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HBO Max

HBO Max speciale: le serie TV assolutamente da recuperare

Dopo l’arrivo di HBO Max, vi consigliamo alcune tra le serie TV originali della piattaforma, davvero imperdibili e da recuperare quanto prima!

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HBO Max è arrivato anche in Italia il 13 gennaio 2026. Finalmente la piattaforma che ha prodotto alcune tra le serie TV più premiate degli ultimi anni sbarca nel nostro paese e lo fa con un catalogo davvero interessante.

La redazione di PopCorNerd vi consiglia alcune tra gli show più interessanti che potrete trovare sulla piattaforma.

Tenetevi forte perché ci sono titoli DAVVERO eccezionali.


The Penguin: miniserie

The Penguin è la miniserie crime-drammatica ambientata nell’universo di The Batman di Matt Reeves.
La storia segue l’ascesa criminale di Oswald “Oz” Cobb (Colin Farrell) dopo la morte del boss malavitoso Carmine Falcone.

Colin Farrell offre un’interpretazione intensa del Pinguino, affiancato da un’incredibile Cristin Milioti nel ruolo di Sofia Falcone.

La serie punta su un tono realistico, cupo e fortemente noir, lontano dal classico racconto supereroistico e nei suoi 8 episodi, approfondisce il sottobosco criminale di Gotham più che i suoi vigilanti. La critica ha lodato regia, sceneggiatura e interpretazioni.

The Penguin ha ricevuto 24 nomination agli Emmy Awards 2025, vincendone 9 complessivi, tra cui quello per miglior attrice protagonista vinto da Cristin Milioti. La serie è considerata uno degli spin-off più riusciti dell’universo DC televisivo.

Un titolo sicuramente imperdibile.


The Peacemaker: Stagioni 1 e 2

Rimanendo in casa DC, uno dei titoli più divertenti e irriverenti è senza dubbio The Peacemaker con John Cena protagonista della serie d’azione nei panni del vigilante!

Creata da James Gunn e basata sul personaggio DC Comics apparso per la prima volta in The Suicide Squad (2021), la trama segue le disavventure di Christopher “Peacemaker” Smith (John Cena), vigilante convinto di ottenere la pace “a qualunque costo”, mentre affronta missioni bizzarre con il team A.R.G.U.S.

La prima stagione è andata in onda nel gennaio 2022 con 8 episodi e ha stabilito record di visualizzazioni su HBO Max, con un pubblico in crescendo, episodio dopo episodio, grazie anche alla simpatia e al talento di John Cena assolutamente a suo agio nei panni di Peacemaker.

La seconda stagione ha debuttato il 21 agosto 2025 sempre su Max con altre 8 puntate, ricevendo critiche molto positive (100 % su Rotten Tomatoes per i primi episodi).

Il cast include anche Danielle Brooks, Freddie Stroma, Jennifer Holland e Robert Patrick. La serie è prodotta da DC Studios, Warner Bros. Television e The Safran Company, ed è parte integrante del nuovo DC Universe di James Gunn. Recupererete entrambe le stagioni?


The Last of US: stagioni 1 e 2

The Last of Us è la serie TV post-apocalittica basata sull’omonimo videogioco della Naughty Dog. Creata da Craig Mazin e Neil Druckmann, segue il drammatico viaggio di Joel (Pedro Pascal) ed Ellie (Bella Ramsey) in un’America devastata da un’infezione fungina.

La prima stagione ha debuttato nel gennaio 2023 ottenendo un 96% di gradimento su Rotten Tomatoes.

La critica ha elogiato sceneggiatura, fedeltà emotiva al gioco e le interpretazioni dei due protagonisti.
La serie ha ricevuto 24 nomination agli Emmy Awards 2023, vincendone 8, inclusi quelli per Guest Actor (Nick Offerman) e Guest Actress (Storm Reid). Ha ottenuto anche un Peabody Award per l’eccellenza narrativa.

The Last of Us è composta da due stagioni, con una terza in produzione, ed è considerata una delle migliori trasposizioni di un videogioco mai realizzate. Se avete giocato ai videogiochi di TLOU, questa serie è assolutamente per voi.


