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IT: Welcome to Derry, l’analisi della prima stagione

IT: Welcome to Derry, analisi di una prima stagione che racconta le origini di Pennywise

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IT: Welcome to Derry, la recensione della prima stagione

Si è conclusa da qualche settimana la prima stagione di IT: Welcome to Derry, la serie HBO che si propone di espandere l’universo narrativo di It raccontando le origini – o meglio, una delle prime manifestazioni – di Pennywise. Il progetto porta la firma di Andy Muschietti, Barbara Muschietti e Jason Fuchs, e nasce chiaramente con l’ambizione di inserirsi in continuità diretta con i due film cinematografici del 2017 e del 2019.

Andy and Barbar Muschietti, hollywoodreporter.com

Andy e Barbara Muschietti, foto di hollywoodreporter.com

Gli spettatori più attenti non faticheranno a cogliere i numerosi dettagli che legano la serie ai film precedenti, a partire proprio dal cast. Bill Skarsgård, ormai volto indissolubilmente legato al personaggio, torna a vestire i panni del clown, rafforzando l’idea di un universo coerente e riconoscibile. Una scelta tutt’altro che casuale, che sottolinea la volontà di Andy Muschietti di preservare una continuità estetica e narrativa ben precisa, evitando fratture nette tra cinema e televisione.

IT: Welcome to Derry, episodio 6

IT: Welcome to Derry, episodio 6

IT: Welcome to Derry non nasce quindi come una semplice operazione derivativa, ma come un tassello pensato per arricchire il mito di Derry e del male ciclico che la infesta, dialogando apertamente con i film usciti rispettivamente otto e sei anni fa.

La serie, ispirata al personaggio creato da Stephen King, nasce con l’obiettivo di colmare il vuoto lasciato nei non lettori dei romanzi, offrendo un approfondimento sulle origini del pagliaccio che, ciclicamente, ogni ventisette anni, torna a terrorizzare la cittadina di Derry.

Trama senza spoiler

Ambientata nella Derry dei primi anni Sessanta, IT: Welcome to Derry segue le vicende di un gruppo di nuovi abitanti che si trasferiscono nella cittadina del Maine in cerca di un nuovo inizio. Fin dai primi episodi, però, è chiaro che sotto la superficie rassicurante della provincia americana si nasconde qualcosa di profondamente sbagliato. Eventi inquietanti, sparizioni e un senso di minaccia costante iniziano a insinuarsi nella quotidianità dei protagonisti, riportando a galla un male antico che sembra legato indissolubilmente alla storia stessa di Derry.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

IT: Welcome to Derry, episodio 1

La serie costruisce la sua narrazione intrecciando il punto di vista degli adulti con quello dei più giovani, mostrando come la violenza e l’orrore non si manifestino solo in forme soprannaturali, ma trovino terreno fertile anche nelle paure collettive, nei silenzi e nelle tensioni sociali dell’epoca. Pennywise resta una presenza costante, spesso più evocata che mostrata, mentre la storia si prende il tempo necessario per raccontare la città, i suoi abitanti e il ciclo di tragedie che, da generazioni, sembra ripetersi con inquietante regolarità.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

IT: Welcome to Derry, episodio 1

Welcome to Derry non punta quindi solo a raccontare una nuova storia dell’orrore, ma a restituire l’idea di una comunità intrappolata in un loop di paura, preparando il terreno per ciò che i fan della saga già sanno, senza però dare nulla per scontato.

Una serie che funziona, anche con i suoi cambi di ritmo

Vado dritto al punto: IT: Welcome to Derry intrattiene e, nel complesso, fa il suo lavoro, nonostante una gestione del ritmo spesso irregolare, che in più di un’occasione rischia di confondere o persino annoiare. Il primo episodio ne è un esempio: si apre con una sequenza apertamente gore, il rapimento di Matty, per poi rallentare bruscamente e lasciare spazio alla presentazione dei personaggi e delle diverse linee narrative, fino a chiudersi con un cliffhanger piuttosto classico.

