ComicsFumetti
New Comic Books Day – 22 Ottobre 2025
Mercoledì vuol dire solo una cosa: New Comic Books Day.
Marvel Comics
Ultimate Spider-Man #22 di Jonathan Hickman e Marco Checchetto

Il testamento e le ultime volontà di [REDACTED]!
Trama criptica, probabilmente per evitare spoilers a chi non ha ancora letto i numeri precedenti.
Pubblicato in Italia da Panini Comics.
IDW Publishing
Teenage Mutant Ninja Turtles #12 di Jason Aaron e Juan Ferreyra

Dopo dodici numeri passati a essere distrutti, accusati di omicidio e processati come criminali, le Tartarughe affrontano la loro battaglia finale per riabilitare il proprio nome e ricucire i legami familiari. Nulla potrà più frapporsi tra loro e la libertà… se non una minaccia come mai ne hanno affrontata prima!
Pubblicato in Italia da Panini Comics.
Image Comics
Skinbreaker #2 di Robert Kirkman e David Finch e Annalisa Leoni

La sfida è stata lanciata. Ora il nuovo Anziano dovrà essere scelto… attraverso il combattimento!
Universal Monsters: The Invisible Man #3 di James Tynion IV e Dani

La vera natura malvagia di Jack Grifin è rimasta nascosta agli occhi di chi lo circonda… ma ora i suoi esperimenti prendono una piega oscura e letale!
Pubblicato in Italia da Saldapress.
Escape #3 di Rick Remender e Daniel Acuña

Bloccato, in inferiorità numerica e ormai allo stremo, Milton Shaw tenta una disperata fuga oltre le linee nemiche – con una squadra di soldati nareniani e un implacabile bruto alle calcagna. Intrappolato tra una diga e un detonatore, la sua ultima possibilità di sopravvivenza sta per svanire.
News From The Fallout #5 di Chris Condon e Jeffrey Alan Love

I sopravvissuti dell’Old Joe trovano rifugio nella città fantasma mineraria di Dead Water, mentre continuano a cercare una via di fuga.
No Man’s Land #2 di Szymon Kudranski

L’agente dell’FBI Collins atterra su Little Diomede per indagare su un brutale omicidio – tra condizioni climatiche estreme, isolamento totale e i fantasmi di un matrimonio alla deriva. Ma quando è costretto a collaborare con l’agente del KGB Sonia Fiodrow, l’improbabile alleanza porta alla luce rivelazioni inquietanti: un assassino spinto dal fanatismo religioso e una comunità paralizzata dalla paura.
Ignition Press
Murder Podcast #2 di Jeremy Haun e Mike Tisserand

