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Road to Stranger Things 5: Stagione 3, la battaglia con il Mind Flayer continua!
Continuiamo la nostra Road to Stranger Things 5, ripercorrendo una delle stagioni più drammatiche: la stagione 3, il ritorno del Mind Flyer!
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2 mesi agoil
Da
Doc. G
Continuiamo il nostro percorso di avvicinamento all’ultima stagione di Stranger Things, una delle serie più viste di sempre su Netflix, con il ‘recap’ delle stagioni precedenti. Oggi parliamo della terza stagione, ma prima di immergersi nel recap, consigliamo la lettura del riassunto della Stagione 1 e della Stagione 2.
Stagione 3: 1985, un’estate caldissima (e pericolosa..)

L’estate del 1985 arriva nell’apparente tranquilla cittadina di Hawkins, e con essa un nuovo clima di cambiamento per tutti i protagonisti della serie.
Sono passati diversi mesi dagli eventi drammatici legati al Mind Flayer, Undici ha trovato finalmente la famiglia tanto desiderata con Hopper, e i ragazzi del gruppo stanno vivendo un periodo di relativa normalità.
Ma si tratta della classica quiete prima della tempesta: quando si parla di Hawkins i periodi di serenità sono sempre molto brevi. E difatti una nuova minaccia oscura inizia a prendere forma, pronta a riportare in città l’incubo che si credeva sconfitto.
I ragazzi crescono e sbocciano gli amori

È estate piena, i ragazzi, cresciuti, sono ormai adolescenti, e lo Starcourt Mall, il gigantesco centro commerciale appena inaugurato, è diventato il nuovo punto di riferimento per tutta la comunità.
E, ovviamente, crescono i rapporti e nascono i primi amori tra i protagonisti; Mike e Undici sono inseparabili, immersi in una relazione che fa impazzire Hopper mentre Lucas e Max continuano a stare insieme, anche se litigano frequentemente. Anche Dustin tornato da un campo estivo scientifico, annuncia al gruppo di aver finalmente trovato una ragazza, Suzie, che però nessuno ha mai visto (e di cui gli amici diffidano anche sull’effettiva esistenza!!).
Will, invece, è quello che fatica più di tutti ad adattarsi ai cambiamenti: vorrebbe soltanto passare il tempo con i suoi amici come una volta, giocare a Dungeons & Dragons, e dimenticare gli incubi del passato, ma l’adolescenza del gruppo lo mette sempre più ai margini.
Il messaggio in codice (russo)

Intanto qualcosa di strano comincia a muoversi in città. Joyce nota dei comportamenti anomali negli elettrodomestici; improvvisi sbalzi di corrente e piccole anomalie la riportano a pensare al Sottosopra. Hopper, che nel frattempo cerca di gestire la crescita di Undici e il suo legame sempre più intenso con Mike, viene coinvolto suo malgrado da Joyce in queste nuove preoccupazioni.
Anche se inizialmente scettico, Hopper comincia presto a notare che dietro quelle interferenze elettriche si nasconde qualcosa di più grande.

Parallelamente, Dustin, tornato a casa, intercetta per caso un misterioso messaggio radio in codice. Convince Steve, che ora lavora come commesso nella gelateria Scoops Ahoy, e la sua nuova collega Robin a dargli una mano a decifrarlo.
Quello che scoprono è sorprendente: il messaggio non è altro che un codice russo, trasmesso da qualche luogo molto vicino. Da qui inizia un’indagine parallela, fatta di tentativi di decifrare segnali, sorvegliare corridoi del mall e infiltrarsi in zone riservate. Questa sottotrama si allarga sempre più fino a far emergere una verità scioccante: nel sottosuolo dello Starcourt Mall i russi stanno conducendo segretamente un esperimento con l’obiettivo di riaprire il varco verso il Sottosopra.
Il fato di Billy e il ritorno del Mind Flayer

Ma il ritorno della minaccia non si ferma alle macchine russe. Billy, il prepotente fratello maggiore di Max, diventa una pedina involontaria del nemico. Durante una delle sue uscite serali, il ragazzo ha un incidente proprio vicino al vecchio laboratorio e viene trascinato da una forza invisibile in un magazzino abbandonato. Qui si trova faccia a faccia con una presenza che conosce fin troppo bene: il Mind Flayer.
Il mostro non è affatto scomparso, ma è rimasto intrappolato tra i due mondi e ha bisogno di una nuova connessione fisica per tornare più forte di prima…. e Billy diventa il suo nuovo tramite, trasformato in un emissario incaricato di reclutare altri ospiti.
Da qui il piano del Mind Flayer prende forma: possedere più persone possibile, creare una rete di “schiavi” pronti a sacrificarsi per costruire un nuovo corpo fisico. Decine di cittadini di Hawkins cominciano a scomparire, per poi riapparire come individui completamente privi di volontà.

