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Absolute Lanterna Verde: mistery e sci-fi nella serie di Al Ewing e Jahnoy Lindsay

Quattro parole su Absolute Lanterna Verde, il nuovo titolo DC Comics scritto da Al Ewing e disegnato da Jahnoy Lindsay, un’avventura sci-fi a tinte horror che riscrive il mito delle Lanterne Verdi

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L’Absolute Universe si è rivelato un successo oltre ogni aspettativa per DC Comics.

Testate come Absolute Batman, Absolute Wonder Woman e Absolute Superman hanno registrato picchi di vendite che non si vedevano da anni, con numerose ristampe dei numeri di apertura e il caso eclatante (ma non troppo in realtà) di Absolute Batman #1, arrivato addirittura a dieci (!) ristampe.

Un risultato ottenuto anche grazie ai team creativi scelti: autori “fuori scala” che hanno riscritto i personaggi più iconici della DC in una versione più oscura, inedita e senza ombra di dubbio accattivante.

Il successo della Trinità assoluta DC ha dato spazio e coraggio per procedere con la fase due, aprendo all’ingresso di nuove serie, all’apparenza meno impattanti ma comunque di ottimo livello. Tra queste, quella che ha ricevuto l’accoglienza più tiepida è stata, inspiegabilmente, Absolute Lanterna Verde (Absolute Green Lantern).

Dico inspiegabilmente perché ai testi troviamo Al Ewing, uno degli scrittori più prolifici e dalle idee più intriganti che il mercato dei comics possa offrire oggi. Lo sceneggiatore britannico ha già impressionato in Marvel con titoli come Venom e Thor, anche se il suo vero “capolavoro” recente resta, senza se e senza ma, The Immortal Hulk.

In questo caso il colore verde rimane alla base del suo nuovo lavoro, ma a cambiare è l’intero contesto: Absolute Lanterna Verde è un’opera sci-fi (e fin qua nulla di strano) ma con forti sfumature horror. Al centro delle vicende Ewing pone non uno, bensì tre personaggi che nell’universo classico DC hanno vestito i panni della Lanterna Verde: Hal Jordan, Jo Mullein e John Stewart.

Alle matite troviamo Jahnoy Lindsay, artista dal tratto molto peculiare già visto all’opera su Superboy: The Man of Tomorrow, che qui sembra voler sottolineare ancora di più l’influenza dell’arte manga nella costruzione del suo stile.

Hal Jordan dell’Absolute Universe

Absolute Lanterna Verde: sotto la ‘Cupola’ Verde

La storia si apre con un evento apocalittico: una gigantesca Lanterna Verde cade dal cielo e isola la cittadina di Evergreen dal resto del mondo, mentre un’entità aliena chiamata Abin Sur avvia un misterioso “giudizio” sulla popolazione. Nel caos vengono coinvolti gli amici Jo Mullein, Hal Jordan e John Stewart, che assistono alla distruzione progressiva della città e alla sparizione – o trasformazione – dei suoi abitanti, tra cui lo sceriffo Guy Gardner.

Ognuno dei primi tre numeri (tutti quelli attualmente usciti in Italia) si concentra su uno dei personaggi principali maggiormente colpiti dall’arrivo di Abin Sur. Hal, Jo e John sembrano ricevere poteri differenti da un’entità superiore, apparentemente al di sopra persino di Abin Sur, in base alle caratteristiche di ognuno di loro. C’è però un elemento in comune: tutti devono essere senza paura per dominare il potere della Fiamma che viene loro assegnata.

Questo genera reazioni profondamente diverse: Hal appare incapace di comprendere il potere che gli viene affidato e cade sotto l’influenza della Mano Nera; John diventa la voce della conoscenza; Jo Mullein, invece, controlla la luce verde senza accettarne le regole. Ma è chiaro che si tratti solo dell’inizio di qualcosa che va ben oltre la comprensione umana.

pagina tratta da Absolute Green Lantern #1

Le ‘Lanterne’ di Al Ewing

È evidente fin da subito che Al Ewing voglia stravolgere, come l’Absolute Universe impone, il mito delle Lanterne Verdi, ribaltandone le regole fondamentali portandole su un piano decisamente più dark. Non è solo il colore verde a dominare la scena: compaiono anche altri “colori” storicamente legati agli anelli, come il nero e il giallo.