Mina è un’appassionata di podcast true crime – ma non avrebbe mai immaginato di finire lei stessa dentro uno di essi. O meglio: di diventare la vittima di un killer fuori controllo, spinto alla violenza dal misterioso podcast Dead Sounds, che sta seminando cadaveri in tutto il Pacific Northwest.
Determinata a scoprire cosa si nasconde dietro questa scia di sangue, Mina – insieme ai suoi amici – decide di seguire le tracce dei giornalisti investigativi scomparsi mentre indagavano su Dead Sounds, nella speranza di arrivare alla verità. E se nel frattempo riuscisse anche a conoscere meglio il ragazzo carino del coffee shop… tanto meglio!
Comics
Spider-Man e Superman: amici e alleati nel crossover dell’anno tra Marvel e DC
Spider-Man e Superman tornano, a distanza di 50 anni, protagonisti di un nuovo crossover tra Marvel e DC che sta per arrivare anche in Italia
Superman e Spider-Man sono due supereroi che fanno parte dell’immaginario di chiunque. O quasi.
Quanti bambini durante l’arco della sua infanzia hanno fantasticato infinite avventure con l’action figure dell’uno o dell’altro eroe? Alcuni di quei bambini oggi sono cresciuti e continuano a coltivare la passione verso i due eroi dal costume rosso e blu, sognando di volare come Superman o di volteggiare tra i grattacieli di New York come Spider-Man.
L’Uomo d’Acciaio e il Tessiragnatele godono di una popolarità talmente vasta, che solo pochi altri supereroi al mondo (Batman?) possono vantare.
Con quei colori che hanno in comune, rosso e blu, quel senso di innata giustizia e responsabilità che li contraddistingue, i due personaggi sono gli ambasciatori di DC Comics (Superman) e Marvel (Spider-Man) nonché i supereroi pionieristici insieme al Cavaliere Oscuro ad avere intrapreso la strada del cinema prima ancora che venisse coniato il termine ‘cinecomics‘.
Con ogni probabilità se facessero parte dello stesso universo, Clark Kent e Peter Parker sarebbero degli ottimi amici e colleghi nella vita di tutti i giorni. Nonché una squadra da ‘world’s finest heroes’ quando indossano gli abiti da supereroe. Ma così non è.
Però, grazie all’unione delle forze di Marvel e DC Comics, tutto ciò è stato reso possibile con le Big Two che hanno replicato l’esperimento dell’anno scorso tra Deadpool e Batman, dando vita a un altro incredibile crossover che vede protagonisti questa volta proprio Superman e Spider-Man.
Se vogliamo essere sinceri fino in fondo, i due albi che hanno visto Batman e Deadpool insieme, sono state due ottime mosse commerciali, ma da cui ci si aspettava qualcosa di più oltre alle belle tavole di Greg Capullo e Dan Mora, artisti delle storie principali, coadiuvati da altri grandi autori che si sono occupati delle storie brevi.
Ma Zeb Wells, prima, e Grant Morrison, dopo, non hanno fatto centro confezionando due trame poco intriganti che difficilmente verranno ricordate come tra le migliori storie crossover tra DC e Marvel.
Le due case editrici, però, ci hanno voluto riprovare con altri due grandi calibri, confezionando due albi extralarge contenenti una storia lunga e alcune short stories.
Il primo edito da DC Comics intitolato Superman/Spider-Man, vede ai testi della storia principale un veterano come Mark Waid e ai disegni un grandissimo (e emozionatissimo) Jorge Jimenez.
Il secondo albo pubblicato questa volta da Marvel, dal titolo Spider-Man/Superman, ha come sceneggiatore un altro grande storyteller come Brad Meltzer, autore che ci ha regalato in passato storie molto emozionanti e introspettive, e Pepe Larraz, l’artista di punta dell’attuale ciclo ragnesco (insieme a John Romita Jr.).
2 scrittori americani e 2 disegnatori spagnoli, ovvero 4 superstar del fumetto contemporaneo, che hanno dato vita a due incontri epici tra gli eroi più famosi di sempre.
Insieme a loro, altrettanti importanti team creativi che si sono occupati delle storie brevi che completano i due albi: su Superman/ Spider-Man troviamo storie di Tom King e Jim Lee, Matt Fraction e Steve Lieber, Gail Simone e Belén Ortega, mentre su Spider-Man/Superman tra gli altri vi sono Dan Slott e Marcos Martin, Jason Aaron e Russell Dauterman, Brian Michael Bendis e Sara Pichelli come team creativi d’eccezione.
E non va dimenticata l’infinita lista di artisti che hanno preso parte alle numerose cover variant celebrative di entrambi gli albi.
Ma da cosa nasce l’idea di un nuovo crossover tra Superman e Spider-Man? Per saperlo bisogna tornare indietro nel tempo di qualche anno… per l’esattezza di 50 anni tondi.
Il primo crossover Marvel /DC Comics della storia è… Superman/Spider-Man!
Stati Uniti, 1976. Nell’anno che vede l’elezione di Jimmy Carter come presidente degli USA, Marvel e DC Comics devono affrontare un periodo di importante calo di vendite. Carmine Infantino e Stan Lee, rispettivamente i capi di DC Comics e Marvel Comics, cercano di scuotere il mercato con qualcosa di inedito e di trasgressivo allo stesso tempo: unire i loro personaggi più iconici in un unico fumetto. Con un titolo che campeggia sulla copertina “La Battaglia del Secolo” Superman e Spider-Man si ritrovano per la prima volta nella storia dei comics, insieme.
Su storia del compianto Gerry Conway, scomparso recentemente, e con le matite di Ross Andru, i due supereroi uniscono le forze per sconfiggere i rivali di sempre, Lex Luthor e Dottor Octopus.
Questo primo albo, inaugura una serie di collaborazioni tra DC e Marvel che vedrà avvicendarsi diversi eroi e autori, nel corso degli anni che daranno origine ai team-up più improbabili sino ad arrivare ad ‘amalgamarli’ (se vi interessa l’argomento, fatemelo sapere e ne parlerò in uno speciale dedicato…).
Ma questo albo di Superman e Spider-Man viene ancora oggi ricordato per essere stato il primo e più importante crossover di sempre tra Marvel e DC.
E non è un caso che a distanza di ben 50 anni, le due case editrici un po’ per commemorare la prima collaborazione, un po’ perché albi di questo genere sono sempre grandi fonti di guadagno, hanno pensato di far incrociare nuovamente le strade all’Amichevole Spider-Man di quartiere e all’Azzurrone.
Superman/Spider-Man #1: un tandem più classico e supereroistico
Mark Waid è un fuoriclasse dello storytelling, e alza ulteriormente il livello quando si tratta di scrivere avventure dedicate ai supereroi delle Major. L’autore statunitense ha praticamente firmato storie su tutti gli eroi di Marvel e DC Comics e, da qualche anno, è una delle colonne portanti della casa editrice di Burbank.
Con Superman/Spider-Man: Verità, Giustizia e Grande Responsabilità punta su un team-up dal sapore classico: una trama lineare e divertente, con villain storici animati da malvagità e brame di conquista, che riesce a bilanciare bene lo spazio riservato a entrambe le star dell’albo.
Chi conosce il lavoro di Mark Waid potrà ritrovare parte delle atmosfere di Batman/Superman: I migliori del mondo, con la differenza che al posto di Batman troviamo, per l’appunto, Spider-Man: un personaggio decisamente meno cupo del Cavaliere Oscuro, capace di portare energia e umorismo nella coppia e che, a mio parere, si integra meglio con la personalità di Superman. E il Ragno, in un paio di occasioni, “gioca” e punzecchia l’Uomo d’Acciaio sul fatto che sia molto meno impaziente con lui rispetto a quando fa squadra con Batman.
La scelta dei nemici affonda le radici nella classicità dei cast dei due personaggi: Brainiac, per quanto riguarda Superman, e il Dottor Octopus, storico villain di Spider-Man già protagonista del primo celebre incontro del 1976. I due uniscono le forze e si rivelano antagonisti perfetti per una storia incentrata sul tentativo di impiantare un virus nella mente degli esseri umani. Peter Parker e Clark Kent per conto del Daily Bugle e del Daily Planet, sono sulle tracce di un dispositivo rubato proprio dai due criminali. Dall’indagine giornalistica al cambio d’abito per indossare mantello e spara ragnatele, il passo è breve.
La storia si rivela davvero divertente ed entusiasmante, con quel sapore da team-up ‘old school‘.
Come già accaduto per Batman/Deadpool, DC Comics affida il comparto grafico a un talento cristallino, ovvero il suo miglior disegnatore attualmente in forza alla casa editrice: Jorge Jiménez. L’artista spagnolo non vedeva l’ora di mostrare ai fan il risultato finale di Superman/Spider-Man, e il suo entusiasmo si è rivelato davvero contagioso. Il risultato? Tavole dalle inquadrature cinematografiche, dinamiche e mozzafiato.
Il disegnatore dell’attuale run di Batman ha lasciato intendere più volte che questo progetto rappresentasse uno dei lavori più importanti della sua carriera, anche solo per la possibilità di affiancare Superman a un eroe altrettanto iconico come Spider-Man.
