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Sconti Panini Comics: i 5 consigli di PopCorNerd tra… i DC Omnibus

Con l’arrivo degli sconti Panini Comics, PopCorNerd vi vuole aiutare. Questa volta tocca ai voluminosi DC Omnibus

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Sono arrivati gli sconti Panini Comics e, come ogni anno, sono tantissimi i volumi che vengono scontati del 20% per Marvel, DC Comics, Planet Manga, Star Wars, Disney, Image Comics pubblicati dalla casa editrice modenese.

Gli sconti sono attivi dal 2 al 26 marzo compreso e, ricordiamo, che sono applicati su gran parte del materiale del catalogo, ma uscito prima di sei mesi fa.

Noi di PopCorNerd, desideriamo darvi qualche consiglio su cosa recuperare nella moltitudine di albi presenti. Continuiamo con DC Comics e parliamo di grandi cicli riuniti in unici e grandi volumi ‘di peso’ (inteso nel senso letterale del termine): i DC Omnibus. Ecco i 5 tomi che, a parere nostro, vale la pena recuperare!

(I prezzi indicati sono quelli effettivi, ancora da scontare del 20%).

I 5 DC Omnibus imperdibili durante gli sconti Panini Comics

Superman di John Byrne 1

Prezzo: € 90,00
Autori: Jerry Ordway, Marv Wolfmann, John Byrne, Paul Levitz, AA.VV.
Pagine: 992 – Formato: 18.3X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Man of Steel (1986) #1/6, Superman (1987) #1/8, #9 (I), #10/11, Action Comics (1938) #584/593, Adventures of Superman (1987) #424/435, Legion of Super-Heroes (1984) #37/38

Dopo Crisi sulle Terre Infinite, Superman aveva bisogno di un grande autore che facesse ripartire l’Uomo d’Acciaio. Questo compito toccò a John Byrne che ridefinì letteralmente il mito dell’Azzurrone negli anni ’80.

La raccolta in due prestigiosi volumi cartonati del Superman scritto e disegnato da John Byrne!
In seguito agli eventi di Crisi sulle Terre Infinite la storia dell’Azzurrone è ripartita da capo!
Oltre a un Lex Luthor più machiavellico e spietato che mai, Clark Kent dovrà affrontare… la Legione dei Super-Eroi?!
Scoprite assieme a noi le indimenticabili storie che hanno costituito il canone dell’Uomo d’Acciaio per decenni!


Wonder Woman di George Pérez 1

Prezzo: € 70,00
Autori: George Pérez, AA. VV., Greg Potter, Brian Bolland, Len Wein
Pagine: 640 – Formato: 18.3X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Wonder Woman (1987) #1/24, Wonder Woman Annual (1988) #1

George Pèrez, uno dei più grandi cartoonist della storia, riscrive (e disegna) il mito di Wonder Woman. È disponibile in sconto anche il volume 2 (di 3) (e che è altrettanto imperdibile).

Il suo nome è Diana, ed è la principessa dell’isola di Themyscira. Ma i più la conoscono come Wonder Woman!
Comincia qui l’edizione integrale delle storie scritte e disegnate dal leggendario George Pérez!
L’inizio di una nuova era per Wonder Woman che in una lunga run, ancora oggi ritenuta una pietra miliare della storia del fumetto, viene attualizzata e ritrova il suo posto nell’olimpo dei più importanti supereroi DC.
Con le firme di altri mostri sacri della storia dei comics, come Len Wein, Bruce Patterson e Brian Bolland!


