Eventi
Michel Gondry al Museo Nazionale del Cinema per la Stella della Mole
Michel Gombry, regista Premio Oscar nel 2005, sarà a maggio a Torino per ricevere presso il Museo Nazionale del Cinema la Stella della Mole e per tenere una Masterclass esclusiva
MICHEL GONDRY AL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA PER RICEVERE LA STELLA DELLA MOLE
Il registra francese sarà a Torino per ricevere il premio Stella della Mole, tenere una masterclass e inaugurare una retrospettiva a lui dedicata,
mentre la Scuola Holden ospita il laboratorio da lui ideato L’Usine de Films Amateurs
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospita dal 27 al 29 maggio 2026 il poliedrico artista Michel Gondry, una tra le figure più originali del cinema contemporaneo. Premio Oscar nel 2005, Gondry riceverà il premio Stella della Mole e terrà una Masterclass, oltre ad accompagnare una retrospettiva dei suoi inclassificabili lavori.
Grazie a un’importante partnership, la Scuola Holden ospiterà dal 22 al 31 maggio 2026 L’Usine de Films Amateurs, laboratorio pratico ispirato al suo film Be Kind Rewind. Si tratta di un evento partecipativo volto alla realizzazione di cortometraggi, che, in linea con lo spirito della Holden, vuole rendere il cinema accessibile a tutti, permettendo di vivere il processo di produzione di un film.
“Siamo molto contenti di questa collaborazione con la Scuola Holden – dichiara Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema. Uscire dagli spazi fisici della Mole Antonelliana e trovare delle interconnessioni con il territorio è uno degli asset della nostra fondazione, che si propone di comunicare la cultura e di incuriosire le nuove generazioni alla scoperta della Settima Arte. Siamo sempre pronti a collaborare con enti e istituzioni poiché siamo convinti che dalle sinergie possano vedere la luce grandi e interessanti momenti culturali”.
“Pochi artisti hanno colto e tradotto l’impatto che la rivoluzione del digitale ha operato nelle nostre vite e nel nostro modo di vedere la realtà, come Michel Gondry – sottolinea Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema. A partire dalla sua collaborazione con Bjork per continuare con i suoi lungometraggi, il regista e sceneggiatore francese ha saputo sorprendere combinando materiali scenografici tradizionali ed effetti digitali. Affidandosi a star come Jim Carrey e Kate Winslet, Gaël Garcia Bernal e Charlotte Gainsbourg, o sposando un modo di produzione a basso budget, Gondry ha dato al cinema come atto visionario e onirico una nuova dimensione”.
Affermatosi negli anni Novanta con videoclip musicali innovativi, in collaborazione con artisti come Björk, Daft Punk, The White Stripes e Radiohead, Michel Gondry ha creato uno stile tra i più influenti e riconoscibili, contribuendo a ridefinire il linguaggio del video musicale e anticipando molte delle soluzioni poi sviluppate nel suo cinema.
Il grande successo internazionale sul grande schermo arriva con Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004), scritto insieme a Charlie Kaufman. Il film – diventato un manifesto di un’estetica danuovo millennio – combina fantascienza e dramma sentimentale esplorando i temi della memoria, dell’amore e dell’identità. Tra le sue opere più rappresentative figurano The Science of Sleep (2006), commedia romantica surreale che indaga il confine fragile tra sogno e realtà, Be Kind Rewind (2008), film dal tono giocoso e nostalgico che celebra il cinema come esperienza collettiva e artigianale, e Mood Indigo (2013), adattamento cinematografico del romanzo di Boris Vian, con una storia d’amore poetica e tragica ambientata in un universo surreale in cui le emozioni influenzano direttamente la realtà fisica in un mondo visivo ricchissimo. Gondry ha inoltre diretto The Green Hornet (2011), confrontandosi con il cinema mainstream.
Lo stile di Michel Gondry si distingue per un approccio fortemente artigianale e sperimentale, predilige effetti pratici, scenografie costruite a mano, “imperfette”, e tecniche analogiche come lo stop-motion, riducendo al minimo l’uso del digitale, con soluzioni visive che rendono tangibile il mondo interiore ed emozionale dei personaggi. Le sue opere adottano spesso una struttura narrativa non lineare, ispirata alla logica del sogno e della memoria, quasi sempre in un contesto surreale, e il suo linguaggio cinematografico mantiene un forte legame con l’esperienza nei videoclip, unendo ritmo, immediatezza e sperimentazione visiva. L’imperfezione diventa un valore estetico e narrativo, mentre il gioco e l’invenzione convivono con riflessioni profonde su amore e perdita, temi che caratterizzano quasi tutta la sua opera artistica.
* Ringraziamo l’Ufficio Stampa del Museo Nazionale del Cinema per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori
Comicon e Fiere
San Diego Comic-Con Málaga 2026: nuovi ospiti, primo poster e Disney sbarca nella Hall M
Durante il Panel Cero del 7 luglio, l’organizzazione del San Diego Comic-Con Malaga 2026 ha mostrato la prima locandina ufficiale, ha annunciato nuovi ospiti prestigiosi e la presenza di Disney nella Hall of M
La seconda edizione della San Diego Comic-Con Málaga continua a prendere forma e promette di trasformarsi in uno degli eventi dedicati alla cultura pop più importanti d’Europa. Durante il Panel Cero, gli organizzatori hanno infatti svelato numerose novità per l’edizione 2026, in programma dal 1° al 4 ottobre presso il FYCMA di Málaga, tra grandi ospiti, nuovi spazi espositivi, esperienze inedite e un’importante conferma: Disney sarà presente nella Hall M. Una notizia importante quest’ultima per la kermesse.
Con oltre 300 ore di programmazione previste, la convention spagnola punta chiaramente a consolidarsi come il principale punto di riferimento europeo per fumetti, cinema, serie TV, videogiochi e intrattenimento del presente e dell’imminente futuro.
San Diego Comic-Con Malaga 2026: Disney arriva nella Hall M

