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Jensen Ackles, l’uomo che sfiorò Deadpool… prima di Ryan Reynolds!

Jensen Ackles è stato molto vicino a interpretare Deadpool… ma non solo! Ecco tutte le sliding doors che lo hanno portato a Soldier Boy in The Boys

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È quasi impossibile immaginare un Deadpool senza il volto, e soprattutto la lingua tagliente, di Ryan Reynolds. Eppure il Mercenario Chiacchierone avrebbe potuto avere un’altra voce, un’altra personalità, un altro volto: quello di Jensen Ackles.

Sì, proprio lui: Dean Winchester, l’icona di Supernatural, e più recentemente l’irriverente Soldier Boy di The Boys.

Durante una convention di qualche tempo fa, come riportato in un vecchio articolo di CBR.com, Ackles ha rivelato un dettaglio che ha lasciato di stucco i fan: era in trattativa per interpretare Deadpool. Non si trattava di un semplice rumor, ma di un’occasione reale sfumata all’ultimo momento.

Ed è solo l’inizio di una storia fatta di ruoli sfiorati, porte che si chiudono… e altre che si aprono in modo del tutto inaspettato.

Ackles svela: “Ero in trattativa per Deadpool”

Alla domanda su quali ruoli da supereroe avesse quasi ottenuto nella sua carriera, Ackles ha sorriso, ha esitato un attimo e poi ha sganciato la bomba:

«Deadpool»

Racconta che anni fa era in trattative molto avanzate per ottenere il ruolo del mutante Marvel, ma una sovrapposizione di impegni lavorativi lo rese indisponibile. E con l’umorismo che lo contraddistingue ha aggiunto:

«Forse è stato meglio così. C’era anche la mia ex ragazza, sarebbe stato imbarazzante. Probabilmente avrei rovinato tutto!»

Una sincerità disarmante che denota anche qualcosa in più: un grande rispetto per il lavoro di Reynolds, diventato ormai insostituibile.

Perché Ackles ammette che Reynolds era l’unico Deadpool possibile

La verità è semplice: anche se Ackles avrebbe sicuramente portato il suo carisma nel ruolo, Ryan Reynolds ha trasformato Deadpool in qualcosa di unico. La sua improvvisazione, la sua spontaneità, la sua capacità di rompere la quarta parete anche nella vita reale… sono ingredienti che difficilmente si replicano.

Ackles lo sa bene e lo dice chiaramente:

«Il cast era perfetto. Meglio così. Sarebbe stato fantastico, certo… ma forse non sarebbe andata altrettanto bene.»

Ed è difficile dargli torto.

I ruoli supereroistici mancati: dall’equivoco su Captain America a Occhio di Falco

Nel corso degli anni, Jensen Ackles è stato legato a una lunga lista di ruoli da supereroe mai arrivati davvero a destinazione. Molti fan, ad esempio, sono convinti da anni che avesse fatto il provino per Captain America prima che il ruolo di Steve Rogers finisse a Chris Evans.

La realtà, però, è diversa. Recentemente Ackles ha voluto fare chiarezza:

«Ho fatto un provino per Captain America? No. Mai fatto. Forse ci fu un incontro preliminare… ma non ho mai letto per il ruolo, non ho mai avuto la possibilità di parlare con i responsabili. E comunque non ero disponibile.»

Ad Ackles venne offerto, però, Occhio di Falco, ruolo poi andato a Jeremy Renner. Anche lì, ancora una volta, gli impegni con Supernatural gli impedirono di accettare.

E anche qui, ironia della sorte: anni prima aveva persino fatto un provino per interpretare Clark Kent in Smallville, venendo scartato… salvo poi entrare nel cast nella stagione 4 come Jason Teague.

In sintesi: Ackles è sempre stato vicinissimo ai supereroi, ma senza mai vestirne davvero i panni. Almeno fino a The Boys.

Soldier Boy: la versione distorta, tossica e perfetta del “suo” Capitan America

Nella terza stagione di The Boys, Ackles ottiene il ruolo che gli permette di interpretare una versione alternativa di Capitan America, anche se in puro stile The Boys: brutale, sgradevole, volgare, complesso… e irresistibilmente imperfetto.

Ackles lo descrive così:

«È come se Capitan America avesse rinunciato a fare l’eroe e fosse diventato uno zio ubriaco e inappropriato.»