È una struttura che, con poche variazioni, si ripete per gran parte della stagione. Un’alternanza continua tra momenti di forte impatto visivo e lunghe fasi più riflessive, quasi dilatate, che spezzano la tensione per poi ricostruirla nel finale di episodio. Un meccanismo prevedibile, certo, ma che alla lunga funziona, soprattutto per chi accetta l’idea di una serie più interessata a costruire atmosfera e contesto che a mantenere costantemente alto il livello dell’orrore.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

IT: Welcome to Derry, episodio 1

Per me la serie è stata una vera giostra: momenti di gore intenso e scene che lasciano davvero senza fiato si alternano a fasi più lente, che mi hanno spesso spinto a impostare il player a velocità 2x. A tenermi incollato allo schermo sono stati soprattutto i picchi più concitati, capaci di far digerire i momenti più lenti e rendere l’esperienza complessiva coinvolgente e la performance dei protagonisti Lilly, Ronnie, Will, Rich e Marge rispettivamente interpretati da Clara Stack, Amanda Christine, Blake Cameron James, Arian S. Cartaya e Matilda Lawler.

Ci tengo inoltre a ribadire quanto Bill Skarsgård sia perfetto nel ruolo di Pennywise. Davvero un grande attore.

Il mio episodio preferito? Episodio 7, The Black Spot. Preso singolarmente, credo sia uno dei migliori episodi visti quest’anno. E sembra che non sono l’unico a pensarlo.

Rating degli episodi della prima stagione secondo IMDB

Rating degli episodi della prima stagione secondo IMDB

IT Welcome to Derry, Episodio 7

IT Welcome to Derry, Episodio 7

Le diverse forme del male

Un dettaglio particolarmente interessante è il modo in cui Pennywise sceglie di manifestarsi ai protagonisti. Nei primi episodi, il pagliaccio non assume mai una forma unica e riconoscibile, ma si modella sulle paure più profonde di ciascuno di loro, trasformandosi nella materializzazione delle loro fobie. È in questi momenti che la serie riesce a colpire più a fondo, dando vita a sequenze di autentico terrore che vanno oltre il semplice spavento.

Sono diverse le occasioni in cui questo meccanismo entra in gioco, e spesso con risultati disturbanti. Emblematico, in questo senso, è quanto accade nel secondo episodio, quando Pennywise costringe Ronnie a rivivere il proprio parto, un’esperienza traumatica che, per una tragica coincidenza, le è costata la perdita della madre. Una scena dura, che funziona proprio perché attinge a un orrore intimo e personale, più che spettacolare.

Al di là della forma che assume di volta in volta, c’è però un elemento che rimane costante: quando Pennywise entra in scena, ne esce sempre sporco di sangue. È un segno visivo ricorrente, quasi un marchio di fabbrica, che ribadisce come dietro ogni maschera, ogni illusione e ogni paura evocata, si nasconda sempre la stessa natura violenta e predatoria.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

IT: Welcome to Derry, episodio 1

Easter egg… e collegamenti che non potevamo non notare

Questa serie ha molto da offrire anche agli appassionati di fumetti come noi. Nel primo episodio, infatti, vediamo uno dei protagonisti leggere Detective Comics #298, una scelta tutt’altro che casuale. Andy Muschietti sembra strizzare l’occhio agli spettatori più attenti, soprattutto alla luce dei rumor che lo vorrebbero alla regia di Batman: The Brave and the Bold, il nuovo progetto DC guidato da James Gunn.

Sempre nello stesso episodio compare anche The Flash #123, un riferimento piuttosto esplicito e un omaggio al film The Flash del 2023, diretto dallo stesso Muschietti. Piccoli dettagli che non aggiungono nulla alla trama, ma contribuiscono a rafforzare quel dialogo continuo tra cinema, televisione e cultura fumettistica che la serie sembra voler coltivare.