L’omaggio a diversi artisti della storia editoriale di Spidey, come Steve Ditko o John Romita Jr., è rimarcato in più occasioni e si nota in particolare in una scena dell’albo in cui il Ragno solleva un intero cumulo di macerie, dimostrando grande conoscenza e rispetto per il personaggio da parte dell’artista. E come potrebbe essere altrimenti.
La sensazione di chi legge, e leggerà, questa storia è che i due autori si siano divertiti a loro volta moltissimo nel realizzare Verità, Giustizia e Grande Responsabilità. E quando a divertirsi sono gli autori stessi, difficilmente l’albo si presenta come piatto e insipido. Superman/Spider-Man è esattamente l’opposto: fresco e leggero e il lettore non può fare altro che gioire e sorridere davanti a una lettura come questa.
Chiudono l’albo una serie di storie brevi che impreziosiscono ulteriormente un albo già di per sé molto buono grazie all’avventura principale. Queste short stories, come detto, vedono protagonisti diversi super-team creativi e personaggi che fanno parte dei mondi di Superman e Spider-Man. Senza entrare troppo nello specifico, una in particolare mi ha colpito: Il Ponte, di Jeff Lemire e Rafa Sandoval, con protagonisti Zio Ben e Pa’ Kent, che dimostrano come i loro figli adottivi siano diventati eroi soprattutto grazie ai valori trasmessi dai due padri. Una piccola chicca d’autore.
Spider-Man/Superman #1: Perchè fai tutto questo?
Quando ho letto il nome di Brad Meltzer in copertina, mi ha particolarmente stupito la scelta dell’autore a cui Marvel ha affidato la storia principale di Spider-Man/Superman: La nostra Kriptonite. Meltzer è infatti un grandissimo sceneggiatore che, però, ha legato gran parte della propria carriera a DC Comics, firmando alcune storie memorabili.
Poi ho capito il motivo: il suo modo di entrare nell’intimità dei personaggi, quasi a psicanalizzarli, e di tirarne fuori il meglio è perfetto sia per Spider-Man sia per Superman.
La trama ha una connotazione più seria rispetto a quella di Waid e, almeno nelle prime pagine, trasmette anche un forte senso claustrofobico. Spider-Man e Superman sono intrappolati sotto New York, con tonnellate di macerie sopra le loro teste, quando da una fessura arriva una bomba-zucca che, esplodendo, sprigiona della Kriptonite. L’Uomo d’Acciaio è impotente e tutto ricade letteralmente sulle spalle di Spider-Man, compreso il manto stradale che grava sopra entrambi.
Ed è qui che la storia comincia davvero a ingranare. Quello che nasce è un dialogo sincero tra gli uomini oltre la maschera, tra Peter e Clark, con il secondo che pone a Spidey una domanda apparentemente semplice, ma pesante quanto il macigno che incombe sui due eroi:
Why do you do it? (“Perché lo fai?”)
Meltzer spoglia gli eroi dei loro costumi e li costringe a un faccia a faccia in cui si mettono a nudo, confidandosi sui motivi che spingono entrambi a fare “quello che fanno”. Ed è proprio questo confronto a saldare ulteriormente la loro amicizia.
C’è spazio anche per la pura azione che un lettore di comics si aspetta, ovvero lo scontro con le nemesi della storia, gli spietati Green Goblin e Lex Luthor (e anche un certo simbionte alieno…), che però rimangono volutamente (per scelta di Meltzer) sullo sfondo per lasciare maggiore spazio al rapporto tra Superman e Spider-Man, fino a un finale davvero toccante ed emozionante che coinvolge Clark, Peter e le rispettive famiglie.
Le matite di Pepe Larraz, probabilmente al massimo della sua maturità artistica in questo momento, si esaltano ancora di più nelle scene d’azione, con splash page spettacolari che confermano come sia ormai entrato, in pochissimo tempo, nel gotha dei migliori artisti di sempre di Spider-Man.
E con Superman non fa assolutamente rimpiangere il collega Jorge Jiménez. La vera sfida da Marvel e DC, si consuma tra i due artisti a colpi di talento.
Anche in Spider-Man/Superman trovano spazio diverse storie brevi di livello. Tra queste spicca, almeno a mio avviso, Metropolis Marvels di Dan Slott e Marcos Martín, in cui Spider-Man Noir se la deve vedere con il Superman del 1938 in una mini-avventura pulp davvero divertente, con tanto di omaggio a Steve Ditko e alla storica copertina di Amazing Fantasy #15 — anche se, questa volta, al posto di Spidey c’è Superman.
Tra le storie che completano l’albo, una menzione speciale la merita L’unica cosa…, che segna il ritorno del celebre team creativo di Miles Morales: Spider-Man: Brian Michael Bendis e Sara Pichelli.
Marvel e DC riescono ancora a trasmettere quel ‘sense of wonder’
Se il crossover tra Batman e Deadpool mi aveva decisamente deluso, il team-up tra Superman e Spider-Man è stata una lettura sorprendente.
In un mercato dei comics come quello attuale, dove operazioni di questo tipo solitamente si concentrano più sul risultato economico che sul contenuto, Superman/Spider-Man #1 e Spider-Man/Superman #1 sono due albi intelligenti, realizzati per presentare nelle poche pagine a disposizione le caratteristiche principali e le qualità dei due supereroi protagonisti anche a chi non li conosce, attraverso storie fresche e divertenti.
Sono due speciali in cui Marvel e DC Comics dimostrano di ricordarsi ancora come si trasmette quel “sense of wonder” ai lettori, qualcosa che un tempo era più facile trovare nei loro albi.
E lo fanno affidandosi a grandi autori e artisti che applicano poche semplici regole: conoscenza accurata dei personaggi e passione. E anche un po’ di emozione e responsabilità, perché credo che essere scelti per scrivere o disegnare una storia con protagonisti Superman e Spider-Man sia come arrivare in nazionale per un calciatore: una volta lì, bisogna dare il massimo.
Ed è forse anche questo che rende grandi supereroi come Spider-Man e Superman: eroi in cui ognuno cerca sempre il meglio.
Perché ogni volta che si apre un loro albo, ogni lettore si aspetta di vivere grandi avventure, di volare insieme a Superman o di tessere tele insieme a Spider-Man. O, come capita in questi due speciali, di fare entrambe le cose insieme. Speriamo di non dover attendere altri 50 anni per un altro incontro tra i due!
Superman/Spider-Man #1 arriverà in Italia grazie a Panini Comics il 21 maggio mentre Spider-Man/Superman #1 uscirà a giugno!
Comics
Comics Legends: intervista a Brian M. Bendis il papà di Miles Morales che ha rivoluzionato i comics
Abbiamo avuto l’onore di avere ai nostri microfoni uno degli autori più influenti dei comics degli ultimi 25 anni: Brian M. Bendis. Il creatore di molti successi tra cui New Avengers, Ultimate Spider-Man e Ultimate Spider-Man: Miles Morales, si è raccontato con moltissimi aneddoti davvero interessanti
Credo che Brian M. Bendis sia lo scrittore che più mi ha influenzato nel corso della mia vita da lettore di comics americani.
C’è stato un lungo periodo, dall’inizio degli anni 2000 fino circa al 2015, in cui, quando vedevo il nome “Bendis” sulla copertina di un fumetto, sapevo che dovevo leggerlo. E ogni volta rimanevo stupito da ciò che l’autore era riuscito a tirare fuori. All’epoca lo chiamavo “Re Mida Bendis”, perché tutto quello che scriveva era una lettura sbalorditiva.
A partire da Sam & Twitch e Powers sino a New Avengers, Daredevil, Jessica Jones, Ultimate Spider-Man, e il personaggio più importante da lui creato in carriera, Miles Morales, la lista di cose incredibili fatte da Bendis nel campo dei comics è davvero lunga.
Se esiste un Marvel Cinematic Universe lo si deve in gran parte alle sue idee, fonte d’ispirazione per molti film e serie TV, in ultimo Daredevil: Born Again di Disney+.
A mio giudizio, Bendis è stato uno sceneggiatore rivoluzionario all’interno del mercato dei comics, portando a compimento quel cambiamento che ha visto il fumetto supereroistico evolversi in qualcosa di più complesso rispetto a una semplice scazzottata tra uomini in costume e mantello.
Nelle mani di Bendis, i personaggi diventano persone reali, e le scene di dialogo costruite dall’autore sono vere e proprie lezioni di storytelling.
In questo Bendis è un maestro: riesce a rendere interessante qualsiasi argomento decida di affrontare, come scoprirete nell’intervista che segue, realizzata qualche mese fa alla Milan Games Week 2025.
Purtroppo ho avuto modo di fare poche domande allo sceneggiatore, che però è stato davvero esaustivo in ogni risposta e aneddoto. Come gli dico a un certo punto: “Avrei bisogno di tre o quattro giorni per farti tutte le domande che ho in testa”.
Ma il tempo che mi ha dedicato, anche se poco, è stato davvero speciale e spero che i suoi racconti riusciranno a incantare anche voi tanto quanto hanno incantato me durante la nostra chiacchierata.
Prima di lasciarvi alle parole della nuova leggenda dei comics ospite della nostra pagina, un sentito ringraziamento a Mirage Comics, che ha portato Bendis in Italia dopo troppi anni di assenza, e al mio amico Mr. Kent.
Brian Michael Bendis is Back: il successo tra i supereroi Marvel e DC e il recente ritorno alla Casa delle Idee