In questo caso, però, i poteri sembrano essere associati più a delle fiamme che a veri e propri anelli, che dovrebbero restare comunque strumenti di controllo del potere.

Anche l’Abin Sur dell’Absolute Universe appare profondamente diverso dalla sua controparte classica. L’alieno è fisicamente imponente, mantiene un atteggiamento di fredda superiorità e sembra avvolto da un’aura quasi divina. Ewing caratterizza questo Abin Sur come un essere decisamente inquietante e che vede gli umani come parte di una missione da portare a termine. È una delle figure più emblematiche, ma allo stesso magnetiche per questo suo atteggiamento che caratterialmente è paragonabile alla razza degli Yautja di Predator che ha dato battaglia a Arnold Schwarzenegger e a tutti i suoi successori nelle numerose pellicole.

Graficamente, invece, è impossibile non notare il richiamo a uno dei grandi antagonisti della saga del manga Dragon Ball: Super Bu, la versione malvagia di Majin Bu, con un corpo nerboruto, scolpito e una testa allungata. E questo gli dona un’espressività ancora più da villain.

Abin Sur in versione Absolute

La scelta, poi, di ambientare la trama ad Evergreen, città d’invenzione sita in Nevada, zona da sempre gettonata per gli avvistamenti alieni e ove ha sede l’Area 51, è calzante per l’atmosfera e le sensazioni che si vogliono trasmettere.

Lo scrittore britannico, quindi pone così le basi per un thriller horror ricco di pedine da disporre su uno scacchiere narrativo complesso. Al momento, il centro dell’azione sembra essere Jo Mullein, mentre John Stewart e Hal Jordan devono ancora comprendere quale sia il loro effettivo ruolo.

L’unico vero appunto che si può muovere a Ewing riguarda il ritmo della narrazione, che nelle fasi iniziali appare piuttosto lento, nonostante il tutto venga scandito in maniera tale da tenere il lettore incollato pagina dopo pagina. Nei primi tre numeri apprendiamo qualcosa sui protagonisti, sulla Lanterna e su Abin Sur, ma sappiamo ancora molto poco sulla direzione che lo sceneggiatore intende prendere per Absolute Lanterna Verde.

Infine, Ewing inserisce (volontariamente?) nella sua trama elementi che richiamano la fantascienza letteraria del Re dell’horror, Stephen King. È difficile non cogliere le affinità tra la novella di King, Under the Dome (The Dome) e la Lanterna che cade su Evergreen, anche se Ewing spinge il tutto verso territori ancora più oscuri.

Lindsay è l’artista adatto per Absolute Lanterna Verde?

L’aspetto che convince meno di Absolute Lanterna Verde è il comparto grafico. Senza mettere in discussione le qualità di Jahnoy Lindsay, il suo tratto ‘orientaleggiante’ sembra sposarsi poco con la componente sci-fi della storia di Ewing, lasciando il dubbio sulla scelta dell’artista per una serie che, almeno sulla carta, non sembra nelle sue corde. Un racconto fortemente basato sul mistero avrebbe probabilmente beneficiato di uno stile più realistico.

L’esempio più evidente è la gestione grafica di Hal Jordan e della rappresentazione del potere della Mano Nera: un disegnatore maggiormente orientato al gioco di luci e ombre avrebbe restituito un impatto visivo più efficace.

Perché leggere Absolute Lanterna Verde?

Absolute Lanterna Verde è una serie che gioca sul lungo periodo, più interessata a costruire atmosfera, mistero e mitologia che a offrire risposte immediate. Nonostante la trama proceda lentamente e il mistero legato all’arrivo di Abin Sur e della Lanterna non sia ancora pienamente decollato, l’atmosfera da sci-fi mystery alla X-Files funziona e intriga.

Al Ewing dimostra ancora una volta di saper reinventare concetti consolidati, piegandoli a una visione più cupa e inquietante, perfettamente in linea con lo spirito dell’Absolute Universe. I personaggi sono ben scritti e caratterizzati, e cresce la curiosità di capire come Ewing intenda sviluppare la sua personale versione di Lanterna Verde: da dove derivi davvero il potere e cosa cambi, in modo sostanziale, rispetto all’universo DC classico.

La vera nota di perplessità ricade sul comparto grafico, non per mancanza di esperienza di Lindsay, ma perché la serie avrebbe probabilmente beneficiato di una scelta visiva più incisiva. Le basi poste sono solide e promettono sviluppi intriganti.

