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Comics Legends: Intervista a Patrick Olliffe, narratore visivo di Spider-Man e Spider-Girl
Su Comics Legends un artista capace di raccontare con i suoi disegni il passato e il presente di Spider-Man: il grandissimo Patrick Olliffe
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2 ore agoil
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Doc. G
Avete presente la sensazione che si prova quando si riascolta, dopo tanto tempo, il proprio CD preferito (o la propria playlist, se siete più giovani)? Ecco, a me succede la stessa cosa quando ammiro l’arte di Patrick ‘Pat’ Olliffe.
Il suo stile, tendente al classico, è sempre un piacere da osservare e, in maniera del tutto naturale, il mio pensiero va ai suoi grandi lavori realizzati per Untold Tales of Spider-Man (conosciuto in Italia come Le storie mai narrate di Spider-Man) e Spider-Girl.
È incredibile come il suo tratto sia l’unico che riesco a immaginare perfettamente in sintonia con quelle storie, se ripenso alle atmosfere, ai personaggi protagonisti e alle sue versioni di Spider-Man e Spider-Girl che coglievano entrambi lo spirito genuino del Tessiragnatele nato dalla mente di Stan Lee e Steve Ditko.
Probabilmente, senza le sue matite, non sarei qui a parlare di racconti che mi sono entrati nel cuore e che hanno segnato gran parte della mia adolescenza, quando venivano pubblicati in Italia sulla rivista antologica Wiz (Untold Tales of Spider-Man) e sulla serie ammiraglia dell’Uomo Ragno (Spider-Girl). Erano storie che leggevo con piacere e serenità, che attendevo con ansia e che mi hanno definitivamente convinto che Spider-Man era (ed è ancora oggi) il mio supereroe Marvel preferito. E questo è anche merito di Pat.
Pat Olliffe ha lavorato anche su altri progetti, non solo per la Casa delle Idee, e nuovi lavori sono in arrivo, come scoprirete nell’intervista che segue. Per me, però, è una vera e propria “leggenda dei comics” per il contributo artistico dato ai titoli Marvel legati all’universo di Spider-Man.
La chiacchierata con lui è stata tanto emozionante, quanto divertente e davvero piacevole e per me è stato un onore parlare con uno degli artisti che considero, più che mai, una leggenda del fumetto. E ora direi di lasciare spazio alle sue parole!
Pat Olliffe: l’artista che ha ridefinito il passato e il futuro di Spider-Man
Grazie mille, Pat Olliffe, per essere su PopCorNerd. Per me è un grandissimo onore averti come ospite, in quanto ti considero uno degli artisti che mi hanno fatto sognare con Spider-Man. Quindi, vorrei iniziare dal tuo arrivo alla Marvel, che, da quanto so, è avvenuto anche grazie all’aiuto di un altro artista e tuo amico, Ron Frenz. Puoi raccontarci come è andata?
Pat Olliffe – Certo. Conoscevo già Ron, viviamo entrambi a Pittsburgh, e l’avevo incontrato prima che andassi alla scuola d’arte. Credo fosse al liceo: avevo iniziato a fare qualche lavoro per una società locale di animazione, piccole cose qua e là. Lui lavorava per un’altra azienda locale di animazione, e gli mostrai alcuni dei miei lavori. Mi incoraggiò molto.
Sapevo che aveva frequentato l’Art Institute of Pittsburgh, insieme ad altri ragazzi che poi hanno avuto una buona carriera. Così decisi di provarci anch’io. Siamo rimasti in contatto e periodicamente gli mostravo i miei lavori mentre crescevo artisticamente e andavo avanti con gli studi. È sempre stato molto disponibile, dandomi consigli e idee.
Quando mi sono diplomato, ho realizzato delle tavole di prova, come facevano tutti; all’epoca non c’era internet. Le ho inviate alla Marvel, alla DC e ad altri editori, ricevendo lettere di rifiuto. Però le avevo mostrate anche a Ron, e in quel periodo lui lavorava su Thor.
I miei lavori rimasero un po’ “in attesa”. Poi, a un certo punto, c’era bisogno di una storia di backup in Thor: Tales of Asgard. È stato suggerito che potessi occuparmene io. A quel punto avevo già lavorato su piccoli progetti per case editrici in bianco e nero, ma Tales of Asgard fu il mio primo lavoro per la Marvel. Ovviamente, questo è avvenuto grazie alla raccomandazione di Ron.
Il lavoro è piaciuto abbastanza da permettermi di farne altri: ho realizzato altre storie e qualche fill-in su Thor. Una volta che inizi a lavorare per la Marvel, se il tuo lavoro piace, se sei professionale, facile da gestire e rispetti le scadenze, è tutto un crescendo.
Dopo Thor, credo di aver fatto Nomad, che è stato il mio primo incarico regolare alla Marvel. Da lì, tutto ha continuato a svilupparsi.

The Mighty Thor #437 albo che contiene la storia di Pat Olliffe di Tales of Asgard.. il suo primo lavoro in Marvel!
Come si è formato invece il “dream team” con Tom DeFalco e Ron Frenz? Avete lavorato insieme su diversi progetti e siete anche grandi amici?
Pat Olliffe – Sì, sì. Quando ho iniziato a lavorare alla Marvel, su serie come Thor, Tom era lo sceneggiatore. Così abbiamo iniziato a costruire il nostro rapporto. Direi che andavamo tutti molto d’accordo.
In particolare, io, Ron e Tom DeFalco avevamo una visione molto simile della narrazione, soprattutto quella supereroistica. C’è stata quindi subito una connessione nel modo in cui vedevamo lo storytelling e questo genere di fumetti.
Questo ci ha aiutato a legarci. Poi io e Tom abbiamo lavorato insieme a una miniserie, Thor Corps, che lui ha scritto. Credo sia stato il nostro primo vero progetto insieme, non una storia di backup o qualcosa del genere, ed è stata una bella occasione per collaborare a un progetto completo.
