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Nevermore’s Library: H.P. Lovecraft tra cinema, musica, fumetti e… ospiti inattesi
In Nevermore’s Library, il ritorno di Lovecraft che oggi ci parla di film, fumetti, libri, arte e musica ispirati al suo Cosmic Horror
La nostra redattrice, nome in codice Nevermore’s Library, è tornata sul luogo del delitto. Se nel primo appuntamento aveva esplorato le connessioni tra H.P. Lovecraft e Stranger Things, questa volta l’intervista tra onirico e realtà, approfondirà il discorso legato alla letteratura Lovecraftiana quale fonte di ispirazione per cinema, musica, fumetti e molto altro. La tavola ouja però pare non funzionare a dovere e, oltre allo spirito di H.P. aspettatevi anche l’arrivo di altri ospiti al cospetto di Nevermore’s Library di altre creature decisamente.. beh tocca a voi scoprirlo!
Preparatevi a un nuovo viaggio affascinante e metafisico!
H.P. Lovecraft tra cinema, fumetto, musica e molto altro
Nevermore’s Library: Salve a tutti, oggi sarà di nuovo ospite il sommo H. P. Lovecraft che come la volta precedente giungerà direttamente dalle sue Terre del Sogno. Stranamente oggi la tavola ouja è un po’ difettosa e l’ospite potrebbe tardare…oh ma…eccolo che arriva, ben tornato!
LOVECRAFT: Grazie e un caloroso saluto a tutto il pubblico. Sì: confermo che la tavola ouja non le funziona bene, il portale che collega il mondo terrestre con le dimensioni ultraterrene e oniriche è rimasto aperto e mi hanno seguito due creature dei miei racconti…tanto vale presentarvele…dai comincia tu anche se ti sei appena svegliato!
CHTULHU: Molto piacere sono Chtulhu, sì è vero stavo dormendo da milioni di anni sull’isola R’lyeh sprofondata nel mare durante un cataclisma geologico. Sono in questo stato dall’era Precambriana, prima dell’arrivo dell’uomo. Posso avere almeno un caffé?

Per chi non mi conoscesse sono un mostro antropomorfo alto quanto una montagna con una testa come quella di un polpo piena di tentacoli e provengo dalla schiera di divinità definite “Grandi Antichi”. Teoricamente sarei nato su un pianeta chiamato Vhoorl situato nella Ventitreesima Nebulosa, ho viaggiato nello spazio e una volta atterrato sul pianeta Xoth ho dato vita alla mia prole stellare che mi ha seguito fino all’isola di R’Lyeh prima che sprofondasse nell’oceano Pacifico. Però, se devo essere sincero, sono semplicemente nato dall’ingegno di papà Lovecraft con il racconto “The Call of Chtulhu” del 1928. Successivamente mi ha citato in “Alle Montagne della Follia” del 1936 e sempre nello stesso anno anche in “L’Ombra su Innsmouth”.
Nevermore’s Library: Grazie della sua presentazione signor Chtulhu, passiamo al secondo ospite inatteso…
NYARLATHOTEP: Piacere Nyarlathotep, sono il messaggero della schiera degli “Dei Esterni”, anche io sono sul pianeta Terra da qualche milione di anni.

