia, Marcello Cesena, Stefano Rapone, Edoardo Ferrario, Alessandro Betti e tutti gli altri comici pronti a portare nuovi personaggi incredibili. E, udite udite… torna anche Maccio Capatonda, con un nuovo appuntamento, realizzato alla sua maniera con la sua surreale comicità.

Novità e ritorni del GialappaShow

Il nuovo GialappaShow si arricchisce di numerosi personaggi e parodie inedite, accanto al ritorno di volti già amati. Brenda Lodigiani introduce la cantante naïf Bereguarda e riprende l’imitazione di Silvia Toffanin, mentre Valentina Barbieri propone una nuova versione di Sabrina Ferilli. Tornano anche Michela Giraud con una serie ambientata in una scuola serale e Giulia Vecchio con nuove imitazioni, tra cui Iva Zanicchi.

Non mancano i ritorni: Gigi nei panni di Fabrizio Corona in Falserrimo, Ross come Francesco Gabbani e Giovanni Vernia con nuove imitazioni tra cui un Jovanotti unpolitically correct. Ubaldo Pantani ripropone Gineprio, mentre Alessandro Betti torna con Amos in un nuovo quiz.

Tra le serie, proseguono “Sensualità a Corte” con Marcello Cesena e Simona Garbarino, e debutta “Terapia di gruppo” con Alessandro Tiberi, lo stagista di BORIS, nei panni di uno psicologo che deve gestire dei pazienti ovviamente molto particolari.

La novità principale è la parodia di Pechino Express, con coppie improbabili (tra cui il Matteo Salvini di Betti e Michelle Hunziker della Barbieri) guidate da Costantino della Gherardesca (Ubaldo Pantani), affiancato da Victoria Cabello (Brenda Lodigiani).

GialappaShow: foto della conferenza stampa

Dopo la proiezione è stata la volta della conferenza stampa vera e propria, condotta da Federica Masolin, volto noto di Sky Sport, che ha intervistato il cast (quasi) al completo presente. Di seguito alcuni scatti e alcuni video realizzati durante l’anteprima.

GialappaShow: video con curiosità e anticipazioni

La conferenza è terminata poi con un divertissement musicale dei Neri Per Caso, band presente anche in questa nuova stagione dello show gialappico!

Appuntamento dal 30 marzo h. 21.30 su TV8 con le nuove puntate di GialappaShow!

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Approfondimenti e Curiosità

Scrubs è tornato: lunga vita a Scrubs!

Dopo 16 anni Scrubs è tornato su Disney+ con una serie inedita e nuovi episodi, riportando in corsia la sua comicità e i suoi protagonisti talmente reali da essere come degli amici che mancavano da tanto tempo.

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I primi anni 2000 hanno visto un’invasione del medical drama in televisione, con serie che hanno ripercorso le orme di E.R. – Medici in prima linea, prodotta da Steven Spielberg e capostipite di un genere che riscuoterà un successo incredibile nel corso degli anni.

Show come Dottor House, Grey’s Anatomy e molti altri raccontavano, e raccontano tutt’ora, le vite frenetiche in corsia dei protagonisti, principalmente medici e infermieri, e le storie dei pazienti che li coinvolgevano, spesso drammatiche e strappalacrime, con lieti fine che, a distanza di moltissimi episodi, si possono contare sulle dita di entrambe le mani.

Ma tra questi medical drama spiccò una serie che affrontava tematiche molto serie con ironia e leggerezza, grazie a un cast ben assortito e a personaggi divertenti e surreali: Scrubs, in Italia accompagnata dal sottotitolo “Medici ai primi ferri” (ah, i pessimi sottotitoli italianizzati degli anni 2000).

Protagonisti di questa serie originale ideata da Bill Lawrence nel 2001 erano giovani attori che divennero proprio con i ruoli che interpretarono in Scrubs delle star: Zach Braff (John “J.D.” Dorian), Sarah Chalke (Elliot Reid), Donald Faison (Christopher Turk), Judy Reyes (Carla Espinosa), John C. McGinley (Perry Cox).

Scrubs: I’m No Superman

Tra i punti di forza di una serie come Scrubs c’era un sottotesto davvero importante, evidenziato fin dalla sigla iniziale I’m No Superman, ideata per la serie dal cantante Lazlo Bane e diventata una hit non solo per i fan: i medici non sono Superman. 

Il loro lavoro è salvare vite, ma non sempre ci riescono, e gli insuccessi si ricordano di più e fanno molto più male dei successi.

Nel contesto della vita ospedaliera del Sacro Cuore, nel corso delle 9 (anzi… 8+1) stagioni andate in onda per la prima volta in Italia su MTV, noi italiani abbiamo amato, riso e anche pianto in compagnia di J.D., Turk, Elliot e Carla. Quattro personaggi che intrecciano le loro vite sul lavoro, volendosi bene, amandosi e facendosi amare dai telespettatori.