Nel mondo di The Boys, i supereroi non sono scelte divine: sono prodotti di laboratorio. Creati dalla Vought con il Composto V, modellati per essere venduti al pubblico come celebrità. Soldier Boy è stato il primo perfetto prototipo… almeno all’apparenza.

E in effetti, con il suo look alla Cap, lo scudo e il passato militare, Soldier Boy è un perfetto specchio distorto e satirico del Primo Vendicatore: egoista, maschilista e totalmente fuori posto nel presente. E Ackles lo interpreta alla perfezione.

Jensen Ackles sarebbe stato davvero un buon Deadpool?

È la domanda che molti fan si fanno dopo la sua confessione. La risposta più equilibrata è: sì, ma non come Reynolds.

Ackles ha carisma, presenza scenica, tempi comici e drammatici perfetti, ma Reynolds ha creato un Deadpool così radicalmente identificato con se stesso da rendere difficile immaginare un’alternativa convincente.

Il futuro: vedremo Ackles in un cinecomic Marvel o DC?

Con Soldier Boy, Jensen Ackles ha dimostrato di essere pronto per un ruolo da supereroe da grande schermo. Ha la fisicità, la grinta, la popolarità e la maturità artistica per interpretare un personaggio iconico.

Oggi più che mai, sembra chiaro che non è una questione di “se”, ma di “quando”.

Perché, dopo Supernatural, The Boys e tutto ciò che ha sfiorato… Jensen Ackles è ancora uno dei nomi più papabili per diventare una nuova icona supereroistica del futuro, sia in casa DC che in casa Marvel.

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Comics

5 momenti iconici di Ciclope nei fumetti Marvel

Rivediamo 5 momenti epici di Ciclope, X-Man che vedremo anche in Avengers: Doomsday, nei fumetti Marvel

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Gli X-Men torneranno in Avengers: Doomsday. 

All’interno della pellicola dei fratelli Russo, vedremo i mutanti dei film degli anni 2000 della Fox. Tra questi è stato ufficializzato anche il ritorno del Ciclope di James Marsden, attore che lo ha interpretato nelle prime tre pellicole.

Scott Summers, alias Ciclope, è uno dei personaggi più iconici della Marvel. L’X-Man è uno dei membri originali della X-squadra di eroi di Charles Xavier, ed è stato un punto fermo nelle storie degli X-Men per decenni, assumendo innumerevoli volte il ruolo di leader.

Tuttavia, sebbene Ciclope sia un pezzo fondamentale della squadra, è anche uno dei personaggi più controversi della Marvel. Alcuni lo considerano arrogante e indegno del suo ruolo di leader, mentre altri lo considerano il più grande eroe della squadra e meritevole di ancora più rispetto.

A dire il vero, si possono sostenere entrambi i punti di vista, ma come per qualsiasi eroe, la questione è più sfumata di una semplice distinzione tra bianco e nero.

Che lo si ami o lo si odi, Ciclope è un personaggio, un eroe e un leader che si è sicuramente guadagnato il suo status sia tra gli X-Men che nella Marvel in generale. E noi speriamo che il ruolo che gli verrà ritagliato all’interno di Avengers: Doomsday, lo faccia conoscere (o riconoscere) al grande pubblico.

Ecco cinque momenti tratti dai fumetti che dimostrano le qualità e quanto sia diventato iconico nel corso del tempo il personaggio di Scott Summers.

1) la struggente scelta di mandare suo figlio nel futuro per salvarlo (X-Factor #86)

L’addio di Scott a suo figlio in X-Factor #86

Uno dei momenti più strazianti dei fumetti degli X-Men riguarda Ciclope e la scelta di mandare suo figlio nel futuro e non vederlo crescere e vivere al suo fianco. In X-Factor #86, il giovane Nathan Summers viene infettato da Apocalisse con un virus tecno-organico mortale. L’unica speranza di salvarlo è Sorella Askani, giunta dal futuro in missione per salvarlo. Era lì per riportare Nathan nel suo tempo in modo che potessero curare il virus.

È un momento difficile per Ciclope, dover dire addio al figlio pur sapendo che lasciarlo andare è l’unico modo per salvarlo. La situazione è resa ancora più agrodolce dal fatto che, sebbene Nathan sopravviva e alla fine diventi Cable, Ciclope non avrà mai un rapporto stretto con il figlio.