IT: Welcome to Derry, Episodio 1

Detective Comics #298

The Flash #123

Ma i riferimenti non finiscono qui, perché Welcome to Derry ha qualcosa da offrire anche ai puristi dell’horror di Stephen King. Senza scendere in territori troppo spoilerosi, nell’episodio finale compare il giovane Dick Hallorann, che accenna a un possibile lavoro presso un hotel in Europa, accompagnando il tutto con una battuta che mi ha fatto sorridere: “I mean, how much trouble can a hotel be?” o in italiano “Insomma, quanto potrà mai essere problematico un hotel?”.

Dick Hallorann nell'ultimo episodio della prima stagione

Dick Hallorann nell’ultimo episodio della prima stagione

Non serve essere esperti cinefili o lettori di lunga data per cogliere il collegamento a The Shining e al leggendario Overlook Hotel, il luogo fittizio in cui Stephen King ha ambientato uno dei suoi racconti più celebri, poi diventato un film iconico grazie alla regia di Stanley Kubrick. Un richiamo elegante.

Nel corso dei dieci episodi, vediamo inoltre le prime manifestazioni della “luccicanza” di Dick e il modo in cui impara gradualmente a gestire questa abilità. In questo senso, la serie può essere letta anche come una vera e propria storia di origine di Dick Hallorann, destinato a diventare il futuro mentore di Danny Torrance in The Shining.

Data d’uscita e distribuzione della prima stagione

La serie ha debuttato con l’episodio pilota il 27 ottobre 2025, per poi proseguire con la cadenza di un episodio a settimana su HBO Max negli Stati Uniti e su Sky in Italia.

IT: Welcome to Derry, episodio 1

IT: Welcome to Derry, episodio 1

Cosa aspettarsi per il futuro

Andy Muschietti ha recentemente confermato di avere in mente un piano che prevede tre stagioni di IT: Welcome to Derry. Se questa prima stagione è ambientata nel 1962, la seconda farà un salto indietro fino al 1935, mentre la terza sarà ambientata nel 1908, proseguendo così l’esplorazione a ritroso della storia di Derry e del male che la infesta.

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Prime video

Il Baracchino vola a Hollywood!

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Il Baracchino, la serie animata per adulti Amazon Original creata e diretta da Nicolò Cuccì e Salvo Di Paola, scritta da Matteo Calzolaio, Nicolò Cuccì, Salvo Di Paola e Tommaso Renzoni e prodotta da Lucky Red e Megadrago, in collaborazione con Prime Video, è stata nominata agli Annie Awards, il più prestigioso riconoscimento internazionale dedicato alla categoria e considerato “l’Oscar dell’animazione”.

La candidatura arriva nella sezione Miglior Episodio Televisivo per adulti (Best TV/Media – Mature), in competizione con serie iconiche come South Park, Bob’s Burgers e accanto a progetti di scala globale come K-pop Demon Hunters di Sony Animation ed Elio di Pixar.
Un traguardo di grande importanza per tutta l’animazione e il settore audiovisivo italiano. Si tratta infatti di un primato per l’Italia: Il Baracchino è il primo progetto di serie animata a ricevere una nomination agli Annie, premio che è stato storicamente riservato a progetti celebri come i Simpsons, Futurama, Blue Eye Samurai, Rick e Morty, per citare l’animazione per adulti, ma ancora capolavori Pixar come Inside Out, Coco o classici come Il Re Leone, Kung Fu Panda e tanti altri ancora.

Sviluppata con il software Blender, lo stesso strumento utilizzato per il lungometraggio Flow, vincitore agli Oscar 2025, la serie torna a far parlare di sé dopo il debutto su Prime Video dello scorso giugno, con un riconoscimento su scala globale che premia l’audacia del progetto di Cuccì e Di Paola, interpretato da Pilar Fogliati, Lillo Petrolo, Frank Matano e altri.
Un segnale importante per il mercato dell’animazione italiana.