L’annuncio più importante del Panel Cero riguarda senza dubbio la presenza ufficiale di Disney nella Hall M, il principale palco della manifestazione.
Una conferma che aumenta notevolmente le aspettative dei fan, considerando il peso che Disney ricopre oggi nell’industria dell’intrattenimento grazie a marchi come Marvel Studios, Lucasfilm, Pixar, 20th Century Studios e naturalmente Walt Disney Pictures. E nell’anno che vede sotto il marchio Disney film come Mandalorian & Grogu, Toy Story 5, Oceania e, soprattutto, Avengers: Doomsday, è cominciato il toto scommesse su quali potranno essere gli ospiti o i panel più importanti legati ai franchise Disney.
Al momento non sono ancora stati annunciati i panel o i contenuti che porterà durante la manifestazione, ma la sola presenza nella Hall M lascia immaginare anteprime, presentazioni e ospiti di primo piano.
Tantissimi nuovi ospiti tra cinema, fumetti e videogiochi

Per il mondo del cinema e delle serie TV arriveranno:
- Karl Urban (The Boys, Il Signore degli Anelli)
- Deborah Ann Woll (Daredevil)
- Christopher Lambert (Highlander)
- Kevin Sussman (The Big Bang Theory)
- Natasha Liu Bordizzo
- Dan Fogler
- Denise Gough (Star Wars: Andor)