2) Lo scontro con Sinistro (X-Factor #39)

In un altro momento davvero straziante, Ciclope si trova di fronte a una rivelazione terrificante: X-Factor #39 vede Scott scoprire che Sinistro è dietro ad alcune delle cose peggiori che abbia mai sopportato nella sua vita, tra cui la creazione di Madelyne Pryor. La rivelazione arriva nel peggior momento possibile, poiché Scott e i suoi compagni di squadra stanno combattendo contro Sinistro e le cose non stanno andando bene.

Tuttavia, invece di lasciarsi abbattere dal dolore e dalla devastazione che derivano dalla rivelazione di come Sinistro lo avesse tormentato per decenni, Ciclope coglie l’occasione per tirare fuori tutta la forza che ha dentro e sconfigge Sinistro. È un punto di svolta per il personaggio, e un momento incredibilmente epico nei fumetti.

3) A me, miei X-Men (Astonishing X-Men #23)

Un Ciclope debole ma non arrendevole

Se c’è una cosa che un X-Man non vuole, è essere impotente, ma è esattamente lì che si trova Ciclope in Astonishing X-Men #23. Catturato (si era apparentemente sacrificato nel numero precedente, ma era stato deliberatamente fatto in modo che la cattura lo aiutasse ad arrivare esattamente dove doveva essere), Ciclope usa il suo ingegno e la sua strategia per lanciare un contrattacco. Riacquista anche i suoi poteri e quello che accade è dannatamente figo, con una tavola finale del numero dove pronuncia la frase spesso utilizzata dal Professor X “A me, miei X-Men” mentre sovrasta uno sconfitto Ord.

Ciò che rende questo momento nei fumetti un momento particolarmente significativo per Ciclope è che sottolinea come sia ancora un avversario formidabile anche senza i suoi poteri. È tattico e incredibilmente intelligente, e queste sono abilità tanto importanti e utili per lui, quanto i suoi letali raggi ottici.

4) Ciclope Was Right! (Death of X #4)

La morte di Ciclope in Death of X #4

Scott non è estraneo al sacrificio, ma Death of X #4 lo ha visto protagonista del ‘sacrificio supremo’, trasformandolo in un martire.

Quando si scopre che le Nebbie Terrigene che conferiscono i poteri agli Inumani sono in realtà letali per i mutanti, Scott finisce per essere una delle prime vittime del cosiddetto “M-Pox“. Respira la nebbia e muore di una morte orribile e dolorosa. Ma con le sue ultime parole, dice a Emma Frost “non lasciare che finisca” e lei lo prende a cuore.

Emma finisce per usare i suoi poteri telepatici per manipolare gli eventi reali della morte di Scott, facendo credere alla gente che avesse guidato un attacco contro gli Inumani e che fosse morto. Questo gli conferisce una morte più onorevole e lo trasforma in un simbolo di resistenza, poiché ha dato la vita per combattere e difendere i mutanti. La sua morte trasforma la frase “Ciclope aveva ragione” (Ciclops Was Right!) in un grido di battaglia. Fortunatamente, alla fine Scott viene riportato in vita.

5) Togliti dal mio prato (Astonishing X-Men #8)

Un Ciclope pronto a sprigionare tutto il suo potere per levare dal prato della scuola una f****a Sentinella

Forse i momenti migliori di Ciclope, tuttavia, sono quelli in cui dimostra perché è un grande leader e (a volte) involontariamente divertente.

In Astonishing X-Men #8, gli X-Men vengono attaccati da una Sentinella. L’attacco getta tutti nel panico o nel caos, ma Scott rimane stranamente calmo. Mentre tutti gli altri si agitano, Scott decide con molta calma di gestire la situazione, dicendo “Voglio che questa cosa sparisca dal mio prato” prima di colpire la Sentinella con un’enorme raggio ottico. Fine della partita.

È una dimostrazione epica di quanto Ciclope sia bravo sotto pressione e dimostra come la sua rigida forma di leadership funzioni davvero. In effetti, il momento è così riuscito e iconico che persino Wolverine deve riconoscere che episodi come quello sono il motivo per cui Scott è al comando.