E naturalmente Ron [Frenz] e Tom sono molto legati, come sai. A un certo punto ho anche condiviso uno studio con Ron, quindi abbiamo lavorato nello stesso ufficio per parecchio tempo.
Quando penso a Pat Olliffe, la prima cosa che mi viene in mente è Untold Tales of Spider-Man insieme a Kurt Busiek. Com’ è nato quel progetto? Ed è stato difficile inserire ogni storia tra i classici numeri di Lee e Ditko senza creare errori di continuity?
Pat Olliffe – Beh, come è nato… avevo realizzato alcune illustrazioni per carte collezionabili per Marvel all’epoca, e una di queste era proprio una carta di Spider-Man. È capitato che l’editor di quel progetto fosse anche l’editor di Untold Tales of Spider-Man, e vide i miei lavori. Stavano cercando un artista per la serie, quindi mi chiese se fossi interessato. Io fui felicissimo.
Pensavo fosse un progetto fantastico, quindi ero molto entusiasta. Ricordo di aver fatto una sorta di tavola di prova, per mostrare come avrei gestito il personaggio. Gli piacque abbastanza da affidarmi il lavoro. Ero davvero molto contento di averlo ottenuto.
Per quanto riguarda il cercare di unire lo stile di Lee e Ditko con qualcosa che non fosse troppo Ditko, perché volevamo comunque tener conto anche di un pubblico moderno, quello che ho fatto è stato cercare di usare l’influenza di Ditko dove possibile.
Naturalmente ho anche il mio stile e le mie idee, che emergono comunque. Ho guardato anche ad altri artisti di Spider-Man che mi avevano influenzato. Rick Leonardi, ad esempio, è stato molto importante per il modo in cui ho gestito il personaggio. Quindi è stato un mettere insieme diverse influenze per arrivare a qualcosa che potesse funzionare per questo progetto.
Per quanto riguarda la continuity, Kurt ha fatto un lavoro meraviglioso con le storie, intrecciandole perfettamente con quelle di Lee e Ditko. È stato molto utile avere sempre dei riferimenti: mi assicuravo di avere sotto mano i numeri originali in cui dovevamo inserire le nostre storie.
Avevo sempre quei numeri con me, così da assicurarmi che gli ambienti fossero coerenti e i personaggi vestiti allo stesso modo; J. Jonah Jameson, il Bugle, la casa di Peter, zia May. Finché avevo il riferimento originale di Ditko, sapevo che, anche aggiungendo qualche tocco personale, stavo comunque rispettando l’aspetto visivo della serie, ed era fondamentale.
Per me questa è come la risposta Marvel a Batman: Year One. Quasi da considerare… uno Spider-Man: Year One! Che dici?
Pat Olliffe – Sì. Esatto.
Secondo me, il più grande punto di forza di Untold Tales of Spider-Man è stato ricreare l’atmosfera scolastica e da soap opera tipica delle storie di Stan Lee e Steve Ditko su Amazing Spider-Man. Come artista, quanto è stato difficile catturare quelle atmosfere adattandole al tuo stile, considerando che il tuo Spider-Man è molto più dinamico rispetto alla versione classica di Ditko?
Pat Olliffe – Credo che ci fosse un equilibrio da trovare. Sapevamo che le storie erano molto nostalgiche e che avrebbero avuto un pubblico specifico, persone in cerca proprio di quel tipo di racconti.
Ma allo stesso tempo sapevamo di dover esistere in un mercato più moderno. Non volevamo che il pubblico fosse composto solo da chi conosceva lo Spider-Man di Lee e Ditko. Quindi volevamo mantenere quel tipo di narrazione, ma renderla anche adatta al periodo in cui veniva pubblicata.
Parte del motivo per cui ho ottenuto il lavoro è che il mio modo naturale di raccontare e disegnare non è così distante dallo storytelling classico Marvel. Quindi ero già una buona scelta per il progetto.
Poi è successo che alcune persone hanno notato che quando disegno Spider-Man, le ragnatele non sono quelle classiche di Ditko, ma quelle alla McFarlane…
Sì, esatto!
Pat Olliffe – Anche cose come il layout delle tavole erano più dinamiche, per adattarsi a un pubblico moderno. Ci sono quindi piccoli elementi con cui ho cercato di modernizzare, mantenendo però un legame con Lee e Ditko, e allo stesso tempo rendendo il tutto visivamente interessante per i lettori contemporanei.

Commission di Olliffe che dimostra come le sue ragnatele di Spider-Man sono molto simili a quelle di McFarlane!
Tra i nuovi comprimari introdotti in Untold Tales, c’erano Sally Avril e Jason Ionello, compagni di liceo di Peter, entrambi personaggi molto ben sviluppati e centrali in una storyline particolarmente drammatica. Come hai affrontato visivamente quella parte della serie per trasmettere il peso emotivo di quel momento tragico, soprattutto per Jason?
Pat Olliffe – Credo che tutto parta dalla storia. Le sceneggiature di Kurt avevano già tutti i momenti emotivi necessari per renderli visivamente.
Quella è stata sicuramente una delle storie più intense emotivamente. Il personaggio di Sally si era sviluppato nel tempo. Anche Jason, ovviamente, ma soprattutto Sally aveva avuto un’evoluzione molto specifica, per poi arrivare a quel finale tragico, con Jason che si sente responsabile.
Lui sparisce per qualche numero, e poi torna. E il modo in cui interagisce con gli altri studenti dopo quell’evento… molto era già nella sceneggiatura. Ma io ho cercato di usare ombre e inquadrature per enfatizzare l’emozione.
Nel numero successivo alla morte di Sally, ad esempio, c’è una splash page con Spider-Man su un muro e un’ombra molto lunga. Volevo mantenere quell’atmosfera più cupa e malinconica. Quindi ho lavorato molto con ombre e angolazioni.
Questo è il secondo momento tragico per Peter dopo la morte di zio Ben?
