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Dal Polo Sud al Polo Nord: la docuserie con Will Smith a gennaio su Disney+

Su Disney+ è in arrivo a gennaio Dal Polo Sud al Polo Nord, la docuserie con protagonista un inedito Will Smith

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Su Disney+ sta per arrivare una nuova docuserie che vedrà protagonista Will Smith in un inedito viaggio negli ambienti più estremi della Terra, dal titolo Dal Polo Sud al Polo Nord. Ecco il comunicato stampa della piattaforma che condividiamo con i nostri lettori.


DAL POLO SUD AL POLO NORD CON WILL SMITH

UN VIAGGIO ATTRAVERSO GLI AMBIENTI PIÙ ESTREMI DEL PIANETA NELLA NUOVA SERIE NATIONAL GEOGRAPHIC

La docuserie in sette episodi debutterà in streaming il 14 gennaio su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti.

È prodotta da Westbrook Studios, Nutopia e Protozoa Dal Polo Sud al Polo Nord, Will Smith partecipa a sette imprese straordinarie alla scoperta dei segreti degli ambienti più estremi della Terra, spingendo al limite la sua resistenza mentale e fisica.

Questo gennaio, Will Smith accompagnerà il pubblico in un viaggio alla scoperta del mondo nella nuova serie originale National Geographic Dal Polo Sud al Polo Nord con Will Smith. La docuserie, composta da sette episodi, debutterà in streaming il 14 gennaio su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti. Realizzata in cinque anni, la serie segue Will Smith attraverso tutti e sette i continenti, dai campi di ghiaccio dell’Antartide alle giungle dell’Amazzonia, alle montagne dell’Himalaya, ai deserti dell’Africa, alle isole del Pacifico, fino agli iceberg dell’Artico.

Ispirato dal suo defunto mentore a rispondere alle grandi domande della vita, Will Smith si lancia in sfide incredibili per 100 giorni: sciare al Polo Sud, catturare un’anaconda gigante, estrarre il veleno da una tarantola, scalare montagne e immergersi sotto i ghiacci del Polo Nord. Si avventurerà da un polo all’altro in compagnia di scienziati, esploratori ed esperti locali.

Raccontata attraverso immagini spettacolari, un accesso e un’autenticità che solo National Geographic può offrire, questa avventura irripetibile unisce scienza all’avanguardia, storytelling ambientale ed esplorazioni audaci. Guidato da esperti, scienziati ed esploratori, Will Smith contribuisce a scoperte scientifiche senza precedenti e stringe profondi legami umani, dalla comunità Waorani dell’Amazzonia al popolo San del Kalahari, la cui conoscenza e resilienza offrono potenti lezioni sul nostro futuro sul pianeta. Dal Polo Sud al Polo Nord con Will Smith è un’impresa epica globale caratterizzata da resistenza, meraviglia e speranza.

Questo viaggio è stato diverso da qualsiasi altro io abbia mai fatto: a volte ho temuto di non riuscire a tornare a casa. Mi ha portato alla scoperta non solo dei confini del pianeta, ma anche di alcune delle persone più straordinarie che lo abitano”, ha affermato Will Smith. “Dal ghiaccio più freddo alle giungle più profonde, la bellezza del nostro mondo ha ispirato ogni mio passo con stupore e speranza”.

Con Dal Polo Sud al Polo Nord con Will Smith invitiamo il pubblico a vedere il nostro pianeta attraverso gli occhi di Will, con tutta la meraviglia, l’umorismo e l’umanità che lui infonde in ogni esperienza”, ha dichiarato Tom McDonald, EVP, Content, National Geographic. “È un’avventura emozionante che incarna ciò che National Geographic sa fare meglio: unire una fotografia mozzafiato, uno storytelling potente e una comprensione profonda di come funziona il nostro mondo e perché è così importante”. Ecco il trailer:

Di seguito gli episodi:

  • “Il Polo Sud” disponibile dal 14 gennaio su Disney+

Will Smith si dirige verso il Polo Sud, dove le temperature possono scendere sotto i 73°C. Sciando e camminando attraverso vasti campi di ghiaccio, si trova di fronte a una gigantesca parete di ghiaccio battuta da venti gelidi e lotta per raggiungere la cima. Solo con l’aiuto di uno dei migliori atleti polari al mondo, Richard Parks, riesce nell’impresa. In una delle stazioni di ricerca più isolate del pianeta, gli scienziati prelevano carote di ghiaccio dalle profondità della superficie e compiono incredibili sacrifici per portare avanti le loro ricerche.