Euphoria: stagioni 1, 2 e 3 (in uscita ad aprile 2026)

Euphoria è una serie drammatica creata da Sam Levinson, incentrata su adolescenza, dipendenze e identità.

Uscita nel 2019, è diventata rapidamente un fenomeno culturale per stile visivo e temi espliciti ed è guidata da una grandissima Zendaya che offre un’interpretazione eccezionale nel ruolo di Rue. Euphoria è anche la serie TV che ha consacrato al grande pubblico star come Sydney Sweeney e Jacob Elordi.

La serie ha vinto 9 Primetime Emmy Awards e ottenuto numerose nomination internazionali. Zendaya ha conquistato due Emmy come Miglior Attrice Protagonista, oltre a un Golden Globe.

La terza stagione è in arrivo il 13 aprile 2026 sulla piattaforma e sarà ambientata anni dopo il liceo, con un deciso salto temporale. Il nuovo ciclo esplorerà la vita adulta e le conseguenze delle scelte passate.


The Pitt: stagione 1 e 2

The Pitt è la serie medical drama creata da R. Scott Gemmill, ambientata nel pronto soccorso di un ospedale di Pittsburgh e racconta un turno di 15 ore vissuto in tempo quasi reale.

Il protagonista è Noah Wyle, che torna in corsia dopo il successo di E.R. questa volta nel ruolo del medico Michael “Robby” Robinavitch. La serie punta su un forte realismo medico e su un ritmo narrativo intenso.

The Pitt conta all’attualità due stagioni e ha ottenuto grande attenzione critica, con lodi per sceneggiatura, interpretazioni e messa in scena, tanto da portare al rinnovo di una terza stagione.

Lo show ha ricevuto 13 nomination agli Emmy Awards 2025, vincendo 5 premi, incluso quello a Noah Wyle ha ottenuto l’Emmy come Miglior Attore Protagonista.

La serie ha trionfato anche ai Television Critics Association Awards, ha vinto il Golden Globe 2026 come Miglior Serie Drammatica con Wyle premiato anche ai Golden Globe come miglior attore drama.


It: Welcome to Derry: stagione 1

It: Welcome to Derry (qui la nostra recensione) è la serie horror prequel basata sul romanzo It di Stephen King, sviluppata da Andy e Barbara Muschietti e Jason Fuchs.

La serie è composta da 8 episodi, ambientati nel 1962 a Derry, Maine, ed esplora la storia di Derry decenni prima dei film IT e IT – capitolo 2, affrontando temi di paura collettiva e segreti della comunità.

Racconta l’arrivo di una famiglia in città mentre eventi terrificanti legati a Pennywise iniziano a verificarsi.

Bill Skarsgård riprende il ruolo iconico di Pennywise, affiancato da Jovan Adepo, Taylour Paige, Chris Chalk e altri.

La critica ha lodato regia, atmosfera e qualità visiva, pur con qualche riserva su effetti speciali e narrazione.
Il debutto ha raccolto circa 5,7 milioni di spettatori nei primi tre giorni, tra i migliori esordi di HBO Max.

Il tono della serie combina horror sovrannaturale e drama familiare.


True Detective: Night Country: miniserie

True Detective: Night Country è la quarta stagione dell’antologia True Detective, distribuita da HBO / Max.

La storia è ambientata in Ennis, Alaska, dove otto ricercatori scompaiono misteriosamente da una stazione artica.
Le detective Liz Danvers (Jodie Foster) ed Evangeline Navarro (Kali Reis) indagano, affrontando il mistero e conflitti personali. La stagione è scritta, diretta e showrunnerata da Issa López.

È composta da sei episodi e mantiene la formula stand‑alone tipica della serie antologica.
Critica e pubblico hanno lodato regia, atmosfera e recitazioni, con un voto di 100% su Rotten Tomatoes.

Night Country è stata la stagione più vista della serie, con 12,7 milioni di spettatori complessivi, ha ricevuto 19 nomination ai Primetime Emmy Awards 2024.

