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Bridgerton: NETFLIX annuncia la quinta stagione

Netflix ha annunciato con un teaser la quinta stagione di Bridgerton che vedrà protagoniste Hannah Dodd e Masali Baduza

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ANNUNCIA LA QUINTA STAGIONE DI

DEDICATA A FRANCESCA E MICHAELA STIRLING

HANNAH DODD E MASALI BADUZA PROTAGONISTE DELLA SERIE DI SUCCESSO NETFLIX E SHONDALAND, CON UNA NUOVA STORIA D’AMORE

Netflix e Shondaland annunciano oggi che la produzione della quinta stagione di Bridgerton è ufficialmente iniziata.

La quinta stagione di Bridgerton sarà incentrata su Francesca (Hannah Dodd), l’introversa figlia di mezzo della famiglia Bridgerton. A due anni dalla perdita dell’amato marito John, Francesca decide di tornare sulla piazza per ragioni pratiche. Tuttavia, quando Michaela (Masali Baduza), cugina di John, torna a Londra per occuparsi della tenuta dei Kilmartin, i sentimenti complessi che nascono in Francesca la spingeranno a chiedersi se attenersi al suo pragmatismo o lasciarsi guidare dai propri desideri più profondi.

Descrizione dei personaggi:

Hannah Dodd è Francesca Stirling, Contessa di Kilmartin: riservata e controllata, Francesca si è sempre sentita fuori posto nel mondo che la circonda. Con l’arrivo di Michaela e lo scatenarsi di nuove emozioni, Francesca intraprenderà un percorso di scoperta personale che potrebbe cambiare tutto.

Masali Baduza è Michaela Stirling. Dietro al suo fascino e alla sua vivacità si cela una giovane donna vulnerabile, pronta a fuggire non appena si sente a disagio. In questa stagione, però, Michaela dovrà affrontare le proprie fragilità e confrontarsi con il peso dell’eredità del cugino scomparso, e con il suo rapporto con Francesca.

CREDITI

Numero episodi: 8

Location delle riprese: Londra (Regno Unito)

Showrunner/ Produttrice esecutiva: Jess Brownell

Produttori esecutivi: Shonda Rhimes, Betsy Beers, Tom Verica e Chris Van Dusen

*Ringraziamo gli uffici stampa Netflix per la condivisione del comunicato di cui sopra 

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ASSASSIN’S CREED: iniziate le riprese a Roma della serie Netflix

Sono ufficialmente iniziate le riprese a Roma della serie TV di Assassin’s Creed, show che vedremo prossimamente su Netflix

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ASSASSIN’S CREED

INIZIATE A ROMA LE RIPRESE DELLA SERIE NETFLIX,

AMBIENTATA NELL’ANTICA ROMA DEL 64 D.C.

Netflix annuncia l’inizio delle riprese di Assassin’s Creed a Roma. La serie racconterà una storia originale e sarà ambientata nella Roma del 64 d.C. La produzione si svolgerà principalmente a Cinecittà, e amplierà il già esistente Set di Roma Antica per restituire l’immersione in quel periodo storico nelle riprese.

Assassin’s Creed è un thriller adrenalinico incentrato sulla guerra nell’ombra in corso tra due fazioni segrete, una con l’obiettivo di decidere il futuro dell’umanità attraverso il controllo e la manipolazione, l’altra determinata a combattere per preservarne il libero arbitrio. La serie segue i suoi personaggi attraverso momenti chiave della Storia nella battaglia per il destino dell’umanità.

Il cast include Lola Petticrew, Toby Wallace, Zachary Hart, Laura Marcus, Tanzyn Crawford, Nabhann Rizwan, Claes Bang, Noomi Rapace, Ramzy Bedia, Sean Harris, Corrado Invernizzi, Sandra Guldberg-Kampp, Youssef Kerkour e Mirren Mack.

Con più di 230 milioni di copie vendute della serie, il franchise di Assassin’s Creed è uno dei più venduti nella storia dei videogiochi e ha stabilito uno standard nel settore grazie alla sua narrazione ricca e coinvolgente.

Informazioni su Assassin’s Creed

Showrunner/Produttori esecutivi: Roberto Patino (DMZ, Westworld, Sons of Anarchy) e David Wiener (Halo, Homecoming, The Killing)

Produttori Esecutivi: Gerard Guillemot, Margaret Boykin, Austin Dill, Genevieve Jones per Ubisoft Film & Television, e Matt O’Toole.

Cast: Lola Petticrew, Toby Wallace, Zachary Hart, Laura Marcus, Tanzyn Crawford, Nabhann Rizwan, Claes Bang, Noomi Rapace, Ramzy Bedia, Sean Harris, Corrado Invernizzi, Sandra Guldberg-Kampp, Youssef Kerkour, Mirren Mack

*Ringraziamo l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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One Piece Live action stagione 2: si salpa per la Rotta Maggiore!

Continua il viaggio di Luffy e la sua ciurma, fra isole sempre più strane, nuovi amici, ma anche nuovi nemici, alla ricerca del One Piece!

