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La storia della Manga Meat e di come è arrivata sulle nostre tavole – Prima Parte

La storia della Manga Meat, una lunga tradizione che associa la carne a virilità, abbondanza, festa, bottino e appagamento immediato.

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C’è un’immagine che, da sola, basta a evocare fame, avventura e libertà: un enorme pezzo di carne arrostita, dalla forma quasi cilindrica, con due ossa che spuntano ai lati e che permette all’eroe di afferrarla e divorarla con entusiasmo quasi animalesco.
In Giappone questa icona è chiamata spesso manga niku (マンガ肉, “carne da manga”) oppure ano niku (あの肉, “quella carne”), proprio perché non indica un taglio reale preciso, ma un oggetto dell’immaginario visivo. In altre parole, è la carne dell’avventura.

Oggi il suo volto più famoso è quello di Monkey D. Luffy in One Piece, dove la manga meat compare così spesso da essere diventata un vero emblema della serie. Ma la sua storia è molto più antica e attraversa secoli di narrazione, illustrazione e cultura pop.

Molto prima che esistessero anime e manga, l’idea del grande pezzo di carne addentato direttamente dall’osso era già presente nell’immaginario narrativo occidentale.
Una possibile radice simbolica si può rintracciare addirittura nell’Edda in prosa di Snorri Sturluson, testo del XIII secolo, dove compaiono le capre magiche di Thor e il cinghiale Sæhrímnir, animali che vengono cucinati e consumati per poi ritornare in vita. Non si tratta ancora della “manga meat” in senso moderno, ma dell’archetipo del grande arrosto da banchetto eroico, cioè della carne come segno di forza, abbondanza e potere.

Dal racconto che Odino ne fa, possiamo visualizzare Thor e i commensali del Valhalla addentare quei grossi pezzi di carne arrostita, afferrati per l’osso, e divorarli proprio come farebbe Luffy. Ancora prima, già nell’Odissea, i banchetti in cui la carne ricopre un ruolo centrale, sono ricorrenti e, spesso, motivo di sviluppi inattesi.

La letteratura mondiale è costellata di voraci personaggi che bramano grandi porzioni di carne arrostita per placare il loro grande appetito e questa iconografia sopravvive nei banchetti illustrati, nei ricettari di corte e nell’immaginario visivo della carne servita intera, spesso ancora con osso visibile. Come non citare il celebre saggio gastronomico La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, di Pellegrino Artusi, risalente al 1891, in cui troviamo la ricetta del cosciotto di castrato.

Il punto chiave è che la manga meat non nasce dal nulla, ma da una lunga tradizione figurativa che associa la carne a virilità, abbondanza, festa, bottino e appagamento immediato.

L’era dell’animazione e i grandi appetiti

Per secoli, però, questa immagine è esclusiva della pittura, della prosa e, qualche volta, della poesia, come nel caso della Canzone del girarrosto di Giovanni Pascoli (sì, c’è una poesia dedicata alla carne arrosto!).
Il passaggio decisivo avviene solo quando la carne smette di essere rappresentata come un piatto realistico e comincia a essere trasformata in segno grafico.

È qui che entra in scena il Novecento, con il fondamentale contributo dell’animazione americana.

Con i primi cartoon, il cibo assume una funzione nuova. Non è più soltanto qualcosa da mangiare o da mostrare, diventa un innesco narrativo. Serve a far scattare la fame, la competizione, il furto, l’inseguimento, la gag.

Personaggi come Felix the Cat, già nei primi anni Venti, vivono spesso storie fondate proprio sulla fame. Il cibo è ciò che li muove, li distrae, li mette in pericolo o li spinge all’azione. È un bersaglio, una ricompensa, un’ossessione.

Questa è una svolta fondamentale, perché obbliga gli animatori a risolvere un problema molto pratico: come disegnare il cibo in modo che sia immediatamente leggibile e desiderabile?

La risposta è semplice, bisogna semplificarlo, ingrandirlo, renderlo più evidente del reale.

Nasce così una grammatica visiva nuova, in cui il cibo viene progressivamente deformato per diventare più efficace sullo schermo.

