Recensioni
The Corny Awards: le nostre 5 serie TV preferite del 2025
Apple TV conferma la sua leadership in termini di originalità e qualità con serie innovative e coinvolgenti come Pluribus e ritorni tanto attesi come Severance
Quante ore abbiamo passato davanti a uno schermo quest’anno guardando le nostre serie preferite? Tante, forse troppe. Non abbastanza, comunque, per poter guardare ogni serie TV pubblicata in questi dodici mesi. Ed è per questo che quella che segue non è una classifica assoluta, bensì un ranking che si applica alle serie che noi abbiamo guardato quest’anno.
In questo articolo proponiamo quindi la top 5 delle serie TV del 2025, secondo popcornerd.it.
Questo è The Corny Awards: le nostre 5 serie TV preferite del 2025.
5. Peacemaker, stagione 2
Questa seconda stagione ha inizio con una scoperta che cambierà le sorti di Chris: il portale multidimensionale, che gli dà accesso ad altre 99 realtà parallele alla sua, lo porta in un universo nel quale suo padre, The White Dragon, e suo fratello sono vivi, e i tre insieme formano un trio di supereroi rispettati e benvoluti da tutti. È in questo limbo multidimensionale che i due Peacemakers, provenienti da universi diversi, si scontrano, e il secondo – quello dell’universo parallelo – ha la peggio.
Dopo giorni passati a riflettere su quanto la sua vita sia allo sbando – non è visto come un vero supereroe dalla Justice League e Harcourt non ricambia i sentimenti che lui prova per lei – Chris decide di andare a vivere nell’altra dimensione, visto che ora c’è un “posto vacante” come Peacemaker.
Questa decisione detta gli avvenimenti dell’intera stagione tra colpi di scena e momenti esilaranti.
4. Stranger Things vol. 1 & vol. 2, stagione 5
La serie che tutti aspettavano. Finalmente tutte le domande, come cos’è il Sottosopra e qual è l’obiettivo di Vecna, otterranno una risposta. Come anticipato dai Duffer Brothers, sarà un Natale che non dimenticheremo.
Volume 1 (episodi 1-4) e Volume 2 (episodi 5-7) ci hanno dato un assaggio di un finale tanto atteso e, per questo, la serie si guadagna la quarta posizione in classifica. Non l’abbiamo inserita sul podio perché è ancora in corso e merita una valutazione più approfondita una volta conclusa.
Disponibile su Netflix.
3. Pluribus, stagione 1 🥉
Carol Sturka è una delle pochissime persone immuni a un misterioso “virus” che ha colpito quasi tutta la popolazione mondiale. Fa tutto ciò in suo potere per far tornare le cose com’erano.
Non vogliamo svelare troppo su questa nuova serie targata Apple TV, creata da Vince Gilligan, il nome dietro Breaking Bad. Possiamo però dire che Pluribus non manca di originalità né di momenti di autentica suspense. Guardatela.
Disponibile su Apple TV.
2. The Bear, stagione 4 🥈
Il ristorante lotta per sopravvivere alla scadenza imposta da zio Jimmy, mentre Carmy affronta una crisi personale e professionale tra la pressione della stella Michelin e recensioni contrastanti. Intanto il percorso di crescita di Richie, Sydney e Marcus culmina in un intenso episodio che fa da preludio a tanti cambiamenti.
Il tema della famiglia è fondamentale in questa quarta stagione ed emerge con forza nel settimo episodio, Bears. Carmy, Richie e gli altri partecipano a un matrimonio che diventa un momento di confronto sincero, dove verità nascoste vengono a galla e ferite aperte iniziano a guarire.
È un episodio intenso e intimo, che rallenta il ritmo per concentrarsi sui personaggi e sui loro legami. La reunion dei Bears è un momento di pura magia, capace di emozionare e ricordarci perché questa serie riesce a colpire così nel profondo.
Disponibile su Disney+.
1. Severance, stagione 2 🥇
Per chi non la conoscesse, Severance (Scissione) racconta la storia di una compagnia che separa chirurgicamente i ricordi dei dipendenti tra vita lavorativa e vita privata, dando vita a un inquietante esperimento sull’identità, il controllo e il libero arbitrio.
Descrivere la seconda stagione in poche righe è davvero un’impresa ardua. In questi 10 episodi otteniamo finalmente alcune risposte (non troppe, ma abbastanza per non impazzire) alle domande lasciate in sospeso dal finale al cardiopalma della prima stagione.
Non siamo sicuri di quanto possiamo rivelare, nel caso alcuni di voi non l’abbiano ancora vista: sarebbe davvero un peccato spoilerarvi questa serie. Quello che possiamo dire, però, è che se siete alla ricerca di una storia ricca di suspense, misteri e domande… l’avete trovata. Severance vale sicuramente il prezzo dell’abbonamento mensile ad Apple TV.
Disponibile su Apple TV.
Un 2025 decisamente interessante.
Ed ora tocca a voi, i nostri lettori, farci sapere quali sono state le serie TV che hanno segnato il vostro 2025.
Grazie per aver letto questo speciale The Awards. Se l’articolo vi è piaciuto e volete leggere altri contenuti simili, continuate a seguire popcornerd.it.
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Cinema
Il Diavolo Veste Prada 2 va visto in una sala piena
Il Diavolo Veste Prada 2 è un sequel fatto bene. Brillante, attuale, a tratti riflessivo, è un film che va visto in una sala piena.