Una lettura consigliata a chi apprezza le reinterpretazioni radicali e le storie di Lanterna Verde che osano uscire dagli schemi tradizionali.


VOTO POPCORNERD: 6,5/10

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SaldaPress – le uscite di Gennaio 2026

Ecco tutte le uscite di saldaPress previste per il mese di gennaio 2026, comprese le anteprime disponibili al Nerd Show di Bologna

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Di seguito le uscite Saldapress relative al mese di gennaio 2026!


The Walking Dead Color Edition #59

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 16/01/2026

Nel numero #59 della nuova, eccezionale e inedita versione a colori del capolavoro di Robert Kirkman, continua il 20esimo arco narrativo della serie. Guerra Totale continua! Dopo la battaglia del Santuario, Ezekiel lotta per sopravvivere, mentre Maggie si ribella e il piano di Rick prende forma.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #117-118

Heretic

Storia: Robbie Morrison
Disegni: Charlie Adlard
Copertina: Charlie Adlard
Formato: 168 x 256 mm, C., 128 pp., B/N
Data di uscita: 23/01/2026

Anversa, 1529. Una città crocevia di mercanti, inquisitori e alchimisti viene scossa da una catena di omicidi brutali e rituali. Il sangue scorre tra le strade e i canali, mentre l’ombra dell’eresia si allunga sull’Europa cattolica. A indagare sul misterioso caso viene chiamato Cornelius Agrippa: cavaliere, medico, avvocato, alchimista ed eretico. Con lui, il giovane e ambizioso Johann Weyer. I due si muovono tra corti ecclesiastiche, culti segreti e pericolosi testi proibiti, cercando la verità in un mondo in cui la superstizione è legge e la ragione è un crimine.

Heretic è il graphic novel scritto da Robbie Morrison e magistralmente disegnato da Charlie Adlard che fonde il noir investigativo con il thriller esoterico, calandoci in un Rinascimento cupo, affascinante e spietato. Tra intrighi religiosi, processi dell’Inquisizione e magia occulta, Morrison costruisce una trama densa e incalzante, mentre Adlard la traduce in tavole potenti, con un uso evocativo del bianco e nero che restituisce l’atmosfera decadente e inquietante dell’epoca.

CONTIENE: Heretic


Brindille Omnibus Nuova Edizione

Storia: Frédéric Brrémaud
Disegni: Federico Bertolucci
Colori: Federico Bertolucci
Copertina: Federico Bertolucci
Formato: 190 x 275 mm, C., 192 pp., col.
Data di uscita: 30/01/2026

Una ragazza si addormenta e si risveglia in un villaggio abitato da strane creature. Non ricorda nulla, né il suo nome, né come sia finita lì. Mentre cerca di riprendersi e inizia a familiarizzare con gli abitanti di quel mondo, scopre di avere poteri che non è capace di controllare. È una fata? È una normale ragazza? Oppure è una strega? Le risposte a tutte queste domande sono probabilmente custodite nella misteriosa foresta che circonda il villaggio. Ma chi troverà il coraggio di andare dove nessuno ha il diritto di andare?

Brindille Omnibus – Nuova Edizione è il graphic novel capolavoro di Fréderic Brrémaud e Federico Bertolucci, due tra i maestri riconosciuti del fumetto contemporaneo. Già autori di Love, il ciclo di storie celebrato in tutto il mondo e dedicato al mondo animale, i due autori tornano nel catalogo saldaPress con la nuova edizione di un fantasy adatto ai lettori di tutte le età: una storia emozionante e dal finale sorprendente che riesce a incantare anche grazie agli spettacolari disegni pieni di poesia.

CONTIENE: Brindille – Tome 1: Les Chasseurs d’ombre + Tome 2: Vers la lumière

The Walking Dead Color Edition #60

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 13/02/2026

Nel numero #60 della nuova, eccezionale e inedita versione a colori del capolavoro di Robert Kirkman, si conclude il 20esimo arco narrativo della serie. Guerra Totale continua! Alexandria affronta un micidiale contrattacco di Negan. Un’esplosione porta il caos. Riuscirà Rick a sopravvivere?