  • “L’Amazzonia: Creature Mortali” disponibile dal 14 gennaio su Disney+

Will, un uomo che ha sempre avuto paura dei ragni, si avventura nelle profondità dell’Amazzonia ecuadoriana in una spedizione alla ricerca di creature letali. Insieme al professor Bryan Fry e alla scalatrice locale Carla Perez, si calano con una corda per 60 metri in una rete di grotte conosciuta come “the womb of the Earth”, dove scoprono una tarantola gigante. Utilizzando tecniche all’avanguardia, estraggono il suo veleno, che potrebbe essere la chiave per salvare milioni di vite.

  • “L’Amazzonia: Acque Oscure” disponibile dal 14 gennaio su Disney+

Will, Bryan e Carla si uniscono all’anziano Waorani, Penti Baihua, in Amazzonia, alla ricerca del serpente più grande del mondo: l’anaconda verde gigante. Con molta attenzione, rimuovono una sola squama dalla pelle del serpente lungo oltre cinque metri. La paura di Will si trasforma in sollievo, poi in gioia. Quella singola squama può rivelare lo stato di salute dell’intero ecosistema, fondamentale per il futuro sia della fauna selvatica che dei Waorani.

  • “Gli Himalaya” disponibile dal 14 gennaio su Disney+

Will intraprende un viaggio profondamente intimo nel regno del Bhutan alla ricerca del segreto della felicità. Guidato dall’esperto di felicità, il professor Dacher Keltner, e dallo scrittore locale Tshering Denkar, raggiunge uno dei villaggi più alti e felici dell’Himalaya, a 4.000 metri di altitudine. Lì affronta alcuni dei momenti più difficili della sua straordinaria vita e carriera.

  • “Le Isole del Pacifico” disponibile dal 14 gennaio su Disney+

Insieme alla linguista Mary Walworth e all’ecologo marino locale John Aini, Will parte per il Pacifico meridionale in una spedizione verso un’isola remota minacciata dall’innalzamento del livello del mare. Mentre documentano una lingua perduta parlata solo da cinque persone, quella che inizia come un’esplorazione di un incredibile paradiso marino si trasforma per Will in un viaggio davvero rivelatore sulla sua storia personale.

  •  “Il Deserto del Kalahari” disponibile dal 14 gennaio su Disney+

Will si addentra nel deserto del Kalahari per incontrare il popolo San, uno dei più antichi gruppi di cacciatori-raccoglitori della Terra. Per scoprire il segreto del loro duraturo successo, deve unirsi a loro in una battuta di caccia in uno dei luoghi più inospitali del pianeta. Guidato dalla guida locale San, Kane Motswana, non ci vuole molto prima che Will si renda conto di essere del tutto inadatto a questa avventura.

  • “Il Polo Nord” disponibile dal 14 gennaio su Disney+

L’ultima tappa dell’avventura di 100 giorni di Will è la sua missione più pericolosa: immergersi sotto il ghiaccio del Polo Nord e aiutare l’ecologo polare Allison Fong a raccogliere campioni scientifici unici al mondo. Ma quando una tempesta di neve e un guasto meccanico mettono in crisi la missione, Will impara cosa serve per essere un eroe nella vita reale.

Dal Polo Sud al Polo Nord con Will Smith è prodotto da Westbrook Studios, Nutopia e Protozoa per National Geographic. Will Smith è protagonista ed executive producer. Per Westbrook, Terence Carter e Miguel Melendez sono executive producer. Per Nutopia, Jane Root e Peter Lovering sono executive producer e Tom Williams è co- executive producer. Per Protozoa, Darren Aronofsky e Ari Handel sono executive producer. Per National Geographic, Sean D. Johnson e Bengt Anderson sono executive producer, mentre Tom McDonald è executive vice president of Content. Dopo One Strange Rock e Benvenuto sulla Terra, Dal Polo Sud al Polo Nord con Will Smith è il terzo progetto di Will Smith con National Geographic.