Pat Olliffe – Sì, esatto. Volevo assolutamente rendere chiaro quel parallelo. E ancora una volta, la sceneggiatura di Kurt ha reso tutto più semplice.
Untold Tales of Spider-Man si è concluso con il numero 25. Il finale era pianificato fin dall’inizio oppure ci sono state altre ragioni dietro la chiusura della serie?
Pat Olliffe – No, non era pianificato dall’inizio. Allora, da quello che ho capito, il fumetto faceva parte di una linea a 99 centesimi. Quindi costava meno rispetto alle serie regolari da edicola dell’epoca.
Perché una serie così economica possa essere sostenibile nel lungo periodo, deve avere vendite abbastanza alte da generare profitto. Alla fine è pur sempre un business. Quindi credo che siano successe un paio di cose: le vendite non hanno raggiunto il livello necessario per rendere sostenibile un fumetto a 99 centesimi.
E poi, dopo due anni, penso che Kurt avesse già raccontato le storie che voleva raccontare. Aveva esplorato quell’universo e poi era pronto a passare ad altri progetti ed infatti è passato a Iron Man.
C’è stata anche una breve discussione sull’idea di continuare con un altro sceneggiatore, mentre io sarei rimasto sulla serie. Ma credo che la decisione finale sia stata che, anche volendo continuare, il prezzo di 99 centesimi rendeva difficile sostenere la serie nel lungo periodo. Quindi ci sono state diverse ragioni per cui la serie si è conclusa.
Hai avuto due grandi esperienze nell’universo di Spider-Man, e ora è il momento di parlare di Spider-Girl. L’anno scorso ho intervistato Tom DeFalco per un’altra testata, e mi ha detto che tu, lui e Ron Frenz avete adorato lavorare su Spider-Girl. Che vi siete divertiti molto ed è stato un lavoro fatto con molta passione. È stato lo stesso anche per te?
Pat Olliffe – Sì, assolutamente. Sono stato molto fortunato a ottenere quel progetto. Tom e Ron avevano introdotto il personaggio in What If? #105, e aveva attirato l’attenzione in Marvel, tanto da decidere di farne una serie e di espandere l’universo MC2.
All’inizio pensavo che avrei lavorato su A-Next, perché ho sempre voluto disegnare gli Avengers e non ne avevo ancora avuto l’occasione. E pensavo che Ron avrebbe continuato su Spider-Girl, visto che l’aveva creata.
Ma Ron voleva passare a lavorare su Thunderstrike, un suo personaggio, che sarebbe apparso in A-Next. E dato il mio legame con Spider-Man, offrirono a me Spider-Girl, e ne fui felicissimo. È stato un passaggio molto naturale.
Non solo è un grande personaggio e un’ottima idea, ma io e Tom avevamo già lavorato insieme e abbiamo un modo molto simile di raccontare. È stato tutto molto naturale, come una collaborazione perfetta fin dal primo numero. E mi è piaciuto tantissimo.
E poi la cosa incredibile è stata la reazione dei fan. Il fumetto non aveva vendite straordinarie, e Marvel guardava molto ai numeri. Avevano delle metriche per decidere quando cancellare una serie.
Ma noi non siamo mai arrivati a quel punto, perché ogni volta che si parlava di cancellazione, i fan scrivevano, si facevano sentire, e continuavano a salvare la serie. Io e Tom eravamo felicissimi di poter continuare. Ho davvero amato quel progetto.
Per me Spider-Girl è uno dei quattro grandi personaggi con poteri del ragno. Oggi ce ne sono tantissimi, ma per me i migliori restano Peter Parker, Mayday Parker, Miles Morales e Miguel O’Hara. Per me sono loro i quattro principali Spider-eroi. Gli altri… beh, ormai ce ne sono davvero tanti.
Dunque, tu non sei stato il creatore di Spider-Girl, ma il tuo contributo alla serie è stato, secondo me, fondamentale. Le tue matite sono state uno dei fattori chiave che hanno permesso al titolo di raggiungere il traguardo dei 100 numeri. La serie ha introdotto molti nuovi personaggi che hanno ampliato l’universo MC2. A quale hai contribuito di più, dal punto di vista creativo, soprattutto in termini di design? E, al di là di Spider-Girl, quale personaggio ti è piaciuto di più disegnare? Il mio preferito era Darkdevil.
Pat Olliffe – Oh Darkdevil ha un design fantastico. Vorrei poter prendermene il merito, ma in realtà è stato progettato da un altro disegnatore che era un amico di Ron. Ha proposto l’idea ed era così valida che ovviamente abbiamo deciso di usarla.
Quindi, sai, c’erano sicuramente personaggi sviluppati da Ron, ma ce ne sono stati anche altri che ho sviluppato io. Personalmente mi è piaciuto disegnarne molti, ma dal punto di vista del design il villain Crazy Eight, con la gigantesca palla da biliardo numero otto e il costume completamente nero, è quello che mi ha colpito di più. Quel design ha funzionato subito per me e ne sono stato molto soddisfatto.
Era divertente da disegnare. Quindi, tra i personaggi che ho progettato, direi che è stato probabilmente il mio preferito. È stato uno di quei momenti in cui disegni un personaggio e pensi: “Oddio, forse so quello che sto facendo”. Quindi sì, è stato probabilmente il mio design preferito.
Quando l’universo MC2 si è concluso, è nato l’Ultimate Universe. Secondo te l’MC2 è stato in qualche modo una base per la nascita dell’Ultimate Universe? Pensi che la Marvel si sia ispirata a quello?
Pat Olliffe – Beh, non so cosa succeda dietro le quinte. Non sembra ci sia stata un’ispirazione diretta. Però quello che so con certezza è che mi considero molto fortunato ad aver contribuito all’universo MC2, perché penso che abbia avuto una certa influenza nel tempo.
Come ho detto, non ero coinvolto in discussioni di quel tipo. Ma dire che non ci sia stata alcuna influenza probabilmente non sarebbe del tutto corretto. Era una linea abbastanza popolare e, quando c’è un legame forte con il pubblico, qualcosa rimane. Però non posso parlarne in modo specifico.