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #119-120

Godzilla: Il colpo

Storia: Van Jensen
Disegni: Kelsey Ramsay
Colori: Heather Breckel
Copertina: Bob Eggleton
Formato: 168 x 256 mm, B., 128 pp., col.
Data di uscita: 20/02/2026

Jai, un giovane esperto di tecnologia, scopre come inviare nell’atmosfera specifici segnali energetici che attirano l’attenzione di Godzilla. Sfruttando questa scoperta, il ragazzo crea il diversivo perfetto per mettere a segno furti ad alto rischio proprio nel bel mezzo degli attacchi del Re dei Mostri. Ma questo attira l’attenzione di persone molto pericolose, che vogliono che Jai metta in piedi per loro per il colpo più folle che il mondo abbia mai visto!

Godzilla: Il colpo è il nuovo graphic novel con cui lo sceneggiatore Van Jensen e il disegnatore Kelsey Ramsay offrono un nuovo ed entusiasmante approccio all’universo di Godzilla, spostando l’attenzione dal disastro epico a una trama da heist movie. Non solo rapine e colpi di scena, ma anche la minaccia costante dei kaiju per una storia ad alto tasso di adrenalina che non dà tregua al lettore!

CONTIENE: Godzilla: Heist #1-5

Babs

Storia: Garth Ennis
Disegni: Jacen Burrows
Colori: Lee Roughridge, Andy Troy
Copertina: Jacen Burrows, Andy Troy
Formato: 168 x 256 mm, C., 160 pp., col.
Data di uscita: 13/02/2026

Babs, la ladra barbara, e Barry, la spada magica più inutile della storia, vagano in una terra di maghi, draghi, demoni e castelli, sempre a caccia di tesori da arraffare. Tra una rissa e un tentato furto, la guerriera mezza nuda dovrà vedersela con una banda di mezzuomini sfigati capeggiati da un orco incel, con una nave piena di elfi erotomani e con un manipolo di ipocriti cavalieri… decisamente troppo bianchi e pronti a sfruttare i poveri abitanti dei villaggi all’insegna dei valori di dio, patria e famiglia!

Babs è un’irriverente parodia del genere fantasy scritta da Garth Ennis e disegnata da Jacen Burrows (già creatori della serie Crossed). Intriso dello sferzante umorismo nero e cinismo dell’autore di Preacher e The Boys, il racconto d’avventura diventa qui una tagliente satira sociale: un volume perfetto per chi cerca una lettura originale e inaspettata che farà ridere, ma anche riflettere.

CONTIENE: Babs #1-6

SALDAPRESS A BOLOGNA NERD SHOW 2026

­Il 24 e 25 gennaio saldaPress sarà presente al Nerd Show di Bologna con alcuni ospiti e delle anteprime molto attese!

Sarà lanciato Energon Universe Special 2025, in anteprima al Nerd Show e in vendita poi esclusivamente sul sito saldaPress e nelle prossime fiere. In anteprima anche Babs, il nuovo irriverente fumetto fantasy di Garth Ennis e Jacen Burrows, Godzilla – Il Colpo, il nuovo capitolo del kaiju dall’atmosfera di un heist movie, e TWD Color Edition #60 con variant esclusiva Nerd Show.

Segui i nostri canali social per scoprire tutti gli ospiti saldaPress e restare aggiornato sulle indicazioni per incontrarli!

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa saldaPress per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

 

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Absolute Martian Manhunter – Martian Vision di Camp e Rodríguez

Parte del piano editoriale della linea DC Absolute e forse tra i meno discussi, all’ombra di Absolute Wonder Woman e Absolute Batman

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Absolute Martian Manhunter – Martian Vision è una rivisitazione psichedelica del personaggio DC Comics a cura del duo Camp – Rodríguez, che ha debuttato negli Stati Uniti con la prima issue il 26 marzo 2025. Ne parliamo solo ora perché è stato pubblicato da poco il primo volume, che raccoglie l’intero primo arco narrativo.

Una premessa importante

Prima di entrare nel vivo della recensione, mi sembra doveroso chiarire un punto: prima di leggere questo volume non conoscevo Martian Manhunter e, di conseguenza, non avevo mai letto nulla che lo riguardasse. Per questo, cari lettori, mi perdonerete se nel corso dell’articolo non mostrerò lo stesso entusiasmo che una parte consistente del fandom fumettistico ha espresso nei confronti di questo fumetto.