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Daredevil: Born Again S2: Recensione – Solo il Diavolo può salvare questa città

Abbiamo visto in anteprima la nuova stagione di Daredevil: Born Again. Preparatevi perché il viaggio del Diavolo di Hell’s Kitchen in questi 8 episodi, sarà tutt’altro che semplice

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Solo il Diavolo può salvare New York. Se avete visto la prima stagione di Daredevil: Born Again, ricorderete che, nel finale, il sindaco Wilson Fisk aveva messo fuorilegge i vigilanti e che la speciale Task Force Anti Vigilante da lui istituita si preparava a mettere a ferro e fuoco la città con ogni mezzo, pur di dare la caccia a Daredevil e a ogni presunto “eroe” in costume. Ripeto: con ogni mezzo.

Uno scenario decisamente drammatico, che faceva presagire un level up d’intensità per la seconda stagione dello show più maturo dei Marvel Studios, con protagonisti Charlie Cox (Matt Murdock/Daredevil) e Vincent D’Onofrio (Wilson Fisk/Kingpin). Beh… il salto di qualità c’è stato. Eccome.

Serie molto attesa dai fan e secondo show del 2026 del MCU dopo Wonder Man, la seconda stagione di Daredevil: Born Again è finalmente arrivata su Disney+, con un obiettivo chiaro: offrire allo spettatore un prodotto ancora più maturo e spettacolare, lasciando intendere che questo potrebbe essere un anno particolarmente cupo per i personaggi dei Marvel Studios.

All’orizzonte, infatti, si profila Avengers: Doomsday, che non sembra promettere lieti fini.

Dietro ai nuovi episodi di Daredevil: Born Again troviamo ancora una volta lo showrunner Dario Scardapane, che fin dalla prima stagione ha cercato di recuperare le atmosfere della fortunata serie Netflix, osannata dai fan prima che il Diavolo di Hell’s Kitchen approdasse agli Studios di Kevin Feige.

Anche in questa stagione si percepisce il contributo di Brian Michael Bendis, veterano del fumetto crime e autore di una run fondamentale sulla serie regolare di Daredevil, qui nel ruolo di consulente per garantire che le atmosfere noir, cardine della sua gestione a fumetti, venissero rispettate anche nei nuovi episodi. E questo non può che essere un elemento positivo per gli amanti dello show.

Non è un segreto, né tantomeno uno spoiler, il graditissimo ritorno della Jessica Jones di Krysten Ritter, annunciato l’anno scorso durante il New York Comic-Con, per la quale sembra non essere passato il tempo, nonostante siano trascorsi quasi sette anni dalla sua ultima apparizione. Nei nuovi episodi la vedremo affiancare Daredevil, confermando come, quanto accaduto negli show pre-MCU, non sia stato cancellato, ma rappresenti a tutti gli effetti il passato di questi personaggi.

Dopo aver visto in anteprima l’intera seconda stagione, posso dire che lo show ha rispettato le aspettative di molti spettatori: fan dei Marvel Studios, nostalgici delle serie Netflix o semplicemente lettori dei fumetti dedicati al “Cornetto”, come viene affettuosamente chiamato in Italia.

Daredevil: Born Again – la discesa continua verso l’inferno di N.Y.

Quello che succede a New York è letteralmente l’inferno. Wilson Fisk è il sindaco di una città in continuo declino e degrado e, grazie al supporto della sua Task Force personale anti-vigilanti, porta avanti i suoi loschi traffici illegali.

Al contempo, continua la caccia a Daredevil e alla sua compagna Karen Page (Deborah Ann Woll), entrambi fuggiaschi e ricercati. E, di fatto, l’unica nota positiva di questa situazione per Matt è il ritorno accanto alla sua amata Karen, con cui i rapporti si erano incrinati dopo la morte di Foggy Nelson (Elden Henson) nell’episodio di apertura della prima stagione.

Daredevil con un nuovo costume nero che sfoggia, finalmente, le due ‘D’ sul petto, cerca di sopravvivere e, allo stesso tempo, di mettere i bastoni tra le ruote agli affari criminali dei Fisk: Wilson e la moglie Vanessa (Ayelet Zurer).

La ricerca di prove che possano incriminare il sindaco è una lotta contro il tempo per Matt, considerando che le forze speciali di Fisk, capitanate dal folle poliziotto Powell, sono dei cani sciolti pronti a tutto pur di catturare Daredevil e proteggere il loro datore di lavoro: anche arrestare innocenti che cercano di opporsi alla “dittatura” di Fisk. Perché di questo si tratta.