Jodie Foster ha vinto l’Emmy per Outstanding Lead Actress in a Limited Series.
La stagione ha ottenuto anche riconoscimenti ai Golden Globe 2025, con la Foster premiata come miglior attrice in serie limitata.


Game of Thrones: stagioni 1 -8

Forse il più grande successo televisivo targato HBO, Game of Thrones è la serie fantasy drammatica, tratta dall’opera A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin.

Ambientata nei continenti immaginari di Westeros e Essos, la serie intreccia politica, intrighi di corte, lotte per il potere e legami familiari tra casate nobiliari per il controllo del Trono di Spade.

La serie è andata in onda originariamente dal 2011 al 2019 per otto stagioni, diventando uno dei più grandi fenomeni televisivi di tutti i tempi con milioni di spettatori globali e un enorme seguito di fan.

La serie ha ricevuto un incredibile numero di premi e nomination durante la sua corsa: complessivamente ha accumulato oltre 160 nomination agli Emmy Awards, vincendone 59, rendendola una delle serie drammatiche più premiate nella storia degli Emmy.

Nonostante qualche critica verso l’ultima stagione e la conclusione narrativa, Game of Thrones è frequentemente citata tra le migliori serie TV di sempre.

La popolarità dello show ha generato un universo espanso di prequel e spin‑off, tra cui House of the Dragon e il prossimo A Knight of the Seven Kingdoms in arrivo il 18 gennaio 2026 sempre HBO Max.

Il fondamento del successo di Game of Thrones resta la sua capacità di mescolare fantasy, politica, personaggi complessi e sorprese narrative in un racconto epico che ha catturato spettatori in tutto il mondo.


House of the Dragon: stagioni 1 e 2

House of the Dragon è la serie spin-off di G.O.T. (Game of Thrones), basata sul libro Fire & Blood di George R.R. Martin.

Racconta la storia della Casa Targaryen circa 200 anni prima degli eventi de Il Trono di Spade.

La serie, considerata una delle produzioni fantasy più influenti della televisione contemporanea e degna erede di G.O.T., esplora intrighi, lotte di potere e la guerra civile nota come Danza dei Draghi ed espande ulteriormente l’universo narrativo di Game of Thrones.

La prima stagione è stata trasmessa nel 2022 con 10 episodi, registrando ascolti record su HBO Max.
Il cast principale include Paddy Considine, Emma D’Arcy, Olivia Cooke, Matt Smith, Steve Toussaint e Sonoya Mizuno.

La seconda stagione è andata in onda nel 2024, confermando l’interesse globale per la saga e una terza stagione è in produzione e prevista nell’estate 2026 con 8 nuovi episodi.

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A Knight of the Seven Kingdoms S1 E6 – The Morrow

Recensione con spoiler del sesto ed ultimo episodio della prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms, la nuova serie dell’universo Game of Thrones

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Eccoci arrivati alla fine di questo viaggio che ci ha portato nel cuore pulsante della gente comune di Westeros. Questa, amici lettori di Popcornerd, è la recensione di A Knight of the Seven Kingdoms S1 E6 – The Morrow (Il Domani), episodio conclusivo della prima stagione della serie A Knight of the Seven Kingdoms, tratta dalle novelle di Dunk e Egg scritte da George R. R. Martin.

Prima di andare avanti con la lettura che prevede qualche inevitabile spoiler, consiglio la lettura della recensione del quinto episodio, In the Name of the Mother.

⚠️ ATTENZIONE, SPOILERS ⚠️

La trama

L’episodio precedente ci aveva lasciati sotto shock: la brutale prova dei sette si è conclusa con la morte del principe Baelor Targaryen, colpito fatalmente dal fratello Maekar Targaryen nel caos dello scontro. The Morrow, sesto episodio di A Knight of the Seven Kingdoms, si apre sulle conseguenze di quella tragedia.