Passo il tempo a vagare fra la gente sussurrando parole che portano a follia e sofferenza oltre che cambiare molteplici aspetti. Ho assunto la forma di un faraone egizio nel racconto “La Ricerca Onirica dello Sconosciuto Kadath” del 1920, sono stato l’uomo nero del racconto “I Sogni nella Casa Streagata” del 1932, ma papà Lovecraft mi ha presentato ufficialmente al pubblico con il racconto “Nyarlathotep” del 1920, secondo il quale sarei stato creato da Azathoth il “Folle Dio Cieco” che abita al centro dell’universo e rappresento la parte esecutiva delle sue volontà.Mi chiamano anche “Caos Strisciante” perché passo la mia esistenza a camminare silenziosamente fra una dimensione e l’altra senza essere visto. Ecco, dato che a Chtulhu dopo la sua dormita plurimilionaria avete concesso un caffè, potrei avere solo una sedia? Grazie, fare questo lavoro da milioni di anni stanca, ho anchio ‘na certa!
Nevermore’s Library: Ecco a lei la sedia. Bene signor Lovecraft abbiamo qualche argomento in sospeso da approfondire fra cui molti film, fumetti, opere artistiche, album musicali ispirati ai suoi personaggi e racconti. Lascio a lei la parola.
LOVECRAFT: Dunque, riguardo le produzioni cinematografiche mi soffermerei su quelle più famose, poiché in totale ne sono state realizzate molte. Cominciamo dalla saga Alien, di cui il regista Ridley Scott realizzò il primo film nel 1979.
Scott e lo sceneggiatore Dan O’Bannon avevano deciso di creare un mostro definito “Xenomorfo” ispirato alle rappresentazioni aliene dell’artista svizzero Hans Ruedi Giger, pittore e scultore d’impronta surrealista e simbolica. La tipologia di alieno a cui avevano deciso di ispirarsi si chiama Necronom IV, estrapolato dalla raccolta Necronomicon…ora su queste basi, indovinate un po’ a chi si fosse ispirato precedentemente Giger per le proprie opere?
CHTULHU e NYARLATHOTEP (insieme): A te papà Lovecrfat!!!!!

lo Xenomorfo di Alien in tutto il suo terrore

Riproduzione della creatura realizzata da Giger
Nevermore’s Library: Ma certamente al signor Lovecraft, il Necronomicon è il libro immaginario che lei stesso ha inventato per dare una presunta origine e provenienza ai personaggi delle sue storie. So che ancora al giorno d’oggi c’è chi afferma erroneamente o anche solo per crearsi un alone di notorietà di averlo posseduto per un certo periodo o di aver avuto accesso tramite terze persone o sette segrete che a loro volta non si sa come lo avrebbero trovato…
LOVECRAFT: Proprio così, a fine intervista prometto di svelarvi di più, l’importante è che sia chiaro che il Necronomicon non è mai esistito. Tornando a Giger è stato fra gli artisti che hanno dato un volto alle creature dei miei incubi unendoli ad una personale interpretazione.
Ma ora proseguiamo con un altro film cult, “La Cosa” di John Carpenter del 1982. Si tratta del riadattamento cinematografico del mio racconto “Alle Montagne della follia” del 1936. Sia nel film e sia nel racconto l’ambientazione è una sperduta base scientifica situata nell’Antartide dove si scatena il caos dal momento in cui viene ritrovata una creatura aliena congelata fra i ghiacci ancora cosciente. Carpenter è riuscito a rappresentare molto bene il tema della follia poiché l’uomo entra in contatto con una creatura extra terrestre di provenienza ignota, scoprendo così di non essere solo nell’universo. Una verità agghiacciante che la sua mente non è in grado di processare e il tutto interpretato magistralmente da Kurt Russell.

Nevermore’s Library: Decisamente iconico. Come lei stesso diceva ci sarebbero tantissime altre produzioni cinematografiche da citare, ad esempio la saga “Re-animator” di cui il regista Stewart Gordon aveva realizzato il primo film nel 1985 tratto dal suo omonimo racconto “Herbert West Reanimator” del 1922.

Però ecco, ora cominciamo a spostarci verso l’ambito letterario. Signor Lovecraft, lei è stato d’ispirazione anche per il moderno “Re” dell’horror che nel 1986 ha scritto un famosissimo romanzo di cui sono stati realizzati ben due film e una serie tv…
LOVECRAFT: Ovviamente, “IT” di Stephen King. Forse in pochi avevano colto il legame fra Pennywise e i miei personaggi, eppure lo stesso King ha dichiarato di avermi reso omaggio. Ha saputo trasformare l’orrore cosmico dei miei racconti in orrore personale, dando un nome e un volto ad una paura astratta rendendola tangibile sottoforma di mostro. Pennywise, viene chiamato anche “IT” perché rappresenta il terrore innominabile, ma anche per essere una creatura aliena multiforme e senza una precisa identità, proprio come Nyarlathotep. Entrambi hanno la capacità comune di manipolare la mente umana creando anche allucinazioni e deviazioni del comportamento.