I Fantastic Five, personaggi del MC2, universo che ha posto le basi dell’Ultimate Universe?
Questa è una domanda divertente. Sono sempre stato curioso di una cosa: ho notato una certa somiglianza tra te nel periodo in cui disegnavi Spider-Girl e il Peter Parker adulto e padre di Mayday. Hai preso in parte te stesso come riferimento quando lo disegnavi?
Pat Olliffe – [risata n.d.r.] Do la colpa a Ron Frenz per questo! Sì, perché, come dicevo, io e Ron siamo amici da molto tempo e abbiamo condiviso lo studio. Credo che aggiungere il pizzetto e quell’acconciatura… abbia fatto sì che il personaggio cominciasse naturalmente ad assomigliarmi.
Ma è stata una decisione di Ron inserire il pizzetto. E una volta che un personaggio è definito visivamente in un certo modo, non lo cambi. Quindi ho semplicemente continuato a disegnarlo così e sì, effettivamente mi somigliava. Ci siamo anche divertiti con questa cosa in seguito.
A un certo punto, credo che abbiamo dato a Peter anche una ciocca di capelli bianchi o grigi sulla fronte. Anche quello era perché stavo iniziando ad avere i capelli grigi in quel periodo e avevo una ciocca simile. Quindi sì, do la colpa di quella rappresentazione visiva a Ron Frenz [risata n.d.r.].
Su testi di Tom DeFalco hai lavorato su Secret Wars: Battleworld per la Marvel, una miniserie molto divertente costruita su un’idea particolare: introdurre villain, incluso una prima versione di Venom che non appariva nella storia originale ma solo nella linea di action figure, e metterli contro Spider-Man. Quanto ti sei divertito a disegnare questa miniserie e cosa ha significato per te entrare a far parte dell’eredità del primo spin-off di Secret Wars?
Pat Olliffe – È stato molto divertente. Davvero, tantissimo. Non solo è stato bello farne parte, ma avevo anche delle grandi aspettative da rispettare. Arrivi dopo Secret Wars di Mike Zeck, e poi tocca a te.
Ma è stato davvero divertente, soprattutto lavorare di nuovo con Tom su una storia di Spider-Man. Amo il modo in cui scrive il personaggio. E poter disegnare tutti questi villain, molti dei quali non avevo mai disegnato prima, è stato fantastico.
E per la prima volta ho potuto disegnare Spider-Man con il costume nero, cosa che non avevo mai fatto prima. Avevo disegnato varie versioni del personaggio, ma fino a quel momento avevo lavorato soprattutto su Marvel Team-Up. Quindi è stata la prima volta che ho disegnato il costume nero, ed è stato molto divertente.
L’idea della storia, quella di inserirsi in un momento preciso di Secret Wars e poi sviluppare la nostra narrazione, è tutta merito di Tom. Gli do pieno merito per questo.
È stato divertente anche per la natura dell’avventura: viaggiare tra diverse aree e pianeti. Questo mi ha permesso di disegnare ogni tipo di cosa, alieni, ambientazioni diverse, ed è stato davvero stimolante.
Quindi non solo è stato divertente lavorare su un progetto legato a Secret Wars e disegnare il costume nero di Spider-Man, ma anche poter rappresentare ambienti così diversi. E ovviamente disegnare tantissimi personaggi, la Torcia Umana, Falcon e molti altri che non avevo mai fatto prima, è stato davvero bello.
Sì, per me questo è uno dei tuoi lavori migliori, perché ci sono tantissimi personaggi e ambientazioni incredibili. Sembra davvero un progetto ampio e ricco.
Pat Olliffe – Sì, esatto, è proprio quello che intendevo. E penso che un’altra cosa che lo ha reso così piacevole è che sono stato molto fortunato nel corso della mia carriera a lavorare con grandi inchiostratori, come, ovviamente, Al Williamson su Spider-Girl. Ma in quel progetto il risultato finale è stato davvero, nel bene o nel male, una rappresentazione fedele di come volevo che apparisse. E questo è stato molto divertente.
Mi piace pensarti come l’artista che ha ridefinito il passato di Spider-Man con Untold Tales e ne ha immaginato il futuro con Spider-Girl, ma che ha lavorato poco sul “presente” del personaggio. Ti sarebbe piaciuto contribuire di più ad Amazing Spider-Man con un Peter adulto, fuori dal contesto scolastico?
Pat Olliffe – Sì, certo. Voglio dire, sono sempre stato un fan del personaggio. E quando inizi a disegnarlo e a disegnare il suo mondo, è qualcosa che ti manca quando non puoi più farlo. Spider-Man ha uno spazio unico nella nostra industria, tra i grandi personaggi della Marvel Comics. Ha davvero una sua identità. Quindi sì, mi sarebbe piaciuto continuare a disegnare Spider-Man in diversi progetti.
È stato per questo che è stato così divertente quando ho ricevuto la chiamata per Secret Wars. Era passato un po’ di tempo da quando avevo lavorato davvero in quell’universo, quindi poter tornare a disegnarlo è stato fantastico. Mi sono divertito molto. Poi il progetto è finito e sono passato ad altro, ma c’è sempre una parte di me che, se ci fosse un altro progetto su Spider-Man, salirebbe a bordo senza pensarci due volte.

Cover di Olliffe di una cover per un numero speciale di Amazing Spider-Man esclusivo per il digitale
Hai lavorato alla DC Comics per diversi anni. Ti ricordo soprattutto su Catwoman e Booster Gold, due progetti molto diversi. Il primo più orientato all’azione, il secondo più action-comedy, in linea con il personaggio. Su quale ti sei divertito di più a lavorare?
Pat Olliffe – Penso che quando ho lavorato su 52 e ho avuto modo di disegnare Booster Gold nei miei numeri, mi sono divertito molto. Era davvero un personaggio divertente da disegnare.