Grande spazio anche ai nostalgici con la reunion dedicata a Starship Troopers, che vedrà riuniti:
- Casper Van Dien
- Denise Richards
- Dina Meyer
- Michael Ironside
- Jake Busey
Non mancano ovviamente i grandi nomi del fumetto e dell’illustrazione e tra gli artisti confermati figurano:
- Jorge Jiménez, oggi tra i disegnatori di riferimento di Batman
- Pepe Larraz, autore di Amazing Spider-Man
- Carmen Carnero, attuale disegnatrice di Iron Man
A loro si aggiungono personalità provenienti da altri mondi della cultura pop:
- Shin’ichirō Watanabe, creatore di Cowboy Bebop e Samurai Champloo
- Akira Yamaoka, storico compositore della saga Silent Hill
- Jeremy Crawford, tra i principali designer di Dungeons & Dragons
- Dave Jones, storico sviluppatore di Lemmings e Grand Theft Auto
- Yoshihiro Ueda, legato all’universo di Dragon Ball.
Una line-up che conferma la volontà della manifestazione di non limitarsi al fumetto, ma di abbracciare l’intera cultura pop contemporanea.
San Diego Comic-Con Malaga 2026: Una convention sempre più grande

L’edizione 2026 crescerà sensibilmente anche sotto il profilo logistico.
Gli organizzatori hanno presentato una nuova distribuzione degli spazi all’interno dei circa 90.000 metri quadrati del FYCMA, mantenendo un limite massimo di 22.500 visitatori al giorno per garantire un’esperienza più confortevole.
Tra le principali novità spiccano:
- Exhibitor Hall Town, nuova area interna dedicata agli espositori;
- Exhibitor Hall Garden, una tensostruttura climatizzata di oltre 8.800 metri quadrati;
- un Artists’ Alley con oltre 90 artisti, praticamente il doppio rispetto all’edizione precedente;
- aree Sit & Play ampliate;
- nuovi auditorium e spazi dedicati ai panel.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la visita più fluida e offrire un numero ancora maggiore di attività durante i quattro giorni della manifestazione.
Arriva Portal, la piattaforma per organizzare la propria esperienza
Una delle novità più interessanti riguarda anche il lato digitale.
Nasce infatti Portal, una piattaforma che permetterà ai visitatori di preparare la propria esperienza ancora prima dell’inizio della convention.
Attraverso Portal sarà possibile consultare il programma completo, pianificare le giornate, seguire gli aggiornamenti e organizzare al meglio il proprio itinerario tra panel, incontri con gli ospiti ed eventi speciali.
Un regalo per chi ha creduto nella manifestazione
Con la chiusura della Wave 1, ovvero la prima fase di vendita dei biglietti, gli organizzatori hanno deciso di premiare chi ha acquistato il proprio ingresso prima dell’annuncio di tutte queste novità.
Tutti coloro che hanno comprato il biglietto entro il 7 luglio riceveranno infatti:
- 20 euro di credito da utilizzare per foto, autografi oppure nello store ufficiale;
- una stampa esclusiva realizzata da Jorge Jiménez.

Copia della stampa esclusiva di Jorge Jimenez
Un’iniziativa che punta a ringraziare i fan che hanno scelto di sostenere la manifestazione fin dalle sue prime fasi.
Helen Chen firma il primo poster ufficiale