Grazie Brian per essere qui su PopCorNerd
Brian M. Bendis – Oh, Figurati! Grazie a voi.
Partiamo dalla grande notizia del tuo clamoroso ritorno in Marvel: dopo tanti anni torni alla Casa delle Idee e lo fai con una storia contenuta in Avengers #800.
Brian M. Bendis – Oh Sì!
Quindi cosa significa questo ritorno per te e quali emozioni ti suscita?
Brian M. Bendis – Beh, è una domanda impegnativa. Onestamente, sono stato via per molti anni, quasi otto. E solo perché… essere alla Marvel è un po’ come essere un membro del cast del Saturday Night Live.
Ci penso spesso. Ci sono alcuni lavori nel mondo che sono simili, ma pochissimi paragonabili a essere un creatore di fumetti che lavora per Marvel e DC Comics. Ed è davvero come il Saturday Night Live: persone che lavorano molto duramente per arrivare a quello che è il lavoro dei propri sogni. Ma, sai, anche quando va molto bene, si tratta solo di qualche anno. Non è un lavoro che dura per sempre.
In Marvel è la stessa cosa, davvero, anche se io sono riuscito a restare per tipo 20 anni, giusto? Per tutto il tempo mi chiedevo quando sarei andato via.
Non sai mai quando è il momento giusto per lasciare. Una volta che Miles ha avuto successo, vinto un Oscar e tutto il resto, ho pensato: “Okay, non diventerà più grande di così la cosa”.
E poi, Miles mi aveva aperto così tante porte per provare cose nuove, nel mondo e nel mercato dei graphic novel, che ero davvero emozionato all’idea di provarle.
E qualche mese fa, C.B. Cebulski mi ha chiamato e mi ha detto: “Se sei pronto, abbiamo un paio di cose da proporti”.
E le cose che mi ha proposto, che non abbiamo ancora annunciato, per una di quelle… ho pensato: “Oh no, devo dire sì. Non posso dire di no”. [uno di questi annunci riguarda il ritorno al lavoro con Sara Pichelli su Miles Morales per la breve storia speciale realizzata per Spider-Man/Superman n.d.r.]

