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La riflessione di The Drama

I what-if di The Drama vi metteranno alla prova. Sarete abbastanza coraggiosi da voler rispondere? Per chi non lo è… c’è The Drama!

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Sono andata a vedere The Drama solo per Zendaya e Robert Pattinson, e ho fatto bene!

The Drama in breve

The Drama è il nuovo film di Kristoffer Borgli, regista di Sick of Myself, Dream Scenario – Hai mai sognato quest’uomo?, titoli che (confesso) in realtà non ho visto perché prima di questo film non avevo la minima idea di chi fosse questo regista.

Ho visto la diretta del Cinema Adriano durante l’anteprima italiana del film e devo ammettere di aver scambiato Borgli per Charlie Heaton, il Jonathan Byers di Stranger Things. E scommetto anche tu che stai leggendo questo articolo lo avrai pensato… per cui andiamo avanti.

The Drama racconta la storia di Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson) una giovane coppia di promessi sposi che alla quasi vigilia del giorno tanto atteso decidono per gioco che ognuno di loro deve rivelare il segreto più oscuro che custodiscono.

Stanno insieme da un paio d’anni e l’intesa tra i due c’è, anche quella sessuale come dice bene Charlie.

La storia ha poco tempo per farti capire quanto i due si amino e siano fatti l’uno per l’altra, ma ci prova e ci riesce.

Per Charlie, Emma è perfetta, estroversa, bellissima, simpatica. Per Emma, Charlie è un porto sicuro e scopriamo più avanti che ha passato la maggior parte dell’adolescenza senza amici.

Una sera, capita che durante l’ennesima prova del menù, bevino un po’ troppo ed è a quel punto che IL SEGRETO venga svelato.

Non il segreto per realizzare i propri sogni, ma il segreto più oscuro che Emma possiede. Che ha tenuto per sè per tanti anni, che non ha mai avuto il coraggio di rivelare, ma si sa… in vino veritas.

A questo punto parte la riflessione di Charlie.

Zendaya, Kristoffer Borgli e Robert Pattinson sul set di The Drama

Zendaya, Kristoffer Borgli e Robert Pattinson sul set di The Drama

Le domande di The Drama

Fermati un attimo e chiediti, qual è la cosa peggiore che puoi accettare da un partner? Conta di più il pensiero o un’azione? Una volta scoperto il segreto peggiore, il lato più oscuro della persona che stai per sposare, la sposeresti lo stesso?

Queste sono alcune delle domande che The Drama ci pone.

Lo fa in maniera “diretta”, e sono, dopotutto, le stesse domande che si pongono i protagonisti della storia.

Sottoposti anche alle pressioni degli amici, un peso giudiziale da non sottovalutare nel momento in cui si ragiona su quanto si ami una persona. O cosa voglia dire amare una persona.

Chiaramente è la nostra vita e non quella dei nostri amici, ma saremmo disposti a sostenere i loro sguardi giudicanti per tutta la vita?

Insomma, mettetevi nei panni di Charlie, il matrimonio è tra pochi giorni e scoprite che la persona che ritenevate perfetta, in realtà potrebbe non esserlo.

Vale la pena segnalare che il peccato di cui si macchia Emma, è estremamente americano ed è difficile quasi poter… immedesimarsi o renderlo per noi “tangibile”. Non fraintendetemi, è molto tangibile come segreto, solo che si tratta di una realtà che a noi italiani appartiene poco, per fortuna.

Robert Pattinson e Zendaya in The Drama

Robert Pattinson e Zendaya in The Drama

Cosa prova a fare?

The Drama racconta e prova a rispondere ai dilemmi citati prima in modo sublime.

Mai pesante, qualche volta giudicante, soprattutto nel personaggio di Alana Haim, e spesso divertente. Non è una rom-com degli anni ’90 simpatica e basta, è molto più.

Produrrà delle risate a denti stretti, delle risate alla “OH NO, NON L’HA FATTO”, ma pur sempre del sorriso e dell’intrattenimento.

Tutto questo facendo anche un’attenta e interessante riflessione su quella che è la genesi del segreto di Emma, andando a scavare nella psicologia del perché è successo quello che è successo.

Nonostante alcune proteste in madre patria, penso che il film racconti la tematica con estrema delicatezza e intelligenza. Emma si è ritrovata in quella situazione per colpa della cultura in cui è nata, in cui non conosceva altro se non quello.