Nel già citato Le avventure di Felix, gli episodi in cui il cibo fa da comprimario vengono trasmessi tra il 1921 e il 1925 e sono molti; in alcuni casi, è il titolo dell’episodio stesso a chiarirlo: Felix the Food Controller, A Hungry Hoodoo, The Great Cheese Robbery, Free Lunch, Felix Brings Home the Bacon, Felix Goes Hungry, Felix Gets His Fill, Eats Are West. Rappresentare un simpatico gatto alle prese con la fame e con la ricerca del cibo risulta essere un ottimo espediente per creare storie divertenti, e i nostri amici a quattro zampe, si sa, sono sempre affamati.

A questo punto non vediamo ancora la manga meat (o meglio, la cartoon meat) così come la conosciamo oggi, ma invitanti salsicce e polli con tanto di cosciotti in bella mostra saranno una presenza costante nelle avventure del gatto nero più famoso dell’animazione e saranno un prototipo di quanto arriverà più tardi.

Riesci a cogliere la sottigliezza della gag?

L’icona prende forma

Tra l’inizio degli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta questa evoluzione è ormai molto avanzata. Le tavole imbandite dei cartoon americani sono piene di tacchini interi, arrosti monumentali, cosciotti, bistecche esagerate. La carne, in particolare, si presta benissimo a questa trasformazione, è compatta, vistosa, “forte” da rappresentare. E soprattutto si presta a essere resa più grande, più succosa, più teatrale del reale.

Nel cortometraggio del 1933 dal titolo Topolino nel paese dei giganti (Giantland), per la regia di Burt Gillett, vediamo per un brevissimo istante un cosciotto anch’esso raffigurato con la prima fetta già tagliata per mostrare le venature della carne e la sua succosità; ma è in un altro famosissimo titolo che questa iconografia si affermerà con maggiore forza. Si tratta di Tom & Jerry, celeberrima serie di cortometraggi esordita nel 1940, che coltiva uno stretto legame con il cibo, elemento fondamentale nello sviluppo delle scaramucce tra i due noti arcinemici.

Uno dei passaggi più significativi arriva nel 1948, quando nell’universo di Tom & Jerry compare una bistecca sovradimensionata che diventa il centro di una contesa tra i personaggi. Qui la carne non è soltanto un oggetto di sfondo, ma diventa il vero motore dell’azione. A quel punto la trasformazione è quasi completa.

Nel 1950, sempre in Tom & Jerry, nell’episodio dal titolo Jerry e il leone, appare un grande cosciotto con osso, molto più vicino a quella che oggi riconosceremmo istintivamente come una proto-manga meat. Non è ancora la forma canonica definitiva, ma il passaggio è ormai chiarissimo, la carne si è trasformata in icona semplificata dell’appetito.

Il suo significato è già tutto lì: abbondanza, fame, impulso, soddisfazione immediata.

Il ruolo decisivo del fumetto giapponese

Ed è proprio a questo punto che la storia smette di essere soltanto occidentale.

Nel 1949, in Giappone, Osamu Tezuka pubblica Metropolis, opera in cui si percepisce chiaramente il dialogo tra manga e cartoon americano. Nelle tavole iniziali compare, infatti, un pollo disegnato con una resa che richiama direttamente il linguaggio dell’animazione occidentale. Questo può sembrare un dettaglio minore, ma in realtà è uno snodo cruciale, perché è qui che il cibo “da cartoon” compie il suo passaggio più importante, ovvero, entra nell’universo del manga.

Trova il pollo!

Con Metropolis non siamo ancora davanti alla manga meat nel suo aspetto definitivo, ma siamo esattamente nel momento in cui il Giappone assorbe, rielabora e prepara a trasformare quell’immaginario. È il punto di contatto tra due tradizioni visive. Da un lato il cartoon americano, che ha codificato il cibo come forma narrativa e comica, dall’altro il manga, che sta per farne qualcosa di nuovo, autonomo e immediatamente riconoscibile. E infatti, da qui in poi, la storia accelera.

Perché se fino a questo momento la carne con osso è stata soprattutto un archetipo, un simbolo, una grammatica visiva in formazione, nel passaggio successivo diventerà finalmente ciò che oggi conosciamo tutti, la manga meat vera e propria.

E sarà proprio Tezuka a darle il suo corpo definitivo. Ma questo lo vedremo nella seconda parte dell’articolo, dove troverai anche una ricetta per cucinare la Manga Meat a casa!

