L’Ultima Missione – Project Hail Mary, il nuovo film di Ryan Gosling diretto da Phil Lord e Christopher Miller, sarà un film che conquisterà il cuore degli spettatori. Nonostante duri 2 ore e mezza.
Il film, tratto dall’omonimo romanzo, racconta dell’insegnante Ryland Grace (Ryan Gosling) che si sveglia di soprassalto all’interno di una astronave in cui sono tutti morti. Già così, il viaggio si prospetta interessante.
Risvegliato da quello che sembra essere stato un coma durato parecchi anni, non si ricorda chi è, dov’è o perché si trova in quella situazione.
Lo spettatore ha le stesse conoscenze di Grace, scopre parti della sua vita e ricostruisce la storia dell’insegnante insieme a lui, attraverso i suoi flashback.
È chiaro che qualche spettatore, prima di andare a vedere il film, si informi un attimo sulla storia che viene raccontata e quindi sappia qualcosa in più rispetto al personaggio di Ryan Gosling. Ma comunque la narrazione così costruita aggancia lo spettatore.
Ad ogni modo, man mano che la memoria di Grace ritorna, capiamo che lui è, appunto, un insegnante (“Come faccio a sapere queste cose?“) e che il Sole del Pianeta Terra sta morendo.
Il nostro astro è vittima di un virus spaziale e Grace è stato mandato insieme ad altri due astronauti, vicino all’unica stella che sembra non essere stata attaccata.
Perché? Perché quella stella è sopravvissuta e tutte le stelle delle galassie visibili sono state attaccate? Scoprendo questo mistero, scopriremo come salvare il nostro Sole.
In solitaria, Grace arriva quindi sul luogo del “delitto” e lì, trova Rocky, un alieno roccia anche lui rimasto solo…

Ryan Gosling in una scena di L’Ultima Missione – Project Hail Mary Photo credit: Jonathan Olley © 2026 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.
L’inferiorità umana
Rocky avvicina Grace, o meglio la sua nave, con diverse sequenze goffe, ma estremamente reali e oneste, che rendono tutto più simpatico… e da lì inizia un’amicizia stupenda tra i due.
Grace scopre che anche il Sole del Pianeta di Rocky sta morendo, a quanto pare per colpa dello stesso virus, ed è stato mandato insieme ad altri 23 volontari per capire come salvare il mondo.
Lascia sorpresi perché Rocky – alieno a forma di roccia con una personalità spiccata – capisca perfettamente la lingua di Grace, senza bisogno di traduttore. Grace, al contrario, deve elaborare una strategia per tradurre i suoi suoni, la sua musica, in un linguaggio comprensibile per lui.
Loro hanno mandato 23… rocce… a risolvere il mistero, il Pianeta Terra solo tre (umani).
La razza di Rocky è estremamente avanzata scientificamente: lo capiamo dal linguaggio, dalla velocità in cui riesce a muoversi nello Spazio, dalla struttura dell’astronave e dai componenti che usano per realizzarla…
In pratica noi, siamo ancora all’età della pietra spaziale.

Phil Lord e Christopher Miller sul set de L’Ultima Missione – Project Hail Mary. Photo credit: Jonathan Olley
Phil Lord e Christopher Miller hanno costruito tutto
Durante un’intervista a ComicBook, i registi Phil Lord e Chris Miller, che ricordiamo hanno diretto la saga animata della Sony sullo Spider-Verse, hanno raccontato che l’intera nave è stata costruita in ogni minimo particolare anche per rendere Rocky più vivo.
Hanno utilizzato alcuni effetti speciali e green screen ovviamente, come hanno chiarito di recente su X, ma la maggior parte dei set, sono reali.
“La parte divertente di girare il film è stato che non c’era green screen sul set. Non abbiamo utilizzato nè green nè blue screen. L’intera astronave è stata costruita dall’interno. Abbiamo anche costruito una sezione estremamente ampia dell’esterno della nave. Rocky era davvero con noi ed è questo a rendere il film reale e naturale.“
Sono estremamente soddisfatti – e non si può che essere d’accordo – sul lavoro fatto con Rocky.
Rocky è stato progettato, stampato in 3D, decorato ed è stato animato, dandogli una personalità unica che non può non conquistare lo spettatore.
Un film inaspettato
L’Ultima Missione – Project Hail Mary è il film più inaspettato dell’anno, almeno fin’ora.
Divertente, ricco di citazioni cinematografiche – soprattutto verso il film di Rocky e l’immensa Meryl Streep (che capiamo essere una grande crush di Grace quando cerca di dare una voce umana al suo amico alieno).
Un Ryan Gosling perfetto per questo ruolo, con ottimi tempi comici e che riesce a mostrare la vulnerabilità dell’essere umano con grazia.
La scoperta di sè stesso, inteso come Grace che ricorda passo passo, e la crescita emotiva di questo personaggio sono straordinari.
Menzione meritatissima anche al vincitore dell’Oscar per il Miglior Attore Co-Protagonista del prossimo anno… Rocky.
Nonostante duri 2h e 30 minuti, il film non vi annoierà: vi intratterrà ed emozionerà. Vi farà ridere, vi farà riflettere e vi conquisterà.
E se non vi fidate di me, fidatevi dei dati. Il film ha conquistato la TOP 100 dei film più belli di sempre su Letterboxd.
VOTO POPCORNERD 9/10