Superman/Batman: Generazioni

Prezzo: € 69,00
Autori: John Byrne
Pagine: 680 – Formato: 18.3X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Superman & Batman: Generations (1999) #1/4, Superman & Batman: Generations II (2001) #1/4, Superman & Batman: Generations III (2003) #1/12

Ancora John Byrne questa volta su entrambi gli eroi più importanti della DC Comics: Superman e Batman! Tre miniserie che esplorano le varie ‘ere’ fumettistiche dell’Uomo d’Acciaio e del Cavaliere Oscuro

Per la prima volta in un unico volume le tre miniserie con Superman e Batman scritte e disegnate da John Byrne! Un’epopea millenaria, con continui colpi di scena e scene emozionanti!
Con una storia ambientata in tempo reale a partire dal primo incontro tra il Cavaliere Oscuro e l’Uomo d’Acciaio nel 1939. Esplorate l’eredità delle famiglie Kent e Wayne nel corso dei secoli!


Batman di Paul Dini

Prezzo: € 89,00
Autori: Don Kramer, Paul Dini, Dustin Nguyen, Derek Fridolfs, AA.VV.
Pagine: 1032 – Formato: 18.3X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Detective Comics (1937) #821/824, #826/828, #831, #833/834, #837/841, #843/850, #852, #1000, DC Universe Holiday Special (2009) #1, Batman (1939) #685, Batman: Streets of Gotham (2009) #1/4, #7, #10/14, #16/21, Batman: Gotham Knights (2000) #14, Batman: Black & White (2002) vol. 2, Batman: Black and White (2013) #3, Batman Annual (2017) #1

Paul Dini è stato il creatore dell’indimenticabile Batman: The Animated Series… ma ha scritto anche moltissime storie a fumetti di Batman! Se amate il Cavaliere Oscuro, questo omnibus è decisamente per voi!

Le storie a fumetti del leggendario co-creatore della serie animata di Batman finalmente raccolte in un massiccio ed elegante Omnibus!
Dall’incredibile viaggio dell’Uomo Pipistrello raccontato su Detective Comics alla via della vendetta percorsa da Catwoman per distruggere Hush!
Con la partecipazione di Joker, l’Enigmista, Poison Ivy, Zatanna e Harley Quinn!
L’eccezionale carriera di Paul Dini al centro di un volume imperdibile per ogni appassionato del Cavaliere Oscuro


Flashpoint

Prezzo: € 114,00
Autori: Geoff Johns, Francis Manapul, Andy Kubert, Scott Kolins, AA.VV.
Pagine: 1512 – Formato: 18.3X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Flashpoint (2011) #1/5, Flash (2010) #8/12, Booster Gold (2007) #44/47, Flashpoint: Abin Sur the Green Lantern (2011) #1/3, Flashpoint: Batman Knight of Vengeance (2011) #1/3, Flashpoint: Citizen Cold (2011) #1/3, Flashpoint: Deadman and the Flying Graysons (2011) #1/3, Flashpoint: Deathstroke and the Curse of the Ravager (2011) #1/3, Flashpoint: Emperor Aquaman (2011) #1/3, Flashpoint: Frankenstein and the Creatures of the Unknown (2011) #1/3, Flashpoint: Green Arrow Industries (2011) #1, Flashpoint: Grodd of War (2011) #1, Flashpoint: Hal Jordan (2011) #1/3, Flashpoint: Kid Flash Lost (2011) #1/3, Flashpoint: Lois Lane and the Resistance (2011) #1/3, Flashpoint: Project Superman (2011) #1/3, Flashpoint: Reverse/Flash (2011) #1, Flashpoint: Secret Seven (2011) #1/3, Flashpoint: The Canterbury Cricket (2011) #1, Flashpoint: The Legion of Doom (2011) #1/3, Flashpoint: The Outsider (2011) #1/3, Flashpoint: The World of Flashpoint (2011) #1/3, Flashpoint: Wonder Woman and the Furies (2011) #1/3

Una delle storie più importanti di Flash e tutti i relativi spin-off tutti in un unico volume! Flashpoint è il capolavoro di Geoff Johns.