Creata e diretta da Nicolò Cuccì e Salvo Di Paola, la serie in sei episodi
sfrutta e mescola tra loro in maniera del tutto inedita varie tecniche d’animazione grazie all’uso del software Blender – dal 3D alla stop-motion, dall’animazione tradizionale 2D all’uso di pupazzi e marionette – per dare vita e sostanza, nell’arco di sei episodi, ad una galleria di tragicomici personaggi impossibili da dimenticare, con un voice cast di personaggi amatissimi,
che include Pilar Fogliati, Lillo Petrolo, Pietro Sermonti, Frank Matano, Edoardo Ferrario,
Stefano Rapone, Luca Ravenna, Daniele Tinti, Michela Giraud, Yoko Yamada e Salvo Di Paola

Il Baracchino, disponibile su Prime Video, è la prima serie italiana d’animazione Amazon Original, ambientata nel mondo della stand-up comedy, prodotta da Lucky Red, in collaborazione con Prime Video e realizzata a Palermo dallo studio di animazione Megadrago. Creata e diretta da Nicolò Cuccì e Salvo Di Paola, scritta da Matteo Calzolaio, Nicolò Cuccì, Salvo Di Paola e Tommaso Renzoni.

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Netflix

Stranger Things 5: la fine di un’era televisiva a cui vogliamo dire grazie

Stranger Things 5 conclude il viaggio dei ragazzi di Hawkins iniziato quasi 10 anni fa su Netflix. Non è solo la fine di una serie TV, ma di un viaggio emozionante, tra alti e bassi, che ci fa rivolgere una sola parola ai Fratelli Duffer e al cast: grazie

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La fine del 2025 e l’inizio del 2026 televisivi sono stati letteralmente monopolizzati dall’arrivo dell’attesissima quinta e ultima stagione di Stranger Things, l’opera dei fratelli Matt e Ross Duffer che, dopo dieci anni, hanno deciso di chiudere la loro storia dividendola in tre “atti”.

La prima parte è uscita il 27 novembre, con il rilascio dei primi quattro episodi; la seconda è stata pubblicata il 26 dicembre, includendo gli episodi 5, 6 e 7; il gran finale, invece, è arrivato il 1º gennaio 2026, con una puntata conclusiva della durata di oltre due ore.

Stranger Things: dove eravamo rimasti

Siamo nel 1987 e assistiamo alle ripercussioni degli eventi che hanno chiuso la quarta stagione. Hawkins è ora una città militarizzata: le autorità hanno ufficialmente attribuito la distruzione a un terremoto, ma in segreto conducono esperimenti sia nella nostra realtà sia nel Sottosopra. L’obiettivo è inquietante: creare nuovi soldati dotati dei poteri di Vecna e Undici (Millie Bobby Brown).

l’Abisso, la vera casa di Vecna

Dall’altra parte ritroviamo i nostri protagonisti, ormai adolescenti, costretti non solo a sfuggire ai militari, ma anche a elaborare un piano per rintracciare e sconfiggere Vecna e le sue creature una volta per tutte, chiudendo definitivamente il Sottosopra. Una dimensione che, però, si rivelerà diversa da come l’abbiamo sempre immaginata: scopriremo infatti che funge da ponte verso una nuova realtà, chiamata l’Abisso, la vera casa di Vecna. È lì che tutto ha avuto origine ed è lì che tutto finirà. Proprio dall’Abisso, Henry tirerà i fili di un piano malvagio che culminerà nel tentativo di fondere Abisso e Terra in un’unica, terrificante realtà.

Personaggi, vecchi e nuovi, la vera anima della serie

Holly & Max intrappolate nel Sottosopra

La quinta stagione si concentra inoltre in modo profondo sui personaggi, da sempre il vero cuore pulsante della serie. Accanto al gruppo storico di amici, vengono introdotti nuovi volti che impariamo a conoscere e ad apprezzare; dalla sorella di Mike e Nancy, Holly, al goffo ma sorprendentemente carismatico Derek, fino alla spietata Dottoressa dell’esercito, Kay, interpretata da una sempre superba Linda Hamilton. A completare il quadro, il ritorno di Kali, la sorella di Undici, apparsa brevemente nella seconda stagione.