Primo Poster ufficiale di San Diego Comic-Con Malaga 2026
Durante il Panel Cero è stato inoltre mostrato il primo poster ufficiale della San Diego Comic-Con Málaga 2026.
L’illustrazione porta la firma di Helen Chen, visual artist e production designer nota per il lavoro svolto in produzioni come Raya e l’ultimo drago e K-Pop Demon Hunters.
L’opera è ispirata al tema dell’edizione 2026, “Team Up!”, reinterpretato attraverso colori, simboli e richiami alla città di Málaga. È stato inoltre annunciato che anche John Romita Jr. realizzerà un secondo poster ufficiale della manifestazione, che verrà svelato nei prossimi mesi.
Una Comic-Con sempre più europea
Con la presenza di Disney, un numero crescente di ospiti internazionali, oltre 300 ore di eventi e una struttura decisamente ampliata rispetto alla prima edizione, la San Diego Comic-Con Málaga 2026 fa un ‘level up’ notevole confermando che rispetto all’anno scorso i giochi quest’anno si fanno seri.
L’obiettivo appare ormai chiaro: diventare il punto di riferimento europeo per gli appassionati di fumetti, cinema, serie TV, videogiochi e cultura pop, portando nel continente un format capace di avvicinarsi sempre di più all’esperienza della storica convention californiana.
Dal 1° al 4 ottobre 2026, Málaga tornerà quindi a trasformarsi nella capitale europea della cultura pop, con un’edizione che, almeno sulla carta, promette di essere decisamente più grande e ambiziosa rispetto al suo debutto.
Comicon e Fiere
Comicon Bergamo 2026 – Silver: dal Lupo Alberto al “Masterpiece”
Il grande Silver ha avuto modo di parlare di sè, della sua carriera e della sua collaborazione con Tomodachi Press al panel del Comicon Bergamo 2026
Durante il Comicon Bergamo, tra i tanti protagonisti dell’area fumetto vi è stato spazio anche per uno dei più grandi autori italiani di sempre, padre di molte icone della comicità a fumetti italiana tra cui un certo lupo blu: Silver.
Dopo oltre cinquant’anni di carriera l’autore continua a raccontare Lupo Alberto con la stessa naturalezza con cui parla di sé. Perché, come ha confessato durante l’incontro dedicato al cofanetto Masterpiece Volume Due, in collaborazione con Tomodachi Press, il confine tra lui e il lupo azzurro è ormai praticamente scomparso.

In foto: Silver
Il talk, organizzato per celebrare il nuovo volume dedicato alla sua opera, è stato molto più di una semplice intervista. È stato un viaggio attraverso la nascita di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano, passando per aneddoti esilaranti, riflessioni sul mestiere del fumettista e ricordi di figure fondamentali per la sua carriera, tra cui ovviamente Bonvi.
E, soprattutto, è stata l’occasione per ascoltare un autore che, ancora oggi, rifiuta un’etichetta che molti gli attribuiscono e che racchiude perfettamente la filosofia di Silver.
«Non sono un artista, sono un artigiano.»
Una distinzione che potrebbe sembrare solo semantica, ma che invece rappresenta il modo in cui ha sempre interpretato il proprio lavoro.
Per Silver l’arte nasce da un’urgenza interiore, da qualcosa che deve essere espresso senza vincoli. Il fumetto professionale, invece, vive di scadenze, consegne e responsabilità editoriali.
«Se hai una scadenza e qualcuno ti dice che per domani devi consegnare, quello è un lavoro. Bellissimo, ma resta un lavoro.»
Con la sua proverbiale ironia aggiunge poi una battuta che scatena le risate del pubblico.
«Ho imparato che quando qualcuno ti dice “sei un artista”… spesso è perché vuole fregarti. Gli artigiani, invece, si fanno pagare.»
Dietro la battuta c’è però una convinzione molto seria: il fumetto è un mestiere, fatto di disciplina e professionalità. Un concetto che Silver ha imparato osservando quello che considera il suo più grande maestro.
Bonvi, il maestro che ha insegnato a Silver il mestiere

In foto: Bonvi
Gran parte dell’incontro è dedicata al ricordo di Bonvi, autore tra l’altro di Sturmtruppen e Cattivik, e figura decisiva nella formazione del giovane Silver.
L’inizio della loro collaborazione sembra uscito da un film; Silver frequentava l’Istituto d’Arte di Modena quando una professoressa interruppe una lezione chiedendo se qualcuno fosse interessato a fare fumetti. L’unico ad alzare la mano fu il giovane Silver.
Quello stesso pomeriggio si presentò a casa di Bonvi con una cartella piena di disegni e i capelli completamente bagnati dalla pioggia. Il primo impatto non fu dei migliori.
Bonvi guardò i suoi lavori senza particolare entusiasmo e gli affidò un incarico apparentemente semplice: disegnare una gigantesca fontana destinata a un pannello celebrativo dell’Accademia Militare di Modena.
Silver, racconta, che la realizzò con enorme fatica. Quando tornò qualche giorno dopo, Bonvi scoppiò a ridere, bocciando senza appello l’opera realizzata dal giovane.
Ma proprio quel fallimento finì per trasformarsi nel loro primo vero momento di complicità. Da lì nacque un rapporto destinato a durare negli anni, fino a quando Bonvi arrivò a dirgli una frase che Silver ricorda ancora oggi con emozione.
«L’allievo ha superato il maestro.»
Una frase che lui continua a ritenere immeritata, ma che conserva come uno dei complimenti più belli ricevuti nella sua carriera.
Un ragazzo di provincia che voleva solo disegnare