Mentre Max nota che suo fratello sta avendo comportamenti sempre più anomali, Nancy e Jonathan, ora entrambi stagisti nella redazione del Hawkins Post, indagano su strani casi che riguardano un’invasione di topi in città. I roditori esplodono misteriosamente, come se qualcosa li consumasse dall’interno: un indizio inquietante che li conduce sempre più vicini alla realtà del nuovo pericolo.
Il piano del Mind Flayer

Intanto Undici, Max, Mike e gli altri percepiscono che il male sta tornando. Undici, con i suoi poteri, scruta nei ricordi di Billy e scopre un’enorme verità: il Mind Flayer non solo è tornato, ma sta costruendo un nuovo corpo gigantesco e mostruoso, composto da carne, sangue e ossa dei cittadini posseduti.
Ogni persona “reclutata” si dissolve letteralmente, diventando parte della creatura. Il gruppo realizza che il Mind Flayer ha un obiettivo preciso: uccidere Undici, l’unica in grado di contrastarlo.
Il laboratorio russo

Dustin, Steve, Robin ed Erica scoprono il laboratorio russo sotto lo Starcourt Mall: un’enorme base sotterranea con soldati, scienziati e una macchina costruita per riaprire il portale.
Nel frattempo Hopper e Joyce incontrano un misterioso scienziato russo, Alexei, che rivela loro le intenzioni del suo governo. L’esperimento è immensamente instabile, ma i russi non intendono fermarsi finché il varco non sarà completamente riaperto. Il trio, alleato anche con il cospirazionista ed esperto di russo, Murray Bauman, parte per cercare di penetrare nella base nemica e chiudere definitivamente la macchina. Alexei diventa un alleato involontario, ma viene ucciso durante la fiera dell’Indipendenza, lasciando Hopper e Joyce ancora più determinati a fermare tutto.
4 luglio 1985: la tragica battaglia dello Starcourt Mall

Tutti i vari filoni narrativi convergono in una notte drammatica: il 4 luglio del 1985.
Hawkins festeggia l’Indipendenza, ma il Mind Flayer è pronto a scendere in campo. La creatura gigante, ormai completata, rintraccia Undici e la raggiunge allo Starcourt Mall, dove il gruppo si rifugia dopo una serie di scontri sempre più violenti. È qui che avviene una delle scene più iconiche della stagione: Undici , ormai esausta e ferita, scopre di aver perso i suoi poteri dopo essere stata contaminata da un frammento del Mind Flayer. Per la prima volta nella sua vita è vulnerabile.
La battaglia all’interno del centro commerciale è disperata. Mentre il mostro minaccia di ucciderli tutti, Dustin coordina via radio i due fronti: da una parte i ragazzi, impegnati a sopravvivere alla furia del Mind Flayer; dall’altra Hopper e Joyce, che devono raggiungere la macchina russa e disattivarla.
Suzie e la Storia Infinita con Dustin

Per bloccare il portale serve un codice di sicurezza complesso, che Dustin non riesce a decifrare. L’unica speranza è Suzie, la ragazza che gli altri considerano ‘immaginaria’ di Dustin, ma che in realtà esiste! Ed è grazie a lei che gli spettatori vivono uno dei momenti più ricordati e divertenti della stagione: Suzie accetta di aiutare Dustin solo dopo che il ragazzo canta con lei un frammento della canzone ‘The Neverending Story’ motivo del film La Storia Infinita. Rivediamolo insieme perché merita un rewatch!
Addio Billy

In superficie, nel frattempo, si consuma anche la battaglia tra Undici e il Mind Flyer: Billy si confronta con Undici, ma alla fine si redime e si getta contro il Mind Flayer per salvare i suoi amici e la sorella, sacrificando la sua vita nella battaglia finale.
Il Mind Flayer ha mietuto un’altra vittima e l’addio tra Billy e Max è struggente, prima della morte del ragazzo.

Il sacrificio di Hopper
Finalmente il codice viene decifrato. Joyce e Hopper raggiungono la sala principale della macchina, ma si rendono conto che per spegnerla qualcuno deve agire manualmente, restando però nella stanza mentre la macchina implode. Hopper capisce cosa deve fare e, dopo un ultimo sguardo a Joyce, combatte contro una guardia russa e rimane intrappolato sul lato sbagliato della stanza.

Non c’è tempo per discutere: Joyce deve attivare la procedura di spegnimento. La macchina esplode in una fiammata potentissima, il portale si chiude e la creatura che stava affrontando i ragazzi crolla, schiantandosi a terra.
Undici, disperata, non riesce a trovare Hopper da nessuna parte. Il corpo non si trova, ma tutto indica che non sia sopravvissuto.
Goodbye Hawkins
Joyce, devastata, prende allora la decisione di lasciare Hawkins con i suoi figli e Undici, priva di poteri che non si sa se torneranno mai più. La città è sconvolta, e dopo l’addio dei Byers, i ragazzi sono separati, e il futuro è pieno di incertezze.
La stagione si chiude con un colpo di scena: in una base russa in Kamčatka, le guardie citano “l’americano” rinchiuso in una cella. Non viene mostrato chi sia, ma il pubblico intuisce immediatamente che potrebbe trattarsi proprio di Hopper.
Con Hawkins ferita e il gruppo dei protagonisti diviso, la terza stagione di Stranger Things lascia un’eredità fatta di nuovi traumi, legami messi alla prova e una sensazione chiara: la battaglia contro il Sottosopra non è finita, e il peggio potrebbe ancora venire…