Prima di mettermi a scrivere ho fatto qualche ricerca sul personaggio e sulla sua storia editoriale. Ho scoperto che Martian Manhunter è spesso definito il “cuore e l’anima” della Justice League. Originariamente noto come J’onn J’onzz, è uno scienziato e pacificatore marziano che, a causa di un errore, viene teletrasportato sulla Terra. Qui assume sembianze umane, nello specifico quelle dell’agente di polizia John Jones, conducendo una doppia vita divisa tra il ruolo di detective e quello di ultimo sopravvissuto della sua razza.

Per quanto riguarda le letture consigliate per familiarizzare con il personaggio, Internet sembra piuttosto unanime nel suggerirne una in particolare: Martian Manhunter (1998–2001) di John Ostrander e Tom Mandrake, spesso definita la vera e propria “Bibbia” del personaggio. Una run che bilancia l’anima da detective noir di J’onn J’onzz con una fantascienza di alto concetto, approfondendo il suo passato su Marte, la celebre “paura del fuoco” e introducendo il suo inquietante fratello, Malefic.

Non è, almeno sulla carta, il tipo di storia che sento immediatamente nelle mie corde. Ma cerco di non giudicare un libro dalla copertina: prima o poi le darò una possibilità. Non si sa mai.

Absolute Martian Manhunter vol. 1

Absolute Martian Manhunter vol. 1

Il team creativo

Prima di addentrarci nella trama e nella mia personale disamina di questo primo volume, è utile soffermarsi sugli autori dell’opera. La sceneggiatura è affidata a Deniz Camp, già autore di titoli come The Ultimates, Assorted Event Crisis e Ultimate Endgame. Alle matite troviamo invece Javier Rodríguez, artista spagnolo che ha lavorato su serie come Doctor Strange and the Sorcerers Supreme e Spider-Woman.

Camp sembra essere un po’ ovunque ultimamente, mentre lo stile di Rodríguez è… interessante, diciamo così. Un duo che, nel bene o nel male, suscita curiosità. Poco ma sicuro.

La trama

Nel cosiddetto Absolute Universe, l’agente dell’FBI John Jones è poco più che un passeggero della propria esistenza. La famiglia, il lavoro, ogni suo gesto quotidiano si muovono all’interno di una routine alla quale si è votato senza più metterla in discussione. Le passioni che un tempo lo animavano sono ormai spente, sostituite da un senso del dovere freddo e meccanico.

A seguito di un evento traumatico, un’entità aliena incorporea si insinua nella sua mente, risvegliandolo a verità emotive che aveva sepolto da tempo: quelle della sua stessa realtà interiore e dei mondi che ogni essere umano porta dentro di sé. Insieme, John e il “Marziano” si trovano a dover salvare il mondo da una forza maligna che spinge l’umanità a cedere ai propri impulsi peggiori.

Ne nasce una vera e propria Guerra dei Mondi combattuta sul piano psichico, in cui ogni mente diventa un regno da conquistare.

Un fumetto che.. osa un po’ troppo (o forse no?)

Dopo aver esposto trama e sinossi, è il momento di entrare nel merito e provare a tirare le somme su questo primo volume.

Da un lato, non conoscendo il personaggio, non sono riuscito a cogliere appieno le differenze tra il Martian Manhunter della tradizione classica e questa versione Absolute. È probabile che una parte del fascino di questa rivisitazione mi sia inevitabilmente sfuggita, soprattutto per chi ha maggiore familiarità con il personaggio. Allo stesso tempo, però, questa totale mancanza di background si è rivelata anche un vantaggio. Non avendo mai letto nulla di Martian Manhunter, ho potuto affrontare la lettura senza preconcetti e senza “bias”, un aspetto che può incidere in modo significativo sul giudizio finale, soprattutto quando ci si trova davanti a un’opera così poco convenzionale.

E quando parlo di “non convenzionale” mi riferisco in particolare ai disegni di Javier Rodríguez, che risultano visivamente molto interessanti. Layout spesso “impossibili”, un uso ragionato di forme e colori e una costruzione della tavola che si sposano perfettamente con la natura dell’entità aliena che vive nel protagonista, e con la sua difficoltà nel comprendere il mondo in cui è stato catapultato.

A questo si affianca una scrittura di Deniz Camp estremamente efficace, capace di trasmettere al lettore la confusione, l’urgenza e quello stato di ansia costante in cui il protagonista si trova intrappolato a causa del suo nuovo modo di percepire la realtà. Un mondo che John Jones non vede più con occhi umani, ma filtrato attraverso lo sguardo del marziano: da qui, non a caso, il titolo del volume, Martian Vision.