una preview: variant cover di Spider-Man/Superman #1 di Sara Pichelli. All’interno una breve storia che la rivede insieme a Brian M. Bendis su Miles Morales (in compagnia dell’Uomo d’Acciaio) dopo molto tempo!
E quello ha aperto la porta ad altre cose, incluso il fatto che mi hanno detto: “Ehi, a proposito, c’è Avengers 800…Che ne dici di te e Bagley?”.
Ho pensato che mi sarebbe piaciuto tantissimo lavorare un’ultima volta con Mark Bagley, perché non avevamo mai avuto una brutta giornata insieme. In Marvel mi hanno ancora detto: “Tu e Mark potete fare quello che volete su Avengers”.
Io ho chiamato Mark e gli ho chiesto se gli andava. Lui, tra l’altro, era appena andato in pensione e non stava più facendo fumetti, ma l’ha interrotta per causa mia.
E lo vedrete. Non mi sto vantando, ma Mark ha veramente ‘spaccato’. È incredibile quello che ha fatto. È stato come: “Ah, ne ho ancora di cose da dire. Guardatemi. Sono ancora bravo, no?”. Ed è stata… un’esperienza incredibile.
Mi hai chiesto delle emozioni. Ho provato un sacco di emozioni, perché all’inizio era tipo: “Ma sì, proviamo”.
Poi l’ho scritta [la storia di Avengers # 800 n.d.r.], e mi sono sentito molto bene.
Controllavo come mi sentivo. Volevo che non fosse solo “Amo questi personaggi”, ma anche “Come mi sento mentre lo faccio?”. E mi stavo divertendo davvero.
Poi Bagley ha iniziato a consegnare le tavole e sono così belle che, nonostante mi avesse detto “Sono in pensione”, ha consegnato il miglior lavoro della sua vita. E riuscivo a vedere nel lavoro quanto significasse anche per lui. E questo mi ha sopraffatto.
Abbiamo finito tutto questa settimana [fine novembre 2025 n.d.r.] e posso dirti che è stata un’esperienza fantastica. Sono entusiasta di averlo fatto. Entusiasta. E ho continuato a monitorarmi: sai, a volte ti chiedi, “Dovrei tornare? Dovrei?”. Non sai mai se è la cosa giusta da fare. Ma se ti fa stare bene, allora è la cosa giusta.