In Italia, i primi quattro episodi della quinta stagione saranno disponibili su Netflix dal 27 Novembre 2025, i successivi tre arriveranno il 26 Dicembre 2025 e il finale verrà rilasciato il 1 Gennaio 2026.
Un ringraziamento speciale va a Rico Jr, illustratore e poster artist, dal quale abbiamo preso ispirazione per la copertina di questo articolo e anche dei precedenti. Seguitelo su Instagram!
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Approfondimenti e Curiosità
Nevermore’s Library: Due chiacchiere con H.P. Lovecraft su… Stranger Things
Ispirazioni e parallelismi fra Stranger Things e l’universo di H.P. Lovecraft, ciò che i fratelli Duffer hanno tratto dai suoi racconti
Pubblicato
6 giorni agoil
24 Gennaio 2026
H.P. Lovecraft è l’autore per eccellenza del genere letterario Cosmic Horror, noto anche come Weird Fiction (unione fra horror, fantasy e fantascienza) ed è stato (ed è tutt’ora) fonte di ispirazione per migliaia di autori moderni. Film, serie TV, fumetti, altrettanti libri prendono spunto dalle sue opere, e in questo novero non possiamo non citare anche i famigerati Fratelli Duffer e il loro successo internazionale, la serie TV Stranger Things.
Quali elementi avranno portato i due registi nella loro opera? La nostra redattrice, nome in codice Nevermore’s Library, ha condotto una seduta spiritica ed è riuscita a richiamare lo spirito del grande scrittore per poter discutere con lui sulle cose che accomunano la sua letteratura e lo show sul Sottosopra.
Preparatevi a un viaggio affascinante e metafisico!
H.P. Lovecraft e Stranger Things
Nevermores Library: Onorata di far la sua conoscenza signor Lovecraft, si presenti pure al pubblico…

LOVECRAFT: Salve a tutti, mi chiamo Howard Phillips Lovecraft, sono nato il 20 agosto 1890 nella ridente cittadina di Providence (Rhode Island, Stati Uniti) e ho centotrentasei anni. In questa foto che ho portato ne avevo un pò meno, ci tenevo a fare bella figura. Dal 1937 mi sono ritirato nelle Terre del Sogno che io stesso ho creato, ma continuo a ricevere offerte di lavoro da registi importanti e l’ultima collaborazione è stata con i fratelli Duffer per la serie tv Stranger Things.
Nevermores Library: Grazie, apprezziamo molto. Dunque, come lei stesso ha subito menzionato è reduce dalla grande collaborazione con i fratelli Duffer, ma prima di parlare del nesso fra lei e Stranger Things, ci dica qualcosa riguardo le sue origini per comprendere meglio come abbia avuto inizio la sua carriera in ambito letterario…
LOVECRAFT: Partiamo dal fatto che ho ricevuto un’educazione familiare estremamente rigida, raramente mi era consentito di uscire di casa e così fin da piccolo ho sviluppato delle fobie verso il mondo esterno. Mi sentivo caratterialmente fragile per riuscire a stringere amicizie con altri coetanei. Ecco perché vengo anche ricordato con il soprannome “Il Solitario di Providence”. Avevo spesso incubi spaventosi e per esorcizzarne la paura, mettevo tutto per iscritto prima di dimenticarli. Rileggendoli con il senno di poi ho compreso che non avevo solo convogliato tutte le paure che provavo su dei fogli, ma avevo creato una nuova forma di terrore letterario: l’orrore cosmico. Concetto presente anche in Stranger Things.
Nevermores Library: Interessante, quindi i suoi racconti si basavano su incubi che lei aveva fin da piccolo. Ci spieghi meglio cos’è l’orrore cosmico…
LOVECRAFT: Immagini di osservare un cielo stellato, noterà subito la sua vastità rispetto al piccolo punto in cui noi ci troviamo. In confronto siamo piccoli, soli e così vulnerabili, mentre l’universo è infinito, una massa multidimensionale e probabilmente popolato da entità mostruose che ignorano le leggi della fisica umana. Queste entità sono talmente grandi che in confronto non si accorgono nemmeno della nostra presenza.
Nevermores Library: Quindi il concetto di “orrore cosmico”e quello che gli studiosi definiscono “universo lovecraftiano” è all’incirca la stessa cosa?
LOVECRAFT: In sostanza sì, il cosiddetto “universo lovecraftiano” è l’insieme più generale che include tutto, fra cui il pantheon delle divinità, i luoghi onirici e terrestri, le galassie e l’orrore cosmico che in confronto è un sottoinsieme. La mia concezione del Cosmo si distacca da quella tradizionale fatta da pianeti e stelle che si studiano a scuola, io lo definisco anche “Abisso Caotico” poiché non c’è un ordine, né una morale e nemmeno una direzione, solo caos che genera altro caos con a capo il dio Azathoth….Non a caso nella quinta serie di Stranger Things c’è proprio una dimensione chiamata Abisso dove risiede il Mind Flayer come entità suprema.
Nevermores Library: Interessante, approfondiamo questo parallelismo fra i personaggi
LOVECRAFT: Si certamente. Per la creazione del Mind Flayer, i fratelli Duffer mi hanno chiesto il permesso di ispirarsi a Chtulhu, come dire di no ad una proposta così? E’ la divinità più nota dello schieramento dei Grandi Antichi che io stesso ho creato e l’unico scopo di queste entità è di espandersi e consumare, senza alcun interesse verso soldi, potere o vendetta. Anche a livello visivo il Mind Flayer presenta somiglianze fedeli alla descrizione di Chtulhu dei miei racconti, hanno entrambi un corpo antropomorfo con tratti cefalopodi ed enormi tentacoli.