Ser Duncan, gravemente ferito, si riprende lentamente grazie alle cure dei maester di casa Baratheon. Ma le ferite del corpo sono nulla rispetto a quelle dell’anima. Dunk si sente responsabile della morte di Baelor, sceso in campo per difendere il suo onore. È un senso di colpa che non può essere medicato, né cancellato.

Il confronto con Maekar è uno dei momenti più intensi dell’episodio. Il principe confessa di sentirsi a sua volta colpevole: non c’era intenzione nel suo colpo, ma il peso del risultato resta. In questo scambio, duro e sincero, Maekar dimostra anche di aver compreso il legame profondo che unisce suo figlio Aegon – il nostro Egg – a Dunk. Per questo gli propone di entrare al suo servizio come cavaliere e di continuare ad addestrare il ragazzo come scudiero, ma sotto l’ala protettiva della famiglia reale. Dunk rifiuta. Dice di averne avuto abbastanza dei principi. È una frase amara, che rivela stanchezza e disillusione. Egg, nascosto ad ascoltare, non prende bene il rifiuto di Dunk.

Dopo aver riflettuto – e soprattutto dopo aver ripensato a quando Ser Arlan di Pennytree accolse lui come scudiero – Dunk cambia idea. Torna da Maekar e si offre di prendere Egg con sé, ma a una condizione precisa: niente castelli, niente privilegi, niente comodità. Solo loro due e la strada che porta ai Sette Regni. Maekar rifiuta categoricamente. Egg è di sangue reale, e non permetterà che conduca una vita da cavaliere errante.

Ancora una volta, Egg ascolta tutto. E ancora una volta sceglie di agire. In aperto disaccordo con il padre, scappa e mente a Dunk, dicendogli che Maekar ha cambiato idea e ha dato il suo consenso al viaggio. È una bugia che segna l’inizio di qualcosa di più grande: non solo un nuovo cammino, ma la nascita definitiva del legame tra il cavaliere e lo scudiero.

La calma dopo la tempesta

Dopo la violenza e il sangue della prova dei sette, questo episodio sembra quasi voler rallentare. Come se la storia avesse bisogno di fermarsi un momento per prendere fiato e curarsi le ferite. I colori tornano a essere più caldi e l’aria non sa più di morte imminente, ma di consapevolezza. Il dolore e il senso di colpa hanno preso il posto dell’ansia e della paura.

Oltre a mostrarci l’aftermath della battaglia, l’episodio chiude anche gli archi narrativi di due personaggi importanti per Dunk: Lyonel Baratheon e Raymun Fossoway.

Il lord di casa Baratheon offre a Dunk un posto nel suo palazzo, una possibilità concreta di stabilità e riconoscimento, ma lui rifiuta. La vita a castello non fa per lui: non è quella la strada che sente sua.

Raymun, invece, sembra aver finalmente conquistato il proprio spazio. Dopo aver vissuto all’ombra del cugino e aver rischiato la vita durante la prova dei sette, dimostra di aver ereditato con onore il nome della sua casata. Trova la sua direzione, la sua maturità. E la scena in cui annuncia con orgoglio l’imminente paternità è un momento leggero e quasi liberatorio, capace di strappare un sorriso dopo tanta tensione.

Il colpo di scena finale

L’episodio mi ha tenuto incollato allo schermo dall’inizio alla fine, proprio come avevano fatto i cinque precedenti. Ma il finale di questo sesto capitolo è stato, senza dubbio, il momento che mi ha sorpreso di più.

La fuga di Egg per partire con Dunk dimostra ancora una volta quanto il giovane principe sia diverso dal resto della sua famiglia. È un atto impulsivo e probabilmente porterà delle conseguenze nella seconda stagione ma è anche la prova di quanto Egg tenga a Dunk e di come lo consideri molto più di un semplice cavaliere errante. Lo vede come una guida, un esempio, forse persino come la figura paterna che in quel momento sente più vicina.

Quella della loro partenza è una scena bellissima, quasi simbolica, perché rappresenta un vero e proprio passaggio di testimone.