Per quello che può essere una mia risposta a questa problematica, vedo questo film come un: “Signori, esiste questo problema, per Emma è nato così, può esserci una strada per risolverlo e cercare di contrastarlo?

La visione di chi scrive però è molto distaccata dalla problematica, come accennavo, per cui potrebbe essere molto semplicistica rispetto a un paese come gli Stati Uniti d’America dove è abbastanza sentito.

Alana Haim in The Drama

Alana Haim in The Drama

I what if della vita

Il segreto viene affrontato profusamente nella storia e va bene, ma The Drama non è solo quello.
È una riflessione sui what if della vita: cosa sarebbe successo se non avessi mai scoperto il segreto? Come reagiresti al posto di Charlie? Quindi Emma è buona o cattiva? Se quella farfalla avesse sbattuto le ali una volta in più, cosa sarebbe cambiato nel mondo?

Se avete il coraggio di rispondere a queste domande, buon per voi, per il resto di noi… c’è The Drama.


VOTO POPCORNERD 8/10

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Cinema

The Mandalorian e Grogu – Recensione: il mandaloriano Pedro Pascal arriva al cinema

Abbiamo visto in anteprima The Mandalorian e Grogu di Dave Filoni e Jon Favreau, con protagonista il Mandaloriano Pedro Pascal e il suo fido apprendista Grogu e questo è il nostro pensiero sul nuovo capitolo cinematografico di Star Wars

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Quando uscì nel 2019 la prima puntata di The Mandalorian su Disney+, lo show dimostrò che il franchise di Star Wars poteva andare avanti e tagliare definitivamente il cordone ombelicale con la “saga degli Skywalker” per esplorare altre vie.

Dave Filoni e Jon Favreau dimostrano che il franchise aveva ancora molto da esplorare e portarono sullo schermo le avventure in salsa space-western del Mandaloriano Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal, e del suo fidato (e tenerissimo) compagno di viaggio, Baby Yoda, poi ribattezzato Grogu, che stregò gli spettatori sin dalla prima apparizione. E fu un grande successo.

Dopo tre stagioni (e mezzo, se si considera anche la seconda parte di The Book of Boba Fett “mando-centrica”), le avventure di Din Djarin e Grogu hanno preso una strada nuova per lo show, ma familiare per il franchise di Star Wars: quella del cinema.

Prima di proseguire con l’analisi di The Mandalorian e Grogu, due rapide considerazioni: questo film arriva nel momento di minor popolarità della saga cinematografica creata da George Lucas, complici i passi falsi delle serie TV e dell’ultima trilogia con Adam Driver (Kylo Ren) e Daisy Ridley (Rey), e ben oltre tre anni dopo l’uscita in piattaforma dell’ultimo episodio della serie madre.

Siamo onesti: l’hype che ruotava sino a qualche tempo fa intorno a Mando è calato gradualmente e, se Disney vuole far ripartire Star Wars da questo film, deve essere la prima a scommettere di avere tra le mani un prodotto notevole e valido. Ma la sensazione che si ha è che la casa di Topolino non sia convinta fino in fondo che The Mandalorian e Grogu sia il cavallo vincente su cui scommettere.

Ed è un gran peccato, perché la pellicola ideata da Dave Filoni e Jon Favreau, con la regia di quest’ultimo, è tecnicamente un prodotto d’intrattenimento di ottima fattura che centra l’obiettivo di divertire lo spettatore, principalmente quello che ha seguito le avventure di Mando e Grogu in piattaforma.

Scene d’azione e combattimenti, adrenalina e situazioni da “Mando” alzano l’asticella in prima battuta a livello tecnico e visivo: il passaggio dallo streaming alla sala porta maggiore qualità rispetto a The Mandalorian in tutti i suoi elementi, mescolando l’assetto classico con l’introduzione di personaggi nuovi che ben si integrano con il cosmo di Star Wars.

Un Mandaloriano al servizio della Nuova Repubblica

Con una sequenza iniziale epica, contraddistinta da una dettagliata cura dei particolari, scopriamo che Mando e Grogu sono al servizio della Nuova Repubblica, ingaggiati per cacciare tutti i sostenitori dell’Impero e capire quali siano le intenzioni dell’Ordine creato dall’Imperatore dopo la sconfitta e la morte di quest’ultimo. Catturare e ottenere informazioni dai devoti all’Impero è l’obiettivo principale di Ward (Sigourney Weaver) e per questo ha bisogno del migliore cacciatore sulla piazza.