Il Mind Flayer di Stranger Things

Un’immagine di Chtulhu creatura di Lovecraft
Nevermore’s Library: Riguardo Vecna?
LOVECRAFT: Quanto a Vecna ha caratteristiche compatibili con diversi personaggi dei miei racconti. Uno è Nyarlathotep, detto anche “Il Caos Strisciante”, il messaggero delle divinità aliene che avevo creato nei primi anni del ‘900 a cui avevo attribuito l’abilità di poter invadere l’umanità attraverso la mente nel corso dei sogni.

Sia lui che Vecna difatti hanno in comune le capacità manipolative di ingannare la mente e far cadere in trappola le loro vittime. Vecna rappresenta la versione cinematografica più moderna di questa divinità in quanto crea una sorta di ponte fra la psiche delle vittime e l’Abisso.

In foto: Vecna di Stranger Things
Nevermore’s Library: Quest’ultimo concetto che ritroviamo nella serie tv relativo alla connessione fra la psiche delle vittime e l’Abisso ha molto di familiare con la sua personale concezione dei sogni signor Lovecraft..
LOVECRAFT: Esatto. Sono sempre stato fermamente convinto che quando sogniamo non stiamo solo immaginando, la mente compie un vero e proprio viaggio dal luogo fisico in cui si trova il soggetto ad un altro luogo altrettanto fisico e reale ma fatto di regni e divinità.
Nevermore’s Library: Mi ricorda molto il personaggio Max Mayfield che nel suo stato di trance nel mondo terrestre si era ritrovata proiettata con la mente nella dimensione fisica e reale di Camazotz dove risiedono le divinità aliene Mind Flayer e Vecna che le dava la caccia. Ha altro da aggiungere a riguardo?
LOVECRAFT: Proprio così. Certo c’è ancora molto da aggiungere, ma andiamo con ordine. Nei miei racconti le divinità vivono in vere e proprie dimensioni o anche solo spazi situati fra l’una e l’altra con rampicanti e spore che aleggiano nell’aria, il tutto avvolto da un’atmosfera di un colore innaturale, proprio come il titolo del mio racconto “Il colore venuto dallo Spazio” …non le ricorda il Sottosopra?
Nevermore’s Library: assolutamente vero…ce ne sono altri?
LOVECRAFT: il Laboratorio di Hawkins diretto dal Dr. Brenner è un luogo dove si svolgono esperimenti al fine di espandere la mente umana, ma viene aperto un portale che scatena un orrore che la scienza non può controllare. In almeno due dei miei racconti esistono affinità fra Brenner e gli scienziati protagonisti.
Il primo racconto è “Herbert West Reanimator” in cui questo scienziato, pur di superare i confini dell’esistenza umana, cerca di rianimare ciò che non è più impossibile riportare indietro. Nel secondo racconto “From Beyond”, Crawford Tillinghast inventa una macchina che stimola la ghiandola pineale per riuscire a percepire una possibile dimensione parallela oltre a quella terrestre.
Nevermore’s Library: Un’ultima domanda, esiste anche qualche legame fra le sue opere e i Demogorgoni?
LOVECRAFT: Certo che sì. Innanzitutto i Demogorgoni sono da considerarsi la prole del Mind Flayer e si rifanno alle mie crearure suddivise nei due schieramenti denominati Abitatori del Buio e Abitatori degli Abissi (questi ultimi noti anche come Deep Ones) che per la precisione compaiono nel racconto “La Maschera di Innsmouth”.

Sia nella serie tv e sia nei miei racconti si tratta di creature che agiscono per obbedire ad una forza più grande.