Derek “il magnifico”

Holly, insieme ad altri bambini, diventa per diverse puntate una preda di Vecna, rivelandosi una pedina fondamentale del suo piano. La giovane affronta una vera e propria trasformazione: da bambina paurosa si evolve in una ragazza coraggiosa, sempre più consapevole dei propri mezzi.

La vera rivelazione della stagione, però, è senza dubbio Derek. Bambino inizialmente un po’ emarginato a causa del suo aspetto fisico, trova nell’essere scurrile e impertinente la sua armatura emotiva. Proprio questo atteggiamento diventa la sua forza, regalando, a mio parere, le migliori battute dell’intera stagione, rivolte a Vecna.

Will, grande protagonista della stagione 5 di Stranger Things

Passa invece in secondo piano Undici, che per gran parte della stagione perde il ruolo di personaggio centrale, salvo poi riprenderselo prepotentemente nell’ultima parte dell’episodio conclusivo. Il focus narrativo torna infatti su Will (Noah Schnapp) il personaggio da cui tutto è iniziato.

Dopo aver perso centralità nel corso delle stagioni (se si esclude il legame con il Mind Flayer), i Duffer scelgono di riportarlo al centro della storia, permettendoci di scoprire un suo lato intimo che nella quarta stagione avevamo solo potuto intuire.

Questo percorso culmina in un discorso toccante ed emozionante, pronunciato davanti ai suoi affetti più cari, poco prima della battaglia decisiva. Una scelta narrativa che non ha convinto tutti, giudicata da alcuni anacronistica, ma che secondo me arriva nel momento perfetto: Will si libera finalmente delle sue paure, ovvero dell’unica arma che Vecna può usare per manipolarlo. Senza paura, Will diventa l’elemento imprevisto, l’arma in più che Vecna non aveva calcolato: lo Stregone di D&D.

Sono strutturati con grande cura anche tutti gli altri rapporti, che si assestano gradualmente nel corso della stagione per trovare poi una degna conclusione.

Dustin (Gaten Matarazzo) parte cupo e attaccabrighe, quasi distante dal gruppo, ancora segnato dal lutto mai superato per Eddie. Grazie soprattutto ai confronti con Steve (Joe Keery), riesce però a riavvicinarsi a lui, ricostruendo quella coppia che abbiamo imparato ad amare.

Hopper comprende finalmente che Undici non potrà essere protetta per sempre e che dovrà, prima o poi, affrontare da sola decisioni difficili.

Nancy e Jonathan, invece, riescono finalmente a dirsi tutto ciò che non hanno mai sopportato l’uno dell’altra. Realizzano che a tenerli uniti non era più l’amore, ma gli eventi catastrofici vissuti negli ultimi anni, e arrivano persino a una sorta di “non proposta” di matrimonio mentre, letteralmente, il mondo intorno a loro sta crollando.

La storia di Henry prima di divenire Vecna, meritava più spazio nella serie?

L’unico aspetto su cui, forse, la serie non si sofferma a dovere è il passato di Henry (Jamie Campbell Bower), prima di diventare cavia del dottor Brenner e, successivamente, Vecna.

Il suo passato ci viene raccontato attraverso alcuni flashback nella quarta stagione, ma in questa quinta non viene approfondito quanto avrebbe meritato. Scopriamo che nella sua mente si nascondono ricordi traumatici, trasformati in veri e propri luoghi rifugio, ma la loro introspezione resta piuttosto superficiale, se non in un breve momento a metà stagione.

Al contrario, questo lato viene analizzato in maniera molto più approfondita nello spettacolo teatrale, rivelatosi canonico e fondamentale per comprendere appieno la sua storia. Un aspetto che è stato anche oggetto di critiche da parte di molti spettatori, che hanno imputato ai fratelli Duffer la scelta di non portare sullo schermo quanto mostrato sul palco, privando così la serie di un quadro completo della psicologia di Henry.

Perché Henry/Vecna è, a suo modo, anche una vittima: vittima del Mind Flayer, degli esperimenti e dei traumi infantili che hanno reso la sua anima fragile e plasmabile. Invece di opporsi, però, ha ceduto al fascino del male, convinto di diventare più potente, finendo per diventare inevitabilmente ancora più solo.