Qualcosa o qualcuno ha alterato il tempo, sostituendo il mondo di Barry Allen con uno completamente diverso!
Sulla nuova Terra nessuno ha mai sentito parlare di Flash o della Justice League, né tantomeno di Superman!
Il pianeta è sull’orlo della distruzione, mentre Wonder Woman e le Amazzoni sono in guerra contro Aquaman e gli Atlantidei!
Per la prima volta raccolto in un unico volume, l’intero scenario Flashpoint che ha cambiato il volto dell’Universo DC!

Fumetti

10 Ottobre – Scadenze: Recensione

Recensione del quarto e ultimo capitolo della serie scritta da Paola Barbato con disegni di Mattia Surroz e pubblicata da Sergio Bonelli Editore

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Il fumetto protagonista di questa recensione è 10 Ottobre – Scadenze, quarto e ultimo volume della serie 10 Ottobre. Paola Barbato firma la sceneggiatura, mentre Mattia Surroz cura i disegni per Sergio Bonelli Editore, che ha pubblicato l’opera tra il 2021 e il 2022.

Un finale che lascia col fiato sospeso

Recensire un fumetto – così come un film o qualsiasi altra forma d’arte – è un compito tutt’altro che semplice, soprattutto quando l’opera in questione ti è piaciuta così tanto, come in questo caso. Nel momento in cui entra in gioco il gusto personale, ogni forma di oggettività inizia inevitabilmente a venire meno, rendendo difficile parlare dell’opera in maniera oggettiva.

Nonostante questo, voglio comunque dire la mia su una storia che, a mio avviso, avrebbe meritato molta più risonanza all’interno del catalogo di Sergio Bonelli Editore e che ho scoperto quasi per caso, grazie alla ristampa dei volumi.

Quando ho iniziato a leggere 10 Ottobre non avrei mai immaginato che riuscisse a conquistarmi così tanto. Questo finale conferma pienamente le impressioni delle mie recensioni precedenti, sia per quanto riguarda la sceneggiatura – che nelle ultime pagine regala molteplici colpi di scena – sia per i disegni, perfettamente adatti a una storia tanto riflessiva quanto ricca di azione.

Non voglio sbilanciarmi troppo né rischiare di seminare spoiler perché questo finale, come già accennato, regala colpi di scena davvero sensazionali e merita di essere letto senza alcuna anticipazione, così da poterne assaporare appieno la tensione e l’impatto emotivo di un finale che lascia davvero col fiato sospeso.

Leggete 10 Ottobre, gente. È una storia che merita di essere letta.

Cosa mi ha lasciato 10 Ottobre

A qualche giorno dalla lettura dell’ultimo capitolo, mi ritrovo ancora spesso a ripensare a 10 Ottobre e al senso di angoscia che è riuscito a trasmettermi.

Ad essere sincero, inizialmente non sono riuscito a entrare subito in sintonia con i protagonisti, soprattutto con Richie. Lo percepivo distante, complice la sua visione distorta del mondo. Eppure, andando avanti con la lettura, la scrittura di Paola Barbato ha fatto perfettamente il suo lavoro: arrivato quasi alla conclusione dell’opera, mi sono ritrovato a tifare per loro con tutto me stesso. Volevo essere lì, al loro fianco, a combattere insieme a loro.

Dal punto di vista visivo, poi, c’è una scena in particolare che continua a tornarmi in mente: il sorriso di accettazione di Andy che, dopo aver compreso di aver finalmente liberato le generazioni future e di non avere più nulla per cui vivere, si lascia andare tra le braccia della morte. Ma lo fa a modo suo. Con un sorriso.

Arrivato all’ultima pagina, l’emozione predominante è stata un inatteso senso di leggerezza. Eppure, nonostante quella sensazione di lieto fine, continuavo a sentire il peso delle ferite lasciate dalla trama… ferite che non si rimarginano semplicemente chiudendo il volume, anche grazie a un finale che resta volutamente sospeso.