Nevermore’s Library: Signor Lovecraft, per oggi l’intervista finisce qui, me ne concederà un’altra?
LOVECRAFT: Ne sarei onorato. Nell’attesa della prossima intervista, porgo anche un saluto a voi che avete letto l’articolo. Come avrete forse compreso l’intervista è avvenuta attraverso un sogno, un collegamento mentale dell’intervistatrice fra mondo terrestre e la Terra dei Sogni in cui mi trovo, com’è avvenuta anche la collaborazione con i fratelli Duffer e altri registi di film, fumetti e opere artistiche di cui vi parlerò prossimamente.
Netflix
Stranger Things 5: la fine di un’era televisiva a cui vogliamo dire grazie
Stranger Things 5 conclude il viaggio dei ragazzi di Hawkins iniziato quasi 10 anni fa su Netflix. Non è solo la fine di una serie TV, ma di un viaggio emozionante, tra alti e bassi, che ci fa rivolgere una sola parola ai Fratelli Duffer e al cast: grazie
Pubblicato
3 settimane agoil
10 Gennaio 2026Da
Marco Brix
La fine del 2025 e l’inizio del 2026 televisivi sono stati letteralmente monopolizzati dall’arrivo dell’attesissima quinta e ultima stagione di Stranger Things, l’opera dei fratelli Matt e Ross Duffer che, dopo dieci anni, hanno deciso di chiudere la loro storia dividendola in tre “atti”.
La prima parte è uscita il 27 novembre, con il rilascio dei primi quattro episodi; la seconda è stata pubblicata il 26 dicembre, includendo gli episodi 5, 6 e 7; il gran finale, invece, è arrivato il 1º gennaio 2026, con una puntata conclusiva della durata di oltre due ore.
Stranger Things: dove eravamo rimasti
Siamo nel 1987 e assistiamo alle ripercussioni degli eventi che hanno chiuso la quarta stagione. Hawkins è ora una città militarizzata: le autorità hanno ufficialmente attribuito la distruzione a un terremoto, ma in segreto conducono esperimenti sia nella nostra realtà sia nel Sottosopra. L’obiettivo è inquietante: creare nuovi soldati dotati dei poteri di Vecna e Undici (Millie Bobby Brown).
Dall’altra parte ritroviamo i nostri protagonisti, ormai adolescenti, costretti non solo a sfuggire ai militari, ma anche a elaborare un piano per rintracciare e sconfiggere Vecna e le sue creature una volta per tutte, chiudendo definitivamente il Sottosopra. Una dimensione che, però, si rivelerà diversa da come l’abbiamo sempre immaginata: scopriremo infatti che funge da ponte verso una nuova realtà, chiamata l’Abisso, la vera casa di Vecna. È lì che tutto ha avuto origine ed è lì che tutto finirà. Proprio dall’Abisso, Henry tirerà i fili di un piano malvagio che culminerà nel tentativo di fondere Abisso e Terra in un’unica, terrificante realtà.
Personaggi, vecchi e nuovi, la vera anima della serie
La quinta stagione si concentra inoltre in modo profondo sui personaggi, da sempre il vero cuore pulsante della serie. Accanto al gruppo storico di amici, vengono introdotti nuovi volti che impariamo a conoscere e ad apprezzare; dalla sorella di Mike e Nancy, Holly, al goffo ma sorprendentemente carismatico Derek, fino alla spietata Dottoressa dell’esercito, Kay, interpretata da una sempre superba Linda Hamilton. A completare il quadro, il ritorno di Kali, la sorella di Undici, apparsa brevemente nella seconda stagione.
Holly, insieme ad altri bambini, diventa per diverse puntate una preda di Vecna, rivelandosi una pedina fondamentale del suo piano. La giovane affronta una vera e propria trasformazione: da bambina paurosa si evolve in una ragazza coraggiosa, sempre più consapevole dei propri mezzi.
La vera rivelazione della stagione, però, è senza dubbio Derek. Bambino inizialmente un po’ emarginato a causa del suo aspetto fisico, trova nell’essere scurrile e impertinente la sua armatura emotiva. Proprio questo atteggiamento diventa la sua forza, regalando, a mio parere, le migliori battute dell’intera stagione, rivolte a Vecna.
Passa invece in secondo piano Undici, che per gran parte della stagione perde il ruolo di personaggio centrale, salvo poi riprenderselo prepotentemente nell’ultima parte dell’episodio conclusivo. Il focus narrativo torna infatti su Will (Noah Schnapp) il personaggio da cui tutto è iniziato.
Dopo aver perso centralità nel corso delle stagioni (se si esclude il legame con il Mind Flayer), i Duffer scelgono di riportarlo al centro della storia, permettendoci di scoprire un suo lato intimo che nella quarta stagione avevamo solo potuto intuire.
Questo percorso culmina in un discorso toccante ed emozionante, pronunciato davanti ai suoi affetti più cari, poco prima della battaglia decisiva. Una scelta narrativa che non ha convinto tutti, giudicata da alcuni anacronistica, ma che secondo me arriva nel momento perfetto: Will si libera finalmente delle sue paure, ovvero dell’unica arma che Vecna può usare per manipolarlo. Senza paura, Will diventa l’elemento imprevisto, l’arma in più che Vecna non aveva calcolato: lo Stregone di D&D.
Sono strutturati con grande cura anche tutti gli altri rapporti, che si assestano gradualmente nel corso della stagione per trovare poi una degna conclusione.
Dustin (Gaten Matarazzo) parte cupo e attaccabrighe, quasi distante dal gruppo, ancora segnato dal lutto mai superato per Eddie. Grazie soprattutto ai confronti con Steve (Joe Keery), riesce però a riavvicinarsi a lui, ricostruendo quella coppia che abbiamo imparato ad amare.
Hopper comprende finalmente che Undici non potrà essere protetta per sempre e che dovrà, prima o poi, affrontare da sola decisioni difficili.