Moderno, emozionante, profondo. Potremmo definire così il sequel de Il Diavolo Veste Prada.
In questo secondo capitolo vediamo Andrea “Andy” Sachs, interpretata da Anne Hathaway, 20 anni dopo la sua esperienza nel magazine di moda RUNAWAY. È una giornalista affermata e premiata, sempre estremamente appassionata del suo lavoro e soprattutto attenta all’etica. Questa è una chiave importante all’interno dello svolgimento della storia.
Per colpa, o per fortuna, viene richiamata a RUNAWAY, che è ancora guidato da una meravigliosa Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly.
Miranda e Andrea negli anni hanno dovuto – nolenti o volenti – mettersi al passo dei tempi, seguire le innovazioni del mondo giornalistico. Dalla carta stampata, all’online, alle applicazioni fino al futuro e al confronto con l’Intelligenza Artificiale.
A proposito di questo ci sarà una battuta estremamente riflessiva e toccante sul finale del film, per cui prestate particolare attenzione.
Fattore nostalgia e nuove generazioni
Uno degli aspetti affrontati dal film è proprio quello di mettersi in gioco, a confronto con le nuove generazioni, rimanendo sulla cresta dell’onda, senza lasciarsi affossare.
I più giovani non sono però demonizzati, anzi, vengono visti come una risorsa.
Dall’assistente sulla sedia, all’assistente di Andrea, la nuova generazione è pronta a mettersi in gioco.
Importante e quasi trainante nella prima parte del film è il fattore nostalgia, questo però senza esserne eccessivamente legato o confinato. Come a darvi il benvenuto in questo nuovo capitolo.
Sono dettagli e sfumature, che vi faranno dire: “Guarda, quell’ambulante riprende la scena delle cinture completamente diverse.” Dettagli curati e sottili, che fanno la differenza tra un money grab e un omaggio ai fan.

Il Diavolo Veste Prada 2, Simone Ashley è Amira
Citazioni iconiche in arrivo
Quello che segue nella storia è una sorpresa dopo l’altra tra risate e frasi che fanno riflettere:
“Hai voluto questo lavoro? Hai ottenuto questo lavoro? Fai in modo di ottenere il risultato.” Frase parafrasata di Nigel, interpretato sempre da Stanley Tucci, a Andrea, a tratti ispirazionale, a tratti tossica.
Miranda deve fare i conti anche con questo: se 20 anni fa poteva lanciare i cappotti sulle scrivanie delle collaboratrici, adesso deve fare i conti con le risorse umane del 2026.
In questo viene in suo aiuto Amari, una perfetta Simone Ashley, che durante le riunioni la redarguisce su frasi che non può più dire, come quando qualcuno nomina… i marsupi. Vi lascio immaginare la reazione di Miranda.
Frasi e stralci ispirazionali e frasi che porteremo con noi tutti i giorni:
“I carboidrati condivisi non contano”.
Qual è il contenuto?
L’etica abbiamo detto farà parte della storia.
Questo perché, come nel primo film, si pensa a RUNAWAY o altri magazine di settore, come contenitori vuoti, senza anima.
Andrea servirà un po’ a portare questo, con articoli sulla NASA o argomenti che potrebbero avvicinare lettori di altro tipo alla rivista.
All’inizio sembra quasi una sconfitta, i suoi titoli generano engagement online, ma quanti vengono letti veramente?
È un po’ una metafora dei tempi che viviamo: ci fermiamo alla superficie senza approfondire.
Io per prima passo le serate a ‘doom scrollare’ TikTok piuttosto che fare qualsiasi altra cosa.
Come facciamo a rompere il cerchio? Sto divagando, però un buon modo per uscire dall’algoritmo potrebbe essere quello di andare a vedere Il Diavolo Veste Prada 2 al cinema.

Il Diavolo Veste Prada 2, i protagonisti
Sì al budget
Milano è la grande protagonista della seconda parte del film, tra il Duomo, Pinacoteca di Brera e Villa Arconati.
L’aumento di budget si percepisce: riprese con i droni, ville, macchine private e barche tra Como e Milano…
Tantissimi camei imperdibili, sia americani che italiani; Law Roach, lo stilista di Zendaya, Amelia Dimoldenberg, la presentatrice di Chicken Shop Date, Donatella Versace e… anche lui. Michele Morrone al suo più grande cameo. Seduto, senza battute, di fianco a Miranda Priestly.
Ecco, forse Amari non mi avrebbe fatto scrivere questo.
Il Diavolo Veste Prada 2 è un sequel fatto bene
Il Diavolo Veste Prada 2 correva un grandissimo rischio, poteva essere un grosso buco nell’acqua e invece non lo è stato.
Soprattutto per come è stato montato il primo trailer con un possibile invecchiamento un po’ troppo repentino di Miranda, che non si ricorda di Andy e Emily, capiamo poi che è semplicemente lei che fa fatica a ricordare i nomi.
Per reference, riportate alla mente la scena della serata di RUNAWAY, in cui si deve far suggerire i nomi di tutti.
Lo snaturamento dei personaggi non c’è stato. Sono cresciuti, quello sì.
L’ho trovato brillante, attuale, a tratti riflessivo e al passo con i tempi, specchio perfetto della società in cui viviamo oggi.
Si tratta di un film che va visto al cinema, per lo spirito di comunità che si porta dietro e per ridere insieme delle battute.
Un fenomeno culturale e pop che vi trascinerà con sé.
VOTO POPCORNERD: 9/10
Fumetti
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