La Manga Meat che cucino nei miei eventi dal vivo

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Anime

Crunchyroll annuncia nuove acquisizioni all’anime Expo 2026

Crunchyroll ha svelato le nuove acquisizioni che arrivano direttamente dell’Anime Expo 2026 tenutosi recentemente a Los Angeles

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CRUNCHYROLL ANNUNCIA NUOVE ACQUISIZIONI ALL’ANIME EXPO 2026

Ghost of Tsushima Legends, The Guy She Was Interested in Wasn’t a Guy At All, Aoashi Stagione 2, Annunci esclusivi a livello mondiale al Crunchyroll Showcase

Crunchyroll, la piattaforma di riferimento per gli appassionati di anime di tutto il mondo, è salita sul palco dell’Anime Expo 2026 di Los Angeles con una serie di annunci importanti, tra cui la presentazione in anteprima di un personaggio del prossimo anime Ghost of Tsushima Legends e diverse anteprime mondiali.

NOTIZIE PRINCIPALI

  • Ghost of Tsushima Legends  Crunchyroll ha svelato in anteprima i personaggi del prossimo anime Ghost of Tsushima Legends, offrendo ai fan un altro assaggio della serie tanto attesa. Lo scorso anno Crunchyroll, in collaborazione con Aniplex, Sony Music e PlayStation Productions, aveva annunciato l’adattamento anime dell’amato gioco d’azione e avventura. La serie segue le vicende di uno degli ultimi samurai rimasti mentre difende la sua terra natale, Tsushima, dall’Impero mongolo. Il regista Takanobu Mizuno sarà alla guida dell’adattamento, con HAYATE Inc. a supervisionare la produzione; Satoshi Maejima (NITRO PLUS) e Gen Urobuchi (NITRO PLUS) scriveranno la sceneggiatura, mentre Gen Urobuchi si occuperà anche della composizione della trama; Takashi Okazaki curerà il character design e KAMIKAZE DOUGA produrrà l’animazione. La serie mira a tradurre l’estetica samurai caratteristica del gioco in un’esperienza cinematografica visivamente avvincente. Ulteriori dettagli sulla produzione e la data di uscita saranno annunciati in un secondo momento.

  • The Guy She Was Interested in Wasn’t a Guy At All  Tra le sorprese più grandi dell’evento, Crunchyroll ha trasmesso un videomessaggio speciale rivolto al pubblico dell’Anime Expo da parte di Dave Grohl, il quale ha rivelato che “Breed” dei Nirvana sarà la sigla di apertura del prossimo adattamento anime di The Guy She Was Interested in Wasn’t a Guy At All, il cui lancio è previsto per l’inizio del 2027. La serie racconta le vicende di Aya, una liceale alla moda e vivace che adora ascoltare il rock, ma sembra che nessun altro condivida il suo interesse… finché non incontra un commesso figo e alla moda in un negozio di CD. Vestito di nero dalla testa ai piedi, emana un’aura di mistero e ha un gusto musicale impeccabile. Aya si innamora perdutamente di lui, senza sapere che la persona per cui ha una cotta è in realtà la sua compagna di classe Mitsuki! Ulteriori dettagli sulla serie saranno annunciati in un secondo momento.

NUOVE SERIE E RITORNI ATTESI

  • Here U Are – L’adattamento anime dell’amatissimo manhua arriverà su Crunchyroll. La serie racconta le vicende di Yang Yu, uno studente universitario degli ultimi anni molto amato da tutti, e di Huan Li, un nuovo studente taciturno e asociale. I due partono con il piede sbagliato, ma nonostante a volte entrino in conflitto e si respingano a vicenda, continuano a sentirsi attratti l’uno dall’altro.

  • Fate Rewinder – In uscita su Crunchyroll nell’aprile 2027, questo nuovo thriller fantascientifico e misterioso segue le vicende di eroi dotati del “Retry Eye”, un dispositivo impiantato nell’occhio che conferisce il potere di riavvolgere il tempo. La serie ruota attorno a Chrono, un nuovo “Rewinder”, che deve imparare a padroneggiare la propria abilità per salvare coloro che sono morti tragicamente.

  • The Rising of the Shield Hero Stagione 5 – Il viaggio di Naofumi prosegue tra nuove e pericolose ondate di pericoli, dove lui e i suoi compagni dovranno affrontare minacce che potrebbero coinvolgere anche gli altri Eroi Cardinali. La serie arriverà su Crunchyroll il prossimo anno. Le stagioni precedenti sono già disponibili in streaming su Crunchyroll.

  • Dengeki Daisy – Crunchyroll ha svelato il trailer in anteprima mondiale di Dengeki Daisy. Questa nuova commedia romantica racconta le vicende di un’orfana che, dopo aver incontrato un misterioso hacker, si ritrova coinvolta in una vicenda di spionaggio!