*Fonte del presente articolo il sito Comicbook.com

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Film

The Corny Awards: i nostri 5 film preferiti del 2025

Ultimo appuntamento con The Corny Awards, questa volta dedicato ai nostri 5 film preferiti usciti nel 2025 al cinema

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Il 2025 in pillole

Non sono un critico e nemmeno un recensore, più un appassionato, ma credo che il 2025 non passerà alla storia come un anno particolarmente ricco di grandi uscite cinematografiche. Vediamo di fare un breve resoconto di quanto è accaduto!

Molti blockbuster hanno deluso le aspettative, alcuni dal punto di vista economico, come Thunderbolts* (382 milioni di dollari a fronte di 180 milioni di dollari di budget) e Predator – Badlands (184 milioni di dollari a fronte di 105 milioni di dollari di budget), altri dal punto di vista qualitativo, come Biancaneve e Fantastici 4 – Gli inizi.

Registi, già autori di grandi pellicole del passato, come Luca Guadagnino (Chiamami col tuo nome, Challengers) e Robert Zemeckis (Trilogia di Ritorno al Futuro, Forrest Gump), hanno attraversato un momento decisamente negativo: il primo con After the Hunt – Dopo la caccia (39% verified audience score su Rotten Tomatoes al 01/01/26), il secondo con Here (59% verified audience score su Rotten Tomatoes al 01/01/26)

E, come accade ormai da diversi anni a questa parte, Hollywood preferisce puntare (quasi sempre) sull’usato garantito come sequel, prequel, reboot e  remake, piuttosto che su nuove proposte originali.

Ma, fortunatamente, c’è sempre un rovescio della medaglia.

Zootropolis 2 ha conquistato la vetta più alta del Box Office Mondiale: è il secondo anno consecutivo che un film d’animazione appartenente alla The Walt Disney Company raggiunge questo traguardo (nel 2024 è stato il turno Inside Out 2) dimostrando che questa tecnica è ancora una valida alternativa su cui puntare.

Per dovere di cronaca, è Ne Zha 2 il lungometraggio con il maggiore incasso di quest’anno ma poiché non ha avuto una vera e propria distribuzione fuori dalla Cina, preferisco non considerarlo all’interno del panorama cinematografico Internazionale.

Inoltre, dopo Super Mario Bros. – Il film, prosegue il grande successo dei cine-game con Un film Minecraft: bistrattato e deriso fin dall’uscita del primo trailer (tanto da spingere Warner Bros. a disattivare i commenti sui loro canali social), al suo arrivo in sala ha raccolto il favore dei più piccoli, che hanno spinto le proprie famiglie ad andare in sala, e dei ragazzi più grandi, che hanno invaso Instagram e Tik Tok con i meme più disparati.

È stato un ottimo anno anche per il genere horror, che ha catalizzato l’attenzione del pubblico con ritorni di saghe ormai storiche (Final Destination Bloodlines, The Conjuring – Il rito finale) e nuove proposte originali (Sinners – I Peccatori, Weapons).

Insomma, alti e bassi che da dopo la Pandemia del 2020, sono diventati quasi la normalità.

Il MIO 2025 in pillole

Dal 2019 prendo nota, su un quaderno (e ora anche su Letterboxd), di tutti i film visti, al cinema e a casa, al fine di poterne redigere una classifica. È una cosa che faccio da tempo, quindi, ma è la prima volta che la condivido così apertamente con tutti.

Quest’anno ho visto 55 film al cinema (42 nuove uscite e 13 re-release) e 22 a casa (21 titoli del passato e una nuova uscita).

Per la classifica, quindi, ho preso in considerazione un totale di 43 pellicole. È scontato dire che ciò che state per leggere è assolutamente personale e soggettivo e non ha la pretesa di essere un’imposizione per nessuno, ma anzi, un consiglio amichevole.

Vorrei sottolineare, poi, che nonostante la premessa all’inizio dell’articolo, non è stato semplicissimo stabilire le posizioni da assegnare: ho pensato e ripensato, scambiato, tolto e inserito i film più volte, tranne uno, il primo, che mi ha completamente folgorato.

Ma dopo questi titoli di testa, passiamo al sodo. Ecco The Corny Awards: i nostri 5 film preferiti del 2025!