Nancy e Jonathan, invece, riescono finalmente a dirsi tutto ciò che non hanno mai sopportato l’uno dell’altra. Realizzano che a tenerli uniti non era più l’amore, ma gli eventi catastrofici vissuti negli ultimi anni, e arrivano persino a una sorta di “non proposta” di matrimonio mentre, letteralmente, il mondo intorno a loro sta crollando.
La storia di Henry prima di divenire Vecna, meritava più spazio nella serie?
L’unico aspetto su cui, forse, la serie non si sofferma a dovere è il passato di Henry (Jamie Campbell Bower), prima di diventare cavia del dottor Brenner e, successivamente, Vecna.
Il suo passato ci viene raccontato attraverso alcuni flashback nella quarta stagione, ma in questa quinta non viene approfondito quanto avrebbe meritato. Scopriamo che nella sua mente si nascondono ricordi traumatici, trasformati in veri e propri luoghi rifugio, ma la loro introspezione resta piuttosto superficiale, se non in un breve momento a metà stagione.
Al contrario, questo lato viene analizzato in maniera molto più approfondita nello spettacolo teatrale, rivelatosi canonico e fondamentale per comprendere appieno la sua storia. Un aspetto che è stato anche oggetto di critiche da parte di molti spettatori, che hanno imputato ai fratelli Duffer la scelta di non portare sullo schermo quanto mostrato sul palco, privando così la serie di un quadro completo della psicologia di Henry.
Perché Henry/Vecna è, a suo modo, anche una vittima: vittima del Mind Flayer, degli esperimenti e dei traumi infantili che hanno reso la sua anima fragile e plasmabile. Invece di opporsi, però, ha ceduto al fascino del male, convinto di diventare più potente, finendo per diventare inevitabilmente ancora più solo.
Alla fine, il vero motore di tutta l’opera è l’amicizia. Quell’amicizia che nasce tra i banchi di scuola e si rafforza con il tempo; che può sbocciare su un’altalena, diventare eterna durante una partita di Dungeons & Dragons o trasformarsi, col tempo, in amore. Perché, come già detto, la vera forza di Stranger Things non sono mai state solo le atmosfere anni ’80 o l’azione: la sua vera forza sono sempre stati i personaggi. Personaggi ai quali ci siamo affezionati, con cui abbiamo empatizzato e nei quali, forse, ci siamo anche riconosciuti.
Capitolo 8: la battaglia finale e un epilogo… commovente
Proprio per questo l’ultimo episodio si concentra sì sulla battaglia finale, forse un po’ sbrigativa, ma dedica quasi metà della sua durata alla conclusione e al commiato dei protagonisti. A mio parere, si tratta di un finale perfetto ed emozionante: una vera e propria lettera d’amore dei fratelli Duffer alla loro “creatura” e a noi spettatori che, per dieci anni, li abbiamo seguiti, attesi e amati.
Sono passati 18 mesi dagli eventi della battaglia finale. Hawkins è tornata alla normalità, senza più militari o basi a fare da sfondo alle strade della cittadina. Per i nostri ragazzi è arrivato il momento di lasciare l’adolescenza ed entrare nel mondo degli adulti. Sul tetto della radio del paese, Nancy, Robin, Steve e Jonathan si raccontano le loro nuove vite, lasciando intendere come i rapporti tra loro, complice la distanza, non siano più così frequenti. In una scena bellissima e malinconica, tra ricordi e sfottò, si promettono di incontrarsi almeno una volta al mese. Sappiamo tutti, loro per primi, che sarà una promessa difficile da mantenere: la vita prende spesso strade diverse e il tempo, gli impegni e le priorità non sempre giocano a nostro favore.
Ci sono poi altri protagonisti chiamati ad affrontare un’ultima grande sfida. Questa volta, il “nemico” è crescere.
Dopo aver ricevuto i diplomi, i nostri amici devono intraprendere il viaggio che li trasformerà in uomini e donne, ma non prima di aver concluso un’ultima partita a D&D. Il cerchio si chiude dove tutto è iniziato: nella stessa tavernetta in cui li avevamo visti per la prima volta sei anni prima. Qui Mike (Finn Michael Wolfhard), da vero Dungeon Master, immagina e racconta il futuro dei suoi amici: Max (Sadie Sink) e Lucas (Caleb McLaughlin) insieme come coppia, Dustin al college a fare ricerca, Will finalmente libero di vivere la vita che sogna, e lui stesso ancora intento a narrare storie.
C’è però un’ultima storia che Mike decide di raccontare: quella di Undici. Vuole credere che sia sopravvissuta all’esplosione finale del Sottosopra e che stia vivendo lontano da Hawkins, alla ricerca della propria indipendenza. In un emozionantissimo scambio di sguardi, tutti decidono di credere insieme a lui. Il tutto si chiude con lo sguardo malinconico ma sereno di Mike, mentre osserva il passaggio di consegne al tavolo di D&D, dove ora siedono Holly, Derek e altri nuovi amici, pronti a vivere nuove avventure.
Un viaggio lungo dieci anni che mi ha commosso ed emozionato. Perché, in fondo, la vita è davvero una gigantesca partita a Dungeons & Dragons: le sfide non mancano mai e non sempre i dadi sono dalla nostra parte.
Netflix
Road to Stranger Things 5: Stagione 4, il male si rivela e ha un nome: Vecna
Continuiamo la nostra Road to Stranger Things 5. E’ la volta della stagione 4 e il vero nemico della saga viene rivelato: il suo nome è Vecna
Pubblicato
2 mesi agoil
26 Novembre 2025Da
Doc. G
Siamo all’ultima puntata del riassunto delle stagioni precedenti di Stranger Things, che arriverà su Netflix domani, 27 novembre, con le prime puntate della quinta e ultima stagione.
Ma prima di immergersi nella stagione 4, consigliamo la lettura delle altre stagioni, di cui vi lasciamo di seguito i link:
Stagione 1 – Stagione 2 – Stagione 3
Stagione 4 – L’Hellfire Club