IT interpretato da Tim Curry

E il Terrificante IT di Bill Skarsgård visto nei film piu’ recenti oltre che in Welcome to Derry
Inoltre le mie creature aliene tornano in attività in base a particolari disposizioni degli astri, come ad esempio il risveglio di Chtulhu dopo il suo sonno milionario sull’isola R’Lieh. Durante quella fase la sua mente era in grado di influenzare gli abitanti del mondo esterno nel corso dei loro sogni con immagini della medesima isola sommersa o ciclopiche sculture di pietra. Anche il sonno di IT è scandito da cicli, risvegliandosi ogni ventisette anni per nutrirsi delle paure degli esseri umani.
Nevermore’s Library: Cosa ci può dire ancora delle ispirazioni in ambito letterario riguardo gli autori moderni? So che c’è anche una serie di fumetti…
LOVECRAFT: In ambito letterario devo assolutamente citare colui che è considerato il mio erede, Thomas Ligotti e la sua opera più famosa, ovvero l’insieme di racconti intitolato “Nottuario”. Stile narrativo e scenari onirici che rievocano anche se in maniera più cruda ed esplicita quelli che sono stati i miei incubi.

Riguardo l’ambito del fumetto, cominciamo con l’iconico Batman nato nel 1939 dal disegnatore Bob Kane e lo scrittore Bill Finger. Gotham City è da considerarsi una città onirica poiché non esiste nella realtà e l’eroe del fumetto agisce principalmente di notte e a fin di bene, come se si immergesse nell’abisso oscuro dell’inconscio per combattere qualcosa di malvagio.

Ma un’aspetto importante ha a che fare con il cosiddetto “Arkham Asylum” ovvero il manicomio da dove provengono i nemici di Batman. Dovete sapere che sono stato proprio io a coniare il nome Arkham in sostituzione di quello della città di Salem che nei miei racconti si trovano a poca distanza l’una dall’altra e da dove provengono stregonerie e personaggi ambigui.
Ma ora parliamo di Manga. Il disegnatore giapponese Gou Tanabe ha realizzato una vasta raccolta dei miei racconti sottoforma di manga…un’unione pazzesca della tradizione giapponese a quella dei racconti che ho realizzato.
Nevermore’s Library: Passiamo all’ambito della musica, ci sono dei riferimenti pazzeschi nell’ambito del genere metal…
LOVECRAFT: Ebbene si, difficile citarli tutti poiché anche in questo caso sono numerosi, ma cominciamo con i Black Sabbath e il loro omonimo album del 1970. Il brano “behind the Wall of Sleep” è palesemente tratto dal mio racconto altrettanto omonimo e il testo rievoca il concetto principale legato a visioni ultraterrene durante lo stato onirico con un sound cupo.

Procediamo con gli Iron Maiden e il loro album “Live after Death” del 1985. Sulla copertina è stata incisa una celebre frase tratta dal mio racconto “La Città senza nome”: “That is not dead which can eternal lie, yet with strange aeons even death may die”. Tutto l’orrore cosmico alla base della mia produzione è incluso in essa.

La prossima band che devo assolutamente citare sono i Metallica, fra i principali appassionati e ispiratori. Nel 1984 veniva pubblicato il loro album, “Ride the Lightning” e l’ultima traccia completamente strumentale è intitolata “The Call of Ktulu”. L’assenza del testo è rimpiazzato da un sound duro e ritmato che comincia con un intro lento e diviene sempre più crescente nel corso della melodia per rievocare l’arrivo di una creatura mostruosa. Ma proseguiamo con il loro album più iconico che abbiano mai realizzato, “Master of Puppets” del 1986: il brani “Orion” e “The Thing that should not be” contengono citazioni esplicite ai miei testi come i versi “Messenger of Fear in sight” e “Dark Deception kills the light”, molto probabilmente riferiti a Nyarlathotep.