  • Aoashi Stagione 2 – Il viaggio di Ashito continua nell’ottobre 2026 su Crunchyroll. Dopo la devastante sconfitta nel torneo delle scuole medie e l’ingaggio dei migliori allenatori della J-League, Ashito torna in campo per inseguire il suo sogno di diventare uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. La prima stagione è disponibile in streaming su Crunchyroll.

  • Gacha Girls Corps – In arrivo su Crunchyroll a gennaio 2027, Gacha Girls Corps racconta la storia di Heihachi, un appassionato di giochi per cellulare che viene trascinato in un altro mondo dopo aver effettuato un insolito pull all’interno del gioco. Attaccato dai mostri, fa ciò che sa fare meglio: lancia il gacha, evocando un potente cavaliere di nome Norl che potrebbe essere la sua unica speranza.

Magical Buffs – Il mago di supporto è più forte di quanto pensasse! Dopo essere stato espulso dalla sua gilda per aver messo in ombra il suo capo, l’abile mago di supporto Wim Strauss ottiene una seconda possibilità quando la sua amica d’infanzia lo invita a unirsi alla sua gilda di rango A, Nachtibelle. La nuova serie fantasy arriverà su Crunchyroll a gennaio 2027.
  • The Vermilion Mask – Crunchyroll offre ai fan un’altra anteprima di The Vermilion Mask, in arrivo sulla piattaforma nell’ottobre 2026. La serie racconta la storia di Peru, un allievo del leggendario creatore di maschere Gaston Roux, che viene controllato dalla “Maschera del Dio Guerriero” e uccide involontariamente i suoi amici e persino il proprio maestro. Per impedire che una tragedia del genere si ripeta, Peru giura di distruggere tutte le maschere di Gaston sparse per il mondo. Confrontandosi con i peccati che ha commesso, intraprende il suo viaggio.

  • Overgeared – In arrivo quest’anno su Crunchyroll, Overgeared racconta la storia di Grid, uno sfortunato giocatore di basso livello del popolare gioco VR “Satisfy”, che sembra non riuscire mai a trovare un po’ di tregua, almeno fino a quando non gli si presenta l’opportunità di affrontare la missione di grado S che gli cambierà la vita. Trova un potente oggetto che gli fa guadagnare un raro titolo di classe leggendaria: “Il successore di Pagma” e diventa un abile fabbro in grado di forgiare armi uniche e di equipaggiarsi con l’equipaggiamento più potente del gioco. Punta alla fama e alla fortuna, ma quando le sue nuove abilità iniziano a causare problemi in Satisfy, Grid scopre che la vita da leggenda potrebbe essere più di quanto si aspettasse.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Crunchyroll per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Perché Overlord rappresenta una delle opere più indimenticabili di sempre

Scopri perché Overlord è diventato uno degli isekai più iconici di sempre, tra personaggi indimenticabili, curiosità e il suo enorme impatto.

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Nel panorama degli isekai esistono opere che hanno seguito le tendenze del momento e altre che, invece, hanno contribuito a ridefinirle. Overlord appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Fin dal suo debutto, la serie è riuscita a conquistare milioni di appassionati grazie a un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: raccontare un mondo fantasy non attraverso gli occhi dell’eroe destinato a salvare tutti, ma da quelli del cosiddetto signore oscuro.

Un ribaltamento di prospettiva che, ancora oggi, rende Overlord una delle produzioni più influenti e riconoscibili dell’animazione giapponese contemporanea.

Dalla passione di Kugane Maruyama a un fenomeno mondiale

Prima di diventare un successo editoriale, Overlord era un progetto molto diverso da quello che conosciamo oggi. Il suo autore, Kugane Maruyama, iniziò infatti a pubblicare la storia come web novel, seguendo un percorso comune a molte opere giapponesi moderne. All’epoca, però, Maruyama non viveva ancora esclusivamente della scrittura: lavorava come impiegato e coltivava la sua passione nel tempo libero.

L’idea alla base del racconto nasceva anche dalla sua esperienza personale come appassionato di giochi di ruolo. In diverse interviste ha raccontato come una delle ispirazioni principali fosse il desiderio di ricreare il senso di nostalgia provato quando un gruppo di amici con cui si condividevano lunghe sessioni di gioco finisce inevitabilmente per sciogliersi. È proprio questo sentimento che apre Overlord.