La quarta stagione di Stranger Things si apre diversi mesi dopo la battaglia allo Starcourt Mall, con il gruppo dei protagonisti ormai separato e profondamente segnato dagli eventi della terza stagione. La morte di Hopper, la perdita dei poteri di Undici e il trasferimento dei Byers in California hanno cambiato radicalmente gli equilibri, creando nuove distanze fisiche ed emotive.
Ma una nuova e oscura minaccia sta per abbattersi su Hawkins, la più terribile e inquietante mai affrontata dai protagonisti.
A Hawkins, la cittadina cerca di tornare a una sorta di normalità, anche se ferite e traumi sono ancora vivi. Max, in particolare, è devastata dalla morte di suo fratello Billy: si isola, si allontana dagli amici, soffre di incubi ricorrenti e di un senso di colpa che la consuma e il rapporto con Lucas, che fa parte della squadra di basket della scuola, è più incrinato che mai.
Dustin e Mike cercano in Dungeons & Dragons un po’ di normalità ed entrano a far parte dell’Hellfire Club, guidato dal carismatico e ribelle ‘metallaro’ Eddie Munson.

Nel frattempo i Byers e Undici in California…
Intanto Will e Jonathan, in California, cercano invece di ricostruirsi una quotidianità insieme a Joyce ed Undici.
La vita di Undici in California è tutt’altro che facile. Senza poteri e inserita in un nuovo contesto scolastico, la ragazza diventa vittima di bullismo da parte di un gruppo di compagni che non fanno altro che alimentare la sua frustrazione e la sua insicurezza. Le lettere che scambia con Mike dipingono un quadro molto diverso dalla realtà: finge di stare bene, di avere tanti amici, di essersi ambientata. Ma dentro di lei c’è un vuoto enorme, un senso di smarrimento che solo il ritorno dei poteri potrebbe colmare.

Una serie di omicidi e un nome che li collega: Vecna
Nel frattempo, a Hawkins avvengono eventi inquietanti. Chrissy Cunningham, una cheerleader molto popolare, comincia a essere perseguitata da visioni disturbanti: inquietanti figure demoniache, voci sussurrate, traumi del passato che tornano a galla in forma spaventosa.

Una sera, mentre cerca aiuto da Eddie Munson, Chrissy viene brutalmente uccisa nella sua roulotte da una forza invisibile che le spezza le ossa e le fa fluttuare nell’aria. La scena è talmente terrificante da evocare un nome che i ragazzi non avevano mai sentito prima: Vecna, un’entità del Sottosopra apparentemente dotata di intelligenza, coscienza e un potere letale capace di colpire le menti delle sue vittime.

La morte di Chrissy scatena il panico e un’ondata di sospetti: Eddie diventa il principale ricercato, considerato responsabile dell’omicidio. Dustin, Max, Lucas e il resto del gruppo non credono minimamente alla colpevolezza di Eddie.
Iniziano a indagare e scoprono presto che non si tratta di un assassino umano, ma di una forza sovrannaturale. Vecna sembra colpire persone con forti traumi o sensi di colpa, e Max, tormentata dall’ombra di Billy, si rende conto di essere potenzialmente la prossima.
Vecna continua a mietere vittime, ciascuna preceduta da giorni di visioni inquietanti: orologi a pendolo che marcano il tempo alla rovescia, voci, apparizioni mostruose. Il gruppo capisce che il Sottosopra non è più una creatura caotica e animalesca: ora c’è una mente strategica al comando.
Nancy e Robin decidono di indagare nella biblioteca e nelle archiviazioni della polizia locale, scoprendo un vecchio caso degli anni ’50: un uomo, Victor Creel, fu accusato di aver ucciso la sua famiglia in modo identico alle vittime di Vecna, parlando di un demone invisibile che li aveva tormentati. Nancy e Robin si recano in un ospedale psichiatrico per intervistarlo. Creel racconta che la sua famiglia fu massacrata da una presenza maligna, ma la sua storia venne liquidata come follia.
Hopper: dalla Russia con furore

Contrariamente a quanto tutti credono, Hopper è vivo, catturato e prigioniero in una base russa in Kamčatka. Qui affronta torture, lavori forzati e la desolazione della prigionia. Attraverso un contatto russo corrotto, riesce a mandare un messaggio a Joyce e Murray. Joyce, convinta che Hopper sia ancora vivo, parte subito per salvarlo insieme a Murray Bauman. La loro avventura li porta fino in Alaska e poi direttamente nella base russa, dove scoprono un segreto impressionante: i russi non solo custodiscono Hopper, ma stanno anche creando un’arena in cui soldati vengono fatti combattere contro un Demogorgone addestrato.