Ci terrei particolarmente a citare anche una band meno conosciuta, I Nox Arcana. Si tratta di un duo proveniente da Cleveland di genere Dark Ambient completamente strumentale e che nel 2004 hanno realizzato un album intitolato Necronomicon. So che solitamente viene usato come sottofondo per sessioni di giochi di ruolo e per letture di libri horror e proprio per questo motivo, la band non ha mai avuto interesse a tenere concerti. Ogni brano è dedicato ad un’entità dei miei racconti.

Citerei infine un’altra delle più grandi e iconiche band esistenti, i Dream Theater. Il loro album “Systematic Chaos” del 2007 contiene un brano intitolato “Dark Eternal Night”, con un testo che corrisponde alla perfetta trasposizione del racconto “Nyarlathotep” del 1920. Un testo talmente dettagliato che mi sembra quasi di rivivere quel sogno che io stesso avevo fatto e che prima che diventasse racconto avevo trascritto per non dimenticarlo.

Nevermore’s Library: Come promesso prima di tutte queste interessanti citazioni, ora ci può svelare il segreto che si nasconde dietro il famigerato Necronomicon?
LOVECRAFT: Va Bene, vi svelo tutto. Quando avevo cinque anni ho inventato il mio primo alter ego a cui ho dato il nome di Abdul Alhazred. Il nome Abdul perché nonno Whipple mi aveva trasmesso la passione per le storie de “Le Mille e una Notte” e il cognome Alhazred è un gioco di parole che si traduce in “colui che ha letto tutto”. Costui lo avevo anche soprannominato “l’arabo pazzo” perchè era venuto a conoscenza di verità che andavano oltre la dimensione terrena e pertanto le aveva presumibilmente trascritte in questo fantomatico Necronomicon che ho citato per la prima volta nel racconto “The Hound” del 1922 e poi nel saggio “Storia del Necronomicon” del 1927. Credo sia stato proprio quest’ultimo ad aver avvalorato la teoria della sua presunta esistenza in quanto contiene una lista di traduttori che avrebbero posseduto il volume per un certo periodo e bandito inoltre dalla Chiesa. Non avrei mai pensato di aver creato un mito e che ancora al giorno d’oggi qualcuno creda ancora alla sua esistenza. Pensate inoltre che in America, fino agli inizi degli anni 90’ nell’elenco delle università più prestigiose era inclusa anche quella che io stesso avevo creato per i miei racconti ma che di fatto non è mai esistita, ovvero la Miskatonik University.
Nevermore’s Library: Resterei ore a parlare con lei ma vedo che Chtulhu si è riaddormentato e Nyarlathotep deve tornare a vagare fra la gente
LOVECRAFT: Per un eventuale prossima intervista preferisco contattarla io attraverso i sogni, la sua tavola ouja vedo che da ancora problemi….guardi è entrato un corvo…
Nevermore’s Library: Oddio, sarà il corvo di Brandon Lee?
OSPITE INATTESO: No, quello è il mio corvo Nevermore e il mio nome è Edgar Allan Poe. Non so come sia giunto fin qua ma ne approfitto per fare prossimamente con lei un’intervista.
Nevermore’s Library: molto volentieri, stay tuned!!!
TO BE CONTINUED….
Cinema
È l’ultima battuta? Il film Searchlight Pictures arriverà il 15 luglio su Disney+ in Italia
E’ l’ultima battuta Disney+ arriva il 15 luglio in Italia: il film Searchlight Pictures debutta in streaming sulla piattaforma
Il film Searchlight Pictures È l’Ultima Battuta? arriverà il 15 luglio in streaming su Disney+ in Italia.
Diretto dal regista candidato all’Academy Award® Bradley Cooper (A Star Is Born, Maestro), il film esplora le sfide delle relazioni di lunga durata. Ambientato sullo sfondo della scena della stand-up comedy newyorkese, È l’Ultima Battuta? segue la storia di Alex (Will Arnett), che trova nei comedy club notturni un’insolita forma di terapia mentre cerca di affrontare una crisi matrimoniale. Per prepararsi al ruolo, Arnett ha trascorso circa sei settimane a scrivere e a portare in scena pezzi di stand-up in veri comedy club quasi ogni sera. Arnett ha inoltre scritto la sceneggiatura del film insieme a Cooper e Mark Chappell (Omicidio nel West End), a partire da un soggetto sviluppato da Arnett, Chappell e John Bishop (The John Bishop Show), la cui esperienza di vita ha ispirato il personaggio di Alex.
È l’Ultima Battuta? racconta una storia profondamente umana e ricca di speranza, sostenuta dalle interpretazioni di un cast d’eccezione che comprende Laura Dern, Andra Day, Bradley Cooper, Christine Ebersole, Ciarán Hinds, Amy Sedaris, Sean Hayes (collaboratore di Arnett nel popolare podcast SmartLess) e Scott Icenogle, marito nella vita reale di Hayes, un dettaglio che contribuisce a rendere ancora più autentici i loro ruoli.
- Will Arnett in IS THIS THING ON? Photo by Searchlight Pictures/Jason McDonald, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved.
- Will Arnett in IS THIS THING ON? Photo by Searchlight Pictures/Jason McDonald, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved.
- Will Arnett and Christine Ebersole in IS THIS THING ON? Photo by Searchlight Pictures/Jason McDonald, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved.
- Laura Dern and Andra Day in IS THIS THING ON? Photo by Searchlight Pictures/Jason McDonald, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved.
- Will Arnett in IS THIS THING ON? Photo by Searchlight Pictures/Jason McDonald, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved.
- Will Arnett in IS THIS THING ON? Photo by Jason McDonald/Searchlight Pictures, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved.
È l’Ultima Battuta?
Alex (Will Arnett) affronta la crisi di mezza età e un imminente divorzio, in cerca di un nuovo inizio nel mondo della stand-up comedy newyorkese, mentre Tess (Laura Dern) riflette sui sacrifici fatti per la famiglia. I due dovranno confrontarsi con la gestione condivisa dei figli, la propria identità e la possibilità che l’amore possa assumere una nuova forma.
*Ringraziamo gli uffici stampa Disney per la condivisione del comunicato di cui sopra
Cinema
In occasione dell’attesissimo Odissea su Sky arriva Christopher Nolan Mania
Christopher Nolan Mania Sky Cinema Collection celebra l’arrivo di Odissea al cinema con una maratona dedicata al regista