Ma Catwoman, devo dire, che è la mia preferita tra i due. Sono sempre stato un fan di Batman e del suo universo, quindi poter disegnare Catwoman e avere anche il Cavaliere Oscuro in alcune storie è stato fantastico. Era una grande storia, e con le chine di Tom Nguyen il risultato era davvero ottimo.
Mi è piaciuto molto lavorare su Catwoman e speravo che la serie potesse durare più a lungo, perché stavamo raccontando storie davvero divertenti. Ma, dal punto di vista visivo, poter disegnare quel personaggio nell’universo di Batman è stato incredibile. Quindi sì, la mia preferita è sicuramente Catwoman.
Okay. Ci sono altri progetti o titoli DC che ti sarebbe piaciuto disegnare?
Pat Olliffe – Ho avuto la possibilità di disegnare Batman un po’ in Catwoman e anche in una miniserie dopo 52, World War III, che includeva Batman, Superman e Wonder Woman.
È stato divertente, ma se devo pensare a un personaggio che avrei davvero voluto disegnare… come Spider-Man ha il suo posto nella gerarchia Marvel, Superman ha il suo nella DC. Mi sarebbe piaciuto disegnare Superman. Anche Batman, ovviamente.
Sono stato fortunato: ho disegnato Atom, Hawkman, Catwoman… ma quei due, Superman e Batman, mi sarebbe davvero piaciuto disegnarli di più.
Ho visto sui tuoi social che hai condiviso alcune immagini legate a G.I. Joe. Puoi darci qualche anticipazione?
Pat Olliffe – Certo. Ho lavorato su un paio di progetti di G.I. Joe ed è stato molto divertente. È una proprietà molto famosa: tutti conoscono G.I. Joe, tra personaggi, animazione e giocattoli.
Ho avuto la possibilità di lavorare su una serie di numeri “silent”, senza dialoghi. L’anno scorso erano dedicati agli eroi, mentre quest’anno saranno dedicati ai villain. Ho coinvolto il mio amico Tom DeFalco, che ha scritto un numero su Zartan, e io l’ho disegnato. Dovrebbe uscire tra un mese circa.
Poi ho fatto un altro numero con Larry Hama, e lavorare con lui su G.I. Joe è il massimo. Sono stati progetti molto divertenti, e spero di poter continuare a lavorare su questo universo più avanti durante l’anno.
Se oggi ti offrissero un ultimo progetto su Spider-Girl o Untold Tales of Spider-Man, accetteresti oppure senti di aver già detto tutto?
Pat Olliffe – È una domanda difficile. Mi piacerebbe tornare a disegnare entrambi i personaggi, senza dubbio. Ho amato lavorare su entrambi i progetti, quindi se ci fosse una nuova storia di Spider-Girl, accetterei subito.
È stata una serie molto lunga, il personaggio femminile più duraturo nella storia della Marvel, con oltre 100 numeri. Dal punto di vista delle storie, c’è sempre modo di raccontarne di nuove.
Ma se dovessi scegliere, direi Untold Tales of Spider-Man, perché è finita troppo presto. C’erano ancora tante storie da raccontare, inserendole nel periodo universitario di Peter e portandolo avanti. Quindi sceglierei quella.
Un’ultimissima domanda: se puoi, puoi dirci se stai lavorando a nuovi progetti e quali?
Pat Olliffe – C’è qualcosa di cui probabilmente non posso ancora parlare, ma sto parlando con Skybound per fare altri lavori sui G.I. Joe. Spero quindi che ci saranno nuovi progetti in arrivo, perché mi sono divertito molto.
Grazie mille per l’intervista, Pat.
Pat Olliffe – Mi è piaciuta molto l’intervista, è stato divertente.
Grazie ancora, buona giornata!
Pat Olliffe – A presto, ciao!
Patrick Olliffe: Biografia
Patrick (Pat) Olliffe è un illustratore di fumetti veterano con oltre 35 anni di esperienza presso alcune delle più grandi case editrici del settore, tra cui Marvel Comics, DC Comics, Dark Horse, Aftershock e Disney Publishing. La sua lunga lista di lavori include Thor, Untold Tales of Spider-Man, Spider-Girl, Captain Marvel, Namor, la serie DC’s 52, Rough Riders, The Atom, Catwoman, Scooby Apocalypse e Hawkman, oltre a Captain America, I Fantastici Quattro, Gli Avengers e gli X-Men per Marvel Press della Disney. Insieme allo sceneggiatore Chuck Austen, ha creato la serie a fumetti western fantascientifica Edgeworld per Comixology Originals.*
*biografia estratta dal sito ufficiale di Patrick Olliffe
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Pubblicato
2 settimane agoil
17 Marzo 2026Da
Doc. G
Quando si parla di Vertigo, l’etichetta della DC Comics dedicata alle storie più mature e sperimentali, si pensa subito a titoli leggendari come The Sandman, Preacher, Fables o Hellblazer. Pubblicata per la prima volta nel 1993, la linea Vertigo ha rivoluzionato il fumetto americano, portando nel mainstream generi come horror, fantasy, noir e fantascienza, spesso accompagnati da forti elementi di critica sociale.
Dopo un lungo periodo di declino, l’etichetta è stata chiusa nel 2020, ma negli ultimi anni DC ha iniziato a recuperare quello spirito creativo, rilanciando il marchio e pubblicando nuovi titoli. È l’occasione perfetta per tornare a parlare non solo dei classici più celebrati, ma anche di quelle opere che, per vari motivi, non hanno mai ricevuto l’attenzione che meritavano.
Nel catalogo Vertigo esistono infatti numerosi fumetti intriganti, ma passati un po’ in sordina. Miniserie, esperimenti narrativi o progetti cancellati troppo presto, ma che ancora oggi rappresentano letture originali e incredibilmente attuali.
Ecco cinque fumetti della linea Vertigo, snobbati ma che vale la pena recuperare.