Immagine promozionale della Marvel che annunciava il ritorno di Brian M. Bendis alla Casa delle Idee con Avengers #800
Quindi è anche quasi un ritorno a casa per te?
Brian M. Bendis – Beh, c’è anche l’altra versione, in cui torni al liceo e ti dicono: “Ehi, amico, sei troppo vecchio per stare qui”. Hai paura anche di quello, ma non è esattamente così per i fumetti e i fumettisti. Però sì, è bello. E tutto ciò che mi hanno messo davanti in Marvel è qualcosa che mi piace davvero. E pensavo cose tipo: “Oh sì. Vediamo se riesco a farlo”. È una bella sensazione.
Tornando al tuo lavoro sugli Eroi più Potenti della Terra… Dopo Vendicatori Divisi hai creato diversi team di Avengers, spesso includendo eroi che non avevano mai fatto parte della formazione, come Spider-Man. Quali criteri hai usato per scegliere i membri dei primi New Avengers?
Brian M. Bendis – È stato un momento in cui in realtà non stavo cercando quel lavoro. Ci avevano portato a New York per un ritiro dove c’erano molti scrittori, dozzine di scrittori.
E in uno di questi primi incontri, il publisher Marvel disse: “Ehi, voglio passare in rassegna la lista delle serie e voglio chiedere: perché pubblichiamo questa? Non perché la possediamo. Non è abbastanza. Perché pubblichiamo Iron Man? Stiamo facendo quello che dovremmo fare?”. Passavano in rassegna ogni serie. E noi eravamo lì semplicemente per parlare.
Quando arrivammo agli Avengers, io, Mark Millar e altri dicemmo: “Ehi, perché gli Avengers non sono i più fighi? Perché non sono i più cool del momento?”.
Nessuna offesa per chi lavorava sulla testata, ma all’epoca la formazione era composta da Il Fante di Cuori e She-Hulk… e non la She-Hulk che abbiamo oggi. E io pensavo: “Perché non ci sono Spider-Man e Wolverine?”.
Stavamo parlando ad alta voce, e ho guardato il publisher che aveva proprio i segni dei dollari negli occhi, come in un cartone animato. E alla fine della serata ero lo scrittore degli Avengers. Non stavo nemmeno facendo un pitch [una breve presentazione di un progetto n.d.r.], stavo solo parlando.
Ricordo che quando ho iniziato a lavorarci ho pensato a chi fossero i più fighi dell’Universo Marvel. Ho detto Luke Cage e Spider-Woman, ma il mio capo mi disse: “Avevi detto Spider-Man e Wolverine e loro sono nel team, non mi interessa chi altro metti”.
Allora ho pensato che il mio lavoro non sarebbe stato dimostrare che Wolverine era figo, ma dimostrare che Luke Cage e Spider-Woman lo erano. E così ho creato quel team.
Penso anche che ogni personaggio degli Avengers dovrebbe essere una sorta di tentacolo di una parte dell’universo Marvel, se capisci cosa intendo. Gli Avengers dovrebbero essere un punto centrale, non una realtà secondaria, ma il luogo dove convergono mutanti, supereroi urbani e personaggi cosmici. Quindi ho costruito tutto intorno a quell’idea, incluse le storie e il “franchise” degli Avengers stessi, che aveva sempre almeno un personaggio per cui qualcuno diceva: “Perché questo è qui?”.
E mi interessava anche il dibattito online, che all’epoca era molto diverso da quello di oggi, sul perché Spider-Man dovesse essere un Avenger. Sapevo che la gente avrebbe urlato contro di me su Twitter o qualcosa del genere. E infatti è successo. E ho pensato: “Ve lo dimostrerò con il mio lavoro”.
Ora sono passati decenni e nessuno ricorda più quando Spider-Man non era un Avenger.

I New Avengers di Brian M. Bendis. Spider-Man e Wolverine tra gli Eroi più potenti della Terra
Sì, è incredibile.
Brian M. Bendis – E poi Luke Cage ha avuto la sua serie TV, e l’ho presa come una vittoria personale, anche se non c’entro nulla. [risata n.d.r.]
Tra i vari membri, ho apprezzato molto Ronin
Brian M. Bendis – Oh per Ronin è successa una cosa buffa, perché online ho ricevuto un sacco di… posso imprecare? No? Niente parolacce, ok. La gente era molto arrabbiata con Ronin.

Ronin vs. La Mano
La rivelazione dell’identità di Ronin è tipo… “wow”.
Brian M. Bendis – Erano davvero arrabbiati con me per Ronin. Ho ricevuto un sacco di mail da hater. Poi siamo andati a vedere Avengers: Endgame, e quando Ronin appare, la gente esplode in applausi. Qualcuno mi dà una pacca sulla schiena e dice: “Dai, ora dovete tutti scusarvi per come ci avete trattati dieci anni fa”. È stato divertentissimo.
In Marvel hai scritto praticamente di tutto…
Brian M. Bendis – Era uno dei motivi per cui pensavo di andare via: avevo scritto tutto. Tutto. E ho pensato: “Okay, basta”.
Ma il tuo capolavoro è ovviamente Ultimate Spider-Man.
Brian M. Bendis – Oh, grazie.
Una run senza precedenti, che ha definitivamente rilanciato il personaggio nel Terzo Millennio, aumentando ancor di più il pubblico di Spidey. Ricordi il momento in cui ti fu proposta questa serie?
Brian M. Bendis – Oh sì, certo che me lo ricordo. Perché prima avevo avuto l’incarico per la serie di Daredevil.
Daredevil è stato il primo lavoro che Marvel mi aveva offerto, ed era un fumetto che stavo facendo con David Mack, uno dei miei migliori amici. E per anni avevo cercato di attirare l’attenzione di Marvel e DC, senza riuscirci. Anche dopo aver avuto qualche successo con i miei libri creator-owned, per cui avevo vinto un Eisner [per Powers, n.d.r.], pensavo: “Okay, magari farò il mensile di Darkhawk o qualcosa del genere”.
E invece no. A un certo punto ho accettato il fatto che… non facevo quello che facevano loro. Perché stavo cercando di attirare la loro attenzione? Non facevo quel tipo di fumetti e così ho smesso di pensarci.
Poi Joe [Quesada, n.d.r.] mi ha chiamato e ha detto: “Ehi, vieni a fare Daredevil. Sarebbe un grande aiuto, perché Kevin Smith è in ritardo e ci servono dei numeri”. E io: “Perfetto”.
Ma l’ho scritto con un po’ di rabbia dentro, tipo: “A voi non è mai piaciuto quello che faccio, ora scrivo quello che voglio io, bla bla bla…”. L’ho scritto e l’ho consegnato dicendo: “Se vi piace, bene. Se non vi piace, fa niente”.