Conclusione

10 Ottobre – Scadenze è il capitolo finale di una storia sci-fi tutta italiana pensata per gli amanti dei romanzi distopici e della fantascienza più riflessiva, capace di tenermi incollato alle pagine dalla prima all’ultima tavola. La sceneggiatura di Paola Barbato, degna di un adattamento live action, si intreccia perfettamente con le tavole magistralmente disegnate e colorate da Mattia Surroz, dando vita a un racconto intenso che fa riflettere.

VOTO POPCORNERD 8.5/10

10 Ottobre - Scadenze
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Graphic novels

Storie da Spoon River: la graphic novel di Rizzo e Allo che reinterpreta l’opera di Masters

Marco Rizzo ha raccontato al Circolo dei lettori di Torino la genesi della graphic novel Storie da Spoon River, disegnata dall’artista Deborah Allo e ispirata all’opera originale di Edgar Lee Masters

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È sempre bello quando gli autori vengono a raccontarsi nella mia Torino, città ricca d’arte e capitale della letteratura italiana una volta all’anno grazie al Salone Internazionale del Libro. A maggior ragione quando gli incontri si tengono all’interno della fantastica cornice rappresentata dal Circolo dei Lettori di Torino, gli appuntamenti assumono una connotazione… magica.

In questa occasione ospite e protagonista è stato Marco Rizzo, autore e giornalista famoso per il suo lavoro su Spider-Man e su opere di graphic journalism,  nonché redattore Panini Comics, che è stato nel capoluogo piemontese per promuovere una serie di incontri legati a un progetto della Cooperativa Letteraria, che porta il fumetto direttamente nelle scuole. Non semplici eventi, ma percorsi strutturati dove gli studenti lavorano sui testi prima e dopo l’incontro, trasformando il fumetto in uno strumento didattico continuo.

Durante queste giornate è stato spiegato che sono state affrontate opere diverse ma accomunate da una forte valenza civile e culturale; da Jan Karski. L’uomo che scoprì l’Olocausto a Per amore di Monna Lisa, fino agli incontri dedicati a figure come Peppino Impastato. Un approccio che riflette perfettamente la poetica di Rizzo: usare il fumetto per raccontare la realtà.

Ma torniamo al tema principale dell’incontro della serata dello scorso 15 aprile, ovvero la presentazione al pubblico in sala da parte dello scrittore siciliano di Storie da Spoon River.

La genesi e la sfida di Storie da Spoon River

Storie da Spoon River, è la graphic novel scritta per l’appunto da Marco Rizzo e disegnata dall’artista Deborah Allo, pubblicata da Feltrinelli Comics nel 2024 e ispirata all’opera di Edgar Lee Masters Antologia di Spoon River (1914).

Il progetto, ha raccontato Rizzo, nasce su proposta di Tito Faraci, curatore editoriale di Feltrinelli Comics:

Mentirei se dicessi che è stata una mia idea perché è stata una proposta, anzi un invito obbligato [ride n.d.r.] dal mio mentore e amico Tito Faraci, curatore della collana Feltrinelli Comics. Un bel giorno mi chiama e dice “senti vorrei che ti occupassi di adattare a fumetti Spoon River.”

In foto Marco Rizzo che presenta Storie da Spoon River

Inizialmente titubante, Rizzo accetta la sfida trovando una chiave narrativa personale e coinvolgendo la disegnatrice Deborah Allo, il cui stile gotico si è rivelato ideale per dare forma visiva ai testi:

Questo libro è nato con Deborah. Ho in mente i suoi disegni e credo che sia cucito su di lei e sul suo tratto gotico

Tra oltre 200 epitaffi dell’opera originale, lo scrittore ne ha selezionati alcuni, costruendo una rete di storie interconnesse, sottolineando di aver cercato di non portare nella sua opera, personaggi che già avevano avuto un adattamento, come, ad esempio, quelli trattati da Fabrizio De Andrè nel suo album Non al denaro, non all’amore nè al cielo (1971). In alcuni casi, invece, ha inserito personaggi che magari non erano protagonisti dei singoli capitoli, ma che facevano parte della cosmologia di Spoon River.