Dunk non è più soltanto il ragazzo cresciuto all’ombra di Ser Arlan: ora è pronto a camminare con le proprie gambe, ad abbracciare fino in fondo la vita del cavaliere errante. E, soprattutto, è pronto a fare ciò che un tempo fu fatto per lui. In quel momento si percepisce chiaramente che il cerchio si chiude e, allo stesso tempo, si riapre: Dunk diventa maestro, guida, punto di riferimento per Egg.

Arrivederci, Westeros

Siamo arrivati alla fine di questa prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms e, onestamente, qualche settimana fa non avrei mai pensato che l’avrei ricordata come una delle cose più riuscite nate dal mondo di Game of Thrones.

E invece eccoci qui.

Una storia più piccola, più intima, lontana da draghi e troni, che proprio per questo è riuscita a colpire nel segno. Ha scelto di raccontare il fango invece dell’oro, le persone invece degli stemmi delle casate reali, e ha funzionato. Il successo è stato tale che la seconda stagione è già stata approvata. E noi di Popcornerd non vediamo l’ora di tornare qui a parlarne insieme a voi, amici lettori.

Per ora il nostro viaggio si ferma. Quello di Ser Duncan the Tall e Egg, invece, è appena cominciato.

VOTO POPCORNERD: 8.5/10

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A Knight of the Seven Kingdoms S1 E5 – In the Name of the Mother

Recensione con spoiler del quinto e penultimo episodio della prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms, la nuova serie dell’universo Game of Thrones

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Amici lettori di Popcornerd, siamo quasi giunti alla fine del viaggio che ha visto protagonisti Dunk ed Egg: un cavaliere errante e un principe Targaryen le cui strade si sono incrociate per puro caso, cambiando per sempre le sorti di entrambi.

Il quinto episodio, In the Name of the Mother (Nel nome della Madre), è andato in onda il 16 febbraio 2026 su HBO Max e rappresenta uno dei momenti più intensi dell’intera stagione.

Prima di andare avanti con la lettura che prevede qualche inevitabile spoiler, consiglio la lettura della recensione del quarto episodio, Seven.

⚠️ ATTENZIONE, SPOILERS ⚠️

La trama

Quello che questo episodio non offre a livello di trama, lo compensa con scene di combattimento che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta.

L’episodio si apre con la tanto attesa prova dei sette. Da una parte troviamo gli accusatori: principe Aerion Targaryen, principe Daeron Targaryen, principe Maekar Targaryen, Ser Steffon Fossoway e tre soldati della Kingsguard. Dall’altra, gli accusati: Ser Duncan the Tall, principe Baelor Targaryen, Ser Lyonel Baratheon, Ser Raymun Fossoway, Ser Humfrey Beesbury, Ser Humfrey Hardyng e Ser Robyn Rhysling.

Dunk e gli altri sei cavalieri pronti allo scontro

Dunk e gli altri sei cavalieri pronti allo scontro

Per la prima volta nella serie si respira un clima cupo, in netto contrasto con l’atmosfera quasi allegra e spensierata dei primi episodi. La battaglia ha inizio ed è uno scontro violentissimo, dal quale non tutti usciranno vivi. Ser Duncan si scontra con Aerion Targaryen, che lo colpisce senza esitazione, con crudeltà e senza pietà.

La violenza e l’adrenalina del combattimento cedono spazio a un flashback che si alterna con grande efficacia a quanto accade nel fango di Ashford. In queste sequenze vediamo alcuni momenti del passato di Dunk e, in particolare, scopriamo come sia finito a fare da scudiero al cavaliere errante Ser Arlan of Pennytree. Il ricordo si interrompe sulle urla di Egg che, dagli spalti, implora Dunk di rialzarsi, incapace di accettare l’idea che possa essere morto durante lo scontro.

Il momento in cui il ricordo si fonde con il presente

Il momento in cui il ricordo si fonde con il presente

E Dunk, infatti, si rialza. Ma è diverso.