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Il 10 marzo 2026 sono finalmente arrivati su Netlflix gli otto attesissimi episodi della seconda stagione del live action di One Piece, tratto dall’opera del maestro Eiichiro Oda, che pochi giorni prima ha raggiunto un traguardo storico: oltre 600 milioni di copie vendute, confermandosi il manga più venduto al mondo.

Per i fan dei Mugiwara (i celebri “Cappelli di Paglia”) l’attesa era altissima e, già dal primo trailer, l’hype era salito alle stelle. Ora è finalmente arrivato il momento di parlarne.

Direzione: Rotta Maggiore!

Il live-action riprende esattamente da dove ci aveva lasciati: la ciurma di Luffy è pronta a raggiungere la Grand Line (la Rotta Maggiore), dando ufficialmente inizio alla ricerca del leggendario tesoro di Gol D. Roger, il One Piece.

Gli otto episodi seguono fedelmente uno degli archi più iconici del manga originale, portando sullo schermo le avventure nelle isole di Loguetown, Reverse Mountain, Whiskey Peak, Little Garden e Drum Island. Qui i Mugiwara si trovano ad affrontare i primi veri nemici: gli agenti della Baroque Works, un’organizzazione criminale segreta che opera nell’ombra.

I suoi membri, spesso utilizzatori dei poteri dei Frutti del Diavolo, si distinguono per i loro nomi in codice composti da numeri e giorni della settimana (come Mr. 3, Mr. 5, Miss All Sunday e Miss Goldenweek). A guidarli c’è il misterioso Mr. 0, che sta orchestrando un piano molto più grande di quanto sembri.

Ma non ci sono solo nemici lungo il cammino. In questa stagione Luffy e i suoi compagni incontrano anche nuovi alleati destinati a lasciare il segno: la principessa Nefertari Bibi di Alabasta, la gigantesca balena Laboon e, soprattutto, il futuro medico di bordo, la dolcissima renna Tony Tony Chopper.

La (vera) sfida della seconda stagione di One Piece

Dopo il successo della prima stagione, Netflix e la produzione (sempre supervisionata da Eiichiro Oda) avevano davanti una sfida enorme: alzare ulteriormente l’asticella del progetto.

A mio parere, è una sfida riuscita al 100%.

Questa seconda stagione funziona, forse anche più della prima, nonostante l’aumento delle difficoltà narrative e tecniche. Riesce ad accogliere a braccia aperte chi non ha mai visto o letto nulla di One Piece, ma allo stesso tempo “sazia” chi conosce già l’opera e sa cosa sta per accadere.

Il ritmo è sempre sostenuto: non ho mai percepito momenti davvero lenti, e l’azione è decisamente più presente. I momenti di climax sono resi con grande efficacia, soprattutto i flashbacks sul passato di Laboon e quello di Tony Tony Chopper.

Sono scene che mi avevano già emozionato nel manga e nell’anime, ma qui, in live-action, hanno avuto un impatto ancora più forte.

Il cuore di One Piece è intatto. Ed è difficile immaginare un modo migliore per trasporlo dal vivo.

Uno dei grandi vantaggi di Oda e della produzione è la consapevolezza dell’intera storia. Sapendo già dove porteranno gli eventi, hanno scelto di riscrivere alcuni passaggi in modo intelligente, anticipando elementi che nel manga originale sarebbero arrivati solo anni dopo.

Basti pensare che nei primi due episodi compaiono già due personaggi fondamentali per il futuro della ciurma di Luffy, che nel manga non erano presenti in quel momento, probabilmente perché Oda stesso non li aveva ancora concepiti.

Questa scelta ha aumentato ulteriormente l’hype (almeno per me, ma credo anche per molti fan di lunga data) in vista delle prossime stagioni.

Anche i personaggi fanno un passo avanti. La stagione approfondisce molto di più il legame tra i Mugiwara, rendendoli un gruppo sempre più unito, pronto a sacrificarsi l’uno per l’altro.

Luffy si conferma essere la colonna portante della ciurma: disposto ad aiutare chiunque ne abbia bisogno, dalla promessa fatta a Laboon fino alla decisione di sostenere la principessa Bibi in una questione più grande dell’intero equipaggio, passando per la liberazione di Drum Island dalla tirannia di Wapol.

Il tenero Chopper, simbolo di una CGI convincente

Uno dei dubbi principali dopo la prima stagione riguardava la CGI. Con l’espansione della storia, aumentano inevitabilmente anche i poteri dei Frutti del Diavolo, le ambientazioni e le sfide tecniche, senza contare l’introduzione di Chopper, una renna umanoide capace di trasformarsi e potenziarsi.

Al netto di qualche piccolo “scricchiolio” (soprattutto in alcune scene dei poteri di Luffy), il lavoro fatto dagli effetti speciali è più che convincente.

Colpisce in particolare la resa dei poteri di Mr. 3 e di Nico Robin (Miss All Sunday), ma il vero salto di qualità si vede con Laboon e, appunto, con Chopper.

Proprio lui è la vera star della parte finale della stagione. Tenerissimo, impacciato, profondamente umano nonostante la sua natura: il suo carattere è stato trasposto in maniera eccellente.