Hex Wives

Tra gli ultimi titoli pubblicati durante la prima incarnazione di Vertigo troviamo Hex Wives, scritto da Ben Blacker e disegnato da Mirka Andolfo.
La premessa è tanto affascinante quanto inquietante: una congrega di potenti streghe viene catturata da una misteriosa organizzazione maschile chiamata gli Architetti. Attraverso un lavaggio del cervello, le donne vengono private dei loro ricordi e dei loro poteri e costrette a vivere in un quartiere suburbano perfettamente ordinato, come casalinghe degli anni ’50.
Tutto cambia quando una di loro, Isadora, comincia lentamente a recuperare memoria e poteri. Da quel momento l’equilibrio costruito dagli Architetti inizia a incrinarsi.
La serie funziona perchè è una satira sul patriarcato, una storia di emancipazione e allo stesso tempo un racconto horror venato di ironia. A rendere il tutto ancora più memorabile sono i disegni dinamici della Andolfo e i colori di Marissa Louise, che alternano atmosfere patinate a momenti decisamente più oscuri.
E sì: ci sono anche i gatti, perché ogni storia di streghe che si rispetti ne ha bisogno.
Faker

Se cercate scrupolosamente, tra i titoli più sottovalutati della Vertigo c’è Faker, miniserie scritta da Mike Carey e illustrata da Jock.
La storia si concentra inizialmente su 4 studenti universitari, Jessica, Yvonne, Marky e Sack, durante una festa. Una ragazza introduce nei loro drink una sostanza chiamata Angel’s Kiss, apparentemente una semplice droga da party. In realtà si tratta di un supporto liquido sperimentale per l’archiviazione dei dati.
Quando arriva Nick, un amico comune del gruppo, le cose iniziano a diventare strane. Molto strane.
Gli studenti scoprono gradualmente che Nick potrebbe non essere reale, ma piuttosto una creazione generata dalle loro menti sotto l’effetto della sostanza. Nel frattempo entrano in scena agenzie governative e una cospirazione sempre più complessa.
Il risultato è un thriller fantascientifico cupo e disturbante che riflette su identità, memoria e percezione della realtà. Le atmosfere inquietanti e i disegni di Jock rendono la lettura ancora più intensa, lasciando al lettore una sensazione di straniamento anche dopo l’ultima pagina.
The Vinyl Underground

Vertigo ha sempre avuto una particolare affinità con l’occulto, e The Vinyl Underground ne è un perfetto esempio. La serie, scritta da Si Spencer e disegnata da Simon Gane, segue un gruppo decisamente fuori dagli schemi che si occupa di indagini soprannaturali a Londra.
Tra i membri della squadra troviamo:
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Morrison Shepherd, DJ semi-famoso e figlio di un ex calciatore appena uscito di prigione
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Perv, un ex detenuto chiaroveggente che ha visioni durante crisi epilettiche
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Leah King, assistente all’obitorio che lavora anche come modella e performer online
-
Kim “Abi” Abiola, ex fidanzata di Shepherd e misteriosa “principessa tribale africana in esilio”
Il primo caso ruota attorno a un omicidio legato proprio alla famiglia di Abi, ma presto la vicenda si espande in una serie di indagini sempre più bizzarre.
L’atmosfera ricorda per certi versi le storie di John Constantine, ma con un tono ancora più eccentrico e underground. Anche Londra diventa un vero e proprio personaggio della storia, con i suoi quartieri, i suoi misteri e le sue contraddizioni. La serie è stata cancellata dopo appena 12 numeri, ma rimane comunque una lettura affascinante e decisamente fuori dagli schemi.
Girl

Pubblicata nel 1996, Girl è una breve miniserie di tre numeri scritta da Peter Milligan e disegnata da Duncan Fegredo.
La protagonista è Simone, una quindicenne che vive nella deprimente cittadina inglese di Bollockstown. Circondata da genitori assenti e da una vita che odia profondamente, la ragazza è sull’orlo della disperazione.
Tutto cambia quando incontra Polly, una misteriosa ragazza bionda che sembra essere una versione alternativa di se stessa. Da quel momento Simone viene trascinata in un viaggio surreale e violento, fatto di ribellione, caos e vendetta contro chi cerca di controllarla o opprimerla.
“Girl” è una storia breve ma potentissima che esplora temi come l’identità adolescenziale, la rabbia giovanile e il confine tra realtà e immaginazione. Allo stesso tempo è anche un perfetto ritratto degli anni ’90, con il suo mix di nichilismo, energia punk e sperimentazione narrativa.
iZombie

Molti ricordano iZombie, la serie televisiva trasmessa su The CW, ma spesso ci si dimentica che tutto è nato da un fumetto Vertigo.
Il fumetto iZombie, scritto da Chris Roberson e disegnato da Michael Allred, racconta la storia di Gwen Dylan, una ragazza che lavora come coroner in Oregon. Il problema? Gwen è uno zombie.
Dopo essere stata morsa da una mummia, deve mangiare un cervello al mese per evitare di trasformarsi in uno zombie completamente privo di coscienza. Ogni volta che lo fa, però, assorbe ricordi e frammenti di personalità del defunto.
La sua vita è già complicata così, ma si complica ancora di più quando si scopre che il suo giro di amici include un fantasma degli anni ’60 e un licantropo.
Il fumetto è molto diverso dalla serie televisiva: più eccentrico, più colorato e decisamente più caotico. Tra battaglie soprannaturali, drammi sentimentali e scenari quasi apocalittici, la serie riesce a catturare perfettamente l’energia confusa dei vent’anni… portandola all’estremo.
*Fonte del presente articolo: Comicbook.com
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redazione
Con la serie TV Lanterns di HBO Max alle porte, nei prossimi mesi ho come l’impressione che sentiremo parlare molto delle Lanterne Verdi e di Hal Jordan, la più importante tra le Lanterne della Terra, ma con un passato fumettistico molto complesso.