Si è trattato di un lavoro di adattamento complesso e meticoloso, supportato da una vera e propria “mappa” dei personaggi, fatta di linee temporali e collegamenti.

Ho preso un tabellone, ho preso i colori di mia figlia e ho disegnato delle linee temporali: ognuna per ogni personaggio. […] E a me questa cosa è servita per darmi una visione d’insieme di come si muovessero dei personaggi e come interagissero fra di loro. 

Johnnie Sayre, Daisy Fraser e gli altri personaggi protagonisti di Storie da Spoon River, intrecciano le loro vite a cavallo di tre decenni: 1880, 1890, 1900.

Ed è stato uno degli aspetti più complessi del progetto quello legato alla creazione e costruzione della rete di connessioni tra i personaggi con un obiettivo specifico ovvero creare un’opera che potesse essere letta anche in modo non lineare, proprio come l’antologia originale.

La trasformazione da poesia a fumetto, raccontando sempre l’essere umano

Trasformare un’opera poetica in fumetto significa cambiare linguaggio, non tradire l’originale.

Per Rizzo, poesia e fumetto condividono lo stesso obiettivo: raccontare l’essere umano.

Nonostante le novelle siano state scritte e ispirate alla società di oltre un secolo fa, diversi temi sono sempre i medesimi così come le persone nonostante siano passati oltre 100 anni.

Gli abitanti Spoon River siamo noi: gli sfruttati, gli sfruttatori, le puttane, i venduti, gli assassini, i santi, la disabile, l’alleato e il poveraccio

Gli incidenti sul lavoro, lo stupro, l’aborto clandestino e molti altri temi che sono centrali nella graphic novel di Rizzo e Allo, sono ancora riconducibili a situazioni della società attuale nonostante siano passate generazioni dall’opera di Masters. E la potenza, probabilmente, consiste proprio in questo: nell’identificarsi in personaggi del passato e nei loro problemi sotto altre forme.

Storie da Spoon River permette di visualizzare attraverso l’arte della Allo ciò che nella poesia è suggerito, mantenendo però intatta la profondità emotiva di Masters. La graphic novel può, anzi, diventare un ponte per nuovi lettori, incuriosendoli e spingendoli a scoprire il testo originale.

Qui ha fatto un ottimo lavoro Masters. Quindi per Deborah è bastato immaginarsi questi personaggi. Lei tra l’altro, partendo dalle poesia, aveva in testa volti degli attori legati a certi personaggi.

Daisy Fraser, personaggio anticonformista che ha stregato l’autore

Tra i tanti personaggi di Spoon River, Marco Rizzo ha raccontato di essersi particolarmente affezionato a Daisy Fraser, una delle prostitute del villaggio, principalmente per ciò che rappresenta: una figura anticonformista, capace di restare sé stessa nonostante le difficoltà e le circostanze che spesso la rendono vittima.

E’ il personaggio che porto nel cuore e anche il preferito di Deborah da realizzare e credo che si veda. E quello a cui mi sono affezionato di più.

Ma lo sceneggiatore sottolinea una cosa importante: non si è mai immedesimato direttamente nei personaggi, ma il suo punto di vista è piuttosto quello di un osservatore esterno, quasi “dall’alto”, simboleggiato nel fumetto dalla presenza di un falco che sorvola il cimitero. Uno sguardo neutrale, che non giudica ma osserva, proprio come fanno gli animali.

La potenza del linguaggio del fumetto: tempo, ellissi e narrazione visiva

Passando a un aspetto più ‘tecnico’, Rizzo ha spiegato quanto interessante sia l’uso del linguaggio fumettistico. Rizzo racconta una sequenza a cui è particolarmente legato: quella che coinvolge Daisy e Benjamin.