I quattro protagonisti sono il motore di uno show che riprende in gran parte i crismi della sit-com classica, alla Friends per intenderci, grazie a situazioni comiche che coinvolgono loro e tutto lo staff del Sacro Cuore: dall’irritabile dottor Perry Cox al folle primario Dottor Kelso, fino all’enigmatico Inserviente (di cui ancora oggi non si conosce il nome). Il tutto è arricchito dall’immaginazione di J.D., che mescola la realtà con i propri “sogni surreali” a occhi aperti.

Ma Scrubs non è solo comicità: i personaggi sono prima tirocinanti e poi medici, e vengono messi a dura prova dalla vita in ospedale. Non sono Superman, e questo è un concetto difficile da accettare, soprattutto all’inizio, ma che viene ritirato fuori nel corso delle stagioni con alcuni episodi decisamente strappalacrime.

Il giusto mix di comicità e drama, però, fa sì che i telespettatori rimangano emotivamente coinvolti, pur avendo la possibilità di sdrammatizzare subito dopo un evento intenso e commovente, grazie a scene surreali o assurde, o semplicemente con l’arrivo dell’insicuro e pessimista avvocato Ted e del suo gruppo canoro, pronti a cantare Underdog.

Tra l’altro, per chi non lo sapesse: il gruppo che compare saltuariamente cantando a cappella durante le puntate esisteva davvero e si chiama The Blanks, ed era composto dal compianto Sam Lloyd (Ted Buckland), George Miserlis, Paul F. Perry e Philip McNiven.

2026: nuova piattaforma, stesso ospedale

SCRUBS – ABC’s “Scrubs” stars Sarah Chalke as Elliot Reid, Zach Braff as John “J.D.” Dorian, and Donald Faison as Christopher Turk. (Disney/Brian Bowen Smith)

Sono passati 16 anni dall’ultima stagione di Scrubs e ora, su Disney+, lo show è tornato con una decima stagione composta da nove episodi inediti, rilasciati settimanalmente.

Inizialmente c’era un mix di scetticismo e attesa frenetica, su questo revival che riporta in scena gran parte del cast originale, almeno i protagonisti principali.

Attualmente sulla piattaforma è disponibile solo il primo episodio e le sensazioni, dopo la visione, sono positive: nonostante qualche capello bianco e qualche ruga in più, lo spirito dei protagonisti è rimasto lo stesso.

J.D. è sempre lui: medico che esercita in proprio, ma ancora impacciato, goffo e con la battuta (sbagliata) sempre pronta. Così come Turk, che nonostante sia ormai un chirurgo affermato al Sacro Cuore, conserva l’animo giocherellone del tirocinante del primo giorno. La loro bro-mance riparte esattamente da dove si era interrotta, come se il tempo non fosse mai passato: un elemento tanto bello quanto nostalgico.

Elliot, Carla e lo stesso Dottor Cox tornano in scena e l’alchimia si riaccende subito. C’è un po’ di ruggine da grattare via, questo si percepisce, ma non sembra essere un problema.

I punzecchiamenti tra Cox e J.D. sono gli stessi di sempre, Carla resta la capoinfermiera “cazzuta” che abbiamo conosciuto, mentre Elliot è ancora la brillante ma sbadata dottoressa di cui J.D. si è innamorato, anche se, al momento, tra i due c’è un po’ di maretta.

Il cast si arricchisce anche di nuovi personaggi, giovani medici del Sacro Cuore che avranno tempo e modo di farsi conoscere e interagire con i volti storici della serie, ritagliandosi spazio e identità.

Come detto, c’è ancora un po’ di ruggine: il primo episodio non osa particolarmente e si concentra soprattutto sul ritorno di J.D. al Sacro Cuore, convinto dal Dottor Cox, mentore e padre putativo ancora oggi, dopo un rapporto inizialmente fatto di amore e odio. Anche questo è un elemento profondamente nostalgico e piacevole da rivedere sullo schermo.

Non è ancora chiaro se nel corso della stagione compariranno due pilastri dello show originale come Bob Kelso e l’Inserviente, mine vaganti di comicità e follia. È probabile che almeno uno dei due possa fare un’apparizione negli episodi finali: in quel caso, sarebbe la vera ciliegina sulla torta.

Bentornato Scrubs!

SCRUBS – #101 Table Read. (Disney/John Fleenor)
BILL LAWRENCE, DONALD FAISON, SARAH CHALKE, ZACH BRAFF, JUDY REYES, JOHN C. MCGINLEY

Insomma, due elementi positivi emergono chiaramente dopo il ritorno in pompa magna di Scrubs:

  1. Da quanto visto finora, Scrubs: Med School appare come uno “scivolone” che questa nuova stagione sembra voler mettere da parte.
  2. La paura di trovarsi di fronte a uno show che fosse solo l’ombra della serie originale, al momento, anche se è presto per dirlo, sembra scongiurata.

Negli occhi degli attori si percepiscono emozione e voglia di dimostrare che questi personaggi fanno ancora parte di loro, al cento per cento.

J.D. e Turk sono tornati. E con loro, i medici “no Superman” di Scrubs.

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