Alla fine, il vero motore di tutta l’opera è l’amicizia. Quell’amicizia che nasce tra i banchi di scuola e si rafforza con il tempo; che può sbocciare su un’altalena, diventare eterna durante una partita di Dungeons & Dragons o trasformarsi, col tempo, in amore. Perché, come già detto, la vera forza di Stranger Things non sono mai state solo le atmosfere anni ’80 o l’azione: la sua vera forza sono sempre stati i personaggi. Personaggi ai quali ci siamo affezionati, con cui abbiamo empatizzato e nei quali, forse, ci siamo anche riconosciuti.

Capitolo 8: la battaglia finale e un epilogo… commovente

Il saluto tra Undi e Mike

Proprio per questo l’ultimo episodio si concentra sì sulla battaglia finale, forse un po’ sbrigativa, ma dedica quasi metà della sua durata alla conclusione e al commiato dei protagonisti. A mio parere, si tratta di un finale perfetto ed emozionante: una vera e propria lettera d’amore dei fratelli Duffer alla loro “creatura” e a noi spettatori che, per dieci anni, li abbiamo seguiti, attesi e amati.

Il giorno del diploma

Sono passati 18 mesi dagli eventi della battaglia finale. Hawkins è tornata alla normalità, senza più militari o basi a fare da sfondo alle strade della cittadina. Per i nostri ragazzi è arrivato il momento di lasciare l’adolescenza ed entrare nel mondo degli adulti. Sul tetto della radio del paese, Nancy, Robin, Steve e Jonathan si raccontano le loro nuove vite, lasciando intendere come i rapporti tra loro, complice la distanza, non siano più così frequenti. In una scena bellissima e malinconica, tra ricordi e sfottò, si promettono di incontrarsi almeno una volta al mese. Sappiamo tutti, loro per primi, che sarà una promessa difficile da mantenere: la vita prende spesso strade diverse e il tempo, gli impegni e le priorità non sempre giocano a nostro favore.

Ci sono poi altri protagonisti chiamati ad affrontare un’ultima grande sfida. Questa volta, il “nemico” è crescere.

L’ultima partita a D&D

Dopo aver ricevuto i diplomi, i nostri amici devono intraprendere il viaggio che li trasformerà in uomini e donne, ma non prima di aver concluso un’ultima partita a D&D. Il cerchio si chiude dove tutto è iniziato: nella stessa tavernetta in cui li avevamo visti per la prima volta sei anni prima. Qui Mike (Finn Michael Wolfhard), da vero Dungeon Master, immagina e racconta il futuro dei suoi amici: Max (Sadie Sink) e Lucas (Caleb McLaughlin) insieme come coppia, Dustin al college a fare ricerca, Will finalmente libero di vivere la vita che sogna, e lui stesso ancora intento a narrare storie.

C’è però un’ultima storia che Mike decide di raccontare: quella di Undici. Vuole credere che sia sopravvissuta all’esplosione finale del Sottosopra e che stia vivendo lontano da Hawkins, alla ricerca della propria indipendenza. In un emozionantissimo scambio di sguardi, tutti decidono di credere insieme a lui. Il tutto si chiude con lo sguardo malinconico ma sereno di Mike, mentre osserva il passaggio di consegne al tavolo di D&D, dove ora siedono Holly, Derek e altri nuovi amici, pronti a vivere nuove avventure.

Un viaggio lungo dieci anni che mi ha commosso ed emozionato. Perché, in fondo, la vita è davvero una gigantesca partita a Dungeons & Dragons: le sfide non mancano mai e non sempre i dadi sono dalla nostra parte.

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The Bluff: prime immagini del film prodotto dai fratelli Russo, con Priyanka Chopra Jonas

Prime Video ha diffuso le prime immagini di The Bluff, film prodotto dai fratelli Russo, con Priyanka Chopra Jonas, in uscita il 25/02

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Quando la sua vita tranquilla viene sconvolta dal ritorno del suo vendicativo ex-capitano, un’abile ex pirata deve confrontarsi con il suo sanguinoso passato per salvare la sua famiglia.