In questa scena, il tempo non è definito in modo preciso. Tra una vignetta e l’altra possono passare minuti o ore, e il lettore non ha bisogno di saperlo. L’unico elemento costante è un cane che attende dietro la porta, sottolineando con la sua presenza il passare del tempo in modo implicito.

Il cane aspetta fedele dietro la porta si muove ogni tanto come fanno i cani quando dormono. Si mette a pancia all’aria, si rigira, poi ritorna alla sua posizione. Non sappiamo quanto tempo passa. Non ci è dato saperlo, non ci interessa.

Il momento chiave arriva con il cambio di scena: girando pagina, il lettore scopre che sono passati anni e che da quell’incontro è nato un figlio. È un esempio perfetto di come il fumetto riesca a condensare tempo e significato attraverso immagini e ritmo narrativo.

Il lavoro a quattro mani con Deborah Allo

Rizzo ha spiegato nel dettaglio il processo di collaborazione con la disegnatrice Deborah Allo, un lavoro che parte dalla scrittura di soggetti e sceneggiature, spesso inviati a blocchi, capitolo per capitolo.

Le sue sceneggiature sono molto dettagliate, a detta dello stesso Rizzo, con indicazioni precise su inquadrature, azioni e ritmo. Tuttavia, il confronto con Deborah risulta fondamentale, in quanto l’artista ha rielaborato le indicazioni attraverso bozzetti e layout, proponendo soluzioni visive che possono anche modificare l’idea iniziale.

È proprio in questa fase che è nato il vero dialogo creativo tra i due e che ha portato alla nascita di Storie da Spoon River.

Il fascino dannato di personaggi complessi dalla morale ambigua

Uno degli elementi più forti di Spoon River è la complessità dei personaggi, mai davvero senza macchia e integerrimi, ma anzi; moralmente discutibili. Eppure sia l’opera originale che la graphic novel di Rizzo e Allo riescono a generare empatia anche attraverso queste figure ambigue, sempre al limite della moralità e per questo profondamente umani. Ma sono tutti tratti distintivi del lavoro di Edgar Lee Masters che è stato cercato di riportare in questa nuova veste dagli autori di Storie da Spoon River.

E il risultato è un’opera fascinosa e poetica, a detta di chi scrive, che dimostra ancora una volta quanto potente sia il fumetto per raccontare (per la prima volta o nuovamente) storie, e quanto possa essere forte la connessione con la letteratura del passato, indipendentemente dall’epoca in cui è stata scritta.

Dove trovare Storie da Spoon River

Storie da Spoon River è disponibile nei negozi di libri e sul sito Feltrinelli al costo di €19.00.

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Fumetti

Il coatto Ran(k)xerox s’è desto

La storia di RanXerox, il coatto cibernetico che cambiò il fumetto italiano. Un’icona immortale portabandiera dell’ironia e della rivolta sociale.

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Era l’epoca del punk. Era l’epoca di fortunati artisti in attività fra il Sessantotto e l’edonismo della cosiddetta “Milano da bere” della decadenza (all’ora ancora non percepita come tale).

Era l’epoca di giovani menti creative che frequentavano cinema e teatri, che ascoltavano Brian Eno, che leggevano Robert Crumb e che partecipavano con eccitazione all’esplosione delle radio libere, nate con la liberalizzazione delle frequenze a metà del decennio.

Un periodo ribelle in cui l’intera Penisola riusciva chiaramente a vedere una prospettiva di cambiamento. Le riviste a fumetti italiane come Linus non si limitavano più a tradurre ed importare la scuola americana, ma cominciavano a dar spazio a roboanti nuove voci desiderose di farsi ascoltare.

A far scoppiare questi nuovi talenti era anche la grande contestazione alla circolare emessa dal ministero della Pubblica Istruzione Malfatti nel 1976, la quale vanificava molte vittorie ottenute dagli studenti nel ’68.

In tutt’Italia i giovani scendevano in piazza, occupavano le università e si scontravano, anche con esiti tragici, contro le forze dell’ordine in una gigantesca azione ricordata come il Movimento del ’77.