Il lunedì successivo Joe mi chiama: “Ehi, stiamo ricominciando Spider-Man da zero. Ti piace Spider-Man?”. E io: “Ma stai scherzando? Cosa?”.
Ricordo che Joe mi chiese di nuovo: “Ti piace Spider-Man?” e io ovviamente gli risposi: “Certo che mi piace Spider-Man”. Quesada mi chiamò nerd, al che io replicai: “Tu sei l’editor-in-chief della Marvel e chiami me nerd perché mi piace Spider-Man?”.
Poi ho scoperto che stavano lavorando a questo progetto da un po’, che c’erano stati altri scrittori, ma che non aveva funzionato. Ho chiesto di vedere cosa avevano fatto gli altri.
E fui davvero grato di questo, perché ho visto errori che avrei commesso anch’io se mi avessero dato la serie senza mostrarmi quelle versioni. È stato un regalo enorme. Non solo ho avuto il lavoro, ma mi hanno anche detto: “Ecco cosa NON fare”. E questo mi ha spinto a provare la versione che poi abbiamo realizzato.
E mentre decidevo quanto spingermi lontano dalle idee originali, Stan Lee, che non sapeva nulla di tutto questo, disse in un’intervista: “Sai, Amazing Fantasy #15 è lungo solo undici pagine perché l’editore non ci credeva per niente. I ragni sono schifosi. Nessuno li vuole. Era praticamente una storia di riserva. Avrei voluto avere sette numeri per raccontare quella storia”.
Allora dovevo raccontare quella storia in sette numeri. È stato quasi come ricevere il permesso da parte dell’universo.
Ho anche capito che Spider-Man non è un personaggio “rotto”. Non devi aggiustarlo. Alcuni lo vedevano così, tipo: “Oh, devo sistemare Spider-Man”. Ma nessuno pensa davvero che Spider-Man sia rotto. Quindi è stata un’esperienza incredibile.
E poi mi hanno messo insieme a Mark Bagley, che abbiamo menzionato prima. Non lo conoscevo: eravamo cresciuti in due mondi completamente diversi. Lui è cresciuto in Georgia, all’interno di un’ottima scuola creativa. Ed è stato un casting intelligente, perché io arrivavo come “nerd di fumetti indipendenti che non sa quali siano le regole”, mentre Mark sapeva perfettamente come funzionava tutto. E proprio nel mezzo tra queste due energie è nata la magia. E ha funzionato per entrambi.

Cover di Ultimate Spider-Man #1
Ho avuto il piacere di intervistare anche Mark Bagley per un’altra rivista e ha detto che inizialmente non voleva tornare a disegnare Spider-Man
Brian M. Bendis – Oh, no! Aveva già fatto una run su Amazing Spider-Man. Un ciclo sostanzioso e aveva già detto quello che doveva dire sul personaggio. Aveva firmato solo per sei numeri di Ultimate Spider-Man. All’inizio doveva essere solo una miniserie.
Ma stavano lavorando così tanto per promuoverla che ho detto: “Ehi, perché non continuiamo?” Stavo solo cercando di tenermi il lavoro.
Se fosse dipeso da me, sarei andato avanti. Se non funziona, ci fermiamo, giusto? Ma se funziona, non sarebbe un peccato aver speso così tanto tempo e fatica solo per sei numeri?
Quindi Mark aveva firmato solo per sei numeri. E avevo sentito tramite la voce di corridoio chi lo avesse convinto a fare il lavoro. Era qualcuno che conoscevamo entrambi e che gli aveva detto “Dovresti farlo, Mark.” Quindi Mark l’ha fatto.
E gli dissi anche: “Mark, non sarà ‘pesante’ a livello di immagini su Spider-Man. Non ci saranno tonnellate di ragnatele. Penso tu sia stufo di disegnarle. Ricorda: Peter non indossa nemmeno il costume fino al quinto numero”.
Così ho potuto esplorare davvero l’altro lato di Mark Bagley, cioè il fatto che sia un incredibile artista dei personaggi: recitazione, piccole sfumature… è pazzesco in questo. E non sempre ha avuto la possibilità di mostrarlo. È anche un artista straordinario di supereroi, quindi gli chiedono sempre il supereroe esplosivo. Ma lui, da solo, con due personaggi che parlano, è incredibile. Quindi sì, è stato fantastico.
Quando è cominciata la nostra collaborazione, dopo aver scritto e disegnato i miei fumetti per così tanto tempo, non sapevo dove finisse la scrittura. Disegnavo cose pensando che quello fosse scrivere. Quindi disegnavo le pagine e le consegnavo a Mark.
Un giorno mi chiama, nel modo più gentile del mondo, con la sua voce da gentleman del Sud (l’hai sentita quando l’hai intervistato, no?) fa: “Ehi, non farlo. Quello è il mio lavoro.”
E mi sono scusato, ma lui l’ha detto così gentilmente che mi sono sentito in imbarazzo. Sarebbe stato meglio se mi avesse urlato contro! Ha detto: “Ehi fratello, non devi farlo.”
Quindi sì, è stato bello. E mi ha anche aiutato a trovare la mia strada alla Marvel. Ho capito quanto amassi la collaborazione con lui e la magia di quando arrivano le tavole. Ancora oggi è la cosa da cui dipendo di più.

Okay, l’ultima domanda.
Brian M. Bendis – So che sto dando risposte lunghe. È colpa mia [ride n.d.r.].
Mi servirebbero tre o quattro giorni con te per farti tutte le domande che ho [risata n.d.r.]. Okay, questa è l’ultima domanda. Lasciamo da parte Marvel e veniamo al motivo per cui sei qua in Italia alla Milan Games Week. Grazie a Mirage Comics, arriva in Italia Joy Operations, fumetto sci-fi da te scritto e nato sotto la tua etichetta Jinxworld per Dark Horse.
Brian M. Bendis – Sì
Ci puoi dire qualcosa del volume di Joy Operations?
Brian M. Bendis – Be’, sì. Prima mi stavi chiedendo del mio percorso alla Marvel. Nel 2018, quando stavo compiendo 50 anni, mi sono fermato a riflettere. E tra tutte le cose belle che erano successe, e alcune erano davvero fantastiche, pensavo di non aver creato abbastanza cose nuove.
E con questa idea in testa sono partito per un viaggio, collaborando con partner nuovi e vecchi, provando cose di cui non ero sicuro o che non sapevo di poter fare. Solo facendo libri che mi sarebbe piaciuto comprare e che nessun altro stava facendo. Questo è sempre il trucco.
Con Joy Operations, è quasi una risposta al fatto che io sia un po’… irritabile nei confronti della fantascienza. Sono stranamente critico verso quel genere. Nel crime puoi fare qualsiasi cosa: tutto è cool. Ma la fantascienza… se non è esattamente come piace a me, divento molto critico.
Quindi ho pensato: dovrei provare a dire qualcosa di mio sul genere.
E allora è arrivata quest’idea che ribolliva dentro di me: stiamo andando verso un mondo in cui le corporazioni controlleranno grandi porzioni di territorio. Succede già in alcune aree. L’idea di città-stato di proprietà di una compagnia, che ne plasma lo stile di vita, e in cui tu puoi scegliere di vivere… ma una volta entrato, resti lì. Che tipo di società nascerebbe da tutto questo? Era qualcosa che volevo esplorare.
Così abbiamo creato Joy, che è una sorta di “envoy”, una difensora di una di queste città-stato, e partiamo da lì. Ma dal momento in cui si apre il libro, il mondo sta già crollando, e lo scopriamo attraverso quella situazione.
Il co-creatore e disegnatore è Stephen Byrne, che ha fatto Wonder Twins alla DC nella mia linea editoriale Wonder Comics. È un artista e collaboratore meraviglioso. Volevo creare un mondo dove potesse costruire e disegnare e ridisegnare senza limiti. Ha creato un’esperienza incredibile.
È per questo che amo i fumetti: ecco un mondo completamente nuovo, su carta, e l’unico posto in cui puoi vederlo per ora è lì.