L’ultimo giorno di vita del MMORPG Yggdrasil diventa il punto di partenza di un’avventura destinata a cambiare completamente il destino del protagonista.

Quando il gioco dovrebbe chiudere definitivamente i server, Momonga decide di restare online fino all’ultimo secondo per salutare quel mondo che aveva rappresentato anni di amicizie, sfide e ricordi. Ma lo spegnimento non arriva mai. Al contrario, il mondo virtuale continua a esistere e lui scopre di essere diventato realmente Ainz Ooal Gown, il potentissimo sovrano della Grande Tomba di Nazarick.

Da qui prende forma una delle narrazioni più originali degli ultimi quindici anni.

Il protagonista che non doveva essere un eroe

Uno degli aspetti che hanno reso Overlord così memorabile è la sua totale rottura con gli stereotipi dell’isekai. Se molte opere raccontano la crescita di un ragazzo comune chiamato a diventare un salvatore, Overlord compie il percorso opposto.

Ainz è già praticamente invincibile. Non deve allenarsi, non deve ottenere nuovi poteri e non affronta un viaggio di formazione tradizionale. Il vero conflitto della serie è interiore e politico.

Dietro l’imponente figura dello scheletro supremo si nasconde infatti Suzuki Satoru, un uomo comune catapultato in una situazione enorme, costretto a interpretare un ruolo molto più grande di lui. Una delle intuizioni più brillanti dell’opera è proprio il contrasto tra ciò che Ainz mostra all’esterno e ciò che pensa realmente.

Mentre i suoi sottoposti vedono un sovrano infallibile capace di prevedere ogni possibile scenario, il lettore e lo spettatore assistono spesso ai dubbi, alle improvvisazioni e alle paure di un uomo che cerca semplicemente di non deludere coloro che considera l’ultima eredità lasciata dai suoi amici.

Questo continuo gioco di equivoci genera situazioni ironiche, ma anche momenti sorprendentemente malinconici.

Nazarick: uno dei migliori cast mai costruiti

Ridurre Overlord al solo Ainz sarebbe un errore. Gran parte del fascino dell’opera deriva infatti dalla costruzione della Grande Tomba di Nazarick e dei suoi Guardiani.

Personaggi come Albedo, Demiurge, Shalltear Bloodfallen, Cocytus e Aura non rappresentano semplici comprimari, ma incarnano visioni differenti del rapporto con il proprio creatore e con il loro sovrano.

Molti di loro esistono perché furono progettati dai membri della gilda Ainz Ooal Gown durante gli anni trascorsi su Yggdrasil. Per questo motivo Ainz prova nei loro confronti un profondo senso di responsabilità: essi sono gli ultimi frammenti tangibili degli amici che ormai hanno abbandonato il gioco.

È un dettaglio narrativo spesso sottovalutato, ma fondamentale per comprendere molte delle sue decisioni. Ogni volta che protegge Nazarick, Ainz non sta soltanto difendendo un regno: sta preservando i ricordi di un’intera vita.

Un mondo vivo, dove nessuno è davvero al sicuro

Un’altra caratteristica che distingue Overlord è la costruzione del worldbuilding. L’universo creato da Maruyama non ruota esclusivamente attorno al protagonista.

Regni, imperi, organizzazioni religiose, avventurieri, draghi e nazioni possiedono obiettivi indipendenti e continuano a evolversi anche quando Ainz non è presente sulla scena. Questa scelta conferisce al racconto una sensazione di realismo rara per il genere fantasy.

Allo stesso tempo, Overlord non ha paura di mostrare le conseguenze del potere assoluto. Le vittorie di Nazarick spesso hanno un prezzo elevatissimo per chi si trova sulla loro strada, e la serie evita accuratamente di trasformare il protagonista in un classico eroe positivo.

È proprio questa ambiguità morale ad aver alimentato, negli anni, infinite discussioni tra i fan. Ainz è davvero il cattivo della storia? Oppure è semplicemente un uomo che ha finito per adattarsi al mondo in cui è stato trascinato?

La risposta non è mai completamente definitiva.

L’anime che ha consacrato un fenomeno

L’adattamento animato prodotto dallo studio Madhouse nel 2015 contribuì in maniera decisiva alla popolarità dell’opera. La serie arrivò in un momento in cui il fenomeno degli isekai stava esplodendo a livello internazionale, ma riuscì immediatamente a distinguersi grazie al suo tono più maturo, all’atmosfera oscura e alla figura magnetica di Ainz.