Il personaggio di Sigourney Weaver: Ward

La caccia al misterioso Janu, al servizio dell’Impero, porta Mando e Grogu a incrociare le strade del figlio di Jabba the Hutt, Rotta the Hutt (Jeremy Allen White), e della sua dinastia. Nel corso di questa nuova avventura, Din Djarin verrà messo a dura prova soprattutto fisicamente. Lui e Grogu scopriranno che gli Hutt non sono tutti despoti cinici e bramosi di potere.

La coppia Mando e Grogu protagonista indiscussa

Lo show di The Mandalorian è caratterizzato da due prime stagioni incredibili e una terza molto altalenante. In The Mandalorian e Grogu, i creatori Filoni e Favreau correggono il tiro e per prima cosa riportano in primo piano il rapporto tra Din e Grogu.

I due sono gli assoluti protagonisti di un’avventura che punta tutti i riflettori su di loro… insieme. Il rapporto padre/figlio è l’elemento che da sempre aveva dato quella marcia in più allo show e che nella terza stagione si era un po’ perso per dare spazio ad altre sottotrame.

The Mandalorian e Grogu rimette i due personaggi al centro con alcuni momenti familiari che spaziano dal tenero allo spassoso, e questa è un’ottima notizia per i fan.

E se Din Djarin è ancora più letale al cinema rispetto alla serie Disney+, Grogu è molto più che l’infante indifeso con poteri da Jedi della serie. C’è spazio nella pellicola per il piccolo baby Yoda per confermare che sono lontani i momenti in cui dipendeva al 100% dal paterno mandaloriano. Se nella serie Grogu vi aveva rubato il cuore, in The Mandalorian e Grogu vi farà innamorare perdutamente ogni volta che appare sullo schermo. Il carisma di questo personaggio è davvero incredibile. E non c’è Mando che tenga.

Il fardello di essere un Hutt

In foto: Rotta the Hutt

Tra i personaggi secondari spicca senza ombra di dubbio Rotta the Hutt, interpretato da Jeremy Allen White (The Bear, Shameless), dove il figlio di Jabba pone sotto una luce diversa la dinastia Hutt, da sempre contraddistinta nei film e nelle serie TV da alieni lumacosi viscidi e spietati, con una propensione alla criminalità e al doppiogioco.

Rotta è un Hutt ancora in cerca della propria identità e porta il fardello di essere il figlio del grande Jabba, conosciuto in tutto l’universo per l’impero criminale che aveva costruito su Nal Hutta e a cui tutti gli Hutt ambiscono. Lui vuole essere diverso dal padre e, in più di un’occasione, dimostra che non tutti gli Hutt puntano a essere dei criminali.

Filoni e Favreau scrivono un gran bel personaggio affidando ben più che la sola voce allo straordinario Jeremy Allen White, fornendo un interessante spunto su quello che potrebbe essere il futuro di Rotta the Hutt, che si spera di poter rivedere nel franchise in qualche altro prodotto targato Star Wars.

Un film che rapisce il fan, ma…

Dave Filoni e Jon Favreau fanno un ottimo lavoro imbastendo una trama d’azione adrenalinica al punto giusto, con ambientazioni e scene da blockbuster molto curate e dettagliate. I due registi strizzano anche l’occhio, in più di un’occasione, ai film action degli anni ’80 e ’90. Impossibile non notare il rimando a film come Top Gun subito dopo la sequenza iniziale, quando Mando e Grogu tornano alla base con un tramonto contraddistinto da un cielo arancione alle spalle.

Ma anche determinate battute o scene sono visibilmente ispirate ai film d’azione con protagonisti macho come Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone, Chuck Norris ecc…

Sia chiaro: è un film che riprende le vibes western della serie, ma vira maggiormente verso un film fantascientifico d’azione con i personaggi di Star Wars.

I combattimenti sono ottimi (anche se i primi 20 minuti del film sono imbattibili per quanto riguarda adrenalina e spettacolarità) e Mando dimostra a tutti gli avversari perché sia il più letale dei mercenari. Tranne quando capita che perda il casco, perché oltre a quello pare perdere anche le abilità combattive, tornando a essere un semplice Pedro Pascal qualunque.