In più di un’occasione, tavole e dialoghi risultano volutamente confusi, al punto da far provare al lettore la stessa disorientante percezione vissuta dal protagonista, soprattutto nei momenti più concitati e di maggiore suspense.

Tavola tratta da Absolute Martian Manhunter #1

Tavola tratta da Absolute Martian Manhunter #1

Detto questo, devo però ammettere di aver fatto un po’ di fatica a seguire i dialoghi, proprio a causa della struttura estremamente non convenzionale delle tavole. Un approccio che mi ha ricordato, forse un po’ troppo, il Doctor Strange disegnato da Tradd Moore: anche in quel caso, una bellezza visiva indiscutibile, ma accompagnata da una lettura tutt’altro che immediata.

Doctor Strange di Tradd Moore

Doctor Strange di Tradd Moore

Conclusione

Absolute Martian Manhunter – Martian Vision è un volume che osa molto, catapultando il lettore nella mente di un protagonista che osserva il mondo da un punto di vista alieno e, proprio per questo, spesso confuso e destabilizzante. Camp e Rodríguez sfruttano al massimo le potenzialità del medium visivo per raccontare una storia che riflette sulla natura umana e su un’entità che di umano ha ben poco, concentrandosi sugli effetti della sua presenza e della sua influenza sulla società.

Nonostante le mie critiche sulla leggibilità e su una struttura che a tratti rende la lettura faticosa, si tratta di un fumetto che vale comunque la pena leggere, soprattutto per chi è in cerca di opere sperimentali del genere supereroistico.

VOTO POPCORNERD: 8.0/10


https://www.dc.com/blog/2025-12-05/absolute-martian-manhunter-shows-you-your-absolute-self

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5 momenti iconici di Ciclope nei fumetti Marvel

Rivediamo 5 momenti epici di Ciclope, X-Man che vedremo anche in Avengers: Doomsday, nei fumetti Marvel

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Gli X-Men torneranno in Avengers: Doomsday. 

All’interno della pellicola dei fratelli Russo, vedremo i mutanti dei film degli anni 2000 della Fox. Tra questi è stato ufficializzato anche il ritorno del Ciclope di James Marsden, attore che lo ha interpretato nelle prime tre pellicole.

Scott Summers, alias Ciclope, è uno dei personaggi più iconici della Marvel. L’X-Man è uno dei membri originali della X-squadra di eroi di Charles Xavier, ed è stato un punto fermo nelle storie degli X-Men per decenni, assumendo innumerevoli volte il ruolo di leader.

Tuttavia, sebbene Ciclope sia un pezzo fondamentale della squadra, è anche uno dei personaggi più controversi della Marvel. Alcuni lo considerano arrogante e indegno del suo ruolo di leader, mentre altri lo considerano il più grande eroe della squadra e meritevole di ancora più rispetto.

A dire il vero, si possono sostenere entrambi i punti di vista, ma come per qualsiasi eroe, la questione è più sfumata di una semplice distinzione tra bianco e nero.

Che lo si ami o lo si odi, Ciclope è un personaggio, un eroe e un leader che si è sicuramente guadagnato il suo status sia tra gli X-Men che nella Marvel in generale. E noi speriamo che il ruolo che gli verrà ritagliato all’interno di Avengers: Doomsday, lo faccia conoscere (o riconoscere) al grande pubblico.

Ecco cinque momenti tratti dai fumetti che dimostrano le qualità e quanto sia diventato iconico nel corso del tempo il personaggio di Scott Summers.

1) la struggente scelta di mandare suo figlio nel futuro per salvarlo (X-Factor #86)

L’addio di Scott a suo figlio in X-Factor #86

Uno dei momenti più strazianti dei fumetti degli X-Men riguarda Ciclope e la scelta di mandare suo figlio nel futuro e non vederlo crescere e vivere al suo fianco. In X-Factor #86, il giovane Nathan Summers viene infettato da Apocalisse con un virus tecno-organico mortale. L’unica speranza di salvarlo è Sorella Askani, giunta dal futuro in missione per salvarlo. Era lì per riportare Nathan nel suo tempo in modo che potessero curare il virus.