Parallelamente, si sviluppano le storie degli altri personaggi già comparsi nella prima stagione: è imminente il processo a Jacques Duquesne (Tony Dalton), alias lo Spadaccino, vigilante arrestato nella stagione precedente; la psicologa Heather Gleen (Margarita Levieva), ex amante di Matt, è ancora sotto shock dopo essere stata quasi uccisa da Muse; il giovane vicesindaco Daniel Blake (Michael Gandolfini) è combattuto per il suo rapporto con la giornalista e amica BB Urich (Genneya Walton), mal visto ai piani alti; e la giovane Angela del Toro (Camila Rodriguez) cerca di portare avanti l’eredità di Hector Ayala / Tigre Bianca, assassinato a sangue freddo da un mitomane nella stagione 1.

In un contesto in cui la tragedia è dietro ogni angolo, la verità è una sola: solo Daredevil può salvare Hell’s Kitchen e l’intera New York dalle grinfie di Fisk. Ma non può farcela da solo. Ha bisogno di aiuto.

Più una ‘seconda parte’ che una stagione 2

I nuovi episodi di Daredevil: Born Again riprendono il filo esattamente da dove era stato lasciato. Chi dovesse salire a bordo della serie con questi nuovi episodi difficilmente riuscirà a comprendere gran parte di ciò che accade.

Questo perché non siamo di fronte a una vera e propria seconda stagione, ma a una “seconda parte” di una storia molto più ampia, inizialmente concepita dalla produzione e dagli Studios come un unico arco di 18 episodi. In seguito, però, si è deciso di tornare sui propri passi e di suddividere gli eventi in due stagioni. E posso dire che la direzione presa dai Marvel Studios è stata, senza ombra di dubbio, sensata.

Quello che accade nella prima e nella seconda stagione di Born Again aveva bisogno di tempo per sviluppare trame e personaggi, e la scelta di non condensare tutto in un’unica stagione si è rivelata, a conti fatti, vincente. La seconda stagione porta avanti quanto costruito negli episodi precedenti, permettendo ai personaggi di evolversi in maniera coerente e dando il giusto spazio sia alla loro crescita sia agli eventi chiave della narrazione.

Una trama più cupa e cruda, che parte piano e finisce forte

Se nella prima stagione il tasso di violenza, adrenalina e drammaticità era alto, questi nuovi episodi alzano decisamente tono e livello, con sequenze molto più cupe e combattimenti più crudi dalle coreografie spettacolari, in cui il sangue non viene certo risparmiato.

Ma, come un buon piatto, anche questa stagione di Born Again è stata pensata dai suoi autori per essere gustata e assaporata, così da vivere appieno l’esperienza di Hell’s Kitchen e, soprattutto, rimediare ad alcuni errori commessi nella prima stagione (come la gestione del personaggio di Muse e la sua frettolosa uscita di scena).

I primi episodi partono più lentamente, senza rinunciare a ottime scene d’azione, ma concentrandosi principalmente sullo status quo dei personaggi e sulle loro storie. Soprattutto, l’attenzione si sposta sulla città, considerabile a tutti gli effetti un personaggio, per come viene descritta e fatta “vivere” allo spettatore episodio dopo episodio.

Come detto, per sviluppare certe trame serve tempo, e la produzione guidata da Scardapane si prende tutto quello necessario per portare avanti le storie dei personaggi, fino a farle confluire in un evento specifico che rappresenta un crocevia fondamentale per il prosieguo della narrazione (e per l’aumento vertiginoso dell’intensità della serie).

Perché, dopo aver scaldato i motori, Born Again parte in quarta, alzando l’asticella episodio dopo episodio, reintroducendo o dando maggiore spazio a personaggi amati, fino a raggiungere un climax e una potenza scenografica e visiva davvero notevoli.

Chi ha apprezzato le atmosfere e i toni cupi di The Batman e The Penguin della “scuderia” opposta potrebbe sentirsi decisamente a suo agio con questa seconda parte di Daredevil: Born Again dei Marvel Studios. Il consiglio, quindi, è uno solo: pazienza.