Il Movimento del ’77 a Bologna

Dei poteri faccio senza

Intanto, direttamente dalla facoltà di Lettere a Roma, si sentiva l’eco di una matricola chiamata Stefano Tamburini, che ispirato da quei giorni dava vita alla rivista Cannibale, sotto l’agenzia di controinformazione Stampa Alternativa.

Non tardarono a salire a bordo del progetto altri improbabili geni: un piccolo nevrotico chiamato Filippo Scòzzari, il defilato Massimo Mattioli e due fuggitivi del Liceo Artistico di Pescara, Andrea Pazienza e Gaetano (detto Tanino) Liberatore.

Una squadra sovversiva fondata sul saldo principio dell’ironia, che esordiva con uno spillato dall’irrisorio prezzo di cinquecento lire, mentre si sbeffeggiava delle formule in voga della sinistra istituzionale discetta di “equilibri più avanzati” definendosi organo degli “squilibri più avanzati”.

È proprio da Tamburini però che scaturisce l’idea di un eroe anarchico e violento, pronto a diventare il nuovo volto di Cannibale. Rank Xerox è infatti figlio diretto di una contestazione studentesca: dopo uno scontro tra le forze armate e gli studenti, il buon Stefano assiste ad una indimenticabile scena di violenza da parte di un gruppo di universitari che inveiscono contro una povera macchina fotocopiatrice.

Col vivido ricordo in testa, Tamburini elabora il concetto dell’androide creato da uno “studelinquente” (un neologismo popolare dell’epoca scaturito dalla macchietta radiofonica del Professor Aristogitone) del DAMS con alcune parti di una fotocopiatrice, ripensando anche ai coatti di borgata che girovagavano tra le fila del Movimento del ’77 non per ideali politici, ma per semplice insoddisfazione o circolo di droga.

Da sinistra in alto: Tanino Liberatore, Vincenzo Sparagna, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli; in basso: Stefano Tamburini e Andrea Pazienza

La Banana Comics è lieta di presentare….un fumetto pieno di violenza gratuita!

I giochi erano fatti. Il nuovo soggetto sociale degli imminenti anni ’80 era pronto ad esordire sul numero di giugno 1978 con una storia scritta da Tamburini e con le matite di Tanino Liberatore, Andrea Pazienza (che inaugurava la copertina con la sua iconica verve cabarettistica e la sua massima comica “ma infatti!”) e dello stesso Stefano.

Le prime apparizioni di Rank Xerox su Cannibale non presentano solo la genesi del personaggio e dell’immancabile comprimaria Lubna, la dodicenne sbarazzina di cui il cyber-coatto è follemente innamorato, ma servono anche per delineare la scuola di riferimento della produzione.

All’epoca il fumetto era un linguaggio urlato. I silenzi erano un lusso che non ci si poteva permettere per via delle poche pagine a disposizione di ciascun autore su una rivista, dunque avere la possibilità di realizzare una puntata di, per esempio, 26 pagine significava già cimentarsi in una produzione lunghissima.

Visto il tardivo arrivo del fumetto orientale, si volgeva lo sguardo all’America, da cui la squadra dei “cannibalisti” recuperava una narrazione molto serrata, che amplificava la tendenza artistico-psicologica dell’horror vacui in cui ogni vignetta doveva riuscire ad attirare l’attenzione del lettore il più velocemente possibile.

D’altronde, l’universo di Ranx e Lubna è esso stesso chiassoso: una Roma punk dai tratti americaneggianti con panorami di tecnologia e degrado soverchianti.