È un momento difficile per Ciclope, dover dire addio al figlio pur sapendo che lasciarlo andare è l’unico modo per salvarlo. La situazione è resa ancora più agrodolce dal fatto che, sebbene Nathan sopravviva e alla fine diventi Cable, Ciclope non avrà mai un rapporto stretto con il figlio.

2) Lo scontro con Sinistro (X-Factor #39)

In un altro momento davvero straziante, Ciclope si trova di fronte a una rivelazione terrificante: X-Factor #39 vede Scott scoprire che Sinistro è dietro ad alcune delle cose peggiori che abbia mai sopportato nella sua vita, tra cui la creazione di Madelyne Pryor. La rivelazione arriva nel peggior momento possibile, poiché Scott e i suoi compagni di squadra stanno combattendo contro Sinistro e le cose non stanno andando bene.

Tuttavia, invece di lasciarsi abbattere dal dolore e dalla devastazione che derivano dalla rivelazione di come Sinistro lo avesse tormentato per decenni, Ciclope coglie l’occasione per tirare fuori tutta la forza che ha dentro e sconfigge Sinistro. È un punto di svolta per il personaggio, e un momento incredibilmente epico nei fumetti.

3) A me, miei X-Men (Astonishing X-Men #23)

Un Ciclope debole ma non arrendevole

Se c’è una cosa che un X-Man non vuole, è essere impotente, ma è esattamente lì che si trova Ciclope in Astonishing X-Men #23. Catturato (si era apparentemente sacrificato nel numero precedente, ma era stato deliberatamente fatto in modo che la cattura lo aiutasse ad arrivare esattamente dove doveva essere), Ciclope usa il suo ingegno e la sua strategia per lanciare un contrattacco. Riacquista anche i suoi poteri e quello che accade è dannatamente figo, con una tavola finale del numero dove pronuncia la frase spesso utilizzata dal Professor X “A me, miei X-Men” mentre sovrasta uno sconfitto Ord.

Ciò che rende questo momento nei fumetti un momento particolarmente significativo per Ciclope è che sottolinea come sia ancora un avversario formidabile anche senza i suoi poteri. È tattico e incredibilmente intelligente, e queste sono abilità tanto importanti e utili per lui, quanto i suoi letali raggi ottici.

4) Ciclope Was Right! (Death of X #4)

La morte di Ciclope in Death of X #4

Scott non è estraneo al sacrificio, ma Death of X #4 lo ha visto protagonista del ‘sacrificio supremo’, trasformandolo in un martire.

Quando si scopre che le Nebbie Terrigene che conferiscono i poteri agli Inumani sono in realtà letali per i mutanti, Scott finisce per essere una delle prime vittime del cosiddetto “M-Pox“. Respira la nebbia e muore di una morte orribile e dolorosa. Ma con le sue ultime parole, dice a Emma Frost “non lasciare che finisca” e lei lo prende a cuore.

Emma finisce per usare i suoi poteri telepatici per manipolare gli eventi reali della morte di Scott, facendo credere alla gente che avesse guidato un attacco contro gli Inumani e che fosse morto. Questo gli conferisce una morte più onorevole e lo trasforma in un simbolo di resistenza, poiché ha dato la vita per combattere e difendere i mutanti. La sua morte trasforma la frase “Ciclope aveva ragione” (Ciclops Was Right!) in un grido di battaglia. Fortunatamente, alla fine Scott viene riportato in vita.

5) Togliti dal mio prato (Astonishing X-Men #8)

Un Ciclope pronto a sprigionare tutto il suo potere per levare dal prato della scuola una f****a Sentinella

Forse i momenti migliori di Ciclope, tuttavia, sono quelli in cui dimostra perché è un grande leader e (a volte) involontariamente divertente.

In Astonishing X-Men #8, gli X-Men vengono attaccati da una Sentinella. L’attacco getta tutti nel panico o nel caos, ma Scott rimane stranamente calmo. Mentre tutti gli altri si agitano, Scott decide con molta calma di gestire la situazione, dicendo “Voglio che questa cosa sparisca dal mio prato” prima di colpire la Sentinella con un’enorme raggio ottico. Fine della partita.

È una dimostrazione epica di quanto Ciclope sia bravo sotto pressione e dimostra come la sua rigida forma di leadership funzioni davvero. In effetti, il momento è così riuscito e iconico che persino Wolverine deve riconoscere che episodi come quello sono il motivo per cui Scott è al comando.

*Fonte del presente articolo il sito Comicbook.com

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