Quindi il film intrattiene e diverte i fan della serie anche grazie a diverse creature inedite create appositamente per la pellicola, che richiamano molto sia i “mostriciattoli” teneri e simpatici sia le creature spaventose aliene di cui erano pieni zeppi i film di Lucas.

Ma… è un film che punta al pubblico della serie TV. The Mandalorian e Grogu è un lunghissimo episodio che, se fosse uscito come special su piattaforma anziché al cinema, nessuno avrebbe battuto ciglio. Ed è complesso anche da collocare temporalmente all’interno della serie, perché non vi sono palesi riferimenti a quando si svolga, probabilmente per permettere anche a chi non ha visto la serie di non essere disorientato dalla cosiddetta continuity.

Difficilmente, a mio avviso, chi non conosce i personaggi andrà a vedere questo film, che, altra problematica, presenta una trama e una narrazione senza una vera e propria evoluzione. Mando e Grogu “fanno cose” dall’inizio alla fine.

Ed è davvero divertente ed esaltante in alcuni frangenti e lo spettatore che, come il sottoscritto, ha visto tutti gli episodi della serie e segue il franchise di Star Wars dall’inizio uscirà soddisfatto, perché ha visto un bell’episodio “extralarge” di The Mandalorian non sul divano, ma in una poltroncina del cinema. E non poteva essere altrimenti.

Al contempo, questa pellicola non può essere considerata un vero e proprio “restart” cinematografico di Star Wars, bensì un what if…? su come The Mandalorian avrebbe potuto essere al cinema.

E ribadisco che è un vero peccato, perché Filoni e Favreau hanno realizzato una gran bella pellicola.

Perché vedere The Mandalorian e Grogu?

Il film, come detto, è uno spettacolare blockbuster d’avventura, dove il Mandaloriano di Pedro Pascal si esalta in quello che sa fare meglio: il cacciatore di taglie.

Grogu è molto più di una spalla: è davvero il co-protagonista, ancora inesperto ma non per questo inerme. La sua sopravvivenza non dipende più da Din Djarin e lo dimostrerà durante il film.

Ma il difetto più grande di The Mandalorian e Grogu è che si tratta di un film pensato principalmente per chi ha amato la serie di Disney+ in tutti i suoi aspetti e che rappresenta un grande episodio esteso dello show. E questo rappresenta un limite.

Un qualcosa che potrebbe non attrarre lo spettatore occasionale che va al cinema indeciso su cosa vedere e che non segue, o non ha seguito, la serie televisiva, soprattutto vista l’attuale concorrenza con cui andrà a scontrarsi, rappresentata dagli attuali campioni d’incasso  Michael, Il diavolo veste Prada 2 e Mortal Kombat II.

The Mandalorian e Grogu è un film da vedere e di cui godere in sala, ma sono convinto che avrà molto più successo in streaming tra le pareti di casa Disney+ (e casa vostra).

Spero vivamente di sbagliarmi, ma questa volta non sarà l’ordine mandaloriano dei Figli della Ronda a decidere la via, bensì il pubblico.


VOTO POPCORNERD: 7/10

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Cinema

Sky Cinema presenta in prima TV Sentimental Value

Premio Oscar come Miglior film internazionale e Gran premio della giuria al Festival di Cannes, Domenica 17 maggio alle 21:15 su Sky Cinema Uno e in streaming su NOW

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Notizia riportata sulla base del comunicato stampa inviatoci da Sky Cinema.

Premio Oscar® come Miglior film internazionale e Gran premio della giuria al Festival di Cannes

Domenica 17 maggio alle 21:15 su Sky Cinema Uno e in streaming su NOW

già disponibili on demand

UN SEMPLICE INCIDENTE
Palma d’Oro al Festival di Cannes

FATHER MOTHER SISTER BROTHER
Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

LA VOCE DI HIND RAJAB
Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Milano, 14 maggio 2026. Con l’arrivo in prima TV di SENTIMENTAL VALUE, si completa su Sky Cinema un percorso che riunisce i più importanti vincitori dei festival internazionali dell’ultimo anno, offrendo uno sguardo privilegiato sul cinema contemporaneo.

Vincitore dell’Oscar® come Miglior film internazionale e del Gran premio della giuria al Festival di Cannes, SENTIMENTAL VALUE esordirà domenica 17 maggio alle 21:15 su Sky Cinema Uno, in streaming su NOW e disponibile on demand. Su Sky il film sarà disponibile on demand anche in 4K.