Silver ricorda anche il contesto in cui è cresciuto.
Nato nel 1952, figlio di un autotrasportatore e di una casalinga, racconta un’Italia molto diversa da quella attuale.
Per i suoi genitori il massimo delle aspirazioni era un lavoro stabile da impiegato.
«“Un lavoro con le mani pulite” diceva mio padre»
Fare fumetti non rientrava nemmeno tra le possibilità immaginabili e quando comunicò di voler intraprendere quella strada a entrambi i genitori, la reazione fu quasi di incredulità.
«Pensavano semplicemente che, crescendo, avrei cambiato idea.»
Non lo ostacolarono, soprattutto perché non avevano idea di cosa significasse davvero fare fumetti. Sua madre, racconta sorridendo, non riusciva nemmeno a capire come un personaggio come Topolino potesse essere davvero un topo.
Quella libertà involontaria gli permise però di costruire il proprio percorso da autodidatta, ispirandosi ai grandi maestri che aveva scoperto leggendo: da Charles Schulz a Dario Fo, passando naturalmente per Bonvi.
Come nasce Lupo Alberto

Uno dei momenti più interessanti dell’incontro riguarda la nascita del personaggio che avrebbe cambiato la sua vita.
Dopo alcuni anni trascorsi come collaboratore di Bonvi, arriva l’occasione di proporre una serie tutta sua a una nuova rivista, ma ha appena dieci giorni di tempo.
Silver apre i cassetti del suo studio e recupera decine di appunti, schizzi e idee accumulate negli anni. E da quel materiale nasce La fattoria McKenzie.
L’ispirazione arriva da qualcosa di estremamente quotidiano: ogni mattina prendeva il pullman per raggiungere la scuola attraversando le campagne emiliane e guardando gli animali nelle fattorie iniziava a fantasticare.
“E se potessero parlare tra loro? E se avessero relazioni, litigi, amori, amicizie?”
Da quella semplice domanda prende forma Lupo Alberto. I disegni, ammette oggi, erano ancora acerbi, mentre le battute, invece, funzionavano già.
Quando il direttore del Corriere dei Ragazzi lesse quelle prime strisce gli dice semplicemente:
«Sono belle. Fammene altre.»
Silver racconta che fu un momento indimenticabile. Da quel giorno smise di essere soltanto un collaboratore e diventò finalmente autore completo.
Quanto c’è di Silver dentro Lupo Alberto?

Come accade spesso con i grandi personaggi seriali, arriva inevitabilmente la domanda sul rapporto tra autore e protagonista.
Silver risponde con una sincerità sorprendente.
«All’inizio non avevo alcuna intenzione di creare un personaggio autobiografico. Semplicemente avevo poco più di vent’anni e l’unico materiale narrativo a cui potevo attingere era la mia esperienza personale e così dentro Lupo Alberto finiscono la fidanzata, gli amici, le piccole delusioni quotidiane e le insicurezze di un ragazzo che sta cercando il proprio posto nel mondo. Con il passare degli anni il processo si è quasi invertito. Oggi non so più quanto ci sia di me in lui e quanto di lui in me.»
Lupo Alberto è rimasto eternamente giovane, mentre Silver si è sposato, ha avuto figli e conduce una vita completamente diversa. Eppure i pensieri, l’umorismo e il modo di osservare il mondo continuano a coincidere.
Dal fumetto ai gadget: un sogno diventato realtà