Una Task Force, che non va molto lontano dalla realtà

In Daredevil: Born Again S2, protagonisti spietati e senza scrupoli per l’intera stagione sono i componenti della Task Force Anti Vigilante di Wilson Fisk, guidati dall’inarrestabile agente Powell.

Creata dal sindaco nella prima stagione, questa unità speciale, il cui scopo ufficiale sarebbe quello di far rispettare la legge e arrestare i vigilanti, prende progressivamente consapevolezza del potere e della libertà di cui dispone, mettendo in secondo piano la giustizia democratica per promuovere esclusivamente gli interessi di Wilson Fisk.

Composta da agenti fuori controllo che, invece di infondere sicurezza, seminano terrore tra i cittadini, mi ha ricordato, purtroppo, da vicino la realtà e le azioni di alcuni elementi del team federale dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), che negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di sé nei notiziari e anche sui social.

Non vivendo negli Stati Uniti, l’unica percezione che si può avere è quella trasmessa dai media, ma quanto mostrato dalla Task Force all’interno degli episodi con violenza e uso illegittimo della forza non sembra, in alcuni casi, essere molto distante da episodi che hanno visto protagonisti alcuni agenti dell’ICE recentemente.

L’eterna lotta tra il Diavolo e il Re Bianco

Il lavoro fatto sui personaggi nella seconda stagione di Daredevil: Born Again è, senza ombra di dubbio, eccezionale. Ognuno ha una propria storyline che prosegue e lo porta verso un’evoluzione e una maturazione ben definite.

Partiamo dai due mattatori della serie: Matt Murdock e Kingpin. Anzi: Daredevil e Wilson Fisk. Già, perché nei nuovi episodi è molto più presente l’eroe in costume rispetto all’avvocato cieco di Hell’s Kitchen, così come Wilson Fisk, sindaco di New York, ha molto più spazio rispetto alla sua controparte criminale di Kingpin.

Il conflitto tra i due è aumentato non solo d’intensità, ma ha visto, nel corso del tempo, anche crescere il ‘ring’ dove si consuma lo scontro; dal quartiere di Hell’s Kitchen ci si è spostati all’intera città di New York, che si spacca totalmente in due fazioni, due schieramenti l’uno a favore del Diavolo e l’altro con il Re Bianco.

Si tratta di un dualismo che va ben oltre l’eterna lotta tra bene e male, un qualcosa che è entrato visceralmente all’interno di ognuno dei due personaggi.

Le parole di elogio per Charlie Cox e Vincent D’Onofrio sono le ennesime che contribuiscono a consacrare due ruoli in cui gli attori si muovono ormai con totale naturalezza. Il dualismo sullo schermo, che va avanti da anni, ben cinque stagioni su due piattaforme diverse, raggiunge il suo climax proprio nel corso dei nuovi episodi di Born Again.

Non voglio togliere alcun merito a Cox, come sempre bravissimo e perfetto sia come Daredevil sia come Matt Murdock, ma D’Onofrio giganteggia nei panni di Fisk: ogni espressione del volto, ogni movimento del corpo, ogni parola pronunciata è assolutamente calata nel personaggio. In questa stagione (in particolare nella seconda parte) siamo davanti alla migliore versione di Fisk che D’Onofrio potesse regalarci.

Piccola nota da tenere a mente: quando il buon Wilson indossa il vestito bianco, è il segnale che l’inferno sta per scatenarsi.

Tra ritorni e conferme: personaggi che crescono ed evolvono

Deborah Ann Woll è la vera “donna senza paura”. La sua Karen Page è cambiata notevolmente nel corso del tempo e quella che troviamo in Born Again 2 è una donna determinata, carismatica e dal forte temperamento, che non ha ancora superato la morte dell’amico Foggy, ma fa di tutto, insieme a Matt, per abbattere il regno di Fisk. Anche a costo di diventare una rivoluzionaria.

Molto sorprendente e inaspettata è anche l’evoluzione di Bullseye, interpretato egregiamente da Wilson Bethel, che torna (eccome se torna) ed è anche al centro di un paio di episodi della serie.

Quello televisivo, è un personaggio completamente agli antipodi rispetto al villain fumettistico sin delle origini “netflixiane”, ma in questa stagione prende una piega decisamente particolare, funzionando molto bene sia per il personaggio di Benjamin “Dex” Poindexter sia per la trama principale. Un villain in cerca, in qualche modo, di redenzione… ma stiamo sempre parlando di Bullseye.