Disponibile in tutto il mondo su Prime Video dal 25 febbraio 2026

Ecco di seguito le prime immagini

Un’avventura adrenalinica e senza sosta, che fonde il contesto storico con un tocco cinematografico moderno, ricca di avvincenti duelli con la spada, trappole tattiche e sanguinosi combattimenti corpo a corpo.

The Bluff è un film d’azione e avventura da guardare con amici e famiglia, e che vi ricorderà fino a che punto si è disposti a spingersi per proteggere le persone che si amano.

Priyanka Chopra Jonas regala un’interpretazione intensa e fisica come non l’avete mai vista, interpretando Ercell “Bloody Mary” Bodden, un’eroina complessa e dinamica che affronta una pericolosa battaglia contro il suo passato violento per proteggere la sua famiglia.

Diretto da Frank E. Flowers, con una sceneggiatura scritta insieme a Joe Ballarini, The Bluff dà vita ad un epico film thriller d’epoca, ambientato nelle Isole Cayman, uniche nel loro genere per storia e ricchezza culturale, e nelle sue splendide location reali, tra cui la Grotta del Teschio e le iconiche scogliere.

I fratelli Anthony Russo, Joe Russo e Angela Russo-Otstot, attraverso la loro AGBO, sono i produttori del film. Noti per la loro capacità di fondere solide basi emotive e una narrazione su larga scala e ad alto contenuto concettuale, il coinvolgimento di AGBO porta con sé la stessa ambizione e cura cinematografica per cui i fratelli Russo sono riconosciuti in progetti come Avengers: Endgame ed Extraction.

Diretto da Frank E. Flowers

Scritto da Joe Ballarini e Frank E. Flowers

Prodotto da Joe Russo, p.g.a., Anthony Russo, p.g.a., Angela Russo-Otstot, p.g.a., Michael Disco, p.g.a., Cisely Saldaña, Mariel Saldaña, Priyanka Chopra Jonas

Executive Producer: Joe Ballarini, Frank E. Flowers, Kassee Whiting, Ari Costa, Chris Castaldi, Nick Van Dyk, Thorsten Shumacher, Sarah Halley Finn, Zoe Saldaña

Con: Priyanka Chopra Jonas, Safia Oakley-Green, Temuera Morrison with Ismael Cruz Cordova e Karl Urban

Genere: Azione/Avventura

Sinossi di The Bluff:

Ercell “Bloody Mary” Bodden (Priyanka Chopra Jonas) pensava di essere sfuggita al suo violento passato da pirata, dopo aver trovato pace nelle Isole Cayman con il suo amato marito T.H. (Ismael Cruz Cordova), loro figlio Isaac (Vedanten Naidoo) e la cognata Elizabeth (Safia Oakley-Green).  Ma quando il suo famigerato ex capitano Connor (Karl Urban) ritorna in cerca di vendetta, il mondo di Ercell viene distrutto.

Costretta ad affrontare i demoni che ha cercato di seppellire, Ercell si ritrova catapultata in un mortale gioco di segreti e sopravvivenza. Armata di una letale maestria nella scherma, di trappole astute e della feroce volontà di proteggere coloro che ama, ingaggia una guerra brutale contro la spietata ciurma di Connor. La lotta di Ercell per salvare la sua famiglia si trasforma in un viaggio di redenzione, mentre rivendica il suo potere e abbraccia la guerriera che era un tempo.

Sullo sfondo mozzafiato della Caverna del Teschio e delle imponenti scogliere di Cayman Brac, i produttori Anthony e Joe Russo presentano The Bluff: una avventura d’azione cruda e adrenalinica che parla di famiglia, sopravvivenza e dell’indomabile forza dell’amore di una madre.

Durata: 101 Minuti

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@PrimeMovies

#TheBluff 

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Prime Video per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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