Hopper riesce a sopravvivere a questa terrificante creatura insieme ad altri prigionieri, mentre Joyce e Murray mettono in scena un’operazione disperata per liberarlo. Dopo numerosi pericoli, tradimenti e scontri, i due riescono finalmente a salvarlo, riunendo Hopper a Joyce in una delle sequenze emotivamente più intense dell’intera serie.
Il ritorno di Owens e il passato di Undici

In California, le cose sfuggono rapidamente di mano: Undici, dopo un episodio di bullismo culminato in uno scontro violento con la sua tormentatrice, viene prelevata da agenti federali e portata in un progetto segreto. Qui ritrova il dottor Owens, che le propone una possibilità: recuperare i suoi poteri e diventare di nuovo l’arma in grado di fermare ciò che sta devastando Hawkins. Per farlo, Undici deve tornare nel laboratorio dove tutto è iniziato, dentro un progetto segreto chiamato NINA, un enorme serbatoio sensoriale capace di farla rivivere ricordi repressi.

Nel laboratorio, Undici affronta un viaggio doloroso nel suo passato. Rivede la sua infanzia, gli esperimenti, le dinamiche con gli altri bambini dotati di poteri. Qui incontra un misterioso inserviente, Henry, un ragazzo taciturno e intelligente che sembra voler aiutarla. Man mano che i ricordi tornano, Undici scopre la verità: Henry non è altro che Uno, il primo bambino dotato di poteri mai usato dal dottor Brenner. È stato proprio lui a scatenare il massacro nel laboratorio anni prima, uccidendo tutti gli altri bambini. In uno scontro brutale, Undici lo ha respinto e, senza saperlo, lo ha lanciato nel Sottosopra attraverso un portale improvvisato.
Il segreto di Henry

È qui che avviene la rivelazione chiave dell’intera stagione: Henry è Vecna. Caduto nel Sottosopra, deformato dall’energia del mondo oscuro, ha trovato il modo di controllarlo e di plasmarlo, diventando una creatura ibrida, intelligente e assetata di vendetta. Il suo obiettivo ora è distruggere Hawkins e aprire un varco definitivo tra i due mondi, usando l’energia delle sue vittime per alimentare un’apocalisse imminente.
Max, corri su per quella collina…

A Hawkins, Max capisce di essere la prossima vittima. Le visioni la tormentano, il tempo stringe. In uno dei momenti più celebri della serie, Vecna la cattura mentalmente e la trascina nel suo mondo distorto. Grazie all’intervento di Dustin, Lucas e soprattutto di Steve, Robin e Nancy, Max riesce a fuggire ascoltando “Running Up That Hill” di Kate Bush, che la riporta alla realtà. Rivediamo uno dei momenti più intensi dell’intera serie.
Ma la ragazza sa che questa è solo una tregua.
Il piano di Vecna e il drammatico finale di stagione

La parte finale della stagione è una corsa contro il tempo. Nancy, catturata da Vecna e poi liberata, scopre il suo piano: uccidere quattro vittime per aprire un varco gigantesco. Max decide allora di offrirsi come esca per attirarlo e dare al gruppo un’opportunità per colpirlo. I ragazzi elaborano un piano articolato, divisi su più fronti: Nancy, Steve e Robin affronteranno Vecna nella sua tana nel Sottosopra; Eddie e Dustin distrarranno le creature con un’epica esecuzione musicale; Lucas e Erica proteggeranno il corpo di Max; Undici, tramite NINA, tenterà di entrare nella mente di Max per proteggerla dall’attacco.

Il piano però non va come previsto. Vecna è troppo potente e riesce a catturare Max nel suo mondo mentale, torturandola con i ricordi più dolorosi. Eddie, nel frattempo, si sacrifica eroicamente per guadagnare tempo, affrontando una legione di pipistrelli del Sottosopra.

Nancy, Steve e Robin riescono a ferire gravemente Vecna, ma non a ucciderlo. Undici, pur riuscendo a combatterlo nella mente di Max, non arriva in tempo per impedirgli di completare il suo rituale. Max muore tra le braccia di Lucas.

La morte di Max rappresenta la quarta e ultima vittima. Il piano di Vecna funziona: enormi crepe si aprono nella città, unendo il mondo reale al Sottosopra. Hawkins viene devastata da un terremoto catastrofico, mentre da sotto la superficie si diffonde una misteriosa oscurità. Undici, devastata, riesce a riportare Max in vita, ma la ragazza rimane in coma, senza alcun segno di ripresa.

La stagione si chiude con una sequenza finale cupa e apocalittica: il gruppo è finalmente riunito a Hawkins, Hopper è tornato, ma la città è in rovina. Una neve oscura cade dal cielo. Dal terreno emergono vortici di morte, e in lontananza si può vedere il Sottosopra che sta lentamente invadendo il nostro mondo. Vecna non è morto, è solo ferito. E Hawkins, per la prima volta, è sull’orlo della distruzione totale.

E con questo non vi resta che attendere domani per l’inizio del gran finale di Stranger Things!
In Italia, i primi quattro episodi della quinta stagione saranno disponibili su Netflix dal 27 Novembre 2025, i successivi tre arriveranno il 26 Dicembre 2025 e il finale verrà rilasciato il 1 Gennaio 2026.
Un ringraziamento speciale va a Rico Jr, illustratore e poster artist, dal quale abbiamo preso ispirazione per la copertina di questo articolo e anche dei precedenti. Seguitelo su Instagram!
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