L’immagine inedita realizzata da Silver per Tomodachi
Nel corso della sua carriera Lupo Alberto è evoluto passando da semplice fumetto a personaggio di un merchandising che comprendeva diari, zaini, pupazzi, caramelle, calendari, peluche, ecc.. che ha accompagnato intere generazioni di lettori.
Silver racconta di aver sempre guardato con ammirazione al modello Disney e non vedeva alcuna contraddizione tra il fumetto e la sua diffusione attraverso oggetti di uso quotidiano, anzi; ricorda con divertimento le discussioni con Sergio Bonelli, che considerava il fumetto una forma espressiva “pura”, poco compatibile con il merchandising.
Silver la vedeva diversamente.
«Mi sembrerebbe strano vedere una bambina andare a letto con il peluche di Tex.»
Lupo Alberto, invece, nasceva naturalmente per diventare un pupazzo, un diario o una confezione di caramelle.
Per questo motivo ha accolto con entusiasmo anche il progetto Masterpiece per la Tomodachi Press contribuendo con una nuova illustrazione realizzata appositamente per il cofanetto. Pur scherzando sulle difficoltà tecniche nel disegnare il raccoglitore e le carte nella giusta prospettiva, ammette di essersi divertito molto a partecipare al progetto.
Un artigiano che ha fatto la storia del fumetto italiano con un Lupo blu, una gallina e una fattoria

Lupo Alberto è diventato un’icona pop capace di attraversare generazioni, entrando nell’immaginario collettivo molto oltre le pagine delle strisce, ma ascoltando Silver parlare, si capisce che il successo non è mai stato il vero obiettivo.
L’importante, ieri come oggi, è continuare a raccontare storie con onestà, rispettando il mestiere di artigiano della Nona arte, senza smettere mai di divertirsi.
Eventi
Tunué: evento al Luneur di Roma il 3 luglio per il lancio di Gumball e le Superchicche
Tunué dedica un evento al lancio dei fumetti di Gumball e Le Superchicche il 3 luglio al Luneur di Roma
Tunué porta in Italia i fumetti
dei Cartoon Networks Originals L’evento di lancio al Luneur Park di Roma
Il 3 luglio dalle 19:00 intrattenimento e laboratori per tutta la famiglia su Lo Straordinario Mondo di Gumball e Le Superchicche
Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fumetti, animazione e divertimento: giovedì 3 luglio, a partire dalle ore 19:00, il Luneur Park di Roma ospiterà l’evento di lancio dei fumetti Tunué de Lo Straordinario Mondo di Gumball e Le Superchicche.
La casa editrice Tunué, infatti, in partnership con Warner Bros. Discovery Global Consumer Products, porta in Italia i fumetti ufficiali tratti da due delle serie animate più amate in onda sui canali televisivi Boing e Cartoon Network, grazie a un accordo che prevede la pubblicazione di diverse serie di culto della library dei CNO’s.
Per l’occasione, il parco di Roma si trasformerà in un luogo d’incontro per fan di tutte le età, con un evento speciale ad ingresso gratuito ricco di sorprese e momenti da vivere insieme ai protagonisti dell’universo di Gumball e Superchicche.
Tra gli ospiti d’eccezione saranno presenti la mascotte ufficiale di Gumball, pronta a incontrare il pubblico e a scattare foto ricordo con grandi e piccoli, Alessio Puccio, doppiatore italiano del personaggio, che farà una dimostrazione live doppiando alcune delle pagine del fumetto, Alice Fedele, Content Director di Warner Bros. Discovery e Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunué.
A partire dalle 19:45, il programma proseguirà con laboratori creativi a tema Lo Straordinario Mondo di Gumball e Le Superchicche, pensati per coinvolgere bambini e famiglie in attività ispirate ai celebri personaggi di Cartoon Network, offrendo un’esperienza divertente e interattiva.
L’iniziativa rappresenta un’occasione unica per vivere da vicino l’universo della serie, incontrare i suoi protagonisti e festeggiare insieme il debutto editoriale di una delle proprietà animate più apprezzate degli ultimi anni.
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