La sua natura pacifica e semplice lascia spazio a una rabbia cieca, a una violenza che non eravamo abituati a vedere in lui. Deciso a porre fine all’incontro, carica Aerion, ormai anche lui ferito e stanco, con tutta la forza che gli resta. Per un istante è chiaro che quella rabbia potrebbe spingerlo a compiere un gesto che probabilmente non si perdonerebbe mai: uccidere il principe Targaryen. Ma si trattiene. Il suo animo di cavaliere glielo impedisce.

L’ammissione di sconfitta di Aerion fa cadere tutte le accuse e pone fine allo scontro. Il prezzo di questo combattimento, però, è altissimo.

Aerion Targaryen si arrende

Aerion Targaryen si arrende

Il momento della verità

Ora voglio soffermarmi su ciò che, personalmente, mi ha colpito di più in questo episodio.

La prima cosa che ho avvertito è stato il netto cambio di tono. Se nelle puntate precedenti i colori e i suoni contribuivano a costruire un’atmosfera leggera, quasi spensierata, in questo quinto episodio la tensione è percepibile fin dai primi minuti, insieme allo spettro costante della morte. Il verde vivo della natura e le tonalità calde della tenda di Ser Lyonel lasciano spazio a grigi freddi e opprimenti, quelli di un’alba nebbiosa che sembra anticipare la tragedia. Anche il comparto sonoro segue la stessa trasformazione: i rumori quotidiani del villaggio, il fruscio della natura, quei suoni che trasmettevano pace e normalità, vengono sostituiti dallo stridore dei cavalli nervosi e dal metallo delle lame che vengono sguainate.

È un cambiamento netto, quasi brutale, che prepara lo spettatore a ciò che sta per accadere e segna un punto di non ritorno della storia.

Regia intelligente nella scena di combattimento

Sembrerà una sciocchezza, ma un altro dettaglio che mi è rimasto davvero impresso è il modo in cui la serie riesce a trasmettere l’ansia e la claustrofobia che Dunk prova una volta indossato l’elmo grazie all’utilizzo intelligente del POV (Point Of View) da parte della regia.

Nel momento in cui indossa l’elmo, il mondo intorno a lui sembra rallentare. I suoni si ovattano, restano solo i fischi nelle orecchie e il respiro che rimbomba nel metallo. È come se lo spettatore venisse rinchiuso insieme a lui, costretto a condividere quella sensazione di oppressione, di isolamento improvviso nel mezzo del caos. È una scelta registica sottile ma potentissima, perché non si limita a mostrare la battaglia: ci fa entrare nella testa di Dunk, facendoci percepire la sua paura, il peso dell’armatura e la solitudine di quel momento.

Uno spin-off di cui forse non avevamo bisogno, ma che per fortuna esiste

Questo quinto episodio di A Knight of the Seven Kingdoms conferma l’impressione iniziale: siamo davanti a una serie che funziona, sotto ogni aspetto. È vero, qui non assistiamo a epici combattimenti tra draghi o a battaglie su larga scala, ma siamo comunque spettatori di una delle sequenze di combattimento più violente e intense dell’intera saga. Uno scontro crudo, sporco, fisico, dove il sangue si mischia al fango.

È proprio questa dimensione più umana e brutale a renderlo così potente. Peccato per la durata breve degli episodi. Trenta minuti sono davvero troppo pochi per degli episodi di questa intensità.

Ira Parker, produttore e showrunner della serie, ha dichiarato alla stampa di avere in mente addirittura quattordici stagioni per A Knight of the Seven Kingdoms. Se la qualità resterà questa, per quanto mi riguarda, può tranquillamente arrivare anche a quaranta.

Ser Duncan che combatte contro Aerion Targaryen

Ser Duncan che combatte contro Aerion Targaryen

VOTO POPCORNERD: 9.5/10

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A Knight of the Seven Kingdoms S1 E4 – Seven

Recensione con spoiler del quarto episodio della prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms, la nuova serie dell’universo Game of Thrones

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Se il terzo episodio di A Knight of the Seven Kingdoms schiaccia il pedale del gas, il quarto episodio della serie decolla con un’esplosione degna di una nave spaziale NASA diretta in orbita.