Coatto, e pure spiritoso

Al di là della violenza gratuita, che comunque troneggia in ogni interazione fra i personaggi e l’androide Ranx, le prime storie del coatto sono un concentrato di vita ed omaggi della banda messa in piedi da Tamburini: Lubna è il nome di una diciassettenne mediorientale che frequentava le stesse compagnie degli autori, alcuni omaggi all’interno delle puntate derivano direttamente dalle storie prese in simpatia da Liberatore, come il Mickey Mouse strafatto tratto dall’indimenticabile storia di Andrea Pazienza Perché Pippo sembra uno sballato?, oppure lo stacchetto comico dei topolini Nip e Tuk del disegnatore underground canadese Rand Holmes, letto direttamente da Ranx in una delle sue avventure.

Dopo una breve apparizione anche sulla rivista Il Male, il successo di questo bestione cibernetico non sfugge alla filiale italiana della Rank Xerox (l’omonima ditta di fotocopiatrici che aveva ispirato Tamburini), che intima gli autori del Cannibale ad evitare di usare quel nome con la minaccia di percorrere vie legali.

La cosa spaventa qualcuno? Assolutamente no, anzi. Tamburini risponde pubblicando un’ultima vignetta in cui il coatto parla a suo nome rispondendo all’azienda: “E io mi vedrò costretto a ròmpeve èr culo!”. Un’ironia reazionaria purtroppo fine a sé stessa, visto il successivo fallimento della rivista dopo il flop in edicola ed il mancato sostegno de Il Male.

Provaci ancora Rank

Tuttavia, nel 1980 la squadra di Stefano Tamburini ritorna con una nuova fiammante proposta editoriale: Frigidaire. Una nuova veste grafica inaugura quella che è, ancora oggi, una delle più interessanti realtà sperimentali del fumetto italiano ed un brillante modello per le testate future.

Dalle ceneri risorge anche il nostro eroe, ribattezzato Ranxerox per evitare le noie legali. Le nuove pagine a colori e patinate permettono al coatto il salto di qualità: questa volta l’intera veste grafica viene affidata a Tanino Liberatore, che realizza magnifiche tavole pittoriche e dettagliatissime, che trasformano l’androide in un ammasso di muscoli vibranti con jeans e t-shirt al limite dell’iperrealismo.

Le provocazioni politiche lasciano invece il posto all’azione pura, per un fumetto dissacrante in grado di elaborare situazioni estreme con grande ricercatezza e con l’ironia di uno spontaneo romanesco.

Persino la scrittura cambia leggermente volto. Oltre alla violenza, questa volta ad essere centrale è anche l’evoluzione del sentimento di Ranx per la sua “sbarba” Lubna, la quale muove con regolarità tutte le azioni e le motivazioni dell’androide.

L’ultimo znórt

All’apice del suo successo, dopo la pubblicazione in Francia, Germania, Stati Uniti e Giappone (dove andrà incontro ad una violenta censura), purtroppo la produzione subisce un arresto a causa dell’improvvisa morte di Stefano Tamburini a soli 30 anni.

La sua scomparsa lascia un enorme vuoto non solo all’interno del circolo Frigidaire, ma nell’intero mondo del fumetto in cui era ormai un genio riconosciuto e apprezzato universalmente. Il suo collega Liberatore, nel mentre, si allarga anche al mercato francese, realizzando copertine per manifesti pubblicitari, cinema e musica, come l’iconica illustrazione per il disco The Man from Utopia (1983) di Frank Zappa.

Grazie al suo amico attore e regista Alain Chabat, Tanino decide, vista l’enorme richiesta, di riportare ancora una volta in vita il coatto per un’ultima volta. Il nuovo episodio di Ranxerox, intitolato Amen!, riparte con un’androide riprogrammato e mostrato sotto le vesti di un prete.

Sebbene il tratto di Liberatore rimanga eccelso, si sente comunque la mancanza della geniale follia di Tamburini. L’addio del coatto è infatti amaro, malinconico, con un’ultima vignetta in cui Lubna si lamenta per l’ennesima volta di non voler più vedere quell’androide in vita sua.

È la fine brusca di una storia anarchica, che esce di scena senza nessun inchino, in maniera violenta ed irriverente.


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