Gli anni ’90 in casa DC, sono stati generalmente un punto di svolta per molti eroi della casa editrice. La caduta di Hal Jordan è uno di quei punti di non ritorno che ancora oggi fanno discutere. L’emergere del lato oscuro di Hal (e le conseguenze che questo ha portato sul personaggio) e l’anello delle Lanterne Verdi passato al giovane Kyle Rayner, hanno visto intraprendere una nuova direzione per il mito di LV. Quello di cui andremo a parlare è un evento molto drammatico che ha cambiato il destino di Hal Jordan: la distruzione di Coast City, la sua città, episodio che ha spezzato l’uomo e frantumato l’eroe.
Quando la “Morte di Superman” ha colpito anche Lanterna Verde
Tutto comincia con uno degli snodi più celebri della storia DC: La morte di Superman. Lo scontro tra Superman e Doomsday scuote l’intero universo narrativo. L’Uomo d’Acciaio cade, Metropolis piange… ma le onde d’urto di quella battaglia si propagano ben oltre.
Durante Il regno dei Superman, quattro nuove figure cercano di raccoglierne l’eredità. Tra queste c’è il Cyborg Superman, identità dietro cui si nasconde Hank Henshaw. Ex astronauta devastato dalla perdita della famiglia, Henshaw sviluppa la capacità di fondersi con la tecnologia e, accecato dall’odio, orchestra un piano folle.
Per dimostrare al mondo di essere il “vero” Superman, e al tempo stesso costruire una nuova roccaforte, Henshaw rade al suolo Coast City con esplosivi alieni. Milioni di vite spazzate via. Un’intera città cancellata per fare spazio a Engine City e preparare la Terra alla trasformazione in un nuovo Mondoguerra, con Mongul a completare il quadro della minaccia.
Hal Jordan è fuori dal pianeta quando tutto accade. Torna per combattere, affronta Mongul, che gli spezza braccio e gamba, e vince. Ma la battaglia vera deve ancora iniziare..
Emerald Twilight: la nascita di Parallax
Il punto di rottura arriva in Emerald Twilight. Hal si inginocchia tra le rovine di Coast City e fa ciò che ogni Lanterna sa fare meglio: crea. Ricostruisce la città in smeraldo, rievoca i genitori, il primo amore e le vite perdute nell’attacco di Cyborg Superman. Illusioni alimentate dalla volontà… e dal dolore.
Questo va contro le regole stabilite dai Guardiani, che inviano un costrutto di smeraldo per comunicare con Jordan sulla Terra. Nonostante fosse il membro di spicco del Corpo delle Lanterne Verdi , a Jordan viene negato l’accesso ai poteri del suo anello e gli viene ordinato di tornare su Oa per chiedere consiglio ai Guardiani e spiegare le sue azioni… e questa è la scintilla che incendia tutto.
Hal assorbe l’energia inviata per fermarlo e parte per Oa. I membri del Corpo delle Lanterne Verdi vengono mandati a bloccarlo. Lui li affronta, li sconfigge, ruba i loro anelli. È un viaggio cosmico intriso di rabbia e disperazione. Nemmeno il confronto finale con Sinestro lo fa vacillare: Hal lo uccide. Poi abbatte anche Kilowog, ultimo baluardo prima della Batteria Centrale del Potere.
Quando entra nel cuore energetico di Oa e ne assorbe la forza, nasce Parallax. Il Corpo è distrutto, i Guardiani annientati. Un’era è finita.
Ora Zero e il sogno di riscrivere la realtà
Con il nome di Parallax, Hal diventa il motore di Ora zero – Crisi nel tempo! Il suo obiettivo non è più solo Coast City: vuole rifare l’intera realtà. Se il tempo è il problema, allora il tempo va corretto.
Per i lettori degli anni ’90 è uno shock. L’eroe simbolo della Silver Age è diventato il villain centrale dell’universo DC.
Redenzione, morte e verità
La parabola non si chiude nell’oscurità. In La notte finale (The Final Night), Hal si sacrifica per salvare il Sole e l’umanità, trovando una prima forma di redenzione. Torna poi come Lo Spettro, prima di riconquistare il ruolo di Lanterna Verde.
Ma la rivelazione più importante arriva dopo: la “debolezza gialla” degli anelli non era solo un limite tecnico. Era legata all’entità della paura, Parallax, imprigionata nella Batteria Centrale. L’entità aveva lentamente corrotto Hal, amplificando dolore e rabbia. La distruzione di Coast City è stata la crepa definitiva attraverso cui la paura ha preso il controllo.
Questo non cancella le sue azioni, ma le ridefinisce. Hal non era solo un uomo spezzato: era un uomo manipolato nel momento di massima vulnerabilità.
Un nuovo inizio tra le macerie
Il massacro del Corpo, la caduta di Oa, la trasformazione in Parallax: tutto sembrava irreversibile. Eppure l’universo DC è anche il luogo delle seconde possibilità. Con il tempo, le Lanterne cadute vengono riportate in vita, il Corpo rifondato, e Hal Jordan torna a essere il faro che era stato.
La sua storia resta una delle più controverse e potenti mai raccontate in casa DC in quegli anni, perché ci ricorda che anche la luce più brillante può vacillare. E a volte, per tornare a splendere, deve prima attraversare la notte più buia.
*Fonte del presente articolo CBR.com
DC Comics
Sconti Panini Comics: i 5 consigli di PopCorNerd tra… i volumi DC Comics
Con l’arrivo degli sconti Panini Comics, PopCorNerd vi vuole aiutare. Questa volta tocca agli Absolute e ai DC Black Label
Pubblicato
4 settimane agoil
7 Marzo 2026Da
redazione
Sono arrivati gli sconti Panini Comics e, come ogni anno, sono tantissimi i volumi che vengono scontati del 20% per Marvel, DC Comics, Planet Manga, Star Wars, Disney, Image Comics pubblicati dalla casa editrice modenese.
Gli sconti sono attivi dal 2 al 26 marzo compreso e, ricordiamo, che sono applicati su gran parte del materiale del catalogo, ma uscito prima di sei mesi fa.