Nel corso degli anni sono arrivate diverse stagioni televisive e un lungometraggio dedicato all’arco del Sacro Regno, segno di un interesse rimasto costante nel tempo.

Pur ricevendo talvolta critiche per alcune sequenze in computer grafica, soprattutto durante le scene di massa, Overlord non ha mai perso la fiducia del proprio pubblico. Anzi, stagione dopo stagione ha continuato ad ampliare la propria fanbase, diventando uno dei franchise fantasy più riconoscibili degli ultimi anni.

L’eredità di Overlord

A distanza di anni dal suo debutto, è impossibile parlare dell’evoluzione degli isekai senza citare Overlord. Molte opere successive hanno ripreso l’idea del protagonista estremamente potente, della prospettiva del villain o delle dinamiche politiche tra diverse fazioni, ma poche sono riuscite a raggiungere lo stesso equilibrio tra spettacolarità, costruzione del mondo e profondità psicologica.

Il vero punto di forza della serie, tuttavia, resta il suo cuore nascosto.

Dietro eserciti di non morti, magie devastanti e battaglie monumentali si cela una storia profondamente umana, che parla della paura della solitudine, del valore dei ricordi e del desiderio di mantenere viva l’eredità delle persone che hanno segnato la nostra vita.

È forse questo il motivo per cui Overlord continua a essere così amato. Non solo perché offre uno dei mondi fantasy più affascinanti dell’animazione moderna o uno dei protagonisti più iconici del genere, ma perché riesce a trasformare un racconto di conquista in una riflessione sorprendentemente malinconica sul tempo che passa e sui legami che resistono anche quando tutto il resto sembra essere finito.

Ed è proprio questa capacità di unire intrattenimento, introspezione e spettacolo a rendere Overlord una delle opere più indimenticabili di sempre.


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Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Il Castello dell’Infinito arriva su Crunchyroll

Il film anime Demon Slayer: Kimetsu No Yaiba Il Castello dell’Infinito arriva in streaming su Crunchyroll dal 28 luglio

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IL FILM ANIME CANDIDATO AI GOLDEN GLOBE“DEMON SLAYER: KIMETSU NO YAIBA IL CASTELLO DELL’INFINITO” ARRIVA IN STREAMING SU CRUNCHYROLL DAL 28 LUGLIO

Nel 2025 il film si è rivelato un fenomeno nell’animazione, battendo i record al botteghino e diventando il film d’animazione con il maggior incasso di tutti i tempi

Crunchyroll, la piattaforma di riferimento per gli anime in tutto il mondo, ha annunciato oggi che il film anime da record Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Il Castello dell’Infinito sarà disponibile sulla sua piattaforma di streaming dal 28 luglio alle 17:00. Il film sarà disponibile sia in lingua originale giapponese con sottotitoli in italiano, sia doppiato in italiano. Saranno disponibili anche altre lingue.

Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Il Castello dell’Infinito è il primo film di un’epica trilogia cinematografica in tre parti che racconta la battaglia finale della popolarissima e pluripremiata serie anime. La storia segue le vicende di Tanjiro Kamado, un ragazzo che è entrato a far parte della squadra di cacciatori di demoni dopo che la sua sorellina Nezuko è stata trasformata in un demone.

Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Il Castello dell’Infinito è stato candidato ai Golden Globe nella categoria Miglior film d’animazione, alla Producers Guild of America nella categoria Miglior produttore di film d’animazione per il grande schermo, ed è entrato nella rosa dei candidati ai BAFTA nella categoria Miglior film d’animazione.

Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Il Castello dell’Infinito Sarà disponibile per l’acquisto in alcuni territori tramite l’app Apple TV, Prime Video, Google Play*, YouTube e Fandango a partire dal 28 luglio. I preordini per il film inizieranno il 4 luglio su alcune piattaforme.

Tutti gli episodi di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba e Demon Slayer -Kimetsu no Yaiba- The Movie: Mugen Train sono già disponibili in streaming su Crunchyroll. Così come il live della speciale performance d’orchestra Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba -Orchestra Concert- e la live stage performance Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba ON STAGE. Seguite@crunchyroll sui social e Crunchyroll News per ulteriori aggiornamenti.

©Koyoharu Gotoge / SHUEISHA, Aniplex, ufotable

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Crunchyroll per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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