Joy l’envoy protagonista di Joy Operations
Bene. Grazie mille, Brian, per aver fatto questa chiacchierata con me. Sono davvero, davvero emozionato di intervistarti perché sei il mio scrittore di comics preferito.
Brian M. Bendis – Oh, grazie mille. Be’, lo dico alle persone che leggeranno questa intervista, magari perché amano Spider-Man: sapete qual è la cosa bella delle fumetterie? Entrate e prendetevi un minuto in più. Comprate qualcosa che non avreste mai comprato. Sorprendete voi stessi.
E ci sono tanti autori di cui amate il lavoro… tipo Jason Aaron che ora sta scrivendo Absolute Superman, ma ha anche un libro che si chiama Once Upon a Time at the End of the World, che è pazzesco.
Quindi, se vi piace un autore, cercate il suo lavoro creator-owned: vi si aprirà un mondo. È un’esperienza incredibile.
Grazie. È stato un enorme piacere.
Brian M. Bendis: Biografia
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Brian Michael Bendis (Cleveland, 18 agosto 1967) è un fumettista statunitense, vincitore di cinque Eisner Award. Conosciuto anche con l’acronimo BMB, talvolta firma le sue opere con “BENDIS!”.
Inizia la sua carriera scrivendo e disegnando serie indipendenti di genere crime quali Goldfish, Jinx, Fire e Torso. Queste opere diventano la base su cui viene fondato l’imprint Jinxworld per il quale Bendis realizza le sue opere creator-owned tra cui la serie Powers grazie alla quale vince l’Eisner Award, ottenendo consensi e visibilità.
A cavallo del nuovo millennio diventa uno degli autori più rappresentativi della Marvel Comics di cui rilancia gli Avengers occupandosene per 8 anni sui titoli Avengers, New Avengers, Dark Avengers e Mighty Avengers.
Scrive un celebre ciclo di storie per Daredevil e dal 2012 al 2015 è alle redini delle serie mutanti e poi dei Guardiani della Galassia.
Bendis riveste un ruolo centrale nella creazione dell’Ultimate Universe per il quale realizza la serie Ultimate Spider-Man, albo al quale si dedicherà per più tempo sceneggiandone oltre 200 numeri.
Gli vengono inoltre affidate importanti saghe evento quali Avengers vs X-Men, House of M, Secret War, Secret Invasion, Age of Ultron, Civil War II e Siege. Oltre a gestire diversi personaggi Marvel si dedica anche alle sue opere creator-owned (del Jinxworld) tra cui Cover, lavoro toccante ed estremamente personale insieme al suo amico e collega David Mack.
Il suo lavoro sui supereroi Marvel contribuisce allo sviluppo cross-mediale dei personaggi con i Vendicatori e Iron Man che divengono icone cinematografiche e la sua creazione Jessica Jones che viene trasposta come serie televisiva Netflix.
A fine 2017 annuncia il suo passaggio alla DC Comics, esordisce sulla storica serie Action Comics (con il n. 1000, che è celebrativo) per poi prendere le redini dell’iconico personaggio Superman.*
*bio presente sul sito Mirage Comics
Comics
Mirage Comics porta in Italia Star Trek: Godshock
Mirage Comics porta in Italia Star Tek: Godshock di Collin Kelly, Jackson Lanzing e Ramon Rosanas. Disponibili diverse edizioni: cover regular, variant e ultravariant
STAR TREK: GODSHOCK
IN ITALIA CON MIRAGE COMICS TUTTE LE NUOVE STORIE
Mirage Comics pubblica l’attesissima saga che rivoluziona l’universo di Star Trek. Sceneggiatura di Collin Kelly e Jackson Lanzing, disegni di Ramon Rosanas. In uscita a giugno 2026 con tre edizioni da collezione
Mirage Comics è orgogliosa di annunciare l’arrivo in Italia di Star Trek: Godshock, la saga che ha ridefinito l’universo della Flotta Stellare per una nuova generazione di lettori. Pubblicato negli Stati Uniti da IDW Publishing e acclamato dalla critica internazionale, Star Trek: Godshock segna il ritorno della saga leggendaria in avventure tute nuove che mescolano azione spaziale, filosofia e il DNA visionario che ha reso Star Trek un fenomeno culturale da sessant’anni. La serie Godshock è stata candidata come Miglior Serie a Fumetti del Comic Con di San Diego e candidata agli Eisner Awards come Miglior Nuova Serie e Miglior Numero Singolo (Star Trek #400). Il preordine si aprirà sul sito web il 6 giugno; i volumi saranno disponibili dal 26 giugno.
UNA STORIA CHE RIDEFINISCE L’ULTIMA FRONTIERA
Creato da Gene Roddenberry, Star Trek ha attraversato generazioni ispirando milioni di persone con la sua visione di un futuro dove l’umanità supera i propri limiti attraverso esplorazione, conoscenza e solidarietà. Star Trek: Godshock raccoglie questa eredità e la proietta in una dimensione narrativa contemporanea, dove le grandi domande filosofiche dell’universo Trek incontrano un ritmo cinematografico mozzafiato. La serie, composta attualmente da 32 numeri, è ancora in corso di pubblicazione negli USA.
La saga prende il via con “A Perfect System”, pubblicato nel numero speciale Star Trek #400, e prosegue attraverso sei capitoli (Star Trek #1-6) che vedono la nuova USS Theseus affrontare una minaccia che metterà alla prova non solo le capacità della Flotta Stellare, ma i valori stessi su cui si fonda.
La storia è ambientata tra le serie tv Star Trek: Voyager e Star Trek: Nemesis ed è anche, in un certo senso, un sequel di Star Trek: Deep Space Nine.
Il cast è davvero impressionante. Oltre a Benjamin Sisko e a suo figlio Jake (dalla serie tv Deep Space Nine), a formare l’equipaggio della Theseus ci sono i comandanti Data e la dottoressa Beverly Crusher (da Star Trek: The Next Generation), il tenente Tom Paris (da Star Trek: Voyager) e addirittura il capitano Montgomery Scott (da Star Trek: The Original Series), insieme a nuovi personaggi che riescono a lasciare il segno, come l’andoriana Kira e T’Lir, un vulcaniano molto interessante. Inoltre compare anche Worf (sempre da Star Trek: The Next Generation), prima che la sua storia prosegua nello spin-off Star Trek: Defiant.
La trama segue Sisko, rimandato sulla Terra — o meglio, nell’universo principale — dai Profeti, dopo che questi scoprono che alcune entità divine stanno venendo uccise da una fonte sconosciuta. È una storia estremamente immersa nella mitologia di Star Trek: se siete grandi appassionati della saga, probabilmente la amerete. Gli autori tirano fuori tutto il possibile dal vastissimo universo narrativo di Star Trek, inserendo riferimenti e richiami continui, ma senza mai risultare fuori luogo. Tutti questi elementi e personaggi hanno infatti un ruolo concreto nella trama e contribuiscono davvero alla storia.
I villain sono chiamati “Red Path” e sono guidati da Kahless II, il clone di Kahless, una figura religiosa e storica importante per la razza Klingon apparsa nelle serie Classica e The Next Generation.
Il fumetto costruisce anche il terreno fertile per un grande evento chiamato Day of Blood, una sorta di maxi-evento narrativo di Star Trek che sarà oggetto di una prossima pubblicazione. Ecco qualche pagina in anteprima del primo volume!
UN DREAM TEAM CREATIVO DI LIVELLO MONDIALE
SCENEGGIATURA
Pubblicata negli Stati Uniti a partire dal 2022, Star Trek: Godshock è scritta da Collin Kelly e Jackson Lanzing, autori di altissimo profilo del panorama fumettistico internazionale. Collaborano da oltre un decennio, scrivendo per le maggiori case editrici come Marvel (Captain America: Sentinel of Liberty, Guardiani della Galassia, Kang il Conquistatore), DC Comics (Batman Beyond: Neo-Year, Outsiders, Grayson e One Bad Day: Clayface) e IDW Publishing.
Con Star Trek portano la loro capacità di bilanciare introspezione, azione e costruzione di mondi credibili. Sono gli architetti del rilancio moderno dei fumetti di Star Trek, curando la serie ammiraglia vincitrice di nomination agli Eisner e lo spin-off Star Trek: Defiant, di una prossima pubblicazione.
DISEGNI
Ramon Rosanas è un artista di riferimento per titoli come Astonishing Ant-Man, Star Wars e Captain America, Rosanas porta su Star Trek il suo tratto pulito, cinematografico e ricco di dettaglio, perfetto per dare vita all’epica spaziale e ai momenti di intimità dell’ equipaggio. È senza dubbio un solido professionista, capace sia nelle scene d’azione più concitate come nei momenti nei quali è richiesta una presenza più recitata dei protagonisti.
Completano il team:
- Oleg Chudakov, Joe Eisma, Erik Tamayo (artisti guest capitoli 2-5)
- Lee Loughridge (colori)
- Clayton Cowles (lettering originale)
TRE EDIZIONI DA COLLEZIONE
Mirage Comics porta Star Trek: Godshock in Italia con un’edizione curata in ogni dettaglio, disponibile in tre versioni da collezione
EDIZIONE REGULAR
Cover di Ramon Rosanas
Formato cartonato con sovraccoperta 192 pagine a colori
Prezzo: 25 €
EDIZIONE VARIANT
Cover esclusiva di Joe Quinones Formato cartonato con sovraccoperta 192 pagine a colori
Prezzo: 28 €
Tiratura limitata
EDIZIONE ULTRAVARIANT
Cover esclusiva di David Aja Formato cartonato con sovraccoperta 192 pagine a colori
Prezzo: 35 €
Tiratura limitata per collezionisti
Tutte le edizioni includono traduzione italiana curata da Fiorenzo Delle Rupi con consulenza di Gabriella Cordone Lisiero, lettering italiano di Antonio Esposito e progetto graKico di Davide Romanini.
Gabriella Cordone Lisiero, col marito Alberto Lisiero, si è occupata della traduzione dei fumetti di Star Trek editi dalla Casa editrice Play Press, e dei romanzi pubblicati da Armenia e Fanucci. Inoltre, i due hanno curato la supervisione dell’edizione italiana degli episodi televisivi di “Star Trek: The Next Generation”, “Star Trek: Deep Space Nine” e “Star Trek: Voyager”.
COLLANA SUPERNOVA: DOVE NASCONO LE STELLE
Star Trek: Godshock arricchisce Supernova, la collana Mirage Comics diretta da Francesco Marcantonini e dedicata alle grandi saghe di fantascienza e alle proprietà intellettuali più iconiche del fumetto internazionale. Supernova rappresenta l’impegno di Mirage Comics nel portare in Italia edizioni curate, di alto valore artistico e produttivo, che celebrano i grandi universi narrativi con la qualità che meritano.
ANTEPRIMA E DISPONIBILITÀ
Star Trek: Godshock sarà disponibile in fumetteria e libreria a partire dal 26 giugno 2026. Il preordine si aprirà invece il sabato 6 giugno e offrirà ai lettori sul sito web di Mirage Comics in esclusiva dediche e firme degli autori. Il lancio del 6 maggio sarà un vero evento per i collezionisti, con tirature limitate e variant esclusive.
Anticipazioni esclusive, cover reveal e materiali promozionali saranno svelati nei prossimi mesi attraverso i canali ufficiali Mirage Comics.
PERCHÉ STAR TREK: GODSHOCK È IMPERDIBILE
Il ritorno della Flotta Stellare
La nave USS Theseus collaborerà con la più iconica USS Enterprise
Team creativo stellare
Kelly, Lanzing e Rosanas tra i migliori autori USA
Cover da collezione
Tre edizioni con variant esclusive Kirmate da maestri
Edizione italiana curata
Traduzione, lettering e progetto graKico di altissimo livello
Collana Supernova
Il nuovo marchio Mirage Comics per le grandi saghe di fantascienza
*Fonte: comunicato stampa Mirage Comics
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