5. The Smashing Machine: The Rock fa sul serio

Il film si concentra su una parte della carriera agonistica di Mark Kerr, lottatore di arti marziali miste (MMA), interpretato da un Dwayne “The Rock” Johnson in stato di grazia, che potrebbe tranquillamente essere uno dei papabili vincitori della statuetta più prestigiosa di Hollywood.

Come per molti altri sportivi, la carriera di Kerr è stata costellata di grandi successi e rovinose cadute, sportive e personali, e il film non ha paura di mettere in evidenza le sue fragilità e punti deboli. Grande spazio ha anche la compagna di Kerr, Dawn Staples (interpretata dalla sempre ottima Emily Blunt) che riveste un ruolo fondamentale nella vita del lottatore, sia fuori che dentro l’ottagono.

Ciò che mi ha colpito maggiormente, però, è il finale: è allo stesso tempo estremamente anti-climatico e ricco di emozione per via di un sapiente gioco di scrittura dei personaggi secondari, uno in particolare.

Benny Safdie, uno degli artisti più competenti degli ultimi anni, dirige e scrive un piccolo gioiello, elegante e raffinato, che rientra a pieno titolo tra i migliori film sportivi degl’ultimi anni.

4. Avatar – Fuoco e Cenere: cambio di elemento, stesso risultato

Chi mi conosce lo sa: Avatar è uno dei miei film preferiti; ho visto il primo capitolo in sala e a casa, in 2D e in 3D, ricordo i nomi delle specie e conosco a memoria le battute del film.

Potete immaginare il mio entusiasmo quando nel 2022 è finalmente uscito il sequel: felice come un bambino in un negozio di giocattoli. E la storia, ovviamente, si è ripetuta: visto e rivisto, anche questo, più volte.

Non ci posso far nulla, i Na’vi e tutta la mitologia che li circonda mi affascinano troppo.

Avatar – Fuoco e Cenere è un capolavoro visivo e d’intrattenimento che non sfigura affatto rispetto ai primi due (anche se il film del 2009, per me, è resta nettamente il migliore). Tantissima azione, tanto lavoro sulla tridimensionalità (non solo grafica, ma emotiva e caratteriale) dei personaggi e sempre più approfondimenti su Pandora, i suoi abitanti e i suoi usi e i suoi costumi.

Jake (Sam Worthington) e Neytiri (Zoe Saldana) stanno invecchiando e sono costretti a confrontarsi con i demoni del passato: ciò li spingerà ad essere maggiormente cupi e cinici, rendendo più sfaccettata la loro personalità. I loro figli, invece, sempre più fondamentali ai fini della narrazione, sembrano essere indirizzati a ricoprire un ruolo di primo piano in futuro.

Chi ruba la scena, però, è il nuovo villain interpretato da Oona Chaplin: Varang. Spaventosa, temibile e pervasa da lucida follia, lascia lo spettatore a bocca aperta ogni volta che è in scena. Decisamente uno dei personaggi più carismatici introdotto da Cameron in queste quasi 10 ore totali di narrazione.

Proprio perché sono così affezionato a questo Universo, mi piace riconoscerne anche i difetti che, secondo me, sono gli stessi che affliggevano il secondo capitolo: l’eccessiva lunghezza e la ripetitività di alcune dinamiche. Motivi per il quale è “solo” al quarto posto.

3. Weapons: il terrore si nasconde alla luce

Mi spavento facilmente e quindi non vedo molti horror durante l’anno ma la campagna marketing degli attori e i trailer mi hanno convinto a comprare il biglietto al day one. Ma cosa mi ha colpito? Sono un grande appassionato di Twin Peaks, l’iconica serie tv anni ’90 ideata da David Lynch e Mark Frost, e quindi ogni qual volta, in una piccola cittadina americana c’è un caso da risolvere, io DEVO sapere cos’è successo.

17 bambini scomparsi, tutti nella stessa notte, alla stessa ora. Perché? Chi o cosa c’è dietro questa tragedia? Zach Cregger, regista e sceneggiatore di questo horror grottesco dipana il caso lentamente ma senza perdersi in inutili sottotrame, dividendo il film in tanti capitoli quanti sono i protagonisti. Ogni capitolo aggiunge dei particolari e ogni particolare è osservato da un punto di vista differente che, a seconda del personaggio che stiamo seguendo, ci fa cambiare prospettiva.