Noi di PopCorNerd, desideriamo darvi qualche consiglio su cosa recuperare nella moltitudine di albi presenti. Terminiamo i consigli DC Comics con 5 volumi cartonati autoconclusivi, tra DC Black Label e Absolute e che, secondo noi, vale la pena recuperare!
(I prezzi indicati sono quelli effettivi, ancora da scontare del 20%).
I 5 volumi DC Comics imperdibili durante gli sconti Panini Comics
Superman: Gli Ultimi Giorni di Lex Luthor
DC Black Label Complete Collection
Prezzo: 29,00 €
Autori: Bryan Hitch, Mark Waid
Pagine: 160
Formato: 21.6X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Superman: The Last Days of Lex Luthor (2023) #1/3
Due autori di grido come Mark Waid e Brian Hitch ci raccontano una storia dove Superman dimostra ancora una volta che è il miglior supereroe della storia… del resto chi farebbe di tutto per salvare il proprio acerrimo nemico da morte certa?
Mark Waid torna a scrivere Superman!
L’Uomo del Domani viene a sapere che Lex Luthor sta morendo e vuole che lo aiuti a trovare la cura per ciò che sta causando il suo rapido declino.
Mentre il mondo vuole dire addio a Luthor, Kal-El andrà ai confini dell’universo, attraverso dimensioni diverse e il tempo stesso per salvare il suo nemico. Ma perché soccorrere chi ha passato la vita a cercare di distruggerlo?
Una storia completa scritta da Mark “Superman: Diritto di nascita” Waid per le tavole mozzafiato di Bryan Hitch!
Batman/TMNT
DC Evergreen
Prezzo: 51,00 €
Autori: Freddie E. Williams II, Ryan Ferrier, Kevin Eastman, James Tynion IV
Pagine: 576
Formato: 17X26
Rilegatura: Cartonato
Contiene: Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles (2016) #1/6, Batman/ Teenage Mutant Ninja Turtles II (2018) #1/6, Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles III (2019) #1/6
L’incontro tra il Cavaliere Oscuro di Gotham e le Tartarughe Ninja di Kevin Eastman non capita tutti i giorni…in questo volume ci sono TUTTI gli incontri che vedono protagonista Batman e TMNT. Imperdibile per i fan dell’Uomo Pipistrello e delle Turtles!
Gli imperdibili crossover tra Batman e le Tartarughe Ninja raccolti in un unico volume!
Nel corso di una battaglia contro il Clan del Piede e le forze aliene del generale Krang, le Tartarughe vengono catapultate in un’altra dimensione!
Leonardo, Donatello, Michelangelo e Raffaello si ritrovano a Gotham City, dove dovranno unire le forze con il Cavaliere Oscuro per impedire che la città cada nelle mani del temibile Shredder!
Un team-up epico firmato da James Tynion IV, Freddie E. Williams II e Kevin Eastman, il creatore delle Turtles!
All-Star Batman & Robin: Il Ragazzo Meraviglia
DC Absolute
Prezzo: 53,00
Autori: Frank Miller, Jim Lee
Pagine: 304
Formato: 20.5X31
Rilegatura: Cartonato, cofanetto
Contiene: All-Star Batman and Robin, the Boy Wonder (2005) #1/10
Frank Miller e Jim Lee su Batman e Robin in un volume in edizione extra lusso… davvero serve altro per convincervi di comprare questo volume?
Dopo la brutale morte dei genitori, nella vita di Dick Grayson appare Bruce Wayne con due promesse… il riscatto e la vendetta!
Due miti batmaniani, Frank Miller e Jim Lee, uniscono le forze per una versione moderna delle origini di Robin ormai entrata nella leggenda!
Con la partecipazione straordinaria di Superman, Wonder Woman, Lanterna Verde, Catwoman e Black Canary come non li avete mai visti!
Con una corposa sezione extra con le pagine di sceneggiatura, le matite e gli schizzi!
Multiversity
DC Absolute
Prezzo: 80,00
Autori: Frank Quitely, Ivan Reis, Grant Morrison, Jim Lee, AA.VV.
Pagine: 632
Formato: 20.5X31
Rilegatura: Cartonato
Contiene: Multiversity (2014) #½, Multiversity: The Society of SuperHeroes (2014) #1, Multiversity: The Just (2014) #1, Multiversity: Pax Americana (2015) #1, Multiversity: Thunderworld Adventures (2015) #1, Multiversity Guidebook (2015) #1, Multiversity: Mastermen (2015) #1, Multiversity: Ultra Comics (2015)
Grant Morrison spiega il Multiverso DC! Una delle opere più complesse e interessanti dell’autore scozzese, in versione Absolute.
Grant Morrison porta i suoi lettori in un viaggio allucinante attraverso il Multiverso DC!
L’intero Multiverso è in pericolo, minacciato dall’esistenza di un… fumetto?
Visitate le 52 terre parallele e i loro bizzarri eroi: la Justice League di vampiri di Terra-43, i Justice Riders di Terra-18 e tanti altri!
Raccolta in un’edizione di grande formato che valorizza l’incredibile lavoro di artisti come Frank Quitely e Jim Lee, Multiversity è più di un fumetto: è un’esperienza.
Harleen
DC Black Label Complete Collection
Prezzo: 26,00
Autori: Stjepan Sejic
Pagine: 208
Formato: 21.6X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Harleen #1/3
Sejic ci regala una grandissima storia su Harley Queen, sia a livello di trama che dal punto di vista visivo. Se siete fan del personaggio questo volume è un must-have!
Harley Quinn come non l’avete mai vista, in un’avventura che riunisce tanti volti noti di Gotham City!
La lettura perfetta per i fan dei film Suicide Squad e Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn!
Una storia spumeggiante che reinventa le origini di un personaggio amatissimo!
E se il Cavaliere Oscuro ostacolasse l’amore tra Harleen Quinzel e Joker?
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