Diretto da Joachim Trier, già autore de La persona peggiore del mondo, il film è un intenso dramma familiare che esplora legami, memorie e ferite mai del tutto rimarginate. Con il suo sguardo intimo e stratificato, Trier costruisce un racconto che attraversa il tempo e le relazioni, indagando il peso dell’eredità emotiva e la difficoltà di comunicare all’interno della famiglia.

Sinossi

Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas) sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav (Stellan Skarsgår) – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Conoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp (Elle Fanning). Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato.

Accanto alla prima TV di SENTIMENTAL VALUE, sono già disponibili on demand su Sky Cinema e NOW altri titoli protagonisti dell’ultima stagione dei festival:

UN SEMPLICE INCIDENTE di Jafar Panahi, Palma d’Oro al Festival di Cannes, un intenso thriller morale che riflette sulle conseguenze della repressione politica e sul confine sottile tra giustizia e vendetta.

FATHER MOTHER SISTER BROTHER, Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in cui Jim Jarmusch dirige un cast d’eccezione in tre storie che raccontano le relazioni tra figli, genitori distanti e fratelli, in un trittico di ritratti intimi osservati senza giudizio, dove la commedia si intreccia a sottili momenti di malinconia.

Infine LA VOCE DI HIND RAJAB, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria sempre a Venezia, il film di Kaouther Ben Hania che, attraverso materiali audio originali, ricostruisce la tragica vicenda della piccola Hind Rajab, trasformandola in una potente riflessione sulla memoria, sull’infanzia e sugli effetti della guerra.

SENTIMENTAL VALUE | domenica 17 maggio alle 21:15 su Sky Cinema Uno e in streaming su NOW. Su Sky il film sarà disponibile on demand anche in 4K per i clienti Sky Q via satellite o Sky Glass con pacchetto Sky Cinema e con servizio opzionale Sky HD 4K/Sky Ultra HD attivo. E grazie a Sky Extra (il programma loyalty di Sky), per i clienti Sky da più di 3 anni il film sarà disponibile in anteprima on demand con Primissime

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Cinema

COMICON Napoli 2026 – La figura del foley artist

Durante il COMICON Napoli 2026 abbiamo scoperto quanto importante sia la figura del foley artist nel cinema

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Il suono di un pugno, di una porta che cigola o di un mostro che respira non viene dal set. Viene creato dopo. È il lavoro, spesso invisibile, del foley artist.

Durante il COMICON Napoli 2026, Gianni D’Arienzo, Mauro Zingarelli e Serena Marletta – con il supporto tecnico della sound designer Giulia Marinelli e del foley artist Daniele di Pentima – hanno mostrato concretamente quanto questo ruolo sia cruciale nel processo cinematografico, durante il panel Suona come un film: sonorizzare il cinema horror.

Mauro Zingarelli e Giulia Marinelli
Mauro Zingarelli e Giulia Marinelli
Foley artist Daniele di Pentima
Foley artist Daniele di Pentima

Il suono del Super Saiyan è in realtà il suono di un feto

Il panel si apre con una dimostrazione capace di sorprendere gran parte del pubblico. Il celebre suono dell’aura del Super Saiyan, noto ai fan di Dragon Ball, non è stato creato da zero: deriva dalla manipolazione di un suono reale, quello del battito cardiaco di un feto.

Un esempio che chiarisce immediatamente il cuore del lavoro del foley artist: non si tratta semplicemente di “riprodurre” suoni, ma di reinterpretarli, trasformarli e adattarli al contesto visivo. Creatività e sensibilità diventano quindi strumenti fondamentali, ancora prima della tecnica.

Ascoltare per credere.

Il foley artist all'opera

Il panel entra poi nel vivo: Daniele di Pentima e Giulia Marinelli, con il coinvolgimento diretto del pubblico, mostrano concretamente cosa significa fare il foley artist, ricreando e registrando in tempo reale i suoni di una scena cinematografica.

Nella parte finale del panel, Mauro Zingarelli – regista e content creator – si è offerto per la registrazione dei suoni di una scena del film Weapons.. con un peperone ed un melone.

Non credo che d’ora in poi riuscirò a guardare un film senza pensare al foley artist: chiuso in sala di registrazione, intento a indossare scarpe col tacco e a distruggere un intero reparto di frutta e verdura, tutto per rendere ogni scena incredibilmente reale.

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