In occasione dell’arrivo nelle sale dell’attesissimo Odissea
su Sky Cinema Collection arriva
Christopher Nolan Mania
8 pellicole per riscoprire i suoi film più iconici
DALL’ 11 AL 17 LUGLIO SU SKY CINEMA COLLECTION
IN STREAMING SU NOW E DISPONIBILE ON DEMAND
In occasione dell’uscita nelle sale di ODISSEA il 16 luglio, il nuovo attesissimo film di Christopher Nolan, Sky Cinema rende omaggio ad uno dei registi più visionari e influenti del nostro tempo con un’imperdibile collezione con alcuni dei film più rappresentativi della sua carriera.
Dall’ 11 al 17 luglio su Sky Cinema Collection, in streaming su NOW e disponibile on demand, un viaggio nel cinema di Nolan che, tra narrazioni complesse e spettacolari che intrecciano tempo, giochi d’identità e viaggi oltre i confini spazio-temporali, è riuscito nel corso della sua carriera a spaziare dalla fantascienza più ambiziosa ai cinecomic che hanno ridefinito il genere, fino ai racconti di guerra più crudi. Un’occasione unica per (ri)scoprire una filmografia capace di sorprendere e lasciare il segno.

Tra i film in programmazione THE PRESTIGE, thriller ricco di mistero e colpi di scena con Hugh Jackman, Christian Bale e Scarlett Johansson, che racconta l’ossessiva rivalità tra due illusionisti disposti a tutto pur di realizzare il numero perfetto.