Conclusioni: una trasposizione autentica e potente

In conclusione, questa seconda stagione di One Piece è promossa a pieni voti.

Lo spirito di avventura e amicizia che Eichiro Oda ha costruito nella sua opera viene trasmesso in maniera autentica e potente, in alcuni momenti persino più immediata rispetto al manga. Ambientazioni, costumi e poteri sono estremamente fedeli all’originale e, anche quando risultano volutamente sopra le righe o “cartooneschi”, rappresentano probabilmente l’unico modo efficace per portare in live action un’opera folle e unica come One Piece.

Se non la realizzi così, semplicemente non la realizzi davvero.

Molto interessante anche la scelta di anticipare personaggi ed eventi, sfruttando una visione d’insieme che oggi la produzione può permettersi. Una decisione che arricchisce la narrazione e allo stesso tempo alimenta l’interesse del fandom in vista delle prossime stagioni.

Stagioni che Netflix sembra intenzionata a rilasciare con una certa continuità: la terza è già in produzione e potrebbe arrivare già nell’estate 2027.

Sarà una stagione cruciale, perché avrà il compito di consacrare definitivamente il progetto.

L’arco di Alabasta rappresenta infatti il primo vero grande banco di prova: qui Luffy e la sua ciurma si troveranno ad affrontare nemici di livello superiore, sfide enormi e una trama molto più complessa, fatta anche di politica, giochi di potere e corruzione. Un punto di svolta che mostrerà quanto il mondo di One Piece vada ben oltre il semplice scontro tra pirati e Marina.

IL MIO VOTO FINALE ALLA SECONDA STAGIONE È 8,5/10

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La Legge di Lidia Poët: trailer dell’ultima stagione, in arrivo su Netflix il 15 aprile

Trailer e poster della terza e ultima stagione de La Legge di Lidia Poët, serie con Matilda De Angelis in uscita il 15 aprile su Netflix

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PREPARATEVI ALLA

TERZA E ULTIMA STAGIONE DE

IN ARRIVO SOLO SU NETFLIX

DAL 15 APRILE

DISPONIBILI

IL TRAILER E IL POSTER UFFICIALE

Se continuiamo a combattere, prima o poi qualcosa cambierà“. L’ avvocata più irriverente e brillante d’Italia sta per tornare con il capitolo conclusivo: i sei episodi della terza e ultima stagione de “La Legge di Lidia Poët” saranno disponibili solo su Netflix dal 15 aprile.

Nel trailer ufficiale rilasciato il 18 marzo ritroviamo Matilda De Angelis nei panni dell’iconica protagonista della serie prodotta da Matteo Rovere, una produzione Groenlandia, società del Gruppo Banijay, e creata da Guido Iuculano e Davide Orsini.

Al suo fianco nel cast tornano Eduardo Scarpetta nel ruolo del giornalista Jacopo Barberis, Pier Luigi Pasino in quello di Enrico Poët, Sara Lazzaro in quello della moglie di Enrico e Gianmarco Saurino nel ruolo di Pierluigi Fourneau. Alla stagione finale si uniscono Liliana Bottone e Ninni Bruschetta, rispettivamente nei ruoli di Grazia Fontana e del Procuratore del Re Cantamessa.

La regia è di nuovo affidata a Letizia Lamartire e Pippo Mezzapesa, a cui si aggiunge Jacopo Bonvicini.

La terza stagione de “La Legge di Lidia Poët” è scritta da Guido Iuculano e Davide Orsini.

SINOSSI:

Siamo nell’aprile del 1887: Enrico è diventato deputato, fa spesso su e giù tra Roma e Torino con Teresa ed è riuscito a portare la legge di Lidia in commissione. Lidia è impaziente ma sa che deve fidarsi di suo fratello mentre continua a frequentare Fourneau, anche se ovviamente non vuole legarsi, né sposarsi, né rendere pubblica questa relazione. Lui ha avuto una promozione sul lavoro, è in Corte d’Assise adesso e il suo banco di prova per dimostrare il suo valore è l’accusa di omicidio di una donna ritenuta colpevole di aver ucciso il marito.

Il problema è che l’imputata è la più cara amica di Lidia, Grazia Fontana, il cui processo per legittima difesa scuoterà l’opinione pubblica e i loro rapporti. Jacopo, di ritorno a Torino con la sua nuova compagna, decide di trattenersi in città per seguire la copertura stampa del processo più mediatico e controverso dell’epoca, in cui Lidia e Fourneau saranno su due fronti avversi.

Dimostrare che una moglie maltrattata ha ucciso per legittima difesa è un’impresa titanica, perfetta per Lidia: riuscirà a convincere una giuria di soli uomini ad assolvere Grazia Fontana perché criminale è la violenza perpetrata e subita? E nei sentimenti continuerà a pensare che Fourneau sia l’uomo giusto per lei, o troverà il coraggio di viversi il rapporto con Jacopo che si è sempre negata? È possibile riequilibrare il rapporto tra i sessi? E se la politica non aiuta, quando la società ci ostacola, lo si può fare almeno nella propria vita? La legge di Lidia Poët accende ancora una volta la speranza.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Netflix per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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