Un mistero ad incastro che a tratti incute terrore attraverso incubi, visioni e jumpscare, a tratti spinge il pubblico a riflettere su quanto terribile sia ciò che sta accadendo. Il tutto, indubbiamente, converge in un finale tragicomico dalle tinte rosso sangue.

P.S. la scena della scomparsa dei bambini, che fa anche da poster alla pellicola, è un instant cult!

2. Superman: il Supereroe per cui tifare

Per distacco il cine-comic migliore dell’anno e, probabilmente, il miglior cine-comic dai tempi di The Batman di Matt Reeves.

Dopo anni di “agonia snyderiana” (mamma mia che noia L’uomo d’acciaio!) finalmente abbiamo di nuovo un Superman solare, pieno di speranza e VIVO! Il Clark Kent interpretato da David Corenswet ha piena consapevolezza di essere diverso dagli altri e cerca in ogni modo di rendersi utile ma, a differenza del suo predecessore, non si erge come una Divinità tra gli uomini, angosciata dal peso di avere il mondo sulle proprie spalle, perché egli stesso si sente un essere umano.

I cattivi sono scritti in chiave moderna e attuale e quasi ricalcano pedissequamente figure politiche internazionali a noi note. In particolare il Lex Luthor di questo Universo (interpretato da Nicholas Hoult) sembra essere un po’ la versione “fumettosa” di Elon Musk, eccentrico magnate sudafricano ben noto per le sue idee controverse.

Figure fondamentali, invece, per noi e per Clark, sono Pa e Ma Kent, che confezionano i momenti più toccanti del film.

A mettere la ciliegina sulla torta ci pensa poi la direzione di James Gunn: il film è fresco, colorato, ricco di inquadrature dinamiche e di un’ironia diversa dal solito, che spesso manca a pellicole dello stesso genere.

1. Bugonia: se La Zanzara fosse un film da Oscar

Lo dico subito: non amo Yorgos Lanthimos.

Il sacrificio del cervo sacro è un film interessante, La favorita non va oltre il  “carino”, Povere Creature! è prolisso e fastidioso e con Kinds of Kindness mi sono addormentato. In sala.

Nonostante queste premesse, il mio approccio al film è stato privo di qualsiasi pregiudizio, e non ho sbagliato: Bugonia è un’opera ispiratissima sotto tutti i punti di vista. La regia e la fotografia catturano lo sguardo dello spettatore in ogni istante della pellicola, la colonna sonora è tagliente e coinvolgente e la recitazione di Emma Stone, Jesse Plemons e Aidan Delbis è da Stagione dei Premi.

Quante delle cose che ci stanno raccontando i due protagonisti sono vere? Quante sono false? Michelle (Emma Stone) è veramente una spia aliena o Teddy (Jesse Plemons) è uno zotico complottista? Due persone agl’antipodi, due punti di vista opposti, proprio come nella “disgraziata trasmissione” condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Il film diffonde la sua follia verso lo spettatore, tanto da confonderlo e stordirlo (positivamente) fino a non avere più certezze: in 120 minuti ho cambiato idea sull’effettivo significato del film decine di volte.

Gli ultimi minuti, di assoluta suspense, sono una lezione perfetta di come si costruisce la tensione. Le mani di tutti noi presenti in sala erano ancorate ai braccioli delle poltroncine, i muscoli delle gambe erano tesi al limite del sopportabile: tutti volevamo capire quale fosse la verità, ammesso che ci fosse. Siamo stati accontentati? Preferisco lo scopriate da soli.


Se siete curiosi, poi, di scoprire le altre 5 pellicole che chiudono la TOP  andate sulla nostra pagina Instagram (@popcornerd.it)!