Il ritorno di Jessica Jones è quello che “fa meno rumore” all’interno della stagione, nonostante il giustificato clamore per la sua apparizione. Krysten Ritter è ancora una volta perfetta e carismatica, ma (SPOILER) appare meno di quanto mi aspettassi. È anche vero che, quando compare sullo schermo, sono dolori per i suoi avversari.

Molto interessanti anche gli sviluppi dei personaggi secondari: la dottoressa Glenn trasmette allo spettatore uno stato costante di ansia e irrequietezza, segnato da una violenza da cui non è mai davvero uscita e che sembra risucchiarla sempre più nel baratro; il vice di Fisk, il giovane Blake, è un personaggio sorprendente e convincente, portato sullo schermo da un davvero bravo Michael Gandolfini (si vede che è figlio d’arte) che più va avanti e più ricorda nel modo di recitare il compianto padre James; e anche la giovane Angela del Toro, già vista nella prima stagione, ha una storyline che, per chi legge Daredevil, lascia intuire chiaramente quale futuro la attenda.

Collegamenti con i comics? Assolutamente sì

In ultima analisi, Daredevil: Born Again S2 attinge, e per fortuna, anche dai fumetti. E come potrebbe essere altrimenti, con Brian Michael Bendis come consulente?

Nonostante il titolo evocativo, all’interno di Born Again non si trova praticamente nulla del lavoro di Frank Miller, mentre è molto più evidente l’influenza del ciclo di Bendis. La sua run è, senza ombra di dubbio, un forte richiamo e una fonte d’ispirazione anche in questa stagione, soprattutto per due elementi chiave che si riflettono negli episodi finali e nel destino che riguarda Matt e il suo alter ego in costume.

Il costume nero, funzionale anche a livello visivo per restituire atmosfere più cupe e dark, richiama la suit indossata dall’eroe nel celebre ciclo di Charles Soule e Ron Garney, ma non solo (vi rimando all’articolo specifico in cui abbiamo parlato in maniera approfondita della nuova suit).

Infine, Devil’s Reign: nel crossover a fumetti, Daredevil sfidava il sindaco Fisk insieme a un manipolo di supereroi. Accadrà anche nella serie TV?

Perché guardare Daredevil: Born Again S2?

Quello che è arrivato su Disney+ è uno dei prodotti migliori del Marvel Cinematic Universe.

Se la prima stagione poteva presentare alcuni punti deboli e scelte discutibili, questa seconda stagione offre moltissime luci e poche ombre (nonostante i toni oscuri e dark). I difetti sono stati in gran parte corretti, tutti i nodi vengono finalmente al pettine e la trama scritta da Dario Scardapane colpisce per maturità e gestione dei personaggi.

Lo showrunner ha compreso ciò che il pubblico desiderava per il personaggio di Daredevil, spazzando via il ridicolo cameo in She-Hulk, e riportando sugli schermi Disney l’eroe e l’interprete che hanno reso popolare tra il grande pubblico l’avvocato cieco che combatte la malavita vestito da Diavolo. Ma non solo: è riuscito, a mio avviso, a raggiungere un livello qualitativo cinematografico, andando ben oltre il semplice prodotto da ‘serie per la TV’. Scenografia, musiche, costumi, combattimenti, luci, inquadrature e personaggi sono tutti tasselli che, uniti, rendono grande questo show.

Il finale conferma (ma era già stato annunciato) che ci sarà una terza stagione. E io non vedo l’ora di tornare a Hell’s Kitchen ancora una volta. Questa città ha bisogno del suo protettore. Ha bisogno di Daredevil. E noi telespettatori anche.


VOTO POPCORNERD: 9/10

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HANNAH MONTANA 20TH ANNIVERSARY SPECIAL: Ecco il trailer ufficiale!

Disney+ ha rilasciato il trailer ufficiale dell’attesissimo Hannah Montana 20th Anniversary Special, che arriverà il 24 marzo su piattaforma

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HANNAH MONTANA 20TH ANNIVERSARY SPECIAL DISPONIBILE IL TRAILER UFFICIALE

È disponibile il trailer ufficiale dell’attesissimo Hannah Montana 20th Anniversary Special, che arriverà su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti da martedì 24 marzo, esattamente vent’anni dopo il debutto della serie originale su Disney Channel.