In questo articolo parleremo, con spoiler, del quarto episodio di A Knight of the Seven Kingdoms – Seven (Sette).

L’episodio è andato in onda il 7 febbraio 2026 su HBO Max, infrangendo la consueta cadenza settimanale per non scontrarsi con la finale del Super Bowl, che li avrebbe probabilmente massacrati in termini di ascolti. Congratulazioni, Seahawks!

La trama

La situazione di Duncan non è delle migliori: è in prigione per aver aggredito il principe Aerion Targaryen e ha appena scoperto che Egg gli ha mentito sin dall’inizio, fingendosi un orfano pur di partecipare al torneo di Ashford Meadow. L’unico aspetto positivo di tutta questa faccenda è che Duncan è entrato nelle “grazie” dei reali per essersi preso cura di Egg, ma questo non sembra placare l’ira di Aerion, che vorrebbe vederlo giustiziato.

Dunk in prigione, Egg che prova a scusarsi per avergli mentito

Dunk in prigione, Egg che prova a scusarsi per avergli mentito

Solo l’intervento di Baelor, primogenito del Re e diretto successore al Trono, riesce a calmare gli animi. Baelor invita Dunk a colloquio e ammette – anche senza dirlo esplicitamente – che le azioni del cavaliere non sono sbagliate. Il vero problema risiede nella differenza di classe sociale. Baelor si dimostra però un uomo e un cavaliere dai sani principi e suggerisce a Ser Duncan di proporre un “trial by combat”: dovrà sfidare Aerion in duello e il vincitore deciderà le sorti della faccenda.

Il principe Aerion Targaryen, codardo di natura, rifiuta la sfida e si nasconde dietro a una procedura antica, quasi in disuso, chiamata “trial of seven”, o in italiano la “giudizio dei sette”. Il duello si terrà quindi sette contro sette. Ser Duncan deve trovare sei cavalieri disposti a combattere al suo fianco, per difendere i principi cavallereschi e l’onore – e la vita – di Duncan stesso. I vincitori otterranno la grazia degli dei.

Dopo alcune difficoltà e con l’aiuto dei fratelli Targaryen Egg e Daeron, Ser Duncan riesce a reclutare solo cinque cavalieri, rischiando così la sconfitta. Ma proprio all’ultimo istante, un cavaliere dalla scura armatura si fa avanti e, con sorpresa di tutti, si dichiara a favore di Ser Duncan e dei sani principi dell’onore e del rispetto.

Ser Duncan e Aerion Targaryen a duello

Ser Duncan e Aerion Targaryen a duello

Non vi svelo l’identità di questo cavaliere perché voglio che possiate assaporare appieno questo momento incredibile della storia della televisione.

Il discorso di Ser Duncan the Tall

A Knight of the Seven Kingdoms S1 E4 – Seven è senza dubbio il miglior episodio di questa prima stagione, non solo per il suo incredibile finale, ma anche grazie a una performance attoriale del cast che, a mio avviso, non si vede spesso in serie di questo tipo.

Peter Claffey, che interpreta Dunk, recita un monologo potente, carico di passione e orgoglio, rivolto a una folla che lo considera ancora un underdog, un buono a nulla, un fallito.

Ma è proprio questo suo modo di essere – un cavaliere giusto, umile e dai giusti valori – a ripagarlo con il colpo di scena di cui parlavo prima. Il settimo cavaliere è qualcuno che nessuno di noi si aspettava, pronto a difendere l’onore di Ser Duncan the Tall e i valori cavallereschi, andando contro la famiglia Targaryen.

Ser Duncan the Tall, pronto ad affrontare la prova dei sette

Ser Duncan the Tall, pronto ad affrontare la prova dei sette

Aspettando il quinto episodio

Lo dico subito: questo episodio mi ha fatto emozionare, e non penso di essere l’unico a pensarla così, considerando che ha ottenuto un rating di 9.7 dalla critica internazionale. Lasciate tutto quello che state facendo e andate a recuperare questa serie, se non la state già guardando!

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