Di seguito, invece, la lista dei film, in ordine alfabetico, che ho visto ma che non sono rientrati in classifica, alcuni a malincuore, altri molto meno…

  • A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario 
  • A Complete Unknown
  • A Real Pain 
  • After the Hunt – Dopo la caccia
  • Babygirl
  • Ballerina
  • Biancaneve
  • Dracula – L’amore perduto
  • Dragon Trainer
  • Eddington
  • Elio
  • Flow – Un mondo da salvare
  • Follemente
  • F1 – Il film
  • Here
  • I Fantastici 4 – Gli inizi
  • I Roses
  • Io sono la fine del mondo
  • Jurassic World – La rinascita
  • La trama fenicia
  • Lilo & Stitch
  • Maria
  • Mickey 17
  • Nosferatu
  • Oi Vita Mia
  • Queer
  • Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo
  • The Brutalist
  • The Last Showgirl
  • Thunderbolts*
  • Un film Minecraft
  • Una pallottola spuntata
  • Wicked – Parte 2 (For Good)

Non rientrano in questa lista e non erano papabili candidati alla TOP, invece, grandi recuperi del passato e qualche seconda (o terza, o quarta) visione e qualche caso particolare (l’unione di più episodi televisivi):

  • Attack on Titan – The Last Attack
  • Avatar – La via dell’acqua
  • Hello Spank! – Le Pene d’Amore di Spank
  • Il castello errante di Howl
  • Il signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello
  • Il signore degli Anelli – Le Due Torri
  • Jujutsu Kaisen – Esecuzione
  • Jujutsu Kaisen – Hidden Inventory / Premature Death
  • La città incantata
  • Mullholland Drive
  • Twin Peaks – Fuoco cammina con me
  • Una tomba per le lucciole
  • Velluto Blu

 

Fonti:

Top 2025 Movies at the Worldwide Box Office

Top 2024 Movies at the Worldwide Box Office

Rotten Tomatoes – After the Hunt

Rotten Tomatoes – Here

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Film

Tron Ares: il film con Jared Leto da gennaio su Disney+

Tron Ares, nuovo capitolo della saga che vede protagonista questa volta Jared Leto, sarà disponibile su Disney+ a partire dai primi di gennaio 2026

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Tron Ares è pronto a sbarcare su Disney+. A pochi mesi dall’uscita nelle sale, da gennaio sarà disponibile sulla piattaforma, come riporta il comunicato stampa che condividiamo con i nostri lettori.


TRON: ARES

ARRIVERÀ IN ESCLUSIVA SU DISNEY+ DAL 7 GENNAIO

Il nuovo anno segna il ritorno nel Grid con l’arrivo su Disney+ di TRON: Ares, il terzo capitolo della rivoluzionaria saga targata Disney, in streaming dal 7 gennaio. Diretto da Joachim Rønning, TRON: Ares invita il pubblico a vivere un nuovo mondo sorprendente e uno spettacolo ad alta velocità. L’azione mozzafiato trasporta gli spettatori in uno scontro ad alto rischio tra l’intelligenza artificiale e l’umanità, alimentato da effetti visivi all’avanguardia e da un’elettrizzante colonna sonora originale dei Nine Inch Nails.

Espandendo la serie originale di film TRON e TRON: Legacy, TRON: Ares è “un film frenetico ed emozionante che si lancia a tutta velocità e non rallenta mai” (Jonathan Sim, Coming Soon). I critici riconoscono inoltre che “la tela di Rønning e del direttore della fotografia Jeff Cronenweth esplode di colori, contrasti e movimento, mentre la colonna sonora techno-avanguardista dei Nine Inch Nails fa letteralmente vibrare la poltrona” (Joseph Morona, Cleveland.com).

TRON: Ares sarà il prossimo film disponibile in IMAX Enhanced su Disney+, con l’esclusivo formato espanso IMAX per tutti gli abbonati della piattaforma streaming, garantendo che l’intento creativo dei filmmaker sia pienamente preservato per un’esperienza visiva più coinvolgente. Gli abbonati con TV e ricevitori AV certificati possono anche sperimentare il suono IMAX Enhanced con tecnologia DTS, che riproduce l’intera gamma dinamica del mix cinematografico originale.

Prima di fare un salto nel futuro, bisogna tornare al punto di partenza del viaggio. TRON e TRON: Legacy sono ora disponibili in streaming su Disney+ e invitano il pubblico a scoprire l’evoluzione del Grid e l’eredità che anima direttamente TRON: Ares.

TRON: Ares

Quando un programma altamente sofisticato, Ares, viene inviato dal mondo digitale a quello reale per una pericolosa missione, segna il primo incontro dell’umanità con esseri dotati di intelligenza artificiale. (Attenzione: alcune sequenze di immagini ed effetti di luce lampeggiante potrebbero avere conseguenze sugli spettatori fotosensibili.)

Fonte: CS Disney+

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