Hannah Montana 20th Anniversary Special è una lettera d’amore ai fan piena di sentimento e nostalgia. Nel corso di un’intervista esclusiva e approfondita, condotta da Alex Cooper, Miley Cyrus ripercorre i momenti più memorabili. Gli spettatori assisteranno inoltre a un dietro le quinte con filmati d’archivio, volti familiari, ospiti a sorpresa e una speciale esibizione di Miley Cyrus.

Lo speciale è prodotto da HopeTown Entertainment e Unwell Productions. Ashley Edens è la showrunner, mentre Miley Cyrus, Tish Cyrus-Purcell, Alex Cooper e Matt Kaplan sono gli executive producer. Cooper sarà anche conduttrice dello speciale, guidando i fan di Hannah Montana attraverso la nostalgica e attesissima celebrazione dell’anniversario.

In vista dello speciale, i fan possono rivivere su Disney+ i loro momenti preferiti con Miley con la Collezione Hannah Montana, che include le quattro stagioni di Hannah Montana, Hannah Montana: The Movie e Hannah Montana and Miley Cyrus: The Best of Both Worlds Concert. A dimostrazione della duratura popolarità del franchise, il catalogo Hannah Montana ha totalizzato finora più di mezzo miliardo di ore di streaming a livello globale su Disney+.

*Fonte: Comunicato stampa Disney+

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Disney+ rinnova Paradise per una terza stagione

Paradise, serie sci-fi di Disney+, creata da Dan Fogelman e originale Hulu, è stata rinnovata per una terza stagione

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PARADISE

DISNEY+ RINNOVA PER UNA TERZA STAGIONE

LA SERIE DRAMA DI SUCCESSO CREATA DA DAN FOGELMAN

E INTERPRETATA DA STERLING K. BROWN

Disney+ ha annunciato il rinnovo per la terza stagione di Paradise, la serie drama originale Hulu prodotta da 20th Television, creata da Dan Fogelman (Only Murders in the Building, This Is Us) e interpretata da Sterling K. Brown (This is Us, American Fiction) nel ruolo dell’agente Xavier Collins. La seconda stagione del thriller politico è disponibile in streaming su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti. Il finale di stagione debutterà lunedì 30 marzo.

La serie, che continua ad avere risonanza in tutto il mondo, ha superato 30 milioni di ore di streaming con la seconda stagione e quasi 12 miliardi di minuti di streaming in tutto il mondo con le prime due stagioni. L’arrivo della seconda stagione ha inoltre generato un incremento di 25 milioni di ore di streaming per la prima stagione, dimostrando che la serie continua a raggiungere nuovi spettatori.

La prima stagione di Paradise ha ottenuto quattro nomination all’Emmy® Award, come Miglior serie drama e per le interpretazioni di Sterling K. Brown, James Marsden e Julianne Nicholson. Brown ha inoltre ottenuto delle candidature ai Golden Globe, ai Critics’ Choice e agli Actor Award, vincendo un NAACP Image Award come Miglior attore in una serie drama.

La serie di successo ha ottenuto il plauso della critica e del pubblico ed è Certified Fresh su Rotten Tomatoes con un punteggio del 91%.

Nella seconda stagione, Xavier va alla ricerca di Teri nel mondo esterno e scopre come le persone sono sopravvissute nei tre anni successivi al fatidico “Giorno”. A Paradise, intanto, il tessuto sociale si sgretola mentre il bunker deve fare i conti con le conseguenze degli eventi della prima stagione e vengono alla luce nuovi segreti sulle origini della città.

Paradise è creata da Dan Fogelman, che è anche l’executive producer. Anche Jess Rosenthal, John Hoberg, Sterling K. Brown, Steve Beers, Glenn Ficarra e John Requa sono executive producer. La serie è una produzione 20th Television.

La seconda stagione è interpretata da Sterling K. Brown, Julianne Nicholson, Sarah Shahi, Nicole Brydon Bloom, Krys Marshall, Enuka Okuma, Aliyah Mastin, Percy Daggs IV e Charlie Evans. James Marsden, Shailene Woodley, Thomas Doherty e Jon Beavers sono guest star ricorrenti.

Fonte: Comunicato stampa Disney

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