Spazio poi alla celebre trilogia del Cavaliere Oscuro, con Christian Bale nei panni di Batman. Si parte con BATMAN BEGINS, in cui Bruce Wayne intraprende il percorso che lo porterà a diventare il protettore di Gotham affrontando la minaccia della Lega delle Ombre.
Si prosegue con IL CAVALIERE OSCURO, in cui Gotham viene sconvolta da una nuova minaccia rappresentata da Joker, interpretato da Heath Ledger: un nemico imprevedibile che costringerà Batman a confrontarsi con i propri limiti morali e con il prezzo della giustizia.
Chiude la trilogia IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO, in cui un Bruce Wayne è costretto a tornare in azione per affrontare il temibile Bane, deciso a distruggere Gotham, in un potente scontro finale che mette in gioco il destino della città.

Passando alle opere che giocano con distorsioni spazio – temporali, INCEPTION ne è l’emblema: Leonardo Di Caprio interpreta un ladro specializzato nell’infiltrarsi nei sogni per sottrarre informazioni riservate, chiamato questa volta a compiere l’impresa opposta: impiantare un’idea nella mente di un potente dirigente.

Sul versante della fantascienza si colloca invece INTERSTELLAR con protagonista Matthew McConaughey alla guida di una squadra di esploratori impegnata in un viaggio attraverso un tunnel spaziale alla ricerca di una nuova possibilità di sopravvivenza per l’umanità.
Si giunge infine a TENET, spettacolare thriller di spionaggio con John David Washington protagonista di una missione che ruota attorno al concetto di inversione del tempo, uno degli elementi più affascinanti della filmografia di Nolan, capace di dare vita a sequenze d’azione sorprendenti e a una struttura narrativa ricca di sfide e colpi di scena.
A chiudere la collezione, DUNKIRK, il potente film bellico con cui Nolan racconta l’evacuazione delle truppe alleate dalle spiagge francesi durante la Seconda guerra mondiale. Un racconto immersivo e teso, costruito tra terra, mare e cielo, che restituisce tutta l’urgenza e il dramma di una delle operazioni più celebri del conflitto.
Un percorso attraverso alcune delle opere che hanno reso Christopher Nolan uno dei registi più influenti del nostro tempo, capace di coniugare spettacolo, innovazione e ambizione narrativa come pochi altri autori contemporanei.
CHRISTOPHER NOLAN MANIA | dall’11 al 17 luglio su Sky Cinema Collection, in streaming su NOW e disponibile on demand.
*Ringraziamo gli uffici stampa Sky per la condivisione del comunicato di cui sopra
Cinema
Nevermore’s Library: Dal film al fumetto, il sequel di Edward mani di forbice
L’iconico film Edward mani di Forbice, un capolavoro senza tempo nato dal genio di Tim Burton, che ha avuto anche un sequel a fumetti
“Edward mani di forbice”, seppure sia un film del 1991, in realtà è un capolavoro senza tempo, nato dal genio di Tim Burton e rimasto impresso nella mente di tutti noi. Ma la storia non si è fermata al grande schermo: il 7 novembre 2017 ha avuto un seguito ufficiale a fumetti, pubblicato in Italia da Nicola Pesce Editore (NPE). Ma ripercorriamo le tappe con ordine partendo dal film:
Curiosità sul Film Edward mani di forbice (1990)
Le origini risalgono ad un disegno infantile: l’idea di Edward nasce da un disegno che il regista fece da adolescente: un ragazzo magro, silenzioso, con delle lame al posto delle dita. Era la metafora visiva del suo senso di isolamento e della sua difficoltà a comunicare con gli altri nella periferia di Burbank dov’era cresciuto. Per fare in modo che il personaggio principale del film corrispondesse alle caratteristiche del disegno, la produzione propose il ruolo a diverse star.
Tom Cruise si mostrò molto interessato, ma pose a Tim Burton una sfilza di domande “logiche” che avrebbero snaturato il film, tra cui: “Come fa Edward ad andare in bagno?” e “Come fa a mangiare?”. Burton rifiutò di dare spiegazioni scientifiche a una favola e Cruise si chiamò in automatico fuori. Anche Michael Jackson ed Robert Downey Jr. furono presi in considerazione, ma non avevano quell’aria tenebrosa e sensibile al contempo. Quando si presentò Johnny Depp, già sappiamo tutti come sia andata a finire la selezione.

Tim Burton e Johnny Depp
Johnny Depp e le pochissime parole
Nel montaggio finale del film, Edward pronuncia in totale soltanto 169 parole. Depp lavorò moltissimo sulla mimica facciale, sugli occhi e sul linguaggio del corpo, ispirandosi ai grandi attori del cinema muto come Charlie Chaplin.

Charlie Chaplin

Johnny Depp nelle vesti di Edward
Un altro ruolo fondamentale è proprio quello svolto dal set: il contrasto fra la cittadina soleggiata dove gli abitanti svolgono una vita in apparenza felice in casette color pastello e l’atmosfera invernale e malinconica dell’altura sulla quale Edward vive in isolamento nel suo castello.
Soffermarsi ad osservare questo contrasto riporta alla mente tante teorie, ad esempio quella dell’emarginazione sociale nei confronti di qualcuno etichettato come “diverso”, oppure anche l’ipocrisia della società basata sull’apparenza e lo sfarzo, o ancora l’illusione del sogno americano. Le riprese nella cittadina color pastello (avvenute a Lutz, in Florida) si svolsero sotto un caldo torrido. Johnny Depp svenne persino sul set a causa del colpo di calore provocatogli dalla tuta di pelle attillata.

Il quartiere soleggiato del film “Edward mani di forbice” di cui Tim Burton in accordo con la sceneggiatrice Caroline Thompson non ha volutamente attribuito un nome
L’ultimo film di Vincent Price
Il leggendario attore di film horror Vincent Price, idolo d’infanzia di Tim Burton, interpreta l’Inventore di Edward. Questa è stata la sua ultima apparizione sul grande schermo prima della sua morte nel 1993. Originariamente il suo ruolo doveva essere molto più ampio, ma venne ridotto a causa delle sue precarie condizioni di salute.

Vincent Price in una scena del film
Le sculture reali
Tutte le incredibili sculture di siepi che Edward realizza nel film non erano effetti speciali in CGI (all’epoca primordiale), ma strutture metalliche ricoperte di piante vere o finte, mosse e modellate da maestri artigiani.

Il set del film
Curiosità sul sequel a fumetti (NPE)
Il fumetto pubblicato da Edizioni NPE non è un semplice “spin-off”, ma il sequel ufficiale della storia, ambientato diversi decenni dopo gli eventi del film. L’autrice della trama è Kate Leth in collaborazione con il disegnatore Drew Rausch.
Se nel film la storia ci viene raccontata da una Kim ormai anziana (Winona Ryder) che parla alla nipotina, il fumetto ha come protagonista proprio quella bambina, ormai adolescente, di nome Megs.
La ragazza scopre i vecchi diari di sua nonna Kim (nel frattempo deceduta) e capisce che le storie su Edward non erano favole, ma la pura verità. Si viene così a scoprire che Edward non era l’unica creatura rimasta nel castello. Dai resti di un progetto precedente dell’Inventore, viene riportato alla luce un automa che però, a differenza di Edward, è animato da una personalità tutt’altro che gentile e che seminerà il panico nella città.
Infine spendiamo anche due parole sui disegni di Drew Rausch. Non vi è la ricerca del realismo, ma rimangono totalmente fedeli all’estetica “burtoniana”. Il tratto è spigoloso, gotico, iper-espressivo e i colori giocano costantemente sul contrasto tra il grigio cupo del castello di Edward e i colori pastello sbiaditi della cittadina sottostante.
Nel fumetto, Edward ha imparato a usare le sue mani non solo per distruggere o tagliare, ma ha sviluppato nuove abilità di riparazione e creazione. Inoltre, la storia affronta il tema del “bullismo mediatico” e del pregiudizio nell’era moderna, dimostrando come la cittadina non sia cambiata affatto nel corso degli anni nei confronti del “diverso”.
Il formato da collezione di NPE: L’edizione italiana curata da Nicola Pesce Editore è un volume cartonato di grande formato, pensato proprio per valorizzare i dettagli delle tavole e per i collezionisti appassionati dell’universo di Tim Burton oppure esiste anche la versione ridotta ma solo nelle dimensioni, in quanto il contenuto rimane invariato.
Al prossimo episodio di Nevermore’s Library!
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